venerdì 11 marzo 2022

Fabolous Stack of Comics: Il Figlio di Satana


Completato il suo ciclo su Marvel Spotlight, Daimon Hellstrom, il Figlio di Satana, ricompare nella prima serie regolare a lui dedicata. Intitolata semplicemente The Son of Satan, viene pubblicata con cadenza bimestrale a partire dal 1975, ma chiude i battenti, dopo la pubblicazione di appena otto numeri, nel 1977.
La maggior parte della serie viene scritta da John Warner, mentre l'ottavo e ultimo numero rappresenta un fill-in realizzato da Bill Mantlo. Una testata che chiude con un fill-in non è la cosa più strana che accadeva negli anni '70 del ventesimo secolo. Il disegnatore principale di questa testata è Sonny Trinidad.
Dopo aver lasciato St. Louis, Daimon Hellstrom torna nella casa di famiglia, dove ha un confronto decisivo con suo padre e un nuovo nemico per chiudere alcune vicende in sospeso del suo passato. 
Dopodiché si trasferisce a Washington, in quanto gli è stata assegnata una cattedra come insegnante di parapsicologia presso l'Università di Georgetown. Ma anche qui la sua vita non troverà la pace e i suoi primi giorni da professore universitario potrebbero essere anche gli ultimi.
Leggendo a distanza di tempo dalla sua uscita originaria questa serie, si può capire come mai sia durata così poco (parliamo di un decennio dove prosperava anche una testata su Ka-Zar e le uniche serie dalla vita breve erano quelle dedicate a personaggi tipo Skull The Slayer): non vi è mai stata una precisa direzione narrativa, anche se si è comunque cercato di costruirla.
Dopo un primo ciclo di tre numeri, che vuole chiudere una volta per tutte col passato e col discorso "sono in eterna lotta con mio padre", si cerca di costruire un nuovo status quo, del tutto inedito per Daimon Hellstrom. Ecco, forse un po' troppo inedito, nel senso che vedere questo personaggio dietro una cattedra è forse un po' troppo anche per il nostro concetto ampio di sospensione dell'incredulità.
Si potrebbe vedere la cosa come un'evoluzione dello status quo precedente, con Hellstrom ad assistere una professoressa e uno studente dell'Università di St. Louis, ma lì il suo ruolo di "indagatore dell'incubo" inserito in un ambiente a lui ignoto è stato meglio gestito.
Qui invece non si fa in tempo a sviluppare la cosa e introdurre i primi comprimari che tutto finisce, lasciando l'amaro in bocca e costringendo ad andare di corsa per non avere punti in sospeso. Il settimo e penultimo numero chiude in una volta sola ben quattro sottotrame.
Vi è anche la sensazione che ci sia un mistero dietro l'assunzione di Daimon Hellstrom, un qualche piano misterioso... che rimarrà misterioso per sempre. Inutile comunque disperarsi dopo così tanto tempo. E si può essere certi che il Figlio di Satana, un giorno, da qualche parte ritornerà.

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