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giovedì 1 ottobre 2020

Fabolous Stack of Comics: Spirit - The Corpse-Makers

Due anni dopo la maxiserie firmata da Matt Wagner, torna The Spirit, il personaggio ideato ottanta anni fa da Will Eisner, grazie a una nuova storia realizzata da uno dei più apprezzati artisti italiani.
Spirit: The Corpse-Makers è una miniserie di cinque numeri pubblicata nel 2017, scritta, disegnata, colorata e pure letterata nell'edizione americana da Francesco Francavilla. Si è voluto tenere impegnato, diciamo così.
In una Central City più spettrale del solito, dove la pioggia sembra non voler concedere alcuna tregua, Spirit e il suo compare Eb (che suppongo sia Ebony White, il quale non viene chiamato così per evitare stereotipi razziali) si imbattono in una serie di rapimenti ai danni di alcuni reietti della società. Con l'aiuto dell'investigatrice privata Lisa Marlowe, i due scopriranno l'incredibile verità dietro queste sparizioni.
I dichiarati modelli di ispirazione per questa storia sono le detective stories pubblicate negli anni '30 e '40 del ventesimo secolo, in particolar modo quelle scritte da Raymond Chandler e Dashiell Hammett, le cui frasi compaiono all'inizio di ogni capitolo. Rispetto a un Sam Spade o a un Philip Marlowe, tuttavia, con cui The Spirit condivide la stessa ambientazione temporale, vi è da parte dell'eroe una minore disillusione verso l'umanità, che pure esiste e maschera attraverso alcune battute, che qui però quasi scompaiono, forse sovrastate dall'orrore a cui deve assistere.
Il fatto inoltre che la protagonista femminile abbia come cognome Marlowe la dice lunga. A tal proposito, Francavilla - senza farlo pesare in alcun modo e non appesantendo la narrazione - la descrive come una donna forte e indipendente, capace di badare a sé stessa. Il tutto in netto contrasto al modo in cui venivano caratterizzati i personaggi femminili di quell'epoca... e non solo. Qualcuno potrebbe far notare che ne risulterebbe una piccola incongruenza storica, ma in questo caso, come direbbe Doc Brown:"Chi se ne frega!".
La storia imbastita da Francavilla cerca un approccio realistico, dove i veri cattivi sono gli esseri umani e la natura malvagia e arrivista che pervade alcuni di essi. Ecco perché dunque non compare nessuno dei coloriti avversari di Spirit. Sarebbero risultati decisamente fuori posto in questo contesto.
Vi è uno spiraglio per un possibile seguito al termine della storia, ma chissà quando o addirittura se lo vedremo. Ma si sa, già più di una volta Spirit è stato dato per morto, salvo poi tornare sempre: è questa la sua caratteristica principale. Questa la sua vera forza.

martedì 9 giugno 2020

Fabolous Stack of Comics: Chi Ha Ucciso Spirit?


Nel giugno 1940 esordì sulle pagine di alcuni quotidiani statunitensi The Spirit, il detective mascherato Danny Colt ritornato dalla tomba per muovere guerra alla criminalità organizzata di Central City e affrontare insoliti, bizzarri nemici.
Questo personaggio, ideato da Will Eisner, si è rivelato molto popolare e, pur tra alterne fortune e occasionali scomparse, le sue avventure continuano a essere pubblicate di tanto in tanto ancora oggi ed è divenuto protagonista anche di un film sceneggiato e diretto da Frank Miller.
E se quest'anno ricorrono gli ottant'anni di vita editoriale di The Spirit, cinque anni fa, nel 2015, per il settantacinquesimo anniversario la casa editrice Dynamite pubblicò una maxiserie in dodici numeri intitolata Will Eisner's The Spirit. Lo sceneggiatore d'eccezione di questa storia è Matt Wagner, il creatore di Grendel, mentre ai disegni troviamo Dan Schkade.
Una celebrazione che rischia essere di breve durata, poiché all'inizio della storia Spirit è scomparso nel nulla da circa due anni e dato per morto. Il suo compare Aloysius "Ebony" White, tuttavia, non crede affatto che il suo amico sia davvero divenuto uno spirito, in senso letterale stavolta, e inizia a indagare nel sottobosco criminale.
Sarà però proprio lo stesso Spirit, praticamente risorto dalle acque, a risolvere il mistero, che vede dietro la sua scomparsa un temibile, nuovo criminale di nome Mikado Vaas.
Matt Wagner compie un'operazione narrativa molto astuta relegando, nei primi capitoli di questa maxiserie, Spirit in secondo piano a causa della sua presunta morte, consentendoci così di farci meglio conoscere e apprezzare l'ambientazione in cui si svolgono le sue storie e i comprimari che ruotano attorno a lui, inclusi i bizzarri criminali che si ritrova ad affrontare.
Questo perché, quando infine Spirit ricompare sulla scena in pianta stabile, la sua potenza iconica - insospettabile per chi è a digiuno di questo personaggio - è così grande da relegare chiunque altro in secondo piano. Un po' come quando Superman o Batman o Tex Willer irrompono sulla scena dopo una manciata di pagine: sei sicuro che scalzeranno gli altri personaggi dal podio.
La maxiserie porta a compimento il compito che si era prefissa, grazie a una consolidata maestria e tecnica narrativa: celebrare The Spirit e il suo mondo e, al contempo, celebrare anche Will Eisner e la sua inventiva. Questo non significa ovviamente che la trama sia lasciata in secondo piano o non considerata, anzi, viene portata avanti da Wagner con consumata abilità e lascia anche spazio per un eventuale seguito. Seguito di cui, però, alla data odierna non vi è traccia.
The Spirit però non è morto e come potrebbe essere altrimenti? Nuove avventure su di lui continuano a essere pubblicate ed è probabile che presto o tardi riapparirà di nuovo sulle scene, trionfante come sempre.