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domenica 29 gennaio 2023

A scuola di cinema: Vittime di Guerra (1989)

18 novembre 1966: Durante la guerra in Vietnam, 5 soldati dell'esercito americano - il sergente David Edward Gervase, Steven Cabbot Thomas, Robert Storeby, Cipriano Garcia e Joseph Garcia - tutti sui vent'anni o poco più, si intrufolano all'alba nel villaggio di Cat Tuong, rapendo la giovane Phan Thi Mao e portandola via con loro.
Quello stesso giorno, la ragazza viene violentata da quattro dei cinque soldati, solo Robert Storeby si rifiuta.
Il giorno successivo, i cinque soldati rimangono coinvolti in un conflitto a fuoco contro i Vietcong e - temendo che costoro possano aver visto Phan Thi Mao imbavagliata e legata e preda della paura - Steven Thomas porta la ragazza in un'area nascosta e la pugnala per tre volte. Incredibilmente, però, Phan Thi Mao sopravvive e cerca di fuggire, ma Steven Thomas la raggiunge e la uccide con un colpo di pistola alla testa.
Robert Storeby non intende far sì che quest'atto rimanga impunito. Denuncia i suoi commilitoni ai propri superiori, ma in principio nessuno gli presta ascolto, mentre gli altri soldati che erano con lui lo minacciano di morte.
Determinato a proseguire, Storeby si rivolge alle principali autorità militari, che portano nel 1967 gli altri quattro soldati presso la corte marziale, dove vengono condannati per omicidio non premeditato, tranne David Edward Gervase, il più alto in grado, che viene accusato di omicidio premeditato e condannato all'ergastolo.
Se vi erano speranze da parte dell'esercito americano che questo episodio passasse sotto silenzio, queste vengono del tutto disattese quando, il 18 ottobre del 1969, compare sulla rivista New Yorker un lungo articolo del giornalista Daniel Lang intitolato Casualties of War, che racconta dell'omicidio di Phan Thi Mao da parte dei soldati americani, modificando - per ragioni legali e di sicurezza - il nome di Storeby in Sven Eriksson e quello di David Gervase in Tony Meserve. L'articolo viene espanso poi in un libro che viene pubblicato quello stesso anno.
Un articolo che crea molto scalpore. E che qualche tempo dopo diviene oggetto di un adattamento cinematografico.


Un primo film basato su quello che viene poi definito l'Incidente della Collina 192 è O.K. di Michael Verhoeven, uscito nel 1970 e che genera così tanto clamore al Festival del cinema di Berlino, dove viene presentato e censurato dall'organizzazione, che quell'anno la manifestazione non assegna alcun premio.
L'articolo di Daniel Lang viene opzionato dalla Warner Bros. nel 1970, con Jack Clayton scelto come regista, una sceneggiatura già completata scritta da Pete Hamill e James Woods nella parte di Eriksson.
L'uscita del film di Michael Verhoeven, tuttavia, complica le cose poiché - con una possibile distribuzione internazionale all'orizzonte - la Warner Bros. teme che la propria pellicola possa risultare una copia del film tedesco e cerca dunque di bloccarne l'uscita negli Stati Uniti. Nonostante la pre-produzione continui, il film non viene mai alla fine effettivamente realizzato.
C'è un altro regista interessato al progetto ed è Brian De Palma, ma non ha ancora la necessaria notorietà per essere scelto. Nove anni dopo, nel 1979, il regista ha modo di incontrare lo sceneggiatore e scrittore teatrale David Rabe, un veterano della guerra in Vietnam che ha conosciuto tramite amici comuni, il quale è interessato anche lui a sviluppare un adattamento cinematografico dell'articolo di Daniel Lang.
Devono tuttavia passare altri anni prima che Brian De Palma trovi una società di produzione interessata al progetto e, indirettamente, viene aiutato dal fatto che vi siano stati alcuni film di denuncia sulla guerra in Vietnam quali Platoon di Oliver Stone e Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. A seguito del successo ottenuto con Gli Intoccabili (The Untouchables), il regista propone dunque alla Paramount Pictures questo progetto.
Grazie all'intercessione della produttrice Dawn Steel viene dato il via libera nel 1987 e si mettono sotto contratto Michael J. Fox e Sean Penn per i ruoli di Eriksson e Meserve.
Quando David Rabe completa la sceneggiatura, tuttavia, alcuni esecutivi della Paramount la ritengono troppo deprimente. Inoltre, preoccupazioni sul budget stimato che lievita oltre i 20 milioni di dollari e il fatto che non si sia convinti che Michael J. Fox possa interpretare al meglio un ruolo drammatico mettono il progetto in stand-by.
Poco dopo, colei che aveva interceduto in favore di Brian De Palma, Dawn Steel, viene licenziata dalla Paramount e apprende della cosa in ospedale, il giorno in cui dà alla luce sua figlia.
La donna, tuttavia, non demorde: diventa presidente della Columbia Pictures sempre nel 1987, rileva la sceneggiatura di David Rabe e la fa mettere in produzione nel mese di novembre. È il primo film da lei approvato alla Columbia. Dawn Steel è consapevole che la pellicola potrebbe non conseguire grandi incassi, ma questo non rappresenta per lei un problema.
Prima dell'inizio delle riprese, Brian De Palma chiede alcune revisioni della sceneggiatura a David Rabe, che non incontrano il favore dello scrittore, in particolare un finale ottimista ambientato nel presente che faccia da contraltare alle cupe vicende del passato. Questo porta lo sceneggiatore, che pur viene accreditato, a prendere le distanze dal risultato finale.
Le riprese si svolgono tra aprile e maggio del 1988, tenendosi in San Francisco e Thailandia. Prima dell'inizio della lavorazione, gli attori ricevono un adeguato addestramento militare, della durata di due settimane, sotto la guida degli esperti militari Art Smith e Michael Stokey.
Il problema più immediato e particolare che si verifica nello girare nella giungla thailandese è che questa è piena di serpenti e per aggirare l'ostacolo vengono assoldati dei cacciatori di serpenti che li allontanino dal set quando vi sono le riprese in corso. In almeno un'occasione, tuttavia, un serpente arriva fin troppo vicino a mordere Sean Penn.
In principio il ruolo del soldato Herbert Hatcher viene affidato a Stephen Baldwin, il quale gira anche alcune scene, ma Brian De Palma rimane insoddisfatto della sua interpretazione e lo allontana dal set, sostituendolo con John C. Reilly, ingaggiato in principio per fare da comparsa. Questa pellicola rappresenta il debutto cinematografico per questo attore.
Prima dell'uscita ufficiale, viene tenuto uno screening preliminare a cui partecipa anche Steven Spielberg, grande amico di Brian De Palma, che apprezza la pellicola. Sentimento non condiviso da altri partecipanti, che abbandonano la proiezione prima della sua fine, sconvolti dalla brutalità della storia. Questo porta Brian De Palma a intervenire sul montaggio finale, facendo eliminare le scene più cruente.
Vittime di Guerra (Casualties of War) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 18 agosto 1989. A fronte di un budget di ventidue milioni e cinquecentomila dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale quasi 19 milioni di dollari. Il film, dunque, non si rivela un successo, diversamente dalle altre pellicole incentrate sul Vietnam uscite negli ultimi anni.
Brian De Palma e Sean Penn, tuttavia, torneranno a collaborare alcuni anni dopo per Carlito's Way... ma questa è un'altra storia.

venerdì 21 maggio 2021

A scuola di cinema: Carrie - Lo Sguardo di Satana (1976)

1974: Stephen King vede infine in quest'anno pubblicato il suo primo romanzo, Carrie. Il titolo chiarisce già chi ne sia la protagonista: Carrie White, un'adolescente bullizzata dalle sue compagne di scuola e - come se non bastasse - odiata da sua madre in quanto la ritiene progenie di Satana, dal momento che la ragazza possiede poteri di telecinesi.
Qualcosa sembra tuttavia cambiare quando Carrie comincia a essere accettata da alcune compagne di scuola e una di esse convince il suo ragazzo a invitarla al ballo scolastico. C'è tuttavia una studentessa che intende rendere un inferno la vita di Carrie, Christine Hargensen, la quale ritiene la ragazza responsabile di una sospensione scolastica ricevuta.
Insieme al suo fidanzato Billy Nolan, Christine idea un perfido piano che vede Carrie essere incoronata come reginetta del ballo ma, nello stesso momento, far precipitare su di essa del sangue di maiale, di modo da ridicolizzarla davanti all'intera scuola. Ne consegue un massacro.
Il ragazzo che ha accompagnato Carrie al ballo muore quando il secchio che contiene il sangue gli cade in testa e, circondata dalle risate di scherno degli studenti e degli insegnanti, Carrie impazzisce.
Elimina così buona parte dell'intero corpo studentesco, bruciandoli vivi. Appicca il fuoco a numerose case della città, uccidendone i suoi occupanti. Uccide sua madre procurandole un infarto, non prima però che costei riesca a pugnalarla a morte. Prima di morire, però, Carrie provoca la morte di Christine e Billy Nolan, causando un incidente stradale mentre costoro sono in auto e cercano di investirla.
Due anni dopo, questo primo romanzo di Stephen King diviene anche il primo a essere adattato sul grande schermo, dando vita al contempo a un rapporto di amore/odio dello scrittore del Maine nei confronti di questo medium.


Qualche mese dopo l'uscita del libro, un amico del regista Brian De Palma gliene consiglia la lettura. De Palma segue il suggerimento e rimane intrigato dall'opera. Poco tempo dopo il regista apprende che il libro è stata opzionato dalla 20th Century Fox tramite il produttore Paul Monash, il quale ha acquisito i diritti di sfruttamento da Stephen King per una somma pari a duemilacinquecento dollari (una cifra ridicola anche per l'epoca, ma c'è da considerare che lo scrittore era praticamente agli esordi).
De Palma entra in contatto con Monash e gli riferisce del suo interesse, ma nei sei mesi successivi non riceve altri aggiornamenti, fino a quando non gli giunge notizia che il progetto è ora nelle mani della United Artists. Monash non è del tutto sicuro che De Palma sia la scelta migliore, ma i dirigenti dello studio riescono infine a convincerlo.
La sceneggiatura viene affidata a Lawrence Cohen, che produce due bozze, la seconda delle quali con le modifiche richieste dalla produzione: essa è abbastanza fedele al materiale originario ma - come noto - introduce un epilogo differente, oltre a spostare l'azione dal Maine al North Carolina.
Per il ruolo della protagonista, Carrie White, molte giovani attrici - alcune delle future star - vengono provinate, tra cui Farrah Fawcett e Glenn Close, ma la scelta di De Palma si concentra su un'attrice proveniente dalla televisione, Betsy Slade.
Lo scenografo del film, Jack Fisk, convince tuttavia il regista a dare una possibilità a sua moglie, Sissy Spacek, allora agli esordi. L'attrice rinuncia a uno spot televisivo che le avrebbe garantito un compenso di diecimila dollari e si presenta all'audizione struccata, dopo essersi strofinata della vaselina nei capelli, e indossando un vestito da marinaretta cucito da sua madre quando era un adolescente con l'orlo tagliato. La parte è così sua.
Per prepararsi, Sissy Spacek inizia a studiare le immagini iconografiche rappresentanti Santo Stefano e il suo martirio e le illustrazioni bibliche a opera di Gustave Doré, che sono sempre affisse alle pareti anche nella roulotte presente sul set a lei assegnata.
Per il ruolo della madre di Carrie, Margaret White, viene scelta Piper Laurie. Costei si è allontanata dalle scene da 15 anni, ma è ora desiderosa di tornare a recitare e così Marcia Nasatir, una dirigente della United Artists - sua vicina di casa - ne suggerisce il nome a De Palma. Costui la incontra a New York e come la vede, con una capigliatura rossa e un vestito nero, capisce che è perfetta per la parte.
Per il ruolo di Christine Hargensen viene selezionata Nancy Allen. Costei, dopo i primi film a cui ha partecipato, sta faticando a trovare nuovi ingaggi, cosa dovuta - secondo il suo agente - alla sua età (ha 25 anni), tanto che l'attrice sta pensando di ritirarsi dalle scene.
Per il ruolo di Billy Nolan, viene scelto John Travolta. Costui ha alle spalle un buon background televisivo grazie al serial I Ragazzi del Sabato Sera (Welcome Back, Kotter), ma questa pellicola rappresenta il suo debutto cinematografico con una parte rilevante.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 17 maggio 1976, durando poco meno di due mesi e tenendosi in California. Sissy Spacek decide di isolarsi dal resto del cast e della troupe, rimanendo nella sua roulotte quando non è sul set o tenendosi in disparte quando ci sono le riprese in atto e lei non è coinvolta, il tutto per mantenere il senso di alienazione del suo personaggio.
Alcuni degli attori fanno fatica a entrare nella parte. Nancy Allen ritiene che Christine sia una egocentrica che funge come intermezzo comico. Intuisce la malvagità del suo personaggio solo a riprese concluse, quando visiona il film.
Anche Piper Laurie è convinta che Margaret White sia così eccentrica e sopra le righe da non poter essere presa davvero sul serio, poiché il film a suo modo di vedere è una sorta di commedia dai toni cupi. Tanto che a volte scoppia a ridere dopo aver pronunciato le sue battute. De Palma deve dunque più volte ricordarle che in realtà stanno girando una pellicola horror.
Per completare le riprese della scena del ballo e del massacro che ne segue, occorrono due settimane. L'attrice P.J. Holes, che deve essere colpita dal getto di un idrante, non usa la controfigura per questa scena, ma l'impatto con l'acqua è così doloroso da procurarle una lesione a un timpano per cui le occorrono sei mesi prima di poter recuperare un pieno udito. L'esclamazione di dolore che viene catturata dalla camera non è dunque frutto di recitazione.
Per esigenze di riprese, Sissy Spacek deve continuare a indossare il vestito macchiato di sangue per tre giorni: è lei stessa che non vuole che sia lavato e arriva addirittura ad andare a dormire col vestito di scena in quei giorni.
Per la scena finale, in cui la mano di Carrie deve emergere dalla tomba, De Palma intende usare una controfigura, ma Sissy Spacek si oppone con forza: deve essere la sua mano a comparire sullo schermo. L'attrice viene dunque messa in una cassa sottoterra, assistita da suo marito Jack Fisk, aspettando con pazienza che il regista le dia il via.
Le riprese si concludono nel luglio 1976.
Carrie - Lo Sguardo di Satana (Carrie) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 3 novembre 1976. A fronte di un budget di un milione e ottocentomila dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio statunitense oltre 33 milioni di dollari. Sissy Spacek e Piper Laurie ricevono inoltre per la loro interpretazione una nomination al Premio Oscar.
Nancy Allen non abbandona il mondo della recitazione e nel 1979 sposa Brian De Palma, mentre John Travolta l'anno seguente l'uscita del film diviene una star interpretando La Febbre del Sabato Sera (Saturday Night Fever).
Numerosi altri adattamenti delle opere di Stephen King arriveranno negli anni successivi e Carrie diverrà anche oggetto di un sequel e di rifacimenti... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 13 gennaio 2021

A scuola di cinema: Mission: Impossible (1996)

17 settembre 1966: Va in onda, sulla rete televisiva CBS, il primo episodio della serie Mission: Impossible. Ideata da Bruce Geller, è incentrata su un gruppo di agenti governativi segreti, appartenenti alla Impossible Mission Force (IMF), i quali si occupano di sventare le più svariate minacce internazionali, ai danni degli Stati Uniti o persino del mondo intero.
La serie si rivela un enorme successo, andando in onda sino al 1973, per un totale di sette stagioni e 171 episodi.
Un primo adattamento cinematografico è previsto per il 1986, ma uno sciopero degli sceneggiatori porta invece a un revival, sempre sulla CBS ma senza Bruce Geller, scomparso nel 1978, il quale va in onda per due stagioni tra il 1988 e il 1990. Dopodiché a quel punto manca solo l'approdo sul grande schermo per completare il cerchio. Cosa che non tarda ad arrivare.


Già prima della conclusione della seconda serie televisiva, la Paramount - titolare dei diritti di sfruttamento - cerca di far mettere in produzione un lungometraggio, ma senza successo.
Finché non interviene Tom Cruise. L'attore è infatti un grande fan della serie televisiva e, nel 1993, fonda la sua società di produzione, la Cruise/Wagner Productions, in coppia con la sua ex agente Paula Wagner. Cruise vede in questo titolo un buon viatico per far partire al meglio la sua carriera di produttore, nonché un potenziale ottimo strumento per somme extra derivanti dal merchandising e vendita di supporti fisici.
In un primo momento, la Paramount pianifica un budget tra i 40 e i 50 milioni di dollari. ma Cruise ritiene non sia sufficiente e convince gli esecutivi a portare la cifra a 80 milioni di dollari. Per venire incontro alla produzione, l'attore sceglie inoltre di non ricevere un pagamento anticipato del suo ingaggio, sui 20 milioni di dollari, in cambio di una percentuale sugli introiti derivanti dagli incassi cinematografici e vendita DVD.
A quell'epoca è già pronto un primo trattamento, ad opera di Willard Huyck e Gloria Katz, che è una sorta di una continuazione diretta della prima serie televisiva e prevede il ritorno di molti suoi protagonisti, i quali però vengono subito uccisi in missione per essere sostituiti da un nuovo team.
Martin Landau, uno degli attori contattati in merito, rifiuta seccamente di partecipare a quest'operazione, poiché la ritiene non rispettosa della serie, e così fanno gli altri interpreti. Gli sceneggiatori Steven Zaillian e David Koepp intervengono allora sulla prima sceneggiatura, operando una consistente revisione, ma mantenendo sostanzialmente intatta la trama di base già concepita (col team di Ethan Hunt al posto di quello della serie televisiva).
In un primo momento, Cruise vorrebbe Sydney Pollack alla regia ma, quando l'accordo non si conclude, contatta Brian De Palma. Il regista accetta poiché, dopo Carlito's Way, sta cercando un nuovo progetto di alto profilo. È De Palma stesso che suggerisce a Cruise di ambientare la prima parte della storia a Praga, città poco presente nei film americani.
Non del tutto soddisfatto della sceneggiatura, Cruise contatta Robert Towne per un'ultima revisione, con l'impegno da parte sua di essere presente sul set in caso di battute o scene aggiuntive da scrivere sul momento.
A Peter Graves, il Jim Phelps comparso sia nella prima che nella seconda serie televisiva, viene proposto di riprendere questo ruolo, ma rifiuta quando scopre che nel film è descritto come un traditore della patria e muore nello scontro finale. Il ruolo allora viene affidato a Jon Voight, poiché si ritiene che il pubblico non possa ritenerlo come la mente criminale (lo stesso plot twist che si sarebbe verificato con Graves).
Quasi allo stesso modo, a Ving Rhames viene assegnata la parte di Luther Stickell poiché in pochi pensano che una persona con la sua muscolatura possa essere un hacker.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 13 marzo 1995, svolgendosi a Praga, Londra, Glasgow e in Illinois. Sul set viene convocato come consulente Reza Badiyi, colui che aveva diretto il maggior numero di episodi della prima serie televisiva. Durante il suo primo giorno di presenza, De Palma gli si avvicina dicendogli quanto abbia adorato la serie, ma che questo film non avrà nulla a che vedere con essa, e quindi la sua presenza rischia di causare solo problemi e distrazioni. Badiyi ringrazia il suo collega e se ne va, per non tornare mai più.
Tom Cruise decide di effettuare il maggior numero di scene possibili senza l'uso di una controfigura. Tuttavia, la scena dove è prevista la controfigura sin dal principio, forse perché ritenuta più pericolosa di altre, è quella dove Ethan Hunt fugge da un ristorante di Praga dopo che ha fatto esplodere un acquario. De Palma, però, non rimane soddisfatto delle riprese con la controfigura e così Cruise gira di persona questa scena.
L'esplosione, creata utilizzando circa 16 tonnellate d'acqua, viene eseguita in studio, mentre la fuga di Cruise viene girata in una piazza di Praga. Una manovra ben calcolata, poiché quella immensa quantità d'acqua rischiava di farlo affogare.
Per la scena in cui Tom Cruise deve introdursi nel quartier generale della CIA, calandosi dall'alto con un cavo (un omaggio a Topkapi di Jules Dassin), l'attore ha il problema che continua a penzolare e battere la testa contro il pavimento, fino a che non ha l'idea di mettere delle monete nelle sue scarpe per ristabilire l'equilibrio.
Per la scena del confronto finale, Cruise intende utilizzare un treno della TGV, il treno ad alta velocità francese, ma in un primo momento l'autorizzazione viene negata. Cruise allora invita a pranzo i proprietari della linea di treni ad alta velocità e il giorno successivo il permesso viene accordato, purché non vengano effettuate le manovre acrobatiche, per ovvi motivi di sicurezza.
Quindi le scene sul tetto del treno vengono ricreate in studio e, per simulare le forti correnti d'aria, viene acquistata una macchina del vento per le simulazioni di paracadutismo, in grado di generare una corrente d'aria capace di arrivare anche a 250 chilometri all'ora, se necessario. Cruise effettua questa scena senza assistenza, col risultato che la forte corrente d'aria distorce i tratti facciali dell'attore, il quale per qualche giorno ha la visione offuscata da macchie azzurrognole.
Le riprese si concludono il 30 settembre 1995.
Mission: Impossible viene distribuito nei cinema americani a partire dal 22 maggio 1996. A fronte di un budget di poco inferiore agli 80 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 457 milioni di dollari.
Un successo planetario e il miglior inizio che ci potesse essere per la carriera da produttore di Tom Cruise. Viene dunque pochi anni dopo messo in cantiere un sequel, sempre con Cruise, ma senza Brian De Palma alla regia... ma questa è un'altra storia.

domenica 8 novembre 2020

A scuola di cinema: Gli Intoccabili (1987)

1957: Viene pubblicato The Untouchables, un libro autobiografico compilato dall'ex agente governativo Eliot Ness, le cui memorie vengono trascritte dal giornalista e scrittore Oscar Fraley.
Il libro descrive - mescolando sia accuratezza storica che qualche piccola libertà narrativa - la lotta di alcuni fidati agenti del FBI, noti come gli Intoccabili e capitanati da Ness, contro le attività criminali del gangster Al Capone.
Grazie ad alcuni attacchi a distillerie illegali - siamo nell'epoca del Proibizionismo - e il blocco di attività di contrabbando, nel 1931 gli Intoccabili infliggono un duro colpo alle finanze di Capone, il quale tuttavia alla fine viene incriminato e arrestato per evasione fiscale, cosa che pone fine al suo regno criminale, anche se la sua morte avviene solo molti anni dopo, nel 1947.
Ness riesce a dare la sua approvazione finale poco prima di morire. Il libro si rivela un grande successo, facendo luce su eventi della storia americana in quel tempo dimenticati, tanto che già nel 1959 viene opzionato per una serie televisiva omonima che va in onda per quattro stagioni sulla ABC, con oltre 100 puntate, e che vede Robert Stack nel ruolo di Eliot Ness.
Poco più di venti anni dopo la conclusione di questa serie, Gli Intoccabili riescono infine ad approdare sul grande schermo.


1986: La Paramount, titolare dei diritti dell'autobiografia di Ness, decide di produrne un adattamento cinematografico, che prenda però come principale riferimento la serie televisiva.
Il progetto viene affidato al produttore Art Linson e al regista Brian De Palma, i quali tuttavia decidono - di concerto con lo sceneggiatore David Mamet - di prescindere dalla serie e sviluppare un film autonomo, drammatizzando maggiormente la storia originaria (nella realtà, ad esempio, Ness e Capone si incontrarono per pochi istanti un'unica volta e solo dopo l'arresto di Capone e nessuno degli Intoccabili venne mai ucciso dagli uomini al servizio del gangster). Nonostante qualche resistenza iniziale della Paramount, che non gradisce la prima bozza di Mamet, il progetto viene approvato.
Per il ruolo di Eliot Ness, vengono contattati svariati attori tra cui Harrison Ford, Mickey Rourke, Don Johnson (dietro consiglio di Giorgio Armani) e Jeff Bridges, prima che la scelta ricada su Kevin Costner. Per prepararsi alla parte, Costner entra in contatto con l'ex agente FBI Albert Wolff, all'epoca l'ultimo degli Intoccabili ancora in vita, dal quale apprende il contesto storico nel quale si svolsero le vicende e la personalità e il modo di comportarsi di Eliot Ness.
Per il ruolo di Jimmy Malone, dopo il rifiuto di Gene Hackman, la scelta ricade su Sean Connery, favorito dalle sue origini britanniche.
Brian De Palma non è del tutto convinto di queste scelte, non tanto perché metta in discussione le capacità recitative di Costner o Connery, quanto perché all'epoca il primo non è ancora un nome noto al pubblico, mentre il secondo negli ultimi anni è comparso in poche pellicole. Il regista decide allora di contattare, per il ruolo di Al Capone, Robert De Niro.
Costui è interessato, ma insiste sul fatto di voler acquisire 15 chili in più, come aveva fatto per Toro Scatenato (Raging Bull), dove era ingrassato addirittura di quasi 30 chili. A tale scopo, De Niro segue la stessa dieta di allora, mangiando pancake ogni mattina e concedendosi anche un tour culinario in Italia. Alla fine, tuttavia, l'attore non ottiene la massa aggiuntiva sperata e quindi il resto viene compensato tramite delle speciali imbottiture che vengono poste sotto i vestiti.
De Niro ha anche un'altra richiesta. Che tutti gli abiti da indossare sul set rispecchino davvero quelli indossati da Al Capone. Tutti, abbigliamento intimo compreso. La produzione riesce a rintracciare dei sarti che hanno lavorato un tempo per il gangster, accontentando così l'insolita richiesta dell'attore.
Non essendo tuttavia del tutto sicuro che De Niro accetti la parte, De Palma chiede anche a Bob Hoskins se sia interessato al ruolo. Lui risponde di sì, ma solo se De Niro decidesse di rifiutare l'ingaggio. Quando ciò non accade, per scusarsi e ringraziarlo della sua disponibilità De Palma invia a Hoskins un assegno di duecentomila sterline. Al che prontamente Hoskins chiede al regista se ci siano altri ruoli per cui lui possa non essere accettato.
De Palma, dopo aver osservato la sua interpretazione in 8 Milioni di Modi per Morire (8 Million Ways to Die), vuole Andy Garcia nella parte di Frank Nitti, ma Garcia lo convince infine ad affidargli il ruolo di George Stone/Giuseppe Petri.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 18 agosto 1986, svolgendosi a Chicago e nel Montana. Stephen Burum, il direttore della fotografia, tenta di convincere De Palma a girare il tutto in bianco e nero per ricreare le atmosfere dell'epoca in cui è ambientato il film, ma il regista smorza subito le sue richieste dicendogli che la produzione non accetterà mai questa soluzione.
Per la scena dell'uccisione di Malone, Sean Connery si trova impreparato quando le piccole cariche esplosive iniziano a scoppiare vicino a lui, riempiendolo di polvere negli occhi e sangue finto, tanto che per precauzione viene portato in ospedale. De Palma rimane sorpreso dal fatto che "James Bond" non fosse pronto per una scena simile, tanto che al ritorno sul set dell'attore scozzese ci vuole un po' di tempo prima che lo si convinca a rigirare la scena.
Una delle scene finali prevede una sparatoria in una stazione, di fronte a un treno fermo sulle rotaie. Non riuscendo a trovare un treno dell'epoca, o forse ritenendo la produzione la cosa troppo costosa, De Palma modifica la scena spostandola sulle scale della Union Station e, coadiuvato dalla colonna sonora di Ennio Morricone, tramutandola in un omaggio a La Corazzata Potëmkin di Sergej Ėjzenštejn.
Il bambino nella carrozzina è Collin Hymes, il figlio del coordinatore degli stuntmen Gary Himes, che crescendo diverrà a sua volta un abile stuntman. Quando si dice iniziare in maniera precoce!
Le riprese si concludono il 21 novembre 1986.
Gli Intoccabili (The Untouchables) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 2 giugno 1987. A fronte di un budget di 25 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 106 milioni di dollari. Un successo che spinge alcuni anni dopo De Palma a cercare di far produrre un prequel intitolato Capone Rising, dedicato all'ascesa al potere del gangster e che avrebbe visto Nicolas Cage nel ruolo che fu di Robert De Niro. Dopo molti anni di tentativi, tuttavia, il progetto viene abbandonato.
Gli Intoccabili permette inoltre a Kevin Costner e Andy Garcia di veder lanciate le loro carriere e a Sean Connery di vincere un Oscar come miglior attore non protagonista. Sarà l'unico Oscar che il grande attore scozzese riuscirà mai a conseguire.
Quanto a Brian De Palma, nove anni dopo Gli Intoccabili dirige un altro adattamento di un celebre serial televisivo, Mission: Impossible... ma questa è un'altra storia.

venerdì 30 agosto 2019

A scuola di cinema: Scarface (1983)

Ci sono vari tipi di remake cinematografici. Ci sono remake che "ricalcano" in maniera pedissequa il film originale, aggiungendo poco o nulla. Ci sono poi remake che stravolgono del tutto il film originale, di cui non resta quasi più traccia. E ci sono infine quei remake unici nel loro genere. Il film di cui parliamo ora appartiene a quest'ultima categoria.


Nel 1932 esce il film Scarface, prodotto da Howard Hughes, diretto da Howard Hawks e con protagonista Paul Muni nei panni di Tony Camonte, un'allegoria di Al Capone.
Decenni dopo, Al Pacino, dopo aver ammirato la pellicola in un cinema di Los Angeles, vi vede del potenziale per un remake ed esterna questa sua idea al produttore, nonché suo agente, Martin Bregman, il quale ne rimane intrigato.
L'idea originale è quella di ambientare il film nello stesso periodo della pellicola originaria, ovvero la Chicago degli anni '20 del ventesimo secolo. Bregman contatta per la stesura della sceneggiatura Oliver Stone, ma costui è reduce dal fallimento del film La Mano, che lo ha lasciato molto provato e, come se non bastasse, ha peggiorato la sua dipendenza dalla cocaina. Inoltre, non è interessato a scrivere di un film di gangster, basato su una pellicola che peraltro non ha suscitato la sua attenzione. Quindi rifiuta la proposta.
Poco dopo, però, Sidney Lumet - il regista che è stato contattato per questo progetto - propone un'idea alternativa. Tra aprile e ottobre del 1980 vi è stato il cosiddetto Esodo di Mariel, che ha visto circa 125.000 cubani approdare sulle coste statunitensi, per la precisione in Florida.
Il regista suggerisce dunque di spostare il film in un'epoca contemporanea, rendendo il protagonista uno di questi rifugiati. Bregman decide di seguire questo consiglio e ricontatta Oliver Stone, proponendo l'idea di Lumet e catturando stavolta la sua attenzione.
Stone si reca dunque a Miami, dove legge tutti gli atti pubblici relativi all'Esodo di Mariel, dopodiché, pur tra mille difficoltà, intervista sia rappresentanti della legge che immigrati cubani per ottenere il maggior numero possibile di informazioni sull'ambiente dell'epoca.
Consapevole che la sua dipendenza da cocaina non possa aiutare il processo creativo, Stone si trasferisce in via temporanea a Parigi, dove scrive la sceneggiatura, riuscendo nel contempo anche a liberarsi da questa dipendenza. Stone dà al protagonista il cognome Montana, in onore al suo giocatore di football preferito, Joe Montana.
Quando la sceneggiatura arriva nelle mani di Bregman e Lumet, il primo l'adora, il secondo invece no. Lumet vorrebbe una pellicola molto più politicizzata ed entra dunque in contrasto con Bregman. Non trovando i due un accordo, il regista decide di abbandonare l'incarico.
In sua sostituzione, Bregman contatta Brian De Palma, a cui è stata offerta anche la direzione di Flashdance, che è già entrato in fase di pre-produzione. I produttori di questo film tuttavia non intendono sviluppare un altro progetto personale di De Palma intitolato Acts of Vengeance e, irritato dal loro atteggiamento, il regista chiede un compenso notevole per dirigere la pellicola, pur di liberarsi da questo impegno e poter dunque accettare l'offerta di Bregman. Così da portare sullo schermo la sceneggiatura di Oliver Stone, da cui è stato conquistato.
Anche se il ruolo di Tony Montana è stato pensato per Al Pacino, costui si cala fino in fondo nel personaggio: prende lezioni di combattimento e utilizza sia un coach vocale che l'assistenza del suo collega attore Steven Bauer per sviluppare un credibile accento spagnolo. Chiede anche al direttore della fotografia John A. Alonzo, che parla spagnolo, di rivolgersi a lui solo con questa lingua.
Per il ruolo della protagonista femminile, Elvira Hancock, vengono selezionate varie attrici, a partire da Glenn Close, che pare essere la prima scelta. Fino a quando Bregman propone Michelle Pfeiffer. 
Sia Pacino che De Palma sono contrari a questa scelta: è un'attrice sconosciuta e l'unico film di rilievo da lei interpretato è stato il fallimentare Grease 2. Bregman però alla fine impone questa sua scelta, che va sia a vantaggio della pellicola che della carriera dell'emergente attrice, la quale viene lanciata nel firmamento delle stelle.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 22 novembre 1982, dipanandosi tra Los Angeles, la California e Miami, per concludersi il 6 maggio 1983. Durante questo periodo, la produzione viene interrotta per circa due settimane, poiché Al Pacino, toccando inavvertitamente la canna di una pistola che aveva appena sparato, si procura un'ustione a una mano.
Conclusa questa fase, la pellicola viene inviata alla Motion Picture Association of America, la quale, con la motivazione che vi sia un eccessivo uso di violenza e linguaggio scurrile, la classifica come vietata ai minori, cosa che a quell'epoca accadeva solo alle pellicole pornografiche. De Palma effettua, in tre diverse occasioni, tre tagli al film, ma la decisione non cambia.
Così lui e Bregman si recano di persona presso la sede della Motion Picture Association of America, chiedendo di ribaltare la sentenza e portando a sostegno di questa tesi anche le testimonianze di alcuni agenti di polizia, i quali si pronunciano a favore della veridicità della pellicola e del suo messaggio contro la droga. La cosa va a buon fine e dunque si decide che il film possa essere visto anche dai minori, se accompagnati da un adulto.
A quel punto, tuttavia, De Palma pensa che i tagli che ha apportato non siano stati poi così invasivi e nessuno si accorgerebbe se venisse distribuita la versione originaria, quella cassata senza appello. Ed è quella che dunque passa alla produzione. La Universal Pictures non si accorge della cosa e nei cinema arriva perciò la versione che De Palma aveva concepito fin dal principio, in un'insolita manovra che ha permesso di evitare ogni censura.
Scarface viene distribuito nei cinema americani a partire dal 9 dicembre 1983. A fronte di un budget di 37 milioni di dollari, il film arriva infine a incassare a livello internazionale 66 milioni di dollari. Un risultato che premia la volontà e determinazione soprattutto del produttore Martin Bregman, colui che più si è impegnato per la buona riuscita di questo progetto.
Un progetto che darà benefici a tutti i soggetti coinvolti... ma questa è un'altra storia.