Visualizzazione post con etichetta star wars. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta star wars. Mostra tutti i post

lunedì 22 giugno 2026

Fabolous Stack of Comics: Star Wars Cavalieri della Vecchia Repubblica - Giorni di Paura


Il viaggio di Zayne Carrick, il Padawan tradito dai propri Maestri Jedi, prosegue. Dopo aver abbandonato il pianeta Taris e aver fatto la conoscenza del Mandaloriano che si oppone alla sua stessa specie, Rohlan Dyre, per lui è tempo di dolorose separazioni che rappresentano in realtà il prologo a nuove avventure.
Tutto questo nella saga Giorni di Paura (Days of Anger), pubblicata nel 2007, scritta da John Jackson Miller e disegnata da Dustin Weaver, Brian Ching e Harvey Tolibao.
Sin da quando è iniziata la sua tortuosa odissea galattica, Zayne Carrick ha potuto contare sull'aiuto del contrabbandiere Marn Hierogryph e sulla guerriera Jarael, la quale ha posto sotto la sua ala protettiva l'anziano Camper, malato da tempo ma ancora in possesso di un grande genio scientifico.
La malattia di Camper peggiora e arriva dunque il momento di separarsi. Jarael e Camper, Arkaniani, tornano al loro pianeta natale Arkania, mentre Zayne e Marn approdano su un pianeta dove sono presenti soldati al servizio della Repubblica, fingendosi dei cuochi ambulanti.
Ma la tragedia è in agguato per tutti: Zayne e Marn devono infatti affrontare un tremendo attacco dei Mandaloriani, mentre Jarael e Camper - pur ricevendo tutte le cure del caso - sono in realtà, a insaputa della prima, parte di un esperimento voluto dal governatore del pianeta per motivazioni oscure. E da quale parte si schiererà Rohlan Dyre?
Le prime due saghe hanno presentato i protagonisti principali e gettato i semi per le trame che si sarebbero svolte nei successivi archi narrativi.
Giunge ora il tempo di raccogliere questi semi. Separando i protagonisti, si creano così due percorsi narrativi separati - ma inevitabilmente destinati a incrociarsi - incentrati sul conflitto tra Repubblica e Mandaloriani e sulle origini arkaniane di Jarael.
Da qui la storia segue percorsi consolidati, con Zayne Carrick destinato ad affrontare una terribile perdita e Jarael che diviene qualcosa di più rispetto a come era apparsa in precedenza. Viene così approfondito il background della protagonista, fino a quel momento rimasto alquanto misterioso, staccandola dalle origini guerriere presentate sinora.
L'intera sottotrama che la vede protagonista sembra in realtà anche una metafora delle multinazionali del farmaco e delle lobby delle armi, pronte a sperimentare i loro preparati su cavie umane senza le adeguate misure di sicurezza e guidate unicamente dal profitto.
Rimaniamo dunque in attesa di vedere come questi due percorsi diversi arriveranno a percorrere di nuovo un'unica strada.

giovedì 30 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Star Wars Cavalieri della Vecchia Repubblica - Flashpoint


Al termine della prima saga di Cavalieri della Vecchia Repubblica, Inizio, avevamo lasciato il padawan Zayne Carrick in una situazione molto complicata. Testimone dell'assassinio dei suoi compagni perpetrato da dei Maestri Jedi, causa una visione profetica sull'arrivo di un imminente distruttore tra le loro fila, e accusato ingiustamente di questo crimine, è dovuto fuggire dal pianeta Taris.
Ricercato da mezza galassia, Zayne ha convinto della sua innocenza il contrabbandiere Marn Hierogryph e la guerriera Jarael. Ora il loro viaggio prosegue con la seconda saga di sei numeri, Flashpoint, pubblicata nel 2006, scritta da John Jackson Miller e disegnata da Dustin Weaver e Brian Ching.
In cerca di rifornimenti, Zayne e gli altri approdano vicino a una colonia mineraria, che però poco dopo viene attaccata dai Mandaloriani. Jarael viene da loro catturata, mentre un Mandaloriano di nome Rohlan Dyre si tiene in disparte e prova a rubare la nave di Zayne.
Una volta catturato, Rohlan Dyre afferma che Jarael è stata portata sul pianeta Flashpoint, in quanto erroneamente scambiata per una Jedi, dove sarà sottoposta a terribili torture. Rohlan Dyre non condivide del tutto i metodi belligeranti del suo popolo e decide di aiutare Zayne Carrick a liberarla.
Al contempo i Jedi traditori stanno ancora cercando il Padawan scomparso e meditano di attirarlo in una trappola utilizzando suo padre.
La serie procede su binari consolidati: dopo la fuga, il protagonista ora cerca un modo per ripulire la sua fedina penale agli occhi delle altre persone e cercare vendetta su coloro che lo hanno incastrato, i quali a loro volta gli tendono delle trappole.
Il primo passo si affida a una sottotrama accennata nella prima saga e che qui viene approfondita: il conflitto della Repubblica coi Mandaloriani, dopo che i Sith sono stati sconfitti una prima volta. Sì, i Mandaloriani a cui appartengono anche Boba Fett e Din Djarin.
La variante che viene introdotta è la presenza, se non proprio di un pacifista, di qualcuno che mette in discussione alcuni metodi barbari dei Mandaloriani e che ritiene che una continua battaglia porti solo alla morte e persegue dunque altre strade, a rischio di essere definito traditore.
Un'insolita manifestazione di obiezione di coscienza.
I rapporti tra Zayne Carrick e gli altri comprimari della saga, nel frattempo, si rafforzano, mentre l'alleanza dei Jedi traditori inizia a venire meno. A parte questo, però, la trama principale non va avanti più di tanto.
Vedremo dunque quali saranno le prossime mosse del padawan ingiustamente accusato. Ci troviamo millenni prima della nascita di Han Solo, Leia e Luke Skywalker, ma la galassia di Star Wars non smette mai di sfornare nuove storie.

giovedì 23 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Star Wars Cavalieri della Vecchia Repubblica - Inizio


L'universo di Star Wars è ampio, molto più ampio di quanto chiunque possa immaginare (ivi compreso il suo creatore, oserei dire) e si è espanso col tempo dallo schermo cinematografico in molti altri media.
Che, non potendo per volontà suprema esplorare i temi dei film salvo espliciti e mirati progetti, hanno cominciato a guardare a un periodo a cui le pellicole non avevano mai volto lo sguardo.
Ovvero quel lontano passato di quella galassia lontana, lontana, nello specifico. Perché quell'universo era ampio non solo come numero di pianeti e razze che lo abitavano, ma anche come periodo temporale, svolgendosi in un periodo di alcuni millenni.
Anche se la quasi totalità di queste storie oggi è da ritenersi ambientata in un universo alternativo, esse rimangono comunque uno scrigno di tesori da esplorare.
Il lontano passato della galassia viene esplorato nella serie Cavalieri della Vecchia Repubblica (Knight of the Old Republic), pubblicata da Dark Horse a partire dal 2006, la cui prima saga di sei numeri si intitola Inizio (Commencement), scritta da John Jackson Miller e disegnata da Brian Ching e Travel Foreman.
Zayne Carrick è un Padawan che aspira a diventare Jedi. Pur essendo volenteroso e altruista, appare anche molto impacciato e sempre in ritardo rispetto agli altri allievi. Nonostante questo, il cavaliere Jedi Lucien lo pone sotto la sua ala protettiva.
Quando sta per completare il proprio addestramento presso l'accademia di Taris, Zayne arriva in ritardo a una celebrazione per festeggiare l'imminente promozione a Cavaliere Jedi e vi trova i suoi compagni uccisi e, davanti a loro, i loro maestri Jedi con le spade laser sguainate, incluso Lucien.
Accusato degli omicidi e costretto alla fuga, Zayne Carrick si ritrova braccato dai Cavalieri Jedi e dalle forze di polizia e può contare solo sull'aiuto di Marn Hierogryph, un contrabbandiere che ha tentato invano di catturare, e Jarael, una giovane guerriera che vive nei bassifondi di Taris.
Siamo ben lontani dalle classiche ambientazioni dei film pre-ultima trilogia: ci troviamo, infatti, circa 4.000 anni prima degli eventi della battaglia di Endor e i Jedi, dopo aver sconfitto una prima volta i Sith, ora regnano la galassia con autorità e comprensione, ma temendo sempre un ritorno dei loro nemici e dovendo arginare la minaccia dei Mandaloriani.
Uno scenario, dunque, abbastanza inedito in cui ci si può sbizzarrire creando nuovi personaggi e nuove situazioni narrative, ma non dimenticando mai le spade laser e la Forza.
Questa prima saga introduce tutti gli elementi che diverranno il perno della serie: un padawan accusato di un crimine che non ha commesso, una caccia che non conosce confini e pericoli vecchi e nuovi che minacciano la galassia. Il tutto nella cornice di Star Wars, ovviamente, con spade laser, razze aliene incredibili e astronavi di ogni genere.
Oltre a Zayne Carrick vengono presentati, inoltre, i principali comprimari della testata: il primo, Marn Hierogryph, destinato a divenire una sorta di spalla comica, il secondo, Jarael, quasi di sicuro un futuro interesse amoroso del protagonista.
Nonostante ci siano molte situazioni buttate nella mischia, a ognuna viene dato il giusto spazio, ma è chiaro - lo dice il titolo stesso - che questo è solo l'inizio. Tutte le pedine sono state piazzate sulla scacchiera e presto faranno le loro mosse.

lunedì 28 dicembre 2020

The Mandalorian e i nuovi, insoliti affetti


Qualche mese fa analizzavo (ma diciamo che fu più un'impressione a caldo) la prima stagione di The Mandalorian, ravvisando in essa una metafora dell'essere genitore.
Ora che anche la seconda stagione si è conclusa, possiamo riprendere questo discorso. Anche stavolta troverete in giro per la rete lodi sperticate su questa serie scritte da gente più brava di me e a cui mi associo.
Io, dal canto mio, ho notato un'evoluzione di quel tema. Se la prima stagione era una metafora dell'essere genitore, la seconda diviene un'allegoria positiva del concetto di famiglia allargata.
Vi è in giro una convinzione, che alcune persone - a mio avviso non cattive, ma dalla visione limitata - cercano di inculcare a chiunque si "permetta" di avere una visione diversa dalla loro: che l'educazione e la crescita di un bambino siano appannaggio solo o del padre e della madre biologica, oppure delle "autorità" preposte (gli insegnanti, ad esempio).
E non se ne capisce il motivo: la bontà e i buoni insegnamenti possono giungere sia da queste persone che anche da persone non sposate, sole per scelta o che non hanno alcun titolo di studio. Così come la cattiveria può giungere sia dalla famiglia biologica che dalle persone estranee ad essa. Ma, in quest'ultimo caso, spetta proprio o ai genitori o a quelle autorità che devono vigilare sul benessere del bambino permettere che ciò non accada.
The Mandalorian offre una delle più belle visioni di famiglia allargata che si sia mai vista. Mando continua a essere presente nella vita di Baby Yoda/Grogu, ma attorno a loro si radunano altre persone, persone che tengono a cuore il loro benessere, persone che hanno sofferto e/o sono in cerca di un riscatto come Cara Dune, Bo-Katan e Ahsoka Tano. Donne indipendenti, le quali riescono a tracciare un proprio percorso, che tiene conto delle necessità del loro nuovo ruolo di "educatrici".
Costoro sono cresciute senza una famiglia, anche in senso lato (Ahsoka è una dei pochi Jedi rimasti in vita). Sono orfane calate in un mondo che devono ancora comprendere, come Grogu. Così come era successo per Mando, dunque, anche loro divengono le protettrici del Bambino.
Se nella prima stagione la figura "genitoriale" di riferimento era quella di un uomo, in questo caso ci si è concentrati molto sulle donne, con stupenda efficacia e senza retorica spiccia.
Arriva tuttavia il momento, nella vita di ogni genitore, in cui il proprio figlio deve staccarsi dalla sua ombra e iniziare a camminare con le proprie gambe. L'ormai celeberrima scena finale di questa stagione ci dice questo: Mando e gli altri hanno protetto il Bambino, lo hanno reso ciò che è adesso, ma ora tocca a qualcun altro portare avanti quel percorso di crescita.
Non sappiamo se la terza stagione tratterà il tema del distacco, evento potenzialmente traumatico per molti genitori. Quello che sappiamo è che la storia di Mando e Grogu è appena all'inizio.

sabato 2 maggio 2020

The Mandalorian e gli insoliti affetti


Non avendo un amico ad Amsterdam che mi potesse prestare la sua connessione VPN, ho visto la prima stagione di The Mandalorian come tutti gli ordinari esseri umani, su Disney + al suo esordio in Italia e aspettando con pazienza il rilascio dell'episodio settimanale.
Ora che la prima stagione si è conclusa, aldilà delle lodi sperticate che trovate in giro per la rete e a cui mi associo, c'è un particolare che mi è rimasto impresso. Oserei dire la caratteristica che più di ogni altra ha reso questa serie un prodotto vincente finora.
The Mandalorian è una metafora dell'essere padre, o ancora meglio dell'essere genitore, aldilà delle convenzioni sociali e dei (pre)giudizi delle persone. E ne sono protagonisti due spiriti affini, loro malgrado.
Da un lato abbiamo appunto il protagonista, Mando alias Din Djarin, rimasto orfano in tenera età a causa di un attacco imperiale e poi adottato dalla Gilda, che però al suo interno non ha figure paterne o materne. È dunque un orfano a tutti gli effetti.
Dall'altra parte invece c'è il Bambino, unico nel suo genere in apparenza, rimasto prigioniero per chissà quanto tempo e oggetto di cacce e attentati che non tengono conto della sua vera natura di infante, vedendolo solo come una preda. La sua razza è ignota, non si sa se esistano altri nella Galassia come lui. Anche lui è dunque un orfano a tutti gli effetti.
Ecco dunque ciò che più lega questi due personaggi: essere cresciuti senza una famiglia. Essere soli al mondo. Questa è la ragione per cui Mando decide infine di prendere sotto la sua ala protettiva il Bambino, che a sua volta ha dimostrato di essergli affezionato salvandogli la vita.
Mando diviene così il vero padre del Bambino, pur non essendone il genitore naturale. Perché vecchie concezioni ancora presenti nella società portano alcune menti inferiori a pensare che i genitori possano essere solo quelli biologici, che solo loro siano titolati a dare un'educazione ai propri figli. Ma la figura del genitore non può ridursi a un semplice fatto biologico.
Essere genitore vuol dire ben altro, comporta educare e proteggere i propri figli da tutti i mali da cui da piccoli sono necessariamente indifesi. Ed è proprio questo che Mando fa nei confronti del Bambino, perché lui non debba subire il suo stesso destino.
Questa caratteristica ha portato a mio avviso molti spettatori, e credo non solo quelli di genere maschile, a identificarsi nel personaggio. In quanti inconsciamente avranno apprezzato quel rapporto di insolito affetto tra Mando e il Bambino, un rapporto a cui molti ambiscono, ma che sciocchi paletti della società a volte precludono. Sono coloro che vedevano la saga di Star Wars da piccoli e ora sono cresciuti, sono diventati adulti. Con tutte le gioie e i dolori che questo comporta.