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lunedì 17 ottobre 2022

Prime Video Original 34: Il Bar delle Grandi Speranze


Nel 2005 viene pubblicato Il Bar delle Grandi Speranze (The Tender Bar), un libro autobiografico scritto dal giornalista John Joseph Moehringer, in cui ripercorre tappe fondamentali della propria vita, da quando era bambino fino all'età adolescenziale e oltre, quando inizia a pubblicare i suoi primi articoli sui quotidiani.
L'opera viene poi opzionata da George Clooney, il quale ne dirige un adattamento cinematografico, sceneggiato da William Monahan, che viene distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 7 gennaio 2022.
Nel film J.R. Moehringer ha le fattezze di Tye Sheridan, ma vi è un cast di tutto rispetto che comprende tra gli altri Ben Affleck nel ruolo dello zio del protagonista e Christopher Lloyd nella parte del nonno.
La storia ha inizio quando, insieme a sua madre, J.R. Moehringer si trasferisce nella casa di famiglia dopo che la donna ha divorziato in malo modo da suo marito, un apprezzato deejay radiofonico. Assisteremo poi alla crescita fisica e interiore del protagonista e alcuni eventi fondamentali avverranno nel bar da cui deriva il titolo del film, The Dickens (scrittore di Grandi Speranze, appunto). Fino a un inevitabile e meritato riscatto.
Questa è una classica storia di formazione, che procede su binari lineari e si incentra su una persona contro cui il destino sembra accanirsi sin da quando è in tenera età. Il protagonista cerca tuttavia di opporsi a tale destino da un lato circondandosi dell'amore della propria famiglia, escluso quello di un padre assente, e dall'altro leggendo libri su libri. Diventando così un uomo, una persona completa grazie alla cultura.
Tuttavia in alcuni punti questa biografia sembra mancare un po' di mordente. Pur riflettendo la vita di una persona realmente esistente, il protagonista in alcuni momenti sembra compiere certe scelte perché questo è ciò che richiede la storia per consentire il proseguimento del suo processo di maturazione e, se lui e i suoi familiari risultano ben approfonditi, d'altro canto alcuni comprimari che ruotano attorno a questo mondo - l'eterno interesse amoroso del ragazzo, il suo più caro amico - appaiono invece come fantasmi narrativi non sviluppati in maniera adeguata.
Ci troviamo dunque di fronte a un prodotto ordinario, che sì merita la visione in quanto comunque è stato ben confezionato, ma che dopo qualche tempo rischia di essere dimenticato. O forse abbiamo fatto indigestione di biopic in questi ultimi anni e ormai abbiamo capito certi trucchi.

sabato 12 marzo 2022

A scuola di cinema: La Famiglia Addams 2 (1993)

Poco dopo l'uscita de La Famiglia Addams (The Addams Family) nelle sale cinematografiche, una tegola rischia di abbattersi sulla produzione di un film di per sé già tormentato da alcuni eventi nefasti avvenuti prima e durante le riprese.
David Levy, produttore esecutivo della serie televisiva andata in onda tra il 1964 e il 1966, che come la pellicola si era ispirata ai personaggi creati da Charles Addams, intenta infatti causa contro la Paramount Pictures.
La motivazione è che, se è pur vero che i personaggi principali non sono stati ideati da lui, alcuni personaggi secondari (come ad esempio Mano e il Cugino Itt) e certe peculiarità degli Addams - quale la passione di Gomez nel far esplodere i modellini dei treni - sono idee concepite da lui e su cui dunque la casa produttrice non detiene i diritti.
Considerato il grande successo della prima pellicola, la Paramount intende capitalizzare su di essa e mettere subito in produzione un seguito. Raggiunge dunque un accordo extragiudiziale con David Levy. Con questo problema risolto, il sequel ottiene infine il via libera.


La sceneggiatura del sequel viene scritta da Paul Rudnick, il quale si era occupato della revisione dello script della prima pellicola. Sia il regista, Barry Sonnenfeld, che il cast principale vengono confermati.
Mentre la Paramount risolve la disputa legale con David Levy, cosa che le impedisce di annunciare il sequel in maniera ufficiale, Barry Sonnelfeld viene approcciato per la direzione di Forrest Gump. Il regista riesce anche a convincere Tom Hanks ad accettare la parte da protagonista.
Solo a questo punto Barry Sonnenfeld viene informato del seguito de La Famiglia Addams, ma ha già dedicato molti mesi alla pre-produzione di Forrest Gump. Dibattuto se accettare o meno, il regista viene alla fine convinto da Michael J. Fox, insieme al quale sta lavorando al film Amore con Interessi (For Love or Money) a dirigere il prodotto che ha sancito il suo primo successo.
Al cast principale si aggiunge il neonato figlio Pubert, interpretato in realtà da due gemelle, Kaitlyn Hooper e Kristen Hooper. Il suo nome è quello che Charles Addams aveva scelto in prima battuta per Pugsley nella serie televisiva, ma gli era stato rifiutato in quanto troppo simile a Puberty (Pubertà), un termine non accettabile per gli standard televisivi e morali dell'epoca.
Per il ruolo di Debbie Jellinsky, dopo aver pensato a Marisa Tomei, la produzione affida la parte a Joan Cusack.
Le riprese iniziano in via ufficiale l'otto febbraio 1993, tenendosi in California.
A quel tempo, la salute dell'attore Raul Julia, il quale interpreta Gomez Addams, è in grave deterioramento a causa di un cancro allo stomaco contratto nel 1991, poco dopo l'uscita della prima pellicola incentrata sulla Famiglia Addams, e per cui si è anche dovuto sottoporre di recente a un intervento chirurgico.
Sia i suoi colleghi attori che la troupe sono tuttavia all'oscuro della sua malattia, ma alcuni di loro non possono fare a meno di notare come Raul Julia abbia a volte difficoltà nel mangiare e durante le riprese, in conseguenza di questo, perde peso.
La pellicola rappresenta l'esordio in una grande produzione per David Krumholtz, all'epoca quindicenne. Per la scena in cui deve baciare Mercoledì Addams (Christina Ricci) è molto nervoso, poiché per lui è uno dei primi baci. Tutt'altra sensazione, invece, per la giovane attrice, la quale si lamenta del fatto che David Krumholtz abbia un neo e dei peli sul labbro superiore. Stranezze adolescenziali.
Pur essendo presenti alcune scene di violenza, per giunta perpetrate da dei bambini, la loro natura cartoonesca e surreale è così evidente che non viene chiesto di apportare dei particolari tagli. L'unica richiesta in tal senso è che venga inserita una scena finale che chiarisca che il personaggio di Amanda Buckman (interpretata da Mercedes McNab) sia sopravvissuta al letale Thanksgiving di Mercoledì Addams, giusto per non lasciare alcun dubbio al riguardo.
Le riprese si concludono il 9 giugno 1993.
In principio, è prevista nella colonna sonora la presenza di una canzone di Michael Jackson, la quale viene anche registrata. Mentre sono in atto i preparativi per creare un apposito video promozionale, nell'agosto 1993 sul cantante piove l'accusa di molestia sessuale ai danni di un minore, Jordan Chandler.
Anche se poi l'accusa non giunge mai in un'aula di tribunale, la produzione preferisce non chiudere l'accordo contrattuale con Michael Jackson. La canzone, Is It Scary, viene pubblicata comunque qualche anno dopo in un album antologico dell'artista, Blood on the Dance Floor: History in the Mix.
La Famiglia Addams 2 (Addams Family Values) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 19 novembre 1993. A fronte di un budget di 47 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio statunitense 49 milioni di dollari.
Per qualche tempo, Barry Sonnenfeld prova dei rimpianti per non aver accettato la direzione di Forrest Gump. Fino a quando, durante un party, ha un colloquio chiarificatore con un suo collega, Martin Brest, il quale gli consiglia di vedere il film: se non lo vede, non riuscirà mai a togliersi quel pensiero assillante dalla testa
Il regista segue il suo consiglio e si rende conto che quella non è la pellicola che avrebbe diretto lui, avrebbe adottato un approccio diverso, di sicuro sarebbe stata più corta rispetto a quella diretta da Robert Zemeckis.
E nessuno può dire se il suo approccio sarebbe stato migliore o peggiore rispetto a quello adottato, quindi dopo essere venuto a patti con questa cosa Barry Sonnenfeld non ha più rimpianti.
Pur non essendo stato il film un grande successo, la Paramount pensa comunque di mettere in produzione un ulteriore sequel. Ma ogni piano in tal senso viene annullato dalla tragica morte per cancro di Raul Julia, avvenuta nell'ottobre del 1994.
La Famiglia Addams sparisce dunque per qualche tempo dagli schermi cinematografici, per riemergere molti anni dopo sotto forma di prodotti di animazione. Quanto a Raul Julia, nonostante la grave malattia riesce comunque a terminare altre due pellicole prima della sua scomparsa e una di queste è Street Fighter... ma questa è un'altra storia.

domenica 7 marzo 2021

A scuola di cinema: La Famiglia Addams (1991)

1938: Il disegnatore Charles Addams realizza la prima vignetta incentrata sulla Famiglia Addams, che compare sul New Yorker. Altre vignette compaiono negli anni e decenni successivi su questa rivista, rendendo la serie una sorta di satira sociale di una certa aristocrazia americana.
1964: Il produttore David Levy idea una serie televisiva, che va in onda per due stagioni sulla ABC, per un totale di 64 episodi, incentrata sulla Famiglia Addams. Per l'occasione, Charles Addams fornisce loro dei nomi di battesimo - di cui erano prima sprovvisti - e ne delinea le psicologie.
Le repliche degli episodi di questa serie, col passare degli anni, contribuiscono a cementare la fama della Famiglia Addams, al quale dunque manca solo di esordire sul grande schermo. Evento che non tarda a verificarsi.


1986: Il produttore Scott Rudin propone alla 20th Century Fox un adattamento cinematografico delle vignette di Charles Addams, cosa che riscontra un notevole entusiasmo. L'idea gli è venuta mentre si trovava in auto con alcuni suoi colleghi e uno dei loro figli aveva iniziato a fischiettare il motivetto della serie televisiva, seguito a ruota da tutti coloro che erano presenti in auto.
Dopo aver ricevuto il via libera, Rudin contatta Charles Addams per discutere di questo progetto. Tuttavia, si scopre ben presto che i diritti sui personaggi sono detenuti anche dalla Orion Pictures, che li ha acquisiti dalla Filmways, casa produttrice della serie televisiva, e non intende venderli in quanto intende dare vita a una nuova serie televisiva.
Charles Addams muore nel 1988 e, dopo aver acquisito dalla vedova Barbara Colyton la sua quota di diritti sui personaggi, la Orion cambia idea e decide di sviluppare un lungometraggio, affidando il progetto proprio a Scott Rudin, poiché questa è stata una delle condizioni imposte da Barbara Colyton per la cessione dei diritti.
La prima bozza di sceneggiatura viene scritta da Caroline Thompson e Larry Wilson e revisionata da Paul Rudnick, il quale però alla fine non viene accreditato.
La prima scelta di Rudin come regista ricade su Tim Burton, che però preferisce dedicare le sue energie sul sequel di Batman. Dopo un ulteriore rifiuto da parte di Terry Gilliam, viene selezionato Barry Sonnenfeld, in precedenza il direttore della fotografia preferito da Joel Coen ed Ethan Coen e da Rob Reiner. Questo film rappresenta il suo debutto alla regia, un incarico che stava cercando da tempo.
Per il ruolo di Morticia Addams, Cher si propone alla produzione, ma Scott Rudin preferisce affidare la parte ad Anjelica Huston, la sua prima e unica scelta. Ugualmente, la prima e unica scelta per Gomez Addams ricade su Raul Julia.
Per il ruolo di Zio Fester, vengono contattati in origine Danny DeVito e Bob Hoskins, i quali tuttavia rifiutano. La parte viene dunque assegnata a Christopher Lloyd. Per l'occasione, l'attore si rade i capelli a zero.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 26 novembre 1990, in California. Per entrare nei "panni" di Morticia, Anjelica Huston deve sottoporsi a sessioni di trucco di almeno tre ore, durante le quali i suoi occhi con colla e spago vengono tirati verso l'alto perché appaiano obliqui.
Non solo, è anche costretta a indossare un corsetto di metallo per ricreare le insolite forme del personaggio. Corsetto che non le consente di adagiarsi su un divano per riposarsi. Non c'è da stupirsi dunque che l'attrice abbia a volte degli attacchi di emicrania per questo.
La tensione di questo importante incarico e l'emozione del debutto non tardano a farsi attendere per Barry Sonnenfeld. Alla terza settimana di lavorazione, il regista inizia a sentire un forte dolore al petto e cerca di riposarsi su una vicina sedia, ma prima che possa farlo perde del tutto i sensi e sviene. Quando Sonnenfeld riprende conoscenza, in un bagno di sudore, Scott Rudin vorrebbe dare il giorno libero a tutti, ma il regista lo esorta a non farlo e la lavorazione riprende. Si scopre poi che lo svenimento è stato dovuto a un attacco di sciatica.
Dopo dieci settimane, Sonnenfeld ha perso sei chili per lo stress e i guai non sono ancora terminati.
All'inizio di febbraio del 1991, il direttore della fotografia Owen Roizman abbandona il progetto per dedicarsi a un'altra pellicola. In sua sostituzione arriva Gale Tattersall, il quale però a fine febbraio deve rinunciare in quanto viene ricoverato in ospedale a causa di un grave caso di sinusite. Con la produzione bloccata per svariati giorni, Barry Sonnenfeld decide infine di prendere in carico anche il ruolo di direttore della fotografia.
Nel mese di marzo, la produzione viene nuovamente bloccata per alcuni giorni poiché Sonnenfeld deve recarsi con urgenza a New York, in quanto sua moglie deve sottoporsi a un importante intervento chirurgico e inoltre perché Raul Julia soffre di una rottura di un vaso sanguigno in un occhio.
Quando tutto sembra infine avviarsi verso la conclusione, spunta un'ultima problematica che si verifica tuttavia lontano dal set. La Orion Pictures, infatti, si trova in gravi difficoltà finanziarie, nonostante l'anno prima abbia prodotto Balla Coi Lupi (Dances With Wolves), vincitore di numerosi premi Oscar, e siccome il budget della pellicola necessita di ulteriori cinque milioni di dollari, questa è una spesa che non può permettersi.
In cerca di denaro per evitare il fallimento, la Orion mette all'asta la pellicola sulla Famiglia Addams, che viene dunque acquisita dalla Paramount. Il tutto all'insaputa del cast e della troupe, che apprendono la notizia solo in un secondo momento da un giornalista.
La sceneggiatura lascia il dubbio se Zio Fester sia effettivamente lui oppure un impostore, ma il cast non è d'accordo con questa scelta. Così Christina Ricci, in loro rappresentanza, si presenta al cospetto di Sonnenfeld e chiede che il finale sia cambiato. La sua richiesta è fatta in modo così appassionato che il regista decide di accoglierla, facendo così inserire una scena finale esplicativa.
Le riprese si concludono il 16 aprile 1991. In fase di montaggio finale, la scena della danza della Mamushka viene tagliata in quanto ritenuta troppo lunga nella sua concezione originaria e ridotta a circa un paio di minuti.
La Famiglia Addams (The Addams Family) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 22 novembre 1991. A fronte di un budget di 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 190 milioni di dollari. Un successo sopra le aspettative per questo adattamento e che dà un motivo di sollievo a tutte le sofferenze patite da Sonnenfeld.
Un successo che fa subito meditare alla Paramount di produrre un sequel... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 9 ottobre 2019

A scuola di cinema: Ritorno Al Futuro (1985)

Quanti film entrati nella storia hanno rischiato di non essere mai prodotti? Tanti, troppi per essere elencati. Il film di cui vi parleremo ora è uno di questi e, anche se ha dovuto affrontare mille avversità lungo la via, è riuscito infine a entrare nella storia... proiettandosi nel futuro!


Agosto 1980: Lo sceneggiatore Bob Gale sta cercando di rilassarsi presso la casa dei suoi genitori a St. Louis, in Missouri, mentre è impegnato nel tour promozionale di un film da lui co-sceneggiato, La Fantastica Sfida.
Rovistando tra le cose dei suoi, gli capita tra le mani un annuario scolastico del liceo frequentato da suo padre dove scopre - con sua grande sorpresa - che costui è stato il presidente della sua classe durante l'ultimo anno di studi.
Gale inizia a chiedersi cosa sarebbe successo se il lui di adesso e il suo papà di allora, due giovani di due differenti generazioni dai caratteri molto diversi, fossero divenuti amici al liceo.
Lo sceneggiatore condivide quest'idea col suo amico e regista Robert Zemeckis, insieme al quale in passato ha già firmato altre sceneggiature, e i due ne discutono con la Columbia Pictures, la casa di produzione che ha prodotto La Fantastica Sfida, la quale nel settembre 1980 dà il via libera per la stesura della sceneggiatura.
Gale e Zemeckis si mettono all'opera, decidendo di proiettare il protagonista della storia ventinove anni indietro nel passato, quindi in quel momento nel 1952, ritenendo che il film possa uscire l'anno successivo, ovvero nel 1982.
La prima bozza di sceneggiatura viene infatti completata nel febbraio 1981. In questo primo trattamento, un certo Marty McDermott si guadagna da vivere vendendo videocassette piratate che cerca di rifilare in un teatro abbandonato al Professor Emmett Brown. Costui vive qui insieme al suo fido scimpanzé Shemp e sta cercando un modo per viaggiare nel passato, tramite una macchina del tempo di sua invenzione - il campo canalizzatore - che attinge a una scorta di plutonio.
In maniera accidentale, Marty rovescia della Coca Cola sul dispositivo, causando la reazione a catena che attiva il viaggio nel passato. Quasi contemporaneamente, due agenti governativi di nome Reese e Foley irrompono nell'edificio, poiché Brown ha rubato da un deposito federale la scorta di plutonio di cui ha bisogno. Nella sparatoria che ne segue, Marty viene catapultato nel passato, l'undici marzo 1952.
Si reca a casa di sua madre, Eileen Baines, ma costei non lo riconosce. Contatta allora l'Emmett Brown del passato, che gli raccomanda di non creare danni al continuum mentre lui prepara una macchina del tempo. Marty tuttavia non segue il consiglio.
Da questo momento in poi, la trama non differisce troppo da quella che conosciamo. Per tornare nel presente, infine, Marty usa l'energia rilasciata da una detonazione di un test su un'esplosione atomica in Nevada, effettivamente accaduto nel 1952. Per proteggersi dalle radiazioni, Marty si rifugia in un frigorifero rivestito di piombo dentro cui Emmett Brown ha piazzato il dispositivo temporale. Tornato nel 1982, scopre che suo padre è diventato un affermato pugile.
La sceneggiatura arriva nelle mani della Columbia che, pur apprezzandola, decide di non metterla subito in produzione, ritenendo la trama troppo leggera e poco incisiva. Il suggerimento è di portarla alla Disney, che potrebbe essere interessata a svilupparla.
Gale e Zemeckis tuttavia decidono di provare con altri studi cinematografici. Nei successivi due anni, la sceneggiatura riceve oltre 40 rifiuti, qualcuno anche dallo stesso studio più di una volta. A corto di opzioni, i due sceneggiatori portano dunque il progetto alla Disney, ma anche in questo caso - pur essendoci un interesse - il film non ottiene il via libera poiché si ritiene il sottinteso incestuoso troppo audace per gli standard della Disney.
Ci sarebbe, però, un'altra possibilità. Far produrre il film dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg. Ma c'è un problema. Gale e Zemeckis hanno scritto qualche anno prima la sceneggiatura di un suo film, 1941 - Allarme a Hollywood, che non ha ottenuto i risultati sperati, così come La Fantastica Sfida, che è stato prodotto da Spielberg e si è rivelato un flop. I due ritengono indelicato chiedere ancora aiuto a lui.
Così Zemeckis accetta un altro progetto, per non rimanere con le mani in mano: la regia del film All'Inseguimento della Pietra Verde. La pellicola ottiene un grande successo e incoraggia Gale e Zemeckis a farsi infine avanti con Spielberg, che aveva comunque già letto e apprezzato la prima bozza.
Ma c'è un nuovo problema adesso: i diritti sulla sceneggiatura sono ancora legalmente nelle mani della Columbia Pictures. E chi aveva dato il via libera a quel progetto, tre anni e mezzo prima, Frank Price, ora lavora per la Universal Pictures da quando la Columbia è stata acquisita nel 1982 dalla Coca Cola. Quindi non si può essere certi che la Columbia possa voler produrre o distribuire il film.
Price trova tuttavia una scappatoia quando un suo amico rimasto alla Columbia, Guy McElwaine, lo chiama per chiedergli un favore. La Columbia ha dato il via libera alla produzione di una pellicola intitolata Il Grande Imbroglio, ma il dipartimento legale ritiene che questa abbia svariati punti in contatto col film del 1944 La Fiamma del Peccato (i cui diritti sono detenuti dalla Universal), da farla apparire quasi come un remake.
Per evitare problemi di ogni natura, McElwaine chiede a Price i diritti sulla sceneggiatura de La Fiamma del Peccato. Price accetta di cedere questi diritti, purché McElwaine e la Columbia cedano a loro volta i diritti sulla sceneggiatura di Gale e Zemeckis. Non avendo alcuna intenzione di produrla e non sapendo che farsene, McElwaine accetta lo scambio.
Finalmente con un produttore e un distributore a supportare il progetto, Gale e Zemeckis lavorano a una nuova bozza di sceneggiatura, col supporto di Spielberg e del presidente della Universal Sidney Sheinberg, che viene completata nel luglio 1984. L'azione viene spostata al 1955, Marty McDermott - ora un semplice studente - diviene Marty McFly e il Professor Brown è ora Doc Brown.
Spielberg produce il film tramite la sua società, Amblin Entertainment, affidando a Frank Marshall e Kathleen Kennedy il ruolo di produttori esecutivi.
Un'ultima e definitiva bozza di sceneggiatura viene completata nell'ottobre 1984. La macchina del tempo diviene una DeLorean, poiché il suo look futuristico viene ritenuto adatto per impressionare la popolazione del 1955 e convincerla che sia un UFO, mentre il campo canalizzatore viene rinominato flusso canalizzatore.
Inoltre, Doc Brown ha ora un cane e non più uno scimpanzé, poiché Sheinberg si rifiuta di produrre un film che veda la presenza di una scimmia. Infine, la professione del padre di Marty McFly è quella di scrittore, gli agenti governativi divengono terroristi libici e la madre di Marty viene rinominata prima Meg e poi Lorraine - in omaggio alla moglie di Sheinberg, Lorraine Gary.
Per questioni di budget, inoltre, viene deciso di utilizzare l'energia di un fulmine e non quella di un'esplosione nucleare per il ritorno di Marty McFly nel presente. Alla base di questa scelta c'è anche il timore, soprattutto da parte di Spielberg, che alcuni bambini possano tentare di emulare il gesto di chiudersi nei frigoriferi.
Sheinberg, convinto che un titolo che usi la parola "futuro" non possa funzionare, chiede più volte che il film sia intitolato Spaceman from Pluto. Spielberg, tuttavia, fingendo che questo sia solo uno scherzo di Sheinberg, riesce a fargli cambiare idea. Viene inoltre chiesto di utilizzare una Mustang, un modello d'auto più famoso e riconoscibile, al posto di una DeLorean, ma Gale si impunta, dicendo che Doc Brown non guiderebbe mai una Mustang.
Tuttavia questo modello di auto non si rivela molto affidabile durante le riprese, andando a volte in crash e dovendo essere sottoposto a piccole revisioni. Alla fine saranno utilizzate tre DeLorean.
Siccome alcuni passaggi della sceneggiatura coinvolgono l'allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, tali parti devono essere mandate alla Casa Bianca per approvazione. Nessuna revisione viene apportata e Reagan stesso ha modo di apprezzare e citare il film qualche tempo dopo.
Salvo alcuni cambiamenti e piccole correzioni apportate poco prima dell'inizio ufficiale delle riprese, quest'ultima è la sceneggiatura finale e così le procedure di casting possono iniziare. L'uscita della pellicola è pianificata inizialmente per maggio 1985.
Per il ruolo di Marty McFly, la prima scelta ricade su Michael J. Fox. L'attore tuttavia è impegnato con le riprese della sit-com Casa Keaton e in quel periodo Meredith Baxter, la quale interpreta la madre di Fox/Alex Keaton, è in congedo per maternità. Il creatore e produttore esecutivo della serie, Gary David Goldberg, rifiuta quindi di concedere Fox - il cui personaggio è molto amato dal pubblico - a un'altra produzione, anche se solo in via temporanea.
Le attenzioni si incentrano dunque su altri due attori, Christopher Thomas Howell ed Eric Stoltz. Sembra debba prevalere il primo, che inizia anche a provare per circa un paio di settimane alcune scene con altri attori, ma Sidney Sheinberg spinge per Stoltz, poiché ha apprezzato la sua interpretazione nel film Dietro La Maschera, di prossima uscita: è così convinto di questa sua decisione da dichiarare che, qualora le cose non andassero bene, il film potrà essere rigirato dall'inizio. A Eric Stoltz viene dunque ufficialmente assegnato il ruolo del protagonista.
Per il ruolo di Emmett "Doc" Brown, la prima scelta ricade su John Lithgow, suggerito dal produttore Neil Canton, che ha lavorato insieme a lui nel film Le Avventure di Buckaroo Banzai nella Quarta Dimensione.
Lithgow tuttavia non è disponibile e, dopo aver vagliato Dudley Moore e Jeff Goldblum, Canton suggerisce un altro attore con cui ha lavorato nella pellicola succitata, Christopher Lloyd. Lloyd all'inizio esita, in quanto ha intenzione di impegnarsi con una rappresentazione teatrale indipendente, ma legge e apprezza la sceneggiatura e sua moglie lo esorta e convince infine ad accettare la parte.
Lloyd, a cui viene concessa qualche improvvisazione sul set, modella il suo personaggio - dal punto di vista estetico e caratteriale - su Albert Einstein e il direttore d'orchestra Leopold Stokowski.
Per il ruolo di George McFly, viene selezionato Crispin Glover. Costui sul set si comporta in maniera eccentrica e agita spesso le mani, comportamenti dovuti all'emozione provata dal fatto che è il suo primo ruolo importante in una grande produzione. Prima della fine delle riprese perde la voce e gli ultimi dialoghi deve doppiarli in studio in un secondo momento.
Nell'effettuare il casting di Stoltz, i produttori vedono un film da lui interpretato intitolato The Wild Life, nel quale recita una giovane attrice di nome Lea Thompson. La donna viene ritenuta adatta per il ruolo di Lorraine McFly, che le viene dunque assegnato a seguito di un'apprezzata audizione.
Per il ruolo di Biff Tannen, la prima scelta è J.J. Cohen, ma si ritiene che la sua corporatura e altezza non siano sufficienti a rendere il personaggio minaccioso nei confronti di Stoltz, così gli viene affidato un ruolo secondario. La parte viene assegnata infine a Thomas Francis Wilson. Il cognome del personaggio è quello di un ex capo della Universal, che aveva trattato a male parole Gale e Zemeckis durante la produzione di un altro film da loro sceneggiato.
Per il ruolo di Jennifer Parker, la fidanzata di Marty, viene scelta in prima battuta Melora Hardin.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 26 novembre 1984, in California e presso gli Universal Studios, dove viene creata la città di Hill Valley. Procedono fino al 23 dicembre, ma si nota subito un problema: Eric Stoltz non è adatto a interpretare Marty McFly. Oltre a non trovarsi a suo agio su uno skateboard, dà al personaggio un'aura fin troppo drammatica e poco da commedia. Inoltre non lega in alcun modo con gli altri componenti del cast, alcuni dei quali - come Wilson - non lo sopportano.
Tutti concordano su questa conclusione, dal regista Robert Zemeckis, a Bob Gale, a Spielberg. Il costo di rifare da capo le riprese già girate farà lievitare il budget tra i 3 e i 4 milioni di dollari, ma Sheinberg aveva detto che si sarebbe potuto fare.
È Zemeckis a comunicare la spiacevole notizia a Stoltz, in privato dentro un camper della produzione. Anche l'attore non era comunque troppo convinto della sua parte e, pur con rammarico, abbandona il set senza protestare.
Poco dopo si viene a sapere che Meredith Baxter è tornata a far parte del cast di Casa Keaton e si decide di tentare nuovamente la carta Michael J. Fox. Stavolta l'accordo viene raggiunto: dal lunedì al venerdì, Fox gira le riprese di Casa Keaton dal mattino fino al pomeriggio e quelle della pellicola diretta da Zemeckis dalle 18 circa fino a dopo le due di notte, potendosi concedere al massimo cinque ore di sonno. Le scene del film che necessitano la presenza di Fox e di essere girate in pieno giorno vengono invece effettuate sabato e domenica. In caso di conflitti di programmazione, Casa Keaton ha la precedenza.
L'attrice scelta per interpretare Jennifer Parker, Melora Hardin, che non ha comunque girato neanche una scena, viene scartata in quanto è considerevolmente più alta di Fox, e sostituita con Claudia Wells. Costei aveva in principio dovuto rinunciare al progetto per girare un pilot televisivo, ma i ritardi causati dall'allontanamento di Stoltz le permettono di essere ricontattata.
Per via di questi imprevisti, l'uscita del film viene posticipata di tre mesi e ora è programmata per agosto 1985.
Le riprese ricominciano l'undici gennaio 1985, partendo da quelle da rifare per via dell'allontanamento di Stoltz, e proseguono fino al 20 aprile. Chuck Berry concede i diritti per l'uso della sua canzone Johnny B. Goode solo all'ultimo momento, tanto che Zemeckis pensa di tagliare la scena in cui Marty canta questa canzone, ritenendola ininfluente per la trama. Nel montaggio finale, otto minuti circa di girato vengono tagliati per scelte narrative e di produzione.
L'uscita per agosto viene anticipata a luglio da Sidney Sheinberg a seguito di una preview con pubblico selezionato che ottiene un ampio, favorevole riscontro. La scena di Johnny B. Goode viene acclamata e così Zemeckis decide di mantenerla. Per venire incontro a questa nuova tempistica, Sheinberg mette al lavoro sulla pellicola due montatori.
Per la colonna sonora, Zemeckis suggerisce il nome di Alan Silvestri, che ha composto la partitura musicale di All'Inseguimento della Pietra Verde. Una colonna sonora che, tuttavia, a Spielberg non è piaciuta. Zemeckis suggerisce allora a Silvestri di comporre un qualcosa di epico per impressionare Spielberg. Il compositore accetta l'imbeccata, tanto da utilizzare un'orchestra composta da ben 85 musicisti.
Silvestri stesso invece consiglia, per alcune canzoni originali aggiuntive, di contattare Huey Lewis and the News. La prima canzone sottoposta non incontra il gradimento di Gale e Zemeckis, così Huey Lewis fa ascoltare loro The Power of Love, che viene prescelta insieme a un'altra traccia, Back In Time.
Ritorno Al Futuro (Back To The Future) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 3 luglio 1985. A fronte di un budget di 19 milioni di dollari, il film arriva infine a incassarne a livello internazionale oltre 380, divenendo la pellicola campione d'incassi di quell'anno.
Riceve anche tre candidature ai premi Oscar, tra cui quello come migliore sceneggiatura originale, vincendo solo quello per Miglior Montaggio Sonoro.
Eppure all'inizio sembrava proprio, tra rifiuti e problematiche varie, che questo film non sarebbe mai stato girato. Un'odissea, durata cinque anni, trova infine il suo giusto riconoscimento. E dà il via a una saga di cui verranno prodotti due sequel... ma questa è un'altra storia.