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martedì 5 settembre 2023

Disney+ Original 16: Gli Amici delle Vacanze 2


Chi l'avrebbe mai detto che Gli Amici delle Vacanze (Vacation Friends) avrebbero fatto il loro ritorno? E anche in maniera abbastanza celere! E pensare che avevo affermato che il film non sarebbe rimasto nella storia.
Nella prima pellicola avevamo visto i futuri sposi Markus Parker ed Emily Conway fare la conoscenza, durante una vacanza in Messico, di Ron e Kyla, due coniugi alquanto abili nel creare caos ma con un cuore buono. Ne era nata una grande amicizia.
Le loro strade si reincrociano in Gli Amici delle Vacanze 2 (Vacation Friends 2), scritto e diretto da Clay Tarver e distribuito su Disney+ a partire dal 25 agosto 2023.
È passato poco più di un anno dagli eventi del primo film. Ron e Kyla (John Cena e Meredith Hagner) hanno avuto un figlio di nome Marcus e decidono di concedersi un viaggio ai Caraibi. Marcus ed Emily Parker (Lil Rei Howery e Yvonne Orji) si aggregano a loro e, in segno di ringraziamento, Marcus ha pagato loro le spese di viaggio.
Ma quest'ultimo ha un'ulteriore motivazione per recarsi ai Caraibi, che ha tenuto nascosta e Ron e Kyla. Lì deve avere un incontro d'affari con una società coreana, per ottenere l'appalto per la costruzione di un lussuoso hotel a Chicago.
Chiaro che i suoi due amici non gli faciliteranno la vita in tal senso e le cose si complicheranno in maniera ulteriore con l'inatteso arrivo di Reese Hackford (Steve Buscemi), il padre di Kyla.
Con le personalità dei protagonisti principali ormai già ben definite nel primo film, questo sequel riprende l'idea di base - ovvero le due coppie agli antipodi in termini caratteriali coinvolte in una serie di disastri - senza aggiungere nulla di particolarmente rilevante.
Si cerca di agitare un po' le acque, ed essendo alle Hawaii travestite da Caraibi ci sta anche, introducendo qualche elemento in più nel mix come il figlio e il padre/suocero della coppia composta da Ron e Kyla. Cosa che consente di introdurre il concetto di maternità, ma trattato davvero in maniera molto light e semplicistica, come inevitabile in questo tipo di prodotti.
Per il resto, ormai messa da parte quella poca introspezione che si poteva fare, questa seconda pellicola punta di più sull'azione, con sottotesti comici ovviamente, e una trama che vede i nostri eroi (?) opposti a una banda di criminali locali.
La presenza di un attore navigato come Steve Buscemi, pur essendo chiaro che è qui solo per avere un buon assegno per la pensione o per comprarsi una barca, in maniera inevitabile ruba un po' la scena agli altri personaggi, in special modo alle protagoniste femminili, che ne risultano leggermente sacrificate.
Mi azzardo a dire che nemmeno questo film rimarrà nella storia, ma la volta scorsa non avrei mai previsto o scommesso che ci sarebbe stato un sequel. E per quanto riguarda il futuro... ci sono tante altre località di vacanza da esplorare.

mercoledì 14 dicembre 2022

Netflix Original 93: Matrimonio a Long Island


Dopo Spencer Tracy che vede andare in sposa sua figlia Elizabeth Taylor, come non pensare che Adam Sandler non possa seguirne le... Sorvoliamo.
Torna l'attore comico che nei suoi film urla spesso e volentieri nella pellicola Matrimonio a Long Island (The Week Of), diretto da Robert Smigel, scritto da Adam Sandler e Robert Smigel e distribuito su Netflix a partire dal 27 aprile 2018.
Kenny Lustig (Adam Sandler), imprenditore edile, deve affrontare l'ultima settimana prima del matrimonio di sua figlia e portare a termine i numerosi preparativi. Il marito di lei è figlio di un importante chirurgo, Kirby Cortice (Chris Rock).
Mentre la casa dell'uomo si riempie di svariati ospiti, sia desiderati che non, nuove complicazioni si frappongono tra Kenny Lustig e la felicità sua e di sua figlia, incluso il rapporto non semplice col futuro genero.
Appare subito chiaro come la trama di fondo, il matrimonio e i suoi preparativi, rappresentino unicamente una buona scusa - una sorta di MacGuffin ben visibile, per dirla così, non sapremo mai ad esempio come i due futuri coniugi si siano conosciuti e innamorati - per consentire ad Adam Sandler e i suoi pard, tra cui il semionnipresente Steve Buscemi, di mettere in scena svariate situazioni comiche basate perlopiù sugli equivoci e su quelle battute a volte sopra le righe tanto care all'attore.
Battute che non si preoccupano di essere in taluni casi poco politically correct. Vi sono infatti alcune scenette comiche e surreali basate sulla disabilità fisica, il maltrattamento di animali e le malattie mentali.
Tutto il consueto repertorio di questo tipo di film (Adam Sandler che urla, battute sulla cacca e a sfondo sessuale, gente non proprio in possesso di tutte le necessarie facoltà mentali) è dunque presente, sta alla vostra sensibilità farvele piacere o meno. Per quanto mi riguarda, quando sono troppo caricate e ripetute smetto di sorridere abbastanza rapidamente.
Seppur indicato come coprotagonista, a Chris Rock non viene riservato molto spazio, talvolta scompare dalla scena per svariati minuti. Risulta più che altro un comprimario e davvero poche sono le sue interazioni di rilievo col collega. È Adam Sandler, anche produttore della pellicola, a dominare sulla scena.
Il messaggio prevedibile di fondo è che non ha importanza il conto in banca o la posizione sociale (la famiglia di Sandler è del ceto medio e vive in una casetta ordinaria di periferia, quella di Chris Rock invece è benestante e risiede in una lussuosa villa) quando si tratta dell'amore di un padre verso la propria famiglia o o i propri figli che riuscirà a superare ogni tipo di difficoltà.
Verso la fine, Adam Sandler si ritaglia un paio di scene con un sottotesto lievemente drammatico, genere verso cui - per quanto appaia incredibile - risulta portato, ma alla fine è più forte di lui, ricade subito in quella comicità di medio/bassa lega. Dopotutto è per questo che il pubblico lo ha apprezzato sin dal principio ed è questo che il suo pubblico principale di riferimento vuole vedere.

domenica 15 settembre 2019

A scuola di cinema: Le Iene (1992)

Inizio anni '90: un aspirante sceneggiatore e regista lavora come commesso di un negozio per il noleggio di videocassette in California, realizzando ogni tanto cortometraggi amatoriali coi suoi amici. Ma qualcosa per lui sta per cambiare e la sua vita prenderà una svolta decisiva. Il suo nome è Quentin Tarantino.


Reservoir Dogs: come sia venuto in mente a Quentin Tarantino questo particolare titolo, non è mai stato spiegato. O meglio, è stato fatto, ma Tarantino stesso ne ha dato differenti spiegazioni, compresa quella di un curioso "mash-up" tra Au Revoir Les Infants di Louis Malle e Straw Dogs di Sam Peckinpah. Ne consegue che una spiegazione vera e propria non ci sia e con ogni probabilità a Tarantino piaceva semplicemente l'idea di scrivere un film su una rapina con quel titolo.
Un titolo che si stampa nella mente del giovane aspirante regista il quale, ispirandosi al film Rapina a Mano Armata di Stanley Kubrick e al cinema d'azione orientale, in particolare alla pellicola City On Fire di Ringo Lam, ne scrive in circa tre settimane e mezzo una sceneggiatura, a penna e su una serie di taccuini.
In origine Tarantino progetta di realizzare il film con un budget ridotto all'osso, appena trentamila dollari (racimolati interpretando la parte di un sosia di Elvis Presley in una puntata di Cuori Senza Età, comprese le royalties per le repliche), utilizzando una camera 16mm, affidando a sé stesso la parte di Mr. Pink e facendo interpretare le altre parti a dei suoi amici.
Uno di questi è il produttore Lawrence Bender. Costui sta frequentando un corso di recitazione e per un caso fortuito la moglie dell'insegnante conosce Harvey Keitel. Costei nota la sceneggiatura di Tarantino e la passa al celebre attore il quale, tre giorni dopo, contatta personalmente Tarantino dicendogli di essere non solo interessato a interpretare una parte nel film, ma anche pronto a produrlo.
Grazie alle conoscenze di Keitel, si riesce a racimolare un budget per la pellicola di circa un milione e mezzo di dollari. Keitel poi, usando soldi di sua tasca, porta Tarantino e Bender in un hotel di New York, dove si tengono le sessioni di casting degli altri protagonisti.
Da queste sessioni emergono Steve Buscemi, Tim Roth, Michael Madsen e Chris Penn. Costoro hanno già esperienza alle spalle di pellicole cinematografiche, ma sono desiderosi di lavorare con un regista sconosciuto per via del fatto che nel progetto è coinvolto anche Keitel.
Il provino di Buscemi per Mr. Pink convince così tanto Tarantino da fargli decidere di rinunciare a quella parte per sé e dirottare le sue attenzioni su Mr. Brown.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 29 luglio 1991, dipanandosi in varie location di Los Angeles. In particolare un obitorio abbandonato, che viene utilizzato per la maggior parte delle riprese. La rapina non è mai effettivamente mostrata nella sceneggiatura, quindi è una precisa scelta narrativa non dovuta a motivi finanziari. Il comunque risicato budget invece impone che, quando sono in abiti civili, gli interpreti utilizzino i loro stessi vestiti.
Gli iconici completi neri vengono forniti da Betsy Heimann a titolo gratuito, grazie al suo amore per i film sulle rapine. Anche gli effetti speciali del trucco sono realizzati a titolo gratuito da Robert Kurtzman, alla condizione che Tarantino sviluppi poi la sceneggiatura di un suo soggetto intitolato Dal Tramonto All'Alba.
Dover girare durante una calda estate californiana, vestiti di un abito nero in giacca e cravatta, si rivela un'impresa non da poco per gli attori coinvolti. Le riprese terminano in via ufficiale il 31 agosto 1991.
La pellicola ha la sua premiere il 21 gennaio 1992 al Sundance Film Festival, suscitando l'interesse e l'attenzione dei presenti e facendo sì che la Miramax ne consegua i diritti di distribuzione.
Il film, come noto, contiene numerose scene violente, forti anche per gli standard attuali, figuriamoci a quell'epoca. Il presidente della Miramax, Harvey Weinstein, chiede dunque a Tarantino almeno qualche cesura durante la scena della tortura del poliziotto. Il regista tuttavia si impunta su questo aspetto e nessun taglio viene apportato.
Le Iene (Reservoir Dogs) viene programmato nei cinema americani a partire dal 9 ottobre 1992. A fronte, come riferito, di un budget di un milione e mezzo di dollari, il film arriva a incassarne solo sul territorio statunitense, dove peraltro ha una distribuzione limitata a poche sale, 2,8 milioni di dollari. In Inghilterra invece incassa il doppio di questa cifra. Questo senza contare gli altri paesi.
Un incredibile esordio per Quentin Tarantino, che vede così lanciata la sua carriera cinematografica. La quale inizia subito a muovere i primi passi quando un'altra sua sceneggiatura, Natural Born Killers, viene notata da Oliver Stone... ma questa è un'altra storia.