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domenica 19 aprile 2026

Netflix Original 200: The Irishman


La collaborazione tra Robert De Niro e Martin Scorsese si è rinnovata più volte nel corso degli anni, a partire da Mean Streets.
Quando a loro si è unito anche Joe Pesci, abbiamo avuto dei classici come Toro Scatenato e poco dopo moderni racconti di gangster quali Quei Bravi Ragazzi e Casinò.
Dopo tanto tempo, questa attualizzazione di uno storico genere cinematografico ritorna con The Irishman, diretto da Martin Scorsese, scritto da Steven Zaillian e distribuito su Netflix a partire dal 27 novembre 2019.
Frank Sheeran (Robert De Niro), un camionista, ha un fugace incontro con Russell Bufalino (Joe Pesci) quando il suo mezzo rimane in panne.
Poco tempo dopo Sheeran viene accusato di passare una parte dei carichi di carne che trasporta a una banda criminale locale in cambio di una mazzetta. Russell Bufalino interviene e, tramite un avvocato di fiducia, lo fa assolvere da queste accuse.
Da quel momento Frank Sheeran comincia a divenire uomo di fiducia e sicario della famiglia Bufalino e, tramite i loro contatti, conosce Jimmy Hoffa (Al Pacino), di cui diviene in breve tempo guardia del corpo e migliore amico.
Ma in ambienti come questi l'amicizia e il rispetto sono valori fragili e Frank Sheeran pagherà un prezzo molto caro per questo.
Sembra che Martin Scorsese abbia voluto dare vita al racconto di gangster definitivo, con tutti gli attori a lui cari (manca solo Leonardo DiCaprio per la chiusura del cerchio). E lo fa tramite una storia che si dipana per un periodo temporale di oltre quarant'anni, in cui si assiste alla rapida ascesa e alla drammatica caduta di Frank Sheeran.
Personaggio realmente esistito, costui ha dichiarato di aver ucciso Jimmy Hoffa (nonché molte altre persone) per conto della famiglia Bufalino, anche se vi sono molte prove che contrastano queste sue affermazioni.
Questo però al regista non interessa e, tramite la figura di Sheeran, ritrae un tipo di personaggio a lui caro: quello affascinato dal mondo della criminalità, in quanto la sua anima è nera sin dal principio.
E alla fine, in quel mondo, quella persona vi entra e ne diventa una figura di spicco. Ma, esattamente come accaduto a Henry Hill, alla fine a Frank Sheeran non rimane nulla. Perde la famiglia, gli amici, rimane l'essere più solo sulla Terra.
Eppure rimane fedele a uno strano codice d'onore, che nemmeno da anziano e malato abbandona, mentre tutti coloro che hanno segnato la sua vita sono morti. E trova conforto, altro tema caro al regista, nella religione e nella fede per l'assolvimento dei suoi peccati.
E tutti coloro che ruotano attorno a Frank Sheeran non sono da meno. Jimmy Hoffa, Russell Bufalino, anche loro perdono tutto in nome di un finto ideale e muoiono in solitudine, oppure vengono uccisi da cari amici, a dimostrazione che in realtà il concetto di amicizia in questo tipo di ambiente non esiste.
Un mondo a parte, di cui si fatica a comprendere le regole, eppure parte integrante della società americana, e non solo, per decenni. Un mondo che si avvia al tramonto e su cui Martin Scorsese ha voluto mettere la parola FINE.

sabato 7 gennaio 2023

A scuola di cinema: Arma Letale 2 (1989)

Dopo l'incredibile successo del primo film di Arma Letale (Lethal Weapon), il produttore Joel Silver e la Warner Bros. intendono mettere subito in produzione un sequel.
Il detto popolare afferma che squadra vincente non si cambia. Dunque, nella primavera del 1987, appena poche settimane dopo l'uscita del film nelle sale cinematografiche, viene chiesto allo sceneggiatore Shane Black di scriverne anche il seguito. Ma non tutto andrà liscio.


Shane Black, con l'aiuto di un suo amico, il romanziere Warren Murphy, scrive in sei mesi quindi una nuova sceneggiatura dal titolo Play Dirty e la sottopone al giudizio di Joel Silver, del regista Richard Donner e della Warner Bros.
Tale giudizio è pressoché unanime e di stampo negativo e non tanto per la qualità della sceneggiatura, da tutti ritenuta di ottima fattura, quanto invece per la sua crudeltà ed efferatezza.
Nel trattamento di Shane Black e Warren Murphy, infatti, il confronto tra Martin Riggs, Roger Murtaugh e i criminali sudafricani è molto più drammatico e intenso, i cattivi sono ancora più spietati e crudeli e vi sono un paio di scene di tortura prolungate. Vi è anche un'insolita scena in cui un aereo pieno di cocaina esplode, rilasciando come fosse neve la sostanza stupefacente lungo tutta Los Angeles.
Inoltre, non vi è alcuna traccia di ironia o comicità e alla fine Martin Riggs viene ucciso con una pugnalata da Benedict (il primo nome dell'antagonista Pieter Vorstedt), dopo aver lasciato un messaggio d'addio a Roger Murtaugh.
Sono in particolar modo questi due elementi quelli che risultano di maggiore discordia, in quanto la Warner Bros. vuole qualche momento di sollievo e desidera - per ovvie ragioni monetarie - che il personaggio di Martin Riggs sopravviva in previsione di eventuali altri sequel. Viene richiesto dunque a Shane Black una totale revisione della sceneggiatura che tenga conto di questi cambiamenti.
Lo scrittore oppone un netto rifiuto, ritenendo quanto da lui prodotto un perfetto epilogo. Così, dopo aver meditato di restituire l'anticipo di 250.000 dollari, sceglie di abbandonare il progetto dividendo il suo compenso con Warren Murphy. Shane Black, pur ritenendo questo suo trattamento una delle cose migliori da lui scritte, perde poi questa sceneggiatura che non verrà mai più ritrovata.
Dopodiché - complice anche un difficile periodo personale che trova il suo culmine nella fine di una relazione a cui tiene molto - Black decide di prendersi un periodo sabbatico, ritornando sulle scene solo un paio di anni dopo con L'Ultimo Boy Scout (The Last Boy Scout). Non sarà invece più coinvolto per questo o i successivi seguiti di Arma Letale.
In cerca di un suo sostituto, ci si rivolge a Jeffrey Boam, colui che aveva revisionato - non finendo accreditato - la sceneggiatura del primo film. Costui riprende solo la trama di base concepita da Shane Black (di cui viene tenuta una sola scena) e praticamente idea una nuova sceneggiatura, pur Shane Black venendo accreditato come ideatore del soggetto. Tale trattamento viene infine revisionato da Robert Mark Kamen, il quale si occupa in particolar modo dei dialoghi dei criminali sudafricani.
Col regista Richard Donner e gli interpreti principali, ovvero Mel Gibson e Danny Glover, confermati, occorre pensare al casting di Leo Getz (un personaggio che ha poco più di un cameo nel trattamento di Shane Black e che Jeffrey Boam rende un co-protagonista). La prima scelta ricade su Joe Pantoliano, ma è costretto a rinunciare in quanto impegnato con le riprese di Punto d'Impatto (The Last of the Finest).
La parte viene dunque affidata a Joe Pesci. Per questo ruolo e la sua parlantina, l'attore - d'intesa con Richard Donner - abbandona subito l'idea originaria di renderlo un personaggio effeminato e si ispira ad alcuni dipendenti di Disneyland che guidano i turisti nel parco divertimenti.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 28 novembre 1988, tenendosi in California.
Durante la lavorazione, Richard Donner ha modo di rimanere sorpreso e scioccato quando Mel Gibson - che risulta sempre professionale e puntuale sul set, nonché collaborativo con tutti - gli confessa che ha qualche problema con l'alcolismo ed è capace di scolare quasi 3 litri di birra a colazione. Un altro problema, meno impattante, che l'attore deve affrontare è una piccola forma influenzale che lo perseguita per parte della lavorazione.
In principio, il personaggio di Rika van den Haas (interpretato da Patsy Kensit) deve sopravvivere, tanto che l'ultima scena - peraltro regolarmente girata - la vede insieme a Martin Riggs durante la Festa del Ringraziamento insieme alla famiglia Murtaugh. Si decide solo in un secondo momento che venga uccisa per dare un'ulteriore motivazione di vendetta a Riggs.
Nonostante Shane Black abbia rinunciato al progetto in quanto non disposto a scendere a compromessi in merito alla morte di Martin Riggs, viene deciso di girare due epiloghi. Il primo vede effettivamente il protagonista morire nella battaglia finale, seppur con Roger Murtaugh al suo fianco e non con costui che visiona un messaggio d'addio, mentre il secondo lo vede infine sopravvivere.
Negli screening preliminari, è ovviamente l'epilogo lieto quello che viene più apprezzato e così si decide di procedere in tal senso.
Le riprese si concludono il 24 marzo 1989.
Arma Letale 2 (Lethal Weapon 2) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 5 luglio 1989. A fronte di un budget di 28 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 227 milioni di dollari, un risultato di gran lunga superiore al primo film della saga.
Inoltre, nonostante l'evidente critica al governo sudafricano del tempo (dove imperava ancora la politica dell'apartheid e della supremazia bianca e Nelson Mandela - seppur ancora per pochi mesi - era rinchiuso in prigione), il film viene programmato in Sud Africa senza alcun tipo di censura, solo con un divieto per i minori di diciotto anni.
Non solo, risulta un grande successo di pubblico anche in questa nazione. Forse una sorta di anticipazione degli eventi che avrebbero rivoluzionato questo paese di lì a poco.
Superfluo aggiungere che, con questo rinnovato trionfo, un terzo capitolo della saga di Arma Letale è dietro l'angolo... ma questa è un'altra storia.

sabato 24 dicembre 2022

A scuola di cinema: Mamma, Ho Riperso L'Aereo - Mi Sono Smarrito a New York (1992)

Dopo il successo di Mamma, Ho Perso l'Aereo (Home Alone), la 20th Century Fox stringe con John Hughes un accordo per la produzione di sei pellicole, una delle quali deve in maniera tassativa essere un sequel del film con protagonista Macaulay Culkin.
Lo scenario tuttavia è cambiato rispetto a quando venne prodotta la prima pellicola: la saga si è subito dimostrata una potenziale gallina dalle uova d'oro e di questo tutti sono consapevoli. La cosa non sarà priva di conseguenze.


L'idea originaria di John Hughes e Chris Columbus è quella di girare due film in sequenza o comunque a breve distanza l'uno dall'altro, per far sì che Macaulay Culkin non cresca troppo tra una pellicola e l'altra vanificando così le trame. Per motivi di budget, tuttavia, la Fox boccia l'idea, dando via libera a un solo sequel.
La prima cosa da fare è assicurarsi la presenza del protagonista, Kevin McCallister. Essendo Macaulay Culkin un minorenne, i suoi ingaggi da attore e le sue finanze vengono gestite dai suoi genitori, in particolar modo dal padre, Christopher Culkin (anche lui a sua volta attore).
Costui riesce a strappare alla 20th Century Fox un compenso di circa 4 milioni e mezzo di dollari, decisamente superiore rispetto ai 110.000 dollari della prima pellicola, con inoltre la clausola aggiuntiva - per evitare che suo figlio rimanga associato al ruolo del bravo ragazzo - che il suo film successivo sia L'Innocenza del Diavolo (The Good Son), dove avrà invece un ruolo negativo.
Il titolo originario del sequel è Alone Again, ma Chris Columbus pensa che esso possa dare l'idea di un remake, piuttosto che di un sequel, così viene cambiato.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 9 dicembre 1991, tenendosi in Illinois, New York e in California. Girando nella Grande Mela, a volte le temperature sono così basse che le telecamere rimangono ghiacciate e non è possibile continuare a lavorare.
E pensare, che nei primi giorni di riprese, si è già pronti a utilizzare della neve artificiale, con un consistente esborso di denaro già versato, ma all'improvviso una tempesta di neve investe la città, ricoprendola di un manto bianco di certo più veritiero.
La troupe ottiene l'autorizzazione a girare alcune scene presso il Plaza Hotel di New York, ma il suo proprietario dell'epoca - Donald Trump - pone una condizione: che abbia un cameo nel film. Trump viene accontentato, apparendo come l'uomo che dà indicazioni a Kevin McCallister quando entra nel Plaza Hotel, ma in un primo momento Chris Columbus pensa di tagliare questa scena. Quando nota però che viene apprezzata nelle visioni di anteprima, decide di mantenerla.
Durante una pausa tra una ripresa e l'altra, alcuni bambini si avvicinano a Joe Pesci e gli forniscono il loro indirizzo di casa, chiedendogli se può passare una notte a derubarla. Tale richiesta da parte dei piccoli spettatori continuerà anche dopo la fine dei lavori.
Per la scena dell'attacco dei piccioni ai danni di Harry e Marv, centinaia di piccioni vengono addestrati per un periodo di circa 12 settimane. Il giorno delle riprese, Joe Pesci e Daniel Stern vengono ricoperti di mangime per uccelli per attirare i piccioni, uno dei quali si introduce nella bocca di Daniel Stern, con sommo disgusto di quest'ultimo.
Durante la lavorazione, capita che Macaulay Culkin riceva delle visite a sorpresa di un suo amico, il quale viene autorizzato a rimanere sul set. Costui è Michael Jackson.
Le riprese si concludono l'otto maggio 1992.
Al termine della lavorazione, a ogni bambino che ha partecipato alle riprese viene concesso come premio aggiuntivo di portare a casa un giocattolo di sua scelta. Macaulay Culkin sceglie il Talkboy, anche se questo è un semplice attrezzo di scena che non funziona. Ne viene creata tuttavia una versione funzionante poco tempo dopo, vista la grande richiesta da parte del pubblico (e anche una controparte femminile, Talkgirl).
Mamma, Ho Riperso L'Aereo: Mi Sono Smarrito a New York (Home Alone 2: Lost in New York) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 20 novembre 1992. A fronte di un budget di 28 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 359 milioni di dollari.
Un altro grande successo per questa saga, seppur inferiore all'incasso della prima pellicola, solo che stavolta vi sono conseguenze impreviste.
La più insolita è che la casa dei McCallister viene messa in vendita e acquistata nel 2012, per un valore di circa un milione e seicentomila dollari.
La più seria e rilevante è che Macaulay Culkin realizza un'altra manciata di film, tra cui appunto L'Innocenza del Diavolo, ma col tempo si stanca della carriera di attore e - sentimento comprensibile, visto che rimane pur sempre un ragazzo - al termine delle riprese di Richie Rich - Il Più Ricco del Mondo (Richie Rich) nel 1994 decide di vivere una vita ordinaria, lontano dalle luci della ribalta.
A spingerlo in questa scelta anche l'atteggiamento del padre, molto severo nei suoi confronti, forse per motivi di invidia, forse per altro, e che tra una ripresa e un'altra di un film lo chiude in una camera d'albergo non consentendogli di uscire.
Quando i genitori del giovane attore rinunciano alla loro convivenza, Macaulay Culkin decide di non rivolgere più la parola a suo padre e si avvede che il fondo fiduciario a lui intestato, ma ancora da loro gestito, ha un valore compreso tra i 15 e i 20 milioni di dollari.
Per impedire che venga da loro mal utilizzato o sperperato, l'attore riesce a ottenere un'ingiunzione del tribunale che impedisce a suo padre e sua madre di attingere a quel fondo, il quale viene affidato alle cure di un esecutore nominato dal tribunale stesso.
Ignaro del fatto che il giovane attore si sia ritirato dalle scene, John Hughes scrive una nuova sceneggiatura su Kevin McCallister che lo vede ormai adolescente ma, quando viene a sapere che Macaulay Culkin non è disponibile, deve rinunciare al progetto.
Nonostante questo, qualche anno dopo viene comunque realizzato un ulteriore sequel della saga senza Macaulay Culkin... ma questa è un'altra storia.

domenica 6 marzo 2022

A scuola di cinema: Quei Bravi Ragazzi (1990)

1985: Viene pubblicato il libro biografico Il Delitto Paga Bene (Wiseguy: Life in a Mafia Family), scritto da Nicholas Pileggi. L'opera descrive le cronache di vita del gangster Henry Hill, il quale nel 1955 - all'età di appena undici anni - inizia a dedicarsi alle attività criminali, associandosi alla famiglia mafiosa dei Lucchese.
Henry Hill si guadagna il rispetto della mafia quando, nel 1967, compie una rapina ai danni dell'Air France, trafugando insieme al suo complice Tommy DeSimone e senza uso di violenza una somma di 420.000 dollari, permettendogli così di mettere in moto un traffico di stupefacenti.
Qualche anno dopo, però, Hill inizia a convincersi che i suoi soci vogliano ucciderlo e così nel 1980, a seguito di un arresto, diventa un informatore del FBI ed entra insieme a sua moglie e i suoi figli nel Programma di Protezione Testimoni. Le sue confessioni comportano l'arresto di molti esponenti della famiglia Lucchese, circa 50.
La pubblicazione del libro porta all'attenzione del grande pubblico aspetti poco noti della storia americana, che in breve tempo diventano oggetto di un lungometraggio.


Nel 1986, mentre sta lavorando alle riprese de Il Colore dei Soldi (The Color of Money), Martin Scorsese legge su un giornale una recensione del libro di Nicholas Pileggi e ne acquista una copia, rimanendone affascinato.
Il regista si mette dunque subito in contatto con lo scrittore, entrando in sintonia con lui. I due cominciano a collaborare alla sceneggiatura, intitolata in un primo momento Wiseguy, come il libro, completandola verso la fine del 1986, dopo la produzione di dodici bozze e richiedendo su base saltuaria l'assistenza di Henry Hill per alcune parti di dialogo.
Una volta conclusi i lavori de L'Ultima Tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ), Martin Scorsese contatta la Warner Bros. e il produttore Irwin Winkler per il finanziamento della pellicola.
Il ruolo di Henry Hill è il desiderio proibito di un attore all'epoca poco noto, Ray Liotta, che ha letto il libro di Pileggi rimanendone affascinato. Quando il suo agente gli comunica che ne stanno realizzando un adattamento cinematografico, fa di tutto per avere la parte, nel frattempo proposta ad altri attori quali Alec Baldwin o John Travolta.
Per sua fortuna, Martin Scorsese ha visto l'unico film di rilievo fino a quel momento interpretato da Liotta, ovvero Qualcosa di Travolgente (Something Wild), in cui ha apprezzato la particolare energia che l'attore ha dato al suo personaggio.
Questo dà vita a una serie di incontri tra Liotta e Scorsese in un arco di due mesi. L'incontro decisivo avviene durante l'edizione del 1988 del Festival del Cinema di Venezia. In quell'occasione Scorsese è circondato da alcune guardie del corpo, in quanto ha ricevuto delle minacce di morte a seguito dell'uscita de L'Ultima Tentazione di Cristo.
Liotta prova ad avvicinarglisi, ma viene respinto in maniera brusca dalle guardie del corpo. Il regista nota allora come l'attore rimanga comunque estremamente calmo, così come era calmo e silenzioso Henry Hill, e si convince che Ray Liotta sia la scelta più adatta, nonostante un'iniziale opposizione di Irwin Winkler che viene poi meno.
Non avendolo mai diretto in precedenza, Scorsese chiede a Liotta di non entrare in contatto con Henry Hill, per far sì che la sua interpretazione non sia da ciò influenzata. L'attore ascolta comunque delle cassette con alcune conversazioni tra Nicholas Pileggi ed Henry Hill, rimanendo colpito dal fatto che quest'ultimo parli tranquillamente di omicidi e atti criminali mentre mangia delle patatine.
Il ruolo di Tommy DeVito - nella realtà il gangster Tommy DeSimone - viene affidato a Joe Pesci. Rispetto all'attore, il criminale era molto più alto, coi baffi e più giovane, essendo deceduto all'età di 28 anni. Per questo motivo, Martin Scorsese in un primo momento è riluttante ad affidare la parte a Joe Pesci, preferendo che interpreti il ruolo di Paul Cicero, nella realtà il gangster Paul Vario. L'attore, tuttavia, non ha alcun interesse per quella parte e i due hanno un'accesa conversazione telefonica al termine della quale Scorsese interrompe bruscamente la comunicazione.
Per convincere il regista di essere la persona più adatta per quel ruolo, Joe Pesci si fa truccare e mettere una parrucca per apparire più giovane e registra un nastro dove grida e compie alcuni atti di violenza domestica simulati. Scorsese infine si convince dopo questo e una telefonata di scuse dell'attore per il suo precedente comportamento.
La Warner Bros. è esitante a finanziare la pellicola, in quanto non vi è ancora una star di rilievo nel cast. Ciò cambia quando il ruolo di di Jimmy Conway - nella realtà il gangster James Burke - viene offerto in un primo momento ad Al Pacino, il quale però rifiuta in quanto non vuole interpretare un altro mafioso dopo Michael Corleone de Il Padrino (The Godfather).
Poco dopo, tuttavia, Robert De Niro contatta Martin Scorsese per avere la parte. Il regista aveva pensato in un primo momento a lui come Henry Hill, scartandolo subito in quanto troppo vecchio, senza prendere in considerazione delle altre opzioni.
L'entrata in scena di De Niro, qui alla sua sesta collaborazione con Scorsese, contribuisce così a far dare il via libera al progetto. Per l'uso del suo nome e della sua immagine, Henry Hill riceve una somma di 550.000 dollari.
Per prepararsi alla parte, Robert De Niro - oltre a leggere Wiseguy - contatta Nicholas Pileggi facendosi passare del materiale scartato durante la compilazione dell'opera. Inizia inoltre a chiamare Henry Hill - anche sei, sette volte al giorno - per avere da lui il maggior numero di informazioni su James Burke: come camminava, come vestiva, come teneva la sigaretta in bocca, addirittura come versava il ketchup.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 3 maggio 1989, tenendosi a New York e nel New Jersey.
Un evento luttuoso accade durante la lavorazione. Mary, la madre di Ray Liotta, è infatti malata di cancro e ogni weekend l'attore si reca a trovarla, fino a quando gli viene comunicata la sua morte improvvisa. Alcuni giorni dopo il suo funerale, Ray Liotta torna sul set e scarica la rabbia repressa che ha dentro in alcune scene.
La scena in cui Joe Pesci chiede più volte "Buffo come?" è del tutto improvvisata e si basa su una vicenda davvero accaduta all'attore quando lavorava come cameriere in un ristorante. Durante un turno, credendo di fare un complimento, Joe Pesci disse a un mafioso che era buffo, cosa che non venne presa molto bene.
Scorsese apprende di questo aneddoto e decide di inserirlo in una ripresa apposita. Oltre al regista e a Ray Liotta, nessun altro è al corrente di quello che Pesci dirà, visto che la sceneggiatura non viene alterata, quindi le reazioni degli altri attori sono del tutto genuine.
Il lungo piano sequenza ambientato presso il locale Copacabana nasce per caso a seguito di un imprevisto, quando la produzione non ottiene l'autorizzazione di passare dall'ingresso principale, ovvero la via più breve, dovendo dunque girare tutt'intorno partendo dal retro. Ci vogliono alla fine otto tentativi, prima che la ripresa venga portata a compimento con successo.
Le riprese si concludono il 9 agosto 1989. Alcune settimane prima della premiere, il cast ha infine la possibilità di conoscere di persona Henry Hill. Qualche giorno prima, però, costui contatta Ray Liotta chiedendogli un incontro, che avviene in una sala bowling della California. Come vede l'attore, Hill - che ha già visionato il film - lo ringrazia per la sua interpretazione, che ha adorato, e per non averlo reso sullo schermo come un vile criminale.
Quei Bravi Ragazzi (Goodfellas) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 19 settembre 1990. A fronte di un budget di 25 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano 47 milioni di dollari.
Il film riceve inoltre sei nomination al Premio Oscar, vincendo una statuetta nella categoria Miglior Attore Non Protagonista (Joe Pesci).
Sempre nel 1990, Karen Friedman - moglie di Henry Hill - chiede il divorzio da suo marito dopo 23 anni di matrimonio. Hill non riesce a tenersi lontano dalle attività criminali e dal traffico di stupefacenti, cosa che lo porta a subire altre condanne in tribunale e ad essere espulso dal Programma Protezione Testimoni.
Nonostante questo, non viene ucciso dalla mafia, forse perché ormai troppo famoso e riconoscibile a seguito del libro di Pileggi e del film di Scorsese, quindi un attentato rischierebbe di attirare attenzioni indesiderate. Henry Hill muore infine nel 2012, all'età di 69 anni, a seguito di un infarto causato da una malformazione cardiaca.
Dopo l'uscita di Quei Bravi Ragazzi, Martin Scorsese, Robert De Niro e Joe Pesci torneranno a collaborare insieme cinque anni dopo nel film Casinò... ma questa è un'altra storia.

domenica 12 dicembre 2021

A scuola di cinema: Mamma, Ho Perso L'Aereo (1990)

Agosto 1989: Mentre sta preparando le valigie per andare in vacanza, il regista e sceneggiatore John Hughes compila una lista di cose da non dimenticare e, scherzando tra sé e sé, pensa che farà bene a non scordarsi i suoi figli.
All'improvviso un altro pensiero lo coglie: cosa accadrebbe se suo figlio rimanesse da solo a casa? Come reagirebbe? Guidato da questi interrogativi, e certo che un bambino avrebbe paura dei ladri, Hughes smette di preparare le valigie e scrive otto pagine di note che sviluppa in un secondo momento in una sceneggiatura, la quale viene completata in appena nove giorni.
Nasce così Mamma, Ho Perso l'Aereo.


In quel periodo, John Hughes sta collaborando come produttore insieme al regista Chris Columbus sul set di National Lampoon's Christmas Vacation - Un Natale esplosivo! (National Lampoon's Christmas Vacation). Columbus, tuttavia, sta avendo un pessimo rapporto lavorativo con Chevy Chase e, nonostante abbia già girato alcune scene, decide infine di abbandonare il progetto per rilassarsi presso la dimora dei genitori di sua moglie.
John Hughes decide, tuttavia, di concedere al regista una seconda possibilità e dopo circa due settimane gli invia la sceneggiatura di Mamma, Ho Perso l'Aereo, nonché quella di un altro film, Reach The Rock.
Columbus accetta di dirigere il primo film, intrigato dalla sua atmosfera natalizia e dal suo umorismo. Aggiunge inoltre alcuni elementi alla sceneggiatura, nello specifico delle scene aggiuntive che approfondiscono il personaggio del Vecchio Marley.
Il trattamento di John Hughes viene opzionato dalla Warner Bros. Il produttore afferma che un budget sui dieci milioni di dollari dovrebbe essere più che sufficiente. Ben presto, però, si capisce che il costo lieviterà vicino ai 15 milioni di dollari.
Preoccupato che l'accordo con la Warner Bros. possa saltare, Hughes incontra in segreto alcuni esecutivi della 20th Century Fox, i quali si dichiarano disposti a finanziare la pellicola qualora la prima casa di produzione non volesse più portare avanti la cosa.
I timori di Hughes si rivelano fondati: la Warner Bros. chiede che il budget venga ridotto a tredici milioni e cinquecentomila dollari, ma viene ribattuto - tramite un dettagliato memo che delinea tutti i costi da sostenere - che questo non è possibile. La Warner Bros. ritira allora i propri finanziamenti.
John Hughes ricorre subito al piano B e il progetto viene riportato in vita dalla 20th Century Fox, disposta anche a sostenere un budget superiore alle aspettative, come infine accadrà.
Per il ruolo di Kevin McCallister, Chris Columbus effettua audizioni a oltre un centinaio di giovani attori, ma fin dal principio John Hughes gli suggerisce il nome di Macaulay Culkin, che ha già diretto nel film Io e Zio Buck (Uncle Buck). Alla fine il regista accetta il consiglio.
Per il ruolo di Harry Lime, viene considerato in prima battuta Robert De Niro, dopodiché la parte viene proposta a Jon Lovitz, che rifiuta. Il ruolo viene infine affidato a Joe Pesci, un idolo personale di Columbus, il quale rimane stupito in positivo del fatto che accetti l'incarico.
Il ruolo di Marv Merchants viene affidato a Daniel Stern, che si impegna per un periodo di sei settimane. Quando gli viene detto che saranno necessarie almeno otto settimane di presenza sul set, l'attore chiede un piccolo aumento del suo ingaggio, che gli viene negato, cosa che lo porta ad abbandonare il progetto.
In sua sostituzione viene contattato Daniel Roebuck, disposto anche a ricevere un ingaggio inferiore. Tuttavia, sia Hughes che Columbus si convincono subito che non sia la scelta più adatta e chiedono alla Fox di garantire l'aumento di salario richiesto da Stern, il quale si riappropria così della parte. Roebuck rimane per alcuni anni molto amareggiato da quest'esperienza, ritenendo di essere stato solo una pedina sacrificale per convincere la Fox a riassumere Stern.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 14 febbraio 1990, tenendosi in Illinois (comprese le scene ambientate a Parigi). Per gli esterni della casa dei McCallister, viene selezionata un'abitazione sita nella città di Winnetka. Quando non è più possibile avere la neve naturale, si compensa utilizzando fiocchi di purè di patate.
Tra le prime scene che vengono girate ci sono quelle che riguardano il finto film di gangster Angeli con le Anime Sporche (un omaggio nel titolo a un vero film di gangster del 1938, Gli Angeli con la Faccia Sporca). L'ambientazione del passato viene ricreata, oltre a girare il tutto in bianco e nero, utilizzando arredamento e materiale vintage e impiegando attori che possano ricordare gli attori dei film di gangster di Hollywood.
Sul set, Joe Pesci tiene il più possibile le distanze da Macaulay Culkin, di modo tale che il ragazzo pensi che faccia davvero sul serio. Tanto che alla fine accade un piccolo incidente quando, dovendo Joe Pesci fingere di mordere un dito a Culkin, un morso lo dà per davvero lasciando una piccola cicatrice al giovane attore.
Joe Pesci non è convinto che il film possa avere un grande successo, a differenza di Quei Bravi Ragazzi (Goodfellas), tanto che si concede - d'intesa coi produttori e col regista - alcune interpretazioni sopra le righe. Spesso, però, si dimentica che sta lavorando a un film per famiglie, una produzione a cui non è abituato all'epoca, e ogni tanto gli scappa qualche imprecazione, al che Chris Columbus lo invita a modificare il linguaggio, almeno quando è sul set.
Joe Pesci, inoltre, non gradisce molto gli orari lavorativi, che richiedono a volte la sua presenza sul set già alle sette di mattina, quando invece prima di iniziare a lavorare preferisce fare qualche buca in un campo di golf. La sua frustrazione viene infine urlata in faccia all'aiuto regista James Giovannetti, il quale viene afferrato per il colletto. Da quel momento all'attore viene concesso di presentarsi sul set alle nove di mattina.
Sempre in materia di tempistica, per le leggi che consentono di impiegare attori bambini per uno specifico periodo temporale di cinque ore al giorno e che non sfori un certo orario, Chris Columbus e i suoi assistenti devono assicurarsi che tutte le scene ambientate di sera con Macaulay Culkin siano girate prima delle ore 22.00 e adeguarle alla tempistica massima consentita.
John Candy accetta di fare un cameo nel film, con una paga di appena 414 dollari, come gesto di cortesia verso John Hughes. Tuttavia, poiché ha solo un giorno libero da poter utilizzare in quel periodo, tutte le scene che lo coinvolgono vengono girate in un periodo di 23 ore. Buona parte delle battute e delle frasi da lui pronunciate sono frutto di improvvisazione.
Un'altra improvvisazione arriva da Macaulay Culkin, quando deve mettersi il dopobarba sulle guance e urlare. Il giovane attore ha l'idea di lasciare le sue mani sulle guance come se fossero rimaste incollate, invece di allontanarle, cosa che sorprende in maniera positiva Chris Columbus.
Vi sono ovviamente gli stuntmen Troy Brown e Leon Delaney a effettuare le acrobazie più pericolose che coinvolgono i personaggi di Harry e Marv. Se tali scene suscitano la nostra ilarità, la stessa cosa non accade a Chris Columbus.
Ogni volta, infatti, il regista trattiene il respiro temendo che, pur venendo le manovre acrobatiche effettuate in piena sicurezza (ma non essendo ancora possibile cancellare i cavi in post-produzione col computer), lo stuntman si sia davvero fatto male. Per poi tirare un sospiro di sollievo nel vedere lo stuntman rialzarsi senza problemi.
Per la scena in cui una tarantola deve camminare sulla faccia di Marv, con conseguente urlo di quest'ultimo, si pensa in un primo momento di utilizzare una replica semovente, idea che viene subito scartata. Viene dunque portata sul set una vera tarantola, di nome Barry.
Daniel Stern accetta che la tarantola faccia qualche passo su una sua mano e sulla sua testa, ma come comprensibile ha paura di possibili conseguenze in caso questa si senta attaccata e chiede se le sia stato estratto il veleno. La risposta è negativa, poiché in questo caso la tarantola morirebbe.
L'attore viene comunque rassicurato: la tarantola non possiede un apparato uditivo, l'importante è che Stern non faccia mosse improvvise che possano essere percepite dall'animale come una minaccia. Quindi l'urlo che si sente nel film è reale e non aggiunto in post-produzione, e con ogni probabilità nemmeno totale frutto di recitazione, in quanto Daniel Stern era ancora comprensibilmente spaventato.
Le riprese si concludono il 16 maggio 1990.
Mamma, Ho Perso l'Aereo (Home Alone) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 10 novembre 1990. A fronte di un budget di 18 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 476 milioni di dollari.
Un successo davvero inaspettato per questo film dal budget contenuto e che porta anche a due nomination al Premio Oscar, per la colonna sonora composta da John Williams.
Viene dunque subito messo in cantiere un sequel, cosa che non rappresenta un problema poiché John Hughes aveva già pensato a una possibile saga continuativa... ma questa è un'altra storia.