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martedì 25 marzo 2025

Libri a caso: Nero Wolfe, Difenditi!


Gli investigatori privati hanno questa pessima abitudine di volersi complicare la vita, anche quando gli eventi sembrano essere facilmente decifrabili. Persino quello che appare come il caso più ordinario rischia talvolta di tramutarsi in una incredibile epopea.
E in questo non fa eccezione Nero Wolfe, il personaggio ideato da Rex Stout, come dimostra Nero Wolfe, Difenditi! (The Mother Hunt), pubblicato nel 1963.
Lucy Valdon, vedova del famoso romanziere Richard Valdon, si presenta al cospetto di Nero Wolfe e Archie Goodwin con un caso in apparenza semplice. Qualcuno ha lasciato un neonato davanti alla porta di casa sua, con un criptico messaggio che lascia intendere che il padre sia proprio il defunto Richard Valdon.
L'incarico è ben remunerato e appare come una passeggiata: scoprire chi sia la madre del bambino e capire se Richard Valdon ne sia davvero il padre. Tuttavia, quando nel corso delle indagini un possibile testimone viene ucciso, si capisce subito che c'è qualcosa di molto più serio dietro questa vicenda.
Qualcosa che costringerà Nero Wolfe a un vero e proprio tour de force.
Mi piace vedere questo romanzo come una sorta di aria tratta da un'opera lirica, di cui l'acculturato Nero Wolfe è di sicuro un appassionato, tipo "La Calunnia è un Venticello" di Giacomo Rossini. Ovvero inizia molto in sordina: un caso semplice, fin troppo semplice, sembrerebbe quasi non valere il tempo di Nero Wolfe se non fosse per il congruo onorario.
Dopodiché, come nel migliore dei crescendo, la faccenda diventa una matassa sempre più ingarbugliata da districare, tanto che praticamente tutte le persone che ruotano attorno a Nero Wolfe ne rimangono coinvolte a vario titolo.
E, come ciliegina sulla proverbiale torta, Nero Wolfe si ritrova costretto a uscire di casa per venire a capo dell'enigma. Una cosa che lui eviterebbe molto volentieri. Come un colpo di cannone, per citare l'aria lirica di cui sopra.
Un modo insolito di mettere in difficoltà l'investigatore privato (e il suo pard, Archie Goodwin) che tuttavia viene affrontato con i classici sbuffi e rimbrotti tipici del personaggio. E senza dimenticare che è molto difficile comunque cogliere sempre di sorpresa il sedentario investigatore amante della cucina e delle orchidee.
Anche il ritmo della trama segue questa progressione: in apparenza lento nel principio, sempre più frenetico man mano che la vicenda si delinea.
E state tranquilli, comunque. In nessuna pagina vedrete Nero Wolfe o Archie Goodwin deliziarsi con le gioie della paternità. Gli investigatori privati hanno questa pessima abitudine di voler restare single a vita.

venerdì 27 dicembre 2024

Libri a caso: Troppi Clienti


Nero Wolfe è uno degli investigatori privati più abili e al contempo più pigri che ci siano. Creato dallo scrittore Rex Stout nel 1934 e comparso in decine di opere, si caratterizza per risolvere i casi più intricati non uscendo (quasi) mai dalla propria abitazione, dove si diletta a gustare pranzi succulenti e a coltivare orchidee nella propria serra.
A condurre le indagini sul campo vi sono invece il fido collaboratore Archie Goodwin e una serie di altri investigatori privati. Una delle indagini che riguarda tutti loro avviene in Troppi Clienti (Too Many Clients), pubblicato nel 1960.
Un influente industriale, Thomas Yeager, chiede l'aiuto di Archie Goodwin poiché ritiene di essere pedinato da qualcuno, che ha scoperto un suo appartamento privato che l'industriale vuole rimanga segreto, poiché lì ha degli incontri clandestini con delle amanti.
Archie Goodwin intende capire se davvero questo stalker esista ma, quando Thomas Yeager non si presenta a un appuntamento prefissato, scopre che è stato ucciso. E non è la cosa più problematica, dal momento che vedendo il suo volto capisce che Thomas Yeager non è affatto la persona che ha chiesto il suo aiuto!
Ma allora qual è stata la ragione di tutta quella messinscena e chi l'ha attuata davvero? E questa vita segreta di Thomas Yeager è esistita davvero? Ah, in tutto questo c'è anche Nero Wolfe, ovvio, sempre rinchiuso tra le quattro mura del suo appartamento newyorchese pronto a risolvere il caso.
In quella che è la New York dei ruggenti anni '60 del ventesimo secolo, si innesta una trama molto particolare che parte da un colpo di scena iniziale ben congegnato e da qui crea svariate diramazioni narrative che portano più persone (i troppi clienti del titolo) ad avere a che fare con Nero Wolfe e il suo appartamento.
La trama procede poi lungo binari abbastanza consueti e consolidati e con ruoli altrettanto consolidati, ovvero Archie in giro per le strade ad indagare, saltuariamente a prenderle e sempre a ribattere con più botte, mentre Nero Wolfe si trova tranquillo a casa a vivere volontariamente la sua vita sedentaria, diviso solo tra le orchidee, il cibo... e un'occasionale indagine come questa.
Quindi in sé non c'è molto da dire, se non che in questo caso lo scrittore prova a complicare la vita ai due protagonisti affibbiando loro molti clienti dagli obiettivi divergenti e talvolta in contrasto. Ma a quanto pare tutto ciò pare non mettere mai in difficoltà l'acume di Nero Wolfe, che rimane (poiché è Archie a narrare la storia secondo il suo punto di vista e le sue esperienze) quasi una sorta di entità metafisica.
Ovvero spesso assente, che compare solo per brevi periodi, e quando lo fa porta subito la trama su binari nuovi, pronti a essere seguiti. Una delle migliori incarnazioni viventi, con ogni probabilità, di deus ex machina.