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martedì 28 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Punitore/Vedova Nera - La Tela del Giorno del Giudizio


Si potrebbe pensare che il Punitore e la Vedova Nera siano due personaggi agli antipodi, le cui strade difficilmente si possono incrociare visto che percorrono sentieri narrativi differenti. Eppure qualche punto in comune ce l'hanno.
Entrambi hanno un passato tragico e hanno perso persone a loro care: evento che li ha spinti a intraprendere le loro rispettive missioni, pur con differenti metodi. Entrambi non esitano a uccidere, quando necessario (il Punitore anche quando non lo è). Entrambi si pongono su una linea sottile e, se il Punitore l'ha ormai oltrepassata da tempo, la Vedova Nera vi si ritrova spesso in bilico.
Questi due personaggi si alleano, credo per la prima volta, nel graphic novel La Tela del Giorno del Giudizio (Spinning Doomsday's Web), scritto da D.G. Chichester e disegnata da Larry Stroman.
La Vedova Nera tenta di fermare l'evasione di Peter Malum, un genio della scienza deviato che tempo prima ha costruito un dispositivo nucleare impossibile da smantellare. Malum però ha facilmente la meglio su di lei e, dopo questa dura batosta, Natasha Romanov inizia a dubitare di sé stessa e delle proprie capacità.
Nick Fury le affida comunque l'incarico di ricatturare Malum, il quale sta provando a costruire un nuovo dispositivo nucleare rubando in vari siti i pezzi necessari, ma l'eroina deve far presto perché sulle tracce del criminale vi è il Punitore, deciso a fare giustizia a modo suo.
L'incontro tra queste due forti personalità potrebbe rappresentare la chiave per il successo, oppure la totale disfatta.
Storia diretta e immediata, che punta molto sulle scene di azione - che l'artista ritrae da diverse angolature come volesse catturare una sorta di atmosfera cinematografica. La trama non si fa troppi problemi a lasciare alcuni punti in sospeso o non approfondirli (il Punitore arriva, se ne va e di solito... ah no, quella era un'altra cosa. Comunque la sua presenza non è così significativa, smuove giusto un po' la trama che però è più incentrata sulla Vedova Nera).
C'è, infatti, giusto una traccia di approfondimento con Natasha Romanov e i suoi dubbi interiori, che però vengono rapidamente dissolti quando si ritrova nel suo ambiente, ovvero di fronte al pericolo. Del tema, per sconfiggere le tue peggiori paure devi affrontarle.
Il Punitore e la Vedova Nera scoprono dunque di poter mettere da parte eventuali loro divergenze in nome di un bene comune e contro una minaccia superiore, non senza prima - decennale tradizione Marvel - aver avuto uno scontro tra di loro prima di decidere di allearsi.
Quindi è una storia senza particolari guizzi, che va dritta all'obiettivo, anche perché non c'erano poi così tante pagine a disposizione. La potenza dei team-up genera anche questo.

venerdì 24 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Vedova Nera - La Guerra Più Fredda


Il crollo del muro di Berlino e del blocco comunista orientale non poteva non avere un riflesso anche nei fumetti, soprattutto quando c'è in ballo un personaggio che è russo di nascita, anche se poi negli Stati Uniti ha trovato la sua vera identità. Si tratta di Natasha Romanov, alias la Vedova Nera.
L'eroina affronta un'insolita conseguenza di questi eventi reali nel graphic novel La Guerra Più Fredda (The Coldest War), pubblicato nel 1990, scritto da Gerry Conway e disegnato da George Freeman.
Nel 1987, due anni prima della caduta del muro, la Vedova Nera viene avvicinata da due agenti del KGB, i quali le propongono di rubare alcuni protocolli situati in una base dello SHIELD. La Vedova Nera ovviamente rifiuta, ma le viene poi rivelata un'incredibile verità.
Suo marito Alexi, il Guardiano Rosso, è ancora vivo e se completerà questa missione potrà rivederlo e riunirsi a lui. Tutto sembra confermare il ritorno di Alexi e dunque la Vedova Nera si imbarca in una missione che alla fine la riporterà in Unione Sovietica, dove dovrà fare i conti col proprio passato.
Come si rivoluziona un personaggio fortemente radicato nella propria nazionalità quando la nazione da cui proviene crolla? Semplice, non rivoluzionandolo.
La Vedova Nera, per quanto russa di nascita, era ormai americana d'adozione già da lungo tempo. Tanto che viveva la "perestrojka" ben prima dei suoi compatrioti, abitando in un elegante attico di Manhattan e avendo a disposizione un autista.
Quindi l'operazione che si compie, per nulla inedita ovviamente, è mettere Natasha Romanov, più che la Vedova Nera, a confronto col proprio passato per far sì che se lo getti in maniera definitiva alle spalle.
E usando nello specifico l'affetto a lei più caro prima che incontrasse Occhio di Falco e Devil: il marito Alexi, deceduto al termine di uno scontro con i Vendicatori (in realtà no... ma non è qui che si verifica il suo ritorno).
La scelta finale è chiara e prevedibile, perché da tempo l'eroina non si riconosce più nelle sue radici che partono dall'Unione Sovietica, che l'hanno plagiata e costretta a vivere una vita artificiosa e costruita a tavolino... di cui però l'amore per Alexi rappresentava una delle poche eccezioni.
Anche coloro che provano a riportarla dall'altra parte della barricata non sono altro che gli ultimi baluardi di resistenza del vecchio sistema, destinato a crollare di lì a poco tempo.
La Vedova Nera è libera infine da questo fardello, così come anche la Russia è ora libera di seguire nuove strade. Questo almeno nella visione americocentrica dell'autore e non gliene va fatta una colpa, visto che alla fine gli Stati Uniti erano usciti sostanzialmente indenni dalla Guerra Fredda, a differenza del loro storico "avversario".
La Vedova Nera può dunque intraprendere nuove strade. Che tuttavia, a mio avviso, saranno molto simili alle precedenti.

mercoledì 18 marzo 2026

Fabolous Stack of Comics: Vedova Nera - Marvel Fanfare


Pur essendo stata una presenza costante nella serie Avengers e, successivamente, in quella di Daredevil, in principio la Vedova Nera ha faticato a trovare degli spazi editoriali personali, delle avventure in solitario pubblicate in maniera autonoma.
A scardinare questo stallo è stato in principio il serial di Amazing Adventures, dopodiché però vi sono stati altri anni di oblio. Fino a quando la Vedova Nera ricompare in un nuovo serial, pubblicato sui numeri dal 10 al 13 di Marvel Fanfare pubblicati tra il 1982 e il 1983, grazie a una saga scritta da Ralph Macchio e George Perez e disegnata da George Perez.
La Vedova Nera viene contattata da Nick Fury dello SHIELD, in quanto si è presentata una situazione critica che la riguarda: Ivan Petrovich, il suo autista e l'uomo che l'aiutò a fuggire dalla Russia, infatti, si ritiene sia stato rapito e riportato in Russia, o addirittura abbia deciso di aiutare di nuovo e in maniera spontanea il popolo russo, tradendo così il paese che lo ha accolto e ospitato
Natasha Romanoff ovviamente non crede a questo e si imbarca così in una pericolosa missione per scagionare Ivan Petrovich da queste accuse. E l'unico modo per farlo è ritornare in Russia e riaffrontare vecchi nemici del passato.
I film di azione e spionaggio erano prodotti in gran quantità dal cinema americano e inglese in quel decennio, con la saga di James Bond a farla da padrone ovviamente, e questo serial sembra proprio aver attinto da quel tipo di atmosfere e situazioni. Dopotutto la Vedova Nera è un personaggio che ben si adatta a queste atmosfere.
Ex spia di quella che un tempo era nota come URSS, rifugiatasi negli Stati Uniti per amore e per riscatto personale e spesso al servizio della UNCLE del Marvel Universe, ovvero lo SHIELD.
Quello che ci troviamo di fronte, dunque, è una sorta di blockbuster cinematografico sotto forma di fumetto dove predominano l'azione, i combattimenti e le forme aggraziate di Natasha Romanoff, ritratte in maniera splendida da un maestro del fumetto quale George Perez era.
Sfruttando la presenza di un vecchio nemico dei tempi in cui agiva al fianco di Daredevil e di avversari che non avrebbero sfigurato in una pellicola di James Bond di quegli anni, inoltre, la Vedova Nera ha modo di riflettere sulle scelte e sul percorso personale che l'hanno portata fino a questo punto, concludendo che è stato per il meglio (a quel tempo la Guerra Fredda non era ancora ufficialmente finita, quindi vi era anche un - per quanto vago - sottotesto politico).
Per quanto questa saga risenta del periodo in cui è stata pubblicata e rifletta uno scenario politico ormai non più presente, o quantomeno mutato in maniera drastica, rimane memorabile prima di tutto per i disegni di George Perez. E secondariamente per aver ben catturato, pur in un breve serial pubblicato su una rivista antologica, quelle che sono le motivazioni che spingono la Vedova Nera ad agire.
Non più al fianco di Daredevil, ancora presente negli Avengers ma in maniera sempre più distaccata, l'eroina prova a cercare di nuovo la propria via.

mercoledì 18 dicembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Vedova Nera - Amazing Adventures


Nelle sue prime apparizioni, Natasha Romanoff, alias la Vedova Nera, era una spia proveniente dalla Russia comunista che, come Mata Hari e con tanto di calze a rete e maschera domino, cercava di carpire segreti seducendo uomini e ingannando col proprio fascino.
Ma quell'amore finto che mostrava si è rivelato vero nei confronti di Occhio di Falco e, col suo benestare e quello di Tony Stark, ha poi aiutato i Vendicatori in più occasioni, prima di essere reclutata da Nick Fury ed effettuare alcune missioni segrete per conto dello SHIELD.
A questo punto, fumettisticamente parlando, manca solo una prima serie in solitaria a lei dedicata e questo, anche se abbastanza sui generis, avviene nella testata antologica Amazing Adventures. La Vedova Nera è la co-protagonista dei primi otto numeri, condivisi con gli Inumani, pubblicati tra il 1970 e il 1971. I testi sono di Gary Friedrich, Gerry Conway e Roy Thomas, mentre la parte grafica è affidata a John Buscema, Gene Colan e Don Heck.
Mentre cerca di godersi un momento di pausa nel suo lussuoso attico di New York, la Vedova Nera viene coinvolta in una disputa tra dei giovani di un centro sociale e un imprenditore corrotto che vuole sfrattarli per interessi personali, utilizzando se necessario anche la criminalità organizzata. Ma quando i giovani si mettono contro la polizia, sarà difficile per lei venire a capo della faccenda.
Gli eventi lasciano la Vedova Nera molto turbata e si convince - a seguito di altri episodi - che chiunque incroci la sua strada è destinato a fare una brutta fine e medita se abbandonare la propria identità di spia.
Al tempo Natasha Romanoff era la classica straniera in terra straniera. Rinnegata dalla sua nazione di origine e ancora disorientata ad abitare, quasi forzatamente, in un paese di cui deve ancora comprendere a pieno le usanze.
Quindi che lei, reietta, inizi a combattere al di fianco di altri reietti, considerati tali dalla società e le autorità, è un passo quasi automatico. La Vedova Nera abbandona così le lotte supereroistiche per catapultarsi nelle lotte sociali, molto preminenti nel decennio in cui queste storie vennero pubblicate.
Ovviamente il tutto fatto in maniera molto light (del tipo, collaboriamo tutti insieme, vogliamoci bene e risolveremo i problemi, ma non è in realtà così facile, come sappiamo), ma quanto meno va apprezzato il tentativo.
La seconda parte delle storie, invece, verte su trame più prettamente supereroistiche ma, con l'eccezione di un solo comprimario (l'autista Ivan, proveniente anche lui dalla Russia), non si riesce a costruire un solido background.
Oltre a questo, il continuo cambio di sceneggiatori e di trame, alcune delle quali non vengono nemmeno concluse, non aiuta la saga in sé, nonostante venga disegnata da la creme de la creme degli artisti dell'epoca. Questo ne sancisce la sua breve vita.
La Vedova Nera, però, sta per iniziare una nuova fase della sua carriera. In un'altra città e al fianco di un altro supereroe.

mercoledì 1 marzo 2023

Fabolous Stack of Comics: Black Widow - La Tela della Vedova


L'ultima volta che avevamo lasciato la Vedova Nera, nella miniserie Gioco Senza Limiti (No Restraints Play), ci eravamo ritrovati di fronte a un personaggio dalla ambigua morale. Tornata dalla morte dopo essere stata uccisa da Capitan HYDRA durante Secret Empire, l'eroina sembra aver ripreso la sua battaglia contro la Stanza Rossa e i suoi nuovi mandanti, eppure si è isolata dagli Avengers e sembra in bilico tra sanità mentale e follia.
Sarà proprio così? La risposta arriva in La Tela della Vedova (The Web of the Black Widow), miniserie di cinque numeri pubblicata tra il 2019 e il 2020, scritta da Jody Houser e disegnata da Stephen Mooney.
Natasha Romanoff ha intrapreso un'insolita missione di rivalsa. Sta cercando infatti dei vecchi mandanti di omicidi che la Stanza Rossa le ha commissionato quando era al suo servizio con l'intenzione di... ucciderli? Sembra proprio questa l'impressione, almeno per alcuni suoi alleati quali Iron Man, il Soldato d'Inverno e Occhio di Falco.
Mentre gli eroi cercano di capire le sue vere intenzioni, la Vedova Nera prosegue nella sua ricerca. Ma qual è il suo obiettivo finale? E a chi appartiene quell'ombra misteriosa che segue ogni suo passo?
La Vedova Nera, nella migliore tradizione del fumetto di supereroi seriale, sta vivendo in maniera particolare la propria rinascita, dopo l'uccisione in una delle tante crisi Marvel, ma occorre dire che le successive avventure - cercando di darle una nuova personalità - lasciavano sempre qualcosa in sospeso, come se non si volesse andare a fondo alla questione su chi fosse davvero Natasha Romanoff ora.
Non conoscevo Jody Houser prima di questa storia, ma ha compiuto un lavoro discreto - certo, nemmeno imprescindibile - per riportare Natasha Romanoff al centro dell'attenzione. Non più lontana dal cuore del Marvel Universe, ma parte integrante di esso. Inoltre, la scrittrice si riallaccia in maniera convincente a quanto narrato da Mark Waid e Chris Samnee nella storia Mai Più Bugie e utilizza in modo abbastanza abile le persone che hanno ruotato attorno all'eroina, compresa una certa omologa bionda.
Quindi questo è il racconto di una rinascita. Sia personale che morale (per quanto il concetto di morale a volte mal si adatti alla Vedova Nera, che uccide senza troppi ripensamenti). Da un lato la Vedova Nera, dopo aver pensato solo a distruggere - per quanto fosse una distruzione rivolta verso elementi malvagi - adesso tenta anche di costruire qualcosa. Dall'alto prova a ricostruire sé stessa dalle fondamenta.
Se nel Marvel Cinematic Universe Natasha Romanoff sembra aver passato il testimone, nel Marvel Universe invece è viva e letale.

lunedì 21 novembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Black Widow - Gioco Senza Limiti


Durante Secret Empire, nel tentativo di rovesciare la dittatura dell'HYDRA, Natasha Romanoff, alias la Vedova Nera, viene brutalmente uccisa da Capitan Hydra. Già tuttavia al termine di questa storia si intravede un'apparentemente rediviva Vedova Nera che ha intrapreso una strada di vendetta. Si scopre poi che costei è un clone, con ricordi impiantati dell'originale Natasha Romanoff, creata dalla Stanza Rossa, l'organizzazione che formò Natasha Romanoff quando era una bambina.
Una delle prime missioni di questa nuova Vedova Nera è narrata nella miniserie di cinque numeri, pubblicata nel 2019, Gioco Senza Limiti (No Restraints Play), scritta da Jen Soska e Sylvia Soska e disegnata da Flaviano Armentaro.
Per poter placare la sua rabbia, la Vedova Nera si separa da Capitan America e si reca a Madripoor, l'isola dominata dalla criminalità. Lì trova subito pane per i suoi denti quando si allea con Jessan Hoan, la Tigre, la quale le rivela l'esistenza di un sito del dark web dove dei bambini vengono torturati per un pubblico pagante.
La Vedova Nera è determinata a smantellare quest'organizzazione e i suoi finanziatori, ma rischierà ben presto di divenire una pedina di questo gioco senza limiti.
Pur cambiando col passare dei tempi e della sensibilità del lettore, la Vedova Nera è spesso stata ritratta come una personalità borderline, sin da quando era una spia alla Mata Hari e cercava di sedurre Tony Stark e Occhio di Falco. Col tempo, è divenuta una leader e componente storico degli Avengers, ma quel suo volersi spingere oltre un certo limite è sempre rimasto.
Ora sembra che tale limite sia stato (definitivamente?) superato. Quella che ci troviamo di fronte in questa storia, infatti, non è più la Natasha Romanoff che conoscevamo un tempo, bensì una nuova Vedova Nera che - pur continuando a combattere la criminalità e riparare ai torti subiti dalle persone più fragili - non ha più freni inibitori e adotta anche metodi violenti senza pensarci due volte.
E non può esserci valvola di sfogo migliore per una personalità come questa che prendersela contro una rete di violentatori di bambini. C'è da dire che la storia procede su binari narrativi consolidati (è il classico racconto incentrato su una vendetta ai danni di gente potente), con un piccolo plot twist finale, che consente a due scrittrici provenienti da un altro media - sono registe e sceneggiatrici di film horror - di portare la loro "sensibilità" (definiamola così) anche sulle pagine di un fumetto.
Interessante comunque lo scenario prescelto, l'isola di Madripoor, dove non potrete trovare un covo di feccia e malvagità peggiore di questo, e l'utilizzo di Jessan Hoan come comprimaria, la quale di solito bazzica i racconti di Wolverine.
La miniserie ribadisce ciò che si era ampiamente intuito: questa non è più la Vedova Nera di un tempo, saggia e riflessiva leader degli Avengers. E quella personalità borderline presto potrebbe trovare altre valvole di sfogo, meno... criminali.

sabato 26 dicembre 2020

Fabolous Stack of Comics: Black Widow - Mai Più Bugie


Vedova Nera/Black Widow: spia, vendicatrice, amica fidata, eroina, persona che ha alle spalle un passato tormentato e molti segreti. Ci sono storie che si concentrano solo su uno di questi suoi aspetti, altre che magari ne esplorano due. Poi ci sono Mark Waid e Chris Samnee, capaci di analizzarli tutti con efficacia e trarre da essi una storia fantastica.
Black Widow: Mai Più Bugie (Black Widow by Waid & Samnee: The Complete Collection) è una maxiserie di dodici numeri pubblicata tra il 2016 e il 2017. Chris Samnee ne ha sviluppato il soggetto, mentre Mark Waid si è occupato dei dialoghi.
Una misteriosa persona nota come Leone Piangente ricatta la Vedova Nera, minacciando di rivelare un suo terribile segreto e ordinandole di rubare alcuni dossier. Natasha Romanov capisce che non sta bluffando ed è costretta, perché non venga alla luce un'azione del suo passato, a mettersi contro lo SHIELD e Iron Man.
Nel mentre, tuttavia, l'eroina scopre che la Stanza Rossa - l'agenzia segreta russa che la trasformò in una letale spia - si è riformata e, col nuovo nome di Stanza Buia, è ora guidata da alcune sue vecchie conoscenze. Una situazione che appare senza via d'uscita, ma si sa, la Vedova Nera ha molte frecce al proprio arco, pur non essendo Occhio di Falco.
Quello che ci troviamo di fronte in questo caso è un blockbuster cinematografico sotto forma di fumetto. Nella prima parte vi sono infinite scene d'azione e di lotta dove la Vedova Nera parla davvero pochissimo (nel primo numero dice solo una frase, ad esempio), di modo tale che la Marvel non stacchi un assegno troppo grande a Waid.
La seconda parte invece, pur non dimenticandosi dell'azione, risulta più introspettiva, con sguardi ai vari protagonisti di questa saga e le loro motivazioni, nonché le interazioni tra la Vedova Nera e suoi ex alleati ora alla deriva a causa delle maxisaghe Marvel. Questa seconda parte, forse complice un finale esasperato, risulta meno intrigante della prima ma in ogni caso efficace.
L'intera maxiserie dovrebbe essere presa a esempio - e riempita di lodi - per la parte grafica. Quello che mi è parso di vedere è che gli editor abbiano preso la decisione migliore: hanno dato piena libertà a un grande artista quale è Chris Samnee, il quale si è sbizzarrito ideando tavole assurde e mirabili con storytelling frenetico (il primo numero dovrebbe essere insegnato nelle scuole).
Attenzione, però, gli straordinari disegni di Samnee non precludono a una buona storia, grazie con ogni probabilità al mestiere di Mark Waid che ha lavorato di scalpello per migliorare il soggetto di Samnee e ci ha poi aggiunto i suoi dialoghi, laddove davvero erano necessari... perché a volte le tavole parlavano da sole (in questo momento mi sto immaginando Chris Samnee in modalità Michelangelo, chiedo scusa).
Scarlett Johansson non avrebbe potuto fare di meglio.