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sabato 3 giugno 2023

A scuola di cinema: Brubaker (1980)

1969: Viene pubblicato il libro biografico Accomplices to the Crime: The Arkansas Prison Scandal, scritto da Tom Murton e Joe Hyams.
L'opera descrive il tentativo di riforma del sistema carcerario operato da Tom Murton, eminente insegnante e penologo che aveva già dato il suo contributo in passato per una simile riforma in Alaska.
L'uomo viene contattato nel 1967 dal governatore dell'Arkansas Winthrop Rockefeller, con l'incarico di indagare sulla condizione del sistema carcerario dello stato, in quanto il governatore è rimasto preoccupato a seguito della scoperta di un rapporto emanato dalla precedente amministrazione e incentrato sulla gestione del sistema carcerario.
Rapporto poi bloccato dalla stessa amministrazione e che metteva in luce tremende pratiche presenti nelle due carceri dello stato, incluse torture, pestaggi, estorsioni da parte di altri detenuti spalleggiati dalle guardie di sicurezza. Oltre alla pessima qualità del cibo dato ai prigionieri.
Tom Murton inizia la propria indagine e dopo poco tempo scopre qualcosa di ancora più orribile: una fossa comune, in cui ritrova tre cadaveri e altri di sicuro sono presenti. Dalle investigazioni da lui portate avanti, si scopre che le vittime di quelle fosse sono tutti detenuti che, nei decenni precedenti, hanno tentato di fuggire o si sono ribellate ai pestaggi e alle torture, facendo poi passare tutte queste morti per tentativi di fuga.
Prima che Tom Murton possa andare oltre in quest'indagine e con gli scavi, tuttavia, viene fermato dall'amministrazione Rockfeller, rimasta del tutto impreparata e imbarazzata di fronte all'esposizione mediatica che tutto ciò suscita, tanto da rilasciare un comunicato secondo il quale i cadaveri scoperti appartengono a un vicino cimitero, che in realtà si trova a oltre un chilometro di distanza dalla fossa.
Messa alle strette, l'amministrazione Rockfoller sospende Tom Murton dall'incarico assegnato e gli intima di abbandonare subito lo stato dell'Arkansas.
Dopo aver pubblicato il libro in cui dettaglia cosa gli è accaduto, Tom Murton non riceve più alcun incarico governativo e per vivere inizia a fare l'agricoltore in Oklahoma. Ma qualche anno dopo, grazie a un film, la sua storia torna sotto i riflettori.


La storia di Tom Murton cattura subito l'attenzione del cinema, tanto che già nel 1970, un anno dopo la pubblicazione del suo libro, Arthur Ross ne scrive una sceneggiatura, ma il progetto non si concretizza.
Una nuova sceneggiatura che prende spunto da quella di Arthur Ross viene dunque scritta da W.D. Richter, il quale modifica i nomi dei soggetti coinvolti, incluso quello di Tom Murton, e include alcune drammatizzazioni, quale quella in cui il criminologo si finge un detenuto per indagare sulle condizioni del carcere, cosa mai fatta in realtà da Murton.
Tale sceneggiatura cattura l'interesse del produttore Ron Silverman, il quale però per alcuni anni fatica a trovare uno studio interessato e un regista che voglia dirigere il progetto. Fino a quando si fa avanti Alan J. Pakula, che però deve prima liberarsi di altri impegni.
Il produttore non intende aspettare ulteriormente e così, tramite l'agente di Pakula, trova un altro regista interessato in Bob Rafelson. L'agente è anche in contatto con Robert Redford, il quale come legge la sceneggiatura si dichiara disposto a interpretare il protagonista, dietro un ingaggio di 3 milioni di dollari.
Grazie alla presenza di un attore di grido quale Robert Redford, la sceneggiatura viene opzionata dalla 20th Century Fox e viene data via libera al progetto.
Le riprese iniziano nell'aprile 1979, tenendosi in Ohio e con Tom Murton a fungere da consulente tecnico per la pellicola.
Dopo soli nove giorni di lavorazione, il regista Bob Rafelson viene licenziato, reo di essere già andato troppo lungo con le tempistiche e di insistere per girare in una prigione ancora operativa, con sensibile aumento di costi e tempistiche (il regista ha addirittura passato di sua volontà alcune notti in un penitenziario del Mississippi, a rischio della vita).
Quando sul set giunge il produttore Richard Berger, inizia a fare alcune domande al regista e gli chiede un incontro per discutere della sua carriera, ma Bob Rafelson - irato per alcune parole dette - lo afferra per il bavero prima di lasciarlo andare. Questa è la proverbiale ultima goccia e, il 20 aprile 1979, il regista viene allontanato dal set. Viene rapidamente sostituito da Stuart Rosenberg.
In risposta a quanto accaduto, Bob Rafelson cita in giudizio per danni la 20th Century Fox, affermando che non ha rispettato i propri obblighi contrattuali, in quanto gli era stata garantita piena libertà creativa, e che la casa di produzione ha rilasciato dichiarazioni che mettevano in dubbio la sua professionalità e la sua stabilità mentale ed emotiva, non ritenendolo adatto a dirigere un progetto così importante. La causa viene infine vinta da Bob Rafelson.
Come prigione, viene utilizzata la Junction City Prison Farm, sita poco distante da Columbus e non più operativa da circa un paio d'anni all'epoca. Vengono ricercate inoltre migliaia di comparse, inclusi ex detenuti condannati anche per rapina a mano armata e omicidio e guardie carcerarie da poco in pensione. Tra queste comparse vi è anche Nicolas Cage, al suo primo incarico professionale, seppur non accreditato. In un ruolo secondario vi è anche Morgan Freeman.
Le riprese si concludono il 21 luglio 1979.
Brubaker viene distribuito nei cinema americani a partire dal 20 giugno 1980. A fronte di un budget di 7 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare 37 milioni di dollari.
Nel 1970, un tribunale dichiara che l'intero sistema carcerario dell'Arkansas non rispetta alcun diritto costituzionale e va riformato, confermando così le indagini di Tom Murton, ingiustamente allontanato. Winthrop Rockfeller non viene confermato come Governatore nel 1970 e muore nel 1973.
Dopo l'uscita del film, che porta all'attenzione del grande pubblico la sua storia, Tom Murton inizia a tenere alcune lezioni accademiche e seminari di criminologia presso alcune università dell'Oklahoma, non abbandonando mai comunque la professione di agricoltore, che porta avanti fino alla fine dei suoi giorni.
Dopo Brubaker, Robert Redford si prende una pausa dalla recitazione di quattro anni, tornando a essere protagonista nel 1984 con Il Migliore (The Natural). Tuttavia, al contempo, l'attore ha modo di esordire come regista grazie a Gente Comune (Ordinary People)... ma questa è un'altra storia.

sabato 9 aprile 2022

A scuola di cinema: A Spasso con Daisy (1989)

Anni '40 del ventesimo secolo: Il futuro scrittore e sceneggiatore Alfred Uhry cresce in Georgia, attorniato da un'amorevole famiglia che non gli fa mancare nulla.
Tra i suoi componenti, Alfred Uhry rimane molto affezionato a sua nonna, Lena Fox, e a una sorta di figura paterna aggiuntiva, Will Coleman, l'autista di sua nonna che viene assunto quando l'anziana donna si dimostra non più in grado di guidare.
Will Coleman inizia il suo lavoro come autista nel 1948, legando anche con altri componenti della famiglia quale Alfred Uhry stesso, che accompagna a volte a scuola. Quando capisce che è analfabeta, Lena Fox - ex insegnante - insegna a Coleman a leggere e scrivere.
Will Coleman smette di essere l'autista di Lena Fox nel 1973, dopo venticinque anni di servizio, ma anche a seguito della morte della donna rimane parte integrante della famiglia.
Testimoniando eventi di persona o sentendoli raccontati, Alfred Uhry fa tesoro di tutte queste storie, che alcuni anni dopo diventano parte di un celebre lungometraggio.


Dopo il 1937, Alfred Uhry entra a far parte del mondo del teatro, in principio componendo alcuni libretti per dei musical, salvo poi dedicarsi alle opere drammatiche.
Prendendo come ispirazione il rapporto di amicizia tra sua nonna e Will Coleman, Alfred Uhry scrive dunque un'opera teatrale intitolata Driving Miss Daisy, la quale va in scena in teatri Off-Broadway a partire dall'aprile 1987. In quest'opera, Lena Fox diviene Daisy Wertham, mentre Will Coleman è rinominato come Hoke Coleburn. Quest'ultimo ruolo viene interpretato a teatro da Morgan Freeman.
L'opera ottiene un grande successo e, oltre alle numerose repliche che proseguono per svariati anni, vince anche nel 1988 il Premio Pulitzer.
Il successo di Driving Miss Daisy cattura l'attenzione del produttore Richard Darryl Zanuck, il quale manda una copia dell'opera teatrale al regista Bruce Beresford. Anche costui ne rimane affascinato e si dichiara disponibile a dirigerne un adattamento cinematografico.
La sceneggiatura viene scritta sempre da Alfred Uhry, il quale vi include più personaggi poiché nella rappresentazione teatrale i protagonisti sono solo tre: Daisy, Hoke e il figlio di Daisy, Boolie Werthan.
Tuttavia, nessuna casa di produzione pare interessata e in un primo momento la sceneggiatura riceve numerosi rifiuti: oltre al tema ritenuto controverso dell'amicizia tra una donna ebrea e un afroamericano, vi è la certezza che una storia tratta da un dramma teatrale off-Broadway senza particolari colpi di scena sia destinata all'insuccesso.
Alla fine, tuttavia, la sceneggiatura viene opzionata dalla Warner Bros., dopo le numerose insistenze da parte di Richard Zanuck. Venendo comunque ritenuto un progetto minore, viene stanziato un basso budget.
Per i ruoli di Daisy Wertham e Will Coleman, l'idea iniziale è di affidare queste parti a Bette Midler ed Eddie Murphy, ma viene infine scartata poiché ritenuti entrambi troppo giovani rispetto alle loro controparti.
La parte di Will Coleman viene dunque affidata allo stesso attore che lo interpreta a teatro, Morgan Freeman, nonostante alcune perplessità iniziali di Bruce Beresford che lo ritiene non adatto per via della sua età (inoltre non è prassi affidare una parte cinematografica a chi interpreta quella stessa parte a teatro).
Per il ruolo di Daisy Wertham vengono considerate alcune attrici tra cui Lauren Bacall, Katherine Hepburn e Angela Lansbury, ma la scelta finale di Zanuck e Beresford ricade su Jessica Tandy.
Per il ruolo di Boolie Werthan, non ritenendo la Warner Bros. Morgan Freeman e Jessica Tandy attori di grande richiamo, chiede che la parte sia affidata a un nome noto al grande pubblico. Tuttavia, in principio sembra che nessun attore voglia prendere parte al progetto, fino a quando Bruce Beresford riceve una chiamata da Dan Aykroyd, il quale dichiara il suo interesse.
Per correttezza, il regista lo informa che l'ingaggio non è molto alto, ma per l'attore questo non è un problema e la parte è sua.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 15 maggio 1989, tenendosi in Georgia. Non potendo costruire degli appositi set a causa del budget ridotto, viene girato tutto in loco. Per la dimora di Daisy, viene utilizzata una casa in stile georgiano di Atlanta.
Un budget che impone anche una tempistica di lavorazione veloce, cosicché Jessica Tandy - che dovrebbe lavorare solo poche ore al giorno a causa della sua età avanzata - si ritrova spesso a dover stare sul set tutto il giorno. Tuttavia, solo una volta dichiara di essere stanca, interrompendo in maniera prematura la giornata lavorativa.
In una scena in cui Daisy Wertham e Hoke Coleburn si stanno dirigendo in Alabama, si notano tre persone che stanno attraversando dei binari: quelle tre persone sono diretti discendenti di Will Coleman.
Le riprese si concludono il 5 luglio 1989.
La colonna sonora viene affidata a un allora semi-esordiente Hans Zimmer. Costui, con ogni probabilità per motivi di budget a disposizione, decide di non utilizzare un'orchestra e realizza l'intera colonna sonora in autonomia, impiegando campionatori e sintetizzatori, qualcosa per l'epoca, se non inedito, di sicuro innovativo.
A Spasso con Daisy (Driving Miss Daisy) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 13 dicembre 1989. A fronte di un budget di sette milioni e mezzo di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 146 milioni di dollari.
La pellicola viene inoltre candidata a nove Premi Oscar, trionfando infine nelle categorie Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Trucco e Migliore Attrice Protagonista.
Jessica Tandy è così convinta di non vincere, ritenendo la sua età avanzata un ostacolo (all'epoca ha 81 anni), che scommette cento dollari col suo agente su questo: è poi felice di perdere questa scommessa. Risulta la più anziana vincitrice di un Oscar di sempre nella categoria Miglior Attrice.
Pur venendo anch'egli candidato come Miglior Attore, ma non trionfando, Morgan Freeman vede dopo A Spasso con Daisy lanciata la sua carriera cinematografica. L'allora ultracinquantenne attore, sino a quel momento apparso in una manciata di film e sempre in ruoli secondari, diventerà da quel momento in poi il protagonista di numerose altre pellicole.
E otterrà infine qualche anno dopo un Oscar per Million Dollar Baby... ma questa è un'altra storia.

martedì 29 giugno 2021

A scuola di cinema: Deep Impact (1998)

1951: Esce nei cinema americani Quando i Mondi si Scontrano (When Worlds Collide), diretto da George Pal e incentrato sulla distruzione della Terra da parte di una stella rossa di nome Bellus e il conseguente esilio dell'umanità verso un nuovo pianeta abitabile.
Poco più di due decenni dopo, i produttori Richard Zanuck e David Brown contattano la Paramount Pictures per un remake di questa pellicola e vengono anche realizzate a tale scopo un paio di sceneggiature, ma alla fine il progetto naufraga prima ancora di concretizzarsi.
Per riemergere infine sul grande schermo altri due decenni dopo.


1995: Richard Zanuck e David Brown non hanno dimenticato il loro progetto incentrato su un remake di Quando i Mondi si Scontrano e approcciano dunque Steven Spielberg - di cui avevano lanciato la carriera tempo prima grazie a Sugarland Express e Lo Squalo (Jaws) - per cercare di realizzarlo.
Spielberg a quell'epoca ha anche opzionato i diritti di un romanzo di Arthur C. Clarke, The Hammer of God, pubblicato nel 1993 e incentrato sulla scoperta di un asteroide in rotta di collisione verso la Terra e il tentativo di modificarne la direzione tramite dei razzi termici a fusione.
Steven Spielberg intende in un primo momento produrre un adattamento del romanzo di Clarke tramite un suo studio di produzione fondato da pochi mesi, DreamWorks Pictures, ma notando alcune similarità decide poi di collaborare con Zanuck e Brown per unire insieme i due progetti.
Per la sceneggiatura, Spielberg contatta Bruce Joel Rubin, il quale accetta l'incarico poiché Quando i Mondi si Scontrano è tra i suoi film preferiti. Durante le ricerche per la stesura dello script, lo scrittore ottiene dalle autorità governative la possibilità di esaminare luoghi non accessibili al pubblico quali la Situation Room della Casa Bianca e alcuni locali del Pentagono. Ciò gli viene concesso grazie all'influenza e alla popolarità che ha Steven Spielberg anche nelle alte sfere del potere.
Una volta che Rubin ha completato la sua bozza, questa viene revisionata da Michael Tolkin e John Wells, seppur l'apporto di quest'ultimo si riveli minimo a causa di altri suoi inderogabili impegni, tanto che alla fine non viene accreditato.
A quel punto il prodotto finale si è così allontanato dal materiale originario, sia dal film del 1951 che dal romanzo di Arthur C. Clarke, che si decide di non farvi più riferimento, nonostante nei primi spot promozionali il romanzo di Clarke fosse stato citato più di una volta. Lo scrittore non prende bene la cosa, ma si consola con l'assegno per i diritti che ha già incassato.
Steven Spielberg ha sempre avuto l'intenzione di dirigere la pellicola, ancor più quando legge le prime bozze di sceneggiatura, e pianifica di mettersi all'opera una volta conclusi i lavori di Amistad. Tuttavia, giunge notizia che per l'estate del 1998 è prevista l'uscita di un film dalle tematiche simili, Armageddon. Dovendo dunque accelerare la produzione per far uscire la pellicola in anticipo, Spielberg rinuncia all'incarico di regista, ritagliando per sé un ruolo da produttore esecutivo.
In sua sostituzione, Spielberg stesso sceglie Mimi Leder. La regista, distintasi per la direzione di alcuni prodotti televisivi in passato, in particolar modo E.R. - Medici in Prima Linea, ha infatti appena concluso i lavori di The Peacemaker, il suo primo lungometraggio, sempre sotto l'egida della Dreamworks Pictures.
Mimi Leder, in principio non a conoscenza della futura uscita di Armageddon, vorrebbe condurre alcune visite in altre nazioni dove è ambientata la trama a scopo di ricerca, ma le tempistiche strette e qualche limitazione al budget non glielo consentono.
Nella sceneggiatura, il colore della pelle del Presidente degli Stati Uniti Tom Beck non viene specificato, così Mimi Leder suggerisce di affidare la parte a Morgan Freeman. Alcuni dirigenti sollevano delle obiezioni, in quanto ritengono poco realistico che un afroamericano possa diventare Presidente (Barack Obama sarebbe stato eletto solo nel 2004) e la regista deve dunque lottare per far accettare questa scelta di casting.
Viene rifiutata invece la richiesta dell'attore di far indossare al suo personaggio un orecchino.
In principio il personaggio di Jenny Lerner, interpretato da Téa Leoni, è una giornalista al servizio della CNN, ma la rete televisiva nega il consenso a essere nominata. Più malleabile si rivela invece un'altra rete televisiva incentrata sull'informazione, la MSNBC, che peraltro al tempo delle riprese è stata fondata da poco più di un anno.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 16 giugno 1997, tenendosi in Virginia, California, Washington e New York. Per dare una maggiore aderenza scientifica alla trama, sul set sono presenti alcuni consulenti scientifici ed ex astronauti.
Come direttore della fotografia, vi è l'esperto Dietrich Lohmann. Costui tuttavia è in precarie condizioni di salute, in quanto affetto da leucemia, e il suo stato è evidente a tutti i componenti della troupe. Nonostante ciò, comunque, Lohmann porta a termine il suo incarico fino all'ultimo giorno di riprese.
Con qualche difficoltà si riescono a coordinare due differenti tempistiche di due attori protagonisti i cui personaggi devono interagire: quella di Téa Leoni, al contempo impegnata con le riprese della serie televisiva The Naked Truth, e quella di Morgan Freeman, il quale può dedicare alla produzione solo pochi giorni.
Le riprese si concludono il 24 ottobre 1997. Dietrich Lohmann non riesce purtroppo a vedere il film approdare sul grande schermo, in quanto muore a causa della leucemia il 13 novembre 1997. La pellicola viene dedicata alla sua memoria.
Deep Impact viene distribuito nei cinema americani a partire dall'otto maggio 1998. A fronte di un budget di circa 75 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 350 milioni di dollari.
Un ottimo risultato, ma diventa tuttavia inevitabile il successivo confronto con Armageddon, che esordisce sugli schermi il primo luglio di quello stesso anno per concludere con un incasso di circa 550 milioni di dollari, di gran lunga superiore.
Eppure entrambe le pellicole lasciano infine un segno, appassionando milioni di spettatori, che è la cosa più importante.
Morgan Freeman tornerà a interpretare in futuro altri ruoli come Presidente o persona presente nei luoghi di potere... ma questa è un'altra storia.