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domenica 18 dicembre 2022

A scuola di cinema: Chi Ha Paura delle Streghe? (1990)

1983: Viene pubblicato il libro Le Streghe (The Witches), scritto da Roald Dahl.
La storia si incentra su un ragazzo che, dopo la morte dei genitori a seguito di un incidente d'auto, va a vivere presso sua nonna, di discendenza norvegese. Da lei ascolta racconti sulle streghe, creature dall'apparenza di donne che odiano i bambini, la quale gli rivela che le streghe più infide e malvagie si trovano nel Regno Unito e la più letale di tutte è la Strega Suprema.
Per alleviare la polmonite della nonna, i due si recano presso un hotel, l'Excelsior, sito vicino a una spiaggia. Lì il ragazzo si imbatte in una congrega di streghe presieduta dalla Strega Suprema in persona, la quale intende tramutare tutti i bambini inglesi in topi tramite una magica pozione da aggiungere a dei dolci. Per confermarne l'efficacia, un bambino di nome Bruno Jenkins, attirato con l'inganno, viene trasformato in topo.
Anche il ragazzo, però, viene scoperto e trasformato in un topo a sua volta. Dopo essere riuscito a fuggire, il ragazzo concepisce insieme a sua nonna un piano per far sì che le streghe ingeriscano la pozione della Strega Suprema, divenendo loro stesse dei topi.
Il piano riesce e, con la minaccia delle streghe inglesi debellata in quanto lo staff dell'hotel le elimina tutte credendole dei ratti, il ragazzo - consapevole che come topo gli rimangono pochi anni di vita, al massimo nove - insieme alla nonna decide di andare in giro per il mondo per eliminare tutte le altre streghe.
Tale libro diviene pochi anni dopo oggetto di un adattamento cinematografico.


L'opera di Roald Dahl viene opzionata nell'anno stesso della sua pubblicazione da Jim Henson e dalla Lorimar Film Entertainment. Il creatore del Muppet Show vede nel libro di Dahl uno strumento perfetto per creare dei trucchi speciali delle streghe e le animazioni dei topi.
La regia viene affidata a Nicolas Roeg, che affida la sceneggiatura a un suo fedele collaboratore, Allan Scott.
Roald Dahl, dopo che ogni suo suggerimento di casting per Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (Willy Wonka & the Chocolate Factory) è stato rifiutato, non ha più voluto dare consigli in merito. Tuttavia, quando viene a sapere che per la parte della Strega Suprema è stata selezionata Anjelica Huston, ne rimane colpito in maniera favorevole avendo immaginato per questo ruolo proprio lei.
L'attrice accetta la parte dopo un'iniziale esitazione, in quanto consapevole che - per poter divenire la Strega Suprema - dovrà sottoporsi a lunghe ed estenuanti ore di trucco.
Le riprese si tengono in Norvegia e in Inghilterra, nel Berkshire, nella primavera del 1988. L'hotel utilizzato è l'Headland Hotel di Newquay, in Cornovaglia.
La predizione di Anjelica Huston diviene concreta e facile realtà. Quando deve sottoporsi alle procedure di trucco per renderla la Strega Suprema, tale processo dura circa sei/sette ore e, al termine delle riprese, occorrono altre cinque ore per levare il trucco. Questo senza contare che occorre un'ora circa per applicarle le protesi delle unghie alle mani e un'altra ora per toglierle.
Anche se le scene in cui deve apparire col look da strega non sono tante e prendono poco più di un paio di settimane, la cosa si rivela estenuante per l'attrice per via delle esigenze quotidiane quali l'andare in bagno.
Per la scena del raduno delle streghe, poiché non si riescono a trovare molte donne disposte a farsi radere la testa e sottoporsi alle ore di trucco come la scena richiede, si decide di inserire alcuni uomini vestiti con abiti femminili e con in testa delle parrucche posticce.
Vengono utilizzati tre differenti tipi di pupazzi che riproducono dei topi, ognuno di diversa grandezza a seconda del tipo di ripresa necessaria. Quello più grande ha le dimensioni circa di un cane e può essere controllato con una mano per poterne manovrare le mosse, ma è quello che si cerca di utilizzare in meno essendo il più difficile da spostare.
Nel ruolo secondario di Mr. Stringer, proprietario dell'hotel, vi è Rowan Atkinson. Costui crea un involontario disastro quando, andando a dormire, si dimentica di chiudere il rubinetto del bagno. Essendo la sua stanza posizionata sopra quella della produzione, quando l'acqua fuoriesce dalla vasca e filtra nel pavimento, va a rovesciarsi anche su parte dell'attrezzatura, rovinandola.
Un primo montaggio del film subisce dei tagli a causa di un impensabile soggetto, ovvero il figlio di Nicolas Roeg, Statten. Costui infatti, vedendo una versione preliminare della pellicola, rimane spaventato da alcune sue scene e corre a nascondersi dietro la televisione. Il regista allora decide di eliminare queste scene, visto che il film vuole rivolgersi anche a un pubblico di bambini. 
Si crea una frattura tra Roald Dahl, Nicolas Roeg e Jim Henson quando si tratta di scegliere il finale. Roeg ed Henson, infatti, sono convinti sia troppo cupo e ne vorrebbero uno più lieto, mentre Dahl ribatte che il suo finale è appunto lieto, in quanto il ragazzo è felice di essere un topo.
Un collaboratore di Henson, Bernie Brillstein, suggerisce allora di girare entrambi gli epiloghi e di far decidere quello più adatto a un gruppo terzo di persone. Questo viene fatto, ma prima per correttezza i due finali vengono mostrati a Dahl.
Quello più aderente al suo libro è quello che più lo soddisfa, fino a farlo commuovere. Non altrettanto può dirsi del secondo epilogo, tanto che quando termina la visione lo scrittore afferma che, se sarà scelto questo finale, vuole che il suo nome non sia associato al film. E ovviamente il pubblico dell'anteprima sceglie come finale quello più lieto, dove il ragazzo ritorna umano.
Roald Dahl è dunque pronto a reiterare la sua richiesta di non veder associato il suo nome al film, nonché di avanzare la proposta di cambiare il titolo. Jim Henson gli invia una lettera di scuse, lodando la sua opera, e gli animi dello scrittore si placano, pur continuando a disprezzare il finale scelto.
L'uscita originaria del film è programmata per il 1989, ma su di essa si abbatte la peggiore scure che possa esservi. La Lorimar Film Entertainment, la società di produzione, dichiara infatti bancarotta e chiude i battenti nel 1988.
Per fortuna, la pellicola diretta da Nicolas Roeg viene rilevata dalla Warner Bros., che però la tiene nei propri archivi per circa un anno, prima di metterla in programmazione.
Chi Ha Paura delle Streghe? (The Witches) viene distribuito dapprima nei cinema inglesi a partire dal 25 maggio 1990. Nei cinema americani approda invece il 24 agosto di quello stesso anno. A fronte di un budget di undici milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale circa 15 milioni di dollari.
Jim Henson non è lì a testimoniare la cosa, in quanto muore il 16 maggio 1990 a causa di una polmonite batterica. Questo film è dunque l'ultimo da lui prodotto e supervisionato.
Pochi mesi dopo, il 23 novembre 1990, muore anche l'autore del libro, Roald Dahl. Lo scrittore, che ha vissuto sulla sua pelle alcune scelte cinematografiche a lui non gradite, nelle sue disposizioni testamentarie lascia anche precise indicazioni per futuri, eventuali adattamenti di altre sue opere.
E così trent'anni dopo un nuovo, più fedele adattamento de Le Streghe esce... ma questa è un'altra storia.

sabato 12 marzo 2022

A scuola di cinema: La Famiglia Addams 2 (1993)

Poco dopo l'uscita de La Famiglia Addams (The Addams Family) nelle sale cinematografiche, una tegola rischia di abbattersi sulla produzione di un film di per sé già tormentato da alcuni eventi nefasti avvenuti prima e durante le riprese.
David Levy, produttore esecutivo della serie televisiva andata in onda tra il 1964 e il 1966, che come la pellicola si era ispirata ai personaggi creati da Charles Addams, intenta infatti causa contro la Paramount Pictures.
La motivazione è che, se è pur vero che i personaggi principali non sono stati ideati da lui, alcuni personaggi secondari (come ad esempio Mano e il Cugino Itt) e certe peculiarità degli Addams - quale la passione di Gomez nel far esplodere i modellini dei treni - sono idee concepite da lui e su cui dunque la casa produttrice non detiene i diritti.
Considerato il grande successo della prima pellicola, la Paramount intende capitalizzare su di essa e mettere subito in produzione un seguito. Raggiunge dunque un accordo extragiudiziale con David Levy. Con questo problema risolto, il sequel ottiene infine il via libera.


La sceneggiatura del sequel viene scritta da Paul Rudnick, il quale si era occupato della revisione dello script della prima pellicola. Sia il regista, Barry Sonnenfeld, che il cast principale vengono confermati.
Mentre la Paramount risolve la disputa legale con David Levy, cosa che le impedisce di annunciare il sequel in maniera ufficiale, Barry Sonnelfeld viene approcciato per la direzione di Forrest Gump. Il regista riesce anche a convincere Tom Hanks ad accettare la parte da protagonista.
Solo a questo punto Barry Sonnenfeld viene informato del seguito de La Famiglia Addams, ma ha già dedicato molti mesi alla pre-produzione di Forrest Gump. Dibattuto se accettare o meno, il regista viene alla fine convinto da Michael J. Fox, insieme al quale sta lavorando al film Amore con Interessi (For Love or Money) a dirigere il prodotto che ha sancito il suo primo successo.
Al cast principale si aggiunge il neonato figlio Pubert, interpretato in realtà da due gemelle, Kaitlyn Hooper e Kristen Hooper. Il suo nome è quello che Charles Addams aveva scelto in prima battuta per Pugsley nella serie televisiva, ma gli era stato rifiutato in quanto troppo simile a Puberty (Pubertà), un termine non accettabile per gli standard televisivi e morali dell'epoca.
Per il ruolo di Debbie Jellinsky, dopo aver pensato a Marisa Tomei, la produzione affida la parte a Joan Cusack.
Le riprese iniziano in via ufficiale l'otto febbraio 1993, tenendosi in California.
A quel tempo, la salute dell'attore Raul Julia, il quale interpreta Gomez Addams, è in grave deterioramento a causa di un cancro allo stomaco contratto nel 1991, poco dopo l'uscita della prima pellicola incentrata sulla Famiglia Addams, e per cui si è anche dovuto sottoporre di recente a un intervento chirurgico.
Sia i suoi colleghi attori che la troupe sono tuttavia all'oscuro della sua malattia, ma alcuni di loro non possono fare a meno di notare come Raul Julia abbia a volte difficoltà nel mangiare e durante le riprese, in conseguenza di questo, perde peso.
La pellicola rappresenta l'esordio in una grande produzione per David Krumholtz, all'epoca quindicenne. Per la scena in cui deve baciare Mercoledì Addams (Christina Ricci) è molto nervoso, poiché per lui è uno dei primi baci. Tutt'altra sensazione, invece, per la giovane attrice, la quale si lamenta del fatto che David Krumholtz abbia un neo e dei peli sul labbro superiore. Stranezze adolescenziali.
Pur essendo presenti alcune scene di violenza, per giunta perpetrate da dei bambini, la loro natura cartoonesca e surreale è così evidente che non viene chiesto di apportare dei particolari tagli. L'unica richiesta in tal senso è che venga inserita una scena finale che chiarisca che il personaggio di Amanda Buckman (interpretata da Mercedes McNab) sia sopravvissuta al letale Thanksgiving di Mercoledì Addams, giusto per non lasciare alcun dubbio al riguardo.
Le riprese si concludono il 9 giugno 1993.
In principio, è prevista nella colonna sonora la presenza di una canzone di Michael Jackson, la quale viene anche registrata. Mentre sono in atto i preparativi per creare un apposito video promozionale, nell'agosto 1993 sul cantante piove l'accusa di molestia sessuale ai danni di un minore, Jordan Chandler.
Anche se poi l'accusa non giunge mai in un'aula di tribunale, la produzione preferisce non chiudere l'accordo contrattuale con Michael Jackson. La canzone, Is It Scary, viene pubblicata comunque qualche anno dopo in un album antologico dell'artista, Blood on the Dance Floor: History in the Mix.
La Famiglia Addams 2 (Addams Family Values) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 19 novembre 1993. A fronte di un budget di 47 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio statunitense 49 milioni di dollari.
Per qualche tempo, Barry Sonnenfeld prova dei rimpianti per non aver accettato la direzione di Forrest Gump. Fino a quando, durante un party, ha un colloquio chiarificatore con un suo collega, Martin Brest, il quale gli consiglia di vedere il film: se non lo vede, non riuscirà mai a togliersi quel pensiero assillante dalla testa
Il regista segue il suo consiglio e si rende conto che quella non è la pellicola che avrebbe diretto lui, avrebbe adottato un approccio diverso, di sicuro sarebbe stata più corta rispetto a quella diretta da Robert Zemeckis.
E nessuno può dire se il suo approccio sarebbe stato migliore o peggiore rispetto a quello adottato, quindi dopo essere venuto a patti con questa cosa Barry Sonnenfeld non ha più rimpianti.
Pur non essendo stato il film un grande successo, la Paramount pensa comunque di mettere in produzione un ulteriore sequel. Ma ogni piano in tal senso viene annullato dalla tragica morte per cancro di Raul Julia, avvenuta nell'ottobre del 1994.
La Famiglia Addams sparisce dunque per qualche tempo dagli schermi cinematografici, per riemergere molti anni dopo sotto forma di prodotti di animazione. Quanto a Raul Julia, nonostante la grave malattia riesce comunque a terminare altre due pellicole prima della sua scomparsa e una di queste è Street Fighter... ma questa è un'altra storia.

domenica 7 marzo 2021

A scuola di cinema: La Famiglia Addams (1991)

1938: Il disegnatore Charles Addams realizza la prima vignetta incentrata sulla Famiglia Addams, che compare sul New Yorker. Altre vignette compaiono negli anni e decenni successivi su questa rivista, rendendo la serie una sorta di satira sociale di una certa aristocrazia americana.
1964: Il produttore David Levy idea una serie televisiva, che va in onda per due stagioni sulla ABC, per un totale di 64 episodi, incentrata sulla Famiglia Addams. Per l'occasione, Charles Addams fornisce loro dei nomi di battesimo - di cui erano prima sprovvisti - e ne delinea le psicologie.
Le repliche degli episodi di questa serie, col passare degli anni, contribuiscono a cementare la fama della Famiglia Addams, al quale dunque manca solo di esordire sul grande schermo. Evento che non tarda a verificarsi.


1986: Il produttore Scott Rudin propone alla 20th Century Fox un adattamento cinematografico delle vignette di Charles Addams, cosa che riscontra un notevole entusiasmo. L'idea gli è venuta mentre si trovava in auto con alcuni suoi colleghi e uno dei loro figli aveva iniziato a fischiettare il motivetto della serie televisiva, seguito a ruota da tutti coloro che erano presenti in auto.
Dopo aver ricevuto il via libera, Rudin contatta Charles Addams per discutere di questo progetto. Tuttavia, si scopre ben presto che i diritti sui personaggi sono detenuti anche dalla Orion Pictures, che li ha acquisiti dalla Filmways, casa produttrice della serie televisiva, e non intende venderli in quanto intende dare vita a una nuova serie televisiva.
Charles Addams muore nel 1988 e, dopo aver acquisito dalla vedova Barbara Colyton la sua quota di diritti sui personaggi, la Orion cambia idea e decide di sviluppare un lungometraggio, affidando il progetto proprio a Scott Rudin, poiché questa è stata una delle condizioni imposte da Barbara Colyton per la cessione dei diritti.
La prima bozza di sceneggiatura viene scritta da Caroline Thompson e Larry Wilson e revisionata da Paul Rudnick, il quale però alla fine non viene accreditato.
La prima scelta di Rudin come regista ricade su Tim Burton, che però preferisce dedicare le sue energie sul sequel di Batman. Dopo un ulteriore rifiuto da parte di Terry Gilliam, viene selezionato Barry Sonnenfeld, in precedenza il direttore della fotografia preferito da Joel Coen ed Ethan Coen e da Rob Reiner. Questo film rappresenta il suo debutto alla regia, un incarico che stava cercando da tempo.
Per il ruolo di Morticia Addams, Cher si propone alla produzione, ma Scott Rudin preferisce affidare la parte ad Anjelica Huston, la sua prima e unica scelta. Ugualmente, la prima e unica scelta per Gomez Addams ricade su Raul Julia.
Per il ruolo di Zio Fester, vengono contattati in origine Danny DeVito e Bob Hoskins, i quali tuttavia rifiutano. La parte viene dunque assegnata a Christopher Lloyd. Per l'occasione, l'attore si rade i capelli a zero.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 26 novembre 1990, in California. Per entrare nei "panni" di Morticia, Anjelica Huston deve sottoporsi a sessioni di trucco di almeno tre ore, durante le quali i suoi occhi con colla e spago vengono tirati verso l'alto perché appaiano obliqui.
Non solo, è anche costretta a indossare un corsetto di metallo per ricreare le insolite forme del personaggio. Corsetto che non le consente di adagiarsi su un divano per riposarsi. Non c'è da stupirsi dunque che l'attrice abbia a volte degli attacchi di emicrania per questo.
La tensione di questo importante incarico e l'emozione del debutto non tardano a farsi attendere per Barry Sonnenfeld. Alla terza settimana di lavorazione, il regista inizia a sentire un forte dolore al petto e cerca di riposarsi su una vicina sedia, ma prima che possa farlo perde del tutto i sensi e sviene. Quando Sonnenfeld riprende conoscenza, in un bagno di sudore, Scott Rudin vorrebbe dare il giorno libero a tutti, ma il regista lo esorta a non farlo e la lavorazione riprende. Si scopre poi che lo svenimento è stato dovuto a un attacco di sciatica.
Dopo dieci settimane, Sonnenfeld ha perso sei chili per lo stress e i guai non sono ancora terminati.
All'inizio di febbraio del 1991, il direttore della fotografia Owen Roizman abbandona il progetto per dedicarsi a un'altra pellicola. In sua sostituzione arriva Gale Tattersall, il quale però a fine febbraio deve rinunciare in quanto viene ricoverato in ospedale a causa di un grave caso di sinusite. Con la produzione bloccata per svariati giorni, Barry Sonnenfeld decide infine di prendere in carico anche il ruolo di direttore della fotografia.
Nel mese di marzo, la produzione viene nuovamente bloccata per alcuni giorni poiché Sonnenfeld deve recarsi con urgenza a New York, in quanto sua moglie deve sottoporsi a un importante intervento chirurgico e inoltre perché Raul Julia soffre di una rottura di un vaso sanguigno in un occhio.
Quando tutto sembra infine avviarsi verso la conclusione, spunta un'ultima problematica che si verifica tuttavia lontano dal set. La Orion Pictures, infatti, si trova in gravi difficoltà finanziarie, nonostante l'anno prima abbia prodotto Balla Coi Lupi (Dances With Wolves), vincitore di numerosi premi Oscar, e siccome il budget della pellicola necessita di ulteriori cinque milioni di dollari, questa è una spesa che non può permettersi.
In cerca di denaro per evitare il fallimento, la Orion mette all'asta la pellicola sulla Famiglia Addams, che viene dunque acquisita dalla Paramount. Il tutto all'insaputa del cast e della troupe, che apprendono la notizia solo in un secondo momento da un giornalista.
La sceneggiatura lascia il dubbio se Zio Fester sia effettivamente lui oppure un impostore, ma il cast non è d'accordo con questa scelta. Così Christina Ricci, in loro rappresentanza, si presenta al cospetto di Sonnenfeld e chiede che il finale sia cambiato. La sua richiesta è fatta in modo così appassionato che il regista decide di accoglierla, facendo così inserire una scena finale esplicativa.
Le riprese si concludono il 16 aprile 1991. In fase di montaggio finale, la scena della danza della Mamushka viene tagliata in quanto ritenuta troppo lunga nella sua concezione originaria e ridotta a circa un paio di minuti.
La Famiglia Addams (The Addams Family) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 22 novembre 1991. A fronte di un budget di 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 190 milioni di dollari. Un successo sopra le aspettative per questo adattamento e che dà un motivo di sollievo a tutte le sofferenze patite da Sonnenfeld.
Un successo che fa subito meditare alla Paramount di produrre un sequel... ma questa è un'altra storia.