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domenica 27 febbraio 2022

A scuola di cinema: Dietro La Maschera (1985)

Ottobre 1978: A causa di un'aritmia, muore Roy Lee Dennis, detto "Rocky".
Al ragazzo, nato nel 1961, viene diagnosticata all'età di appena due anni una malattia molto rara, la displasia cranio-diafisaria, nota anche come leontiasi.
Secondo i medici, il ragazzo a causa di questa malattia non sarà in grado di leggere e frequentare la scuola e ha un'aspettativa di vita di massimo sette anni.
Rocky Dennis riesce invece a imparare a leggere e a scrivere delle poesie e frequenta le scuole dell'obbligo sin quando gli è possibile. E contro ogni previsione vive fino all'età di sedici anni, dopodiché il suo corpo viene donato alla scienza e in seguito cremato.
Una storia particolare e commovente che, qualche anno dopo la morte del ragazzo, diviene oggetto di un lungometraggio.


Durante un corso come assistente infermiera presso l'Harbor General Hospital di Los Angeles, l'aspirante sceneggiatrice Anna Hamilton Phelan conosce Rocky Dennis e apprende la sua storia. Qualche tempo dopo, inoltre, riesce anche a entrare in contatto con sua madre, Florence Dennis, detta "Rusty".
Anna Hamilton Phelan riesce a convincere Rusty a farle scrivere la storia di Dennis, dietro pagamento di un centinaio di dollari e una cassa di bottiglie di birra. Rusty fornisce anche un paio di consigli durante la stesura.
La sceneggiatura viene infine acquisita dalla Universal Pictures. Per Anna Hamilton Phelan è la sua prima sceneggiatura che viene accettata e prodotta.
Rusty Dennis ha un altro figlio di nome Joshua, il quale a seguito di una trasfusione di sangue infetto ha contratto l'AIDS. La donna accetta di vendere i diritti sulla storia di Rocky alla Universal per pagare le spese mediche necessarie per Joshua.
Rusty Dennis spera inoltre che la storia di suo figlio possa essere di ispirazione e coraggio sia per altri ragazzi con disabilità che per i loro genitori, i quali ogni giorno devono affrontare difficoltà impreviste.
La regia viene affidata a Peter Bogdanovich. Costui non ritiene la sceneggiatura del tutto interessante, rimanendo tuttavia colpito dall'incredibile storia di Rocky Dennis. Il regista ricorda inoltre che Dorothy Stratten, una donna a cui era molto legato e che era stata uccisa qualche anno prima dal suo ex fidanzato, era rimasta commossa da The Elephant Man e decide dunque di dirigere il film in suo onore.
Per il ruolo di Rocky Dennis, la prima scelta ricade su Rob Lowe, il quale tuttavia deve declinare la proposta causa sovrapposizione di altri impegni. La parte viene dunque affidata ad Eric Stoltz.
Per il ruolo di Rusty Dennis, vengono prese in considerazione in un primo momento Ellen Burstyn e Jane Fonda. In principio, la Universal non è molto propensa a dare questa parte a Cher, la quale risulta in fondo alla lista delle preferenze. Dopo un'audizione, tuttavia, l'attrice riesce ad aggiudicarsi la parte.
Le riprese iniziano in via ufficiale nel maggio 1984, tenendosi in California. Parte di esse si svolgono nella città di Azusa, dove Rocky Dennis ha vissuto buona parte della sua vita.
Un giorno, un anziano del posto nota Eric Stoltz (truccato come Rocky Dennis) e si avvicina dicendosi felice di rivederlo, visto che credeva fosse morto. Né l'attore, né Cher, presente anch'essa, rovinano la sua felicità dicendogli la verità.
Il rapporto sul set tra Peter Bogdanovich e Cher non è affatto idilliaco. Il regista ritiene che Cher non abbia la necessaria esperienza per sostenere un progetto di questo tipo e gli risulta dunque molto difficile lavorare con lei. D'altro canto, l'attrice non sopporta l'atteggiamento poco collaborativo di Bodganovich.
Eric Stoltz, che ha passato buona parte del tempo sul set col make-up di Rocky Dennis, quando si presenta nel locale dove si sta tenendo un ricevimento per festeggiare la fine dei lavori, deve presentare un documento di identità per dimostrare di essere davvero lui. In quell'occasione, alcuni suoi colleghi e componenti della troupe vedono per la prima volta il suo volto.
Come colonna sonora della pellicola, l'intenzione originaria è quella di usare alcune canzoni di Bruce Springsteen, in quanto costui era il cantante preferito di Rocky Dennis. Springsteen stesso non ha alcuna obiezione in merito. Tuttavia, la Universal e la Columbia Records, proprietaria del catalogo delle canzoni di Springsteen, non riescono a trovare un accordo commerciale, costringendo così la produzione a utilizzare le canzoni di un altro artista, Bob Seger.
La cosa non va molto giù a Peter Bogdanovich, il quale cita in giudizio la Universal per violazione degli accordi contrattuali, in quanto aveva potere decisionale sul prodotto finale e non è stato contattato in merito. In seguito l'accusa viene ritirata.
Alcuni anni dopo, dietro esortazione dello stesso Bruce Springsteen, la colonna sonora come pensata in origine viene infine inserita per l'uscita in DVD della pellicola.
Dietro La Maschera (Mask) viene distribuito nei cinema americani a partire dall'otto marzo 1985. A fronte di un budget di sette milioni e mezzo di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano 48 milioni di dollari. La pellicola vince anche un oscar nella categoria Miglior Trucco.
Il produttore Sidney Sheinberg rimane così favorevolmente colpito dall'interpretazione di Eric Stoltz che riesce a fargli assegnare il ruolo del protagonista di Ritorno Al Futuro (Back To The Future), Marty McFly. L'esperienza, tuttavia, si rivela fallimentare e l'attore viene allontanato dal progetto dopo circa un mese di riprese per essere sostituito da Michael J. Fox.
Una conseguenza dell'uscita di questo film è che nel 1990 Cher, la cui interpretazione è stata molto apprezzata da Rusty Dennis, diviene portavoce della Children's Craniofacial Association (CCA), impegnandosi negli anni successivi per far sì che quest'organizzazione riceva fondi dagli organismi governativi e organizzando raduni annuali dei bambini affetti da condizioni craniofacciali e dei loro genitori, per darsi vicendevolmente conforto.
Sfortunatamente Joshua Dennis - il fratello di Rocky - non può assistere a questo poiché muore nel 1987, a causa dell'aggravarsi della sua malattia.
Il 14 ottobre 2006, invece, mentre sta girando in moto, Florence "Rusty" Dennis perde il controllo del mezzo che va a impattare contro un marciapiede. Sbalzata via, la donna va a sbattere contro un palo del telefono. Ricoverata in ospedale, muore l'11 novembre a causa delle ferite e delle fratture riportate, letali per una donna della sua età. Ma la sua eredità e il suo esempio restano.
Cher non riceve una Nomination al Premio Oscar per la sua interpretazione in questo film, ma avrà modo di rifarsi pochi anni dopo grazie a Stregata dalla Luna (Moonstruck)... ma questa è un'altra storia.

domenica 16 gennaio 2022

A scuola di cinema: Sirene (1990)

1986: Viene pubblicato il libro Sirene (Mermaids), scritto da Patty Dann. Opera prima dell'autrice - che in precedenza lavorava come segretaria per un network televisivo - ed espansione e revisione della sua tesi di laurea presso l'Accademia di Belle Arti della Columbia University, è ambientata negli anni '60 del ventesimo secolo.
La protagonista è la quattordicenne Charlotte Flax, una ragazza divisa tra le sue pulsioni adolescenziali e il desiderio di diventare una suora che insieme alla sua famiglia - la madre single Rachel e la sorella minore di sei anni Kate - si trasferisce nel Massachusetts.
Dopo l'abbandono del marito, Rachel Flax ha iniziato a muoversi senza sosta da un paese all'altro e ha avuto Kate da una relazione con un nuotatore olimpico. Come risultato, la bambina passa gran parte del suo tempo immersa nella vasca da bagno o in piscina, trattenendo il fiato.
Negli anni, insieme alle sue figlie, ha cambiato dimora almeno 18 volte, ma Charlotte è convinta che un giorno suo padre tornerà a casa. In Massachusetts, le tre troveranno infine una sistemazione definitiva e Charlotte vivrà delle esperienze che la faranno maturare.
Passano solo pochi anni e il libro diviene oggetto di un adattamento cinematografico, che rappresenta allo stesso tempo sia l'esordio per un'attrice che una sorta di canto del cigno per un'altra.


L'anno successivo alla pubblicazione del libro, Melissa Lloyd - la quale lavora per la casa editrice che ha pubblicato l'opera dell'autrice - lo consiglia a sua sorella, la produttrice Lauren Lloyd, la quale a sua volta lo fa leggere alla sua socia Wallis Nicita.
Conclusa la lettura, le due produttrici opzionano subito i diritti di sfruttamento cinematografico del libro tramite la loro società Nicita/Lloyd Productions e fanno scrivere un primo trattamento di sceneggiatura a June Roberts, tramite il quale il progetto viene opzionato dalla Orion Pictures.
La sceneggiatura giunge anche tra le mani di Cher, che decide di accettare il ruolo di Rachel Flax.
La regia viene in un primo momento affidata a Lasse Hallström, un regista svedese con già alle proprie spalle una notevole esperienza nel suo paese natale, prima di video musicali (in particolar modo quelli delle canzoni degli ABBA), e poi di lungometraggi. Il piano originario è quello di iniziare le riprese nell'aprile 1989.
L'adattamento del libro di Patty Dann dovrebbe rappresentare il primo incarico di Lasse Hallström negli Stati Uniti, ma ben presto costui inizia ad avere divergenze creative sia con la produzione che con Cher, poiché intende dare alla pellicola un tono più cupo rispetto a quanto previsto e chiede che il personaggio di Charlotte Flax commetta suicidio.
Non raggiungendosi un accordo, il regista svedese abbandona dunque il progetto per andare poco tempo dopo a dirigere un altro film, Ancora Una Volta (Once Around).
Le tempistiche di inizio riprese vengono spostate in avanti di qualche mese mentre, nel frattempo, a Emily Lloyd viene assegnata la parte di Charlotte Flax: viene regolarmente messa sotto contratto e realizza anche qualche scena preliminare. Solo che Cher si lamenta del fatto che l'attrice, a causa della sua carnagione di capelli color biondo, non risulta credibile come sua figlia.
Emily Lloyd viene dunque licenziata e il suo posto viene preso da Winona Ryder, che Cher ha ammirato nel film Schegge di Follia.
In sostituzione di Lasse Hallström giunge Frank Oz, ma la sua permanenza è davvero di breve durata, poiché non riesce a trovare un'intesa lavorativa con le due attrici principali. La regia viene infine affidata a Richard Benjamin.
Per il ruolo di Kate Flax, la sorella più piccola, viene scelta una bambina di nove anni che è comunque riuscita già a comparire un paio di volte in televisione: il suo nome è Christina Ricci. Questo film rappresenta il suo debutto cinematografico. Oltre a lei, compaiono come comparse nella pellicola i suoi due fratelli e sua sorella.
Il ruolo di Lou Landsky, l'interesse amoroso di Rachel Flax, viene concepito per Dudley Moore, ma viene alla fine assegnato a Bob Hoskins.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 25 settembre 1989, tenendosi in varie località del Massachusetts e in Rhode Island, e si concludono il 15 dicembre 1989.
A contorno della pellicola viene prodotta una colonna sonora a cui collabora anche Cher con due canzoni, cover di brani del passato: Baby I'm Yours, di Barbara Lewis e Van McCoy, e The Shoop Shoop Song (It's in His Kiss), di Betty Everett e Rudy Clark.
Soprattutto quest'ultima cover, grazie a un video a cui partecipano anche Winona Ryder e Christina Ricci, si rivela un successo, arrivando a scalare le classifiche musicali di allora.
Sirene (Mermaids) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 14 dicembre 1990. A fronte di un budget di 20 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano poco più di 35 milioni di dollari.
Patty Dann apprezza molto l'adattamento del libro da lei scritto e negli anni successivi, ogni tanto, utilizza la colonna sonora della pellicola come sottofondo mentre fa le pulizie di casa. La scrittrice realizzerà altri libri, anche autobiografici, e produrrà nel 2013 un sequel di Mermaids intitolato Starfish.
La pellicola si rivela poco più di moderato successo e, come se non bastasse, la Orion Pictures viene portata in tribunale nel 1991 da Emily Lloyd, l'originaria Charlotte Flax, per violazione degli accordi contrattuali.
Essendo ben evidente che gli eventi sono a favore dell'attrice, si raggiunge infine un accordo extragiudiziale - a processo praticamente appena iniziato - tramite il quale Emily Lloyd riceve una somma di 435.000 dollari per danni morali e materiali, nonché il 2,5% dei profitti netti della pellicola.
Questa è una delle ultime pellicole dove Cher è la protagonista assoluta: pur non ritirandosi dal mondo del cinema, negli anni successivi si concentrerà di più sulla sua carriera musicale e parteciperà solo a una manciata di film, il più delle volte in ruoli secondari.
D'altro canto, dopo questo debutto, Christina Ricci continua la sua carriera cinematografica e l'anno successivo troverà il suo primo, grande successo grazie a La Famiglia Addams... ma questa è un'altra storia.

sabato 8 gennaio 2022

A scuola di cinema: Stregata dalla Luna (1987)

1985: Ormai vicino ai sessant'anni, l'esperto regista Norman Jewison sta cercando di farsi produrre il remake di un film del 1937, L'Uomo dei Miracoli (The Man Who Could Work Miracles), per cui Richard Pryor ha già accettato il ruolo da protagonista.
Il progetto viene proposto alla Columbia Pictures, la quale non si dimostra interessata, e ulteriori rifiuti giungono da altre case di produzione.
Il non concretizzarsi di questo progetto getta nello sconforto il regista, il quale crede di aver ormai esaurito la sua vena creativa. Ed è in quel momento che sulla sua scrivania capita una sceneggiatura che darà nuova linfa a quella vena creativa per nulla esaurita.


La sceneggiatura si intitola The Bride and the Wolf ed è stata scritta da John Patrick Shanley, un drammaturgo già noto nel mondo teatrale che sta approcciando il mondo del cinema. A Jewison, però, questo titolo non piace affatto: sembra ricordare una pellicola horror, mentre invece la trama è incentrata su una comunità di italoamericani.
Parlandone con lo sceneggiatore, il regista nota come alcuni personaggi spesso parlino della Luna e dunque si giunge al nuovo e definitivo titolo di Moonstruck.
Per il ruolo di Loretta Castorini si pensa a svariate attrici quali Sally Field, Jane Fonda o Meryl Streep, ma Jewison ha in mente una sola persona: Cher, in quel periodo sulla cresta dell'onda, alla quale infine, nonostante una sua iniziale esitazione, viene assegnata la parte.
Per il ruolo di Ronny Cammareri, si pensa in un primo momento a Peter Gallagher, ma Cher chiede che la parte sia invece assegnata a Nicolas Cage, che secondo lei possiede quel certo grado di follia necessario per interpretare il personaggio.
Vengono dunque effettuate due audizioni separate, al termine delle quali la produzione intende confermare la sua scelta originaria. Cher, tuttavia, si impone affermando che se Cage non verrà aggiunto al cast lei abbandonerà il progetto. Dopo qualche giorno la produzione decide di accontentare la richiesta dell'attrice e la parte è di Nicolas Cage.
Costui a dire il vero, nel leggere la sceneggiatura, non ne rimane troppo impressionato, pensando che lui non impiegherebbe mai il suo denaro per andare a vedere un film del genere. Se partecipa all'audizione è solo perché il suo agente insiste in tal senso.
Il ruolo di Rose Castorini viene proposto in un primo momento ad Anne Bancroft e Maureen Stapleton, ma il loro ingaggio risulta troppo elevato. Il direttore di casting Howard Feuer si ricorda allora di un'attrice di seconda fascia che da qualche tempo sembra scomparsa dalle scene cinematografiche a discapito del teatro: Olympia Dukakis. Come l'attrice effettua il suo provino, Norman Jewison le affida la parte.
Le riprese iniziano in via ufficiale il primo dicembre 1986, tenendosi a New York e Toronto.
Per le scene ambientate in una panetteria, si utilizza una vera panetteria, la Cammareri Bros. Bakery di Brooklyn. Norman Jewison fa apparire anche il suo titolare come comparsa.
Il proprietario del negozio accetta di ospitare la troupe, a condizione che nel frattempo la sua attività vada avanti come sempre. E così per tre giorni la panetteria si riempie di telecamere, luci e microfoni, mentre al contempo i clienti continuano a essere serviti come se nulla fosse. Il titolare del negozio offre anche prodotti della panetteria ai vari componenti della troupe durante la loro permanenza.
Durante le pause tra una ripresa e l'altra, Cher e Olympia Dukakis hanno modo di parlare ed entrambe sono convinte che il film si rivelerà un insuccesso o comunque una pellicola che non lascerà il segno. Norman Jewison è invece di diverso avviso, tanto che è sicuro che il film vincerà degli Oscar.
La scena più difficile da realizzare e che crea molte tensioni è una delle ultime, ambientate in una cucina con tutti i componenti principali del cast radunati. Per Jewison le prime riprese non vanno a buon fine perché gli attori non pronunciano le battute col giusto tempismo, quindi allontana le telecamere e fa provare la scena più volte. Per alcune ore.
La tensione cresce, tanto che a un certo punto Nicolas Cage scaraventa via una sedia rischiando di colpire un suo collega e Cher dichiara a Jewison che lo denuncerà al sindacato degli attori, poiché non ha consentito loro la pausa pranzo come previsto dalle regole sindacali.
Alla fine, dopo che la calma è tornata, gli attori riescono a trovare il tempismo voluto dal regista e la scena viene girata. Ma in effetti Norman Jewison viene poi multato per aver violato le regole e non aver garantito la pausa pranzo agli attori.
Le riprese si concludono il 13 febbraio 1987.
Stregata dalla Luna (Moonstruck) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 18 dicembre 1987. A fronte di un budget di 15 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano 80 milioni di dollari.
Oltre a questo successo, il film riceve sei nomination al Premio Oscar, vincendo tre statuette per la migliore sceneggiatura (John Patrick Shanley), la miglior attrice non protagonista (Olympia Dukakis) e la miglior attrice protagonista (Cher).
Un altro indiretto vincitore di questa pellicola è la Cammareri Bros. Bakery di Brooklyn, che da quel momento in poi inizia a essere oggetto di visita da parte degli spettatori che l'hanno vista sul grande schermo. A un certo punto, però, la notorietà viene meno e la crisi economica fa il resto, tanto che il negozio nel 2013 dichiara bancarotta e chiude i battenti.
La vittoria dell'Oscar ha conseguenze diverse per le due attrici. Olympia Dukakis vede infatti lanciata la sua carriera dopo decenni di gavetta e interpretazioni teatrali e i benefici economici che ne derivano le consentono di mandare i suoi figli al college senza chiedere dei prestiti come faceva in passato.
Cher, invece, negli anni successivi parteciperà a solo una manciata di pellicole, preferendo concentrarsi sulla sua carriera musicale che non ha mai abbandonato.
Quanto a Norman Jewison, pur non avendo vinto l'Oscar in questa occasione, Stregata dalla Luna rappresenta una sorta di nuovo trampolino di lancio che gli permetterà di dirigere altre pellicole... ma questa è un'altra storia.