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sabato 7 ottobre 2023

Italians do it better? 19: Torno Indietro e Cambio Vita (2015)


Un anno prima di Ritorno Al Futuro, due italiani compiono un viaggio nel passato, nel Medioevo. Si tratta di Massimo Troisi e Roberto Benigni che, in Non Ci Resta che Piangere, hanno modo di dare libero sfogo all'arte dell'improvvisazione.
Il cinema italiano, in apparenza molto restio a trattare il tema dei viaggi temporali, in realtà torna sull'argomento nel 1996 con A Spasso nel Tempo, di Carlo Vanzina, che diviene oggetto anche di un sequel. E lo stesso regista torna a occuparsi di un altro viaggio nel tempo grazie a Torno Indietro e Cambio Vita, scritto da Carlo Vanzina ed Enrico Vanzina e distribuito nei cinema nel giugno 2015.
Il quarantenne Marco Damiani (Raoul Bova) è convinto di avere tutto dalla vita. Ha un caro amico, Claudio Palmerini (Ricky Memphis), che è sempre al suo fianco, un buon lavoro e una moglie fedele, Giulia (Giulia Michelini).
Quando però Giulia gli confessa di non amarlo più e di avere un amante, il mondo perfetto di Marco crolla. Mentre è insieme a Claudio, i due vengono investiti da un'auto e per magia si ritrovano proiettati indietro nel tempo, al 1990, quando entrambi erano ancora degli studenti.
Marco ha ora la possibilità di rimettere le cose a posto e non fidanzarsi con Giulia, conosciuta in quello stesso anno: ma si rivelerà la scelta giusta?
Spesso il viaggio nel tempo diventa un semplice pretesto per parlare di altro, cosicché il tema non viene approfondito più di tanto. Questo film rappresenta uno di questi casi: non viene spiegato, né importa agli sceneggiatori che questo sia spiegato, come Marco e Claudio viaggino nel tempo quando subiscono un tamponamento, quindi non aspettatevi dei chiarimenti in merito.
In realtà dietro questa pellicola c'è una sorta di operazione nostalgia molto simile a quella vista in Sapore di Mare, che pur era ambientata in un decennio differente. Quella nostalgia tipica dell'essere umano per cui "come erano belli i tempi in cui..." quando si era più giovani, si viveva una vita più spensierata e c'erano meno responsabilità di cui farsi carico.
Il fatto che la storia sia ambientata nel 1990 non è dunque un caso: è l'anno immediatamente successivo agli anni '80 e concetti come l'Euro, l'Europa unita, Internet e la globalizzazione sono ancora ben distanti.
Si opera così una facile presa sul pubblico, facendo ricordare agli spettatori più "maturi" quei tempi solo in apparenza più innocenti, sbloccando ricordi come le cabine telefoniche e i gettoni, le lire e quelle piccole follie che si fanno da giovani.
Ma non è così semplice risolvere problemi complicati come le relazioni di cuore, ogni scelta che compiamo influenza il nostro futuro, come Marty McFly ci ha insegnato (a proposito, il capolavoro di Robert Zemeckis viene espressamente citato a un certo punto, quindi l'omaggio è dichiarato).
La conclusione in questo caso è che bisogna prendere quanto abbiamo fatto di buono in passato e cercare di conservarlo nel presente, poiché se ci ha donato felicità vuol dire che un motivo c'è. Molto semplice e scontato in apparenza, ma per quel pubblico nostalgico che ha visto ricreato il proprio passato con altrettanta semplicità ciò sarà più che sufficiente.

mercoledì 6 gennaio 2021

A scuola di cinema: Vacanze In America (1984)

1967: Mentre stanno per concludere gli studi liceali, i fratelli Carlo Vanzina ed Enrico Vanzina partecipano a un tour negli Stati Uniti organizzato da una comitiva di sacerdoti.
Il viaggio da costa a costa in alcune città americane, a bordo di un autobus e circondati dai loro amici, si rivela per loro un'esperienza indimenticabile. Soprattutto se si considera il fatto che gli Stati Uniti per molti già allora rappresentano la mecca del cinema, a maggior ragione per i figli di un grande regista quale Steno, alias Stefano Vanzina.
I due fratelli fanno tesoro di quei giorni e, molti anni dopo, basandosi sui ricordi di questo viaggio, ideano una sceneggiatura con alcuni elementi autobiografici basati su di esso, da sviluppare se necessario anche con attori poco noti. Una sceneggiatura che infine approda sul grande schermo.


La sceneggiatura, dedicata "ai nostri compagni di scuola da cui la vita ci ha separati", si intitola America. Dopo il successo sia di Sapore di Mare che di Vacanze di Natale, tuttavia, questa viene subito opzionata da Mario Cecchi Gori e Vittorio Cecchi Gori, i quali decidono di rinominarla Vacanze in America.
Non solo, i due produttori - tramite la C.G. Silver Film - provvedono a mettere sotto contratto sia Jerry Calà che Christian De Sica, che altri interpreti di Vacanze di Natale quali Claudio Amendola, Antonella Interlenghi e Paolo Baroni. L'intento dietro questa operazione è chiaro, sia dal titolo che dal cast principale: il voler dare al pubblico l'impressione che questo sia un nuovo capitolo del filone delle vacanze, con attori già noti e apprezzati.
Le similitudini con Vacanze di Natale non si sarebbero dovute fermare qui, poiché sotto contratto viene messo anche un altro degli interpreti principali di quel film, Marco Urbinati, il quale in principio ha un ruolo rilevante in questa nuova pellicola.
Purtroppo, durante una festa a Las Vegas insieme al resto del cast, l'attore ha un forte malore, tanto da essere costretto ad abbandonare il progetto e a ritornare in Italia in maniera prematura. Alcune sue riprese già effettuate rimangono comunque nel montaggio finale. Poco dopo, Marco Urbinati abbandonerà del tutto anche il mondo del cinema per motivi di salute, troncando così sul nascere una promettente carriera.
Questo sfortunato evento ha un ulteriore effetto collaterale. Un altro attore del cast con un ruolo minore, Fabio Ferrari, figlio di Paolo Ferrari e qui al suo esordio cinematografico, si vede assegnata una parte più rilevante, quella di Furio Pittigliani alias Pappola.
Un altro figlio d'arte è presente in questa pellicola: Gianmarco Tognazzi, figlio di Ugo Tognazzi, qui al primo film interpretato senza avere al fianco suo padre.
Nel cast infine vi è Edwige Fenech, la regina della commedia sexy degli anni '70, che - per il fatto che il suo personaggio ha origini francesi - può recitare per la prima volta con la sua vera voce.
Le riprese si svolgono in un arco di circa due mesi, in principio a Roma e poi per un mese e mezzo negli Stati Uniti, presso le città di New York, Los Angeles e Las Vegas e la Death Valley. Ad accompagnare la troupe e supervisionare il progetto vi è Vittorio Cecchi Gori.
Una volta che la troupe è giunta a Los Angeles, Jerry Calà e Christian De Sica ne approfittano, insieme a Paolo Villaggio (ospite con ogni probabilità della produzione), per recarsi per una notte al Caesar's Palace e frequentare il casinò del luogo. In quell'unica notte, gli attori si divertono moltissimo, ma al contempo si fanno prendere un po' troppo dall'atmosfera del posto e perdono così tutti i loro soldi. Per fortuna qualcuno va in loro aiuto e il salato conto dell'albergo e del ristorante viene pagato da Carlo Vanzina di tasca propria.
Sempre a Las Vegas, Christian De Sica si imbatte in un boss della malavita, il quale si dichiara un grande fan di suo padre, Vittorio De Sica, e si offre persino di ospitarlo nella sua lussuosa dimora. Per sfuggire a quest'insidiosa compagnia, De Sica si inventa una scusa sul momento, dicendogli che deve partire il giorno successivo all'alba per le riprese e deve dunque declinare. Quest'esperienza in un primo istante spaventa molto l'attore.
Quando la troupe arriva nella Death Valley, vengono effettuate le riprese della partita di calcio tra i romani e i torinesi. Una volta conclusa la giornata di lavoro, pur essendoci ancora un sole cocente, si decide di giocare un'altra partita di calcio per distendersi e rilassarsi, la più classica di sempre: scapoli contro ammogliati. Una scena decisamente insolita per un luogo che aveva visto le imprese di John Wayne e di altri grandi attori del cinema western.
Vacanze In America viene distribuito nei cinema italiani a partire dal 20 dicembre 1984. La pellicola arriva infine a incassare un miliardo e settecento milioni di lire. Un risultato soddisfacente, ma non del tutto eccezionale, se si pensa anche solo all'incasso che aveva ottenuto l'anno precedente Vacanze di Natale. La motivazione principale, con ogni probabilità, è da ricercare nell'uscita in contemporanea di un altro film italiano molto atteso, Non Ci Resta Che Piangere a opera del duo Roberto Benigni e Massimo Troisi, che si rivela l'incasso migliore per quell'annata.
Christian De Sica si conferma attore di punta dei titoli "vacanzieri", anche se bisognerà attendere ancora qualche anno perché torni a interpretare questo genere di film con continuità, mentre Jerry Calà, invece, non vi parteciperà più.
Edwige Fenech, pur avendo ora la possibilità di iniziare una nuova carriera cinematografica più "casta", decide di ritirarsi dalle scene e limitare le sue successive apparizioni sia cinematografiche che televisive, per concentrarsi negli anni successivi sul teatro e sulla conduzione di programmi televisivi per poi, successivamente, divenire un'affermata produttrice.
Questa pellicola, inoltre, si rivela un grande e perfetto trampolino di lancio per Fabio Ferrari, come pure per altri due attori del cast, Giacomo Rosselli e Fabio Camilli, i quali vengono contattati qualche tempo dopo da Carlo Vanzina ed Enrico Vanzina, che stanno sviluppando un nuovo telefilm intitolato I Ragazzi Della Terza C... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 9 dicembre 2020

A scuola di cinema: Vacanze di Natale (1983)

1959: Esce nei cinema italiani il film diretto da Camillo Mastrocinque Vacanze d'Inverno. Interpretata tra gli altri da Alberto Sordi e Vittorio De Sica, si tratta di una pellicola corale dove agiscono e interagiscono svariati personaggi. Tra questi il Ragionier Moretti che, insieme a sua figlia, dopo aver vinto un concorso, si reca in vacanza a Cortina d'Ampezzo, dove si innamora della contessa Parioli, dilapidando buona parte dei suoi averi. E anche Maurizio, portiere di un albergo, e sua figlia Vera, la quale viene circuita dal marito della contessa.
Tra gli spettatori di questo film, vi sono anche i due figli di un celebre regista, Steno, di nome Carlo Vanzina ed Enrico Vanzina. I due fratelli trarranno ispirazione da questa pellicola svariati anni dopo, per dare vita a uno dei più celebri film della commedia italiana, nonché antesignano di un intero genere cinematografico.


1983: Il grande successo di Sapore di Mare lascia dietro di sé alcuni strascichi imprevisti. I fratelli Carlo Vanzina ed Enrico Vanzina non hanno infatti gradito le eccessive ingerenze dei produttori Pio Angeletti e Adriano De Micheli della International Dean Film, i quali fino all'ultimo hanno quasi impedito che la pellicola si realizzasse e hanno cercato di bloccare il casting di alcuni attori, questo senza forse contare un adeguato riscontro anche in termini economici.
Per questo motivo i due fratelli accettano ben volentieri la proposta di Aurelio De Laurentiis della Filmauro, il quale li contatta dopo poco dopo la prima del film, proponendo loro di replicare l'idea della pellicola a sfondo vacanziero, solo stavolta ambientata durante il periodo invernale.
L'idea, semplice nella sua forma ma a quel tempo inedita per il mercato italiano, è che gli eventi del film si svolgano nella stessa cornice temporale in cui esso verrà distribuito nelle sale cinematografiche, appunto nel periodo compreso tra poco prima di Natale e poco dopo Capodanno, dando così al pubblico la sensazione illusoria che stia vedendo una pellicola basata su eventi attuali.
I due fratelli ideano in breve tempo una sceneggiatura a quattro mani basandosi sul film di Camillo Mastrocinque, ma ambientandola nel presente, come richiesto dalla produzione, con ritratti delle diverse classi sociali dell'epoca.
Quando si sparge la notizia della produzione di questa pellicola, la International Dean Film mette subito in cantiere un sequel di Sapore di Mare, affidando il progetto all'aiuto regista di Carlo Vanzina, Bruno Cortini. Per ironia del destino, poiché in questo sequel vengono utilizzate scene riciclate o scartate del primo film, i fratelli Vanzina vengono accreditati come co-sceneggiatori.
La Filmauro riesce ad assicurarsi la presenza esclusiva dei due attori più apprezzati di Sapore di Mare, ovvero Jerry Calà e Christian De Sica, figlio quest'ultimo di quel Vittorio De Sica che era stato tra i protagonisti di Vacanze d'Inverno. L'attore romano è ancora in cerca di una consacrazione definitiva, visto che dal successo di Sapore di Mare ha ottenuto poco in termini economici, seppur per sua scelta.
Altri attori quali Karina Huff invece riescono a barcamenarsi, riuscendo a partecipare alle riprese sia del sequel di Sapore di Mare che della pellicola di Natale.
Le riprese si svolgono, chiaramente, a Cortina d'Ampezzo, in un arco di tempo di tre settimane nel mese di settembre del 1983, in particolar modo presso l'Hotel Cristallo, l'Hotel Fanes e il Vip Club in Corso Italia. In quest'ultimo locale viene creato il set del piano bar. Per questo, i fratelli Vanzina si ispirano al Jackie O', un locale di Roma da loro frequentato e da cui scelgono i pezzi più richiesti per riportarli nel loro film.
Il problema più immediato che si deve affrontare è che ci si trova alla fine dell'estate e di neve sulle montagne di Cortina d'Ampezzo praticamente non vi è traccia, anzi, sulle distese è ben visibile l'erba verde dei campi.
In un'epoca ancora senza effetti speciali al computer a disposizione, per rimediare alla situazione, per le inquadrature più ravvicinate si cospargono i campi di una schiuma bianca che simula l'illusione della neve, mentre per i campi lunghi si copre il terreno con delle lenzuola bianche prese in prestito dai vari hotel della zona. Infine, per fingere che ci sia neve anche sui davanzali delle case, viene comprata nelle farmacie una gran quantità di cotone idrofilo, la quale viene piazzata in maniera strategica.
Pur dovendo, per motivi di budget, lavorare con una tempistica ristretta, l'atmosfera sul set tra i componenti della troupe è rilassata, in quanto i registi e gli attori sia principali che secondari si conoscono da anni e sono amici. Tanto che in più di un'occasione, Carlo Vanzina consente ad alcuni di loro, tra cui Guido Nicheli e Mario Brega, di improvvisare delle battute, le quali non vengono tagliate.
A riprese concluse, vi è una prima proiezione del montaggio finale riservata, oltre che ai due fratelli Vanzina, ad Aurelio De Laurentiis, suo figlio Luigi e Christian De Sica. A quanto sembra, Luigi De Laurentiis non rimane molto soddisfatto del risultato finale ed è certo che nessuno andrà a vedere il film. Per tutta risposta, i fratelli Vanzina ribattono che se ne riparlerà il 6 gennaio.
Mentre Sapore di Mare 2 - Un Anno Dopo esce a inizio dicembre, non riuscendo forse inevitabilmente a replicare il successo originario, Vacanze di Natale viene distribuito nei cinema italiani a partire dal 23 dicembre 1983. Quando in una sala di Roma Christian De Sica sente il pubblico ridere si volta verso sua moglie e le dice che il tempo di ristrettezze economiche è finito. La pellicola arriva infine a incassare quasi 3 miliardi di lire, un risultato tra i migliori di quell'annata.
Può sembrare strano, ma in un primo momento non si capitalizza subito su questo particolare "format cinematografico". Certo, negli anni successivi escono altre pellicole durante il periodo delle festività, ma nessuna di loro ritorna sul tema del film corale ambientato in un luogo di vacanza durante il Natale. Infatti, prima che esca un nuovo Vacanze di Natale, passano ben sette anni, solo che stavolta non saranno i fratelli Vanzina a occuparsene... ma questa è un'altra storia.

sabato 25 luglio 2020

A scuola di cinema: Sapore di Mare (1983)

L'effetto nostalgia, del "come erano belli i tempi in cui", ha spesso fatto presa nel mondo del cinema, poiché molti spettatori possono per vari motivi identificarvisi e ripensare a un periodo passato ritenuto - a torto o a ragione - più innocente e spensierato.
All'inizio degli anni '80 del ventesimo secolo, l'Italia esce dai cosiddetti anni di piombo, che hanno duramente provato i cittadini e richiesto un tragico tributo di sangue. La società italiana riparte da nuove fondamenta, ma guarda anche a quel passato che non tornerà più, a un'epoca in apparenza più candida e precedente gli anni di piombo.


Nel 1982, i fratelli Carlo Vanzina ed Enrico Vanzina scrivono una sceneggiatura a quattro mani, includendo anche alcuni elementi autobiografici, incentrata su un'estate del 1964, un tempo in cui le ferie al mare (in questo caso, a Forte dei Marmi in Toscana), la villeggiatura, poteva durare un mese e anche più.
Essendo sulla carta un film che si distacca dalle loro recenti produzioni più "slapstick" - all'epoca i due hanno esordito da pochi anni sia nel campo della regia che in quello della sceneggiatura - in principio si fa fatica a trovare una casa di produzione interessata al progetto, fino a quando capita tra le mani di Pio Angeletti e Adriano De Micheli della International Dean Film. I due si dichiarano disposti a finanziare la pellicola, purché ci si mantenga entro un ridotto limite di budget.
Per questo motivo, per i vari personaggi, i due fratelli scelgono attori poco noti, addirittura per alcuni di loro quali Karina Huff o Isabella Ferrari - che Carlo Vanzina aveva notato in precedenza in alcuni show televisivi - è la prima esperienza cinematografica.
Una delle attrici prescelte, Marina Suma, viene accompagnata all'audizione dal suo compagno dell'epoca, Angelo Cannavacciuolo. Anche lui ha poca esperienza in fatto di interpretazioni cinematografiche, ma si aggiudica comunque il provino per il ruolo del fratello del personaggio interpretato da Marina Suma.
Un collaboratore e produttore della International Dean Film è Claudio Bonivento, il quale è anche agente dell'attore Jerry Calà. Quest'ultimo, mentre si trova negli uffici della International Dean Film, legge la sceneggiatura e, intrigato dalle atmosfere degli anni '60, decide di volervi partecipare. Vanzina fa però notare a Calà che, essendo una produzione a basso costo, non ci si potrà permettere di coprire il suo ingaggio. L'attore si dichiara allora disponibile a ridurre il suo cachet, ponendo un'unica condizione: che qualora il film superi gli otto miliardi di lire di incasso, lui ne riceva una parte. I produttori, ritenendo che la pellicola, anche nelle previsioni più ottimistiche, non possa guadagnare più di quattro miliardi di lire e ritenendo una fortuna avere a basso costo un attore di richiamo, accettano questa condizione.
Per il ruolo del fratello del personaggio di Jerry Calà, Carlo Vanzina suggerisce il nome di Christian De Sica, il quale tuttavia non incontra i favori e le simpatie dei produttori. Al tempo l'attore, nonostante l'illustre parentela, non è ancora un beniamino del pubblico e si è poco convinti che un romano possa interpretare in maniera efficace un milanese.
Vanzina insiste molto su di lui fino a essere accontentato, ma al contempo De Sica si trova di fronte la possibilità di un ingaggio da dodici milioni di lire per una parte secondaria ne Il Conte Tacchia, a fronte di un compenso di appena seicentomila lire per il film di Vanzina. Tuttavia, l'attore romano opta per quest'ultima pellicola, convinto che avrà un grande successo.
Anche per avere Virna Lisi, Carlo Vanzina deve imporre questa sua scelta ai produttori. Ma la stessa attrice non è molto convinta di voler partecipare, fino a quando suo figlio Corrado legge la sceneggiatura, esortandola ad accettare la parte.
L'inizio delle riprese è previsto per settembre del 1982, ma già a partire dal mese di giugno Pio Angeletti e Adriano De Micheli iniziano a sottrarsi ad alcuni incontri e non rispondere ad alcune richieste, forse convinti di un possibile flop del progetto.
I fratelli Vanzina iniziano a temere che il film non sarà mai girato, ma in loro aiuto interviene Claudio Bonivento, il quale assicura alla produzione che il budget ridotto previsto per la pellicola non verrà sforato e lui si assicurerà di controllare tutti i costi associati.
Per questo motivo si decide di concentrare il maggior numero di riprese a Fregene - pur essendoci anche dei sopralluoghi presso Forte dei Marmi, la città dove si svolge la storia - e, non essendoci un reparto costumi, Carlo Vanzina in persona deve andare a cercare in alcuni negozi di Roma dei capi di abbigliamento vintage a basso costo da procurare agli attori. Pur essendo una produzione a budget ridotto, o forse proprio per questo motivo, l'atmosfera sul set risulta molto serena tra i vari protagonisti, che rimangono amici per molto tempo anche al termine dei lavori.
A fare da contorno al film, una colonna sonora incentrata sulle canzoni di successo degli anni '60, soprattutto Stessa Spiaggia, Stesso Mare di Piero Focaccia e le canzoni di Edoardo Vianello, che compare anche in un cameo. Curiosamente, invece, non è presente Sapore di Sale di Gino Paoli, in quanto i diritti su questa canzone sono già stati acquisiti da un'altra casa di produzione per realizzarne un film diretto da Neri Parenti, che tuttavia non viene mai girato.
Nonostante i dissidi intercorsi tra la produzione e il regista, quando Adriano De Micheli, durante la visione del primo montaggio del film, guarda la scena conclusiva, si commuove e abbraccia Carlo Vanzina.
Sapore di Mare viene distribuito nei cinema italiani a partire dal 17 febbraio 1983. La pellicola arriva infine a incassare oltre dieci miliardi di lire, confermando così le previsioni di successo di Jerry Calà e Christian De Sica. Inoltre, Virna Lisi vince in quello stesso anno il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista.
Durante la prima del film vi è uno spettatore interessato, il produttore Aurelio De Laurentiis, che poco dopo contatta i fratelli Vanzina chiedendo loro di realizzare un film ambientato non durante l'estate, ma a dicembre. È la scintilla che dà vita a Vacanze di Natale... ma questa è un'altra storia.

lunedì 29 giugno 2020

A scuola di cinema: Yuppies - I Giovani di Successo (1986)

Negli anni '80 del ventesimo secolo, con una nazione uscita stremata e a fatica dai cosiddetti anni di piombo, irrompe sulla scena italiana la cosiddetta Milano da bere. Il capoluogo lombardo diviene infatti l'epicentro di un nuovo boom economico, con alcuni pro ma anche numerosi contro che a prima vista sfuggono ai più in quegli anni e che verranno svelati in tutta la loro drammaticità soltanto nel decennio successivo per via di alcune cause giudiziarie.
In questo nuovo scenario sociale, emergono nuove figure, una delle quali importata dagli Stati Uniti: lo yuppie, abbreviazione di Young Urban Professional, ovvero il giovane professionista ambizioso e di buona famiglia, che cerca soddisfazione in una carriera professionale, idolatra Giovanni Agnelli, veste alla moda e frequenta i luoghi o ristoranti più di lusso.
Una strana figura, invero, che diviene ben presto oggetto di una altrettanto strana commedia che è riuscita a entrare nella storia.


Nel 1985, il regista Carlo Vanzina, leggendo alcuni quotidiani dell'epoca, intuisce l'emergere del fenomeno degli Yuppies nella società italiana e ne discute con suo fratello Enrico Vanzina. I due decidono allora di scrivere attorno a questa categoria sociale una sceneggiatura a quattro mani, che parte in origine come una sorta di Il Grande Freddo alla Lawrence Kasdan - con gli amici che si ritrovano e un pizzico di malinconia - per poi virare subito verso la commedia pura mischiata a qualche elemento satirico.
I due scrittori hanno però bisogno di sapere se quello che hanno messo su carta, pur inserito in un contesto da commedia, possa risultare verosimile e chiedono dunque a Jerry Calà, dopo avergli fornito alcuni nominativi e indirizzi, di effettuare una sorta di indagine preliminare. L'attore si reca nei posti indicati e per alcuni giorni frequenta gli ambienti del jet set di Milano e le persone che lo animano, giungendo alla conclusione che quanto scritto dai fratelli Vanzina non risulta affatto surreale, anzi, si può proprio dire che la realtà supera la fantasia.
Aurelio De Laurentiis, tramite la sua società Filmauro, è disposto a produrre il film, ma ritiene che il semplice titolo Yuppies possa risultare incomprensibile al pubblico italiano e fa dunque aggiungere il sottotitolo I Giovani di Successo, che tuttavia sia nel manifesto del film che nei titoli di testa non risalta più di tanto, lasciando dunque più spazio al titolo principale concepito dai fratelli Vanzina.
Jerry Calà è stato subito opzionato tra i protagonisti, essendo un volto riconoscibile e tra i protagonisti di alcuni film dai buoni incassi negli anni precedenti. A lui seguono a ruota Massimo Boldi ed Ezio Greggio. L'esperienza cinematografica di quest'ultimo è praticamente inesistente (ha interpretato un solo, misconosciuto film alcuni anni prima), ma all'epoca è un volto molto noto al pubblico televisivo e di certo si punta su questa sua popolarità. Anche Massimo Boldi è un navigato intrattenitore televisivo, inoltre ha partecipato - seppur solo in ruoli da comprimario - in due recenti pellicole di successo quali Il Ragazzo di Campagna e I Due Carabinieri.
Per il quarto e ultimo protagonista, Carlo ed Enrico Vanzina suggeriscono il nome di un attore con cui hanno già collaborato in passato, Christian De Sica, ma Aurelio De Laurentiis non sembra molto convinto di questa scelta, nonostante Christian De Sica abbia già a quell'epoca un curriculum di tutto rispetto nel campo della commedia. Interviene allora in ulteriore soccorso del suo collega Massimo Boldi, che già conosce il figlio di Vittorio De Sica da svariati anni, facendo infine abbandonare a De Laurentiis le sue perplessità.
Pur avendo Boldi e De Sica già condiviso un film nel 1985, I Pompieri, dove però non si incrociavano mai, Yuppies è la prima pellicola dove i due attori interagiscono in maniera continua: è questa la prima collaborazione di una futura, celebrata coppia comica del cinema italiano. Una collaborazione che si rinnoverà più volte nel corso degli anni successivi.
Per la protagonista femminile, viene selezionata Federica Moro. Anche in questo caso gioca una riconoscibilità data, più che dalla vittoria di un'edizione di Miss Italia un paio di anni prima, dal fatto che abbia collaborato con Adriano Celentano in un paio di film e il cantante/attore abbia speso buone parole su di lei.
Sul grande schermo il suo partner è Jerry Calà, ma il rapporto lavorativo non inizia nel migliore dei modi in quanto, durante una delle prime prove in sala trucco, l'attore - curioso di vedere dal vivo la bellezza di Federica Moro - chieda a gran voce quando arrivi. Gli risponde di essere già presente, a pochi metri da lui, la stessa Federica Moro, che Calà non era riuscito a riconoscere struccata.
L'abile caratterista Guido Nicheli, altro attore feticcio dei Vanzina, ricopre invece il ruolo a lui congeniale dell'imprenditore milanese dispotico e prevaricatore. A completare il cast vi sono infine Corinne Clery, Ugo Bologna e Valeria D'Obici.
Le riprese vengono effettuate nell'autunno del 1985. La maggior parte delle scene - sia in interni che in esterni - viene realizzata a Milano, rendendo il film una sorta di fotografia delle ambientazioni di quel momento storico e sociale, mentre alcune scene secondarie e l'epilogo - la litigata su chi debba pagare il conto salato del ristorante - vengono girati a Cortina D'Ampezzo. Il regista Carlo Vanzina lascia anche molto spazio a eventuali improvvisazioni degli attori, tanto che alcuni di loro non mancano di riciclare dei tormentoni a loro cari.
Vi è con ogni probabilità - in un'epoca quale quella di allora senza leggi chiare e ben definite - qualche sorta di product placement ante-litteram, visto che durante la pellicola sono citati o mostrati in maniera esplicita o implicita alcuni marchi di scarpe, automobili e capi di vestiario.
Yuppies: I Giovani di Successo viene distribuito nei cinema italiani a partire dal 20 marzo 1986. Realizzato con un budget modesto, la pellicola arriva infine a guadagnare sul territorio italiano quasi otto miliardi di lire. Un incasso straordinario per quell'epoca e che permette di programmare e iniziare a far produrre subito un seguito, che arriva nelle sale cinematografiche quello stesso anno, il 1986. Ma questa... è un'altra storia.