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mercoledì 7 dicembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Batman Versus Predator


Da un lato abbiamo Batman, il Cavaliere Oscuro, il protettore di Gotham City, uno dei più grandi eroi della DC Comics. Dall'altro abbiamo il predatore venuto dallo spazio, introdotto per la prima volta nel film del 1987 Predator e poi apparso in svariati sequel, nonché in molteplici fumetti pubblicati dalla Dark Horse.
Questi due personaggi, in apparenza del tutto antitetici, si incontrano e si scontrano - per la prima volta - nella miniserie di tre numeri, pubblicata tra il 1991 e il 1992, Batman Versus Predator, scritta da Dave Gibbons e disegnata da Adam Kubert e Andy Kubert.
Vi è una guerra tra bande in corso a Gotham che coinvolge i criminali Alex Yeager e Leo Brodin, i quali però mascherano tutto dietro una facciata di uomini perbene adorati dalla comunità. Tra le loro imprese legali vi sono anche delle palestre.
Atterrato a Gotham, il Predator inizia a prendere di mira dapprima i pugili e gli sgherri al servizio dei due criminali, dopodiché mette nel suo mirino gli stessi Yeager e Brodin. Superfluo aggiungere che Batman non può fare a meno di intervenire.
Ma se il Cavaliere Oscuro ha già affrontato minacce aliene in passato, questa è diversa da ogni altra. E più letale di ogni altra, tanto che questa rischia di essere davvero l'ultima battaglia dell'eroe.
Ci sono storie che a una prima occhiata possono apparire improbabili, se non addirittura impossibili a verificarsi, pur in contesti straordinari e fantastici quali gli universi supereroistici. E un incontro/scontro tra Batman e Predator può sembrare tale, vuoi per la grande diversità tra i due personaggi, vuoi per i differenti loro livelli di potere.
Ma succede anche che poi sulla carta queste storie funzionano, perché si trova il giusto contesto in cui farle accadere e si sviluppa la giusta alchimia. Tale è il caso di Batman Versus Predator.
Dave Gibbons riprende, non so in maniera quanto consapevole, il concetto di giungla urbana presente nel film Predator 2. E quale giungla urbana più letale, popolata da bande criminali e strani superesseri, se non Gotham City? Batman diventa dunque l'Arnold Schwarzenegger o il Danny Glover della situazione (ed essendo un detective vigilante, ci sta) e come loro all'inizio non comprende bene la minaccia, ma più progredisce la storia più arriva a capire l'insolito modo di agire del Predator.
Entrambe le caratteristiche di base dei due personaggi vengono rispettate: da un lato lo spasmodico desiderio di giustizia di Batman, pronto anche a sacrificare la propria vita per esso, dall'altra la furia scatenata del Predator, che pure è motivato da un perverso codice d'onore e di rispetto del proprio avversario.
Insomma, ci pare di aver visto un bel blockbuster d'azione in forma supereroistica, una sorta di ibrido fumettistico dei più interessanti elementi dei primi due film incentrati su Predator, uniti in una amalgama ben fatta.

martedì 11 settembre 2012

Impressioni da Narnia Fumetto


Il viaggio verso Narnia Fumetto comincia con una peculiarità tipicamente italiana. Mi preoccupo di prenotare il posto sul treno, ma salito a bordo scopro che il numero che mi è stato assegnato... non esiste (e mi è andata anche di lusso, in un'altra occasione non esisteva nemmeno la carrozza). "Sarà un lungo viaggio" penso subito. Per un po' accanto a me c'è una simpatica signora che, quando mi vede sfogliare un fumetto, mi dice:"Legge i pupazzetti, eh? Bravo, bravo".
E infine arrivo a Narni, che ad un primo impatto mi dà l'idea di quella classica piccola cittadina dove sembra non debba accadere mai nulla e tutta la movida è concentrata nel bar vicino alla stazione. In realtà molte sorprese erano dietro l'angolo. E la prima arriva di buon mattino. Messaggio da Alessandro Vitti: bisogna portare Rafa Sandoval presso lo stand del Lateral Studio, visto che alloggiamo nello stesso albergo. Con calma e pacatezza ("Oddiooddiooddio devo organizzarmi al meglio e non fare errori, non fare errori") riesco nell'intento senza traumi e nel mentre incontro la mia vecchia conoscenza Federico Cerri Ciommei, (il logo di questo blog è suo, sappiatelo!) con tanto di baffetti alla sparviero! La fiera a tutti gli effetti ha per me inizio: col mio bracciale del potere "all access" non ho limiti.
La location è intrigante, il centro storico di una città lo è sempre, i passaggi negli stand sono abbastanza ampi da non rischiare l'effetto mancanza di respiro Lucca-style e lo staff (ehilà, ma quanti eravate!) è pronto ad intervenire laddove necessario. Con la sua presenza anche in caso di assenza, Francesco Settembre tiene in mano il polso della situazione. Quello che personalmente spero è che gli spazi espositivi nel futuro aumentino ancora (sono passato davanti allo stand Lion due volte prima di accorgermi che era lì).
Rafa Sandoval trova il suo posto presso lo stand Lateral, mentre lì accanto vedo Dave Gibbons che prende posto e inizia a realizzare sketch. Mi avvicino. Gli vedo disegnare un Rorschach per un fan in un minuto scarso (forse un po' poco, ma con tante richieste un compromesso lo si deve pur trovare) e sta lì poi tutta la mattinata a fare altri sketch o firmare volumi, senza mai prendersi una pausa se non per dissetarsi o scambiare due parole con sua moglie, decisamente una persona molto paziente.
Inizio a fare i miei giri. Noto in uno stand Verso La Tempesta di Will Eisner e mi riprometto di aquistarlo dopo, solo che poi a ora tarda mi scordo che stand era e l'acquisto non c'è più, complimenti a me. Ritorno allo stand Lateral e inizio a sfogliare Red Dread 2, scoprendo che il mio nome appare in seconda di copertina, come componente della redazione. Mi premuro di avvisare della cosa poche persone, tre/quattrocento circa, solo per dovere di cronaca chiaramente.
La giornata passa veloce e c'è infine la premiazione: i Leoni di Narnia Fumetto. Tra i premiati voglio segnalare il riconoscimento alla carriera dato a Pino Rinaldi, grande maestro del fumetto italiano... e americano. Qualche buontempone ogni tanto apriva le tendine del finestrone in alto, accecando tutti in un tentativo di replicare la scena "Ho visto la luce" di Blues Brothers, ma va beh, un dettaglio.
Con la chiusura del giorno di fiera, come nelle migliori tradizioni c'è infine la cena degli autori, dove è presente anche l'imbucato più potente della Terra, ovvero il sottoscritto. In una megatavolata di circa 80 persone ho il piacere di stare accanto a Pino Rinaldi, che a sera inoltrata trova ancora la forza e la voglia di realizzare sketck di Wolverine e Nathan Never per alcuni dei partecipanti, un vero signore. Doverosa infine la premiazione di "miglior spammatore facebookiano" per Marco Foderà.
E siccome questo post deve avere una degna conclusione, chiudiamo con i ringraziamenti. Grazie dunque a Francesco, Federico, Chiara, Valentino, Alessandro, Matteo, Rafa, Alessandra, Dave, Pino, Andrea, Tommaso, Pasquale, Marco, l'altro Marco, ma soprattutto a Nadia Fumeiro! Mi sa che ci vedremo anche l'anno prossimo, ragazzi.
Ah, per il viaggio di ritorno... stavolta il numero di posto esisteva!