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domenica 28 maggio 2023

A scuola di cinema: La Conversazione (1974)

1966: Il regista Francis Ford Coppola sta avendo una conversazione col suo amico e collega Irvin Kershner. Tra i vari argomenti trattati vi è anche quello delle intercettazioni.
Kershner racconta a Coppola di aver letto di microfoni così perfezionati da essere in grado, se puntati verso le bocche di due interlocutori, di udire la loro conversazione in modo impeccabile e conclude che il metodo migliore per non farsi intercettare sarebbe quello di parlare in mezzo a un luogo affollato.
Francis Ford Coppola trova questo soggetto molto interessante e lo usa come base per una sua futura pellicola.


Dopo aver delineato una trama di base, nel 1967 Francis Ford Coppola comincia a scrivere una sceneggiatura basata sul tema delle intercettazioni, anche se - a causa di altri impegni con la sua società di produzione American Zoetrope e i primi film da lui realizzati - gli ci vorranno circa due anni per completarla.
Oltre che al dialogo con Irvin Kershner, il regista viene ispirato anche da un libro e un film in cui si è imbattuto quasi nello stesso momento. Il libro è Il Lupo della Steppa (Der Steppenwolf), di Hermann Hesse, da cui riprende il nome del protagonista, Harry, e la sua natura di recluso. Il film è invece Blow-Up di Michelangelo Antonioni da cui prende l'idea della persona che, spiando altre persone, viene a conoscenza di un incredibile segreto.
Francis Ford Coppola propone dunque il proprio progetto agli studi cinematografici, con l'intenzione di realizzarlo subito dopo Sulle Ali dell'Arcobaleno (Finian's Rainbow), ma essendo all'epoca ancora poco conosciuto si imbatte in principio solo in dei rifiuti.
Tuttavia, negli anni successivi, Francis Ford Coppola scrive la sceneggiatura di Patton Generale d'Acciaio (Patton), aggiudicandosi l'Oscar, ma soprattutto nel 1972 dirige Il Padrino (The Godfather), che si rivela uno dei film più importanti di sempre.
Diventato dunque un nome di primo piano, Francis Ford Coppola può farsi avanti con la Paramount Pictures, la quale vuole un seguito de Il Padrino, e proporre il suo progetto personale a cui tiene molto. Stavolta giunge un'approvazione.
Per questo film, Francis Ford Coppola vorrebbe utilizzare parte del cast de Il Padrino, infatti vi compaiono sia John Cazale che Robert Duvall. Prima che lo incontrasse sul set come Don Vito Corleone, inoltre, il regista aveva inviato la sua sceneggiatura a Marlon Brando, il quale l'aveva giudicata molto buona, ma allo stesso tempo riteneva che quel ruolo dell'intercettatore non facesse affatto per lui.
Il ruolo di Harry Caul viene dunque affidato a Gene Hackman. In principio, il personaggio si chiama, in maniera abbastanza appropriata, Harry Call, ma quando una segretaria trascrive su carta gli appunti di Coppola per una svista lo rinomina Harry Caul.
Un nome che Francis Ford Coppola decide di mantenere, ritenendolo perfetto per il personaggio. In inglese, "Caul" è un termine che viene usato per definire la membrana che circonda il feto di un bambino prima che nasca e il Caul del film è avvolto in una membrana personale che lo tiene lontano dal mondo reale.
In preparazione a questa parte, Gene Hackman impara a suonare il sassofono.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 novembre 1972, tenendosi in California.
Come consulente tecnico, viene contattato l'esperto di strumentistica di intercettazione Martin Kaiser, su cui Coppola modella anche in parte il protagonista.
Harry Caul è quanto di più lontano vi possa essere dalla personalità di Gene Hackman, il quale è una persona socievole e alla mano, in netto contrasto con la misantropia e la natura da recluso che è parte integrante del suo personaggio.
Per questo motivo, dovendosi calare in questa parte, l'attore si rivela a volte irritabile, ma non abbandona mai la sua consueta professionalità e non entra in contrasto con Francis Ford Coppola.
Nel film vi è, nel ruolo secondario di Martin Stett, Harrison Ford. In realtà in principio è praticamente un cameo di un personaggio senza nome. Harrison Ford decide di far sì, tuttavia, che questo personaggio sia un omosessuale e a tal proposito compra col proprio denaro un vestito di colore verde del costo di 900 dollari.
Francis Ford Coppola rimane colpito in maniera favorevole dall'interpretazione dell'attore ed espande dunque il ruolo di questo personaggio.
Le riprese si concludono nel febbraio 1973.
La Conversazione (The Conversation) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 7 aprile 1974. A fronte di un budget di un milione e seicentomila dollari, la pellicola arriva infine a incassare poco più di quattro milioni e mezzo di dollari.
C'è un evento storico che contribuisce in maniera indiretta alla fama di questa pellicola. Quando essa esce nei cinema, è già iniziato il procedimento di impeachment nei confronti di Richard Nixon per lo Scandalo Watergate, oggetto un paio di anni dopo del film Tutti gli Uomini del Presidente (All the President's Men), nato a seguito dell'irruzione nel giugno 1972, da parte di cinque uomini, presso una sede del Comitato Nazionale Democratico situata lungo un intero piano di un hotel chiamato appunto Watergate.
Gli strumenti di intercettazione utilizzati dalle persone coinvolte in questo scandalo per spiare i loro avversari politici sono praticamente gli stessi che utilizza Harry Caul in La Conversazione. Lo Scandalo Watergate ha ampia risonanza mediatica e porta alle dimissioni di Richard Nixon da Presidente degli Stati Uniti.
Per qualche tempo vi è la convinzione che il film di Francis Ford Coppola sia una sorta di critica politica a questa vicenda, ma questo ovviamente non corrisponde al vero. Dietro questo film vi è stata infatti una notevole e doverosa opera di ricerca, affidandosi anche a provati consulenti.
Inoltre, il regista ha avuto l'idea per la storia nel 1966, ancor prima che Richard Nixon venisse eletto Presidente, e le riprese si sono concluse quando l'inchiesta giornalistica di Carl Bernstein e Bob Woodward, coloro che portarono lo Scandalo Watergate all'attenzione dell'opinione pubblica, era appena agli inizi. Il tutto si rivela dunque solo un'incredibile coincidenza del destino.
Francis Ford Coppola è molto attivo nel 1974, in quanto in quello stesso anno esce anche il seguito de Il Padrino... ma questa è un'altra storia.

sabato 25 febbraio 2023

A scuola di cinema: Witness - Il Testimone (1985)

10 Dicembre 1966: Viene trasmesso sulla serie televisiva CBS l'episodio Quaker Girl, appartenente alla serie televisiva Gunsmoke.
In questo episodio il personaggio di Thaddeus Greenwood deve catturare un assassino di nome Fred Bateman, il quale si nasconde in una comunità di quaccheri. Greenwood cerca di catturarlo, ma non è aiutato molto dalla popolazione locale, i cui precetti religiosi impediscono di indicare chi è il criminale in questione.
L'idea di un omicidio e delle sue conseguenze che si sviluppano in una comunità rurale intriga gli sceneggiatori William Kelley, Pamela Wallace ed Earl W. Wallace, i quali partendo da questa ispirazione concepiscono un celebre lungometraggio.


L'idea iniziale viene a Pamela Wallace mentre lei e suo marito Earl stanno affittando una casa di proprietà di una donna cresciuta in una comunità Amish. Pamela Wallace trova nell'abitazione dei cimeli di questa comunità e pensa sarebbe interessante sviluppare una storia su una relazione tra una donna Amish e un uomo proveniente da una metropoli.
Partendo dunque anche dalla premessa dell'episodio di Gunsmoke, i tre scrittori negli anni '70 del ventesimo secolo ideano un trattamento intitolato Called Home (il termine Amish che indica la morte), della lunghezza di circa 190 pagine. Tale trattamento giunge nel 1983 tra le mani del produttore Edward Feldman, che pur apprezzandolo nota cose a lui non gradite.
Innanzitutto la sceneggiatura va fin troppo nel dettaglio rispetto alle tradizioni della comunità Amish ed è più incentrata sulla protagonista femminile che su quello maschile. Feldman chiede dunque una revisione, dietro un compenso di 25.000 dollari, la quale viene completata in sei settimane.
Edward Feldman sottopone quindi la sceneggiatura alla 20th Century Fox, ma il capo degli studi Joe Wizan la rigetta senza possibilità di appello, con la motivazione che la Fox non produce film ambientati nelle campagne.
Per la parte del protagonista, John Book, il primo attore contattato è Sylvester Stallone, ma dopo il suo rifiuto Feldman invia la sceneggiatura all'agente Phil Gersh, che a sua volta la sottopone a un suo assistito, Harrison Ford, raccomandandogli di accettare la parte. Quattro giorni dopo, l'attore dà il suo assenso.
In preparazione a questo ruolo, Harrison Ford entra in contatto col dipartimento di polizia di Philadelphia e con l'associata Sezione Omicidi, assistendo anche ad alcune loro irruzioni.
Nonostante la presenza di un attore di grido, tuttavia, la 20th Century Fox rimane ferma nel suo diniego e così il progetto viene proposto ad altri studi, fino a quando viene opzionato nel marzo 1984 dalla Paramount Pictures.
Il titolo prescelto, però, non suscita grande entusiasmo e se ne ricerca un altro. Si promette addirittura un premio in denaro a tutti i dipendenti dello studio se concepiranno un titolo migliore. Così, dopo un intermedio Home to Witness, si arriva al più immediato Witness.
Edward Feldman contatta per la regia Peter Weir, ma costui è impegnato con la pre-produzione di Mosquito Coast (The Mosquito Coast) ed è costretto a declinare. La pellicola, tuttavia, incontra qualche difficoltà nel reperire i finanziamenti necessari e dunque il regista australiano può ben presto tornare sui propri passi accettando l'incarico. Questo film è la prima produzione americana da lui diretta.
Per il ruolo della protagonista femminile, Rachel Lapp, vengono tenute numerose sessioni di casting che non soddisfano Peter Weir, il quale a un certo punto chiede che siano contattate solo attrici italiane, che risulteranno ai suoi occhi molto più femminili.
Giunge infine, tuttavia, l'audizione di Kelly McGillis, che all'epoca ha al suo attivo solo un altro film cinematografico da lei interpretato, Reuben, Reuben. Peter Weir visiona il filmato della sua audizione e, quando la vede indossare una cuffia bianca e pronunciare alcune battute, capisce che è l'interprete adatta.
A quel tempo l'attrice lavora come cameriera in una caffetteria del Greenwich Village. Peter Weir e Harrison Ford si recano dunque da lei e le offrono la parte, che lei accetta.
In preparazione a questo ruolo, Kelly McGillis entra in contatto con una vedova di una comunità Amish e i suoi sette figli, osservando la loro vita quotidiana, imparando a mungere le mucche e apprendendo il loro peculiare modo di parlare.
Nel ruolo secondario di Moses Hochleitner vi è Viggo Mortensen. Per lui questo film rappresenta il debutto cinematografico e per parteciparvi rinuncia a una parte che gli è stata offerta in una rappresentazione teatrale di un dramma di William Shakespeare.
Infine, nella parte di James McFee, vi è Danny Glover, in uno dei suoi primi ruoli importanti.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 aprile 1984, durando per circa nove settimane e tenendosi in Pennsylvania. La tempistica di pre-produzione viene accorciata poiché all'orizzonte si prospetta uno sciopero del sindacato dei registi, che tuttavia alla fine non ha luogo.
Per quanto la storia si svolga in maniera prevalente in una comunità Amish, nessun componente di questa comunità partecipa in maniera attiva alla produzione, pur verificandosi le riprese nelle vicinanze di alcune vere comunità Amish.
Alcuni di loro osservano da lontano la lavorazione, chiedendo però di non essere ripresi poiché sarebbe in contrasto col loro stile di vita, che rifiuta la tecnologia in modo assoluto, e in tal senso lo Stato della Pennsylvania si è impegnato personalmente a proteggere la loro privacy.
Come consulente del film viene dunque ingaggiato John D. King, un ex appartenente della comunità Amish e, oltre agli attori principali, le comparse sono mennoniti, appartenenti a un altro credo ortodosso.
Anche trovare una fattoria adatta si rivela un'impresa, poiché tutti gli Amish che possiedono fattorie nella comunità di Lancaster, dove avviene la maggior parte della lavorazione, non intendono accettare denaro, in quanto temono che avere delle telecamere e gente estranea in casa comprometterebbe il loro stile di vita.
Alla fine, tuttavia, la produzione trova due coniugi non appartenenti agli Amish, Emma e Paul Krantz, disposti ad affittare la loro abitazione.
Per la scena in cui il personaggio di Leon Ferguson viene ucciso in un deposito, poiché soffocato da una grande quantità di grano che precipita dall'alto, l'attore Angus MacInnes viene davvero investito da una cascata di grano. Ma nel pavimento è stato nascosto un respiratore collegato a una bombola di ossigeno, che permette dunque all'attore di stare al sicuro, seppur sepolto.
Il finale originario prevede una lunga scena di dialogo di addio tra John Book e Rachel Lapp, ma Peter Weir decide infine di tagliarla, preferendovi una scena silenziosa fatta solo di sguardi che ritiene più adatta, nonostante il parere contrario della produzione. Ad aiutarlo in questa decisione vi è anche il fatto che Harrison Ford si è ammalato e dunque gli viene risparmiato questo sforzo.
Witness - Il Testimone (Witness) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 7 febbraio 1985. A fronte di un budget di 12 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 116 milioni di dollari.
Questa prima collaborazione tra Harrison Ford e Peter Weir si rivela fruttuosa, tanto che i due decidono di tornare a lavorare subito insieme quando infine la pre-produzione di Mosquito Coast si sblocca... ma questa è un'altra storia.

domenica 17 luglio 2022

A scuola di cinema: Una Donna in Carriera (1988)

1985: Lo sceneggiatore Kevin Wade, dopo aver conseguito il successo con un'opera teatrale da lui ideata, Key Exchange, è entrato in contatto con il produttore Douglas Wick e i due stanno cercando di sviluppare insieme un progetto cinematografico.
Un giorno, mentre cammina per Manhattan, Douglas Wick nota una scena che attira la sua attenzione: una donna vestita in maniera elegante, ma che indossa delle poco alla moda scarpe da tennis. Parla della cosa a Kevin Wade, il quale si reca a osservare le persone che giungono con il traghetto di Staten Island.
Tra queste sono frequenti le donne in tailleur che scendono portando delle scarpe da tennis e indossando poi delle scarpe col tacco alto prima di recarsi a lavorare presso gli uffici e le agenzie di cambio presenti a Manhattan. L'argomento del film è appena stato trovato.


Con l'assistenza di Douglas Wick, Kevin Wade idea una sceneggiatura su queste donne in carriera. In principio, il personaggio antagonista di Katharine Parker è un uomo, ma si decide poi che sarebbe più interessante se la protagonista lavorasse per una donna.
La sceneggiatura viene proposta a vari studi e in principio ottiene qualche rifiuto. L'agente di Kevin Wade è convinto che non sarà mai prodotta e, per tutta risposta, Wade lo licenzia. La sceneggiatura viene infine opzionata dalla 20th Century Fox.
In un primo momento il regista prescelto è James Bridges, con Demi Moore come possibile protagonista, ma Bridges decide infine di ritirarsi dal progetto. La sceneggiatura viene dunque inviata dalla Fox al regista Mike Nichols, il quale si dimostra interessato.
Questa sceneggiatura è anche giunta tra le mani di un'attrice emergente di nome Melanie Griffith, la quale è fortemente determinata a ottenere la parte della protagonista, Tess McGill. La Fox, tuttavia, sembra non avere alcun interesse per lei e cerca di contattare altri attrici quali Michelle Pfeiffer e Madonna.
Per sua fortuna, Jonathan Demme, che l'ha diretta in Qualcosa di Travolgente (Something Wild), effettua una proiezione privata di questo film per Mike Nichols e poco tempo dopo Melanie Griffith viene contattata per l'audizione.
Ma pur incontrando i favori dei più, la Fox non sembra intenzionata ad assegnarle la parte principale: è ancora un'attrice sconosciuta, al pari dell'altro attore scelto per interpretare l'altro protagonista Jack Trainer, ovvero Alec Baldwin, e questo è un progetto ritenuto di alto profilo.
Mike Nichols si impunta e minaccia di andarsene se Melanie Griffith non sarà scelta. Lo studio cerca dunque degli attori di richiamo e li trova in Sigourney Weaver, che accetta la parte di Katharine Parker, e Harrison Ford, a cui viene assegnato il ruolo di Jack Trainer dietro suggerimento di Mike Nichols.
Per ottenere la partecipazione dell'attore a questo progetto, Alec Baldwin, già scelto in precedenza per quello stesso ruolo, accetta una parte secondaria, quella di Mick Dugan.
Melanie Griffith si prende una cotta per Baldwin, il quale però respinge le sue avances in quanto non è sua abitudine avere delle relazioni amorose con delle colleghe di lavoro.
In preparazione alle loro parti, Melanie Griffith e Sigourney Weaver entrano in contatto con alcune segretarie e dirigenti donne che operano a New York, partecipando anche ai loro meeting.
Mike Nichols indica inoltre a Melanie Griffith un investitore finanziario di nome Liam Dalton, che può fornirle informazioni preziose su fusioni e acquisizioni societarie. In principio convinta che sarà una cosa noiosa, l'attrice si ricrede quando si ritrova di fronte un ragazzo affascinante, con cui per qualche tempo ha anche una relazione e con cui rimane poi in buoni rapporti, tanto da affidargli la gestione di alcune sue somme di denaro.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 16 febbraio 1988, tenendosi a New York e nel New Jersey. La prima scena è quella ambientata sul traghetto di Staten Island e, non avendo ottenuto le necessarie autorizzazioni, viene praticamente girata in maniera illegale.
Ma c'è un problema molto più grande di questo. Melanie Griffith è a quel tempo dipendente da alcool e cocaina, una situazione che si è aggravata da quando si è separata dal suo compagno Steven Bauer, e non è raro che esca da un party ancora sotto gli effetti della droga quando praticamente è quasi l'alba e poche ore dopo deve essere presente sul set.
Un giorno, l'attrice si presenta in uno stato così confusionale causato dall'assunzione di cocaina da non essere in grado di pronunciare in maniera corretta le proprie battute. Mike Nichols è fuori di sé dalla rabbia, si rifiuta di parlare con l'attrice e manda l'aiuto regista Mike Haley a dirle che può andare a casa, in quanto il set viene chiuso in via temporanea.
Il mattino successivo, Mike Nichols invita Melanie Griffith a colazione. Le dice che non riferirà quanto accaduto alla produzione, cosa che potrebbe provocare il suo licenziamento in tronco, ma lei pagherà col suo salario i danni derivanti dalla chiusura del set, che ammontano a 80.000 dollari. Inoltre ci sarà un'infermiera che ogni giorno verificherà che non sia sotto gli effetti di droghe o alcool e sia dunque in grado di lavorare.
Melanie Griffith accetta la multa e capisce che deve fare qualcosa al riguardo per combattere questa dipendenza.
Le riprese si concludono il 27 aprile 1988.
Una Donna in Carriera (Working Girl) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 20 dicembre 1988. A fronte di un budget di 28 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 103 milioni di dollari.
Da questo film viene anche tratta un'omonima serie televisiva, che va in onda per una sola stagione sulla NBC, dove Tess McGill viene interpretata da Sandra Bullock. Ne vengono prodotti e girati dodici episodi, ma a causa dei bassi ascolti ne vengono trasmessi solamente otto.
Melanie Griffith non dimentica i suoi problemi e, tre settimane dopo la conclusione delle riprese, entra in una clinica di riabilitazione per liberarsi dalle sue dipendenze. Poco tempo dopo si riconcilia col suo primo marito, Don Johnson, e nel 1989 ha una figlia di nome Dakota.
Ottiene anche una nomination agli Oscar per questo film come Miglior Attrice Protagonista. Alla fine l'attrice è riuscita a emergere sulla scena e le vengono dunque proposti altri ruoli da protagonista... ma questa è un'altra storia.

domenica 20 marzo 2022

A scuola di cinema: I Predatori dell'Arca Perduta (1981)

1973: Dopo aver completato le riprese di American Graffiti, George Lucas ha in mente due nuovi progetti da portare avanti. Il primo è una space opera che in principio doveva essere un rifacimento moderno dei serial di Flash Gordon degli anni '30 del ventesimo secolo, ma su cui non è riuscito a ottenere i diritti. Tale space opera diverrà pochi anni dopo Star Wars.
Il secondo è invece qualcosa di non ancora definito, anch'esso un rifacimento moderno dei serial d'avventura - in particolare quelli prodotti dalla Republic Pictures - che venivano proiettati a puntate nei cinema in quello stesso decennio, in special modo negli spettacoli mattutini che Lucas vedeva da bambino. Il regista e produttore vorrebbe ricreare quelle atmosfere nel suo tempo, creando un B movie che possa incontrare i suoi gusti.
Scrive così un breve trattamento intitolato The Adventures of Indiana Smith, dando all'eroe il nome del suo cane. Indiana Smith è un professore universitario che si divide tra le sue esotiche avventure in paesi esteri e le notti nei club con al suo fianco sempre delle belle ragazze dai capelli biondi. Da questa idea nascerà qualche anno dopo la saga di Indiana Jones.


George Lucas continua a sviluppare il progetto incentrato su Star Wars, ma due anni dopo, nel 1975, ha un incontro col regista e sceneggiatore Philip Kaufman durante il quale parlano di The Adventures of Indiana Smith.
I due lavorano al trattamento per circa due settimane, eliminando l'ambientazione del nightclub e le ragazze bionde. Kaufman suggerisce inoltre di collocare la storia nel 1936 e far sì che l'eroe sia contattato dal Governo Americano per recuperare l'Arca dell'Alleanza, contesa coi nazisti. L'idea dell'Arca viene a Kaufman dalle storie che, quando era un bambino, gli raccontava il suo dentista, il quale gli rivelò anche l'interesse dei nazisti per i manufatti mistici.
Lucas chiede a Kaufman se sia interessato a dirigere il film, ma costui è impegnato con la produzione de Il Texano dagli Occhi di Ghiaccio (The Outlaw Josey Wales) e deve declinare.
Due anni dopo ancora, a seguito della conclusione delle riprese di Star Wars Episodio IV - Una Nuova Speranza (Star Wars Episode IV - A New Hope), George Lucas si reca in vacanza alle Hawaii una settimana prima dell'uscita del film nei cinema, in quanto teme che ci sarà una reazione negativa del pubblico.
Lì si incontra col suo amico Steven Spielberg e, mentre i due si rilassano su una spiaggia costruendo un castello di sabbia, discutono di nuovi, possibili progetti. A Spielberg piacerebbe dirigere un film sulla falsariga di quelli con protagonista James Bond e, in risposta, Lucas gli sottopone il trattamento di Indiana Smith. Spielberg - anche lui un grande appassionato dei serial cinematografici di un tempo - rimane subito intrigato dalle premesse e dall'eroe.
George Lucas, tuttavia, era rimasto in parola con Philip Kaufman e quindi lo ricontatta per chiedergli se sia ancora interessato. Quando capisce che Kaufman non potrà seguire questo progetto, Lucas ricontatta qualche mese dopo Spielberg per proporlo a lui in maniera ufficiale. Dopo essersi assicurato che Lucas non intende essere il regista del film, Spielberg accetta.
Il trattamento va rifinito e ampliato e, per questo, Steven Spielberg suggerisce il nome di uno sceneggiatore che ha conosciuto di recente, di nome Lawrence Kasdan, una cui sceneggiatura intitolata Chiamami Aquila (Continental Divide) è stata di recente acquistata dalla Universal.
Così, a partire dall'inizio del 1978, Lucas, Spielberg e Kasdan si incontrano per nove ore al giorno in un arco temporale tra i tre e i cinque giorni, durante i quali vengono definiti gli elementi portanti della trama, mentre altre idee (quale quella di Spielberg che vorrebbe Indiana dedito all'alcool) vengono messe da parte. In questa sede, il cognome Smith viene scartato in quanto ritenuto poco efficace e sostituito con Jones.
Mentre Steven Spielberg è impegnato con la lavorazione di 1941 - Allarme a Hollywood (1941), Lawrence Kasdan utilizza il suo ufficio per scrivere la prima bozza di sceneggiatura. Lavoro che completa in un arco di circa cinque mesi, consegnando il tutto nell'agosto 1978. Lucas ne rimane impressionato in maniera così favorevole da offrire a Kasdan la revisione della sceneggiatura di L'Impero Colpisce Ancora (The Empire Strikes Back).
Dopodiché, la bozza viene revisionata sia da Lucas che da Spielberg, i quali vi tolgono alcuni elementi narrativi (quale quello sottintendente un sottotesto amoroso tra Marion Ravenwood e René Belloq), in quanto ritenuta troppo lunga. La sceneggiatura viene completata verso la fine del 1979.
Non potendo George Lucas autofinanziare la pellicola per mancanza di adeguati fondi, la sceneggiatura inizia a circolare per le varie case di produzione. Molti dimostrano un concreto interesse, ma Lucas propone condizioni contrattuali ritenute inaccettabili: oltre a questioni di budget, lo studio dovrebbe finanziare per intero la pellicola e avere scarso o nullo apporto creativo sulle scelte di sceneggiatura, mentre Lucas alla fine avrebbe potere unico di decisione su eventuali sequel mantenendo per sé i diritti e riceverebbe la maggior parte del denaro ricavante dal merchandising.
Il presidente della Paramount Pictures, Michael Eisner, è tuttavia determinato a trovare un accordo poiché la sceneggiatura è una delle migliori di sempre capitata tra le sue mani.
Contatta dunque George Lucas e offre una proposta alternativa: diritti esclusivi sui sequel (da concordare comunque con Lucas) e forti penali in caso il film superasse il budget e le tempistiche previste, mentre le altre condizioni sono accettabili. Lucas dice sì solo quando si ritrova di fronte un contratto da firmare dove le condizioni vengono messe nero su bianco.
La Paramount preferirebbe che un altro regista si occupasse del progetto, poiché Steven Spielberg è noto nell'ambiente per aver consegnato film come Lo Squalo (Jaws) e 1941 ben oltre i tempi e il budget previsti. Ma Lucas è irremovibile su questo punto: il film non verrà realizzato senza il suo apporto. Alla fine, Steven Spielberg ottiene un ingaggio di 1 milione di dollari e altrettanto ottiene Lucas nel suo ruolo di produttore esecutivo.
Per far sì che le tempistiche concordate vengano rispettate e il budget rimanga nei limiti, Spielberg fa assumere come produttore Frank Marshall, proveniente da piccole produzioni e in grado di gestire un simile compito.
Per il ruolo del protagonista, George Lucas commissiona a Jim Steranko 4 sketch che possano fungere da riferimento. La sua idea è che Indiana Jones sia interpretato da un attore sconosciuto o poco noto, perché tutta l'attenzione del pubblico sia concentrata sull'eroe, piuttosto che su colui che lo interpreta.
Dopo aver considerato svariati attori, la scelta finale ricade su Tom Selleck. Costui ha partecipato al pilot di un telefilm intitolato Magnum P.I. e, per impegni contrattuali, nel caso venga opzionata una serie televisiva, è obbligato a parteciparvi essendone il protagonista. Tuttavia, il pilot non è ancora stato mandato in onda, la conferma della serie non è ancora arrivata e mancano tre settimane all'inizio delle riprese del film di Indiana Jones.
George Lucas contatta dunque la CBS, produttrice del pilot, e chiede di lasciar scadere l'opzione, che peraltro si sta per esaurire. In risposta, la CBS dà infine il via libera alla serie Magnum P.I. e Selleck deve rinunciare al ruolo di Indiana Jones.
In cerca di una rapida soluzione, Spielberg e il produttore Howard Kazanjian suggeriscono il nome di Harrison Ford. Non è esattamente il volto sconosciuto che Lucas voleva, ma non ci sono altre opzioni praticabili.
L'attore viene subito convocato e, senza troppe esitazioni, decide di accettare la parte dopo aver notato l'entusiasmo per il progetto in Steven Spielberg mentre i due giocano a flipper e ai videogiochi. Harrison Ford non ha inoltre problemi a concordare un'opzione contrattuale che lo vincola a girare due eventuali sequel.
Prima di accettare, però, ottiene la possibilità che i dialoghi che coinvolgono il suo personaggio siano da lui stesso supervisionati e, se richiesto, riscritti, in quanto sia questo script che quello di L'Impero Colpisce Ancora condividono lo stesso sceneggiatore e Ford vede Han Solo e Indiana Jones come due personaggi dalla personalità differente.
Per prepararsi alla parte, oltre a sottoporsi a un rigido allenamento per potenziare il suo fisico, Harrison Ford si fa insegnare dallo stuntman Glenn Randall come maneggiare al meglio una frusta. Nonostante il poco tempo a sua disposizione, l'attore diviene abbastanza abile nell'utilizzare l'arma prima che inizino le riprese.
Per il ruolo di Marion Ravenwood, Spielberg suggerisce il nome di Amy Irving, sua compagna dell'epoca, ma avendo altri impegni ci si rivolge a Debra Winger, che però non si dimostra interessata. La parte viene infine affidata a Karen Allen, che convince il regista durante la sua audizione.
Per il ruolo di René Belloq, esso sembra appannaggio di Giancarlo Giannini, che arriva a un passo dalla firma, prima che venga dato a Paul Freeman.
Per il ruolo di Arnold Toth, viene contattato Klaus Kinski, ma costui rifiuta per partecipare alle riprese di Venom, per il semplice motivo che per quest'ultimo film gli è stato promesso un ingaggio migliore. La parte viene allora affidata a Ronald Lacey, un attore inglese che a Spielberg ricorda molto Peter Lorre.
La parte di Sallah viene offerta a Danny DeVito, ma il suo agente richiede un ingaggio ritenuto troppo alto e viene così scelto John Rhys-Davies.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 23 giugno 1980, iniziando dalla città di La Rochelle, in Francia, per poi trasferirsi una settimana dopo presso gli Elstree Studios di Londra. Qui viene girata la scena riguardante l'idolo del tempio in Sud America, che coincide anche col debutto cinematografico di Alfred Molina nel ruolo di Satipo.
Harrison Ford avanza la prima di molte richieste per cui intende girare di persona anche le scene più pericolose, in questo caso quella in cui deve evitare di essere travolto da una sfera rocciosa (del peso di 136 chili e composta nella realtà da gesso, legno e fibra di vetro). Siccome la scena deve essere ripresa da differenti angolazioni, Ford alla fine evita la trappola per ben dieci volte. A un certo punto inciampa per davvero prima di riprendere a correre e la cosa viene mantenuta per dare più realismo al tutto.
Va un po' peggio a Molina, la cui schiena deve essere ricoperta di tarantule. In principio rimangono tutte immobili, fino a quando ci si accorge che sono tutte di sesso maschile. Quando viene aggiunta una femmina, iniziano infine a muoversi.
Sempre negli Studios viene realizzata la scena del Pozzo delle Anime, con tanto di serpenti. In principio ne sono disponibili circa duemila, ma Spielberg ne richiede almeno altri quattromila. Alla fine sono più o meno settemila. Molti di questi, come i pitoni, non sono velenosi, altri come i cobra sì. I serpenti velenosi vengono dunque posti dietro una lastra di vetro per proteggere gli attori e la troupe.
Prima però che la scena sia girata, vi sono alcuni problemi che ritardano l'inizio delle riprese. In primo luogo il siero anti-veleno che non è presente sul set a causa di un disguido. Successivamente, il sopraggiungere sul set di Vivian Kubrick - figlia di Stanley Kubrick, che in quegli stessi studi ha girato Shining - la quale si lamenta di come i serpenti vengano trattati, con alcuni di essi schiacciati sotto i piedi dei componenti della troupe. Nonostante le rassicurazioni di Spielberg, Vivian Kubrick contatta la Protezione Animali e la lavorazione viene fermata per un giorno intero.
Prima che sia dato il ciak, vi è un'ambulanza sempre pronta sul retro dei set, con due uomini pronti a somministrare il siero anti-veleno. A differenza del suo personaggio, Harrison Ford non ha paura dei serpenti e gira le sue scene senza troppi problemi. La stessa cosa non può dirsi per Karen Allen, tanto che ogni volta che vede un serpente avvicinarsi scappa via. Con la conseguenza che la stuntman Wendy Leach gira la maggior parte delle scene. Ma, per quelle più pericolose, a interpretare Marion Ravenwood (o meglio, le sue gambe) è in realtà lo scenografo Steve Edge, che si rasa per l'occasione.
Durante la ripresa, un piccolo pitone morde una mano dell'assistente regista David Tomblin e non molla la presa. Senza perdere la calma, Tomblin chiede a un assistente di afferrare il serpente per la coda e scuoterla. Così facendo, il pitone abbandona infine la presa e non rimane ferito, mentre Tomblin può essere oggetto di cure mediche.
Concluse le riprese presso gli Elstree Studios, ci si trasferisce in Tunisia. Paese notoriamente con alte temperature, ancor di più in estate (certe volte vengono superati i 50 gradi). George Lucas ne ricava una grave scottatura e il suo viso per qualche giorno rimane gonfio.
A complicare in maniera ulteriore le cose, vi è il fatto che circa 150 componenti della troupe e del cast contraggano una forma di dissenteria causata dal cibo e dall'acqua del posto. Uno dei pochi a scampare a questo è Steven Spielberg che - avendo sentito di altre persone sentitesi male durante le riprese di L'Impero Colpisce Ancora - si fa importare cibo in scatola e acqua proveniente dall'Inghilterra. La dissenteria colpisce così tanti stuntmen che a un certo punto persino Frank Marshall deve fare un cameo, nel ruolo di un pilota tedesco.
Harrison Ford non è invece stato previdente quanto Spielberg. Tanto che, quando si tratta di girare la scena del confronto con lo spadaccino (interpretato dallo stuntman Terry Richards, che si è allenato per settimane solo per questo), invece della lunga battaglia con la frusta prevista nella sceneggiatura, l'attore - ancora coi postumi della dissenteria e sotto un sole cocente - ottiene da Spielberg il permesso, usando la pistola per uccidere il suo avversario, di accorciare la scena, che diviene così involontariamente iconica.
Al contempo, Harrison Ford continua a voler girare il maggior numero di scene possibili senza uso della controfigura, anche se in alcuni casi ne ricava delle lievi ferite.
L'episodio più grave si verifica durante le riprese della lotta tra lui e un poderoso soldato tedesco (interpretato da Pat Roach) vicino a un aereo in moto: Ford viene colpito dal carrello di atterraggio del mezzo, ricavandone una ferita al crociato anteriore del ginocchio sinistro. Per fortuna, però, l'osso non viene intaccato. L'attore decide di non recarsi in un ospedale del luogo e continua a lavorare con del ghiaccio secco avvolto attorno al ginocchio ferito.
Per far sì che la scimmia mimi il saluto alla "Heil Hitler", vengono piazzati dei grappoli d'uva su una canna da pesca posta appena poco fuori dall'inquadratura, esortando la scimmia ad afferrarli. Occorrono 50 ciak prima che la ripresa sia ritenuta accettabile.
Le ultime scene vengono girate alle Hawaii e in California. Le riprese si concludono alla fine di settembre del 1980, dopo 73 giorni di lavorazione.
Un primo montaggio ad opera di Steven Spielberg dura tre ore, accorciato poi da Michael Kahn e George Lucas a poco meno di due ore. Marcia Lucas, moglie di George Lucas, fa però notare come non vi sia una vera e propria conclusione della storia tra Indiana Jones e Marion Ravenwood e così viene girata un'ultima scena risolutiva a San Francisco.
La colonna sonora viene composta da John Williams, inclusa anche la celebre The Raiders March.
I Predatori dell'Arca Perduta (Raiders of the Lost Ark) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 12 giugno 1981. A fronte di un budget di 20 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 390 milioni di dollari. Ottiene anche undici nomination al Premio Oscar, tra cui quello come Miglior Film e Miglior Regia.
Uno strepitoso successo che dà vita a un nuovo, grande eroe cinematografico. E che pochi anni dopo diviene protagonista di un sequel... ma questa è un'altra storia.

domenica 14 novembre 2021

A scuola di cinema: Il Fuggitivo (1993)

17 Settembre 1963: Va in onda sulla rete televisiva ABC il primo episodio de Il Fuggiasco (The Fugitive). Creato da Roy Huggins, il telefilm si incentra su Richard Kimble (interpretato da David Janssen), un medico ingiustamente accusato dell'omicidio di sua moglie, perpetrato invece da un uomo con un braccio solo.
Kimble rimane in fuga, inseguito dall'agente di polizia Philip Gerard (Barry Morse), per ben quattro stagioni e 120 episodi, fino all'episodio conclusivo andato in onda il 29 agosto 1967, con ascolti che sono sempre rimasti alti.
Il telefilm rimane dunque nella storia, venendo ricordato anche dopo la sua conclusione per svariati anni, fino a quando trent'anni dopo il suo esordio ne viene prodotto un adattamento cinematografico.


Nella seconda metà degli anni '80 del ventesimo secolo, i diritti cinematografici su The Fugitive vengono rilevati dal produttore Arnold Kopelson, che sta cercando di portare sul grande schermo un adattamento del telefilm già da alcuni anni.
Nonostante il progetto venga rilevato dalla Warner Bros., occorrono ben cinque anni, svariati sceneggiatori e più di venti trattamenti di sceneggiatura prima che si possa procedere. Uno di questi trattamenti prevede addirittura che sia Sam Gerard il vero mandante dell'omicidio della moglie di Kimble.
Con una prima sceneggiatura di David Giler completata nel 1990, la regia viene affidata a Walter Hill, il quale pensa a Nick Nolte come interprete principale. L'attore, tuttavia, ritiene di essere ormai troppo vecchio per i film d'azione, che è anche stanco di interpretare, e rifiuta la proposta. Con le riprese che tardano a partire, Walter Hill alla fine decide di allontanarsi dal progetto.
Progetto che viene riesumato circa due anni dopo, quando viene ideata una nuova sceneggiatura da parte di David Twohy, revisionata in maniera sostanziale da Jeb Stuart, e Andrew Davis viene scelto da Kopelson come regista.
Per il ruolo di Richard Kimble, le prime scelte ricadono su Kevin Costner e Alec Baldwin, ma quando Harrison Ford viene a sapere che il regista è Andrew Davis - di cui ha molto apprezzato Trappola in Alto Mare (Under Siege) - chiede e ottiene la parte nel settembre 1992. In preparazione per questo ruolo, l'attore frequenta per qualche tempo alcuni medici del University of Chicago Medical Center.
La presenza di Ford come protagonista è quella che convince la Warner Bros. a dare subito il via alla produzione del film.
Per il ruolo di Sam Gerard, vengono presi in considerazione Gene Hackman e Jon Voight, prima che la parte sia assegnata a Tommy Lee Jones, forse dietro indicazione di Davis, che aveva collaborato con lui in Uccidete La Colomba Bianca (The Package) e appunto Trappola in Alto Mare.
Il ruolo dell'antagonista, Charles Nichols, viene dato in prima battuta a Richard Jordan. Costui però all'inizio del 1993 viene colpito da un cancro al cervello che qualche mese dopo ne causerà purtroppo la morte e, pur filmando alcune scene, è costretto infine a ritirarsi. La parte viene dunque affidata a Jeroen Krabbé.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 3 febbraio 1993, tenendosi a Chicago e in North Carolina. È un'idea di Andrew Davis, appoggiata dalla produzione, quella di ambientare la maggior parte della storia a Chicago, la sua città natale.
Per aumentare la confusione e lo smarrimento del suo personaggio durante l'interrogatorio della polizia, Harrison Ford chiede che non gli siano anticipate le battute degli altri attori cosicché quando gli vengono poste le domande, usando anche del mestiere, le sue risposte incerte risultino più credibili.
Per la scena dello scontro tra il treno e il bus che trasporta Kimble, l'idea originale è quella di utilizzare dei modelli in miniatura (siamo ancora lontani dalle produzioni in CGI), ma poi la produzione scopre che risulta meno dispendioso utilizzare delle locomotive vere, che costano 20.000 dollari ciascuna, e ricreare il tutto dal vivo. C'è una sola, evidente controindicazione: vi è una sola possibilità di filmare la scena in questo modo.
Per settimane la scena viene preparata e pianificata, consultando ingegneri e stuntmen. Alla fine, pur andando il treno a una velocità leggermente più alta di quella prevista, la ripresa viene catturata nella sua interezza.
Harrison Ford rimane illeso, ma si strappa poi alcuni legamenti a una gamba durante le riprese nei boschi del North Carolina. Essendo una ferita lieve, l'attore decide di ritardare un intervento chirurgico e tenere la zoppia sino alla fine per drammatizzare in maniera ulteriore la situazione del suo personaggio.
Per la scena del salto dalla diga, Harrison Ford effettua il tutto in autonomia - con un cavo di sicurezza invisibile avvolto attorno al suo petto. Chiaramente il salto è di pochi metri, mentre nelle acque della diga vengono gettati dei manichini con le fattezze di Ford, i quali rimangono tutti distrutti all'impatto.
La scena delle riprese durante le festività di San Patrizio a Chicago, non viene ricreata appositamente, bensì filmata durante le vere festività tenutesi il 17 marzo 1993, dopo apposita autorizzazione da parte del sindaco della città. Ford e Jones si mischiano alla gente che sta partecipando alla parata, seguiti da alcune telecamere a mano (non notate in quanto ne sono presenti molte altre utilizzate dai partecipanti), e passano svariati minuti prima che Ford sia riconosciuto dalla folla.
In un ruolo minore vi è Julianne Moore, allora praticamente agli esordi, la quale in principio ha una parte più rilevante, rappresentando anche un interesse amoroso per Kimble. Tali scene vengono in effetti girate, ma poi non incluse nel montaggio finale.
Le riprese si concludono il 15 maggio 1993.
Il Fuggitivo (The Fugitive) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 6 agosto 1993. A fronte di un budget di 44 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 369 milioni di dollari.
Inoltre, caso molto particolare per un film d'azione, la pellicola riceve sette nomination al Premio Oscar, vincendone uno nella categoria Miglior Attore Non Protagonista, assegnato a Tommy Lee Jones, l'unico conseguito nella sua carriera.
Nel 2000 viene prodotto anche un remake della serie televisiva, con protagonisti principali Tim Daly nel ruolo di Richard Kimble e Mykelti Williamson in quello di Sam Gerard, ma questo revival non ha molto successo, concludendosi dopo una sola stagione.
Visto il grande successo della pellicola, qualche anno dopo ne viene prodotto un insolito sequel... ma questa è un'altra storia.

domenica 15 novembre 2020

A scuola di cinema: Giochi di Potere (1992)

1987: Viene pubblicato Attentato alla Corte d'Inghilterra (Patriot Games), secondo romanzo di Tom Clancy che vede protagonista l'analista della CIA Jack Ryan. Pur essendo stato pubblicato tre anni dopo La Grande Fuga dell'Ottobre Rosso (The Hunt for Red October), cronologicamente Patriot Games si svolge prima fungendo dunque da prequel della saga.
Mentre si trova a Londra, l'insegnante di storia Jack Ryan sventa un attentato dell'Ulster Liberation Army, una scheggia impazzita dell'Irish Republican Army (IRA), ai danni del Principe e della Principessa del Galles... sì, insomma, Carlo e Diana per capirci. Nel conflitto che ne segue, John McCrory, uno dei terroristi, viene ucciso da Ryan e Sean Miller, suo amico, giura vendetta contro l'uomo e la sua famiglia.
Riuscito a fuggire di prigione, Miller raduna attorno a sé un piccolo esercito e, trasferitosi negli Stati Uniti, causa un incidente stradale a seguito del quale la moglie e la figlia di Ryan rimangono gravemente ferite.
Per avere più informazioni su Sean Miller e la sua fazione terrorista, Ryan accetta un'offerta da parte della CIA di divenire un loro analista. Quando Ryan poco dopo riceve la visita dei reali d'Inghilterra, Miller decide di portare a compimento l'attentato fallito a Londra.
Ne nasce un drammatico conflitto a fuoco, a seguito del quale molti terroristi e agenti della sicurezza vengono uccisi, con Miller che viene infine catturato dalle autorità dopo un ultimo scontro con Jack Ryan. Il romanzo si chiude su una nota lieta, con la nascita del secondogenito di Ryan, che porta il suo stesso nome.
Qualche anno dopo, anche il secondo romanzo con protagonista Jack Ryan diventa oggetto di un adattamento cinematografico, il secondo anch'esso incentrato su questo personaggio, seppur con qualche significativo cambiamento.


Dopo il grande successo di Caccia a Ottobre Rosso (The Hunt For Red October), la Paramount decide di mettere subito in cantiere un sequel della pellicola, con l'intenzione originaria di confermare sia il regista (John McTiernan) che l'interprete principale (Alec Baldwin) del primo film.
McTiernan vorrebbe in realtà dirigere l'adattamento di un altro romanzo di Tom Clancy, Pericolo Imminente (Clear and Present Danger), di cui John Milius ha completato una prima bozza di sceneggiatura. Tuttavia, il produttore Mace Neufeld ha già acquisito i diritti di Patriot Games, su cui anche la Paramount decide di concentrare le proprie risorse.
McTiernan dunque, considerato il suo retaggio irlandese, decide di rinunciare al progetto perché a disagio col tema trattato, preferendo dedicarsi alla regia di Mato Grosso (Medicine Man), dove ritrova Sean Connery.
In sua sostituzione viene contattato Phillip Noyce, regista australiano che sta emergendo sul panorama statunitense.
Alec Baldwin, interessato a riprendere il ruolo che ha lanciato la sua carriera, nonostante un ingaggio promesso sui quattro milioni di dollari non può in principio confermare la sua presenza poiché è impegnato in teatro a Broadway con Un Tram che si Chiama Desiderio (A Streetcar Named Desire) e chiede un piccolo posticipo, nonché la possibilità di approvare la sceneggiatura prima di confermare la sua partecipazione. La cosa non risulta molto gradita al produttore David Kirkpatrick, che chiede all'attore di scegliere tra la rappresentazione a Broadway o la partecipazione alle riprese della pellicola.
Al contempo, la Paramount è reduce da un progetto non andato a buon fine che avrebbe visto come protagonista Harrison Ford e a causa del quale ora è in debito con l'attore, non solo morale. Per compensare la cosa, Ford si propone per interpretare Jack Ryan, come sarebbe già dovuto accadere per la prima pellicola, dalla quale si era ritirato poiché convinto che fosse stato dato più spazio al personaggio interpretato da Sean Connery.
Quando viene a sapere che le trattative con Baldwin sono ancora in corso, Ford chiede senza mezzi termini alla produzione di mandarlo a quel paese. E la parte di Jack Ryan è sua. Superfluo dire che, da quel momento, Alec Baldwin e Harrison Ford non si sopportano a vicenda.
Il ruolo di Sean Miller viene affidato all'attore britannico Sean Bean, alla sua prima esperienza con una produzione americana
La sceneggiatura viene scritta da W. Peter Iliff e Donald Stewart. Per evitare problemi, le figure dei reali d'Inghilterra presenti nel libro di Clancy vengono sostituite con personaggi immaginari. Inoltre, considerata la differenza di età tra Baldwin e Ford, il personaggio di Ryan viene "invecchiato" di circa 10 anni, rendendo la pellicola davvero un sequel di Caccia a Ottobre Rosso, piuttosto che un prequel.
Questi cambiamenti, uniti ad altre modifiche alla sua trama (Miller che viene ucciso da Ryan e non arrestato, più alcune scene ritenute irrealistiche), portano Tom Clancy già prima dell'inizio delle riprese a dissociarsi dal progetto e chiedere che il suo nome venga tolto da ogni materiale promozionale associato al film.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 2 novembre 1991, svolgendosi a Londra, in California e nel Maryland. Il finale originario prevede una lotta tra Ryan e Miller su degli scogli circondati da un mare in tempesta, col terrorista che infine cade nelle acque agitate, annegando. Questa scena non viene tuttavia gradita in uno screening di prova e viene perciò sostituita all'ultimo momento con una lotta su un motoscafo.
Durante le riprese del confronto, Harrison Ford colpisce in maniera accidentale Sean Bean poco sopra l'occhio sinistro con un gancio per barche. La ferita e il sangue che ne conseguono - ben visibili nel film - sono reali e non frutto di un abile trucco. Come conseguenza, Sean Bean porta una piccola cicatrice ancora oggi.
Le riprese si concludono il 18 febbraio 1992.
Giochi di Potere (Patriot Games) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 5 giugno 1992. A fronte di un budget di 45 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 178 milioni di dollari.
Un risultato inferiore rispetto a Caccia a Ottobre Rosso, ma nonostante tutto un buon riscontro che convince la Paramount a mettere subito in produzione un terzo film incentrato su Jack Ryan. Che si rivela proprio quel Clear and Present Danger tanto caro sia a John McTiernan che ad Alec Baldwin... ma questa è un'altra storia.