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domenica 22 gennaio 2023

A scuola di cinema: Gremlins (1984)

1920: Iniziano a verificarsi strani incidenti di natura meccanica sugli aerei della RAF (Royal Air Force) britannica. Strumentazione che smette all'improvviso di funzionare, l'aereo che perde quota, il motore che si spegne d'un tratto e non se ne riesce a capire la causa.
Gli sfortunati piloti coinvolti in questi incidenti sono talvolta costretti a lanciarsi col paracadute ma, prima di farlo, avvisano la loro base che il mezzo è stato attaccato da un gremlin, un folletto che gioca loro scherzi malvagi.
Tale insolita mitologia (dovuta con ogni probabilità allo stress da eccessiva altitudine e a guasti causati dall'usura dei mezzi) continua fino al termine della Seconda Guerra Mondiale e diviene popolare quando lo scrittore Roald Dahl, un ex pilota della RAF, scrive nel 1943 un romanzo dal titolo The Gremlins, che viene opzionato dalla Walt Disney per farne un film di animazione.
Questo progetto non si concretizza ma, alcuni decenni dopo, i Gremlin compaiono infine in un film... molto diverso dalla storia di Roald Dahl.


L'idea di scrivere una sceneggiatura sui Gremlin viene a Chris Columbus mentre vive in un appartamento di Manhattan nel periodo in cui frequenta la scuola di cinematografia presso la New York University, un appartamento dove sono presenti anche dei topi. Topi che di notte escono e paiono, alle orecchie dello sceneggiatore, come un intero esercito composto da piccoli soldati che marcia verso di lui nell'oscurità digrignando i denti.
Chris Columbus idea dunque un trattamento con l'unico obiettivo di farsi notare nell'ambiente cinematografico e dimostrare le proprie capacità. Solo che quella sceneggiatura giunge tra le mani di Steven Spielberg che, ritenendola una delle migliori che abbia mai visto, decide di opzionarla ed essere produttore esecutivo del film tramite la propria società Amblin Entertainment.
La Warner Bros. si incarica della distribuzione, con l'obiettivo principale che Spielberg possa poi collaborare ancora per questa società.
Steven Spielberg vede come possibile regista del film Tim Burton, il quale all'epoca sta iniziando a farsi notare nell'ambiente, ma la sua mancanza di esperienza nel dirigere un lungometraggio convince Spielberg ad abbandonare questa idea.
La regia viene allora affidata a Joe Dante, in quanto Steven Spielberg - oltre ad aver apprezzato L'Ululato (The Howling) - lo ritiene il più adatto per dirigere un film che è una sorta di mix tra horror e commedia.
Forse più horror che commedia, tanto che la sceneggiatura iniziale deve essere revisionata poiché ritenuta fin troppo dark e contenente numerose scene che creerebbero problemi con l'organismo di censura.
Nel trattamento originario di Chris Columbus, infatti, il cane del protagonista viene divorato vivo dai Gremlin e sua madre viene decapitata e la testa gettata lungo le scale verso di lui. Inoltre, vi è una scena in cui i Gremlin attaccano un McDonald's e mangiano gli avventori del locale al posto degli hamburger.
Sia Spielberg che Dante sono concordi nell'eliminare queste scene, al fine di rendere la pellicola il più family-friendly possibile. Solo su una scena sono in disaccordo, quella in cui il personaggio di Kate Beringer racconta di come abbia ritrovato suo padre vestito da Babbo Natale col collo rotto per aver cercato di entrare dal camino di casa e in stato di decomposizione, scoprendo così che Babbo Natale non esiste.
Steven Spielberg e la Warner Bros. vorrebbero che questa scena fosse tolta, ma Joe Dante insiste nel mantenerla, affermando che essa incarna perfettamente lo spirito del film. Pur avendo il controllo creativo e la decisione finale, Spielberg decide infine di accontentare la richiesta del regista.
Su un altro punto, invece, Spielberg esercita il controllo creativo. In principio è previsto che Gizmo e Stripe (Ciuffo Bianco) siano in realtà la stessa creatura, quindi Gizmo stesso diventa malvagio. Spielberg ritiene invece che debba esserci un Gremlin buono (e coccoloso) con cui ci si possa identificare, anche per ragioni di marketing (si è più disposti a comprare un pupazzo di un essere buono che cattivo). E così viene creato appositamente Stripe.
Per il ruolo di Kate Beringer, la Warner Bros. non è esattamente entusiasta del casting di Phoebe Cates, in quanto costei ha partecipato in precedenza a film quali Fuori di Testa (Fast Times at Ridgemont High) e American College (Private School), non esattamente rivolti a un pubblico di famiglie, ma Joe Dante ritiene invece sia perfetta.
Per il ruolo di Billy Peltzer, la scelta viene effettuata da Steven Spielberg e ricade su Zach Galligan quando si avvede, durante un'audizione, che vi è una grande intesa tra lui e Phoebe Cates.
Ma rimangono gli interpreti più importanti, quelli che non hanno bisogno di un contratto da firmare ma sono presenti già nel titolo, i Gremlin appunto.
Con la tecnologia CGI ancora non a portata, una prima idea di utilizzare lo stop motion viene scartata quando ci si accorge che, oltre ad allungare in maniera inaccettabile le tempistiche, comporterebbe un budget elevato. Si suggerisce allora di utilizzare delle scimmie ammaestrate, ma quando una prova con una scimmia fallisce miseramente quando questa viene presa dal panico poiché le viene infilata sulla sua testa un copricapo da gremlin ci si accorge di quanto tale opzione sia inattuabile.
Chi propone l'idea più fattibile, la quale viene infine messa in atto, è l'esperto di effetti speciali Chris Walas, che suggerisce di utilizzare dei pupazzi animati da controllare manualmente o da remoto. Solo di Gizmo vengono realizzati 30 modelli da usare per le varie riprese.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 aprile 1983, tenendosi in California.
Siccome la costruzione di un singolo pupazzo di un Gremlin si aggira tra i 30.000 e i 40.000 dollari, al termine della giornata lavorativa ogni giorno la sicurezza ispeziona le macchine del cast e della troupe per assicurarsi che nulla sia stato rubato.
In origine, la scena finale prevede che sia Gizmo che Billy, aprendo due diverse finestre, espongano Stripe alla luce del sole provocando così la sua distruzione e così la scena viene girata. Anche qui, però, Steven Spielberg esercita il controllo creativo e impone che solo Gizmo risulti come l'eroe della situazione. Zach Galligan viene a conoscenza di questa decisione solo a cose fatte.
Le riprese si concludono il 10 luglio 1983. Le scene riguardanti i Gremlin sono state girate senza effetti sonori, i quali vengono aggiunti in fase di post-produzione. Per Stripe, la voce è quella di Frank Welker, storico doppiatore dei Looney Tunes. Voci aggiuntive dei Gremlin sono invece realizzate da Michael Winslow.
Welker stesso suggerisce il nome dell'attore per la voce di Gizmo, Howie Mandel. Con un linguaggio dei Gremlin composto perlopiù da termini incomprensibili, è anche semplice per lui lavorare su più adattamenti internazionali.
In principio è prevista un'uscita nel 1984 durante il periodo natalizio (lo stesso in cui è ambientata la pellicola), ma la Warner Bros. nota che non ha alcuna uscita di rilievo per quando uscirà Ghostbusters e decide così di anticipare la data.
Gremlins viene distribuito nei cinema americani a partire dall'otto giugno 1984. A fronte di un budget di 11 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 213 milioni di dollari.
La prima collaborazione tra Steven Spielberg e Chris Columbus si è dunque rivelata proficua, oltre a lanciare la carriera di quest'ultimo, e continua subito dopo con un nuovo progetto, I Goonies (The Goonies)... ma questa è un'altra storia.

domenica 20 marzo 2022

A scuola di cinema: I Predatori dell'Arca Perduta (1981)

1973: Dopo aver completato le riprese di American Graffiti, George Lucas ha in mente due nuovi progetti da portare avanti. Il primo è una space opera che in principio doveva essere un rifacimento moderno dei serial di Flash Gordon degli anni '30 del ventesimo secolo, ma su cui non è riuscito a ottenere i diritti. Tale space opera diverrà pochi anni dopo Star Wars.
Il secondo è invece qualcosa di non ancora definito, anch'esso un rifacimento moderno dei serial d'avventura - in particolare quelli prodotti dalla Republic Pictures - che venivano proiettati a puntate nei cinema in quello stesso decennio, in special modo negli spettacoli mattutini che Lucas vedeva da bambino. Il regista e produttore vorrebbe ricreare quelle atmosfere nel suo tempo, creando un B movie che possa incontrare i suoi gusti.
Scrive così un breve trattamento intitolato The Adventures of Indiana Smith, dando all'eroe il nome del suo cane. Indiana Smith è un professore universitario che si divide tra le sue esotiche avventure in paesi esteri e le notti nei club con al suo fianco sempre delle belle ragazze dai capelli biondi. Da questa idea nascerà qualche anno dopo la saga di Indiana Jones.


George Lucas continua a sviluppare il progetto incentrato su Star Wars, ma due anni dopo, nel 1975, ha un incontro col regista e sceneggiatore Philip Kaufman durante il quale parlano di The Adventures of Indiana Smith.
I due lavorano al trattamento per circa due settimane, eliminando l'ambientazione del nightclub e le ragazze bionde. Kaufman suggerisce inoltre di collocare la storia nel 1936 e far sì che l'eroe sia contattato dal Governo Americano per recuperare l'Arca dell'Alleanza, contesa coi nazisti. L'idea dell'Arca viene a Kaufman dalle storie che, quando era un bambino, gli raccontava il suo dentista, il quale gli rivelò anche l'interesse dei nazisti per i manufatti mistici.
Lucas chiede a Kaufman se sia interessato a dirigere il film, ma costui è impegnato con la produzione de Il Texano dagli Occhi di Ghiaccio (The Outlaw Josey Wales) e deve declinare.
Due anni dopo ancora, a seguito della conclusione delle riprese di Star Wars Episodio IV - Una Nuova Speranza (Star Wars Episode IV - A New Hope), George Lucas si reca in vacanza alle Hawaii una settimana prima dell'uscita del film nei cinema, in quanto teme che ci sarà una reazione negativa del pubblico.
Lì si incontra col suo amico Steven Spielberg e, mentre i due si rilassano su una spiaggia costruendo un castello di sabbia, discutono di nuovi, possibili progetti. A Spielberg piacerebbe dirigere un film sulla falsariga di quelli con protagonista James Bond e, in risposta, Lucas gli sottopone il trattamento di Indiana Smith. Spielberg - anche lui un grande appassionato dei serial cinematografici di un tempo - rimane subito intrigato dalle premesse e dall'eroe.
George Lucas, tuttavia, era rimasto in parola con Philip Kaufman e quindi lo ricontatta per chiedergli se sia ancora interessato. Quando capisce che Kaufman non potrà seguire questo progetto, Lucas ricontatta qualche mese dopo Spielberg per proporlo a lui in maniera ufficiale. Dopo essersi assicurato che Lucas non intende essere il regista del film, Spielberg accetta.
Il trattamento va rifinito e ampliato e, per questo, Steven Spielberg suggerisce il nome di uno sceneggiatore che ha conosciuto di recente, di nome Lawrence Kasdan, una cui sceneggiatura intitolata Chiamami Aquila (Continental Divide) è stata di recente acquistata dalla Universal.
Così, a partire dall'inizio del 1978, Lucas, Spielberg e Kasdan si incontrano per nove ore al giorno in un arco temporale tra i tre e i cinque giorni, durante i quali vengono definiti gli elementi portanti della trama, mentre altre idee (quale quella di Spielberg che vorrebbe Indiana dedito all'alcool) vengono messe da parte. In questa sede, il cognome Smith viene scartato in quanto ritenuto poco efficace e sostituito con Jones.
Mentre Steven Spielberg è impegnato con la lavorazione di 1941 - Allarme a Hollywood (1941), Lawrence Kasdan utilizza il suo ufficio per scrivere la prima bozza di sceneggiatura. Lavoro che completa in un arco di circa cinque mesi, consegnando il tutto nell'agosto 1978. Lucas ne rimane impressionato in maniera così favorevole da offrire a Kasdan la revisione della sceneggiatura di L'Impero Colpisce Ancora (The Empire Strikes Back).
Dopodiché, la bozza viene revisionata sia da Lucas che da Spielberg, i quali vi tolgono alcuni elementi narrativi (quale quello sottintendente un sottotesto amoroso tra Marion Ravenwood e René Belloq), in quanto ritenuta troppo lunga. La sceneggiatura viene completata verso la fine del 1979.
Non potendo George Lucas autofinanziare la pellicola per mancanza di adeguati fondi, la sceneggiatura inizia a circolare per le varie case di produzione. Molti dimostrano un concreto interesse, ma Lucas propone condizioni contrattuali ritenute inaccettabili: oltre a questioni di budget, lo studio dovrebbe finanziare per intero la pellicola e avere scarso o nullo apporto creativo sulle scelte di sceneggiatura, mentre Lucas alla fine avrebbe potere unico di decisione su eventuali sequel mantenendo per sé i diritti e riceverebbe la maggior parte del denaro ricavante dal merchandising.
Il presidente della Paramount Pictures, Michael Eisner, è tuttavia determinato a trovare un accordo poiché la sceneggiatura è una delle migliori di sempre capitata tra le sue mani.
Contatta dunque George Lucas e offre una proposta alternativa: diritti esclusivi sui sequel (da concordare comunque con Lucas) e forti penali in caso il film superasse il budget e le tempistiche previste, mentre le altre condizioni sono accettabili. Lucas dice sì solo quando si ritrova di fronte un contratto da firmare dove le condizioni vengono messe nero su bianco.
La Paramount preferirebbe che un altro regista si occupasse del progetto, poiché Steven Spielberg è noto nell'ambiente per aver consegnato film come Lo Squalo (Jaws) e 1941 ben oltre i tempi e il budget previsti. Ma Lucas è irremovibile su questo punto: il film non verrà realizzato senza il suo apporto. Alla fine, Steven Spielberg ottiene un ingaggio di 1 milione di dollari e altrettanto ottiene Lucas nel suo ruolo di produttore esecutivo.
Per far sì che le tempistiche concordate vengano rispettate e il budget rimanga nei limiti, Spielberg fa assumere come produttore Frank Marshall, proveniente da piccole produzioni e in grado di gestire un simile compito.
Per il ruolo del protagonista, George Lucas commissiona a Jim Steranko 4 sketch che possano fungere da riferimento. La sua idea è che Indiana Jones sia interpretato da un attore sconosciuto o poco noto, perché tutta l'attenzione del pubblico sia concentrata sull'eroe, piuttosto che su colui che lo interpreta.
Dopo aver considerato svariati attori, la scelta finale ricade su Tom Selleck. Costui ha partecipato al pilot di un telefilm intitolato Magnum P.I. e, per impegni contrattuali, nel caso venga opzionata una serie televisiva, è obbligato a parteciparvi essendone il protagonista. Tuttavia, il pilot non è ancora stato mandato in onda, la conferma della serie non è ancora arrivata e mancano tre settimane all'inizio delle riprese del film di Indiana Jones.
George Lucas contatta dunque la CBS, produttrice del pilot, e chiede di lasciar scadere l'opzione, che peraltro si sta per esaurire. In risposta, la CBS dà infine il via libera alla serie Magnum P.I. e Selleck deve rinunciare al ruolo di Indiana Jones.
In cerca di una rapida soluzione, Spielberg e il produttore Howard Kazanjian suggeriscono il nome di Harrison Ford. Non è esattamente il volto sconosciuto che Lucas voleva, ma non ci sono altre opzioni praticabili.
L'attore viene subito convocato e, senza troppe esitazioni, decide di accettare la parte dopo aver notato l'entusiasmo per il progetto in Steven Spielberg mentre i due giocano a flipper e ai videogiochi. Harrison Ford non ha inoltre problemi a concordare un'opzione contrattuale che lo vincola a girare due eventuali sequel.
Prima di accettare, però, ottiene la possibilità che i dialoghi che coinvolgono il suo personaggio siano da lui stesso supervisionati e, se richiesto, riscritti, in quanto sia questo script che quello di L'Impero Colpisce Ancora condividono lo stesso sceneggiatore e Ford vede Han Solo e Indiana Jones come due personaggi dalla personalità differente.
Per prepararsi alla parte, oltre a sottoporsi a un rigido allenamento per potenziare il suo fisico, Harrison Ford si fa insegnare dallo stuntman Glenn Randall come maneggiare al meglio una frusta. Nonostante il poco tempo a sua disposizione, l'attore diviene abbastanza abile nell'utilizzare l'arma prima che inizino le riprese.
Per il ruolo di Marion Ravenwood, Spielberg suggerisce il nome di Amy Irving, sua compagna dell'epoca, ma avendo altri impegni ci si rivolge a Debra Winger, che però non si dimostra interessata. La parte viene infine affidata a Karen Allen, che convince il regista durante la sua audizione.
Per il ruolo di René Belloq, esso sembra appannaggio di Giancarlo Giannini, che arriva a un passo dalla firma, prima che venga dato a Paul Freeman.
Per il ruolo di Arnold Toth, viene contattato Klaus Kinski, ma costui rifiuta per partecipare alle riprese di Venom, per il semplice motivo che per quest'ultimo film gli è stato promesso un ingaggio migliore. La parte viene allora affidata a Ronald Lacey, un attore inglese che a Spielberg ricorda molto Peter Lorre.
La parte di Sallah viene offerta a Danny DeVito, ma il suo agente richiede un ingaggio ritenuto troppo alto e viene così scelto John Rhys-Davies.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 23 giugno 1980, iniziando dalla città di La Rochelle, in Francia, per poi trasferirsi una settimana dopo presso gli Elstree Studios di Londra. Qui viene girata la scena riguardante l'idolo del tempio in Sud America, che coincide anche col debutto cinematografico di Alfred Molina nel ruolo di Satipo.
Harrison Ford avanza la prima di molte richieste per cui intende girare di persona anche le scene più pericolose, in questo caso quella in cui deve evitare di essere travolto da una sfera rocciosa (del peso di 136 chili e composta nella realtà da gesso, legno e fibra di vetro). Siccome la scena deve essere ripresa da differenti angolazioni, Ford alla fine evita la trappola per ben dieci volte. A un certo punto inciampa per davvero prima di riprendere a correre e la cosa viene mantenuta per dare più realismo al tutto.
Va un po' peggio a Molina, la cui schiena deve essere ricoperta di tarantule. In principio rimangono tutte immobili, fino a quando ci si accorge che sono tutte di sesso maschile. Quando viene aggiunta una femmina, iniziano infine a muoversi.
Sempre negli Studios viene realizzata la scena del Pozzo delle Anime, con tanto di serpenti. In principio ne sono disponibili circa duemila, ma Spielberg ne richiede almeno altri quattromila. Alla fine sono più o meno settemila. Molti di questi, come i pitoni, non sono velenosi, altri come i cobra sì. I serpenti velenosi vengono dunque posti dietro una lastra di vetro per proteggere gli attori e la troupe.
Prima però che la scena sia girata, vi sono alcuni problemi che ritardano l'inizio delle riprese. In primo luogo il siero anti-veleno che non è presente sul set a causa di un disguido. Successivamente, il sopraggiungere sul set di Vivian Kubrick - figlia di Stanley Kubrick, che in quegli stessi studi ha girato Shining - la quale si lamenta di come i serpenti vengano trattati, con alcuni di essi schiacciati sotto i piedi dei componenti della troupe. Nonostante le rassicurazioni di Spielberg, Vivian Kubrick contatta la Protezione Animali e la lavorazione viene fermata per un giorno intero.
Prima che sia dato il ciak, vi è un'ambulanza sempre pronta sul retro dei set, con due uomini pronti a somministrare il siero anti-veleno. A differenza del suo personaggio, Harrison Ford non ha paura dei serpenti e gira le sue scene senza troppi problemi. La stessa cosa non può dirsi per Karen Allen, tanto che ogni volta che vede un serpente avvicinarsi scappa via. Con la conseguenza che la stuntman Wendy Leach gira la maggior parte delle scene. Ma, per quelle più pericolose, a interpretare Marion Ravenwood (o meglio, le sue gambe) è in realtà lo scenografo Steve Edge, che si rasa per l'occasione.
Durante la ripresa, un piccolo pitone morde una mano dell'assistente regista David Tomblin e non molla la presa. Senza perdere la calma, Tomblin chiede a un assistente di afferrare il serpente per la coda e scuoterla. Così facendo, il pitone abbandona infine la presa e non rimane ferito, mentre Tomblin può essere oggetto di cure mediche.
Concluse le riprese presso gli Elstree Studios, ci si trasferisce in Tunisia. Paese notoriamente con alte temperature, ancor di più in estate (certe volte vengono superati i 50 gradi). George Lucas ne ricava una grave scottatura e il suo viso per qualche giorno rimane gonfio.
A complicare in maniera ulteriore le cose, vi è il fatto che circa 150 componenti della troupe e del cast contraggano una forma di dissenteria causata dal cibo e dall'acqua del posto. Uno dei pochi a scampare a questo è Steven Spielberg che - avendo sentito di altre persone sentitesi male durante le riprese di L'Impero Colpisce Ancora - si fa importare cibo in scatola e acqua proveniente dall'Inghilterra. La dissenteria colpisce così tanti stuntmen che a un certo punto persino Frank Marshall deve fare un cameo, nel ruolo di un pilota tedesco.
Harrison Ford non è invece stato previdente quanto Spielberg. Tanto che, quando si tratta di girare la scena del confronto con lo spadaccino (interpretato dallo stuntman Terry Richards, che si è allenato per settimane solo per questo), invece della lunga battaglia con la frusta prevista nella sceneggiatura, l'attore - ancora coi postumi della dissenteria e sotto un sole cocente - ottiene da Spielberg il permesso, usando la pistola per uccidere il suo avversario, di accorciare la scena, che diviene così involontariamente iconica.
Al contempo, Harrison Ford continua a voler girare il maggior numero di scene possibili senza uso della controfigura, anche se in alcuni casi ne ricava delle lievi ferite.
L'episodio più grave si verifica durante le riprese della lotta tra lui e un poderoso soldato tedesco (interpretato da Pat Roach) vicino a un aereo in moto: Ford viene colpito dal carrello di atterraggio del mezzo, ricavandone una ferita al crociato anteriore del ginocchio sinistro. Per fortuna, però, l'osso non viene intaccato. L'attore decide di non recarsi in un ospedale del luogo e continua a lavorare con del ghiaccio secco avvolto attorno al ginocchio ferito.
Per far sì che la scimmia mimi il saluto alla "Heil Hitler", vengono piazzati dei grappoli d'uva su una canna da pesca posta appena poco fuori dall'inquadratura, esortando la scimmia ad afferrarli. Occorrono 50 ciak prima che la ripresa sia ritenuta accettabile.
Le ultime scene vengono girate alle Hawaii e in California. Le riprese si concludono alla fine di settembre del 1980, dopo 73 giorni di lavorazione.
Un primo montaggio ad opera di Steven Spielberg dura tre ore, accorciato poi da Michael Kahn e George Lucas a poco meno di due ore. Marcia Lucas, moglie di George Lucas, fa però notare come non vi sia una vera e propria conclusione della storia tra Indiana Jones e Marion Ravenwood e così viene girata un'ultima scena risolutiva a San Francisco.
La colonna sonora viene composta da John Williams, inclusa anche la celebre The Raiders March.
I Predatori dell'Arca Perduta (Raiders of the Lost Ark) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 12 giugno 1981. A fronte di un budget di 20 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 390 milioni di dollari. Ottiene anche undici nomination al Premio Oscar, tra cui quello come Miglior Film e Miglior Regia.
Uno strepitoso successo che dà vita a un nuovo, grande eroe cinematografico. E che pochi anni dopo diviene protagonista di un sequel... ma questa è un'altra storia.

domenica 17 ottobre 2021

A scuola di cinema: I Ponti di Madison County (1995)

1992: Viene pubblicato il romanzo I Ponti di Madison County (The Bridges of Madison County), scritto da Robert James Waller.
Completato in poco più di dieci giorni, l'opera si svolge nell'Iowa degli anni '60 del ventesimo secolo e narra della fugace relazione amorosa tra il fotografo del National Geographic Robert Kinkaid e Francesca Johnson, donna di origini italiane e moglie di un imprenditore agricolo.
Il romanzo diviene in breve tempo un bestseller internazionale, con milioni di copie vendute, e così pochi anni dopo è oggetto di un celebre adattamento cinematografico.


L'opera attira l'interesse di alcuni produttori già prima della sua pubblicazione ufficiale, tanto che nel 1991 - dietro esortazione di Kathleen Kennedy - la Amblin Entertainment di Steven Spielberg se ne aggiudica i diritti cinematografici per una somma di 25.000 dollari e un accordo di distribuzione con la Warner Bros.
Quando, nel 1992, il romanzo di Robert James Waller diventa un bestseller, arrivando a sfiorare i dieci milioni di copie vendute, Steven Spielberg contatta l'anno successivo Sidney Pollack per dirigere la pellicola. Il regista chiede dunque allo sceneggiatore Kurt Luedtke, suo abituale collaboratore, di produrre un primo trattamento e individua in Robert Redford l'interprete adatto per la parte di Robert Kinkaid, ma non viene supportato in quest'ultima scelta dalla Warner Bros.
Poco tempo dopo, quindi, Pollack decide di ritirarsi dal progetto e altrettanto fa Redford.
Steven Spielberg chiede allora una nuova sceneggiatura a Ronald Bass, ma non ne rimane troppo soddisfatto. Nel frattempo ha già trovato l'attore adatto per il ruolo di Robert Kinkaid, ovvero Clint Eastwood, nonostante costui abbia più di dieci anni di differenza rispetto alla sua controparte cartacea. Una scelta, tuttavia, che viene anche spalleggiata da Terry Semel, presidente della Warner Bros.
Richard LaGravenese produce poi una nuova bozza di sceneggiatura, la quale incontra i favori sia di Spielberg che di Eastwood. Spielberg suggerisce di inserire nella trama anche i figli di Francesca Johnson, che scoprono della relazione extraconiugale attraverso i suoi diari.
Steven Spielberg stesso in un primo momento vorrebbe dirigere il film, ma decide poi di prendersi un periodo di pausa lavorativa a seguito dell'intensa direzione di Schindler's List.
Viene dunque individuato un nuovo regista in Bruce Beresford, il quale chiede una nuova sceneggiatura ad Alfred Uhry. Beresford chiede che il personaggio di Francesca Johnson sia inglese e non più di origini italiane, ma questa richiesta viene respinta e, quando la produzione mostra la propria preferenza verso la sceneggiatura di Richard LaGravenese, il regista si ritira dal progetto.
A quel punto Clint Eastwood si lamenta con Terry Semel dei continui ritardi, che rischiano di far perdere l'opportunità di effettuare le riprese nell'autunno del 1994, in una location già individuata. Semel gli chiede allora se non sia interessato a essere lui stesso il regista della pellicola. Eastwood si prende un giorno per decidere.
L'attore si reca dunque presso il set in costruzione, dove sta per essere creata una replica del Roseman Bridge. Eastwood boccia la cosa, preferendo utilizzare i luoghi reali, e fa così ridurre il budget della pellicola di un milione e mezzo di dollari. Subito dopo, contatta Terry Semel e accetta l'incarico come regista.
Rimane solo da scegliere la protagonista femminile. Per il ruolo di Francesca Johnson vengono considerate diverse attrici, tra le quali Jessica Lange, Susan Sarandon e Anjelica Huston.
La madre di Clint Eastwood, Ruth Wood, suggerisce invece il nome di Meryl Streep e l'attore si convince sia l'interprete perfetta. Sia la produzione che Spielberg, tuttavia, non condividono la sua opinione - nonostante Meryl Streep abbia praticamente la stessa età della sua controparte cartacea - ma Eastwood resta inflessibile rispetto a questa sua scelta, che viene infine accettata.
In preparazione al ruolo, l'attrice si tinge di castano i capelli, perfeziona con un professore di italiano un accento italoamericano e ingrassa di circa sette chili. Per il look e il modo di parlare del suo personaggio, inoltre, Meryl Streep si ispira a Sophia Loren e Anna Magnani.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 15 settembre 1994, tenendosi in Iowa, presso le città di Winterset e Adel. La fattoria utilizzata, prima che iniziassero le riprese, era stata abbandonata da oltre trent'anni divenendo dimora di pipistrelli e animali selvatici, e viene restaurata dalla scenografa Jeannine Oppewall e dal suo team.
Dietro esplicita volontà di Eastwood, tutte le scene vengono girate in sequenza nel corretto ordine temporale, per far sì che anche le dinamiche personali e la relazione lavorativa tra i due attori crescano al pari di quella dei due protagonisti.
La tempistica iniziale prevista per il completamento dei lavori è di 52 giorni. Clint Eastwood riesce a ridurla a 42, concludendo le riprese alla fine di ottobre del 1994.
I Ponti di Madison County (The Bridges of Madison County) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 2 giugno 1995. A fronte di un budget di circa 24 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 182 milioni di dollari. Meryl Streep, così osteggiata in principio dalla produzione, ottiene anche una nomination all'Oscar come miglior attrice.
Winterset, in precedenza nota solo per essere la città natale di John Wayne, diviene in breve tempo metà di turisti che visitano i luoghi e i ponti dove si sono svolte le riprese, contribuendo così allo sviluppo del turismo locale.
Piccole, grandi sventure però si susseguono alcuni anni dopo l'uscita della pellicola. Nel 2002, il Cedar Bridge - dove i due protagonisti si incontrano per la prima volta - rimane distrutto a causa di un incendio doloso e lo stesso destino accade l'anno successivo alla fattoria restaurata appositamente per il film.
Il ponte viene ricostruito nel 2004, ma nel 2017 è oggetto di un secondo incendio doloso ad opera di tre adolescenti, i quali vengono arrestati e condannati per questo. Il Cedar Bridge viene dunque ricostruito una seconda volta, nel 2019.
Dopo la direzione di numerose pellicole biografiche e di azione, Clint Eastwood dimostra la sua versatilità come regista e interprete grazie a questo film romantico. E altre pellicole dall'impatto drammatico arriveranno... ma questa è un'altra storia.

martedì 29 giugno 2021

A scuola di cinema: Deep Impact (1998)

1951: Esce nei cinema americani Quando i Mondi si Scontrano (When Worlds Collide), diretto da George Pal e incentrato sulla distruzione della Terra da parte di una stella rossa di nome Bellus e il conseguente esilio dell'umanità verso un nuovo pianeta abitabile.
Poco più di due decenni dopo, i produttori Richard Zanuck e David Brown contattano la Paramount Pictures per un remake di questa pellicola e vengono anche realizzate a tale scopo un paio di sceneggiature, ma alla fine il progetto naufraga prima ancora di concretizzarsi.
Per riemergere infine sul grande schermo altri due decenni dopo.


1995: Richard Zanuck e David Brown non hanno dimenticato il loro progetto incentrato su un remake di Quando i Mondi si Scontrano e approcciano dunque Steven Spielberg - di cui avevano lanciato la carriera tempo prima grazie a Sugarland Express e Lo Squalo (Jaws) - per cercare di realizzarlo.
Spielberg a quell'epoca ha anche opzionato i diritti di un romanzo di Arthur C. Clarke, The Hammer of God, pubblicato nel 1993 e incentrato sulla scoperta di un asteroide in rotta di collisione verso la Terra e il tentativo di modificarne la direzione tramite dei razzi termici a fusione.
Steven Spielberg intende in un primo momento produrre un adattamento del romanzo di Clarke tramite un suo studio di produzione fondato da pochi mesi, DreamWorks Pictures, ma notando alcune similarità decide poi di collaborare con Zanuck e Brown per unire insieme i due progetti.
Per la sceneggiatura, Spielberg contatta Bruce Joel Rubin, il quale accetta l'incarico poiché Quando i Mondi si Scontrano è tra i suoi film preferiti. Durante le ricerche per la stesura dello script, lo scrittore ottiene dalle autorità governative la possibilità di esaminare luoghi non accessibili al pubblico quali la Situation Room della Casa Bianca e alcuni locali del Pentagono. Ciò gli viene concesso grazie all'influenza e alla popolarità che ha Steven Spielberg anche nelle alte sfere del potere.
Una volta che Rubin ha completato la sua bozza, questa viene revisionata da Michael Tolkin e John Wells, seppur l'apporto di quest'ultimo si riveli minimo a causa di altri suoi inderogabili impegni, tanto che alla fine non viene accreditato.
A quel punto il prodotto finale si è così allontanato dal materiale originario, sia dal film del 1951 che dal romanzo di Arthur C. Clarke, che si decide di non farvi più riferimento, nonostante nei primi spot promozionali il romanzo di Clarke fosse stato citato più di una volta. Lo scrittore non prende bene la cosa, ma si consola con l'assegno per i diritti che ha già incassato.
Steven Spielberg ha sempre avuto l'intenzione di dirigere la pellicola, ancor più quando legge le prime bozze di sceneggiatura, e pianifica di mettersi all'opera una volta conclusi i lavori di Amistad. Tuttavia, giunge notizia che per l'estate del 1998 è prevista l'uscita di un film dalle tematiche simili, Armageddon. Dovendo dunque accelerare la produzione per far uscire la pellicola in anticipo, Spielberg rinuncia all'incarico di regista, ritagliando per sé un ruolo da produttore esecutivo.
In sua sostituzione, Spielberg stesso sceglie Mimi Leder. La regista, distintasi per la direzione di alcuni prodotti televisivi in passato, in particolar modo E.R. - Medici in Prima Linea, ha infatti appena concluso i lavori di The Peacemaker, il suo primo lungometraggio, sempre sotto l'egida della Dreamworks Pictures.
Mimi Leder, in principio non a conoscenza della futura uscita di Armageddon, vorrebbe condurre alcune visite in altre nazioni dove è ambientata la trama a scopo di ricerca, ma le tempistiche strette e qualche limitazione al budget non glielo consentono.
Nella sceneggiatura, il colore della pelle del Presidente degli Stati Uniti Tom Beck non viene specificato, così Mimi Leder suggerisce di affidare la parte a Morgan Freeman. Alcuni dirigenti sollevano delle obiezioni, in quanto ritengono poco realistico che un afroamericano possa diventare Presidente (Barack Obama sarebbe stato eletto solo nel 2004) e la regista deve dunque lottare per far accettare questa scelta di casting.
Viene rifiutata invece la richiesta dell'attore di far indossare al suo personaggio un orecchino.
In principio il personaggio di Jenny Lerner, interpretato da Téa Leoni, è una giornalista al servizio della CNN, ma la rete televisiva nega il consenso a essere nominata. Più malleabile si rivela invece un'altra rete televisiva incentrata sull'informazione, la MSNBC, che peraltro al tempo delle riprese è stata fondata da poco più di un anno.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 16 giugno 1997, tenendosi in Virginia, California, Washington e New York. Per dare una maggiore aderenza scientifica alla trama, sul set sono presenti alcuni consulenti scientifici ed ex astronauti.
Come direttore della fotografia, vi è l'esperto Dietrich Lohmann. Costui tuttavia è in precarie condizioni di salute, in quanto affetto da leucemia, e il suo stato è evidente a tutti i componenti della troupe. Nonostante ciò, comunque, Lohmann porta a termine il suo incarico fino all'ultimo giorno di riprese.
Con qualche difficoltà si riescono a coordinare due differenti tempistiche di due attori protagonisti i cui personaggi devono interagire: quella di Téa Leoni, al contempo impegnata con le riprese della serie televisiva The Naked Truth, e quella di Morgan Freeman, il quale può dedicare alla produzione solo pochi giorni.
Le riprese si concludono il 24 ottobre 1997. Dietrich Lohmann non riesce purtroppo a vedere il film approdare sul grande schermo, in quanto muore a causa della leucemia il 13 novembre 1997. La pellicola viene dedicata alla sua memoria.
Deep Impact viene distribuito nei cinema americani a partire dall'otto maggio 1998. A fronte di un budget di circa 75 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 350 milioni di dollari.
Un ottimo risultato, ma diventa tuttavia inevitabile il successivo confronto con Armageddon, che esordisce sugli schermi il primo luglio di quello stesso anno per concludere con un incasso di circa 550 milioni di dollari, di gran lunga superiore.
Eppure entrambe le pellicole lasciano infine un segno, appassionando milioni di spettatori, che è la cosa più importante.
Morgan Freeman tornerà a interpretare in futuro altri ruoli come Presidente o persona presente nei luoghi di potere... ma questa è un'altra storia.

domenica 7 febbraio 2021

A scuola di cinema: La Maschera di Zorro (1998)

Creato nel 1919 dallo scrittore Johnston McCulley, il personaggio di Zorro non ha mai perso del tutto l'icona di popolarità che lo circonda, pur venendo ogni tanto surclassato da altri campioni della letteratura popolare quali ad esempio i sempreverdi Sherlock Holmes e James Bond.
Questo personaggio è stato protagonista di numerose pellicole nel corso dei decenni, sin dai tempi del cinema muto, anche se ormai non vengono più prodotti da svariati anni film rilevanti che lo vedano protagonista, Sembra perciò quasi inevitabile che una delle ultime pellicole incentrate su di lui veda un passaggio del testimone, una sorta di fine di un'era.


Verso la fine del 1992, la Tristar Pictures - in collaborazione con la Amblin Entertainment di Steven Spielberg - inizia a pianificare la produzione di un nuovo film incentrato su Zorro. In principio, Spielberg vorrebbe esserne il regista, ma decide alla fine di ritagliare per sé solo il ruolo di produttore.
Un primo trattamento di sceneggiatura viene completato da Joel Gross nel 1993, mentre come regista viene selezionato Mikael Salomon, il quale individua in Sean Connery l'attore perfetto per interpretare l'anziano Diego De La Vega. Tuttavia, dei ritardi nel progetto portano sia Salomon che Connery a ritirarsi da esso nella seconda metà del 1995.
In sostituzione di Salomon viene assunto Robert Rodriguez, poiché la produzione ha apprezzato molto i film El Mariachi e Desperado. E proprio da quest'ultima pellicola, Rodriguez porta con sé il protagonista, Alejandro Murrieta: Antonio Banderas.
Rodriguez, però, rinuncia pochi mesi dopo poiché è sua intenzione sviluppare un film con temi maturi e scene di violenza, mentre la produzione invece vuole una pellicola più family-friendly e alla portata di tutti.
Con l'abbandono di Robert Rodriguez, la successiva scelta come regista ricade su Martin Campbell, il quale ha diretto da poco 007: GoldenEye. Costui in principio rifiuta, ma riceve poi una telefonata da parte di Steven Spielberg in persona, il quale riesce a convincerlo, cosa che lo porta a non dirigere nell'immediato un nuovo film con protagonista James Bond.
Il trattamento originale di Joel Gross viene messo da parte e viene perciò concepita una nuova sceneggiatura da parte di John Eskow, Ted Elliott e Terry Rossio. Campbell la trova buona, ma sente che manca ancora qualcosa in termini di caratterizzazione dei personaggi e umorismo, così ne chiede una revisione a David Ward. Quest'ultimo, tuttavia, nonostante un notevole apporto, non viene alla fine accreditato.
Per il ruolo di Elena Montero, Spielberg nota un'attrice a quel tempo poco conosciuta grazie a una miniserie televisiva andata in onda nel novembre 1996 e incentrata sull'affondamento del Titanic: Catherine Zeta-Jones. La pellicola su Zorro è la prima in cui ha un ruolo significativo. In preparazione per la parte, l'attrice prende lezioni di danza ed equitazione e impara a parlare spagnolo.
Il ruolo dell'anziano Diego De La Vega, con l'abbandono di Sean Connery, viene proposto ad Anthony Hopkins, ma l'attore rifiuta poiché in quel periodo è preda di forti dolori alla schiena e non può accettare una parte che richiede in maniera inevitabile allenamento e sforzo fisico.
In cerca di un sostituto, Martin Campbell invia la sceneggiatura ad Alain Delon, che aveva in passato interpretato il personaggio di Zorro in un film del 1975, ma costui non gli risponde in alcun modo. Pochi giorni dopo, tuttavia, Hopkins si sottopone a un intervento chirurgico con tecnologia laser che riesce a placare i suoi dolori alla schiena, consentendogli così di accettare la parte nel dicembre 1996.
Per prepararsi alla sua parte, Antonio Banderas si allena con la squadra olimpica spagnola di scherma per circa quattro mesi. Insiste inoltre con la produzione di poter girare il maggior numero di scene possibili senza controfigura.
Una volta giunto sul set, l'attore spagnolo - e insieme a lui anche Anthony Hopkins e Catherine Zeta-Jones - viene affidato alle cure dell'esperto maestro d'armi Bob Anderson, il quale sottopone i tre a un intenso allenamento giornaliero della durata di due mesi.
Anderson non si fa intimorire dal loro status di star, dopotutto in passato ha dato lezioni di scherma anche a Errol Flynn e ha coreografato le battaglie con le spade laser di Star Wars, e alla fine rimane colpito in maniera particolare dall'abilità e dalla dedizione di Antonio Banderas, che reputa secondo solo a Errol Flynn.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 gennaio 1997, presso Città del Messico, ma già il mese successivo devono essere interrotte per quattro giorni poiché Martin Campbell contrae una lieve forma di bronchite.
Ulteriori ritardi si verificano quando la dogana trattiene alcuni oggetti di scena, tra cui anche la spada che devono usare Hopkins e Banderas.
Durante una pausa tra una ripresa e l'altra, mentre Anthony Hopkins e Antonio Banderas sono costretti a restare sul set per non venire assediati dai fan, Catherine Zeta-Jones - a quel tempo ancora sconosciuta al grande pubblico - può concedersi il lusso di andare per i mercati di Città del Messico a fare compere. Il suo spagnolo è così fluente che alcune persone del posto si convincono che lei sia di origine latina, quando in realtà è gallese.
In principio, come da sceneggiatura, il film si conclude con la morte di Don Diego De La Vega, ma in fase di post-produzione questo finale viene ritenuto da Martin Campbell e Steven Spielberg troppo cupo e deprimente. Così, tre mesi dopo, viene girata una scena aggiuntiva che vede Alejandro Murrieta ed Elena Montero sposati e con loro figlio appena nato. Per questi piccoli ritardi e quest'ultima aggiunta, l'uscita del film, programmata in principio per la fine del 1997, viene rimandata all'anno successivo.
Le riprese si concludono il 5 giugno 1997.
La Maschera di Zorro (The Mask of Zorro) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 17 luglio 1998. A fronte di un budget di 95 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 250 milioni di dollari.
Un buon successo, seppur non epocale, che permette al nuovo Zorro di divenire egli stesso una nuova leggenda. Una leggenda che sette anni dopo continua grazie a un sequel... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 9 ottobre 2019

A scuola di cinema: Ritorno Al Futuro (1985)

Quanti film entrati nella storia hanno rischiato di non essere mai prodotti? Tanti, troppi per essere elencati. Il film di cui vi parleremo ora è uno di questi e, anche se ha dovuto affrontare mille avversità lungo la via, è riuscito infine a entrare nella storia... proiettandosi nel futuro!


Agosto 1980: Lo sceneggiatore Bob Gale sta cercando di rilassarsi presso la casa dei suoi genitori a St. Louis, in Missouri, mentre è impegnato nel tour promozionale di un film da lui co-sceneggiato, La Fantastica Sfida.
Rovistando tra le cose dei suoi, gli capita tra le mani un annuario scolastico del liceo frequentato da suo padre dove scopre - con sua grande sorpresa - che costui è stato il presidente della sua classe durante l'ultimo anno di studi.
Gale inizia a chiedersi cosa sarebbe successo se il lui di adesso e il suo papà di allora, due giovani di due differenti generazioni dai caratteri molto diversi, fossero divenuti amici al liceo.
Lo sceneggiatore condivide quest'idea col suo amico e regista Robert Zemeckis, insieme al quale in passato ha già firmato altre sceneggiature, e i due ne discutono con la Columbia Pictures, la casa di produzione che ha prodotto La Fantastica Sfida, la quale nel settembre 1980 dà il via libera per la stesura della sceneggiatura.
Gale e Zemeckis si mettono all'opera, decidendo di proiettare il protagonista della storia ventinove anni indietro nel passato, quindi in quel momento nel 1952, ritenendo che il film possa uscire l'anno successivo, ovvero nel 1982.
La prima bozza di sceneggiatura viene infatti completata nel febbraio 1981. In questo primo trattamento, un certo Marty McDermott si guadagna da vivere vendendo videocassette piratate che cerca di rifilare in un teatro abbandonato al Professor Emmett Brown. Costui vive qui insieme al suo fido scimpanzé Shemp e sta cercando un modo per viaggiare nel passato, tramite una macchina del tempo di sua invenzione - il campo canalizzatore - che attinge a una scorta di plutonio.
In maniera accidentale, Marty rovescia della Coca Cola sul dispositivo, causando la reazione a catena che attiva il viaggio nel passato. Quasi contemporaneamente, due agenti governativi di nome Reese e Foley irrompono nell'edificio, poiché Brown ha rubato da un deposito federale la scorta di plutonio di cui ha bisogno. Nella sparatoria che ne segue, Marty viene catapultato nel passato, l'undici marzo 1952.
Si reca a casa di sua madre, Eileen Baines, ma costei non lo riconosce. Contatta allora l'Emmett Brown del passato, che gli raccomanda di non creare danni al continuum mentre lui prepara una macchina del tempo. Marty tuttavia non segue il consiglio.
Da questo momento in poi, la trama non differisce troppo da quella che conosciamo. Per tornare nel presente, infine, Marty usa l'energia rilasciata da una detonazione di un test su un'esplosione atomica in Nevada, effettivamente accaduto nel 1952. Per proteggersi dalle radiazioni, Marty si rifugia in un frigorifero rivestito di piombo dentro cui Emmett Brown ha piazzato il dispositivo temporale. Tornato nel 1982, scopre che suo padre è diventato un affermato pugile.
La sceneggiatura arriva nelle mani della Columbia che, pur apprezzandola, decide di non metterla subito in produzione, ritenendo la trama troppo leggera e poco incisiva. Il suggerimento è di portarla alla Disney, che potrebbe essere interessata a svilupparla.
Gale e Zemeckis tuttavia decidono di provare con altri studi cinematografici. Nei successivi due anni, la sceneggiatura riceve oltre 40 rifiuti, qualcuno anche dallo stesso studio più di una volta. A corto di opzioni, i due sceneggiatori portano dunque il progetto alla Disney, ma anche in questo caso - pur essendoci un interesse - il film non ottiene il via libera poiché si ritiene il sottinteso incestuoso troppo audace per gli standard della Disney.
Ci sarebbe, però, un'altra possibilità. Far produrre il film dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg. Ma c'è un problema. Gale e Zemeckis hanno scritto qualche anno prima la sceneggiatura di un suo film, 1941 - Allarme a Hollywood, che non ha ottenuto i risultati sperati, così come La Fantastica Sfida, che è stato prodotto da Spielberg e si è rivelato un flop. I due ritengono indelicato chiedere ancora aiuto a lui.
Così Zemeckis accetta un altro progetto, per non rimanere con le mani in mano: la regia del film All'Inseguimento della Pietra Verde. La pellicola ottiene un grande successo e incoraggia Gale e Zemeckis a farsi infine avanti con Spielberg, che aveva comunque già letto e apprezzato la prima bozza.
Ma c'è un nuovo problema adesso: i diritti sulla sceneggiatura sono ancora legalmente nelle mani della Columbia Pictures. E chi aveva dato il via libera a quel progetto, tre anni e mezzo prima, Frank Price, ora lavora per la Universal Pictures da quando la Columbia è stata acquisita nel 1982 dalla Coca Cola. Quindi non si può essere certi che la Columbia possa voler produrre o distribuire il film.
Price trova tuttavia una scappatoia quando un suo amico rimasto alla Columbia, Guy McElwaine, lo chiama per chiedergli un favore. La Columbia ha dato il via libera alla produzione di una pellicola intitolata Il Grande Imbroglio, ma il dipartimento legale ritiene che questa abbia svariati punti in contatto col film del 1944 La Fiamma del Peccato (i cui diritti sono detenuti dalla Universal), da farla apparire quasi come un remake.
Per evitare problemi di ogni natura, McElwaine chiede a Price i diritti sulla sceneggiatura de La Fiamma del Peccato. Price accetta di cedere questi diritti, purché McElwaine e la Columbia cedano a loro volta i diritti sulla sceneggiatura di Gale e Zemeckis. Non avendo alcuna intenzione di produrla e non sapendo che farsene, McElwaine accetta lo scambio.
Finalmente con un produttore e un distributore a supportare il progetto, Gale e Zemeckis lavorano a una nuova bozza di sceneggiatura, col supporto di Spielberg e del presidente della Universal Sidney Sheinberg, che viene completata nel luglio 1984. L'azione viene spostata al 1955, Marty McDermott - ora un semplice studente - diviene Marty McFly e il Professor Brown è ora Doc Brown.
Spielberg produce il film tramite la sua società, Amblin Entertainment, affidando a Frank Marshall e Kathleen Kennedy il ruolo di produttori esecutivi.
Un'ultima e definitiva bozza di sceneggiatura viene completata nell'ottobre 1984. La macchina del tempo diviene una DeLorean, poiché il suo look futuristico viene ritenuto adatto per impressionare la popolazione del 1955 e convincerla che sia un UFO, mentre il campo canalizzatore viene rinominato flusso canalizzatore.
Inoltre, Doc Brown ha ora un cane e non più uno scimpanzé, poiché Sheinberg si rifiuta di produrre un film che veda la presenza di una scimmia. Infine, la professione del padre di Marty McFly è quella di scrittore, gli agenti governativi divengono terroristi libici e la madre di Marty viene rinominata prima Meg e poi Lorraine - in omaggio alla moglie di Sheinberg, Lorraine Gary.
Per questioni di budget, inoltre, viene deciso di utilizzare l'energia di un fulmine e non quella di un'esplosione nucleare per il ritorno di Marty McFly nel presente. Alla base di questa scelta c'è anche il timore, soprattutto da parte di Spielberg, che alcuni bambini possano tentare di emulare il gesto di chiudersi nei frigoriferi.
Sheinberg, convinto che un titolo che usi la parola "futuro" non possa funzionare, chiede più volte che il film sia intitolato Spaceman from Pluto. Spielberg, tuttavia, fingendo che questo sia solo uno scherzo di Sheinberg, riesce a fargli cambiare idea. Viene inoltre chiesto di utilizzare una Mustang, un modello d'auto più famoso e riconoscibile, al posto di una DeLorean, ma Gale si impunta, dicendo che Doc Brown non guiderebbe mai una Mustang.
Tuttavia questo modello di auto non si rivela molto affidabile durante le riprese, andando a volte in crash e dovendo essere sottoposto a piccole revisioni. Alla fine saranno utilizzate tre DeLorean.
Siccome alcuni passaggi della sceneggiatura coinvolgono l'allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, tali parti devono essere mandate alla Casa Bianca per approvazione. Nessuna revisione viene apportata e Reagan stesso ha modo di apprezzare e citare il film qualche tempo dopo.
Salvo alcuni cambiamenti e piccole correzioni apportate poco prima dell'inizio ufficiale delle riprese, quest'ultima è la sceneggiatura finale e così le procedure di casting possono iniziare. L'uscita della pellicola è pianificata inizialmente per maggio 1985.
Per il ruolo di Marty McFly, la prima scelta ricade su Michael J. Fox. L'attore tuttavia è impegnato con le riprese della sit-com Casa Keaton e in quel periodo Meredith Baxter, la quale interpreta la madre di Fox/Alex Keaton, è in congedo per maternità. Il creatore e produttore esecutivo della serie, Gary David Goldberg, rifiuta quindi di concedere Fox - il cui personaggio è molto amato dal pubblico - a un'altra produzione, anche se solo in via temporanea.
Le attenzioni si incentrano dunque su altri due attori, Christopher Thomas Howell ed Eric Stoltz. Sembra debba prevalere il primo, che inizia anche a provare per circa un paio di settimane alcune scene con altri attori, ma Sidney Sheinberg spinge per Stoltz, poiché ha apprezzato la sua interpretazione nel film Dietro La Maschera, di prossima uscita: è così convinto di questa sua decisione da dichiarare che, qualora le cose non andassero bene, il film potrà essere rigirato dall'inizio. A Eric Stoltz viene dunque ufficialmente assegnato il ruolo del protagonista.
Per il ruolo di Emmett "Doc" Brown, la prima scelta ricade su John Lithgow, suggerito dal produttore Neil Canton, che ha lavorato insieme a lui nel film Le Avventure di Buckaroo Banzai nella Quarta Dimensione.
Lithgow tuttavia non è disponibile e, dopo aver vagliato Dudley Moore e Jeff Goldblum, Canton suggerisce un altro attore con cui ha lavorato nella pellicola succitata, Christopher Lloyd. Lloyd all'inizio esita, in quanto ha intenzione di impegnarsi con una rappresentazione teatrale indipendente, ma legge e apprezza la sceneggiatura e sua moglie lo esorta e convince infine ad accettare la parte.
Lloyd, a cui viene concessa qualche improvvisazione sul set, modella il suo personaggio - dal punto di vista estetico e caratteriale - su Albert Einstein e il direttore d'orchestra Leopold Stokowski.
Per il ruolo di George McFly, viene selezionato Crispin Glover. Costui sul set si comporta in maniera eccentrica e agita spesso le mani, comportamenti dovuti all'emozione provata dal fatto che è il suo primo ruolo importante in una grande produzione. Prima della fine delle riprese perde la voce e gli ultimi dialoghi deve doppiarli in studio in un secondo momento.
Nell'effettuare il casting di Stoltz, i produttori vedono un film da lui interpretato intitolato The Wild Life, nel quale recita una giovane attrice di nome Lea Thompson. La donna viene ritenuta adatta per il ruolo di Lorraine McFly, che le viene dunque assegnato a seguito di un'apprezzata audizione.
Per il ruolo di Biff Tannen, la prima scelta è J.J. Cohen, ma si ritiene che la sua corporatura e altezza non siano sufficienti a rendere il personaggio minaccioso nei confronti di Stoltz, così gli viene affidato un ruolo secondario. La parte viene assegnata infine a Thomas Francis Wilson. Il cognome del personaggio è quello di un ex capo della Universal, che aveva trattato a male parole Gale e Zemeckis durante la produzione di un altro film da loro sceneggiato.
Per il ruolo di Jennifer Parker, la fidanzata di Marty, viene scelta in prima battuta Melora Hardin.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 26 novembre 1984, in California e presso gli Universal Studios, dove viene creata la città di Hill Valley. Procedono fino al 23 dicembre, ma si nota subito un problema: Eric Stoltz non è adatto a interpretare Marty McFly. Oltre a non trovarsi a suo agio su uno skateboard, dà al personaggio un'aura fin troppo drammatica e poco da commedia. Inoltre non lega in alcun modo con gli altri componenti del cast, alcuni dei quali - come Wilson - non lo sopportano.
Tutti concordano su questa conclusione, dal regista Robert Zemeckis, a Bob Gale, a Spielberg. Il costo di rifare da capo le riprese già girate farà lievitare il budget tra i 3 e i 4 milioni di dollari, ma Sheinberg aveva detto che si sarebbe potuto fare.
È Zemeckis a comunicare la spiacevole notizia a Stoltz, in privato dentro un camper della produzione. Anche l'attore non era comunque troppo convinto della sua parte e, pur con rammarico, abbandona il set senza protestare.
Poco dopo si viene a sapere che Meredith Baxter è tornata a far parte del cast di Casa Keaton e si decide di tentare nuovamente la carta Michael J. Fox. Stavolta l'accordo viene raggiunto: dal lunedì al venerdì, Fox gira le riprese di Casa Keaton dal mattino fino al pomeriggio e quelle della pellicola diretta da Zemeckis dalle 18 circa fino a dopo le due di notte, potendosi concedere al massimo cinque ore di sonno. Le scene del film che necessitano la presenza di Fox e di essere girate in pieno giorno vengono invece effettuate sabato e domenica. In caso di conflitti di programmazione, Casa Keaton ha la precedenza.
L'attrice scelta per interpretare Jennifer Parker, Melora Hardin, che non ha comunque girato neanche una scena, viene scartata in quanto è considerevolmente più alta di Fox, e sostituita con Claudia Wells. Costei aveva in principio dovuto rinunciare al progetto per girare un pilot televisivo, ma i ritardi causati dall'allontanamento di Stoltz le permettono di essere ricontattata.
Per via di questi imprevisti, l'uscita del film viene posticipata di tre mesi e ora è programmata per agosto 1985.
Le riprese ricominciano l'undici gennaio 1985, partendo da quelle da rifare per via dell'allontanamento di Stoltz, e proseguono fino al 20 aprile. Chuck Berry concede i diritti per l'uso della sua canzone Johnny B. Goode solo all'ultimo momento, tanto che Zemeckis pensa di tagliare la scena in cui Marty canta questa canzone, ritenendola ininfluente per la trama. Nel montaggio finale, otto minuti circa di girato vengono tagliati per scelte narrative e di produzione.
L'uscita per agosto viene anticipata a luglio da Sidney Sheinberg a seguito di una preview con pubblico selezionato che ottiene un ampio, favorevole riscontro. La scena di Johnny B. Goode viene acclamata e così Zemeckis decide di mantenerla. Per venire incontro a questa nuova tempistica, Sheinberg mette al lavoro sulla pellicola due montatori.
Per la colonna sonora, Zemeckis suggerisce il nome di Alan Silvestri, che ha composto la partitura musicale di All'Inseguimento della Pietra Verde. Una colonna sonora che, tuttavia, a Spielberg non è piaciuta. Zemeckis suggerisce allora a Silvestri di comporre un qualcosa di epico per impressionare Spielberg. Il compositore accetta l'imbeccata, tanto da utilizzare un'orchestra composta da ben 85 musicisti.
Silvestri stesso invece consiglia, per alcune canzoni originali aggiuntive, di contattare Huey Lewis and the News. La prima canzone sottoposta non incontra il gradimento di Gale e Zemeckis, così Huey Lewis fa ascoltare loro The Power of Love, che viene prescelta insieme a un'altra traccia, Back In Time.
Ritorno Al Futuro (Back To The Future) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 3 luglio 1985. A fronte di un budget di 19 milioni di dollari, il film arriva infine a incassarne a livello internazionale oltre 380, divenendo la pellicola campione d'incassi di quell'anno.
Riceve anche tre candidature ai premi Oscar, tra cui quello come migliore sceneggiatura originale, vincendo solo quello per Miglior Montaggio Sonoro.
Eppure all'inizio sembrava proprio, tra rifiuti e problematiche varie, che questo film non sarebbe mai stato girato. Un'odissea, durata cinque anni, trova infine il suo giusto riconoscimento. E dà il via a una saga di cui verranno prodotti due sequel... ma questa è un'altra storia.

lunedì 19 agosto 2019

A scuola di cinema: Sugarland Express (1974)

2 Maggio 1969, notte: Due coniugi, Bobby Dent e Ila Fae Holiday-Dent, stanno percorrendo con la loro auto la State Highway 73 lungo Port Arthur, in Texas. Senza che i due ne siano consapevoli, gli abbaglianti sono rimasti accesi.
Un poliziotto nota la cosa e cerca di fermarli, ma per tutta risposta Bobby Dent accelera. Il motivo per cui lo fa è che è uscito di prigione da due settimane, dopo aver scontato una pena per atti di vandalismo, e non desidera avere a che fare a distanza di così breve tempo con la polizia.
Alcuni minuti dopo, tuttavia, il motore dell'auto smette di funzionare e, colti dalla disperazione avendo capito il loro errore, i due coniugi si precipitano in una fattoria chiedendo ai loro residenti di contattare la polizia, dichiarandosi vittime di una rapina.
Giunge sul posto l'agente di pattuglia James Kenneth Crone, il quale viene disarmato, ammanettato e ricondotto alla sua auto, mentre Bobby Dent gli punta contro un fucile, costringendolo a ripartire.
Ben presto la polizia si avvede del rapimento dell'agente Crone e, alle prime luci dell'alba, inizia un inseguimento, durato alcune ore, che coinvolgerà infine circa 100 vetture, inclusi due furgoncini di notiziari locali. Giunti a Houston, Bobby Dent chiede che sua moglie (reduce da un divorzio) possa vedere i suoi figli, i quali sono stati affidati ai nonni.
La polizia acconsente e i due, con Crone sempre loro ostaggio, si recano nella cittadina di Wheelock, dove però svariati agenti si sono già appostati. Così, quando Crone e i coniugi Dent entrano in un appartamento buio, il primo capisce cosa sta per accadere e si sdraia a terra. Bobby Dent, colto dal panico, non abbassa l'arma e prima che possa sparare viene colpito da numerosi colpi di pistola, morendo sul colpo.
Ila Fae Dent invece viene arrestata e sconta cinque mesi di prigione, prima che le venga concessa la libertà vigilata.
Questo drammatico fatto di cronaca costituisce la base di un film forse poco noto, ma che è importante per più di una ragione.


Nel 1972, Steven Spielberg è un regista ancora in cerca di una propria identità. Ha diretto molte produzioni televisive, tra cui Duel, che gli hanno fruttato una notorietà su cui deve ancora capitalizzare.
Essendo all'epoca sotto contratto con la Universal, Spielberg è in contatto coi produttori Richard Zanuck e David Brown e li convince ad affidargli il progetto di un film basato sulla vicenda dei coniugi Dent, per il suo debutto americano sul grande schermo (Duel era stato programmato infatti solo in Europa come pellicola cinematografica).
Spielberg scrive la sceneggiatura in collaborazione coi suoi amici Hal Barwood e Matthew Robbins. Bobby Dent e Ila Fae Dent diventano Clovis Poplin e Lou Jean Poplin, mentre James Crone (che fa un cameo nel film nei panni di uno sceriffo) diventa Maxwell Slide. Come si può immaginare, i fatti vengono drammatizzati e modificati (l'azione si svolge in circa un paio di giorni invece che poche ore e l'agente simpatizza coi due coniugi, cosa mai accaduta) per motivi narrativi.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 15 dicembre 1972, dipanandosi in varie località del Texas, per concludersi nel marzo del 1973. Per la colonna sonora, Spielberg contatta un compositore di cui ha apprezzato un paio di suoi precedenti lavori: il suo nome è John Williams. Questa pellicola rappresenta la prima di tante loro collaborazioni.
I piani iniziali della Universal sono di distribuire il film nell'autunno del 1973, ma questi vengono modificati quando ci si accorge che si potrebbe andare contro ad altre pellicole di rilievo quali, ad esempio, La Stangata. La data di uscita viene dunque spostata prima a febbraio del 1974, e infine a fine marzo.
Sugarland Express (The Sugarland Express) viene infine distribuito nei cinema americani a partire dal 30 marzo 1974. A fronte di un budget di 3 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassarne quasi 13. Un buon risultato, seppur non quello che si attendeva la Universal, la quale non credendo fino in fondo nel progetto ritira il film dalle sale prima del previsto, rinunciando a ulteriori, possibili introiti.
Per Steven Spielberg, tuttavia, è stato un buon trampolino di lancio per farsi conoscere da un altro tipo di pubblico, rispetto a quello di Duel. Non solo, ha stretto conoscenza coi produttori Zanuck e Brown, i quali risulteranno determinanti per l'ottenimento dell'incarico che lancerà in via definitiva la sua carriera... ma questa è un'altra storia.

lunedì 4 settembre 2017

A scuola di cinema: Duel (1971)

C'è uno scrittore la cui importanza alla data odierna non è stata sottolineata con la giusta evidenza. Uno scrittore che ha contribuito, indirettamente o meno, all'esordio cinematografico di un regista tra i più celebri di sempre. Il suo nome è Richard Matheson e il regista in questione è Steven Spielberg.


Nato nel 1926 in New Jersey, Richard Matheson inizia a pubblicare storie dei più svariati generi (in particolar modo, fantascienza e horror) a partire dal 1950. Il suo peculiare stile di scrittura, nonché gli incredibili colpi di scena che riesce a concepire, lo fanno diventare uno degli scrittori più quotati, tanto che Matheson inizia a lavorare anche per cinema e televisione, sceneggiando (tra le altre cose) numerosi episodi del serial Ai Confini Della Realtà.
Il 22 Novembre 1963 Matheson, mentre sta tornando a casa con la sua auto, viene inseguito e apparentemente preso di mira da un camionista, che lo tallona a breve distanza per svariati chilometri prima che la macchina effettui un testacoda e il camion si allontani. Lo scrittore ritiene che questa possa essere una buona idea per un episodio di una serie televisiva, ma nessuno sembra essere d'accordo con lui. Alla fine Matheson ricava da questa insolita esperienza un racconto in prosa intitolato Duel, che compare nell'aprile 1971 sulla rivista Playboy (so che può sembrarvi strano, ma Playboy non pubblica - o almeno non pubblicava - solo foto di belle donne).


La storia viene letta da Nona Tyson, segretaria di un regista esordiente e promettente, a quell'epoca sotto contratto con la Universal, che ha diretto alcuni episodi di telefilm, tra cui anche la prima puntata di una nuova serie intitolata Colombo. Il suo nome è Steven Spielberg.
I diritti della storia di Matheson vengono acquisiti dalla Universal per farla diventare un film televisivo da trasmettere sulla rete nazionale ABC, come parte di una serie di pellicole nominate "Movie of the week". Lo stesso Richard Matheson ne realizza la sceneggiatura dopo un iniziale rifiuto, poiché non così certo che la sua breve storia possa essere espansa più di tanto. Con l'aiuto del produttore George Eckstein, Matheson completa la sceneggiatura nell'agosto 1971. La ABC decide di mandare in onda la pellicola il 13 novembre 1971.
Nona Tyson crede molto nella bontà di questo progetto ed esorta l'allora ventiquattrenne Spielberg a farsi avanti come regista. Spielberg segue il suo consiglio e contatta Eckstein, che, pur avendo sentito da altri ottime cose su questo giovane regista, non conosce il suo stile di regia. Eckstein invita dunque Spielberg nei suoi uffici e, dopo aver visionato il materiale televisivo da lui girato e averlo trovato più che soddisfacente, gli affida l'incarico.


Non essendo una produzione cinematografica, si deve procedere in maniera molto più spedita: il budget a disposizione è di 450.000 dollari e le riprese devono durare al massimo due settimane, meglio ancora dieci giorni.
Per il protagonista si pensa all'inizio a una grande star e viene contattato Gregory Peck, il quale tuttavia rifiuta senza mezzi termini. Altri attori fanno lo stesso, poiché non intendono apparire in una produzione televisiva. Fino a quando si giunge a Dennis Weaver: costui ha già partecipato ad altri celebri serial televisivi come Gunsmoke, ma Spielberg lo ricorda più che altro per la sua interpretazione in L'Infernale Quinlan di Orson Welles. Eckstein contatta dunque Weaver, che dietro esortazione del suo agente accetta il ruolo del protagonista, David Mann. Weaver inoltre, diversamente da altre star dell'epoca, non ha alcun problema a farsi dirigere da un regista semi-esordiente.


Matheson effettua una breve revisione della sceneggiatura, consegnandola a inizio settembre, e la produzione del film inizia in via ufficiale il 13 settembre. Spielberg decide di fare le riprese in esterni per rendere il tutto più realistico, nonostante altri componenti della produzione siano di parere contrario e lo esortino a girare la pellicola in studio per risparmiare tempo. Spielberg tuttavia rimane fermo in questo suo proposito. Con ritmi frenetici, le riprese si concludono in tredici giorni. Ma se la corsa del camion assassino è terminata per sempre, quella del film è solo all'inizio.
Con meno di un mese e mezzo prima della messa in onda, il girato passa nelle mani di ben cinque montatori (tutti supervisionati da Spielberg), poiché uno solo non sarebbe in grado di rispettare la scadenza. Similmente la colonna sonora, composta da Billy Goldenberg, viene completata in una sola settimana.
Duel viene infine mandato in onda sulla rete televisiva ABC nella data programmata, 13 novembre 1971, ottenendo ascolti eccezionali. Tanto che la Universal decide di distribuirlo anche in Europa come pellicola cinematografica. Siccome però il film dura 74 minuti, Spielberg effettua altri due giorni di riprese aggiuntive per portare la durata del film a più canonici 90 minuti.

Il primo passo di una sfolgorante carriera di questo giovane regista e uno dei tanti successi di Richard Matheson, il cui nome sarebbe continuato a comparire su altre pellicole in futuro... ma questa è un'altra storia.