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giovedì 2 aprile 2026

Libri a caso: Circumluna Chiama Texas


Uno spettro si aggira per... l'Europa? No, il Texas! In quella che è stata un'era di grandi cambiamenti sociali, la fantascienza dell'epoca ha cercato di prevedere - a volte riuscendoci, a volte fallendo miseramente - quelli che potevano esserne gli sviluppi sotto vari aspetti, anche quelli sociologici.
Con un pizzico di satira laddove serva. Come in Circumluna Chiama Texas (A Specter is Haunting Texas), scritto da Fritz Leiber e pubblicato nel 1968.
Il Texas domina ormai il mondo intero a seguito delle conseguenze di un conflitto nucleare, ma la dittatura viene mal vista e combattuta dal Messico, mentre la Russia rimane ancora un nemico da temere.
In questo insolito scenario giunge Christopher Crockett La Cruz, soprannominato Tesk, proveniente da Circumluna, una colonia lunare dove da tempo buona parte dell'umanità si è rifugiata.
La Cruz prevede un viaggio breve sulla Terra: deve solo riscattare una concessione mineraria appartenente alla sua famiglia, ma rimane ben presto coinvolto suo malgrado nel conflitto tra i texani e i messicani.
Christopher Crockett La Cruz, forte del suo esoscheletro, decide di stare dalla parte di questi ultimi, più piccoli e poveri, e sfruttando le sue doti di attore inizia a portare in giro per il Texas un teatro itinerante in cui proclama i valori della rivoluzione.
I guai non tardano ovviamente ad arrivare.
Molto spesso viene affermato che la satira deve prendere di mira solo le autorità e le persone potenti. Non sappiamo se sia doveroso agire sempre così, ma di certo il romanzo va in questa direzione.
Agli scrittori piace scrivere per metafore, per allegorie, e quindi gli Stati Uniti in cui rimane solo il Texas a governare il mondo sono in realtà una versione alternativa, e decisamente surreale, degli Stati Uniti degli anni che Fritz Leiber e molti altri stavano vivendo.
Dove il protrarsi della Guerra Fredda, il conflitto in Vietnam e le rivolte giovanili stavano mettendo alla gogna una certa arroganza del potere costituito.
Il Texas non è stato di certo scelto per caso e credo che Leiber conoscesse i suoi compatrioti meglio di me. Nel ritrarli alti, quasi tre metri, ma boriosi, arroganti e viscidi vi è una spietata ironia che s fa beffe del potere, degli organi governativi. Che dall'alto, appunto, della loro autorità decidono chi vessare e quali popoli attaccare.
Nonché viene messa alla berlina una certa categoria di privilegiati, delle classi sociali alte, indifferenti ai disagi e alle sventure delle classi sociali meno abbienti.
Come non è stato scelto a caso il Messico come opponente, la nazione - secondo il modo di pensare dell'epoca - simbolo della povertà e del desiderio di non lavorare.
I ricchi che lottano contro i poveri, il pensiero in apparenza dominante che viene contestato da quella minoranza che, non venendo ascoltata, inizia a battagliare. E così si cerca di eliminare quel pensiero ribelle e quella minoranza.
Un universo impazzito, dove anche l'eroe non è proprio così eroico (cerca di avere una relazione con due donne contemporaneamente) e non c'è una sorta di lieto fine per lui. Ma tempi disperati richiedono personaggi... in possesso di un esoscheletro. E non ci si può sempre rifugiare su un satellite, o in una caverna, o dovunque si voglia.
A un certo punto bisogna prendere conoscenza della realtà e fare una scelta.

lunedì 22 febbraio 2021

Libri a caso: L'Esperimento di Daniel Kesserich


Ogni scrittore ha avuto degli esordi, a volte incerti, a volte imbarazzanti, a volte premonitori di ciò che quello scrittore sarebbe divenuto. E ogni scrittore ha un punto di vista diverso rispetto a quegli esordi: a volte prova un sincero imbarazzo e preferisce non parlarne, a volte li tiene cari così come i suoi periodi narrativi migliori.
E a volte questi esordi rischiano di scomparire per sempre. Come stava per accadere a una delle prime opere di Fritz Leiber, L'Esperimento di Daniel Kesserich (The Dealings of Daniel Kesserich: A Study of the Mass-Insanity at Smithville). Scritto da Leiber nel 1936, mentre scambiava lettere con H.P. Lovecraft, a seguito di vari rifiuti di pubblicazione è stato poi perduto dallo scrittore (noi perdiamo le bollette pagate dieci anni fa, gente come loro dei manoscritti, vedi la differenza), fino a quando è stato ritrovato e pubblicato nel 1997, pochi anni dopo la morte di Leiber.
Un uomo di nome George Kramer si reca nella piccola città di Smithville, per ritrovare un suo caro amico di quando era studente, John Ellis, rimasto da poco vedovo della moglie Mary. Solo che (potevamo dubitarne?) appena giunto a Smithville inizia ad essere testimone di strani eventi che fanno capo a un altro suo ex compagno di studi, Daniel Kesserich, una sorta di figura eterea della popolazione di Smithville. E tutto sembra proprio ricondurre alla scomparsa di Mary... o presunta tale.
Che questo romanzo breve sia un'opera d'esordio è evidente. C'è un ritmo narrativo forsennato, che va aldilà della brevità dell'opera, e molto spesso il protagonista va avanti nelle sue scoperte, quindi la trama progredisce, perché si imbatte in alcune situazioni per caso. Insomma, il mezzo narrativo più scontato che possa esistere, anche nel secolo scorso.
Gli influssi di Lovecraft ci sono - ho notato echi de Il Caso di Charles Dexter Ward per certo - ma non sono troppo pressanti e Lieber si allontana dal suo primo mentore per poi cercare un'altra strada. Una strada che è comunque molto debitrice di H.G. Wells e di un certo personaggio con le bende attorno al volto.
Di certo non sarà una lettura che rimarrà indelebile nei vostri ricordi, ma chi apprezza Fritz Leiber, e anche un certo modo di fare fantascienza del secolo scorso, avrà modo di apprezzare quest'opera.

sabato 26 luglio 2014

Libri a caso: Nostra Signora Delle Tenebre


La letteratura horror ha molte sfaccettature, ma uno dei suoi rami più intriganti è l'horror metropolitano, ambientato nelle grandi città. Si potrebbe pensare che nelle metropoli odierne, preda dell'ambizione e di un senso di sfrenatezza dove il passato viene subito lasciato alle proprie spalle, sia impossibile trovare qualche elemento riconducibile ai classici topoi dell'horror, ma in realtà non è così e anche il cinema lo ha dimostrato in più di una occasione, soprattutto con quello che è forse l'esempio più riuscito in tal senso, Rosemary's Baby.
Uno degli scrittori più a suo agio in questo sottogenere (la cui paternità può forse attribuirsi a H.P. Lovecraft), fu lo scrittore Fritz Leiber, che visse in prima persona l'espansione delle metropoli a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Il romanzo Nostra Signora Delle Tenebre (Our Lady Of Darkness) del 1978 ne è un fulgido esempio. La Mater Tenebrarum celebrata anche da Dario Argento, e basata su un'opera dello scrittore Thomas De Quincey, fa capolino anche qui, in una San Francisco preda di una rivoluzione a livello sociale e sessuale (con alcuni risvolti drammatici che sarebbero apparsi evidenti solo negli anni successivi).
Il protagonista si chiama Franz Westen, uno scrittore vedovo ex alcolizzato che sta cercando di rifarsi una vita, il quale una sera vede col binocolo dalla finestra del suo appartamento una strana figura aggirarsi nei pressi di Corona Heights. Spinto dalla curiosità, Westen indagherà su questo mistero e si imbatterà in una enigmatica figura del passato di San Francisco, una insolita maledizione e in strani esseri noti come paramentali, i fantasmi dell'era moderna, nati tra le viscere dei grattacieli e le strade affollate delle metropoli.
Il protagonista è un riflesso distorto di Leiber stesso, visto che anche lui precipitò per tre anni nel baratro dell'alcolismo a seguito della morte della sua prima moglie: quindi rappresenta anche una metafora dello scrittore sempre alla ricerca di territori ignoti (anche metafisici) da esplorare. Il romanzo può dividersi in due parti: la prima, dopo il primo evento misterioso, è incentrata sulla descrizione di Westen e del mondo che lo circonda (i vicini di casa, il suo lavoro), la seconda sull'indagine per venire a capo del mistero. La prima parte, fin troppo lunga (occupa una buona metà del romanzo), risulta alla fine ridondante e noiosa, mentre la seconda è veramente avvincente salvo forse un finale fin troppo frettoloso, anche se la descrizione di Nostra Signora delle Tenebre nella sua semplicità risulta assolutamente spiazzante... diciamo che non vedrete più le vostre librerie come un tempo.
In conclusione, non sarà l'opera migliore di Leiber ma ha in sè alcuni elementi che hanno precorso parte della letteratura horror moderna.