Visualizzazione post con etichetta danny devito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta danny devito. Mostra tutti i post

sabato 27 maggio 2023

A scuola di cinema: I Gemelli (1988)

1988: Arnold Schwarzenegger è uno dei divi più celebrati di Hollywood per quanto riguarda i film d'azione e, in questo anno, esce l'ultimo film che lo vede protagonista, Danko (Red Heat).
Tuttavia, i ruoli da macho e da eroe forzuto di pellicole d'azione iniziano a stare un po' stretti all'attore, il quale vorrebbe per sé qualcosa di diverso e cerca così una nuova strada professionale. E così, in quello stesso anno esce un film del tutto differente che lo vede protagonista e che fa svoltare in meglio la sua carriera.


L'idea di un insolito film che veda accoppiati come gemelli sia Arnold Schwarzenegger che Danny DeVito viene resa possibile dal fatto che i due siano seguiti dalla stessa agenzia, la quale rappresenta anche il regista Ivan Reitman, rendendo così semplice costruire un progetto attorno a loro.
L'idea nasce quasi per caso, dopo che un progetto non correlato degli sceneggiatori William Osborne e William Davies viene bocciato e, in cerca di un'altra possibile storia, gli sceneggiatori ideano in un bagno di uno studio cinematografico la trama generale che viene portata all'attenzione di Ivan Reitman.
Costui ne rimane entusiasta e la fa opzionare dalla Universal Pictures, ritagliando per sé il ruolo di regista e produttore. La sceneggiatura viene dunque revisionata da Timothy Harris e Herschel Weingrod.
Ad Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito vengono proposti due progetti: questo che li vede improbabili gemelli, che infine accettano, oppure una pellicola che sarà realizzata qualche anno dopo, Cose dell'Altro Mondo (Suburban Commando), che vedrà protagonisti Hulk Hogan e Christopher Lloyd.
Il titolo originario è The Experiment, che viene però abbandonato per via del retaggio austriaco di Arnold Schwarzenegger. Twins, tuttavia, in principio non è disponibile in quanto David Cronenberg sta realizzando un film con lo stesso titolo e si opta così per titoli alternativi quali Brothers e The Twins Project.
Tuttavia il regista, in segno d'amicizia verso Ivan Reitman, decide di rinunciare a quel titolo e rinomina il suo film Inseparabili (Dead Ringers).
Danny DeVito accetta prontamente il ruolo poiché, quando viene a sapere che il suo fratello gemello sullo schermo sarà Arnold Schwarzenegger, ritiene che nessuno potrà mai credere alla cosa.
La Universal vuole accelerare il progetto anche per via di un imminente sciopero degli sceneggiatori e dà tempistiche serrate. Per questo motivo, i contratti iniziali vengono concordati e scritti con gli agenti degli attori e del regista su dei tovaglioli.
Il budget previsto non consente di poter coprire i consueti ingaggi di Danny DeVito, Ivan Reitman e Arnold Schwarzenegger, ma costoro decidono di lavorare praticamente al minimo sindacale e concordano di ricevere il 20% dei profitti della pellicola.
In preparazione a questo ruolo per lui inedito, Arnold Schwarzenegger si schiarisce i capelli di biondo e prende lezioni di commedia e umorismo da Milton Berle, un celebre comico americano.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 28 aprile 1988, tenendosi in California, New Mexico e Texas.
Pur essendo un film commedia, vi è anche qualche scena d'azione e Arnold Schwarzenegger decide di girarle senza l'uso della controfigura. La sua controfigura abituale, tuttavia, Peter Kent, fa un cameo nel ruolo di una persona che, vista la somiglianza, il personaggio di Arnold Schwarzenegger inizialmente scambia per il suo gemello.
Danny DeVito è solito preparare pranzi e caffè per la troupe e i suoi colleghi attori. Un giorno, invita Arnold Schwarzenegger nel suo camper e, una volta finito di mangiare, gli offre un sigaro. Quando ritorna sul set, l'attore di origini austriache non ricorda più alcuna battuta e appare confuso. Quando vede Danny DeVito ridacchiare a breve distanza, capisce che dietro quanto accaduto c'è lui e scopre che il sigaro che gli è stato offerto era pieno di marijuana.
Le riprese si concludono il 17 agosto 1988.
I Gemelli (Twins) viene distribuito nei cinema americani a partire dall'otto dicembre 1988. A fronte di un budget di 15 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 216 milioni di dollari.
Si verifica un altro, insolito lieto fine oltre a quello che si vede sul grande schermo, salvo che questa non sia una fake news che ha resistito allo scorrere del tempo. Due veri fratelli gemelli notano una comparsa sullo sfondo, durante una delle riprese ambientate a Santa Fe in New Mexico, che risulta loro familiare.
Indagando in merito e con qualche supporto proveniente dalla produzione, i due gemelli infine scoprono che quella comparsa è in realtà loro padre, di cui avevano perso le tracce da molti anni. Possono così ritrovarlo e riabbracciarlo dopo tanto tempo.
Mentre Arnold Schwarzenegger inizia infine a ricevere altre sceneggiature per delle commedie, per molti anni dopo l'uscita di questo film si parla di un possibile sequel, intitolato in principio Triplets o in alternativa Twins 2, che avrebbe introdotto un terzo gemello perduto.
I piani in merito si interrompono quando Arnold Schwarzenegger, nel 2003, viene eletto governatore della California: nonostante Danny DeVito cerchi di convincerlo in tutti i modi a trovare il tempo per il sequel, gli impegni istituzionali di Schwarzenegger non lo consentono e la cosa non si realizza.
Quando Arnold Schwarzenegger termina infine il suo mandato come Governatore, nel 2011, si riprende a discutere di un sequel e si individua Eddie Murphy come il terzo gemello. La sceneggiatura viene completata qualche tempo dopo, ma al progetto non viene dato il via libera immediato, tanto che a un certo punto Eddie Murphy viene sostituito da Tracy Morgan.
Quando sembra che le riprese possano infine iniziare, nei primi mesi del 2022, nel mese di febbraio di quello stesso anno giunge come un fulmine a ciel sereno la morte di Ivan Reitman, elemento fondamentale di questo nuovo progetto.
Dopo circa un anno di discussioni e ripensamenti, Jason Reitman, il figlio del regista, decide di non proseguire oltre, non essendo mai stato pienamente convinto sulla realizzazione di questo sequel (cosa che probabilmente spiega anche come mai per anni sia rimasto bloccato) e mettendo così la parola fine a questo progetto fortemente voluto, ma mai realizzato.
Arnold Schwarzenegger, Danny DeVito e Ivan Reitman si ritroveranno insieme per un nuovo progetto qualche anno dopo l'uscita de I Gemelli con Junior... ma questa è un'altra storia.

giovedì 29 ottobre 2020

A scuola di cinema: Il Gioiello del Nilo (1985)

Grazie al successo di All'Inseguimento della Pietra Verde (Romancing The Stone), la 20th Century Fox ne mette subito in cantiere un sequel. Un successo dovuto anche alla determinazione della sceneggiatrice della pellicola, Diane Thomas, a cui in segno di ringraziamento Michael Douglas regala una Porsche. Ma da quel momento in poi poche cose andranno per il verso giusto.


Per il sequel, Diane Thomas non può confermare il suo ritorno poiché ha già ricevuto e accettato altre offerte interessanti, tra cui una proveniente dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg, per la quale sta ideando la sceneggiatura di un film, che qualche anno dopo sarebbe divenuto Always - Per Sempre. In sua sostituzione vengono contattati Mark Rosenthal e Lawrence Konner.
Anche il regista, Robert Zemeckis, non ritorna, in quanto impegnato con la produzione di Ritorno al Futuro (Back To The Future), e con sua grande gioia anche, viste le enormi difficoltà riscontrate durante la produzione della prima pellicola. In sua sostituzione viene chiamato Lewis Teague, specializzato in produzioni a basso costo e dalle tempistiche ristrette, cosa quest'ultima che gioca a suo vantaggio.
Chi invece ha nel proprio contratto opzioni contrattuali per un sequel, nello specifico i tre attori protagonisti Danny DeVito, Michael Douglas e Kathleen Turner, viene prontamente richiamato. Per DeVito non è un problema, per gli altri due attori invece sì.
Douglas è infatti impegnato con le riprese di Chorus Line (A Chorus Line) e a un certo punto, dovendo anche fare da produttore del sequel - troppo profittevole per potervi rinunciare - per qualche tempo si divide tra le riprese di Chorus Line e i lavori preparatori di questa nuova pellicola.
Kathleen Turner invece non è altrettanto entusiasta. Ha avuto qualche contrasto con la produzione in merito al compenso del primo film e vuole inoltre dedicarsi ad altri progetti. Fa dunque valere una clausola contrattuale tramite cui ha potere di approvare la sceneggiatura, la quale non le risulta gradita ed è anche incompleta. Si arriva dunque a un punto in cui la Fox minaccia di farle causa per mancati doveri contrattuali per 25 milioni di dollari e l'attrice inizia a valersi dei servigi di un avvocato.
Michael Douglas interviene e le promette che, per l'inizio delle riprese, la sceneggiatura sarà stata completata e revisionata. Questa viene effettivamente rivista da Ken Levine e David Isaacs e Douglas riesce a convincere anche Diane Thomas ad effettuare una piccola revisione. Nessuno di loro tre, comunque, viene alla fine accreditato.
Kathleen Turner abbandona dunque le sue resistenze e accetta di partecipare, seppur di malavoglia. La sua delusione è rivolta più verso la Fox che non verso Michael Douglas, che come produttore ha avuto comunque un ruolo scomodo in questa vicenda, tanto che non avrà problemi a collaborare ancora con lui in futuro.
Alcune settimane prima dell'inizio delle riprese, mentre si stanno ispezionando in Marocco alcuni luoghi adatti, avviene un tragico incidente aereo a seguito del quale sei componenti della troupe perdono la vita. Pochi giorni dopo, l'aereo privato che trasporta Michael Douglas e Kathleen Turner effettua un brusco atterraggio, poiché un'ala colpisce la pista di discesa, prima che il mezzo si stabilizzi.
Le riprese iniziano in via ufficiale, in Marocco appunto, il 22 aprile 1985. Chi pensava che i problemi fossero ormai alle spalle, si sbaglia di grosso. Le temperature della nazione africana sono infatti molto alte già in quel periodo, rendendo così difficile la lavorazione.
Lewis Teague lavora con tempistiche rapide come richiesto dalla Fox, ma essendo questa la sua prima importante produzione l'inesperienza talvolta si fa sentire e gioca brutti scherzi. Una complicata ripresa notturna, che viene completata dopo ore, viene vanificata quando si scopre che non è stata inserita alcuna pellicola nelle telecamere (erano ancora lontani i tempi della lavorazione digitale). Quando Michael Douglas viene a saperlo, va fuori di sé dalla rabbia.
Quando le riprese in Marocco stanno per concludersi, alcuni componenti della troupe iniziano ad ammalarsi. Un responsabile locale del Servizio Sanitario giunge sul posto e stabilisce che si sia verificato un caso di epatite, cosa che costringerà a mettere in quarantena l'intera troupe per almeno sei settimane, vanificando così tutte le tempistiche pianificate. Lo stesso responsabile ha però pronta una soluzione per evitare tutto questo: una generosa mazzetta di un paio di milioni di dollari.
Le riprese conclusive si svolgono in Francia, Nizza, Montecarlo e Cannes e si concludono il 25 luglio 1985.
Ma un'ultima tragedia ha luogo. La notte del 21 ottobre 1985 Diane Thomas sta tornando a casa insieme al suo fidanzato Stephen Norman e a un amico, con la Porsche regalatale da Douglas, dopo una generosa serie di bevute. Il suo fidanzato è quello che ha bevuto meno e si mette dunque alla guida del mezzo, ma ciò non impedisce che, a causa di una chiazza di pioggia, perda il controllo dell'automobile, la quale in quel momento sta andando a oltre 120 chilometri all'ora. Il risultato è un tremendo impatto contro un palo del telefono. Diane Thomas, che si trova sul sedile posteriore, muore sul colpo. Stesso destino condiviso dopo qualche ora dal suo amico, nonostante venga trasportato in ospedale.
Il Gioiello del Nilo (Jewel of the Nile) viene distribuito nei cinema americani a partire dall'undici dicembre 1985. La pellicola viene dedicata alla memoria di Diane Thomas e ai componenti della troupe vittime dell'incidente aereo in Marocco. A fronte di un budget di circa 25 milioni di dollari (non sappiamo se vi sia compresa anche la mazzetta al responsabile del Servizio Sanitario), la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale una somma vicina ai 100 milioni di dollari.
Un incasso inferiore rispetto a quello conseguito con All'Inseguimento della Pietra Verde e a fronte di un budget maggiore, ma ciò non impedisce che si pensi a un terzo film intitolato The Crimson Eagle. La trama prevede un viaggio di Jack Colton e Joan Wilder in Thailandia, insieme ai loro figli, dove rimangono coinvolti nel furto di una preziosa statua.
Il progetto, tuttavia, non va mai oltre una prima bozza, principalmente per via delle pessime critiche ricevute per Il Gioiello del Nilo. Michael Douglas cerca comunque di farlo mettere in produzione, rinunciandovi del tutto nel 1997.
Alcuni anni dopo, nel 2005, l'attore cerca di far concretizzare un altro sequel intitolato Racing The Monsoon, che avrebbe visto la partecipazione di sua moglie Catherine Zeta-Jones, ma anche questo progetto naufraga.
A tutt'oggi, l'ultima avventura di Jack Colton e Joan Wilder è quella avvenuta in Africa in questa pellicola. E questa è la fine della storia.

domenica 6 settembre 2020

A scuola di cinema: All'Inseguimento della Pietra Verde (1984)

Quante volte abbiamo visto questa scena, in un film o in un telefilm? Una persona che lavora in un bar o ristorante come cameriere o cameriera e sogna di sfondare nel mondo dello spettacolo a tutti i costi. Ebbene, almeno in un'occasione la realtà ha aderito a questa fantasia, anche se un lieto fine proprio non c'è stato.


1979: Una cameriera di nome Diane Thomas lavora in un ristorante di Malibu, a Los Angeles. In realtà intende entrare nel mondo del cinema come sceneggiatrice e a tale scopo l'anno prima ha concepito una storia d'avventura e amore incentrata su una scrittrice di romanzi e un cacciatore di tesori e si è trasferita dal Michigan per perseguire questo obiettivo.
Grazie a una sua amica, che lavora come agente, il copione inizia a essere portato all'attenzione di alcuni produttori e tra questi vi è Michael Douglas. Costui all'epoca ha già alcune esperienze d'attore, più che altro in televisione, ma è già un rinomato produttore. Quando viene a conoscenza della sceneggiatura di Diane Thomas, l'acquista per 250.000 dollari: una somma alta per l'epoca, soprattutto se si considera che la sceneggiatrice non ha alcuna esperienza pregressa, ma Douglas ritiene che un lavoro fatto bene debba essere pagato al giusto prezzo.
Nei due anni successivi, Douglas prova a far mettere in produzione la sceneggiatura, ma nessuno si dimostra particolarmente interessato. Fino a quando, nel 1981, esce I Predatori dell'Arca Perduta (Raiders of the Lost Ark) di Steven Spielberg. Cercando un prodotto su cui si possa capitalizzare a seguito del successo di questa pellicola, la 20th Century Fox - tramite l'intercessione della presidentessa Sherry Lansing - acquisisce i diritti sulla sceneggiatura di Diane Thomas e la mette in pre-produzione.
Per il ruolo del protagonista, Jack Colton, vengono contattati diversi attori, tra cui Christopher Reeve, Clint Eastwood e Jack Nicholson, ma senza risultato. Sembra a un certo punto che la parte sia appannaggio di Sylvester Stallone, ma costui deve infine rifiutare, in quanto è impegnato con le riprese di Nick lo Scatenato (Rhinestone), qualcosa di cui poi avrà modo di pentirsi. Michael Douglas, infine, oltre che produttore accetta questo incarico.
Anche per il ruolo della protagonista, Joan Wilder, vengono contattate alcune attrici, con una preferenza iniziale verso Debra Winger. Tra queste vi è anche Kathleen Turner, che dopo il suo esordio cinematografico in Brivido Caldo (Body Heat) sta cercando ruoli più sopra le righe per evitare di essere associata alla figura della femme fatale, e che alla fine si aggiudica la parte.
Per il ruolo di Ralph, l'elemento comico, dopo il rifiuto di Bob Hoskins, Douglas si ricorda di un attore con cui aveva condiviso alcuni anni prima un appartamento a New York, quando entrambi erano ancora sconosciuti al grande pubblico, Danny DeVito. Costui, a quel tempo più presente in televisione o in ruoli secondari in altre produzioni cinematografiche, accetta la parte che contribuisce a lanciare la sua carriera.
Douglas, nel suo ruolo di produttore, decide di affidare la regia della pellicola a Robert Zemeckis, di cui ha apprezzato La Fantastica Sfida (Used Cars), imponendo questa scelta alla 20th Century Fox, visto che all'epoca il regista ha diretto appena due pellicole.
Nonostante Sherry Lansing non sia più alla Fox, il progetto va avanti. Le riprese iniziano in via ufficiale l'undici luglio 1983. Si prevede in un primo momento di girare in Colombia, dove nella finzione la storia si svolge, solo che in quell'anno si sono verificati numerosi casi di rapimento a danno di cittadini statunitensi e si decide dunque di recarsi in Messico per evitare problemi.
Ma i problemi non tardano comunque ad arrivare. Pur essendo estate, nella regione dove si effettuano le riprese è stagione delle piogge e le pessime condizioni meteorologiche, tralasciando il fastidio alle persone, rischiano di causare seri danni alle attrezzature. O peggio, poiché a un certo punto una pioggia provoca la frana di una piccola collinetta e la valanga di fango che ne consegue investe Kathleen Turner, la quale ne ricava delle abrasioni.
All'altro protagonista non va meglio. In un'epoca ancora senza CGI ed effetti speciali al computer, le scene d'azione andavano fatte sul posto. Una di queste coinvolge un alligatore che ha ingoiato la pietra verde del titolo. Per quanto "ammaestrato" e con la bocca chiusa tramite una museruola - sì, a quel tempo c'erano meno controlli di oggi. Douglas gli afferra la coda e per tutta risposta l'alligatore gli sferra due potenti colpi di coda in faccia, prima di fuggire.
Quando viene ritrovato, l'alligatore è riuscito in qualche modo a liberarsi della museruola e morde la mano di uno dei due addestratori trascinandolo sott'acqua. L'altro addestratore, fratello della sfortunata persona, si tuffa e riesce a far aprire la bocca all'alligatore, liberando suo fratello. L'uomo viene portato subito in ospedale: pur avendo perso molto sangue e avendo subito una brutta ferita, la mano è salva, grazie al Rolex che porta al polso e che ha impedito all'alligatore di affondare i suoi denti nella carne. L'orologio nella colluttazione è stato perso, ma viene poco dopo ritrovato e riconsegnato al legittimo e miracolato proprietario.
Pur con tutte queste traversie, e alcune incomprensioni sul set tra Kathleen Turner e Robert Zemeckis, le riprese si concludono il 25 ottobre 1983.
Un primo montaggio non incontra i favori della Fox, cosicché Zemeckis effettua alcune riprese aggiuntive a New York incentrate sul personaggio di Joan Wilder, che costituiscono in buona parte l'inizio della pellicola. Nonostante ciò, ci si convince che il film sarà un flop. Voci su una presunta inaffidabilità di Zemeckis si diffondono negli ambienti della Fox, portando i produttori di un film in fase di pre-produzione, Cocoon, a non offrirgli più la regia di questa pellicola, come era nelle loro intenzioni iniziali, tanto che Zemeckis stava già lavorando al suo sviluppo.
All'Inseguimento della Pietra Verde (Romancing the Stone) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 30 marzo 1984. A fronte di un budget di 10 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale circa 115 milioni di dollari.
A seguito di questo insperato successo, i produttori di Cocoon ricontattano subito Zemeckis, ma ormai è troppo tardi: il regista, forte di quest'ottimo risultato, riprende in mano e porta a compimento un suo vecchio progetto che non è ancora riuscito a concretizzare, Ritorno Al Futuro. Al contempo, la Fox sta già pensando a un sequel della pellicola.
Per quanto riguarda Diane Thomas, ovviamente, non lavora più come cameriera, ora che è riuscita a concretizzare il suo sogno. Purtroppo la tragedia è in agguato. Ma questa... è un'altra storia.