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lunedì 27 aprile 2026

Prime Video Original 101: G20


Credo non vi stupisca venire a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti si ritengano la più grande democrazia mai esistita e che il cinema dà manforte nel portare avanti questa convinzione.
E quindi la figura istituzionale più rappresentativa di questa nazione non può essere da meno e deve porsi in prima linea per diffondere la democrazia a forza di botte e sparatorie.
Sorvolando su presenti e passati Presidenti, ci si può ricordare di Bill Pullman/Thomas J. Whitmore nei due Independence Day o, più di recente, di Aaron Eckhart/Benjamin Asher nella saga Attacco al Potere.
Ma c'è sempre spazio per altra democrazia, come accade in G20, diretto da Patricia Riggen, scritto da Logan Miller e Noah Miller e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 10 aprile 2025.
La Presidente degli Stati Uniti Danielle Sutton (Viola Davis), bersaglio della stampa per via delle scorribande della figlia Serena (Marsai Martin), si reca insieme alla famiglia al summit del G20 che si tiene a Cape Town in Sud Africa.
La riunione viene però bruscamente interrotta dall'arrivo di una banda di terroristi mercenari capitanata da Edward Rutledge (Antony Starr), che intende far crollare i mercati economici globali in favore delle criptovalute, di cui si è assicurata una quantità considerevole.
Danielle Sutton e la sua famiglia sono tra i pochi a non venire catturati e la Presidente deve trovare al più presto una soluzione per salvare il mondo e la sua vita familiare allo stesso tempo.
Adoro il fatto che questo film sia smaccatamente propagandistico e non solo non lo nasconda, ma te lo sbatta pure in faccia come se fosse una cosa naturale. Chiaramente un prodotto di facile intrattenimento - di per sé non è un male - per un pubblico che non cerca storie complicate o trame su più livelli narrativi ma semplicemente azione. E anche questo di per sé non è un male.
E quindi si va dritti all'obiettivo, in una nazione dove alcuni non sanno dove si trovino sulla cartina geografica altre nazioni, affermando che gli Stati Uniti sono la miglior nazione che ci sia (i suoi rappresentanti sfuggono ai terroristi e li combattono facendo prevalere il bene), mentre gli altri paesi sono a un livello inferiore (infatti i loro leader vengono tutti catturati).
Si salvano dall'attentato della pellicola solo l'Inghilterra - storico alleato degli Stati Uniti - e, per ragioni che preferisco non approfondire, l'Italia, con Sabrina Impacciatore oramai lanciata nelle produzioni americane. Chiaramente sono lì solo per aiutare la vera nazione protagonista, non per surclassarla.
In questo scenario nessuno si stupisce, dunque, che la Presidente (inclusività al massimo) sia incarnazione di questa supremazia e si riveli una formidabile combattente (viene spiegato perché lo è, sia chiaro). E in aggiunta le consolidate dinamiche familiari, con la prole a dare man forte.
E la vera fonte di ispirazione non sono i film sopra citati, bensì il sempiterno Trappola di Cristallo: la trama è praticamente simile, con le criptovalute - moderno oppio dei popoli - a prendere il sopravvento. E con una spruzzata di Black Panther, questo almeno lo citano.
Un prodotto immediato da digerire e forse da porre nel retro della propria mente, pronto a essere scordato e ritirato fuori solo quando, per qualche motivo, verrà nominato. A proposito, l'ultimo G20 tenutosi qualche mese dopo l'uscita di questa pellicola si è tenuto proprio in Sud Africa.. ma non c'era Viola Davis come rappresentante degli Stati Uniti.

venerdì 10 aprile 2026

Prime Video Original 100: Argentina, 1985


Anche l'Argentina ha vissuto una propria Norimberga ed è stata vittima di una tremenda dittatura. Quella attuata dalla giunta militare capitanata da Jorge Rafael Videla e che ha seminato il terrore nel paese latino dal 1976 al 1983, anche se Videla aveva perso la leadership due anni prima.
Il suo regime si è reso responsabile della tragedia dei desaparecidos, tra cui vi sono stati anche Héctor German Oesterheld e le figlie, molti dei quali non sono mai stati ritrovati.
Dopo la deposizione del regime è seguito un processo a carico di Videla e dei suoi più fedeli collaboratori. Un evento storico per l'Argentina, che viene rievocato in Argentina, 1985, diretto da Santiago Mitre, scritto da Santiago Mire e Mariano Llinás e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 21 ottobre 2022.
1984: Si inizia a preparare il processo di Videla e dei suoi collaboratori per crimini contro l'umanità. Di esso viene incaricato il procuratore generale Julio César Strassera (Ricardo Darín), che viene assistito dal giovane avvocato Luis Moreno Ocampo (Peter Lanzani) e da un team di altrettanto giovani assistenti, i quali in pochi mesi raccolgono centinaia di prove e testimonianze.
Il processo ha dunque inizio l'anno successivo, ma non è facile portarlo avanti, tra continue minacce e intimidazioni e il nuovo establishment che sembra voler dimenticare il passato come se non fosse mai esistito e andare avanti, incurante delle migliaia di vittime del regime.
La storia, a volte, ha la pessima abitudine di ripetersi e il paragone con Norimberga non è forse del tutto fuori contesto. Entrambi i processi reali hanno trattato di crimini tremendi, crimini contro l'umanità intera, un reato (difficile oggi immaginarlo) che prima della Seconda Guerra Mondiale non esisteva.
Come in Vincitori e Vinti, dunque, abbiamo un paese e delle persone che devono fare i conti con un passato ingombrante che non è possibile lasciarsi alle spalle. Non conoscevo il cinema argentino, e di certo ancora non lo conosco, ma questa produzione mi appare davvero ben fatta.
Ma questa non è una produzione americana e proviene da quello stesso paese, l'Argentina, che quegli orrori li ha vissuti.
Vengono dunque evitati tutti quegli stratagemmi narrativi tipici delle produzioni statunitensi: niente testimoni a sorpresa, nessun crolla sul banco con una pietosa confessione, per citare un uomo saggio.
Vengono invece esposti dei fatti (credo proprio che siano state utilizzate le testimonianze originali, senza alterazioni, il che rende la cosa ancora più angosciante) che con drammaticità e chiarezza rivelano gli orrori a cui arrivano una dittatura e persone prive di scrupoli, per non usare altri termini, precipitate nell'abisso del genere umano.
Ma vi è anche ciò che ruota attorno al processo. A partire dal rapporto - ben descritto - tra Strassera e la sua famiglia e come i legami rimangano forti anche quando il processo irrompe nelle loro vite.
E viene sottolineato come il cambiamento, ma al tempo stesso anche il desiderio e l'impegno di condannare ciò che è accaduto in passato, vengano dai giovani. Da coloro che hanno percorso chilometri per raccogliere testimonianze e prove, sacrificando tempo ad altre attività, per qualcosa in cui credevano fermamente.
Alla fine l'unica scena che ho giudicato erroneamente "all'americana", quando il pubblico esplode in un fragoroso applauso al termine della requisitoria del procuratore, in realtà è accaduto davvero nella realtà.
Un applauso che spazza via tutti gli orrori degli ultimi anni, mentre i dittatori condannati si espongono all'implacabile giudizio della Storia con la S maiuscola. Solo la sorte dei desaparecidos rimane ignota, un eterno monito di ciò che è accaduto e di come non debba accadere più.
In un curioso twist del destino, l'attore che ha interpretato Julio Strassera ha poi interpretato il personaggio di Juan Salvo, l'Eternauta, nel serial Netflix. Un personaggio creato da Héctor German Oesterheld, uno dei desaparecidos. Il cerchio si chiude.
E dunque... Nunca más.

mercoledì 1 aprile 2026

Prime Video Original 99: Il Blindato dell'Amore


Negli anni '70 e '80 del ventesimo secolo, il genere action al cinema ha trovato il suo consolidamento (non che prima non esistesse questo genere, chiaramente). Il tutto grazie ad eroi puri e duri come Steve McQueen e Charles Bronson nel primo decennio e una pletora di altri attori nel decennio successivo.
Se gli eroi del primo decennio erano molto "seriosi", gli anni '80 hanno provato un po' a distendere i toni, con l'introduzione di eroi fallibili stile John McClane o alcune spalle comiche, quale ad esempio Eddie Murphy in 48 Ore.
Lo stesso Eddie Murphy che ritorna in Il Blindato dell'Amore (The Pickup), diretto da Tim Story, scritto da Kevin Burrows e Matt Mider e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 6 agosto 2025.
Russell Pierce (Eddie Murphy) si prepara a festeggiare i 25 anni di matrimonio con la moglie Natalie (Eva Longoria) ed entro sei mesi progetta di lasciare lo stressante lavoro come autista di furgoni blindati per aprire insieme a lei un bed and breakfast.
Tuttavia, lo aspetta una pessima giornata lavorativa: il suo capo gli ha assegnato la zona più scomoda della città, dove non c'è copertura telefonica, e gli ha affibbiato come aiutante un novellino, Travis Stolly (Pete Davidson), che non pare essere in grado di tenere la bocca chiusa.
A peggiorare ulteriormente le cose, tre rapinatori capitanati da Zoe (Kate Palmer) hanno messo gli occhi sul blindato per quella che appare come una facile rapina. Ma Russell Pierce è determinato a festeggiare il suo anniversario, costi quel che costi.
Dopo quarant'anni e più, i ruoli si sono infine invertiti. In questo film è Eddie Murphy il veterano, un po' serioso (anche se poi non si trattiene dal fare qualche battuta, è più forte di lui), e ha al suo fianco una spalla comica, che ricorda il lui degli esordi. L'attore ci tenta, quantomeno, gliene va dato atto. Prolisso, un po' insopportabile e nonostante tutto volenteroso.
Tralasciando questo gioco delle parti, il film si caratterizza come un classico heist movie con lunghi inseguimenti in auto alla Bullitt ma senza le salite e le discese, esplosioni fin dove lo consente il budget, manovre acrobatiche ben eseguite dagli stuntmen e stuntwomen e dei sottotesti romantici, utilizzati forse per accalappiare anche un pubblico femminile. Ma anche quello maschile apprezza queste sottotrame, anche se alcuni non ve lo diranno mai.
Nulla che vada fuori dalla norma, dunque. Se vi piace questo genere di film, allora anche questo - senza esagerare - potrà incontrare i vostri favori.
Per quanto ci faccia dispiacere ammetterlo, i nostri eroi invecchiano e noi invecchiamo insieme ad essi. Anzi, diciamo che maturiamo. Ma come diceva un attore caposaldo degli action movie del passato, e di oggi, "vecchio, non obsoleto".
Ed è affascinante vedere come quegli stilemi di cinquanta o quaranta anni fa, se opportunamente rimodernati, possano ancora incontrare il favore del pubblico.

giovedì 25 luglio 2024

Prime Video Original 98: Master - La Specialista


Le dimore stregate, tema tanto caro alla letteratura gotica/horror sin dagli esordi. Sin dalla pubblicazione de Il Castello di Otranto di Horace Walpole. Una tematica che ha interessato anche il cinema e che ha proposto delle varianti in merito, come la stanza di hotel stregata nel caso di 1408.
Una tematica che può ben adattarsi ai tempi che cambiano, come dimostra Master: La Specialista, scritto e diretto da Mariama Diallo e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 18 marzo 2022.
Inizia un nuovo semestre presso la prestigiosa università di Ancaster, un semestre che vede un'importante novità: la designazione come direttrice dell'istituto di Gail Bishop (Regina Hall), la prima afroamericana a ricoprire questo ruolo.
A percorrere le ampie sale dell'università vi è la studentessa Jasmine Moore (Zoe Renee), la quale occupa la stessa stanza dove qualche decennio fa la prima studentessa afroamericana si impiccò, e si ritiene dunque sia maledetta.
Ben presto le due donne iniziano a notare insolito eventi: vivono strani incubi dove sono perseguitate da una figura incappucciata, vi sono episodi dal sottotesto razzista che avvengono intorno a loro e sembra che lo spirito della studentessa defunta si aggiri ancora intorno all'università.
Che vi sia davvero una maledizione che aleggia sull'università di Ancaster?
Un argomento classico dell'horror inserito in un contesto moderno e che riflette una tematica sociale. Appare ben chiaro, anche allo spettatore meno navigato in questo genere di produzioni, come in questo caso l'horror cinematografico faccia subito spazio a un altro tipo di orrore, molto più reale e molto presente nella società americana (ma anche in altre nazioni non si scherza).
Ovvero il tema del razzismo sotterraneo, non più esplicito come in passato, accoppiato a una finta inclusività che viene sbandierata all'opinione pubblica per dimostrare di essere moderni e al passo coi tempi.
A volte è così invisibile che non lo si noterebbe nemmeno. Quando vengono chiesti i documenti solo a certe persone o vengono lanciati certi sguardi o si attuano comportamenti da codardi, lasciando orrende scritte od oggetti.
Nonostante tutti i progressi fatti negli ultimi decenni, il film sottolinea come - soprattutto nei luoghi dove non dovrebbe esistere, come un istituto d'insegnamento - il razzismo sia ancora ben presente nella società americana e forse ci sarà sempre.
Paradossalmente è questo il vero orrore da cui le due protagoniste non possono fuggire. Una strega, una persecuzione spiritica, in qualche modo possono essere sconfitte nei film horror. Ma come si fa a battere il male assoluto?
Alla fine Jasmine Moore e Gail Bishop dovranno decidere se vogliono far parte di questo mondo alla rovescia o fuggire da esso... se questo è ancora possibile.

mercoledì 24 luglio 2024

Prime Video Original 97: Uno Splendido Disastro


Potete ben intuire che le storie d'amore possono (devono?) contare in questi ultimi tempi su donne forti, che vogliano eccellere negli studi o più in generale nella vita e magari al tempo stesso trovare la felicità. E su uomini muscolosi, tutti d'un pezzo, che magari non credono nel vero amore, ma hanno ben presto modo di ricredersi grazie all'incontro con la "donna perfetta".
Ebbene, le personalità più classiche in tal senso si ritrovano in Uno Splendido Disastro (Beautiful Disaster), scritto e diretto da Roger Kumble e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 5 maggio 2023. La pellicola si basa su un omonimo romanzo pubblicato nel 2011, scritto da Jamie McGuire.
Abby Abernathy (Virginia Gardner) abbandona la città natale di Las Vegas dove ha vissuto un passato tormentato per ricominciare una nuova vita a Sacramento.
Qui entra in contatto con alcuni giovani studenti, tra i quali vi è Travis Maddox (Dylan Sprouse), donnaiolo, sessista e arrogante.
L'incontro tra i due, tuttavia, fa scattare qualcosa e, anche se in principio si detestano cordialmente, alcuni eventi li portano a dover condividere lo stesso tetto per 30 giorni. Trenta giorni in cui potrebbe nascere un grande amore, o verificarsi uno splendido disastro.
La pellicola si propone l'obiettivo di narrare quella che è la classica storia d'amore che si verifica nei film ambientati nelle università, ma inserendovi anche un sottotesto ironico per rendere alcune situazioni paradossali. Abbandonando per una volta obiettivi di inclusività che sono presenti in molti altri film. Ovviamente un intento simile deve fare affidamento anche sull'interpretazione degli attori.
Ecco, quando si nota che i migliori sono i comprimari, forse si può capire dove stia la nota dolente. Quel bravo ragazzo che frequentava hotel di lusso e crociere è cresciuto, si è fatto i muscoli e pure le chiappe che ci si preoccupa giustamente di inquadrare.
Per il resto domina la totale inespressività da parte di entrambi, con una scena "focosa" che sembra presa dalla versione ordinata su Wish di Crank, cosa che contribuisce molto a smorzare l'atmosfera romantica - se c'è mai stata - visto che i temi di crescita e vita universitaria sono praticamente assenti e tutto viene giocato attraverso le interazioni dei due protagonisti e le loro apparenti incompatibilità caratteriali che contribuiscono a farli avvicinare.
Con in conclusione, giusto per mettere un elemento aggiuntivo tanto per fare, una trama simil-thriller che riporta Abby a Las Vegas per fare i conti col proprio passato e ha lo scopo di sancire l'unione tra i due ragazzi.
Ma sapete bene che a Las Vegas a volte possono accadere degli imprevisti, si può prendere una sbronza e...

mercoledì 10 luglio 2024

Prime Video Original 96: Sayen - La Cacciatrice


Dopo Sayen e Sayen: La Terra Ha Sete, giunge il terzo e conclusivo capitolo dedicato all'insolita eroina cilena che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Una sorta di mix, in salsa cilena, tra Captain America e Lisbeth Salander... e scusate se è poco.
Il terzo capitolo si intitola Sayen: La Cacciatrice (Sayen: La Cazadora), diretto da Alexander Witt, scritto da Diego Ayala, Loreto Caro-Valdés, Camila Jorquiera Stagno e Patricio Lynch e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 26 aprile 2024.
Sta per giungere la resa dei conti tra Sayen (Rallen Montenegro) e la spietata e potente multinazionale Greencorp, capitanata da Fisk (Aarón Díaz), il quale ha sul suo libro paga numerosi politici corrotti per assicurarsi i diritti di sfruttamento di un bene primario e prezioso, l'acqua.
Nonché il mandante e responsabile di tutte le recenti sventure che la ragazza ha dovuto affrontare.
In un ultimo, disperato tentativo Sayen si allea con un gruppo di hacker per smascherare le manovre corruttrici di Fisk e far venire alla luce la verità. Ma vi è una talpa al servizio di Fisk all'interno di questo gruppo.
La tematica delle multinazionali che sfruttano con mezzi criminali le risorse primarie dei paesi, ingraziandosi i politici del luogo a discapito della gente più sfortunata, era già stata ampiamente affrontata nei primi due capitoli.
In questo epilogo, dunque, non ci si ritorna più di tanto e lo si utilizza per dare una appropriata conclusione a tutte le trame e sottotrame disseminate lungo la via, non tantissime ovviamente, ma una risoluzione è necessaria, puntando molto sul fattore azione.
Sayen è qui sempre più una supereroina senza superpoteri, una difensora dei diritti civili delle persone, una campionessa del popolo che lotta contro le malvage corporazioni (il suo avversario si chiama pure Fisk, per i fan di Echo).
Ma come ogni eroina che si rispetti, le battaglie e le vittorie giungono sempre a caro prezzo e, se mai Sayen trionferà, dovrà sacrificare parte di sé prima che questo avvenga e raccogliere i frammenti di ciò che le è rimasto.
È evidente come in questa trilogia si sia cercato di strizzare l'occhio a certe produzioni action americane, pur senza averne tutto il budget e i mezzi. Con tanto di tradimenti, doppiogioco, esperti informatici, storie d'amore tormentate. Tuttavia non aspettatevi acrobatici combattimenti alla Tom Cruise o una lunga sequela di esplosioni alla Michael Bay.
In questo caso, con meno soldi a disposizione, si cerca di aderire a un maggiore realismo - per quanto questo sia possibile con una supergirl sullo schermo - ed è meglio sia così alla fine, poiché rende credibile il fatto (davvero impossibile, nella realtà) che un imprenditore senza scrupoli possa pagare per le proprie azioni e i politici corrotti vadano in rovina.

venerdì 21 giugno 2024

Prime Video Original 95: Die Hart 2 - Die Harter


È l'eroe più grande che il cinema e il mondo abbiano mai conosciuto. Di fronte alla sua potenza, ogni criminale trema di paura.
Sì, stiamo parlando proprio di lui, di... Kevin Hart? Già protagonista di un insolito film che ironizzava sulle pellicole d'azione moderne di Hollywood, intitolato Die Hart, l'attore ritorna più alla carica che mai col sequel Die Hart 2 - Die Harter, diretto da Eric Appel, scritto da Tripper Clancy e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 30 maggio 2024.
Come nel caso del primo film, anche questo sequel rappresenta un nuovo montaggio di un serial televisivo composto da alcune brevi puntate apparso in precedenza su un'altra piattaforma.
Kevin Hart è diventato una star di film d'azione grazie al remake cinematografico della serie televisiva I Jefferson e i produttori spingono per farne subito un sequel.
L'attore, tuttavia, vorrebbe dedicarsi a un progetto personale, con scene d'azione reali senza uso di green screen e basato in buona parte sull'improvvisazione. Ma c'è qualcuno che non è d'accordo con tutto questo e rapisce l'attore.
Indeciso se stia vivendo la realtà o un'opera di finzione, Kevin Hart deve scoprire chi sta cercando di prendere il suo posto e perché.
Se il primo film si faceva un po' beffe di un certo appiattimento del cinema di genere americano, sempre pronto a riciclare vecchie idee spacciandole come nuove, in questo sequel ci si concentra sulla tecnologia e sul suo uso e abuso nel cinema odierno.
Grande utilizzo di green screen, ampio sfruttamento di effetti speciali computerizzati e attori che devono piegarsi a queste innovazioni a discapito di una interpretazione più spontanea minano dunque una piena espressività artistica, anche nel campo della commedia.
Un abuso di tecnologia che va a discapito inoltre di un vecchio modo di fare cinema e colpisce in particolar modo gli stuntmen, elementi ombra che risultano fondamentali per la buona riuscita di un film e a cui non viene riconosciuto il giusto credito.
Come nella precedente occasione, comunque, tale critica viene fatta in maniera alquanto light e velata, poiché un eccessivo approfondimento non avrebbe interessato con ogni probabilità lo spettatore.
Da questo tema nasce una storia che sembra quasi presa da Il Sosia di Fëdor Dostoevskij o, per restare in ambito cinematografico, da Enemy di Denis Villeneuve, con un doppio che cerca di estromettere Kevin Hart dalla sua stessa vita.
Seppur ovviamente, in questo caso, i toni drammatici siano del tutto assenti e vengano sostituiti dalle battute e dalla versatilità di Kevin Hart, attorniato a sua volta da comprimari surreali. Surreale come la situazione in cui si è andato a cacciare e che potrebbe avere un risvolto inaspettato.

mercoledì 19 giugno 2024

Prime Video Original 94: Sayen - La Terra Ha Sete


Con Sayen abbiamo conosciuto una nuova, insolita eroina di questi insoliti tempi moderni. Una ragazza cilena dal passato tormentato, che si è ritrovata a dover combattere contro una potente multinazionale, la quale voleva sfruttare e depredare le risorse della terra dei suoi antenati.
Sayen è riuscita temporaneamente a sventare la minaccia, ma ora su di lei pende un capo di imputazione di omicidio, che l'ha costretta a fuggire.
La sua battaglia, tuttavia, non si è conclusa e questa Capitana Cile ritorna assetata di vendetta e giustizia in Sayen: La Terra Ha Sete (Sayen: La Ruta Seca), diretto da Alexander Witt, scritto da Leticia Akel, Paula del Fierro e Julio Rojas e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 20 ottobre 2023.
In fuga dalla legge e dagli sgherri al servizio della Actaeon guidata da Máximo Torres (Enrique Arce), Sayen (Rallén Montenegro) cerca a rischio della propria vita prove che possano incriminare la multinazionale e i suoi capi.
Mentre si trova nei pressi di una delle sedi della multinazionale, Sayen si imbatte in Qumal (Katalina Sánchez), una giovane ragazza che vuole aiutarla a smascherare le malefatte della Actaeon, e Gasper (Jorge López), un ex sgherro al servizio della multinazionale.
Pur con riluttanza, Sayen accetta il loro aiuto. Ma quando una multinazionale controlla il potere politico ed economico di una intera nazione, la vittoria potrebbe rivelarsi impossibile.
Siccome le gesta qui mostrate sembrano praticamente quelle di una supereroina, Capitana Cile appunto, anche se è in apparenza una persona ordinaria, non può certo mancare la figura del sidekick, il Falcon della situazione.
Doppio sidekick in questa occasione, che rappresentano sia quella parte di Sayen ancora aggrappata al concetto di giustizia (Qumal), sia il suo desiderio di farsi giustizia da sola e in maniera spiccia (Gasper).
Oltre all'evidente sottotesto ambientalista e un po' populista di politica corrotta, ma confesso di non essere molto esperto della situazione politica cilena, rimaniamo poi dalle parti del film d'azione all'americana.
Che vuole appunto ispirarsi a certi classici stilemi americani, pur senza averne tutti i mezzi (anche se in taluni casi i vari combattimenti a mani nude e con calci possono risultare più realistici, non tutti noi infatti siamo atleti olimpionici).
Con qualche concessione per la trama, come quella che vede il CEO di una importante multinazionale che va personalmente a caccia di Sayen nel deserto senza farsi accompagnare da una pesante scorta armata.
Pur essendo il capitolo di mezzo della trilogia, non ne risulta un capitolo di transizione, modificando in maniera decisiva lo status quo e rivelando alla fine il vero mandante dietro tutte le malefatte che hanno segnato la vita della ragazza. In attesa della parte finale.

venerdì 24 maggio 2024

Prime Video Original 93: Tutto è Possibile


Il liceo high school americano è uno di quei luoghi dove la maturazione personale passa, nei film, attraverso esperienze sia positive che negative che forgiano la rispettiva persona. Esperienze che cambiano nel corso del tempo, così come cambia la società.
Nei film di John Hughes, gli adolescenti del Breakfast Club dovevano affrontare problematiche sì ancora attuali, ma che oggigiorno non sono più le uniche.
Uno specchio dei tempi attuali è Tutto è Possibile (Anything's Possible), diretto da Billy Porter, scritto da Ximena García Lecuona e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 22 luglio 2022.
Inizia l'ultimo anno del liceo. Kelsa (Eva Reign) è pronta a passarlo insieme alle sue migliori amiche e altrettanto può dirsi per Khal (Abubakr Ali), ed entrambi devono scegliere che fare del loro futuro.
Kelsa è una ragazza trans che ha un piccolo canale Youtube, dove racconta le sue emozioni durante la fase di transizione. Khal scopre il canale e rimane da lei affascinato, donandole un mazzo di fiori e iniziando a uscire con lei.
Ma se la loro relazione è stabile e non tiene conto delle categorizzazioni, il mondo che gira attorno a loro - composto dai genitori e dai compagni di scuola - non vede del tutto di buon occhio la cosa.
I tempi cambiano (e ora sentirete la mia classica frase che sta a voi decidere se sia in bene o in male) e quindi cambiano anche le persone. E gli adolescenti. Se i giovani protagonisti di John Hughes dovevano affrontare problematiche ancora e sempre persistenti, quale il rapporto coi genitori ad esempio, scenari diversi sono nel frattempo emersi.
Ovviamente, e non serve nasconderlo, questo è un film incentrato sull'identità di genere, argomento divenuto negli ultimi anni sempre più delicato e su cui non è così facile avere un'opinione univoca, per i più svariati motivi.
Se Moonlight parlava di una storia d'amore omosessuale trattandola come ogni altra storia d'amore, la stessa cosa si tenta di fare in questo caso. I due protagonisti si amano senza tenere conto di ciò che pensano gli altri e accettandosi per quello che sono, ma non è sempre possibile tenere chiusi gli occhi di fronte alla realtà che li circonda, così come non potevano farlo i due protagonisti di Moonlight.
Alla fine diventa però più importante il pur significativo messaggio, di accettare le persone senza pregiudizio alcuno, che va un po' a discapito della storia. Ad esempio non viene ben approfondito perché di punto in bianco alcuni amici e alcune amiche dei due inizino ad ostracizzarli: d'accordo il bigottismo, ma almeno un po' di contesto.
Una storia che ovviamente procede su binari consueti per questo tipo di pellicole, già percorsi decine di volte. I due protagonisti si incontrano, scoprono di amarsi, hanno un momento di crisi dovuto alle difficoltà che il mondo pone loro davanti, tali difficoltà vengono infine superate e i due possono pensare ai passi successivi delle loro vite.
Ma volendo si può inquadrare il tutto nell'ordinarietà delle cose che si vuole descrivere. Se altri film teen adolescenziali hanno quel tipo di svolgimento, perché non può averlo questa pellicola?

lunedì 20 maggio 2024

Prime Video Original 92: Sayen


Il serial Echo del Marvel Cinematic Universe ci ha proiettato nel mondo di un'eroina che riscopre le sue radici, le quali affondano nei secoli passati e nella cultura delle native americane. Un viaggio che si conclude con l'eroina che si appropria di quelle radici, portando così avanti una gloriosa tradizione.
Il tema della persona che si riappropria delle sue radici - e così anche di una parte perduta della propria identità - è tuttavia ben presente da decenni ovunque. Ma un altro tipo di eroina la si può ritrovare in Sayen, diretto da Alexander Witt, scritto da John Swab e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 3 marzo 2023.
Sayen (Rallén Montenegro) ritorna nelle terre cilene dove è nata e cresciuta, ma da cui si è allontanata dopo che suo padre è stato ingiustamente incarcerato. Qui vive ancora la zia, che ha appena ricevuto un'ingente offerta da una potente multinazionale, rappresentata dal giovane Antonio Torres (Arón Piper), per la vendita del suo terreno.
La zia, tuttavia, rifiuta la proposta e Sayen poco dopo scopre che la multinazionale è coinvolta in affari alquanto loschi. Colta sul fatto mentre spia le loro mosse, Sayen viene inseguita da Antonio Torres e le persone al suo servizio, determinate a ucciderla.
Poiché, dietro Antonio Torres, vi sono uomini molto potenti e determinati, pronti a cancellare secoli di storia e tradizione cilene in nome del profitto.
Ci sono stati negli anni passati film ambientati in Cile: laddove c'è stata una dittatura si alimentano anche le storie da raccontare. Ma raramente ci si è ritrovati ad affrontare una produzione cilena, dallo stampo vagamente patriottico.
Ancora una volta, come spesso accaduto in questi ultimi anni per cercare di cambiare un po' le cose, ci ritroviamo di fronte a una donna forte e determinata che decide di mettersi contro delle persone potenti e, salvo pochi amici, tutto il mondo le volta le spalle, lasciandola sola nella sua battaglia.
Tuttavia, più che dalle parti di Echo, qui abbiamo di fronte una sorta di ibrido tra Rambo ed Erik Brockovich. La seconda visto il sottotesto ambientalista molto ben presente e rimarcato (la multinazionale che vuole sfruttare le risorse naturali delle regioni storiche del Cile).
Sayen è una versione femminile di Rambo da un lato per l'ambientazione - la maggior parte dell'azione si svolge nelle foreste della terra in cui vive e che lei ben conosce, mentre per i suoi inseguitori è territorio sconosciuto - ma anche perché diventa praticamente un esercito di una sola donna, che con abilità e costanza riesce a debellare tutti i suoi avversari, sfruttando le proprie capacità di lotta apprese negli anni passati (ci sono anche un paio di frasi che in maniera sottile richiamano quelle del Colonnello Trautman).
E infine abbiamo una popolazione, i Mapuche, realmente esistente e strettamente connessa col Cile e il suo passato. Una finestra su un mondo che il pubblico non conosce, e che qui in maniera inevitabile viene appena aperta, ma che può risultare affascinante esplorare. Un'identità perduta di cui la protagonista va alla ricerca.
E il suo viaggio deve ancora concludersi.

martedì 14 maggio 2024

Prime Video Original 91: Gioco di Ruolo


La vita degli assassini su commissione non è mai semplice. Su e giù per il mondo, obiettivi sensibili, sangue come se piovesse, sparatorie... e poi magari vieni scaricato e cacciato dai tuoi precedenti alleati. E non parliamo di quando hai una famiglia e devi tenere nascosta la tua doppia vita.
In True Lies, Jamie Lee Curtis veniva catapultata nella vita segreta del marito Arnold Schwarzenegger, con tutte le conseguenze del caso. Ma i ruoli possono anche invertirsi, come avviene in Gioco di Ruolo (Role Play), appunto, diretto da Thomas Vincent, scritto da Seth Owen e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 12 gennaio 2024.
Agli occhi della gente, Emma Brackett (Kaley Cuoco) è una persona come tante altre. Moglie e madre di due figli, è spesso lontana per lavoro, cosa che sta distruggendo il suo matrimonio, di cui ha persino scordato l'ultimo anniversario. Quello che però nessuno sa, nemmeno il marito Dave (David Oyelowo), è che Emma è una sicaria.
Per cercare di salvare e ravvivare la loro relazione, Emma e David decidono di far finta di incontrarsi per la prima volta, in un hotel in una sorta di insolito gioco di ruolo. Ma lì, quella doppia vita che Emma ha cercato con forza di far restare segreta viene allo scoperto, costringendo la donna a fuggire per salvare sé stessa e la propria famiglia.
Non sono ovviamente pochi i film dove la vita di un agente segreto si incontra e si scontra con la sua vita privata, coinvolgendo spesso l'ignara famiglia con conseguenze drammatiche. Innestando dunque le tematiche della fiducia e dell'amore che va oltre la menzogna.
Di solito, tuttavia, è l'uomo che trascina la famiglia nel suo mondo complicato, ma la realtà ci ha spesso narrato di agenti segreti femminili e gli omicidi a sangue freddo sono anche appannaggio delle donne, anche se questo può sembrarci strano. Quindi, pur essendoci chiaramente dei precedenti, in questo caso il gioco di ruolo da cui deriva il titolo è vedere i ruoli invertiti.
Ma il vedere una donna che interpreta un ruolo dove di solito vi è un uomo in questo caso non è molto sconvolgente, poiché tutto quanto poi prosegue secondo dinamiche consolidate. Quindi abbiamo un villain che ha in realtà orchestrato tutto (una villain, femminile, ovviamente), e che ha legami con la protagonista, ovviamente.
E la protagonista finge - ovviamente - di cascare nella trappola della villain, ma avendo già pianificato tutte le proprie mosse. Ovviamente.
Insomma, alla fine quello che ci ritroviamo di fronte, e in sé non c'è nulla di male, è il classico film action con qualche elemento di dramma e riflessione appena accennato. L'impressione che rimane, tuttavia, è che si volesse dire qualcosa di più. E se è stato detto, è sfuggito.

giovedì 9 maggio 2024

Prime Video Original 90: Una Torta per l'Uomo Giusto


Uomini e donne sono differenti per molti aspetti, talvolta pure di natura caratteriale, e anche l'amicizia tra loro assume caratteristiche particolari.
Se sono una infinità le pellicole su amicizie maschili, altrettante lo sono quelle sull'amicizia tra donne, di cui uno dei più celebri è Thelma & Louise. Ma ce ne sono anche altre, appunto, quali Nemiche Amiche o il poco noto - clone di Thelma e Louise - Fuga per un Sogno.
Si inserisce in questo particolare sottogenere anche Una Torta per l'Uomo Giusto (Sitting in Bars with Cake), diretto da Trish Sie, scritto da Audrey Shulman (basato su un suo omonimo libro scritto) e distribuito su Amazon Prime Video a partire dall'otto settembre 2023.
Corinne (Odessa A'zion) e Jane (Yara_Shahidi) sono amiche inseparabili fin dall'infanzia, nonostante i loro caratteri siano agli antipodi e, oltre a lavorare per la stessa agenzia, condividono un appartamento.
Jane ha la passione per ideare torte che risultano molto apprezzate e così Corinne esorta la sua amica a portare queste torte in giro per i vari bar di Los Angeles, nella speranza che la sua amica possa trovare un fidanzato. Le due decidono così di organizzare una sorta di tour della durata di un anno, per un totale di 50 torte.
Ma a metà percorso avviene un evento drammatico, che cambia drasticamente la vita delle due ragazze, costringendole a venire a patti con una tragica realtà.
Un film nettamente diviso in due parti, con tematiche, caratterizzazioni e caratteri che cambiano in maniera decisa quasi da un momento all'altro. La prima parte è quella più light, sembra proprio di ritrovarsi di fronte a una di quelle commedie dal sottotesto romantico, già così spesso viste in passato, e che sembra non aggiungere nulla di nuovo.
Dopodiché avviene l'evento che cambia tutto, il quale giunge all'improvviso come accade anche nella vita vera. Le due protagoniste si ritrovano perciò a dover trattare con la malattia di una di loro.
Il fatto che alcuni comportamenti, frasi e situazioni in questo contesto risultino molto realistici - come quello dove si afferma che certe persone si avvicinino a te per consolarti e poi sparire solo per avere la coscienza pulita, cosa che chi ha avuto un proprio caro malato in maniera grave purtroppo avrà sperimentato - è dovuto al fatto che tale film si basa su eventi davvero accaduti.
La sceneggiatrice Audrey Shulman, infatti, vede qui il suo omologo in Jane, poiché anche lei ha avuto un'amica malata di cancro che l'ha incoraggiata a preparare torte anche quando quest'ultima era in ospedale. Esperienze sia tristi che liete descritte nell'omonimo libro che qui viene adattato.
Poi ovviamente il tutto è stato drammatizzato per rendere la storia appetibile e commovente per il grande pubblico, ma sono operazioni giuste e inevitabili.
Abbiamo quindi sia un insolito road movie, come Thelma & Louise, sia il cancro che si frappone nel rapporto tra due donne, come avviene anche in Nemiche Amiche. L'epilogo può essere uno solo, ma è il percorso di vita che infine conta.

martedì 16 aprile 2024

Prime Video Original 89: Road House


Nel 1989, esce Il Duro del Road House, epitome di una certa tipologia di film d'azione predominanti in quel decennio, e che tuttavia si distingueva per la profonda umanità del protagonista, interpretato da Patrick Swayze.
Per uno di quegli strani scherzi del destino, questo film negli anni ha conseguito una sorta di status di culto - forse anche per via della prematura scomparsa dell'attore - venendo apprezzato da più generazioni e continuando a essere lodato.
E sapete come funziona il cinema, a volte. Se un prodotto funziona, perché non rifarlo? Ecco dunque Road House, diretto da Doug Liman, scritto da Anthony Bagarozzi, Charles Mondry e David Lee Henry e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 21 marzo 2024.
Elwood Dalton (Jake Gyllenhaal) è un ex lottatore della UFC caduto in disgrazia, che si guadagna da vivere combattendo nei circuiti clandestini. Un giorno viene contattato da Frankie (Jessica Williams), un'imprenditrice della Florida che vuole assumerlo come buttafuori del suo road house, il quale è frequentato in parte da gente poco raccomandabile.
Dopo qualche esitazione Dalton accetta, ma ben presto si ritrova di fronte a qualcosa di non previsto. Il Road House, infatti, è nel mirino per qualche misterioso motivo di Ben Brandt (Billy Magnussen), uno spietato criminale che naviga nel lusso. Ma il nemico più insidioso per Edwood Dalton potrebbe rivelarsi il suo insidioso passato.
Un remake di solito si pone l'obiettivo di riprendere il film originario e attualizzarlo, considerato che nel mentre qualche anno o decennio sono passati. E sì, di certo il 2024 è molto differente rispetto al 1989, anche solo per la concezione di eroe cinematografico, da cui pure il personaggio interpretato da Patrick Swayze cercava in parte di distaccarsi.
Lo scheletro della trama originaria viene ovviamente ripreso (l'eroe contro il criminale e il suo sanguinario scagnozzo, la storia d'amore con una dottoressa, gli interessi economici che circondano il Road House), ma partendo da queste basi si cerca anche di costruire qualcosa di diverso.
A partire dalle ambientazioni. La pellicola originaria era ambientata principalmente di notte, nel Missouri popolato da "bifolchi", a sottolineare una certa oscurità della trama di fondo. Il remake invece si svolge nell'assolata Florida e la maggior parte delle scene, quasi tutti i combattimenti in particolar modo, avvengono di giorno, come a voler sottolineare un tono più leggero rispetto al passato.
Anche i protagonisti secondari, a partire dai villains, sono abbastanza fuori di testa, forse perché replicare Ben Gazzara in chiave seria oggi non funzionerebbe.
Il protagonista, invece? A mio avviso Jake Gyllenhaal non ha attualizzato il Dalton di Patrick Swayze, bensì ha cercato di fornire un'interpretazione aggiornata, e un po' più light, del suo stesso personaggio di Southpaw: L'Ultima Sfida. Diviso tra il tormento per alcuni eventi del passato e il desiderio di trovare una nuova strada, ma con un lato oscuro pronto a emergere e a seminare il caos.
Una personalità così preminente da offuscare tutte le altre, mentre nel film originario vi era un po' di spazio anche per gli altri protagonisti, nonostante la personalità imponente di Patrick Swayze.
Quindi chi volesse guardare questo remake nella speranza di ritrovarci le atmosfere de Il Duro del Road House resterà deluso. Questo è un film per il pubblico "moderno" (qualsiasi cosa voglia dire) e che il passato lo tratta solo in termini di rispetto. Ma questo è appunto passato.

mercoledì 27 marzo 2024

Prime Video Original 88: L'Incontro


Nei film di fantascienza una tematica molto comune è l'invasione aliena. A volte tale tematica viene utilizzata sotto forma di metafora, a volte più semplicemente si tratta solo di un adrenalinico film di azione dove si devono affrontare degli alieni malvagi.
Ma quella metafora di cui sopra, dove l'invasione è in realtà un pretesto per parlare di altri argomenti nascondendoli sotto un'affascinante patina fantascientifica, si rivela troppo tentatrice. Come si può vedere ne L'Incontro (Encounter), diretto da Michael Pearce, scritto da Michael Pearce e Joe Barton e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 10 dicembre 2021.
Malik Khan (Riz Ahmed) è un soldato che è stato congedato con disonore dall'esercito per aver aggredito un suo superiore. L'uomo è convinto che sulla Terra sia in atto un'invasione aliena segreta, che si propaga attraverso gli insetti.
Spinto da quelle che potrebbero essere manie paranoidi oppure no, Malik Khan si reca presso l'abitazione della ex compagna, la quale si è rifatta una vita con un nuovo marito, e porta via di lì i suoi due figli, convincendoli che vivranno insieme una grande avventura.
Peccato però che la realtà sia ben diversa e, in un mondo circondato dal deserto e dal buio, Malik e i suoi figli vengono ben presto ricercati dalla polizia e da sprovveduti cacciatori di taglie.
La patina di fantascienza di questo film è davvero molto esile. Quella che appare in principio come una versione moderna de L'Invasione degli Ultracorpi diventa ben presto una pellicola dai toni fortemente drammatici, incentrata sui rapporti familiari e sulle malattie mentali.
Malik Khan è infatti un reduce di guerra che ha vissuto gli orrori dei conflitti bellici e questo lo ha spezzato, portandolo a ribellarsi contro i suoi superiori.
Da quel momento in poi Malik Khan si è costruito un mondo fittizio per giustificare la sua esistenza che stava andando in pezzi e un nemico che si scoprirà essere immaginario (a dire il vero, nemmeno per un istante il film vuole far credere che ci sia un'invasione aliena in atto). Un mondo forse alimentato da certe teorie complottiste molto preminenti negli Stati Uniti e che fanno appunto leva su persone fragili.
Un mondo fittizio in cui l'ex soldato, però, si sente incompleto senza i suoi figli. Senza una famiglia. Quando l'orrore delle cose più brutte della vita travolge un'esistenza ordinaria, ci si aggrappa alle cose più care per non dover guardare nell'abisso.
Ma alla fine Malik Khan dovrà scrutare in quell'oscuro abisso che lui stesso ha creato e che sta mettendo in pericolo i suoi figli, per compiere una scelta definitiva e che possa rivelarsi salvifica... o distruttrice.

mercoledì 13 marzo 2024

Prime Video Original 87: L'Altra Zoey


Ma che belle e romantiche le storie d'amore, soprattutto quelle dove i due innamorati non affrontano crisi esistenziali o drammi privati. C'è solo peace and love, love and peace... ma come in Two Much: Uno di Troppo il tutto è rivolto verso un'altra persona!
Questo accade anche in L'Altra Zoey (The Other Zoey), diretto da Sara Zandieh, scritto da Matt Tabak e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 20 ottobre 2023.
Zoey Miller (Josephine Langford) non crede nell'amore romantico, in quanto per lei l'amore è solo una banale reazione chimica, detesta le commedie romantiche alla Notting Hill ed è convinta che festività come San Valentino siano solo a sfondo consumistico ed ipocrita.
Quando un'atleta della scuola, Zach MacLaren (Drew Starkey), si presenta presso la libreria dove la ragazza lavora part-time, dimentica lì la sua carta di credito. Rincorrendolo, Zoey lo distrae e così Zach viene investito da un'auto.
Non vi sono lesioni gravi, ma un colpo alla testa gli provoca una leggera amnesia, tanto da convincerlo che Zoey Miller sia la sua fidanzata. Siccome i dottori si raccomandano di non causargli forti shock, Zoey decide di continuare nella finzione.
Peccato che l'altra Zoey stia per fare il proprio ingresso sulla scena.
Qua e là talvolta ci occupiamo di commedie romantiche con protagonisti degli adolescenti e con storie molto semplici e immediate, poiché è il pubblico di riferimento che vuole questo tipo di racconto, senza troppe convoluzioni o patemi d'animo. Si vuole semplicemente una bella (a seconda dei rispettivi punti di vista, ovviamente) storia d'amore.
E quindi eccola qui, ben (?) confezionata. Partendo da due caratteri antitetici e le cui esistenze in teoria non dovrebbero nemmeno incrociarsi. Ovvero una ragazza materialista e priva di qualsiasi forma di romanticismo e un atleta che crede in maniera sincera nei sentimenti. I due attori sono giovani e rivedibili.
Stavolta la commedia degli equivoci si gioca utilizzando il classicissimo tema dell'amnesia, che nella realtà così tanto ridere non fa, ma il cinema può questo e altro. E in ultima analisi l'argomento principale risulta il consolidato cosa è davvero l'amore e come esso possa manifestarsi nelle situazioni più impensabili.
Ci aggiungiamo infine nel cast due glorie del (recente, ci mancherebbe) passato quali Heather Graham ed Andie MacDowell e il gioco è fatto.
Ormai anche chi non è esperto di meccanismi narrativi cinematografici può capire dove vadano a parare simili film. Ma appunto, come detto, al pubblico di riferimento spesso questo non importa. A loro importa vedere una storia d'amore che, una volta ogni tanto almeno nella finzione, trionfa su ogni avversità.

mercoledì 24 gennaio 2024

Prime Video Original 86: The Burial - Il Caso O'Keefe


La società statunitense tiene molto al concetto di sogno americano. Di quella terra delle possibilità dove anche gli ultimi e più sfortunati possono avere una possibilità di riscatto e di successo, come accade ad esempio al protagonista di La Ricerca della Felicità.
Anche se l'incremento della popolazione e le mutate condizioni sociali hanno reso tale concetto sempre più improbabile e per certi versi obsoleto, il sogno americano continua a essere preminente in alcune pellicole. Una di queste è The Burial: Il Caso O'Keefe (The Burial), diretto da Maggie Betts, scritto da Maggie Betts e Doug Wright e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 13 ottobre 2023.
1995: Jeremiah O'Keefe (Tommy Lee Jones) è un impresario di agenzie funebri del Mississippi che, a causa di alcuni problemi economici che rischiano di fargli perdere la licenza per esercitare, si vede costretto a cercare un accordo con una potente corporation, la Loewen Group.
Nonostante le strette di mano e le promesse, un accordo formale non viene siglato e, intuendo che stiano aspettando il suo fallimento per acquistare poi le sue proprietà a basso costo, O'Keefe si mette in contatto con Willie Gary (Jamie Foxx), un brillante avvocato esperto in cause di lesioni personali che non ha mai perso una causa.
Seppur le dispute contrattuali non siano il suo campo di competenza, Willie Gary accetta il caso portando in tribunale non solo la storia di un mancato accordo, ma anche di un uomo e della sua storia.
Dopo Il Diritto di Opporsi, Jamie Foxx si ritrova stavolta dall'altra parte della barricata per questo film di stampo giudiziario che effettua un adattamento molto libero e ancor di più "romantico" di un vero fatto di cronaca giudiziaria avvenuto appunto nel 1995 e che è stato trattato nel 1999 in un articolo nel giornale The New Yorker.
Con un evidente, ma funzionale, romanzamento delle vicende reali, quale l'inevitabile confronto tra il buon avvocato e lo spietato affarista e i contrasti ideologici col cliente, la pellicola - utilizzando questo evento - si concentra in primo luogo sul tema del razzismo, ma ancor di più sulle crescenti disparità tra ricchi e poveri. Tematiche che, pur ambientate in un contesto del recente passato, vengono con facilità attualizzate perché siano alla portata anche del presente.
Sia attraverso la storia di Jeremiah O'Keefe, un onesto lavoratore e padre amato che vuole dare un lascito importante alla sua famiglia, sia attraverso il background di Willie Gary, che ha iniziato lavorando nei campi a otto anni per divenire infine uno degli avvocati più benestanti del paese, si sottolinea comunque come il sogno americano sia ancora possibile da realizzare.
Così come anche i più umili e sfortunati possano infine rivalersi e trionfare sui potenti e sugli sfruttatori. Quantomeno con regolarità nelle pellicole cinematografiche, la realtà è più avara in tal senso.

mercoledì 20 dicembre 2023

Prime Video Original 85: 10 Giorni con Babbo Natale


Ritorna la famiglia Rovelli, una delle più tradizionali famiglie cinematografiche italiane, stavolta messa a confronto con una delle più classiche figure cinematografiche natalizie.
Alla fine del primo film, 10 Giorni Senza Mamma, Carlo Rovelli aveva deciso di abbandonare il proprio lavoro e stare di più accanto ai tre figli, mentre la moglie Giulia era tornata a esercitare la professione di avvocato.
Da questo punto prende il via il sequel 10 Giorni con Babbo Natale, scritto e diretto da Alessandro Genovesi e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 4 dicembre 2020.
È passato poco più di un anno dagli eventi del primo film. Carlo (Fabio De Luigi) continua a fare il casalingo e a occuparsi dei figli, ma comincia a essere insofferente verso questa situazione e sta cercando un nuovo lavoro. Giulia, invece, ha una carriera lanciata, ma lo stare spesso lontana dalla famiglia l'ha portata a non essere più considerata dal marito e dai figli.
Quando le viene fatta un'importante proposta di lavoro per un trasferimento permanente in Svezia, la famiglia rischia di separarsi. Ma lungo il tragitto per festeggiare il Natale incontreranno un misterioso uomo che afferma di essere Babbo Natale (Diego Abatantuono).
La situazione si è del tutto ribaltata. Nel primo film, era il marito/padre a essere lontano della famiglia e a dover riconquistare il loro affetto, mentre in questo sequel invece tocca alla moglie/madre. Il canovaccio è dunque consolidato e non vi si aggiunge nulla di particolarmente nuovo.
Se non appunto la figura di Babbo Natale, che in questo caso agisce come una sorta di bussola morale nei confronti della famiglia, indirizzandola verso il giusto percorso.
O almeno, lo fa quelle poche volte in cui Diego Abatantuono non lascia dirompente spazio alla sua comicità... e questi spazi sono davvero pochi e, giocando su una presunta amnesia di Babbo Natale, molte situazioni comiche sono incentrate su questo aspetto.
Il suo contraltare comico è Fabio De Luigi, il quale anche lui non perde occasione di mettere in atto le sue consuete scenette derivanti dal suo passato televisivo per far risaltare il personaggio imbranato e sfortunato, ma dal buon cuore.
Per il resto la commedia dei buoni sentimenti è servita e ci troviamo di fronte a una crisi familiare che riflette, in una chiave a metà tra il parodistico e il semidrammatico, certe dinamiche di questi ultimi anni precedenti all'epidemia di COVID-19. Dinamiche che forse ormai risultano già superate in un nuovo contesto sociale.
Tranne la figura di Babbo Natale. Lui sembra non verrà mai dimenticato dalla storia e dal cinema e lo vedremo ancora decine di volte.

martedì 19 dicembre 2023

Prime Video Original 84: Un Natale Stupefacente


Ebbene sì, non necessariamente tutti i film natalizi sono pieni di buoni sentimenti e Peace And Love Everywhere. Senza ora andare a scomodare saghe come Die Hard o Arma Letale, radicate ormai in un lontano passato, ogni tanto spunta fuori qualche pellicola che si distanzia da quelle più "classiche".
E una di queste arriva, manco a dirlo, dalla Francia. Come nel caso di Un Natale Stupefacente (Un Stupéfiant Noël!), diretto da Arthur Sanigou, scritto da Arthur Sanigou e Pierre Dudan e distribuito su Amazon Prime Video a partire dall'otto dicembre 2023.
Greg (Matthias Quiviger) è un agente di polizia che lavora sotto copertura, cosa che lo tiene lontano dalla famiglia anche durante la Vigilia di Natale. Quando promette alla figlia, che sta guardando un film natalizio alla televisione con protagonista Richard Silestone (Éric Judor), che passerà il Natale insieme a lei, la bambina non gli crede.
Accade poi l'incredibile: grazie a un incantesimo di Babbo Natale, Greg si ritrova trasportato nel mondo cinematografico di Richard Silestone, il quale a sua volta finisce nel mondo reale. Ora il primo deve aiutare la famiglia di Richard a non perdere la casa vincendo una gara di pattinaggio, mentre il secondo deve andare sotto copertura per smantellare un traffico di stupefacenti. Con esiti altrettanto stupefacenti e... risibili.
Sì, il punto di partenza sembra proprio il classico film natalizio. La famiglia, la presenza di Babbo Natale, l'incantesimo. Dopodiché...
Dopodiché, sfruttando lo scambio dei due protagonisti tra i due mondi e le situazioni da pesce fuor d'acqua, il film diventa una sorta di doppia parodia a un certo cinema americano, omaggio non direi proprio invece.
Da un lato, si fa beffe dei classici eroi da film d'azione, come John McClane o Martin Riggs (ne abbiano citato le saghe di riferimento non a caso): uomini tutto d'un pezzo, che compiono azioni eroiche che sfidano le leggi della gravità e della fisica, eppure allo stesso tempo sono pronti a tutto per stare con la propria famiglia.
Dall'altro lato, invece, il bersaglio sono tutte quelle commedie americane di stampo familiare (quelle in cui agisce il personaggio fittizio di Richard Silestone) dove ogni componente si vuole immancabilmente bene e rimane unito durante le festività natalizie di fronte a ogni avversità. Ne abbiamo viste a decine, anche in tempi recenti.
Una parodia che dunque sottolinea come risultino improbabili nel lungo periodo, ovvero quando quelle stesse situazioni narrative si ripetono all'infinito, questi tipi di pellicole, condendo il tutto con un umorismo sopra le righe e anche qualche battuta politicamente scorretta... almeno secondo l'ottica attuale.
Tuttavia non scordate che, parodia o meno, questo rimane un film di Natale e anche in film fuori dall'ordinario come questo, lo spirito natalizio alla fine deve prevalere.

mercoledì 13 dicembre 2023

Prime Video Original 83: Il Tuo Natale o il Mio? 2


Non abbiamo dovuto attendere molto prima che i protagonisti de Il Tuo Natale o il Mio? ritornassero sulla scena di prepotenza... o quasi.
Nel primo film, abbiamo visto James Hughes, discendente di una nobile famiglia inglese, coronare il suo sogno d'amore con Hayley Taylor, ragazza proveniente invece da un quartiere di periferia di Londra, nonostante i due si fossero separati durante un viaggio e si fossero imbattuti l'uno nella famiglia dell'altra.
Ma con una nuova relazione e nuove amicizie nate durante l'epilogo, è dunque giunto il tempo del sequel Il Tuo Natale o il Mio? 2 (Your Christmas or Mine? 2), diretto da Jim Hanlon, scritto da Tom Perry e distribuito su Amazon Prime Video a partire dall'otto dicembre 2023.
Dopo un anno esatto, le due famiglie si ritrovano per passare insieme una vacanza sulle alpi francesi e festeggiare il Natale in un luogo esotico. James Hughes (Asa Butterfield) e Hayley Taylor (Cora Kirk) sono ancora insieme, ma non hanno deciso per il momento di rendere più stabile la loro relazione, mentre il padre di James ha invece una nuova compagna americana.
Dopo un iniziale disguido e separazione, le due famiglie si ritrovano nello stesso hotel, dove dovranno affrontare alcune crisi che metteranno tutti a dura prova, rischiando di rendere questo il natale più disastroso di sempre.
La pellicola è decisamente corale, ci sono in pratica circa dieci attori sulla scena in più di un'occasione, ma inevitabilmente alla fine non c'è spazio adeguato per tutti e alcuni di loro vengono sacrificati in nome della storia principale.
Che è quella che riguarda la relazione tra James Hughes e Hayley Taylor, che qui incappa in qualche ostacolo e una piccola crisi (lui ama davvero lei? Lei ama davvero lui?) e subisce infine una svolta decisiva. Certo, a onor del vero questa era già stata risolta nel film precedente, ma sapete come sono questi sequel, qualcosa si devono pur inventare.
E così, coronando per la seconda volta la perfetta storia romantica (ovvero quella di due ragazzi divisi dalle classi sociali e dal reddito, ma uniti nell'amore e che rispettano l'uno le esigenze dell'altra), diventa poi facile puntare sulle agevoli tematiche dei buoni sentimenti e di come le famiglie debbano rimanere unite durante le festività natalizie. Dopo, non si sa.
Insomma, tutto consolidato e di già visto nella pellicola originaria, quindi questo sequel non aggiunge davvero nulla che non fosse già stato detto in precedenza. Se vi va, guardatelo giusto per vedere se ci sarà davvero stavolta la parola Fine.

domenica 10 dicembre 2023

Prime Video Original 82: Buon Natale da Candy Cane Lane


Siamo di nuovo nel periodo dominato dalla magica (?) atmosfera natalizia. C'è chi farà il Grinch per circa un mese, chi donerà amore al mondo (ma solo per questo mese) e chi ne approfitterà per investire tutti del proprio cinismo, che già non bastava nei precedenti undici mesi.
Ma è anche il periodo in cui nuovi prodotti a tema natalizio vengono sfornati. E uno di questi è Buon Natale da Candy Cane Lane (Candy Cane Lane), diretto da Reginald Hudlin, scritto da Kelly Younger e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal primo dicembre 2023.
Non è proprio un buon periodo pre-natalizio per Chris Carver (Eddie Murphy). A causa di un ingente taglio del personale, la sua azienda lo ha licenziato e - poiché la figlia sta per partire per l'università - potrebbe essere l'ultimo Natale passato insieme a tutta la famiglia.
Per questo motivo, Chris Carver è determinato a vincere il concorso per i migliori addobbi natalizi, che quest'anno mette in palio un ingente premio. Per riuscirci, compra delle incredibili decorazioni in un negozio come spuntato dal nulla e gestito dalla sbarazzina Pepper (Jillian Bell).
Ma quando le cose sono troppo belle per essere vere, c'è con ogni probabilità sempre dietro un inghippo. Come Chris Carver scoprirà ben presto a sue spese.
I film natalizi devono essere rassicuranti, penso di aver affermato tale cosa più di una volta, perché lo spettatore che li vede vuole dimenticarsi dei problemi che lo assillano anche durante le feste e dunque si compiace dell'illusione che a Natale tutto vada bene e tutti si vogliano bene... il famoso mese di amore al mondo di cui sopra.
Questa pellicola non fa eccezione. Partendo da una consuetudine consolidata negli Stati Uniti, quella delle incredibili decorazioni natalizie (impossibile da attuare in Italia dove si vedono solo qualche luminaria e finti Babbo Natale aggrappati al balcone), si vira subito verso tematiche consolidate rivestite di una trama a metà tra il fantasy e il thriller con chiare venature comiche e surreali.
Quali? Penso possiate intuirle. In primo luogo, la famiglia e quanto ci si voglia bene quando si è tutti uniti e ci si aiuta nei momenti di difficoltà. La famiglia di Chris Carver è quella ordinaria della classe media americana, con entrambi i genitori che lavorano e i figli che cercano di coltivare le loro passioni extrascolastiche, qualcosa in cui molti possono riconoscersi.
Gli eroi comuni, insomma, quelli di tutti i giorni che riescono a sconfiggere pericoli molto più insidiosi come la crisi economica e la disoccupazione.
Poi, appunto, abbiamo il profluvio di buoni sentimenti che pervade tutto e tutti, anche la "villain" della situazione a un certo punto, perché si sa che a Natale e solo a Natale siamo tutti più buoni.
Insomma, un perfetto film disimpegnato, nel senso che proprio non si impegna - per quanto diretto da un regista di mestiere - e che porta a casa il suo compito appunto di essere rassicurante. Uno di quei tanti che si vede nel periodo natalizio e di cui poi con ogni probabilità ci si dimentica.
Ma almeno per quel paio d'ore ci si è lasciati tutte le proprie preoccupazioni alle spalle. Ed è già qualcosa.