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lunedì 18 aprile 2022

A scuola di cinema: Die Hard - Duri a Morire (1995)

Diffuso in molte nazioni, Simon Dice/Simon Says è un gioco che prevede la partecipazione di tre o più giocatori. Uno di questi ha il ruolo di Simon, il quale deve dare agli altri giocatori ordini di eseguire certe azioni preceduti dalla frase "Simon Dice". A seconda di come quell'ordine verrà portato a compimento, i giocatori potranno andare avanti nel gioco o essere eliminati, fino a quando ne resterà soltanto uno. Se invece nessuno esegue gli ordini in maniera corretta, il vincitore è "Simon".
Ebbene, per quanto possa apparire strano, questo gioco per bambini è il punto di partenza per il terzo film appartenente alla saga di Die Hard.


Dopo la conclusione delle riprese di 58 Minuti per Morire (Die Hard 2), Bruce Willis rifiuta alcune sceneggiature che gli vengono sottoposte per un ulteriore sequel, giudicandole troppo simili ai primi due film. Una di queste sceneggiature, intitolata Troubleshooter e che vede John McClane e sua moglie Holly in lotta contro dei terroristi durante una crociera, viene qualche anno dopo riscritta per diventare Speed 2 - Senza Limiti (Speed 2: Cruise Control).
Inoltre, alcuni problemi che sia l'attore che la 20th Century Fox hanno sperimentato con Joel Silver e Lawrence Gordon, fanno sì che i due produttori non siano più coinvolti in un'ulteriore pellicola della saga.
Nell'ambiente cinematografico gira da qualche tempo una sceneggiatura di Jonathan Hensleigh intitolata Simon Says. L'idea viene allo sceneggiatore ripensando a quando da piccolo giocava a Simon Dice e, durante una partita, lanciò un sasso che inavvertitamente procurò una ferita a un suo amico. Si interroga dunque cosa accadrebbe se quell'amico anni dopo cercasse vendetta.
In origine, Simon Says è un film d'azione concepito come un sequel di Drago d'Acciaio (Rapid Fire), con Brandon Lee nel ruolo del protagonista e Angela Bassett al suo fianco, per impedire una serie di esplosioni da parte di un criminale che gioca con loro a Simon Dice.
Dopo la prematura scomparsa dell'attore, nel 1993, la sceneggiatura viene acquisita dalla Warner Bros. la quale intende utilizzarla come quarto capitolo della saga di Arma Letale (Lethal Weapon), mettendo Martin Riggs e Roger Murtaugh al posto dei personaggi che avrebbero dovuto essere interpretati da Brandon Lee e Angela Bassett.
Mel Gibson, tuttavia, all'epoca non è interessato a riprendere nell'immediato il ruolo di Riggs e così la Warner Bros. vende la sceneggiatura alla 20th Century Fox. Il trattamento di Hensleigh incontra i favori di Bruce Willis e così viene dato il via libera al progetto.
Jonathan Hensleigh effettua una revisione della sceneggiatura per adattarla alle atmosfere di Die Hard ma, a parte qualche dettaglio e il cambio dei nomi dei personaggi (con John McClane in sostituzione di Martin Riggs e Zeus Carver al posto di Roger Murtaugh), poche modifiche vengono apportate.
Per questo terzo capitolo ritorna come regista John McTiernan, il quale decide di rinunciare a dirigere Batman Forever.
Per il ruolo di Zeus Carver, la prima scelta ricade su Laurence Fishburne, che si accorda in via verbale per questo col produttore Andrew Vajna dopo che quest'ultimo gli ha garantito un ingaggio più alto rispetto a quello offerto in principio.
Prima che un contratto sia firmato, però, Vajna partecipa all'edizione del 1994 del Festival di Cannes, dove viene proiettato Pulp Fiction: il produttore rimane così favorevolmente impressionato dall'interpretazione in questo film di Samuel L. Jackson, caldeggiato anche da Bruce Willis, da offrirgli immediatamente la parte di Zeus Carver. Jackson accetta con gioia essendo un fan della saga e avendo visto Trappola di Cristallo almeno 30 volte.
Quando Laurence Fishburne viene a sapere di questo, fa causa ad Andrew Vajna per il mancato accordo, nonostante fosse stato concordato solo in maniera verbale, e riceve alla fine una somma risarcitoria.
Il ruolo di Simon Gruber viene proposto in un primo momento a Sean Connery, con cui John McTiernan ha già lavorato in Caccia a Ottobre Rosso e Mato Grosso (Medicine Man). L'attore, però, rifiuta la proposta in quanto ritiene il personaggio troppo malvagio per i suoi gusti. Il ruolo viene allora proposto a David Thewlis, ma costui vi rinuncia per partecipare alle riprese di Dragonheart. La parte viene infine affidata a Jeremy Irons.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 16 settembre 1994, tenendosi a New York, South Carolina e nel Maryland.
Per evitare problemi di qualsiasi natura, il cartellone trasportato da Bruce Willis dove compare una parola offensiva verso gli afroamericani in realtà non presenta alcuna scritta. La frase viene poi aggiunta in post-produzione.
L'enigma dei galloni d'acqua deriva da un'esperienza reale di Jonathan Hensleigh, il quale si ritrovò a dover risolvere questo test durante un esame, non riuscendoci.
L'epilogo originario, che viene effettivamente girato, vede Simon Gruber riuscire a fuggire con l'oro trafugato, mentre John McClane viene giudicato il principale responsabile di questa debacle e licenziato dalla polizia.
Preda della depressione e ossessionato dal ritrovare Simon Gruber, John McClane riesce infine a rintracciarlo alcuni anni dopo in un bar in Ungheria. Qui gli propone un gioco intitolato McClane Dice: vi è un piccolo lanciarazzi attorno al suo petto e verranno posti degli indovinelli come aveva fatto Simon Gruber. Se la risposta è errata, il pulsante del lanciarazzi sarà premuto ma - poiché gli sono stati tolti i mirini - è impossibile capire verso quale direzione andrà il razzo.
Quando McClane domanda a Gruber cosa avrebbe potuto portare a questo incontro che gli avrebbe salvato la vita, quest'ultimo sbaglia la risposta, il razzo parte e lo uccide. Viene infine rivelato che John McClane indossava un giubbotto antiproiettile.
Questo epilogo non piace alla Fox, venendo giudicato privo di azione e ritraendo McClane come troppo crudele e calcolatore. Viene dunque girato un altro finale, quello a tutti noto, e che comporta peraltro un aumento abbastanza significativo del budget.
Le riprese si concludono il 19 novembre 1994.
Un mese prima dell'uscita del film nelle sale, il 19 aprile 1995, avviene l'attentato a Oklahoma City a opera di Timothy McVeigh, che provoca 168 vittime. La Fox, tuttavia, decide di non editare la pellicola per eliminare delle esplosioni, in quanto è evidente che essa sia un'opera di fantasia.
Die Hard - Duri a Morire (Die Hard with a Vengeance) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 19 maggio 1995. A fronte di un budget di 90 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 366 milioni di dollari.
Si tratta di un nuovo successo per questa saga, ma porta con sé una curiosa conseguenza. Jonathan Hensleigh, infatti, viene poco dopo trattenuto e interrogato dal FBI, che gli chiede come mai fosse a conoscenza di così tanti dettagli nel descrivere la New York Federal Reserve. Lo sceneggiatore risponde che tali dettagli erano stati descritti in un articolo del New York Times, pubblicato peraltro alcuni anni prima, e viene dunque rilasciato.
Dopo questo terzo capitolo, bisognerà attendere ben dodici anni per vedere un altro episodio della saga di Die Hard... ma questa è un'altra storia.

domenica 28 febbraio 2021

A scuola di cinema: Il 13° Guerriero (1999)

1976: Viene pubblicato il romanzo Mangiatori di Morte (Eaters of the Dead), scritto da Michael Crichton. L'opera è una sorta di ibrido narrativo tra il poema mitologico di Beowulf e i diari di viaggio di Ahmad Ibn Fadlan, un arabo che nel decimo secolo venne inviato nella futura Russia al fine di stabilire delle relazioni diplomatiche con i Vichinghi.
Nella storia immaginata da Crichton, mentre è impegnato nella sua missione diplomatica Ahmad Ibn Fadlan viene prelevato da un gruppo di vichinghi capitanato da Buliwyf, il quale ha ricevuto una richiesta d'aiuto da un re danese il cui villaggio è assediato da creature mostruose.
Seguendo un presagio, Buliwyf raduna attorno a sé altri undici guerrieri, mentre l'ultimo - che secondo la profezia non deve essere normanno - è proprio Ahmad Ibn Fadlan.
Giunti al villaggio, i tredici guerrieri si scontrano con i Wendol, discendenti degli Uomini di Neanderthal, riuscendo a sbaragliare questa minaccia con l'uccisione della Madre dei Wendol nel loro stesso covo, seppur in un ultimo confronto anche Buliwyf perda la vita.
Ahmad Ibn Fadlan può così tornare alla sua nazione per raccontare di questa esperienza che ha cambiato la sua visione della vita.
Questo romanzo è il quattordicesimo del non indifferente corpus narrativo di Michael Crichton e, come molte altre sue opere, trova qualche anno dopo la via per il grande schermo. Solo che stavolta si verifica un disastro totale.


Dopo un primo, non riuscito tentativo, nel 1979, di portare questo romanzo di Crichton sul grande schermo da parte della Orion Pictures, i diritti cinematografici vengono opzionati da Stuart Gordon all'inizio degli anni '90 del ventesimo secolo.
Grazie al successo di Jurassic Park e Rivelazioni (Disclosure), l'industria cinematografica inizia a interessarsi ad altri adattamenti tratti dai romanzi di Crichton. L'opzione su Eaters of the Dead viene dunque rilevata da Martha Coolidge, per un film prodotto dalla Touchstone Pictures.
Come regista viene scelto John McTiernan, il quale vede questo progetto come un buon viatico per il rilancio della sua carriera dopo i risultati non esaltanti di Last Action Hero, seguito un paio di anni dopo, invece, da un ottimo riscontro del terzo capitolo di Die Hard.
In principio, si vorrebbe che il protagonista non fosse un arabo musulmano o, quantomeno, non si evidenziassero più di tanto questi aspetti, ma sia John McTiernan che Michael Crichton, coinvolto anch'egli nella produzione, si oppongono a questa decisione.
La parte viene dunque assegnata ad Antonio Banderas. Per quanto possa apparire strano che un latino interpreti un arabo, c'è da considerare che Banderas proviene dall'Andalusia, regione che per molti secoli fu dominata dagli arabi.
Per il ruolo di Buliwyf, la scelta della produzione ricade in principio su Stellan Skarsgård, ma McTiernan si impunta su un attore ceco naturalizzato canadese che ha effettuato in precedenza un'audizione, Vladimir Kulich, che ottiene infine la parte.
Per i ruoli degli altri vichinghi, vengono selezionati attori poco noti provenienti da varie nazioni del Nord Europa, incluse Danimarca, Svezia e Norvegia.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 26 giugno 1997, tenendosi in Canada, nella regione del British Columbia. L'intento iniziale è quello di creare un film per tutti. Il cast principale si presenta sul posto un mese prima per ricevere il necessario addestramento per andare a cavallo e battagliare con spada e scudo.
Durante una ripresa ambientata sott'acqua, l'attore Dennis Storhøi rimane bloccato sul fondo. Antonio Banderas, non appena si accorge di cosa sta accadendo, si tuffa e lo riporta sulla riva, salvandogli letteralmente la vita. A causa di ciò, la produzione rimane bloccata per alcuni giorni.
Mentre McTiernan e Crichton hanno alcune divergenze sul set, viene diffuso il primo trailer del film, intitolato come il libro, Eaters of the Dead.
Le riprese si concludono il primo novembre 1997. Il primo montaggio di McTiernan ha una durata di poco più di due ore e l'uscita viene prevista per maggio 1998. Ma da quel momento in poi, nulla va secondo i piani.
Il primo montaggio viene ritenuto non all'altezza delle aspettative, inoltre si decide di abbandonare l'idea di un film per famiglie per puntare di più su tematiche mature e violente. McTiernan, irato per tutta questa situazione e questo cambiamento dell'ultima ora, decide di abbandonare il progetto.
Quasi un anno dopo la fine di questa prima fase, il cast viene richiamato sul set per delle riprese aggiuntive, che vengono dirette da Michael Crichton in persona. Il film viene rinominato The 13th Warrior.
Crichton, inoltre, decide di non tenere conto della colonna sonora, già composta nella sua interezza, di Graeme Revell e affidare il compito di preparare una nuova colonna sonora a Jerry Goldsmith. Tutte scelte che in maniera inevitabile fanno lievitare il budget della pellicola.
Terminata questa seconda fase, con ogni probabilità a causa dei costi eccessivi ormai sostenuti, la produzione decide di mandare il film nelle sale quasi d'improvviso, senza alcuna vera promozione che non avrebbe causato altro che far spendere ulteriore denaro.
Il 13º Guerriero (The 13th Warrior) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 27 agosto 1999. A fronte di un budget di sicuro non inferiore ai 100 milioni di dollari, ma con ogni probabilità anche più alto di così, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale poco più di 61 milioni di dollari. Uno tra i flop più incredibili della storia del cinema.
Uno degli attori coinvolti, Omar Sharif, rimane così deluso dal risultato finale che per qualche tempo medita addirittura di ritirarsi del tutto dalle scene.
Col senno di poi, inoltre, il film rappresenta la pietra tombale della carriera di John McTiernan, il quale risulta accreditato come l'unico regista. Pur dirigendo negli anni successivi altre due pellicole, un remake di Rollerball e Basic - anch'esse rivelatesi dei flop - affronta poi gravi guai con la giustizia per aver reso falsa testimonianza al FBI in merito a indagini private condotte nei confronti di un produttore.
Il tutto lo porta a essere condannato in tribunale e a passare quasi un anno in prigione, tra il 2013 e il 2014. Di certo non il migliore epilogo per il regista di Predator e del primo Die Hard.
Nonostante il flop, tuttavia, Il 13º Guerriero non rappresenta l'ultimo adattamento tratto da un romanzo di Michael Crichton... ma questa è un'altra storia.

lunedì 31 agosto 2020

A scuola di cinema: Caccia a Ottobre Rosso (1990)

1984: Viene pubblicato La Grande Fuga dell'Ottobre Rosso (The Hunt for Red October), il romanzo d'esordio di Tom Clancy, nonché prima storia che vede protagonista John "Jack" Patrick Ryan.
Il romanzo, ambientato al tempo degli ultimi anni della Guerra Fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti d'America, è incentrato su Marko Ramius, comandante dell'avveniristico sottomarino russo Ottobre Rosso, che prende la decisione di abbandonare il suo paese e chiedere asilo politico negli Stati Uniti, a seguito della morte di sua moglie. I suoi ufficiali, anch'essi per vari motivi insoddisfatti del loro governo, concordano con questa decisione.
Il sottomarino viene rilevato per caso da una flotta americana e in principio la CIA pensa a un attacco stealth, ma l'analista Jack Ryan - dopo aver raccolto e valutato alcuni indizi - intuisce il vero scopo di Ramius e informa di questo le alte sfere dell'Agenzia. Tramite alcune sue conoscenze di quando era nel corpo dei Marines, Ryan riesce poi ad approdare sull'Ottobre Rosso e conoscere Ramius.
Ramius ha avvisato i suoi superiori delle sue intenzioni, ma con un abile stratagemma viene fatto credere che l'Ottobre Rosso sia stato affondato. Un ex protetto di Ramius, Viktor Tupolev, intuisce tuttavia la verità ma, dopo un drammatico confronto, il sottomarino da lui comandato viene speronato e affondato.
L'Ottobre Rosso approda dunque a Norfolk, in Virginia, dove a Ramius e ai componenti del suo equipaggio vengono fornite nuove identità per iniziare una nuova vita.
Pubblicato in origine da una piccola casa editrice, specializzata in manuali tecnici, il romanzo di Clancy diviene in breve tempo un bestseller e quindi - in maniera quasi inevitabile - oggetto di un adattamento cinematografico.


Il produttore Mace Neufeld, dopo aver letto il romanzo, ne acquisisce i diritti di sfruttamento nel febbraio 1985. Nonostante a quell'epoca La Grande Fuga dell'Ottobre Rosso sia già un bestseller, grazie anche al fatto che il Presidente Ronald Reagan avesse pubblicamente dichiarato di averlo apprezzato, nessuna casa di produzione si dimostra particolarmente interessata a un adattamento. La motivazione è che la storia risulta troppo complicata.
Dopo un anno e mezzo di infruttuosi tentativi, tuttavia, Neufeld riesce a entrare in contatto con un dirigente della Paramount e lo convince a leggere il libro. A seguito di ciò, la pellicola entra nella fase di pre-produzione. Anche i timori causati da uno scenario politico mutato in maniera drastica da quando il romanzo è stato pubblicato, con la fine della Guerra Fredda a seguito dell'ascesa al potere di Michail Gorbacëv, vengono messi da parte.
La sceneggiatura viene affidata a Larry Ferguson e Donald Stewart, mentre al contempo Neufeld contatta alcuni rappresentanti della Marina statunitense per ricevere da loro consulenza in merito. Non incontra troppa resistenza da parte dei militari, poiché a quell'epoca è da poco uscito Top Gun - prodotto anch'esso dalla Paramount - che ha avuto un effetto positivo sulla percezione del pubblico nei confronti dell'Aeronautica e i leader militari sono convinti che questa nuova pellicola possa fare altrettanto per la Marina.
A tale scopo, consentono alla produzione l'accesso ad alcuni sottomarini e il permesso di scattare delle fotografie, tranne nelle zone più sensibili.
Il ruolo di Jack Ryan viene proposto inizialmente a Kevin Costner, un attore che Neufeld già conosce, ma costui rifiuta perché si sta dedicando alla produzione di Balla Coi Lupi (Dances With Wolves). Seppur l'ingaggio sia promettente, mentre per Balla Coi Lupi Costner deve investire anche denaro di tasca propria, l'attore crede molto in quest'ultimo progetto, che è stato già fin troppo rimandato.
La parte viene allora proposta ad Harrison Ford, ma costui leggendo la sceneggiatura ritiene che sia fin troppo incentrata sul personaggio di Marko Ramius e rifiuta. Dopo il diniego di altri attori, si arriva infine ad Alec Baldwin, che con questo ruolo vede consolidata la sua carriera cinematografica, in quel momento iniziata da pochi anni. Per prepararsi alla parte, l'attore passa qualche giorno su un sottomarino e gli viene anche insegnato come guidarlo.
Il ruolo di Marko Ramius viene assegnato in un primo momento a Klaus Maria Brandauer, ma a poche settimane dall'inizio delle riprese costui ha un incidente a seguito del quale si procura una frattura a una gamba. Non potendo più partecipare al progetto, l'attore suggerisce il nome di Sean Connery, da lui conosciuto sul set di Mai Dire Mai (Never Say Never Again).
La sceneggiatura viene dunque mandata via fax a Connery, ma per una svista non viene inviata la prima pagina, dove è specificato che la storia si svolge nel novembre 1984, prima della fine della Guerra Fredda. Credendo sia una storia ambientata nel presente, e quindi trattando eventi ormai superati, Connery quasi rifiuta la parte, prima che ci si avveda dell'errore.
L'attore giunge sul set solo un giorno prima dell'inizio delle riprese. Dalla sua ha il fatto di avere comunque esperienza di vita nell'esercito, avendo servito in passato nella marina militare britannica. Anche molte comparse, inoltre, sono veri soldati della marina, cosa che consente di pagarli al minimo sindacale.
La regia della pellicola viene affidata a John McTiernan, il quale per via di questo impegno deve rinunciare a dirigere il seguito di Die Hard, 58 Minuti Per Morire (Die Hard 2).
La sceneggiatura, con ogni probabilità dietro indicazione di Connery, viene revisionata da John Milius, che si occupa in particolar modo dei dialoghi di Ramius e delle scene ambientate nella finzione in Russia. Non viene comunque accreditato nel risultato finale.
Le riprese iniziano in via ufficiale del marzo 1989, in California. Essendo impossibile per ovvi motivi girare su veri sottomarini, si ricreano in studio degli scenari appositi basati sulle fotografie scattate dalla produzione. Per simulare il movimento sott'acqua, vengono ideati degli appositi giunti idraulici, così efficaci da causare a Sean Connery una sensazione da mal di mare.
Il primo giorno di riprese, l'attore scozzese si presenta sul set con una coda di cavallo prostetica attaccata alla sua capigliatura. L'effetto sulla troupe, a detta di molti, genera battute e risate e così Connery decide infine di indossare un toupet fornito dalla produzione.
Caccia a Ottobre Rosso (The Hunt for Red October) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 2 marzo 1990. A fronte di un budget di 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale poco più di 200 milioni di dollari.
Il personaggio di Jack Ryan, dopo essere divenuto un idolo letterario, si appresta a divenire oggetto di culto anche al cinema, nonché protagonista di altri adattamenti... ma questa è un'altra storia.

domenica 8 dicembre 2019

A scuola di cinema: Trappola Di Cristallo (1988)

1966: Viene pubblicato il romanzo Il Detective (The Detective), dello scrittore Roderick Thorp, il quale vede protagonista il detective privato Joe Leland che indaga su un apparente caso di suicidio collegato a un'indagine da lui risolta anni prima, mentre era in polizia.
Due anni dopo, il romanzo viene adattato sul grande schermo grazie al film Inchiesta Pericolosa, in cui il personaggio di Leland viene interpretato da Frank Sinatra.
1979: Thorp pubblica un nuovo romanzo con protagonista Joe Leland, Nulla è Eterno, Joe (Nothing Lasts Forever). Dopo aver visto L'Inferno di Cristallo (The Towering Inferno) nel 1975, Thorp ha un sogno in cui c'è un uomo che corre lungo il corridoio di un grattacielo inseguito da degli uomini armati. Qualche tempo dopo, lo scrittore modella tale sogno nel seguito de Il Detective.
Ora in pensione, Joe Leland si reca la Vigilia di Natale a Los Angeles per trovare sua figlia Stephanie, che sta festeggiando la ricorrenza insieme ai suoi colleghi di lavoro presso il grattacielo della Klaxon Oil Corporation.
All'improvviso dei terroristi di matrice tedesca, guidati da Anton Gruber, irrompono nell'edificio, con l'intento di smascherare i legami della Klaxon Oil Corporation con la giunta militare cilena e prelevare 6 milioni di dollari in contanti derivanti da questi accordi illegali.
Se questa trama vi suona familiare è perché anche questo romanzo è stato soggetto a un adattamento cinematografico, del tutto diverso però da quello interpretato da Frank Sinatra.


I diritti sul secondo romanzo di Thorp con protagonista Joe Leland vengono acquisiti all'inizio degli anni '80 del ventesimo secolo da Clint Eastwood, il quale vorrebbe dirigere e interpretare l'adattamento, ma ciò non accade.
I diritti vengono dunque rilevati qualche tempo dopo da Lawrence Gordon e Joel Silver, con la distribuzione affidata alla 20th Century Fox, che si era occupata anche di Inchiesta Pericolosa.
Per obblighi contrattuali, la prima persona a cui viene richiesto di interpretare il protagonista è Frank Sinatra, il Joe Leland del primo film. L'attore e cantante, avendo all'epoca più di 70 anni, per ovvi motivi anagrafici rifiuta.
I due sceneggiatori allora, Steven De Souza e Jeb Stuart, dietro indicazione dei produttori provvedono ad apportare alcuni cambiamenti alla trama, per distanziarla sia dal primo film che dal primo romanzo con protagonista Joe Leland e renderlo un progetto stand-alone.
Joe Leland diviene John McClane e viene ringiovanito. Per via di questo, la persona che deve incontrare la Vigilia di Natale non è la figlia, ma la moglie. Anton Gruber diviene Hans Gruber. E infine l'americana Klaxon Oil Corporation diviene la giapponese Nakatomi Corporation.
Per la regia viene contattato John McTiernan, con cui Gordon e Silver hanno già collaborato per Predator. Il regista in principio ha tuttavia qualche esitazione, poiché trova la trama fin troppo cupa e pessimista. Convince dunque gli sceneggiatori a tramutare i terroristi in "semplici" rapinatori professionisti per eliminare ogni possibile riferimento politico e restare più aderenti al ritmo di un film d'azione. Suggerisce inoltre di concentrare la trama - che all'inizio si dipana lungo un arco di tre giorni - in una sola notte, prendendo ispirazione da Sogno di una Notte di Mezza Estate (A Midsummer Night's Dream) di William Shakespeare... quasi superfluo aggiungere che le similitudini tra le due opere terminano qui.
Per l'interprete principale, John McClane, dopo l'inevitabile rifiuto di Sinatra il ruolo viene offerto ad Arnold Schwarzenegger, così da ricreare la coppia regista/attore principale di Predator. Ma Schwarzenegger rifiuta in quanto intende ora perseguire ruoli diversi da quello del classico eroe dei film d'azione.
Vengono dunque contattati diversi altri attori, tra cui Sylvester Stallone, Mel Gibson, Don Johnson, Robert De Niro, ma tutti loro per i più svariati motivi decidono di non accettare.
Quando Lawrence Gordon suggerisce il nome di Bruce Willis, nessuno gli presta ascolto, poiché viene ritenuto all'epoca nulla più che un attore televisivo, abile solo a recitare in delle commedie. A quell'epoca, a parte alcune comparsate non accreditate, l'attore ha infatti interpretato un solo lungometraggio cinematografico, Appuntamento Al Buio (Blind Date), diretto da Blake Edwards.
All'ennesimo rifiuto da parte di una star, tuttavia, e dietro le continue insistenze di Gordon, Willis viene approcciato, ma in un primo istante è costretto a declinare in quanto impegnato con le riprese del telefilm Moonlightning. Tuttavia l'attrice protagonista del serial - Cybill Shepherd - rimane incinta, causando così la sospensione della produzione del telefilm per circa 11 settimane.
Willis può così accettare la parte, per cui riceve un ingaggio di 5 milioni di dollari, approvato dal presidente della Fox Rupert Murdoch. Anche se nella prima settimana le riprese delle due produzioni si sovrappongono, il fatto che la pellicola sia girata di notte consente a Willis di districarsi.
Per via del casting di Bruce Willis, d'intesa con l'attore, McTiernan decide di modificare il personaggio di John McClane, trasformandolo dall'iniziale, infallibile e incrollabile eroe dei film d'azione nell'uomo comune che si ritrova in una situazione più grande di lui.
Il ruolo di Hans Gruber viene offerto inizialmente a Sam Neill, che rifiuta. Una sera di primavera del 1987, il direttore di casting Jackie Burch assiste a Broadway a una rappresentazione teatrale dell'opera Le Relazioni Pericolose (Les Liaisons Dangereuses), dove il personaggio del Visconte di Valmont è interpretato dall'attore inglese Alan Rickman.
Burch consiglia quest'attore a Joel Silver e John McTiernan i quali, dopo aver visto a loro volta l'interpretazione di Rickman a teatro, lo contattano immediatamente per proporgli la parte.
Alan Rickman all'epoca ha 41 anni e, fino a quel momento, ha recitato solo a teatro e in alcuni prodotti televisivi inglesi. Die Hard rappresenterebbe il suo debutto sul grande schermo. Silver e McTiernan vincono le sue resistenze, poiché in principio Rickman non è convinto di essere l'interprete adatto per la parte di Hans Gruber e preferirebbe un altro genere di film come esordio cinematografico, e l'attore inglese accetta infine questo ruolo.
Le riprese iniziano il 2 novembre 1987, a Los Angeles, presso il Fox Plaza, che viene usato come sede della Nakatomi Corporation. All'epoca l'edificio è ancora in costruzione, cosa che la produzione sfrutta per una serie di scene.
Il primo giorno di riprese, a Bruce Willis viene chiesto di saltare da un edificio di cinque piani che rappresenta il tetto della Nakatomi Corporation, mentre un'esplosione avviene alle sue spalle. L'impatto della deflagrazione porta l'attore quasi a mancare il cuscino protettivo che c'è sotto. Quando chiede come mai sia stata questa la prima scena che è stata girata, gli viene risposto che, se fosse rimasto ucciso alla fine, rigirare tutto il film con un altro attore sarebbe risultato più costoso.
La scena dell'incontro tra Gruber e McClane non è prevista nella sceneggiatura e viene aggiunta quando si nota che Rickman è in grado di simulare un buon accento americano. Ugualmente, alcune battute vengono inserite anche all'ultimo momento, dietro suggerimenti di DeSouza o McTiernan.
McTiernan chiede che le pallottole a salve siano modificate perché creino più rumore e che le pistole utilizzate siano reali. Inesperto di scene d'azione, Rickman ha dei problemi a sparare e non riesce a evitare - a causa del lampo della pistola e del rumore - di ritrarsi. Questo costringe il regista a tagliare il suo volto ogni volta che il personaggio di Hans Gruber spara.
A Willis va anche peggio: durante una scena in cui una pistola risulta troppo vicina al suo orecchio sinistro, il rumore che ne consegue gli causa una perdita parziale dell'udito, la quale si rivela poi permanente.
Le riprese si concludono nel marzo 1988.
Trappola Di Cristallo (Die Hard) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 12 luglio 1988. A fronte di un budget di 28 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 141 milioni di dollari.
Una pellicola che lancia sia un nuovo, redditizio franchise che le carriere di due attori all'epoca poco noti o sconosciuti. Anche se Bruce Willis e Alan Rickman avrebbero poi intrapreso strade diverse... ma questa è un'altra storia.