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giovedì 26 settembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Batman - Reptilian


Apparso una prima volta nel 1983, il personaggio di Killer Croc è una sorta di ibrido (è proprio il caso di dirlo) tra quelli che sono i classici nemici di Batman. Ovvero sia il "freak", lo scherzo di natura, che il criminale.
Col passare degli anni, tuttavia, quella che è la sua parte umana è andata sempre più progressivamente scomparendo per lasciare spazio agli istinti bestiali che guidano le sue azioni. Anche se ogni tanto ritorna a una sorta di calma apparente.
Killer Croc ha avuto svolte mistiche e scientifiche, ma nulla di quello che si può vedere in Batman: Reptilian, miniserie di sei numeri pubblicata nel 2021, scritta da Garth Ennis e disegnata, ma sarebbe meglio dire illustrata, da Liam Sharp.
Una riunione tra i più temibili e influenti criminali di Gotham City termina in tragedia quando una misteriosa creatura riesce a infiltrarsi, scatenando una sanguinosa strage.
Batman, che pure trae giovamento da quanto accaduto, si mette all'inseguimento del killer, ritrovandone le tracce nel sistema fognario di Gotham City. Tutto lascerebbe presupporre che il colpevole sia Killer Croc, ulteriormente imbestialito e più selvaggio che mai. Ma la verità è un'altra, così incredibile da lasciare stupefatto persino il Cavaliere Oscuro.
Essendo questa miniserie inserita nella linea Black Label, quindi con possibilità di aggiungere toni maturi e anche grotteschi e senza alcun vincolo di continuità da rispettare, Garth Ennis ha mano libera per scatenarsi come meglio gli aggrada, ma rimanendo comunque nei limiti delle caratterizzazioni dei vari personaggi... fino a un certo punto.
A partire da Batman, ritratto come un vigilante cupo e determinato a perseguire giustizia, tanto da non preoccuparsi di insultare apertamente in pubblico un criminale scagionato per provocarlo, ma anche con qualche insolito "scivolone" con qualche battuta qua e là (non che il Batman del DC Universe sia del tutto privo di umorismo, solo che si tende a dimenticare questo aspetto).
Passando poi per alcuni dei criminali da lui affrontati. In particolare, in questa storia, Joker e Killer Croc: due "freak" che tuttavia devono lasciare spazio a un orrore più grande di loro e che li riduce a esseri codardi e impauriti.
Per finire poi con una sorta di atmosfera generale che gioca molto sul grottesco e il surreale, tematiche che Ennis padroneggia da sempre. Non arrivando certo agli eccessi e alle vette di Preacher perché, dopotutto, questa è pur sempre una storia di Batman.
Un'atmosfera concepita apposta per il disegnatore originario di questa miniserie, ovvero Steve Dillon. Ma la cui scomparsa ha fatto sì che il progetto finisse nelle mani di Liam Sharp, dal tratto completamente diverso. Una serie di illustrazioni, più che disegni, in alcuni punti - almeno per me - di difficile comprensione (e non per via dell'oscurità delle fogne).
Alla fine il freak affrontato da Batman non è altro che una creatura che non nasconde la sua vera natura, mentre tutti gli altri - Cavaliere Oscuro compreso - cercano di mascherarla sotto una patina di apparente ordinarietà, pronta a essere fatta a pezzi alla prima occasione.

venerdì 1 dicembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Tokyo Club


Nel periodo intercorso tra la vittoria degli Stati Uniti nella battaglia di Iwo Jiwa, il 26 marzo 1945, e lo sgancio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, nel mese di agosto, gli eserciti di Stati Uniti e Giappone continuarono a combattersi strenuamente.
Questo perché da una parte vi era un esercito, quello americano, determinato a concludere un conflitto che si stava trascinando da anni, ma dall'altra parte vi erano un esercito e un popolo, quello giapponese, per cui il concetto di resa e sottomissione al nemico era qualcosa di impensabile, per ragioni culturali e storiche.
Questo particolare periodo viene trattato in una nuova Storia di Guerra scritta da Garth Ennis, Tokyo Club, miniserie di 3 numeri pubblicata nel 2015 da Avatar Press e disegnata da Tomas Aira.
A seguito della battaglia di Iwo Jiwa, tre giovani piloti americani vengono trasferiti presso l'isola, nella zona dove si è insediato l'esercito: si chiamano Abbott, Palmer e Willis.
Il loro compito è quello di spianare la strada verso Tokyo e altre città da bombardare, eliminando al contempo quanti più aerei giapponesi possibile: i cui piloti tuttavia non hanno alcuna remora a distruggere i loro mezzi, andandosi a schiantare contro i mezzi del nemico, pur di togliere dalla scacchiera qualche aereo dal cielo.
Per i tre giovani piloti americani, così diversi nell'animo l'uno dall'altro, si tratta di una missione da cui potrebbero fare non più ritorno.
Garth Ennis continua nel percorso narrativo di far vedere la guerra secondo l'ottica di chi l'ha davvero combattuta sul campo e non da parte di coloro che davano ordini da lontano. E permane l'intento di far vedere il conflitto sempre dalla parte dei perdenti, coloro che sono destinati alla dannazione.
I tre piloti protagonisti di questa miniserie non fanno eccezione. Attorniati da una cornice storica ben delineata, quando compaiono sulla scena intuiamo subito la loro natura di carne da macello, altre vittime sacrificali da lanciare nell'ultima sortita di un conflitto che pur sta per concludersi.
Vicende che risultano ancora più paradossali se si pensa che ormai il conflitto di cui sopra era finito, il nemico principale si era infatti già suicidato e arreso, ma due nazioni continuavano comunque a battagliare per questioni di orgoglio e onore.
Garth Ennis però non lancia critiche  contro gli Stati Uniti o il Giappone (gli sarebbe quantomeno difficile farlo contro il primo paese), si limita a far notare come la follia di una guerra renda ciechi in particolar modo coloro che dovrebbero essere dalla parte della ragione, facendo sì che le vittime alla fine siano quelle persone comunque convinte di stare combattendo dalla parte del giusto.
A volte il nemico è quello che altri ti dicono che sia, poi la realtà si rivela ben diversa.

mercoledì 12 luglio 2023

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Gli Imboscati del D-Day


Mentre avveniva il decisivo sbarco in Normandia, nel giugno 1944, vi era un'altra campagna militare in corso che risultò decisiva per le sorti della Seconda Guerra Mondiale e che avvenne proprio nel nostro paese.
La Campagna d'Italia si rivelò tuttavia, per vari motivi, insolitamente lunga e sanguinosa, durando sostanzialmente per due anni dal 1943 al 1945. Un protrarsi del conflitto che portò a voci poco piacevoli, incuranti delle vittime che erano cadute in battaglia, e che trovò il suo culmine proprio poco dopo il D-Day.
Si disse infatti ci fosse stata una dichiarazione di un'alta esponente per cui coloro che erano impegnati nella Campagna d'Italia avevano prolungato la loro permanenza al fine di evitare lo sbarco in Normandia e passare le loro giornate in spiaggia (come vedete, le dichiarazioni sciocche dei politici hanno storia lunga). In risposta venne concepita una ballata, D-Day Dodgers.
Si occupa di questa curiosa vicenda Garth Ennis con una Storia di Guerra, Gli Imboscati del D-Day (D-Day Dodgers), albo pubblicato nel 2001 disegnato da John Higgins.
Settembre 1944: Il Tenente Ross, di nazionalità inglese, viene inviato a San Carretto durante la Campagna d'Italia, per mettersi al servizio del Capitano Lovatt, irlandese, il cui plotone è tra i tanti che sta cercando di sottrarre ai nazisti il controllo della nazione dopo la caduta di Benito Mussolini.
Il giovane tenente pieno di speranze si ritrova tuttavia di fronte a un uomo provato dai tanti anni di guerra e dai troppi uomini caduti sotto il suo comando. Eppure la battaglia deve andare avanti e potrà concludersi in una sola maniera: in tragedia.
Per una volta Garth Ennis mette da parte i suoi toni di satira e non descrive storie di perdenti, anche se quanto capitato a molti soldati durante la Campagna d'Italia non è certo una storia di trionfo.
Lo sguardo dello sceneggiatore verso quegli eventi a cui non ha potuto assistere di persona per motivi anagrafici, ma di cui ha letto solo sui libri di storia e che qui drammatizza forse senza neanche troppi eccessivi estremismi, è uno sguardo pieno di ammirazione.
Un sentimento di profondo rispetto verso quei soldati di diverse nazioni che si sono coalizzati contro un nemico comune e più insidioso e che hanno pagato con la vita tale loro dedizione. Una vita rivolta a un bene più alto che però alcuni hanno dileggiato, parlando per ignoranza e facendosi trascinare dalla marea del consenso, che vedeva l'eroismo solo in una parte del mondo quando invece era presente anche altrove.
Garth Ennis ci trasferisce tutte quelle che sono le futili speranze e le illusioni dei due protagonisti, unendo ma non banalizzando i temi della religione e della politica, con quello che è forse uno dei finali più drammatici delle Storie di Guerra insieme a I Reiver. Uomini il cui destino appare già segnato, ma nonostante tutto non si tirano indietro. Fino alla fine.
Perché talvolta l'eroismo viene riconosciuto troppo tardi.

venerdì 30 giugno 2023

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Castelli in Aria


Le Storie di Guerra realizzate da Garth Ennis ci hanno presentato dei perdenti che o sono rimasti tali, e il conflitto ha solo acuito la loro condizione, oppure sono riusciti a trovare un qualche tipo di riscatto durante il conflitto.
Ma queste storie ci hanno presentato anche altro: l'unione tra due o più popoli - di diverso pensiero e strati sociali, a volte anche dai lati opposti della barricata - per combattere un nemico comune. Come visto ad esempio nella storia Lo Squadrone dei Vampiri.
E come viene riconfermato nella miniserie di tre numeri, pubblicata nel 2014, Castelli in Aria (Castles in the Sky), disegnata da Matt Martin e Keith Burns.
Nel 1943 l'americano Leonard Wetmore viene inviato in Inghilterra per dare una mano all'esercito inglese contro l'avanzata dell'esercito nazista. Il suo compito è quello di pilotare lo squadrone dei B-17 insieme ad altri giovani soldati inglesi, ma per quanto ampiamente previsti nessuno di loro può immaginare gli orrori che la guerra riserverà loro.
Un momento di sollievo arriva quando Leonard Wetmore conosce Paula Pritchard, una vedova di guerra. Il figlio, tuttavia, non vede di buon occhio una possibile relazione tra loro, mentre l'uomo è dibattuto se tornare in patria o restare in questo paese dove però sembra vi siano poche possibilità per lui.
Come si può notare, la storia attraversa due piani narrativi. Quello più prettamente bellico e d'azione (per quanto questo termine possa apparire fuori posto in un contesto che fa capo a reali eventi storici) e quello più intimista e romantico, perché, laddove non lo si fosse notato (ma in questo caso vorrebbe dire che non si è letto nemmeno Preacher) Garth Ennis è perfettamente in grado di scrivere questo tipo di storie.
Garth Ennis opera un netto distacco tra questi due piani, mostrandoci nel primo uomini fragili, consapevoli che potrebbero morire in ogni momento a bordo di aerei che non sono del tutto affidabili, eppure al tempo stesso capaci di mostrare un coraggio e un'abnegazione che forse solo gli uomini comuni hanno.
Nel secondo lo scrittore ritorna sul concetto di unione tra i popoli che deve sovrastare ogni differenza per sconfiggere un pericolo più grande. Tramite la storia d'amore tra Leonard Wetmore e Patricia Pritchard, oggetto di pregiudizi e sguardi di disapprovazione in principio, si dimostra che un'unione simile è assolutamente possibile. E se si abbandonano ogni paura ed incertezza è facile da realizzare.
Perché contro l'oscurità crescente talvolta l'amore è capace di risplendere.

giovedì 30 marzo 2023

Fabolous Stack of Comics: Le Avventure della Brigata Fucilieri - Operazione Palla


Ritorna la compagine militare più scalcinata, sconclusionata, offensiva, poco british e molto uncorrect nota come Brigata Fucilieri, creata da Garth Ennis e Carlos Ezquerra.
Già apparsa in Le Avventure della Brigata Fucilieri (Adventures of the Rifle Brigade), il team composto da Hugo Darcy, Cecil "Dubbioso" Milk, il Capitano Crumb, il Capitano Geezer, Hank lo Yank e lo Zampognaro fa il suo ritorno in una nuova miniserie di tre numeri pubblicata nel 2001, Operazione Palla (Operation Bollock).
Settembre 1944: La Brigata Fucilieri riceve l'incarico per una missione top secret e delicatissima, ritrovare il celeberrimo (?) testicolo perduto di Adolf Hitler, che si ritiene abbia proprietà mistiche (una leggenda metropolitana all'epoca, una verità storica oggi... il testicolo unico, non le capacità mistiche).
Tale potente (?) artefatto si trova in un principato arabo, ma la Brigata Fucilieri dovrà contenderselo - a suon di situazioni surreali affrontate col tipico aplomb britannico - con i nazisti, i sultani locali e persino eroi americani che vogliono trafugarlo.
I due autori proseguono nello stesso solco della prima miniserie. Oltre agli stessi protagonisti, e il ritorno di qualche comprimario, le cui personalità improponibili sono ormai scolpite nelle pietra, si ripresentano anche grossomodo le stesse situazioni della prima storia, con solo qualche aggiunta degna di rilievo.
Aggiunte che comprendono ad esempio degli omaggi che sono in realtà delle vere e proprie parodie alle saghe di Rocky, Indiana Jones e più in generale al cinema d'azione americano.
Seppur alcune situazioni siano surreali e comiche come solo Garth Ennis è in grado di concepire (quando poi è affiancato da Carlos Ezquerra come in questo caso o Steve Dillon dà il massimo in tal senso), in certi casi si ha come la sensazione di vedere un film già visto, ma riconfezionato in una maniera differente.
Forse questo spiega come, pur fingendo di promettere un ulteriore seguito al termine della storia, in realtà Garth Ennis stesso affermi che esso non è necessario, avendo intuito che la Brigata Fucilieri abbia esaurito la propria carica narrativa.
Quindi le avventure di questo insolito gruppo terminano qui, ma le satire antimilitariste di Garth Ennis troveranno spazio altrove.

mercoledì 22 marzo 2023

Fabolous Stack of Comics: Le Avventure della Brigata Fucilieri


Quando Garth Ennis scrive le sue storie di guerra, queste possono essere principalmente di due tipi. Possono essere quelle dall'impatto drammatico, che non lasciano spazio all'ironia e rispecchiano in maniera accurata la realtà storica, seppur filtrata attraverso la lente del fumetto.
Oppure... possono essere quelle immaginate dal Garth Ennis più scatenato e irriverente, con toni surreali quali lui ama adottare anche in altri fumetti quali The Pro. Ne è un esempio Le Avventure della Brigata Fucilieri (Adventures of the Rifle Brigade), miniserie in tre numeri pubblicata nel 2000 e disegnata da Carlos Ezquerra.
La Brigata Fucilieri è composta dal leader sul campo Hugo Darcy, Cecil "Dubbioso" Milk, il mastodontico e cannibale Capitano Crumb, il pluriomicida Capitano Geezer, l'americano Hank lo Yank e lo Zampognaro.
All'alba del D-Day, la Brigata Fucilieri viene paracadutata in piena Berlino, per una missione così segreta che forse è ignota pure a loro. E l'esercito tedesco, la SS e la Gestapo sono pronti a dare loro un caldo benvenuto.
Sì, siamo proprio nell'atmosfera più surreale che ci possa essere - pur inserita dentro un contesto storico perfettamente aderente - e che funge in realtà da satira antimilitarista e antibellica, che è un tema caro a Garth Ennis (il quale potrà anche essere irriverente quanto si vuole, ma è cresciuto circondato dagli attentati dell'IRA).
Lo sceneggiatore non fa sconti proprio a nessuno, a partire dai nazisti ovviamente, dipinti come vanagloriosi, codardi dietro una finta maschera di spietatezza e senza spina dorsale. Ma c'è n'è anche per gli americani, che si ritengono il centro del mondo, e persino gli inglesi e gli scozzesi.
Il tutto tra battute decisamente molto al limite, ma non offensive e incentrate su temi anche delicati come la malattia e l'omosessualità (ma senza venature di omofobia o altro, a meno che non si voglia essere inutilmente in mala fede).
Non si tratta di un atto di misantropia generale da parte di Garth Ennis, semplicemente lo scrittore vuole mettere alla berlina come solo lui sa fare certi atteggiamenti di chi comanda in tempo di guerra, per sottolineare come tutte le battaglie, le vittorie e le sconfitte alla fine non contino nulla. Alla fine rimangono sul campo solo le vittime di questo conflitto.
Ma invece che adottare un tono serioso, Ennis vi preferisce lo sberleffo. E dopo tutti i sorrisi che le sue battute sono riusciti a strappare, rimane addosso una sensazione di straniamento. Di come anche in un racconto di guerra umoristico l'umanità possa tirare fuori il suo peggio. Di come anche un racconto di guerra possa insegnarti delle cose senza lacrime o dolore.

venerdì 10 febbraio 2023

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Il Fiore del Mio Cuore


Per quanto certe volte vorremmo dimenticarlo (e sarebbe un errore grave), l'Italia è stata attivamente coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale, per via dell'alleanza tra Adolf Hitler e Benito Mussolini che ha catapultato la nostra nazione nel drammatico conflitto bellico, prima che gli eventi dell'otto settembre 1943 rimettessero tutto in discussione.
Le Storie di Guerra di Garth Ennis hanno narrato di soldati di alcune nazioni, non solo i militari anglosassoni (che comunque rimangono preminenti in questi albi per ovvi motivi), quindi perché non parlare anche degli italiani? Ecco dunque la miniserie in quattro numeri Il Fiore del Mio Cuore (Flower of My Heart), pubblicata nel 2017 e disegnata da Tomas Aira.
Verso il termine della Campagna d'Africa, il tenente d'aviazione Robin Whittaker ha modo di conoscere l'italiano Antonio Valenzano, fatto prigioniero durante l'avanzata degli Alleati.
Whittaker stringe con lui una inaspettata amicizia e apprende della tragica perdita di sua moglie Rosaria, uccisa da un bombardamento a tappeto degli Alleati che ha annientato un'intera piccola città.
Pochi mesi dopo, a seguito degli eventi dell'otto settembre 1943, Whittaker viene trasferito in Italia e ha modo di rincontrare Valenzano, il quale sta collaborando per l'armistizio. La loro amicizia diviene ancora più forte e un evento incredibile sta per accadere.
Non so se questa storia si possa definire incentrata su dei perdenti, come avevo definito le precedenti, in quanto più che natura di perdenti i due protagonisti - Whittaker e Valenzano - appaiono più persone sconfitte dalla vita e, anche se può sembrare la stessa cosa, non lo è.
In apparenza sono due persone distanti tra loro. Robin Whittaker è un asso dell'aviazione, ama il brivido e le acrobazie, soprattutto se pericolose, e talvolta agisce guidato dal puro istinto. Eppure aldilà del conflitto pare non avere altro a cui tornare.
Antonio Valenzano invece è una personalità riflessiva e acculturata, guidata dalla calma nelle sue azioni, ma come Whittaker aldilà del conflitto pare non avere altro a cui tornare. Proprio perché il punto focale della sua esistenza, il fiore della sua vita per citare il titolo, gli è stato portato via in maniera drammatica.
Ecco dunque ciò che rende possibile, credibile e ben fatto l'incontro tra queste due differenti personalità. E come potete intuire, accadrà qualcosa che cementerà ancora di più la loro unione, facendo sì che i due personaggi cambino lungo la via.
Va dato infine merito a Garth Ennis di non aver utilizzato degli stereotipi nel descrivere il protagonista italiano o, più in generale, i personaggi di nazionalità italiana.
Laddove autori più che altro americani indugiano su particolari datati e sembrano credere che l'Italia sia composta solo da gente buzzurra presente nel Sud, lo sceneggiatore scozzese ci presenta invece personaggi a tutto tondo. Complessi e pieni di dilemmi. Non è cosa da poco.

giovedì 26 gennaio 2023

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Nightingale


Si ritorna a parlare della Seconda Guerra Mondiale tramite una nuova Storia di Guerra concepita da Garth Ennis, uno dei maestri nel delineare trame ambientate in questo drammatico periodo della storia dell'umanità che appare così lontano nel tempo, ma in realtà non lo è.
Fino ad ora ci siamo concentrati su racconti incentrati su piloti dell'aviazione o militari di truppa, ma manca ancora la marina. Provvede a questa mancanza Nightingale (War Story: Nightingale), one-shot disegnato da David Lloyd e pubblicato nel 2002.
Mentre sta percorrendo l'Oceano Atlantico insieme ad altre navi, il cacciatorpediniere inglese Nightingale subisce un attacco aereo da parte dell'esercito nazista. Un attacco che si tramuta in un massacro, tanto che alla fine la nave Nightingale e il suo equipaggio sono gli unici sopravvissuti.
Da quel momento in poi i vari componenti dell'equipaggio è come se vivessero un incubo a occhi aperti e - anche se le loro esistenze sembrano procedere come di consueto - marciano quasi senza combattere verso un destino che sembra già segnato, fino a un ultimo imprevedibile evento.
Abbiamo già sottolineato come le Storie di Guerra illustrino racconti di perdenti, di gente destinata con ogni probabilità al fallimento. Alcuni tuttavia trovano la forza di riscattarsi e vincere, come accade al protagonista di Arcangelo (Archangel), che però ha dalla sua delle motivazioni.
Così non appare per l'equipaggio del Nightingale. Con quell'attacco e la vista della morte di tanti loro compagni o commilitoni, perdono qualsiasi motivazione abbiano. Da quel momento rimangono buoni soldati, ma dentro è come se fossero morti.
Se Garth Ennis in questo caso vuole sottolineare l'orrore della guerra, non lo fa tramite immagini cruente o effettacci (peraltro un artista come David Lloyd non penso vorrebbe averci niente a che fare), bensì descrivendo personalità che sembrano essersi arrese. Più che V For Vendetta è R Come Rassegnazione.
Quindi non è un racconto d'azione, forse neanche una vera e propria storia di guerra come quelle che abbiamo già letto, piuttosto è un racconto molto intimista sull'animo umano quando raggiunge il suo punto più basso, poiché capisce che certi eventi del destino sono così immutabili e inevitabili che puoi solo dirigerti - a testa alta o bassa - verso un epilogo già prestabilito.
Ecco, a testa alta o bassa. Ci sarà chi non lotterà nemmeno e chi invece tenterà un ultimo riscatto per riacquistare l'onore di potersi definire un valoroso soldato e un amante della patria. Poiché anche se il destino è prestabilito, sono le scelte che si compiono a definirci per ciò che siamo.

giovedì 22 settembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Arcangelo


Garth Ennis torna a raccontarci una nuova Storia di Guerra incentrata sull'inglese RAF (Royal Air Force), a lui molto cara a quanto pare, dopo Lo Squadrone dei Vampiri (Vampire Squadron).
Tocca stavolta al one-shot Arcangelo (Archangel), pubblicato nel 2003 e disegnato da Gary Erskine.
L'anno è il 1942 e, a seguito di una tremenda debacle durante una battaglia aerea, il pilota Charlie MacKenzie viene dirottato a un altro incarico, che si ritiene essere di basso livello. Deve infatti iniziare a servire come pilota su una portaerei e rimanere a disposizione per proteggere la flotta in caso di attacco nemico. Il mezzo con cui deve alzarsi in volo? Una catapulta!
Diviso tra il senso del dovere e un amore che sembra non doversi mai concretizzare, Charlie MacKenzie dovrà dimostrare il suo valore e trovare una possibilità di riscatto, proprio quando le sortite dell'esercito nazista iniziano a diventare più insidiose.
In queste storie di guerra Garth Ennis ama mostrarci dei perdenti, ma differenti tipi di perdenti: a volte sono perdenti condannati al fallimento fin dal principio, come i protagonisti di Condor o I Reiver. Altre volte, invece, come nel succitato Lo Squadrone dei Vampiri, sono perdenti che credono in quello che fanno, seppur osteggiati dai loro superiori, e cercano di dimostrare quanto realmente valgono.
Charlie MacKenzie è un magnifico perdente, un personaggio in cui molti possono identificarsi. Inviso ai suoi superiori, pronto a prendersi anche responsabilità non sue per il bene del suo squadrone e uomo innamorato. Tutte caratteristiche che la guerra rischia di togliergli ma sarà proprio quello stesso conflitto, in senso lato, a farlo infine emergere vincitore. Ribaltando così la caratterizzazione di partenza.
Per chi stesse già pensando che in questa storia Garth Ennis sia partito per la tangente, immaginandosi aerei lanciati con delle catapulte... ebbene, non è affatto una sua invenzione, bensì un fatto storico acclarato. Durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale, infatti, erano attivi i Catapult Aircraft Merchantman (CAM), portaerei che avevano nella loro dotazione anche una catapulta da cui lanciare un velivolo che si sarebbe acceso in volo e il cui scopo era proprio quello descritto da Ennis.
Seppur lo sceneggiatore irlandese a volte esageri con la violenza e le scene surreali, quando si tratta di scrivere storie belliche ha sempre aderito a una perfetta realtà storica, come in questo caso.
Forse tra le Storie di Guerra è la migliore vista finora, ma molte altre sono ancora in attesa.

lunedì 1 agosto 2022

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - I Reiver


Ritorna una nuova Storia di Guerra ideata da Garth Ennis e ancora una volta è incentrata sull'esercito britannico, dopo Lo Squadrone dei Vampiri (Vampire Squadron). A finire sotto i riflettori, stavolta, è il SAS (Special Air Service), corpo speciale dell'esercito britannico inaugurato nel 1941 durante una campagna militare in Africa per effettuare attacchi rapidi contro le truppe naziste e attivo ancora oggi.
Il SAS è protagonista del one-shot I Reiver (The Reivers), disegnato da Cam Kennedy e pubblicato nel 2003.
L'anno è il 1941, poco tempo dopo la formazione del SAS.. In Africa, una truppa guidata da Bill Nixon, discendente dei Reiver dei Borders, un popolo violento e saccheggiatore, riceve l'incarico di distruggere un campo d'atterraggio aereo in mano ai nazisti.
Gli uomini al servizio di Nixon sono gente determinata, ma anche avventata e scavezzacollo, pronta a gettarsi in mezzo al pericolo senza curarsi delle possibili conseguenze. Caratteristica che potrebbe segnare la loro salvezza... o la loro rovina.
In Lo Squadrone dei Vampiri avevamo visto dei personaggi trascinati nel conflitto, pur essendo parte di un organismo militare, cercare al tempo stesso di trovare una via d'uscita, qualcosa che andasse oltre la guerra nella previsione di un domani migliore.
In questo caso, invece, i componenti del SAS sono uomini che sembrano vivere unicamente in funzione della guerra, a partire dal protagonista che discende da una stirpe belligerante e violenta. Uomini che - forse per mascherare le loro paure e incertezze davanti al nemico - si comportano a volte in modo farsesco, intonando canti politicamente scorretti, o che compiono raid molto brevi volti a fare terra bruciata attorno a loro. Ma la missione rimane il cuore dei loro ideali.
Nella visione poetica - almeno secondo il suo punto di vista - di Garth Ennis, che come molti di noi i nazisti non li ha molto in simpatia, questi discendenti dei Reiver rappresentano il soldato perfetto. Colui che combatte il male assoluto senza ripensamenti, che si getta a capofitto nell'azione ed è pronto anche a sacrificare la propria vita pur di raggiungere il proprio obiettivo.
Il tutto in una cornice quasi surreale, dove il passato si fonde col presente e le allucinazioni diventano realtà, mentre un corpo militare appena nato compie i suoi primi passi. Ma non gli ultimi, come la storia ha poi dimostrato.

giovedì 3 febbraio 2022

Fabolous Stack of Comics: All Star Sezione Otto


L'abbiamo già detto che Garth Ennis detesta la sovraesposizione dei fumetti supereroistici e dei suoi personaggi e non manca mai di fare satira su questo aspetto ogni volta che può? Sì, l'abbiamo detto, sin dai tempi di The Pro.
Prima di The Boys, il suo peculiare humor nero sul genere supereroistico si è riflesso in particolar modo nella serie della DC Comics Hitman e nel "supergruppo" che animava le sue pagine, la Sezione Otto. Esseri davvero fuori di testa come Sixpack, il Defenestratore e Saldacani... e tutti deceduti poco prima della conclusione della testata. O forse no?
La Sezione Otto fa - più o meno - il suo ritorno nella miniserie di sei numeri All Star Sezione Otto (All-Star Section Eight), pubblicata nel 2015. Ovviamente il team creativo è lo stesso della serie Hitman: lo sceneggiatore è Garth Ennis, mentre la parte grafica è affidata a John McCrea.
Un apparentemente redivivo Sixpack lavora ora come curatore di una galleria d'arte di New York ma, a seguito di una sbronza, si ritrova d'improvviso nel Noonan's Bar del quartiere irlandese di Gotham City. Convinto che debba sventare una tremenda, imminente minaccia, Sixpack crea una nuova Sezione Otto composta, oltre che da lui, da un apparentemente redivivo Saldacani, Bueno Excelente, (Io Sono) Baytor, Uomo Utensile, Viscera e Grappinoh!
Manca un ottavo componente e Sixpack chiederà di ricoprire questo ruolo a ogni componente della Justice League, non preoccupandosi delle numerose figuracce che farà lungo la via o di gettare gli eroi nel ridicolo. E la tremenda minaccia, qualunque essa sia e ammesso che esista, si avvicina.
Possiamo inquadrare questa miniserie come una sorta di DLC (per usare un termine videoludico) della serie Hitman. Dopotutto, Ennis ha sempre affermato che gli sarebbe piaciuto scrivere qualche altra storia di questa testata.
Anche se in questo caso Tommy Monaghan non compare, l'atmosfera e le ambientazioni sono quelle già note, seppur - a onor del vero - poco o nulla venga aggiunto rispetto a quanto già si sapeva. Per certe scene bisogna anche avere uno stomaco forte, in quanto McCrea non fa sconti.
Garth Ennis torna sul concetto che il tema del supereroe, in un ambito seriale, diventa alla lunga improponibile poiché ci saranno sempre le stesse situazioni narrative che si propagheranno all'infinito. Alla fine ciò che dice Sixpack a Superman nel capitolo finale sembra nient'altro che il pensiero di Ennis stesso, in una sorta di (in)volontario metafumetto.
Con ogni probabilità Sixpack non è mai tornato in vita o forse quella che vediamo è solo l'allucinazione di un ubriaco riverso nella neve e la minaccia che deve affrontare è il non voler accettare la propria sconfitta, il fatto che la sua esistenza sia ormai priva di significato.
Ma anche in una situazione come questa, c'è spazio per la fantasia, quella fantasia che può spingere una persona a rialzarsi e affrontare il proprio destino, riscattare la propria anima perduta... oppure restare riverso nella neve e perdente per una vita intera.

lunedì 10 gennaio 2022

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Lo Squadrone dei Vampiri


Dopo l'invasione delle forze naziste ai danni della Polonia nel 1939, Francia e Inghilterra sono le prime nazioni a entrare in conflitto con la Germania, dando così inizio alla Seconda Guerra Mondiale.
In prima battuta, però, il principale campo di battaglia è il cielo: la RAF inglese e la Luftwaffe tedesca si affrontano infatti più volte, in special modo nel 1940, con gli inglesi che dopo un iniziale periodo di sbandamento iniziano a prevalere tramite attacchi rapidi e mirati e questo nonostante la superiorità, numerica e tecnologica, dei tedeschi.
A questo particolare periodo storico si ispira Garth Ennis per una nuova Storia di Guerra, Lo Squadrone dei Vampiri (Vampire Squadron), miniserie di quattro numeri disegnata da Tomas Aira e pubblicata nel 2016.
Siamo nell'inverno del 1940: presso una base della Royal Air Force inglese vengono radunati svariati piloti, alcuni dei quali rifugiati di diverse nazionalità quali polacchi, scozzesi e irlandesi.
Il loro compito è quello di limitare le sortite da parte degli aerei della Luftwaffe e per farlo occorre volare anche di notte, ma gli aerei in loro dotazione non sono predisposti per il volo notturno. Quindi per loro ogni missione potrebbe essere l'ultima, considerato che gli aerei tedeschi sono superiori, ma non per questo decidono di arrendersi.
La precedente storia, Condor, descriveva le vite di alcuni perdenti. Qui, invece, pur non trovandoci di fronte a veri e propri vincenti, abbiamo uomini dediti alla loro causa, consapevoli di stare combattendo un nemico insidioso, ma proprio per questo decisi a prevalere.
Al tempo stesso sono uomini con pensieri, religioni e nazionalità differenti e questo si riflette in principio nella considerazione l'uno verso l'altro e in alcune ostilità. Tuttavia, uniti dalla lotta contro un male maggiore, sono ben presto capaci di mettere da parte le loro divergenze e forgiare forti amicizie, dimostrando che le diversità dividono solo chi non è in grado di guardare oltre il proprio piccolo mondo.
E solo quando l'unica persona da cui dipende la tua vita è quella che prima detestavi, si capisce l'inutilità dei pregiudizi razziali e religiosi.
Quindi, più che una storia d'azione, questa è una storia di legami umani messi di fronte alle loro peggiori paure, ma del tutto capaci di superarle.
La miniserie occupa un periodo di tempo di svariati mesi, durante i quali i protagonisti crescono e maturano: alcuni periranno in missione, altri troveranno l'amore. Il tutto scritto dall'Ennis meno caciarone e meno desideroso di mostrare scene crude. Che, a volte, si rivela essere il Garth Ennis migliore di sempre.

lunedì 6 dicembre 2021

Fabolous Stack of Comics: Storie di Guerra - Condor


Se c'è un genere a cui possiamo associare il nome di Garth Ennis, questo è sicuramente quello bellico. Lo sceneggiatore irlandese, infatti, può vantare sul proprio curriculum numerose storie inseribili in questo particolare genere, sia associate a personaggi appartenenti a Marvel e DC Comics (soprattutto Punisher e Il Sondato Fantasma), sia racconti originali ma basati su eventi storici realmente accaduti.
Molti di questi albi appartenenti alla seconda categoria sono poi stati raccolti in vari volumi antologici intitolati Storie di Guerra (War Stories). Il primo di essi che esaminiamo si intitola Condor (Condors), one-shot disegnato da Carlos Ezquerra e pubblicato nel 2003.
La storia si svolge nel 1939, poco prima del termine della Battaglia dell'Ebro, la quale risultò decisiva per le sorti della Guerra Civile Spagnola e che sancì infine la vittoria delle forze franchiste.
Mentre la battaglia infuria, quattro soldati (lo spagnolo Juan-Miguel Martinez, il tedesco Joachim Reinert, l'inglese Billy Gardner e l'irlandese Thomas Kilpatrick) si ritrovano in una trincea abbandonata e iniziano a discutere del loro passato, delle loro ideologie e degli eventi che li hanno portati a rimanere coinvolti nel conflitto dell'Ebro. Un confronto verbale che non tarda a divenire scontro.
I protagonisti di questa storia sono quattro perdenti e la motivazione della loro sconfitta è comune. Ognuno di loro è convinto di aver agito e di stare agendo nel giusto rispetto alla ragione che li ha portati a finire in quella trincea e a rimanere coinvolti in una battaglia così imponente.
E ognuno di loro, pur raccontando delle storie in cui ci si può rispecchiare (chi in vita sua non ha commesso un errore ma era convinto della ragione del proprio agire?), non si smuove dalle proprie posizioni, anche quando vengono fatte notare loro alcune fallacie nel ragionamento.
E quindi alla fine quella che poteva essere una perfetta situazione di confronto, di crescita interiore, si rivela nulla più che un'ulteriore appendice del conflitto in corso, ma su scala minore. E ne sono tutti consapevoli, poiché uno dei protagonisti dichiara senza mezzi termini che non hanno imparato niente da ciò che è accaduto (non solo rispetto a quanto avvenuto nella trincea, ma anche in maniera più generica) e le loro vite - anche al termine della guerra - rimarranno ancora quelle di perdenti guidati da altre persone che approfittano della loro buona fede.
L'amaro epilogo, in cui apprendiamo della triste e solitaria fine di ognuno dei quattro protagonisti, non fa altro che confermare tutto questo.
Un piccolo gioiello di storie di umanità, più che di guerra, da parte di Garth Ennis.

lunedì 27 settembre 2021

Fabolous Stack of Comics: Punisher - Platoon


Quando ha esordito nei fumetti, il personaggio del Punitore/Punisher era legato in maniera apparentemente indissolubile alla Guerra in Vietnam, all'epoca una ferita ancora aperta per il popolo americano (il  personaggio ha fatto la sua prima apparizione nel 1974).
Col passare degli anni e dei decenni, i riferimenti al Vietnam si sono fatti sempre più sporadici, per il consueto motivo che questo renderebbe troppo vecchio e datato il personaggio, fino a scomparire del tutto oggi.
C'è un autore, tuttavia, che non prescinde mai dal collegamento Punitore-Vietnam ed è Garth Ennis. Solo in Vietnam e non nelle successive guerre "tecnologiche", secondo l'autore, Frank Castle può aver sviluppato i demoni che costellano la sua vita e lo hanno spinto a portare avanti la sua crociata contro i criminali, anche quando i responsabili dell'uccisione della sua famiglia sono stati giustiziati.
Ma quando questi demoni ancora non esistevano? Cosa è accaduto a Frank Castle nel suo primo turno in Vietnam? A questa domanda risponde la miniserie di sei numeri pubblicata tra il 2017 e il 2018 Punisher: Platoon (Punisher: The Platoon), scritta appunto da Ennis e disegnata da Goran Parlov.
Il sottotenente Frank Castle, promessa dell'esercito americano, viene assegnato a un plotone di istanza in Vietnam, facendosi subito notare per la sua intraprendenza, ma anche per la conoscenza delle armi e la spietatezza nell'affrontare il nemico.
Proprio durante una delle prime sortite, Castle risulta l'elemento decisivo per sgominare un gruppo di soldati vietnamiti capitanati da Ly Quang, la quale è alla fine l'unica sopravvissuta e giura vendetta contro il futuro Punisher.
È l'inizio di una silenziosa lotta di volontà tra due anime che adorano la guerra e che sono destinate infine a incrociarsi in un drammatico scontro finale.
Quello che in storie come Born era stato più che suggerito, in questa miniserie viene ulteriormente chiarito: secondo Ennis, anche senza l'uccisione della famiglia, Frank Castle si sarebbe comunque imbarcato in una spirale di violenza, poiché essa è insita nel suo carattere, non può farne a meno. Quell'evento ha attivato qualcosa che già c'era, sepolta nel profondo dell'anima nera di Castle.
Non è di sicuro la prima volta che viene fatto in assoluto (anche se forse è la prima volta in un fumetto), ma è apprezzabile vedere come Garth Ennis rappresenti col giusto distacco e oggettività - l'autore proietta sé stesso nella storia tramite la figura di uno scrittore interessato alla vita di Castle e che intervista i suoi ex commilitoni - anche il punto di vista dei vietnamiti, i quali hanno vissuto gli orrori e le paure di un conflitto esattamente come gli americani.
La conclusione, da ambo i lati, è che la guerra che hanno condotto non ha portato altro che macerie, nei villaggi e nelle anime di entrambi i popoli.
Ly Quang è una sorta di omologo femminile di Castle: entrambi sono patrioti - deviati - fin nel midollo, entrambi sono guerriglieri nati che traggono gioia dall'affrontare il nemico sul campo di battaglia, entrambi non concepiscono un'esistenza al di fuori del suddetto campo di battaglia.
Tanto che il loro scontro finale non è un confronto tra due persone, bensì una lotta tra belve sanguinarie dove la ragione non trova spazio.
Punisher: Platoon riesce a essere una storia antimilitarista senza utilizzare facili retoriche o sensazionalismi, ma mostrando un uomo (Frank Castle) per ciò che è, un pazzo omicida che si nasconde dietro l'aspetto di un bravo soldato. E molte altre persone, in bilico sul precipizio della follia e non necessariamente perché sono reduci di guerra, rischiano ogni giorno di diventare come lui.

martedì 17 settembre 2019

Fabolous Stack of Comics: The Pro


Credo sia stato detto più volte che a questo mondo (co)esistono due Garth Ennis. Il primo è colui che si occupa di opere "impegnate", quali Preacher o Chronicles of Wormwood, intrise di una cruda satira sulla società mediatica, il potere in ogni sua forma e lo sfruttamento della religione.
Il secondo invece ama cazzeggiare facendo satira e/o ironia sugli stilemi supereroistici. Come Ennis ha spiegato più volte, lui non detesta i supereroi... l'ha detto lui, eh? Non guardate me che non c'entro niente! Ennis detesta il modo in cui le major invadono il mercato con questo tipo di prodotti, lasciando poco spazio al resto.
In effetti a pensarci bene c'è anche un gemello malvagio di Garth Ennis, che di tanto in tanto ha scritto storie pure di supereroi... ma se ne sono perse le tracce.
The Pro, one-shot pubblicato nel 2002 da Image Comics, appartiene alla seconda categoria. Il Garth Ennis cazzaro allo stato puro (scusate il tecnicismo) che esagera con scene violente, surreali e turpiloqui perché lo trova divertente. Esagera in maniera pulp, molto pulp, pure troppo.
Le vittime di The Pro/Ennis sono i componenti della Justice League (La Lega dell'Onore) e la loro finta perfezione. Ma più in generale i supergruppi.
Soprattutto Lanterna Verde, eroe che Ennis non manca di sbeffeggiare ogni volta che ne ha la possibilità. Devo però ammettere che ho visto un uso del potere di Flash a cui non avevo mai pensato fino ad ora, forse perché sono un essere puro e... AH! Scusate, torniamo seri.
In questo florilegio di situazioni ai limiti del paradossale (qualcuna anche oltre i limiti), Ennis mutua anche la lezione di Authority e, nell'unico momento serio del fumetto, tramite la protagonista esprime la propria visione sul difetto fondamentale a suo dire del concetto di supereroe propugnato dalle major. Ovvero il concetto di un essere divino e così potente da non essere nemmeno in grado di modificare lo status quo e intervenire davvero in aiuto dei più deboli. Qualcosa invece che chi proviene dai bassifondi può ben capire, sacrificandosi senza nemmeno veder riconosciuti i propri meriti e venendo ben presto dimenticata in favore di un nuovo status quo uguale al precedente.
The Pro è un'idea a tre modellata insieme ad Amanda Conner e Jimmy Palmiotti durante un soggiorno a Berlino, quindi si può affermare senza timor di smentita che senza questi altri due autori il personaggio non potrebbe esistere. Credo sia un bene, ma se nel 2002 si poteva trovare straniante che una donna realizzasse certe vignette, oggi la cosa non ci sorprende più e lo troviamo accettabile.
Sono stati poi i due coniugi a far sì che l'insolita supereroina non venisse dimenticata, realizzando sketch alle convention, una storia aggiuntiva pubblicata cinque anni dopo l'one shot e una serie di card. Tanto che un paio di anni fa la Paramount ha acquisito i diritti di sfruttamento cinematografico del personaggio. Se questo porterà a qualcosa di concreto, in un'epoca dove predominano al cinema gli eroi "solari", resta tutto da vedere.
Cosa resta dunque oggi di The Pro? Un puro e semplice divertissement, se trovate chiaramente divertenti certi temi, incentrato su un particolare tipo di supereroina la cui esistenza oggi può essere vista come l'ennesimo tassello di un mondo (quello supereroistico) che sta cercando in maniera disperata di rinnovarsi e rimanere sulla cresta dell'onda.
Lo sta facendo da ottant'anni e fin qui tutto bene... fin qui tutto bene... fin qui tutto bene...

mercoledì 10 luglio 2013

Il battesimo del fuoco dell'Aquila Fantasma


Adoro Garth Ennis. E non per il suo spirito iconoclasta del mondo supereroistico, anzi, a ben vedere è l’aspetto di lui che mi interessa meno. E nemmeno per il suo linguaggio sboccato, ce ne sono altri come lui in questo senso, chi più bravo e chi meno. No, adoro Garth Ennis semplicemente perchè scrive belle storie: in particolare sa scrivere belle storie di guerra e questo è notevole se si prende in considerazione questo delicato argomento dove lo scivolone è dietro l'angolo. Il fatto è che Ennis ne ha scritte così tante, ma davvero così tante che un giorno tu pensi:"Ma sì, ormai avrà detto tutto il possibile su questo argomento, no?". E invece, siccome un grande sceneggiatore riesce sempre a distinguersi, trova sempre un modo per aggiungere qualcosa di nuovo, per sorprenderti in positivo.
War Is Hell è dedicato ad un personaggio minore ma proprio minore della Marvel Comics, le cui apparizioni prima di questa storia si contavano sulle dita di una sola mano: Karl Kaufmann, l’Aquila Fantasma. Ennis, che pure ha probabilmente letto la storia d’esordio del personaggio, chiaramente prende in considerazione solo gli elementi base dell’Aquila Fantasma, quello di un pilota americano ma dalla discendenza tedesca desideroso di servire la sua patria durante la Prima Guerra Mondiale in ogni modo, anche alterando le sue origini. Ma ben presto Kaufmann scoprirà che il mondo ideale che si era immaginato è ben diverso dalla dura e spietata realtà, una realtà dove degli invisibili capi non si preoccupano di mandare a morire dei giovani piloti inesperti o di ordinare un attacco sapendo che questo porterà al massacro di una intera unità. Nonostante questo, e grazie al supporto di alcuni commilitoni che vedrà man mano morire davanti ai suoi occhi, Kaufmann farà carriera ed alla fine confesserà il suo “atroce”segreto. Ma questo, unito alla spiegazione che avrebbe dato per esso, susciterà nulla più che una risata di un suo commilitone. E Kaufmann stesso diverrà un uomo diverso, consapevole infine che la guerra è un inferno e passa sopra a tutto e tutti, ma non per questo il suo patriottismo verrà meno.
Ennis, come al solito, riesce a mischiare alla perfezione le scene ed un linguaggio crudo con uno humour nero che in pochi possiedono, cosa che riesce a rendere i vari personaggi veri e tridimensionali. I disegni “sporchi” di Howard Chaykin, pur lontani dai fasti di un tempo, risultano comunque apprezzabili e differenti in meglio da quelli di stampo supereroistico verso cui si è dedicato in questi ultimi anni.