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sabato 25 aprile 2026

Libri a caso: La Spada del Destino


Il mondo di Geralt di Rivia, il Witcher a cui occorre donare un soldo, questa versione oscura e distorta dei racconti che leggevamo da piccoli ideata dallo scrittore Andrzej Sapkowski, ha esordito con alcuni racconti contenuti ne Il Guardiano degli Innocenti.
Appariva subito chiaro che quella serie di racconti fosse solo una sorta di prologo per una saga ben più ampia. Ed ecco dunque il secondo libro, La Spada del Destino (Miecz przeznaczenia), pubblicato nel 1992.
Il Witcher continua a viaggiare nelle terre infestate da strane creature, spesso accompagnato dall'artista e poeta Ranuncolo e dalla maga, nonché amante, Yennefer di Vengerberg.
Lungo la via incontrerà un drago dalle insolite fattezze, testimonierà di un'insolita storia d'amore tra una sirena e un re, dovrà trovare un modo per fermare uno sfuggente mutaforma e alla fine incontrerà una ragazza a cui il suo destino sarà strettamente legato nel prossimo futuro: Cirilla "Ciri" di Cintra.
Questo secondo libro, peraltro pubblicato praticamente in contemporanea col primo, riprende la stessa struttura dell'opera primaria: una serie di racconti che si intersecano tra loro e che vanno a formare un affresco più grande.
Al tempo stesso, però, l'autore sembra aver preso maggior confidenza coi vari personaggi e l'ambientazione in cui essi si muovono. Questo strano mondo che appare come un patchwork delle fiabe classiche (come la Sirenetta) e dei miti del folklore, come i Druidi.
Vengono inoltre approfonditi in maniera più evidente quelli che sono i rapporti coi due comprimari finora più presenti in queste storie. Il primo è il cantore Ranuncolo, che in apparenza potrebbe apparire come una spalla comica e per certi versi lo è, ma si pone più come la voce della coscienza di Geralt. Quella che cerca di mostrargli il lato buono delle cose, pur di fronte a tanta malvagità.
Vi è poi la maga Yennefer, una femme fatale dal buon cuore, anche se a prima vista non lo si nota. Il rapporto con Geralt è di quelli tormentati: entrambi sono consapevoli che le loro esistenze potrebbero terminare in qualsiasi momento, ma non a causa di un mostro, bensì per via della potenza distruttiva degli esseri umani.
Entrambi potrebbero essere destinati l'uno all'altra, ma entrambi faticano a trovare un loro equilibrio e spesso la separazione è inevitabile.
A proposito di destino. Geralt di Rivia non apprezzerebbe, ma i racconti si incentrano appunto sul destino e le persone che siamo destinate a incontrare lungo la via, persone che cambieranno la nostra vita. E per quanto noi possiamo evitarlo, questo non cambierà. L'introduzione del personaggio di Ciri, altro comprimario che appare sulla scena per restare, va verso questa direzione.
Mentre il mondo del Witcher diventa sempre più grande e sfaccettato, la vita dello strigo appare sempre più proiettata verso una breve esistenza. Sarà il resto dei libri della saga a chiarire se questo sia veritiero o meno.

martedì 17 marzo 2026

Libri a caso: Il Guardiano degli Innocenti


La saga di The Witcher è ormai divenuta nota a livello internazionale, essendo ormai presente su tutti i principali media quasli streaming e videogiochi già da svariati anni. Eppure questa saga parte, come molte altre saghe fantasy, da dei libri.
Ma, diversamente da altre saghe fantasy, è stata concepita da uno scrittore polacco, Andrzej Sapkowski. Il primo libro si intitola Il Guardiano degli Innocenti (Ostatnie życzenie), pubblicato nel 1993.
In una terra lontana e misteriosa si aggira il Witcher, ovvero Geralt di Rivia. È uno dei pochi elementi rimasti di questa insolita categoria di mutanti, che vaga di città in città per eliminare mostri, creature magiche malvagie e altre minacce accettando - dietro un giusto compenso - incarichi da qualunque persona voglia assumerli.
Ormai però il mondo sembra essere cambiato e di creature da combattere pare ne siano rimaste poche, tanto che Geralt spesso fatica a trovare nuove missioni da compiere. Le minacce, tuttavia, non mancheranno e lungo la via incontrerà insoliti alleati come il bardo Ranuncolo o personalità ambigue quali Yennefer di Vengerberg.
La struttura di quest'opera è presentata in forma antologica, contenendo infatti sei racconti inseriti all'interno di un'ulteriore cornice narrativa, un settimo racconto che si prolunga per tutto il libro e funge sia da prologo che da epilogo.
I primi racconti sono praticamente incentrati solo sulla figura di Geralt di Rivia, mantenendo una struttura costante ma che non diventa mai ripetitiva: il Witcher giunge in un luogo, richiamato da voci di una minaccia o per caso, approfondisce ciò che sta accadendo, qualcuno richiede i suoi servivi e giunge infine alla verità, la quale si rivela sempre differente da quella prospettata in principio.
Geralt riesce, a volte più per fortuna, a volte per abilità, a eliminare infine la minaccia, potendo così ripartire alla ricerca di un nuovo incarico.
Solo negli ultimi due racconti questo mondo narrativo viene leggermente ampliato, introducendo i personaggi di Ranuncolo e Yennefer di Vengerberg, ma sono chiaramente solo i primi passi di un lavoro che vedrà i propri frutti più avanti. Quindi siamo di fronte a una sorta di prologo che introduce i protagonisti principali, descrive il contesto in cui operano e pone le basi per le storie successive.
Quello che traspare da questi primi racconti è come il mondo in cui agisce Geralt di Rivia sia come una versione distorta e macabra delle fiabe classiche e dei miti dell'antichità. Riferimenti a Biancaneve o a La Bella Addormentata sono ad esempio presenti, ma Andrzej Sapkowski descrive un universo in cui il "e vissero tutti felici e contenti" non è mai avvenuto e vi è stato un epilogo oscuro delle vicende fiabesche.
Così che chi legge ne tragga una sorta di straniamento, trovandovi riferimenti a opere che già conosce, seppur profondamente stravolte.
Allo stesso tempo Geralt non è presentato come un eroe puro, niente affatto, stonerebbe in questo mondo e avrebbe vita breve: è alla fine un mercenario, guidato dal denaro e non da un legittimo desiderio di fare del bene, che al limite giunge come conseguenza delle sue azioni.
Essendo questa un'opera prima è anche ben fatta, ma si intravede come sia al momento solo un discorso incompleto. Un discorso che - come tutte le saghe fantasy - verrà approfondito e ampliato nelle successive opere. Cosicché il mondo di The Witcher diventi più sfaccettato.