Visualizzazione post con etichetta mark millar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mark millar. Mostra tutti i post

lunedì 25 novembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Prodigy - La Società di Icaro


Edison Crane è l'uomo più intelligente del mondo, o almeno così lui dice, e al tempo stesso uno dei più ricchi. Con una mente sempre attiva e alla costante ricerca di sfide che possano metterlo in difficoltà, la sua vita è tuttavia una serie di attività che padroneggia con la stessa facilità con cui noi effettuiamo semplici calcoli.
Talvolta, però, anche l'intelletto di Edison Crane viene messo alla prova: è accaduto una prima volta nella storia in cui ha esordito, La Terra Malvagia, e avviene di nuovo in La Società di Icaro (The Icarus Society), miniserie di cinque numeri pubblicata da Image Comics nel 2022, scritta da Mark Millar e disegnata da Matteo Buffagni.
Cos'è che può davvero mettere in difficoltà la persona più intelligente al mondo? Semplice, altre persone che dichiarano di essere le più intelligenti al mondo.
Stavolta Edison Crane ha a che fare con una insolita società segreta, denominata la Società di Icaro, i cui componenti sono in lotta tra loro per il ritrovamento di antichi manufatti che porterebbero a individuare il luogo dove si trova la leggendaria città di Shangri-La.
Suo malgrado, Edison Crane viene coinvolto in queste lotte di potere sotterranee. Ma possibile sia stato davvero scalzato dal ruolo di persona più intelligente al mondo?
Formula vincente non si cambia, dice il famoso motto, e questo può sicuramente essere applicato a questa miniserie. Se nella prima storia, che pure doveva introdurre il personaggio, si vedeva Edison Crane in apparente difficoltà contro una sfida che pareva non essere in grado di padroneggiare, in questa nuova storia troviamo... Edison Crane in apparente difficoltà contro una sfida che pare non essere in grado di padroneggiare.
C'è un contorno leggermente diverso, tuttavia, visto che si ritrova di fronte a persone che davvero rivaleggiano col suo intelletto, ma dentro di noi nel corso della lettura permane la sensazione che all'ultimo istante, come il miglior prestigiatore, il protagonista tirerà fuori il proverbiale asso nella manica, in realtà evidente fin dal principio.
Così è anche in questa occasione e non deve stupire sia così. Ho come l'impressione che questo dovesse essere un prodotto rassicurante, ben narrato ma al tempo stesso senza troppe sorprese, che guidasse per mano il lettore.
Tuttavia Edison Crane non rimane immutato dall'esperienza: pur conservando a pieno titolo il suo appellativo, inizia a essere definita in maniera maggiore la sua figura e un rapporto conflittuale col padre, tema molto presente nelle storie di Mark Millar.
Quindi un ritorno dell'uomo più intelligente al mondo è inevitabile.

martedì 24 settembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Space Bandits


Ci sono molte saghe che incarnano il concetto di space opera, ma c'è ne è principalmente una che - in anticipo sui tempi - ha eletto una donna come sua protagonista principale, forse volontariamente o forse no. E questa saga è ovviamente quella di Alien, la quale è divenuta seminale non solo per questo motivo chiaramente.
Decenni dopo, le space opera con protagoniste femminili sono ormai consolidate e una di queste è Space Bandits, miniserie di cinque numeri pubblicata da Image Comics nel 2019, scritta da Mark Millar e disegnata da Matteo Scalera.
Cody Blue e Thena Khole sono due criminali spaziali i cui colpi sono rivolti verso gente ricca e benestante. Niente può andare storto grazie alle grandi capacità di pianificazione della prima e le notevoli doti fisiche e di combattimento della seconda.
I loro destini si incrociano quando i loro rispettivi uomini li tradiscono e, abbandonandole al loro destino, le fanno catturare dalle autorità. Incontratesi in una prigione di massima sicurezza, le due donne stringono una forte amicizia e un'ancora più forte alleanza, che ha un obiettivo finale ben preciso: riuscire a evadere e vendicarsi di coloro che le hanno tradite.
Siamo sul filone consolidato di un action movie sotto forma di fumetto, un fumetto che rende dichiaratamente omaggio agli anni '80 del ventesimo secolo citando Lionel Ritchie, Molly Ringwald e molti altri.
L'estetica grafica e i dialoghi, certo, sono di stampo moderno, ma non si può fare a meno di notare come questa miniserie abbia in sé tutti i generi che hanno reso celebre quel decennio. Action, certo, ma anche un'ambientazione fantascientifica alla Star Wars, un revenge movie portato avanti dalle due protagoniste, un prison movie con tanto di evasione in apparenza impossibile e un heist movie, infine, se consideriamo il "lavoro" di Cody Blue e Thena Khole.
Le due protagoniste stesse, il braccio e la mente, sembrano quasi una sorta di Starsky & Hutch o, meglio, Tango & Cash in salsa femminile.
Quindi un background molto interessante al servizio di una trama che procede su binari consolidati e con scene di sicuro create per lasciar mano libera a Matteo Scalera e alle sue capacità grafiche.
Il finale è quello che ci aspettiamo e lascia spazio per un eventuale seguito, poiché alla fine ci troviamo in un universo più ampio, dove molte cose possono ancora accadere. E molti altri omaggi agli anni '80 possono ancora essere pensati.

martedì 9 luglio 2024

Fabolous Stack of Comics: Huck


Il concetto stesso di supereroe poggia sull'esistenza di una persona speciale, non solo perché ha dei superpoteri, che utilizza tutte le sue capacità in maniera altruistica, per aiutare altre persone che non conosce.
Da Superman in poi, con poche eccezioni ogni supereroe si è speso per gli altri, spesso a costo di grandi sacrifici.
Un nuovo supereroe di stampo classico si ritrova in Huck, miniserie di sei numeri pubblicata da Image Comics nel 2015, scritta da Mark Millar e disegnata da Rafael Albuquerque.
Huck è un orfano abbandonato da neonato e accolto in una piccola cittadina di provincia. Incurante di andare alla ricerca delle proprie origini, Huck si pone l'obiettivo di compiere una buona azione al giorno, potendo far affidamento anche su straordinarie capacità.
Al tempo stesso, ad Huck non interessa farsi pubblicità e vive nell'anonimato, amato e protetto dai suoi concittadini. Ma l'arrivo nella cittadina di nuovi e più giovani abitanti, fa scoprire al mondo intero dell'esistenza di Huck, il quale diviene da quel momento in poi oggetto dell'attenzione dei giornalisti e dei politici.
Ma anche di chi gli ha donato i suoi poteri, che è pronto a riemergere sulla scena.
La mitologia di Superman continua a rimanere salda e presente anche dopo quasi novant'anni dalla sua creazione. Una mitologia che si appoggia sul concetto di un essere venuto da un mondo lontano, ma cresciuto da persone oneste con valori sinceri (i valori di una certa nazione, secondo una concezione ormai superata), al servizio del proprio prossimo.
Huck può essere visto come una delle tante varianti di Superman. Anche lui proviene da un mondo lontano, seppur non quello del kryptoniano, un mondo molto più aderente alla realtà odierna che, piuttosto che guardare alle stelle, volge il proprio sguardo verso ciò che si annida nell'interno della nazione.
Con una strizzatina d'occhio al rinnovato conflitto "freddo" sussistente tra Stati Uniti e Russia di questi ultimi anni.
Aldilà di questo, comunque, Huck è la dimostrazione che si può ancora scrivere di un eroe altruista e con valori positivi. Seppur questo concetto possa apparirci figlio di un'epoca ormai lontana, alla fine ciò che conta è costruire una storia attorno a questo concetto e sviluppare i personaggi che vi ruotano attorno.
E dopotutto, una buona azione al giorno è alla portata di tutti.

mercoledì 22 maggio 2024

Fabolous Stack of Comics: Empress


Fino a ora, nelle opere che ricadono sotto l'etichetta MillarWorld, abbiamo parlato di gruppi di maghi, di un insolito aldilà e di un genio in ogni campo dello scibile umano.
Ma suddette opere spaziano in ogni possibile settore narrativo esistente e le distese spaziali non rappresentano un'eccezione. Ne è una dimostrazione Empress, miniserie di sette numeri pubblicata nel 2016, scritta da Mark Millar e disegnata da Stuart Immonen.
Secondo il calendario terrestre ci troviamo in un lontano passato, di milioni di anni fa, durante il quale però vi era già un'avanzata civiltà galattica. Una civiltà guidata col pugno di ferro da Morax, spietato e sanguinario tiranno.
La moglie Emporia, che ha sposato Morax in giovane età ma ora dopo aver partorito tre figli è sempre più terrorizzata dai suoi atti crudeli, decide di fuggire. Ad assisterla vi è la sua guardia del corpo, Dane Havelok.
La fuga ha successo, ma da quel momento in poi Emporia, i suoi figli e Dane vengono inseguiti dalle truppe di Morax. Inoltre una taglia viene messa sulle loro teste e tutti i pianeti della galassia vengono informati dell'accaduto.
Con pochissimi alleati su cui contare, la fuga di Emporia potrebbe rivelarsi più breve del previsto.
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana... questo è il celebre slogan della più celebre saga fantascientifica cinematografica... o quantomeno quella che ha generato maggiori introiti. Ed echi di Star Wars sono ben presenti in questa storia.
A partire dallo scenario: un insieme di pianeti, ognuno con una differente ambientazione, differenti popoli e differenti pericoli, a connotare le avventure dei protagonisti. Uno spietato tiranno galattico, che presenta in sé a livello grafico anche qualche traccia di Darkseid. Un'epopea familiare. Un robot droide che si esprime con versi e segni. Ah sì, anche un surrogato degli Stormtroopers.
Vi sono poi i classici elementi della space opera e della fantascienza d'annata, opportunamente rimodernata e un po' estremizzata, grazie a battaglie tra astronavi, creature mostruose e armi futuristiche.
Empress diventa dunque un insolito giocattolo narrativo, un open world, delle montagne russe narrative dove Mark Millar e Stuart Immonen possono scatenare la loro inventiva, dipingendo paesaggi onirici e desertici, architetture imponenti e razze aliene di ogni colore.
Contornando il tutto con una trama che punta quasi tutto sull'azione e sui cambi di scena e di prospettiva, intervallati da pochi attimi di riflessione.
Rimane alquanto strano l'epilogo, non vorrei dire frettoloso. Ma se Emporia aveva sin da principio la capacità di sopraffare Morax e far ascendere uno dei figli al potere, perché non lo ha fatto da subito?
Forse per lasciare un paio di punti in sospeso da esplorare in storie future. Sempre ambientate in quest'altra galassia lontana, lontana...

mercoledì 10 gennaio 2024

Fabolous Stack of Comics: The Magic Order 2


In The Magic Order, Mark Millar e Olivier Coipel ci hanno introdotto a un nuovo, particolare gruppo (una sorta di Justice League della magia... che per inciso esiste pure alla DC Comics).
L'Ordine Magico è una società segreta che da secoli agisce nell'ombra, proteggendo l'umanità dalle più svariate minacce mistiche e sovrannaturali. Nella prima miniserie hanno dovuto sventare la setta di Madame Albany, la quale era riuscita a portare dalla propria parte uno dei componenti della famiglia Moonstone, fondatrice dell'Ordine.
Alla fine della storia l'Ordine aveva trovato una nuova leader in Cordelia Moonstone, fondamentale per la risoluzione della crisi. E una nuova minaccia si presenta all'orizzonte nella miniserie di sei numeri The Magic Order 2, pubblicata nel 2021 da Image Comics, scritta sempre da Millar e disegnata da Stuart Immonen.
Mille anni fa, la famiglia Moonstone e altri potenti maghi debellarono la minaccia dello stregone Soren Korne, il quale stava per portare nella dimensione terrestre un'entità che avrebbe seminato distruzione totale. A seguito di questo evento, si decise di fondare l'Ordine Magico.
Un millennio dopo, Cordelia Moonstone deve ancora abituarsi al suo nuovo ruolo di leader dell'Ordine Magico che un discendente di Soren Korne, Victor, emerge dal suo esilio per riconquistare il potere perduto dei propri antenati. E per questo non si fermerà di fronte a nulla, essendo disposto anche ad alterare il flusso temporale per far vincere al suo avo la battaglia di mille anni prima.
Un sequel che procede nel solco della miniserie originale, portando avanti la storia della famiglia Moonstone e mettendo sempre più sotto i riflettori il personaggio di Cordelia, ora divenuta leader dell'Ordine Magico.
Quindi, pur rimanendo questa una testata corale, il focus principale è incentrato su di lei (un ottimo personaggio per un adattamento televisivo Netflix, che detiene i diritti su questo titolo) e sulle inevitabili incertezze e dubbi che comporta trovarsi a ricoprire da un giorno all'altro un ruolo di potere dopo aver passato anni ad andare contro le regole.
Oltre a questo, si introducono alcuni nuovi personaggi e si procede sulla strada consolidata per cui i figli degli eroi (dei maghi, in questo caso) sono forieri di un grande potere che un giorno si manifesterà.
In conclusione, questa miniserie - tramite le traversie personali dei vari protagonisti - è una sorta di allegoria di come occorra far fronte alle proprie responsabilità anche quando si è perseguitati da demoni interiori o non si ritiene di essere all'altezza.
E concluso questo secondo capitolo, si può già pensare a una nuova avventura dell'Ordine Magico.

martedì 7 novembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Reborn


I fumetti sono soliti esplorare altri mondi oltre la Terra. Altri pianeti nella galassia, altre dimensioni... e allora perché non anche l'Aldilà? Celebre è ad esempio la visione di Paradiso e Inferno descritta da Neil Gaiman in Sandman, oppure il Valhalla dove dimorano gli eroi nordici caduti che compare nelle storie di Thor.
Ma possono esservi altri, insoliti tipi di Aldilà, come quello presente in Reborn, miniserie di sei numeri pubblicata nel 2017 da Image Comics, scritta da Mark Millar e disegnata da Greg Capullo.
Bonnie Black è un'ex insegnante ottantenne, ormai divisa tra casa di riposo e ospedale. Ha avuto molti amici in vita sua e un marito, brutalmente ucciso anni prima da un cecchino per ragioni ignote. Bonnie è anche una delle persone più generose e gentili che siano mai esistite.
Quando Bonnie Black muore a seguito di un infarto, rinasce come giovane guerriera in un mondo incantato chiamato Adystria, dove sono presenti tutte le persone morte prima di lei, inclusi i suoi cari, tra cui suo padre.
La più grande minaccia per Adystria è Lord Golgotha e secondo una profezia Bonnie sarà la guerriera che lo sconfiggerà. Ma lei ha un altro obiettivo primario in mente: ritrovare suo marito.
La storia parte dal tema classico di cosa ci possa essere dopo la morte per sviluppare poi un'avventura dai toni smaccatamente fantasy che unisce insieme vare tematiche di questa peculiare tipologia narrativa (le fate, i poteri magici, le battaglie con le spade, i draghi, gli oscuri stregoni) consentendo così a Greg Capullo di sbizzarrirsi nel creare incredibili e differenti paesaggi.
Un ben insolito racconto di formazione quello di Reborn, visto che di solito le storie di formazione di un eroe o di un'eroina nelle epopee fantasy partono quando costoro sono ancora adolescenti o giovani, mentre qui - pur avendo a che fare con una protagonista dall'aspetto giovanile - abbiamo qualcuno che porta con sé anche un'esperienza di vita ultradecennale.
Ma la maturazione di un personaggio può avvenire in molti modi e può anche essere una rinascita spirituale che la tramuti in una persona diversa da quella che era un tempo, senza dimenticare il suo passato. Un esempio che può toccare anche altre persone. In tal senso vi è anche un'analisi del concetto di fede e di come gli esseri umani si rapportano ad esso.
Stupisce insomma vedere come, quantomeno in quest'opera, Mark Millar metta da parte quel cinismo e quella truculenza che di solito lo contraddistinguono per delineare una storia dai toni ottimisti e che celebra i valori della speranza e dell'amore puro.

mercoledì 25 ottobre 2023

Fabolous Stack of Comics: Prodigy - La Terra Malvagia


Abbiamo visto in più di un caso film su bambini prodigio, capaci ad esempio di effettuare complicati calcoli matematici in pochi secondi. Come ad esempio Il Mio Piccolo Genio o Gifted - Il Dono del Talento. E ovviamente, per ragioni anagrafiche, non vediamo mai la crescita di questi piccoli geni nel corso degli anni.
Ma, appunto, cosa potrà accadere loro quando entreranno nell'età adulta? Be', forse diventano come il protagonista di Prodigy: La Terra Malvagia (Prodigy), miniserie di sei numeri pubblicata tra il 2018 e il 2019, scritta da Mark Millar e disegnata da Rafael Albuquerque. Anche se pubblicata da Image Comics, i diritti sul personaggio - come nel caso di The Magic Order - sono in capo a Netflix.
Edison Crane è l'uomo più ricco del mondo, nonché il più intelligente. Fin da bambino eccelleva in tutti i campi dello scibile umano, dalla matematica, alla chirurgia, alla musica, all'astrologia e molto altro.
Con una mente sempre attiva e continuamente desiderosa di nuove esperienze, Edison Crane cerca sempre nuove sfide che possano metterlo alla prova. Una di queste gli si presenta quando una agente della CIA, Rachel Straks, porta alla sua attenzione un'invasione extradimensionale che sta avvenendo in Australia.
E dietro di essa vi è la minaccia più grande che la Terra abbia mai sperimentato nel corso della sua storia.
Cosa accade quando si uniscono l'intelletto e le capacità deduttive di Sherlock Holmes con i mezzi, il patrimonio e l'agilità di Batman, aggiungendo anche, più che Indiana Jones, un pizzico del nostrano Martin Mystere (personaggio che comunque di certo Mark Millar non conosce)?
Semplice, ne nasce un ibrido narrativo quale è Edison Crane, il quale dunque non è né vuole essere un personaggio originale (ma dopotutto, è ancora possibile crearne al giorno d'oggi?), tuttavia questo non vuol dire che non possa presentare delle potenzialità che vanno perciò ben sfruttate. Potenzialità che nascono dal fatto che ci sono tutte queste capacità a disposizione e si può dunque spaziare su svariati argomenti.
Certo, vi è anche la difficoltà, e la cosa risulta evidente abbastanza presto, che Edison Crane è praticamente invincibile come Tex o Superman, poiché quale pericolo può minacciare colui che sa e prevede tutto? Ovviamente una minaccia inconoscibile. In questo caso una consolidata razza extradimensionale sconosciuta che vuole prendere possesso della Terra per scopi di conquista e razzia.
Vi è da dire che lo schema narrativo della miniserie è molto simile a quello di The Magic Order. C'è un potente protagonista che appare messo in difficoltà e senza via d'uscita da qualcosa in apparenza più grande di lui, ma si scopre alla fine che in realtà ha sempre avuto un asso nella manica.
Poiché, dopotutto, può davvero esistere una sfida all'altezza per l'uomo che ha tutto?

giovedì 27 luglio 2023

Fabolous Stack of Comics: The Magic Order


La tradizione eroica, che si trasmette da una generazione a un'altra pur con quelle che sono le differenze caratteriali e di visione della realtà, è parte integrante del mondo del fumetto. Sin dai tempi della Golden Age, da quando gli eroi "esperti" si circondavano di giovani sidekick (minorenni, ehm) per portare avanti la loro ricerca di giustizia.
Tale concetto di legacy è rimasto ben presente nel corso dei decenni e si è anche esteso al di fuori del fumetto di supereroi. Come avviene ad esempio in The Magic Order, miniserie di sei numeri pubblicata da Image Comics nel 2018, scritta da Mark Millar e disegnata da Olivier Coipel.
L'Ordine Magico è una società segreta che da secoli agisce nell'ombra, proteggendo l'umanità dalle più svariate minacce mistiche e sovrannaturali. Tra i loro più rinomati rappresentanti vi sono i componenti della famiglia Moonstone, capeggiati dal padre Leonard.
Anni di relativa pace vengono improvvisamente infranti da Madame Albany, pronta a sovvertire l'Ordine Magico con un potente e ignoto alleato al suo fianco. E per riuscire in questo intento dovrà eliminare tutti i componenti della famiglia Moonstone.
L'impianto di base della trama è davvero molto classico, seppur ovviamente portato all'estremo in certe situazioni, e tipico di alcune produzioni di Mark Millar. Abbiamo dunque l'iniziale situazione di pace con la classica organizzazione segreta che opera nell'oscurità, una situazione che viene sconvolta dall'irrompere del caos più totale.
Da qui si innestano sia le dinamiche dei rapporti tra padre e figli, con gli inevitabili contrasti dovuti anche a drammatici eventi passati, che alla fine riescono a ricomporsi in funzione di un bene più grande, sia il contrasto tra il bene e il male più puro. Chiari e netti entrambi.
Temi cari a Mark Millar, che non manca ogni tanto di ritirarli fuori. A voler fare gli eccessivamente precisi, The Magic Order non è altro che la versione in chiave mistica di Jupiter's Legacy, dove vi erano gli stessi temi e anche le stesse svolte narrative. Sì, si ha l'impressione di vedere qualcosa di già letto altrove.
Lo sceneggiatore è dunque andato sul sicuro sfruttando argomenti che ha dimostrato di saper padroneggiare, utilizzando una trama abbastanza semplice in previsione di un possibile adattamento della storia per la piattaforma Netflix.
Che non sappiamo se vedremo un giorno, diversamente dai seguiti di questa miniserie, che sono già stati pubblicati. A volte andare sul sicuro e sul classico si rivela la migliore strategia.

martedì 1 ottobre 2019

Fabolous Stack of Comics: Justice League di Mark Millar


Ma in che rapporti sono oggi Mark Millar e Grant Morrison? Circa venti anni fa, erano di sicuro grandi amici. Scrivevano fumetti insieme, bevevano birra al pub insieme, prendevano per il culo Alan Moore insieme...
Poi qualcosa è cambiato. La verità non è mai uscita fuori, ma se prestiamo ascolto a certe voci, Millar si sarebbe preso il merito di una storia di The Authority scritta come ghost-writer da Morrison per aiutare l'amico mentre stava affrontando una malattia... e rischiando di non essere pagato perché Millar non aveva rivelato la cosa alla Wildstorm. Però c'è da pensare che dietro ci sia altro.
Comunque, prima del 2000, di certo erano ancora amici e Morrison coinvolgeva Millar in molti suoi progetti. Come ad esempio JLA della DC Comics. Pur essendo la serie principale guidata e scritta al 90% da Morrison, lo sceneggiatore scozzese aveva abbastanza potere alla DC da chiedere e ottenere che Millar potesse scrivere speciali e fill-in.
Racconti che sono stati raccolti nel volume Justice League di Mark Millar. Storie brevi tratti da tre albi speciali della JLA, una miniserie (Paradise Lost, John Milton scansate, aho) e un fill-in della serie JLA. Tutti pubblicati tra il 1997 e il 1999.
Ora io ho provato a trovare un corrispettivo americano, ma senza successo, il che significa - salvo mie sicure sviste o errori - che questo volume è un prodotto originale della RW Edizioni, che avrà comunque attinto da vari altri volumi americani.
Ora va da sé che chi cerca in queste storie il Mark Millar dei suoi più recenti prodotti ne rimarrà deluso, poiché dei temi di queste più recenti storie non se ne vede nemmeno l'ombra. Anzi, diciamo che uno spiraglio di ombra appare in un paio di dialoghi negli albi speciali, ma è poca cosa.
Quindi il Mark Millar che vedrete in queste pagine è uno sceneggiatore comunque già navigato, avendo già alle spalle alcuni anni di pubblicazioni, anche con importanti case editrici, ma che cerca ancora di trovare una propria dimensione.
Il che appare strano perché, appena un anno dopo la pubblicazione dell'ultima storia pubblicata in questo volume, Millar sostituisce Warren Ellis alla guida di The Authority e lì sì che dà una decisa sterzata al modo di narrare supereroi. Sterzata sulla cui strada, comunque, ce lo aveva condotto Ellis. Per poi passare a Ultimates, eccetera, eccetera.
Molto banalmente, il fatto che alla fine quegli albi non intaccassero la continuità della serie principale non incentivava Millar a premere sull'acceleratore, senza dimenticare che inoltre il controllo editoriale su quei tipi di albi era comunque molto forte. E "sporcare" i più grandi eroi della DC Comics non sarebbe stata di certo una grande mossa.
Quindi cosa rimane di queste storie venti anni dopo la loro pubblicazione? Racconti di formazione, di formazione di uno sceneggiatore che oggi esprime il suo pieno potenziale e che dimostrano che anche i migliori da qualche parte devono pur iniziare e farsi le ossa. Magari supportati e consigliati da un caro amico.
Comunque penso che, visto che entrambi sono milionari e vedono loro opere trasposte su grande e piccolo schermo, oggi Grant Morrison e Mark Millar se ne freghino della loro rivalità e si beino - giustamente - dei loro immensi ego.

venerdì 7 novembre 2014

Kick-Ass e la creazione dell'universo

Con Kick-Ass Mark Millar ha cercato di dare una nuova impronta al genere supereroistico e, nel contempo, ha creato attorno ad esso un universo narrativo col suo background, le sue regole e i suoi personaggi. Certe volte, però, la realtà (e le ipotesi di complotto) supera ogni più sfrenata fantasia.


Premessa all'articolo: se non avete letto tutte e tre le miniserie dedicate a Kick-Ass ci capirete poco o nulla. Dave Lizewski è un nerd sfigato: a scuola è deriso da tutti, il padre deve provvedere da solo al suo sostentamento e di sesso neanche a parlarne. L'unica sua via di fuga dalla realtà è la lettura dei fumetti di supereroi, che però su di lui innesca anche un desiderio di riscatto personale, come accade a un Peter Parker o a un Bruce Wayne. Laddove Dave è la burla, la sua maschera Kick-Ass è il vincente. Il problema però è che quei personaggi sono irreali, esistono solo nella fantasia: nella realtà non si può saltare da un grattacielo all'altro come se nulla fosse o incutere terrore nei criminali solo con il proprio aspetto. Tanto che, alla sua prima sortita, Kick-Ass viene duramente pestato da una banda di criminali e, dulcis in fundo, investito da una macchina. Trasportato d'urgenza in ospedale, dopo alcune settimane di coma indotto, fisioterapia e parziale perdita di sensibilità ritorna in attività e grazie al prezioso aiuto della piccola, spietata vigilante Hit-Girl diventa un punto di riferimento di una nuova comunità supereroistica, la Justice Forever. E alla fine troverà anche il vero amore della sua vita, rinunciando alla sua "maschera".
La prima miniserie, pur con qualche esagerazione, cercava di mantenere un tono realistico. Le successive miniserie invece, compreso lo spin-off dedicato a Hit-Girl, hanno portato all'estremo il concept iniziale, rendendo la violenza mostrata nelle storie alquanto grottesca, improbabile e surreale per chiudersi infine (in maniera un po' strana e in apparente contrasto con le premesse iniziali) con un messaggio buonista del tipo siamo tutti eroi se vogliamo esserlo. Non solo, Kick-Ass è divenuto la pietra angolare di un intero universo narrativo sviluppato da Millar in altre miniserie come Superior, Nemesis, The Secret Service e dove opere come Supercrooks appaiono come film hollywoodiani ad alto budget. Il Millarverse, alla faccia dell'umiltà: un universo narrativo che ha visto nel suo passato una prima generazione di supereroi spazzata via da una società di supercriminali (Wanted), a sua volta eliminata. Dopo anni di silenzio, emerge Kick-Ass, il quale rappresenta la nuova voce di un nuovo supereroismo che porta alla nascita di una nuova comunità supereroistica e una nuova generazione di superesseri. All-New Millar Now.
Un po' strano in effetti, se pensiamo al fatto che la prima scena di Kick-Ass vede un aspirante supereroe sfracellarsi al suolo poiché il suo dispositivo di volo artificiale non funziona. Potremmo anche chiosare però dicendo che è questa la magia del fumetto, capace di sovvertire persino quelle che sembravano essere le premesse iniziali. Eppure... Sì, c'è un elemento insolito in tutto questo e lo troviamo nelle pagine conclusive della terza e ultima miniserie. Come ho detto, nella sua prima, sventurata sortita Kick-Ass viene investito da un'automobile ed entra in un coma da cui esce alcune settimane dopo. Prima di perdere i sensi si vede trascinato su una barella e si accorge di non aver più indosso il costume, al che giunge alla conclusione di essere riuscito a sfilarselo e gettarlo via prima che arrivassero i soccorsi, pur non ricordandosi di averlo fatto. La cosa viene accennata e mai più ripresa. Epilogo di Kick-Ass: Dave trova il vero amore in una infermiera di nome Valerie, è proprio il classico caso di amore a prima vista. Dopo che la banda Genovese è stata definitivamente sgominata, va da lei e le annuncia che rinuncia alla sua carriera supereroistica, ma c'è un cartello alle loro spalle, un cartello che dice che uno dei degenti del reparto si chiama "D. Lizewski".


Nulla di strano, volendo, poiché nella comunità ebraica di New York è un nome comune. Poi però in una vignetta successiva si vede un ragazzo riverso a letto, pieno di fasciature e accudito da una persona, che pare proprio essere il padre di Dave... ucciso nella seconda miniserie!


Quindi la conclusione quale sarebbe, per i fanatici delle teorie del complotto? Chissà, forse Kick-Ass dopo essere stato investito non è mai uscito da quel coma, la sua prima sortita come supereroe è stata anche l'ultima. Tutto quello che è accaduto dopo (Hit-Girl e Big Daddy, Red Mist, Justice Forever) è un sogno di Dave indotto dal coma e Valerie è l'infermiera che lo accudisce tutti i giorni e nella sua immaginazione diventa la sua fidanzata. E quindi il lieto fine buonista, dopo il superamento di mille avversità, è inevitabile per chi legge fumetti di supereroi. Non solo, la fervida fantasia di Dave lo porta a concepire un intero universo supereroistico, con un proprio passato alle spalle e nuovi eroi a prendere il posto dei precedenti in una perfetta tradizione di "legacy".
Un'allucinazione da coma dello sfigato Dave Lizewski, nulla più: ecco cosa sarebbe in realtà il Millarverse. Caro amico scozzese, ah, sarebbe proprio da te. Però non saltiamo alle conclusioni: Millar ama divertirsi e divertire i suoi lettori. Quelle due vignette (che chiaramente non sono casuali) sono state messe lì forse solo per gioco, per parodiare un po' certe situazioni fumettistiche. Ognuno avrà la sua opinione e altre opere del Millarverse usciranno: alcune saranno ambientate in quell'universo narrativo, altre saranno produzioni hollywoodiane ad alto budget. L'importante in ultima analisi (non poteva mancare il mio messaggio buonista) è che siano belle storie.