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mercoledì 28 giugno 2023

Fabolous Stack of Comics: Suicide Squad - Caccia a Joker!


La Task Force X, ben più nota come Suicide Squad, è il gruppo della DC Comics composto da carne da cannone, ovvero elementi sacrificabili, che il governo americano impiega per missioni ultrasegrete di cui disconosce l'esistenza. Una sorta di Mission: Impossible con i supercriminali.
Anche se gli elementi di questa squadra sono di solito intercambiabili, due di essi ne hanno spesso fatto parte: il primo è Capitan Boomerang. Un'altra storica componente, seppur in tempi più recenti, è invece Harley Quinn.
Ma un nuovo elemento fa il suo ingresso nella miniserie di tre numeri, pubblicata tra il 2021 e il 2022, Caccia a Joker! (Get Joker!), scritta da Brian Azzarello e disegnata da Alex Maleev.
Jason Todd/Red Hood viene costretto a entrare nella Suicide Squad da Amanda Waller. Come nuovo team leader, ha il compito di coordinare una squadra, composta da Harley Quinn e supercriminali di secondo piano, che ha la missione di uccidere il Joker, colui che tempo prima pestò a sangue fino alla morte Jason Todd stesso.
Una missione dai molti rischi, ma in apparenza con un obiettivo ben preciso. E invece non è così, poiché ben presto la Suicide Squad capisce che vi sono interessi più alti in gioco in questa caccia a Joker, che da loro avversario potrebbe tramutarsi in un insolito e scomodo alleato.
Brian Azzarello utilizza un tema classico sia delle storie di spionaggio che di quelle supereroistiche, ovvero la missione che ben presto si rivela qualcos'altro, per aggiungere poi alcuni elementi di cospirazione e attualità a lui cari.
Dietro la missione della Suicide Squad vi sono forti interessi politici e Amanda Waller appare più come uno di quei burattini al servizio di qualche lobby che le indica dove concentrare le proprie attenzioni, mentre altrove sono liberi di agire indisturbati.
In questo caso Joker è il nemico semplicemente perché fa affari coi russi e va eliminato non in quanto assassino cha ha rovinato la vita a decine di persone (tra cui Jason Todd e Harley Quinn, scelti non a caso), ma perché destabilizza il potere economico statunitense.
E le persone mandate ad affrontarlo sono elementi della società di cui quella stessa società pensa di poter fare a meno. Alcuni dei quali, pur di guardare la realtà in faccia, si abbandonano a improbabili teorie del complotto che prendono di mira i soliti soggetti (Bill Gates, gli scienziati). Anche se non dovessero farcela, altre decine di elementi sacrificabili sono pronti ad essere impiegati. Una vera e propria metafora di quanto accaduto negli scorsi quattro anni.
Caccia a Joker! ha il curioso merito di non presentare nemmeno un personaggio che abbia un qualche manto di positività. Eppure vedere questi amabili perdenti a un certo punto ribellarsi all'establishment e cercare di fare la cosa giusta contribuisce a dar loro giustizia. Almeno sulle pagine di un fumetto.

martedì 10 gennaio 2023

Fabolous Stack of Comics: Batman Cavaliere Bianco Presenta Harley Quinn


Lo scenario futuro/distopico/alternativo immaginato da Sean Gordon Murphy in Batman: Cavaliere Bianco (Batman: White Knight) e proseguito poi con La Maledizione del Cavaliere Bianco (Curse of the White Knight), si arricchisce di un seguito/spin-off.
Arriva infatti nel 2021 la miniserie in sei numeri Batman Cavaliere Bianco Presenta Harley Quinn (Batman: White Knight Presents Harley Quinn), che come chiaramente dichiara il titolo è incentrata su questa versione alternativa di Harleen Quinzel, più indipendente rispetto alla sua controparte cartacea prima maniera - la quale si è adeguata anche lei - e dalle tendenze più eroiche, come ha dimostrato in particolar modo la seconda miniserie.
Ad affiancare in questa nuova storia Sean Gordon Murphy alla sceneggiatura vi è Katana Collins, mentre la parte grafica è affidata a Matteo Scalera.
Dopo l'uccisione di Joker da parte di Harley Quinn e l'incarcerazione di Batman, volutamente consegnatosi alle autorità, la maggior parte della criminalità di Gotham City è stata debellata e Harleen Quinzel prova a condurre una vita ordinaria insieme ai suoi due figli.
Ma un nuovo, misterioso criminale emerge sulla scena, il Produttore, che inizia a prendere di mira le vecchie glorie del cinema insieme alla sua alleata Starlet. Harleen viene ben presto contattata dalla polizia di Gotham come consulente speciale, poiché dietro questi omicidi potrebbe esservi una sua vecchia conoscenza.
Questa miniserie rappresenta dunque un seguito delle due miniserie pubblicate in precedenza, ma al contempo può anche essere considerato uno spin-off dedicato al singolo personaggio di Harley Quinn (pur non mancando apparizioni speciali di Batman e soci), uno di quelli più segnati dagli eventi de La Maledizione del Cavaliere Bianco.
L'intento di Sean Gordon Murphy dietro questa storia pare essere duplice. Il primo è quello di mettere sulla scacchiera nuovi elementi narrativi (la nuova forza di polizia di Gotham, i nuovi criminali) che possano essere esplorati e ampliati in future miniserie. Pur essendo la storia godibile a sé (ma occorrerebbe quantomeno aver letto La Maledizione del Cavaliere Bianco), lascia infatti alcuni punti in sospeso.
Il secondo obiettivo è quello di approfondire ulteriormente il personaggio di Harley Quinn/Harleen Quinzel. A dire il vero, costei era già stata definita in maniera adeguata nelle precedenti miniserie, quindi non troveremo elementi innovativi in questa terza miniserie.
Nonostante questo, Sean Gordon Murphy e Katana Collins ne approfittano per svelare alcuni particolari del passato di Harleen Quinzel tramite alcuni flashback, dare una motivazione concreta al suo amore per Joker e fornirle una sorta di nuova identità che - c'è da supporre - sarà fondamentale per le storie successive.
Per i due autori, infatti, il vero cuore della donna non è l'essere una mamma single, un'eroina, una psicologa o una persona indipendente, ma un'amalgama di tutto questo che la rende quella forza del bene presente in questo mondo. Il caso su cui Harleen indaga porta perciò alla luce questo fatto (in particolar modo agli occhi del lettore).
Il cambio di costume che avviene verso la fine, molto più simile a quello di Batman che non a un'arlecchina, ne è la prova definitiva.

martedì 2 novembre 2021

Fabolous Stack of Comics: Eroi In Crisi


Se esiste una parola da poter associare al DC Universe, questa è di sicuro "Crisi". Poiché di crisi gli eroi DC ne hanno affrontate tantissime nel corso di questi decenni, a partire dal 1963 e Crisi su Terra Uno. Fino a giungere nel 1985 alla madre di tutte le Crisi, Crisi Sulle Terre Infinite.
Vi è, tuttavia, un altro tipo di crisi che spesso gli eroi devono affrontare ed è quella interiore, quella per cui devono combattere i propri turbamenti e venire a patti con le loro azioni. In tal senso, la storia più illuminante è Crisi di Identità (Identity Crisis), di Brad Meltzer, che mette in contrasto con abilità due differenti visioni su come trattare i supercriminali da parte degli eroi.
Eroi In Crisi (Heroes In Crisis), miniserie di nove numeri pubblicata tra il 2018 e il 2019, scritta da Tom King e disegnata da Clay Mann, Mitch Gerads, Travis Moore, Lee Weeks e Jorge Fornes, descrive un'altra di queste crisi interiori e stavolta i supercriminali non c'entrano nulla. Chi non ha letto questa storia non vada oltre questo punto, poiché viene rivelato un particolare importante.
Dove vanno gli eroi della DC Comics quando cercano sollievo dalle ferite fisiche e psicologiche di una battaglia? Presso il Rifugio, una struttura segreta e fortemente voluta dalla Trinità degli eroi DC, in particolar modo Superman. Qui gli eroi possono confessare ogni cosa: vi sono solo robot concepiti con tecnologia kryptoniana e nessuna traccia delle loro registrazioni rimane in maniera permanente.
O così almeno si pensa. Un drammatico evento ha luogo presso il Rifugio e molti superesseri, tra cui anche Arsenal, rimangono uccisi. I sospetti convergono su due persone: Harley Quinn e Booster Gold, ovvero gli unici sopravvissuti. Entrambi ritengono l'altro responsabile di quanto accaduto e, come se non bastasse, il segreto dell'esistenza del Santuario viene rivelato alla stampa, costringendo gli eroi a mettere in discussione il loro stesso ruolo.
Questa non è un'opera semplice e non è una storia del tutto rassicurante, tutt'altro, direi, pur concludendosi su una nota in apparenza lieta. Nel magico mondo dei supereroi, tutto prima o poi torna al punto di partenza: ci può essere la più drammatica delle battaglie con vittime e feriti, ma in ultimo l'eroe trionfa, rimette le cose a posto, festeggia e rimane in attesa della prossima battaglia. E il ciclo si ripete.
Ma nel mezzo cosa c'è? Tom King riempie questo vuoto, con un'affermazione semplice ma non così scontata: le cicatrici che gli eroi portano con sé rimangono e prima o poi rischiano di esplodere, come accade in questa miniserie.
Perché a volte non si ritorna esattamente al punto di partenza, come è accaduto a Wally West: ritornato in Universo DC: Rinascita, ha scoperto che sua moglie Linda non si ricorda di lui e che i suoi due figli - a causa del reset operato dal Dr. Manhattan - non esistono più. Questo è molto più di un trauma psicologico, è un lutto che nessuno è capace davvero di affrontare.
Wally è come uno di quei soldati che torna da una guerra e trova il suo mondo cambiato (magari degli amici si sono trasferiti, la compagna lo ha lasciato e ha preso con sé i figli), costringendolo dunque a doversi riadattare a una società che non riconosce più. I traumi dei soldati sono un argomento che lo sceneggiatore ben conosce, avendoli vissuti sul campo.
Il Wally West del DC Universe pre-reset fatica a trovare un posto nel DC Universe post-reset e si ritiene così un elemento estraneo. Per quanto Wally West sia una persona forte, anche lui ha un limite. Un limite che infine viene oltrepassato. Wally è l'indubbio protagonista di questa storia, più di Harley Quinn e Booster Gold, che non riescono a rubargli la scena, anche quando lui è assente.
Mi ha un po' sorpreso, invece, il ruolo della Trinità, che sembra dover avere un ruolo centrale, ma a metà circa (di certo una scelta voluta, per concentrarsi di più sugli altri personaggi di modo tale che non rimangano in secondo piano) scompare per non apparire più.
Toccanti, inoltre, le descrizioni dei personaggi minori del DC Universe, come l'Uomo Tatuato, Gnarkk (un uomo preistorico che cita i poeti inglesi, meraviglioso) e Solstizio.
Non so se possiamo definire questa storia un capolavoro, forse è invero un termine eccessivo. Di certo è una storia particolare, unica nel suo genere, che non ha paura di affondare il dito nella piaga. La piaga dei superesseri.

sabato 18 aprile 2020

Fabolous Stack of Comics: Batman - Amore Folle


Ogni autore, quando crea un personaggio, spera in cuor suo che abbia successo. Non solo per un mero e giustificato motivo economico, ma anche perché la cosa permette all'autore di essere ricordato nel tempo.
E quindi, se oggi qualcuno pronuncia il nome Paul Dini, subito con ogni probabilità viene alla mente il personaggio di Harley Quinn, da lui ideata nel 1992 e comparsa in principio in una serie di animazione, Batman: The Animated Series, quella dove Batman è rapidissimo, furbissimo e giustissimo.
Sorvolando a piè pari sul fatto che Harley Quinn nasca grazie a una scena onirica di una dimenticata soap opera che vedevano i nostri genitori interpretata da un'attrice di nome Arleen (come è strano e affascinante il mondo dello spettacolo), pattiniamo sul tempo fino al 1994 quando ormai il personaggio di Harley Quinn è divenuto un beniamino del pubblico. Tanto che Paul Dini, in coppia col disegnatore Bruce Timm, ne narra le origini nell'albo speciale Batman: Amore folle (The Batman Adventures: Mad Love).
Una storia davvero surreale (tra dentisti fasulli, pirahna col sorriso, improbabili scene di seduzione), ma che nel contesto del mondo che gravita attorno al Batman della serie animata risulta del tutto funzionale.
Ciò che colpisce del personaggio di Harley Quinn - che si scopre essere diventata una psichiatra senza aver studiato davvero... mi ricorda qualcosa - è il suo essere come persona, almeno in questa sua prima fase, assolutamente sottomessa al Joker. Ogni volta che si ripromette di abbandonarlo, per le sevizie e le male parole che da lui riceve, ogni volta ritorna sui suoi passi, commette gli stessi errori. Come quelle persone che continuano a scrutare nell'abisso del male e non riescono a staccarsene, quelle persone che magari svolgono un servizio utile a una comunità.
Dini tuttavia non la dipinge come una vittima delle circostanze, altrimenti non sarebbe un amore folle, poiché la natura malvagia e perfida di Harleen Quinzel era presente anche prima che conoscesse il Joker, ed è lei che decide di andare incontro a questo destino. Ma quando un male minore incontra il male assoluto, esso è destinato a essere sovrastato.
Argomenti di certo non semplici da trattare, ma che lo sceneggiatore invece descrive col giusto distacco, facendo sì che le scene surreali distraggano la nostra attenzione da questo particolare e ci divertano, ma una volta terminata la lettura certi particolari ritornano alla nostra mente, lasciandoci in bocca un retrogusto amaro e un sorriso a denti stretti.
Non c'è da stupirsi dunque se questa storia all'epoca venne premiata con un Eisner Award e ancora adesso viene ricordata.
Oggi il personaggio di Harley Quinn si è evoluto, si è infine affrancato (o forse no) dal Joker, ma quel primo bozzolo da cui è nata rimane indelebile. E anche quel primo costume ideato da Bruce Timm... perché non farlo tornare?