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sabato 20 maggio 2023

A scuola di cinema: National Lampoon's Vacation (1983)

Settembre 1979: Viene pubblicato sulla rivista National Lampoon il racconto, scritto da John Hughes mentre era bloccato a casa a Chicago da una tempesta di neve, Vacation '58.
La storia si basa in parte su un fatto reale accaduto a John Hughes quando aveva cinque anni e narra del disastroso viaggio di una famiglia diretta a Disneyland con una Station Wagon.
Solo che, quando arrivano a destinazione, scoprono che il parco divertimenti è chiuso per lavori di manutenzione e il padre non trova nulla di meglio che prendersela con Walt Disney in persona!
Qualche anno dopo questo racconto viene adattato per il grande schermo.


La storia di John Hughes viene letta dal produttore Marty Simmons, il quale la ritiene adatta per un lungometraggio. Contatta dunque Jeff Katzenberg della Paramount Pictures, che però non la ritiene interessante, in quanto a suo dire troppo episodica e poco sequenziale.
Nonostante le obiezioni di Matty Simmons, il quale ribatte che essendo incentrata su un road trip deve essere necessariamente episodica, Jeff Katzenberg rimane fermo nel suo diniego.
Marty Simmons contatta dunque la Warner Bros., che in principio avanza le stesse obiezioni, fino a quando il produttore Mark Canton decide di dare il via libera al progetto.
John Hughes viene incaricato di scrivere la sceneggiatura cinematografica del suo racconto. Ben consapevole che la Disney non concederà mai l'uso del proprio marchio in un contesto simile (inoltre Disneyland è aperto tutto l'anno, cosa che annulla l'epilogo della storia), Hughes modifica il nome del parco divertimenti in Walley World e vi aggiunge caratteristiche che possano ricordare Disneyland ma senza andare troppo nello specifico per evitare ogni problema di sorta.
Il primo regista contattato è John Landis ma, essendo costui impegnato con altri progetti, la direzione viene affidata ad Harold Ramis.
Quando Chevy Chase viene scelto come interprete principale, la sceneggiatura necessita di essere cambiata. Essa, infatti, così come nel racconto originario vede la storia secondo il punto di vista di uno dei figli, ma viene modificata perché il punto di vista principale sia quello del padre.
John Hughes apporta delle modifiche in tal senso, ma Harold Ramis e Chevy Chase intervengono, apportando altri cambiamenti. Lo sceneggiatore non apprezza molto la cosa e promette a sé stesso che da questo momento in poi sarà il regista o il produttore esecutivo dei film da lui scritti.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 5 luglio 1982, durando per 55 giorni e tenendosi in Arizona, California, Colorado, Illinois, Missouri e Utah.
Girare in estate, e di solito in luoghi all'aperto, comporta che sia gli attori che la troupe devono far fronte ad alte temperature, che a volte arrivano a toccare oltre 45 gradi. La cosa non è priva di conseguenze.
Alcuni componenti della troupe, infatti, svengono. L'attrice Imogene Coca, che interpreta il personaggio di Zia Edna, ha un lieve attacco di cuore che le causa anche una breve amnesia, mentre Anthony Michael Hall, che interpreta il figlio Rusty, è vittima di un colpo di calore.
A un certo punto, Chevy Chase e Harold Ramis iniziano a discutere in maniera forte a causa di una scena che viene ripetuta più volte sotto un sole cocente e per la frustrazione l'attore lancia una valigetta contro il regista.
Costui, avendo previsto ciò che stava per accadere, la afferra senza problemi e, dopo aver ripreso in pubblico Chevy Chase per il suo comportamento, rasserena l'ambiente e non affronta più problemi di questo tipo.
Il finale originario, regolarmente girato, vede la famiglia Griswold - irata per aver trovato il parco divertimenti chiuso - recarsi a Hollywood e prendere in ostaggio il proprietario di Walley World e, dietro minaccia di una pistola, costringerlo a cantare e danzare.
Quando la polizia arresta Clark Griswold per questo, la ragazza della Ferrari - in realtà la figlia del proprietario del parco divertimenti - convince Roy Walley a non sporgere denuncia. La famiglia Grisworld può così tornare a casa... peccato che scopra di trovarsi sull'aereo sbagliato e Clark Griswold decida di dirottarlo!
Questo epilogo non trova tuttavia alcun apprezzamento durante gli screening preliminari. In cerca di una soluzione alternativa, Harold Ramis si rivolge a John Candy, di cui ha apprezzato alcuni sketch comici sulla tv canadese incentrati su una guardia di sicurezza e con cui ha già lavorato in precedenza. Per questa apparizione speciale, e di pochi minuti, a John Candy viene garantito un ingaggio di 1 milione di dollari.
Quattro mesi dopo la fine della lavorazione, dunque, vengono effettuate delle riprese aggiuntive ambientate nel parco divertimenti. La cosa genera un cambio nella sceneggiatura imprevisto. In principio infatti, per i figli della famiglia Griswold, la sorella è la maggiore e il fratello è il minore. Ma siccome Anthony Michael Hall in questi quattro mesi è cresciuto diviene lui il maggiore e la sorella la secondogenita.
Anche girare all'interno di un parco divertimenti, nello specifico il Six Flags Magic Mountain di Valencia in California, non è una cosa così semplice. Ogni scena su una giostra deve essere infatti girata più di una volta per esigenze di produzione.
Quando si giunge a dover riprendere più volte la corsa sulle montagne russe, Chevy Chase e altri attori vomitano. Dana Barron, la quale interpreta la figlia dei Griswold, quasi sviene per l'esaurimento e si riposa su una panchina prendendo delle pillole per la cinetosi. Anthony Michael Hall, infine, non ha alcun problema a mostrare una faccia terrorizzata di fronte alle telecamere, poiché la sua paura è reale.
National Lampoon's Vacation viene distribuito nei cinema americani a partire dal 29 luglio 1983. A fronte di un budget di 15 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare oltre 61 milioni di dollari.
Il poster viene realizzato da Boris Vallejo, il quale omaggia/parodizza quello da lui stesso creato per Conan il Barbaro (Conan the Barbarian).
Mentre John Hughes tiene fede a quanto aveva promesso a sé stesso e si prepara a dirigere il suo primo film, la famiglia Griswold - forte di questo successo - si appresta a comparire in un sequel... ma questa è un'altra storia.

martedì 2 febbraio 2021

A scuola di cinema: Ricomincio Da Capo (1993)

2 Febbraio 1840: Si celebra in Pennsylvania il primo (o comunque il primo di cui si abbia testimonianza) Giorno della Marmotta - Groundhog Day - un'usanza importata da alcuni immigrati tedeschi negli Stati Uniti.
Questa tradizione deriva da una superstizione secondo la quale se una marmotta, emergendo in questo giorno dalla sua tana, vede la sua ombra per via delle nubi e quindi torna nel suo rifugio sotterraneo, allora l'inverno durerà altre sei settimane. Diversamente, vuol dire invece che la primavera arriverà in anticipo.
Tale tradizione diviene un appuntamento annuale in Pennsylvania e soprattutto nella città di Punxsutawney, dove ancora oggi il 2 febbraio si radunano migliaia di persone. Una tradizione che ha dato vita a uno dei film più insoliti e originali di sempre.


1990: Dopo aver conseguito una laurea in biologia, l'aspirante scrittore Danny Rubin si trasferisce a Los Angeles, dove spera di poter portare avanti una carriera come sceneggiatore. Le premesse sono buone, poiché tramite un agente riesce a vendere una prima sceneggiatura per un film, Occhi Per Sentire (Hear No Evil), che verrà distribuito nel 1993.
Ottenuto questo primo risultato, il suo agente gli consiglia di buttare giù subito un'idea per un nuovo film da sottoporre ai produttori cinematografici. Rubin, mentre si trova in un cinema in attesa che inizi la proiezione di un film, approfitta dei minuti di attesa per leggere qualche pagina del romanzo di Anne Rice Scelti Dalle Tenebre (The Vampire Lestat) e rimane intrigato dalla figura del vampiro immortale.
Si chiede allora cosa farebbe un essere umano che avesse la possibilità di vivere per sempre, quanto tempo passerebbe prima che una persona, incapace anche di cambiare la propria vita, si stancherebbe di questo tipo di esistenza.
A Rubin viene dunque in origine l'idea di un personaggio che attraversa i secoli, cambiando mentre la storia cambia attorno a lui, ma capisce subito che ne deriverebbe un film troppo costoso. Si ricorda allora di un'idea che aveva sviluppato un paio di anni prima, un progetto appena abbozzato intitolato Time Machine, incentrato su un tizio bloccato in un loop temporale che lo costringe a rivivere continuamente lo stesso giorno.
Con in mano un'idea interessante, Rubin individua il giorno prescelto nella maniera più banale: controllando il calendario e imbattendosi subito nel Giorno della Marmotta del 2 febbraio, celebrazione che lui ben conosce, avendovi partecipato qualche anno prima in qualità di reporter.
Lo sceneggiatore decide di battezzare il protagonista Phil, lo stesso nome dato alla marmotta di Punxsutawney. Mentre sta per mettere mano alla storia, Rubin deve risolvere un ultimo dilemma: come mai il protagonista è rimasto bloccato nel loop temporale? Rubin decide infine che non è necessaria una risposta a questa domanda, poiché quello che conta è concentrarsi su come quest'esperienza cambi il personaggio.
Il primo trattamento viene completato in circa due mesi e sottoposto ad alcuni produttori, che però non si dimostrano interessati.
All'inizio del 1991, l'agente di Rubin decide di non dedicarsi più a progetti cinematografici e così la sceneggiatura viene inviata ad altre agenzie, tra cui la Creative Arts Agency, dove viene notata dal suo presidente Richard Lovett.
Costui la sottopone ai suoi assistiti, tra i quali vi è Harold Ramis, il quale ne rimane subito intrigato. Ramis ha dunque un incontro con Rubin, durante il quale discutono dei concetti presenti nella sceneggiatura, dopodiché Ramis, grazie alla sua influenza, riesce a ottenere due distinte offerte.
La prima proviene da uno studio indipendente, IRS Pictures, che mette a disposizione un budget di 3 milioni di dollari e l'impegno a non richiedere alcuna modifica alla sceneggiatura. La seconda è da parte della Columbia Pictures, da cui si può ottenere un più ampio budget più ampio. Solo che, avverte Ramis, se accetteranno questa proposta quasi di sicuro verranno richiesti dei cambiamenti. Rubin decide infine per l'accordo con la Columbia. E puntualmente le richieste di modifiche arrivano.
La sceneggiatura di Rubin inizia con Phil già bloccato nel loop da svariato tempo, già 365 giorni, poiché tiene conto del tempo che passa leggendo una pagina di un libro al giorno. Inoltre il tono del racconto è molto più oscuro e incentrato sulla solitudine del protagonista, mentre tutti gli altri personaggi rimangono sullo sfondo. Dopo essere rimasto bloccato per circa 80 anni, Phil esce dal loop dichiarando il suo amore a Rita Hanson... ma lei rifiuta e da questo momento è lei che rimane coinvolta in un nuovo loop temporale, del giorno 3 febbraio, evento che porta a conclusione la storia.
La Columbia richiede due consistenti modifiche. Prima di tutto di eliminare l'inizio in medias res, spiegando come Phil e la sua troupe siano arrivati a Punxsutawney, e i primi giorni del loop. Inoltre che sia data una motivazione sul perché Phil sia rimasto bloccato nel loop.
Inoltre il tono della storia deve essere alleggerito, assumendo più i contorni di una commedia. Rubin non rimane molto soddisfatto di queste richieste, che a suo dire alterano l'essenza del progetto. Ramis interviene in qualità di intermediario e gli promette che cercherà di conservare il cuore della sua sceneggiatura.
Rubin consegna, come da contratto, una revisione il 2 febbraio 1991, dopodiché il tutto viene passato a Ramis, che ne effettua una consistente revisione - tanto da essere accreditato come co-sceneggiatore - la quale si incentra di più sulla relazione tra Phil e Rita e inserisce qualche elemento comico, come richiesto dalla produzione.
Sia Danny Rubin che Harold Ramis ideano una motivazione per il loop, collegandolo a una maledizione lanciata sul protagonista da una sua ex amante tradita, ma alla fine si decide che è meglio che non ci sia una precisa spiegazione.
Per il ruolo del protagonista, Phil Connors, Ramis pensa in prima battuta a Tom Hanks, ma costui rifiuta poiché ha già interpretato in passato troppe volte il ruolo del bravo ragazzo e quindi la sua conversione sullo schermo sarebbe scontata. Viene poi contattato Michael Keaton, ma lui non capisce del tutto la sceneggiatura e preferisce rinunciare. Ramis contatta allora il suo amico Bill Murray, il quale accetta poiché rimasto affascinato dal tema del film.
In quel periodo Bill Murray sta vivendo un periodo nero a livello personale, in quanto il suo matrimonio con la moglie Margaret Kelly è in crisi, cosa che avrebbe portato a un divorzio nel 1996.
Per questo motivo, Murray si getta a capofitto nel lavoro, chiedendo a Ramis delle modifiche alla sceneggiatura e di puntare di più sull'elemento filosofico/esistenziale, non esitando a chiamarlo al telefono più volte anche alle prime ore dell'alba. In prima battuta Ramis risponde alle richieste di Murray ma, visto che le chiamate non terminano ed essendo il regista già impegnato nella pre-produzione della pellicola, manda Danny Rubin da Bill Murray perché lavorino insieme sui suoi appunti.
L'attore non prende molto bene il fatto che un suo amico non lo voglia ascoltare, soprattutto in un momento difficile della sua vita, e così quando Ramis a volte chiama per apprendere che progressi sono stati fatti, chiede a Rubin di rispondere sempre che lui non è in casa.
Per il ruolo della protagonista femminile, dopo aver pensato alla cantante Tori Singer, viene scelta Andie MacDowell, che la produzione ha apprezzato nel film Attenti al Ladro! (The Object of Beauty).
Le riprese iniziano in via ufficiale il 16 marzo 1992, svolgendosi in particolar modo nella città di Woodstock, in Illinois, poiché la configurazione urbanistica di Punxsutawney non permetterebbe di girare svariate scene. La prima insidia che si presenta è quella del freddo, che rende difficile la lavorazione e spesso arriva a temperature sotto lo zero, condizione che perdura per almeno tre mesi.
Non concedendo Punxsutawney la possibilità di utilizzare la marmotta di nome Phil, ne viene presa un'altra, che però tiene fede alla sua natura selvatica. Tanto che in almeno un paio di occasioni morde Bill Murray, il quale è costretto a farsi fare un'iniezione antirabbica.
La problematica più rilevante, tuttavia, è il crescente conflitto tra Bill Murray e Harold Ramis, emerso durante la pre-produzione. Murray cerca sempre di far modificare la trama in corsa, ma Ramis rimane fedele alla visione che lui e Rubin hanno concepito.
A causa di ciò, Murray esaspera certi aspetti del suo carattere: oltre alle consuete battute improvvisate, spesso e volentieri l'attore si presenta in ritardo sul set e non esita a contestare Ramis in pubblico, quando costui lo riprende per il suo comportamento.
Le riprese si concludono il 10 giugno 1992.
Ricomincio Da Capo (Groundhog Day) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 12 febbraio 1993. A fronte di un budget che si aggira sui 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare solo sul territorio statunitense quasi 71 milioni di dollari. Un moderato successo che non garantisce un sequel. Se mai vi fosse stato.
Poiché, come prevedibile, alla conclusione delle riprese Bill Murray non gradisce il risultato finale e decide di non rivolgere più la parola ad Harold Ramis, non nominandolo neanche nelle interviste che concede.
Anche Harold Ramis, dal canto suo, decide di troncare i rapporti con Murray, ma non ha problemi a parlare di lui e riconoscere i suoi meriti, come quando ad esempio esce Lost In Translation.
Alcuni anni dopo, Ramis tenta un riavvicinamento, ma Murray manda sempre avanti uno dei suoi figli o dei suoi fratelli, rifiutando di parlargli. Tale situazione perdura per circa vent'anni.
Quando Harold Ramis contrae la vasculite, malattia che lo porterà alla morte nel 2014, Brian, uno dei fratelli di Bill Murray, convince infine l'attore a mettere da parte i rancori e le divergenze e a fargli visita. Questo avviene poche settimane prima della dipartita di Ramis. Murray si presenta con una scatola di ciambelle e, siccome Ramis a causa della malattia ha perso quasi del tutto la capacità di parlare, è Murray a intrattenere il suo ritrovato amico per circa un paio d'ore.
I due riescono dunque a riappacificarsi prima che sia troppo tardi. Harold Ramis muore a seguito di complicazioni derivanti dalla vasculite il 24 febbraio 2014, ironicamente lo stesso mese in cui si celebra il Giorno della Marmotta.
E questa è la fine della storia.

venerdì 10 gennaio 2020

A scuola di cinema: Ghostbusters (1984)

Nel diciannovesimo secolo, Samuel Augustus Aykroyd, un dentista, inizia a tenere con regolarità e per molti anni presso la propria dimora in Ontario delle sedute spiritiche, a cui partecipa il medium Walter Ashurst, il quale afferma di captare messaggi dall'aldilà che riferisce a coloro che partecipano a queste sedute.
A osservare tutto questo, nascosto tra le ombre di un corridoio o lungo le scale, vi è il nipote di Samuel Augustus, Peter Aykroyd. Costui racconta molti anni dopo ai suoi due figli, Peter Jr. e Dan, le storie di quelle strane sedute spiritiche. La madre di Dan, Lorraine Hélène, gli rivela inoltre che un giorno - mentre lo stava allattando - ha avuto una visione dei fantasmi dei suoi trisnonni.
Ed è in questo insolito ambiente familiare, dunque, che nasce la passione di Dan Aykroyd per il mondo spiritico e il paranormale. Una passione che avrebbe infine trovato spazio in un film che ha fatto e continua a fare epoca.


1981: Dopo aver abbandonato il Saturday Night Live e aver iniziato una promettente carriera cinematografica, Dan Aykroyd legge un articolo sulla rivista The Journal of the American Society for Psychical Research incentrato sulla fisica quantistica e la parapsicologia. E nella sua mente nasce l'idea di un dispositivo in grado di intrappolare i fantasmi.
Aykroyd, inoltre, è un grande appassionato dei film sui fantasmi interpretati da celebri comici quali Bob Hope, Bud Abbott e Lou Costello e prodotti tra gli anni '40 e '50 del ventesimo secolo. L'attore ritiene possa essere una buona idea modernizzare quell'approccio da commedia in un nuovo film che tenga conto di queste più recenti ricerche.
Inizia così a scrivere una sceneggiatura, con tre personaggi principali. Per il personaggio di Stantz ,Aykroyd ha in mente sé stesso, modella su John Belushi il personaggio di Venkman e pensa a Eddie Murphy per il personaggio di Ramsey. Aykroyd arriva a concludere un terzo del lavoro quando, il cinque marzo 1982, il produttore Bernie Brillstein gli telefona, informandolo della tragica morte di John Belushi.
Dopo aver superato il dolore per la perdita del suo amico, Aykroyd si rimette all'opera, modellando il personaggio di Venkman su un altro componente del cast di Saturday Night Live, Bill Murray. Costui visiona il copione quando è stato completato circa a metà e appare interessato a partecipare.
Questo primo trattamento si intitola Ghost Smashers. Il gruppo, composto da molte altre persone oltre ai tre protagonisti, è al servizio di un essere interdimensionale noto come Shandor, il quale li invia lungo il tempo e lo spazio per catturare fantasmi.
Shandor ha rinchiuso nella dimensione terrestre un altro essere interdimensionale, Zuul, e il suo possessore, Gozer, decide di giungere nella nostra dimensione per recuperarlo, scatenando altre manifestazioni spiritiche della sua essenza, tra cui una versione dark di Slimer e l'omino della pubblicità dei Marshmallow.
Aykroyd ha scritto circa 70 pagine di questo trattamento quando lo sottopone a Ivan Reitman, con cui ha collaborato qualche anno prima, quando entrambi lavoravano per una rete televisiva canadese, e di cui ha apprezzato le commedie Polpette (Meatballs) e Stripes, entrambe interpretate da Bill Murray.
Nel gennaio 1983, i due hanno un pranzo di lavoro a Los Angeles, durante il quale Reitman dice ad Aykroyd che la sceneggiatura, per quanto affascinante, è impossibile da realizzare, poiché comporterebbe un budget di produzione di almeno 200 milioni di dollari.
Tuttavia il concept rimane molto interessante, così il regista suggerisce di ambientarlo nel presente e in una metropoli e di rendere gli acchiappafantasmi dei professori universitari che si mettono in proprio.
La sceneggiatura di Aykroyd inoltre risulta fin troppo cupa e avrebbe bisogno di qualche elemento di comicità. Reitman ha in mente la persona perfetta che può aiutare in questo compito. Si chiama Harold Ramis, colui che ha scritto le sceneggiature sia di Polpette che di Stripes.
Concluso il pranzo, dunque, i due si recano presso i Burbank Studios, dove si trova l'ufficio di Ramis. A costui viene spiegata l'idea di base e data la possibilità di interpretare un quarto personaggio, dopodiché esamina la sceneggiatura di Aykroyd per alcuni minuti. Alla fine Ramis si dichiara interessato.
Mentre Aykroyd e Ramis si mettono all'opera sul secondo trattamento della sceneggiatura, Reitman ha un incontro, nel maggio 1983, col presidente della Columbia Frank Price, che aveva prodotto Stripes, a cui presenta il progetto.
Price lo reputa interessante, ma al tempo stesso rischioso: è una commedia con attori sulla cresta dell'onda e che richiede una notevole dose di effetti speciali. Ma rimane una commedia e, perché un investimento su questo genere cinematografico sia considerato giustificato, non deve superare un certo tetto di spesa.
Reitman, il quale ricorda che il budget di Stripes è stato di dieci milioni di dollari, crede che una cifra di circa tre volte superiore possa essere sufficiente, così ribatte di potercela fare con un budget tra i 25 e i 30 milioni di dollari. Per Price è una somma ragionevole, ma aggiunge una condizione imprescindibile: la pellicola deve uscire nei cinema nel giugno 1984. Pur non essendoci ancora una sceneggiatura completa o un'idea chiara di quanti effetti speciali saranno necessari, Reitman accetta la condizione.
Quando alla sede di New York della Columbia giunge la voce che Price sta per autorizzare una commedia con quel budget, il CEO della società Francis Vincent invia l'avvocato della compagnia Richard Gallop a Los Angeles, intimando a Price di desistere dall'andare avanti. Price non ascolta il consiglio: per lui è un film che creerà profitto e interpretato da grandi attori, ma per Gallop e Vincent è solo una questione di soldi e controbattono che la decisione che prenderà sarà una sua totale responsabilità. Price approva il progetto.
Questi continui contrasti con Vincent, uniti all'acquisizione della società da parte della Coca Cola, portano Price pochi mesi dopo a rassegnare le dimissioni. Tuttavia il film di Reitman è già stato approvato e non può essere cancellato.
Intanto Ramis e Aykroyd - con l'aiuto di Reitman - continuano a lavorare sulla nuova sceneggiatura. Per venire incontro alle strette tempistiche, i tre insieme alle loro famiglie si recano a Martha's Vineyard, dove affittano tre case. Ogni giorno i tre si ritrovano nel seminterrato della casa di Aykroyd, a lavorare sulla sceneggiatura per circa sei ore. Ramis e Aykroyd scrivono per quattro o cinque ore, dopodiché interviene Reitman con i suoi suggerimenti, revisioni o idee aggiuntive. Il tutto va avanti per circa due settimane e mezzo. A inizio agosto 1983 si arriva a una prima sceneggiatura completa.
Al contempo, Reitman si preoccupa di individuare una società capace di gestire gli effetti speciali. E ne esiste solo una all'epoca in grado di completare il tutto in una tempistica stretta, la Industrial Light & Magic. Solo che la compagnia fondata da George Lucas è già stata opzionata da Steven Spielberg per Indiana Jones e il Tempio Maledetto (Indiana Jones and the Temple of Doom).
In cerca di una soluzione alternativa, a Reitman viene in mente Richard Edlund, uno dei responsabili degli effetti speciali del primo film di Star Trek, nonché dell'Episodio V e VI di Star Wars. Pur trovandosi in quel momento in ospedale a causa dei postumi di un'operazione alla schiena, Edlund - che voleva affrancarsi da Lucas e creare una propria società di effetti speciali - accetta la proposta.
Reitman allora si fa anticipare dalla Columbia cinque milioni di dollari, che la società versa in collaborazione con la Metro-Goldwyn-Mayer, la quale ha bisogno anch'essa di effetti speciali per la pellicola 2010 - L'Anno del Contatto. Tali fondi permettono a Edlund di fondare la Boss Film Studios, iniziare a comprare l'attrezzatura necessaria e assumere alcune persone con cui ha lavorato sui set dei film di Star Wars e Star Trek.
Nella creazione del personaggio che deve interpretare, Egon Spengler, Harold Ramis si ispira per il look a una foto di una persona da lui vista sulla copertina di una rivista di architettura, con capelli ritti, occhiali con montatura metallica e un completo a tre pezzi. Il nome è preso da un rifugiato ungherese, Egon Donsbach, compagno di classe di Ramis al liceo, mentre il cognome è ripreso dal filosofo tedesco Oswald Spengler.
Invece, il personaggio concepito da Aykroyd con in mente Eddie Murphy, Ramsey, che viene rinominato Winston Zeddemore, arriva col tempo ad avere un ruolo minore. L'attore ha accennato della cosa a Murphy durante le riprese di Una Poltrona Per Due (Trading Places), ma una sua conferma non è arrivata e non viene poi più contattato, anche perché qualche mese dopo l'attore viene scelto come interprete principale di Beverly Hills Cop.
In principio, Zeddemore rimane un personaggio centrale, con molte più battute rispetto al risultato finale, poiché si pensa di affidare la parte a Gregory Hines. Ma, con le successive revisioni, la sua presenza si riduce e alcune delle sue battute vengono date al personaggio di Peter Venkman, per cui ci si aspetta che sia interpretato da Bill Murray.
In effetti, l'eventuale successo del film dipende anche dalla presenza di Murray, il quale non ha ancora dato un assenso definitivo. Quando l'attore chiede alla Columbia i finanziamenti per un film da lui co-sceneggiato, Il Filo del Rasoio (The Razor's Edge), Price glieli concede, pur prevedendo che la pellicola sarà un flop (come infatti accade), nella speranza che Murray ricambi il favore partecipando al film di Reitman. Cosa che infine accade.
Alla fine, per il ruolo di Winston Zeddemore, viene scelto Ernie Hudson, dopo cinque audizioni da lui tenute. L'attore all'inizio legge una delle revisioni dove il suo personaggio ha un ruolo più rilevante, tanto che accetta la metà della somma rispetto al suo consueto ingaggio, scoprendo la notte prima dell'inizio delle riprese che non è più così. Reitman gli spiega che ciò è dovuto al fatto di dare maggior spazio al personaggio interpretato da Bill Murray e non è stato possibile fare altrimenti.
Per il ruolo di Dana Barrett, che nella sceneggiatura di Ramis e Aykroyd è una modella, vengono tenuti all'inizio dei provini a giovani attrici, tra cui Julia Roberts.
Quando arriva il turno di Sigourney Weaver, sembra ci sia scarso interesse, visto che si ritiene manchi di un background da film commedia, avendo lei recitato fino a quel momento solo in pellicole drammatiche quali Un Anno Vissuto Pericolosamente (The Year of Living Dangerously), nonostante lei dichiari di aver studiato commedia presso la Yale Drama School.
A un certo punto Sigourney Weaver suggerisce che il personaggio debba essere vittima di una possessione, come accade al cane di Gozer. E all'improvviso salta sul tavolo di Reitman, si accuccia e inizia a ululare come un cane! Lo stupore di Reitman si tramuta in un'idea quando, non appena l'attrice è uscita, chiama Ramis e gli dice di inserire nella sceneggiatura quanto suggerito da Sigourney Weaver. Ovvio che questo le fa guadagnare all'istante la parte. Sempre dietro suggerimento di Sigourney Weaver, il personaggio di Dana Barrett passa dall'essere una modella a una musicista.
Per il ruolo di Louis Tully, viene contattato in prima battuta John Candy. Un paio di giorni dopo costui richiama Reitman e suggerisce di rendere il personaggio di estrazione tedesca, circondato da pastori tedeschi. Ma nel film sono già presenti due cani e sono più che sufficienti. Così si decide di ingaggiare un altro attore. Reitman ha lavorato in Canada con un altro comico, Rick Moranis, e dunque lo contatta. Non appena Moranis legge la sceneggiatura, accetta all'istante la parte. Dietro suo consiglio, il personaggio di Tully viene reso un contabile.
Il ruolo di Janine Melnitz viene proposto inizialmente a Sandra Bernhard, che rifiuta. La parte viene allora affidata ad Annie Potts. Durante il suo primo giorno sul set, l'attrice prende a prestito un paio di occhiali da una costumista. Nel vederla, Reitman decide che deve rimanere così. Perciò Annie Potts, prima di girare ogni scena, chiede sempre in prestito gli occhiali alla costumista.
Per il ruolo di Walter Peck viene scelto William Atherton. L'attore in quel periodo sta recitando in teatro a Broadway e ha un incontro con Dan Aykroyd, poiché una sua collega del Saturday Night Live, Gilda Radner, gli ha consigliato di andare ad ammirare la recitazione dell'attore. Atherton suggerisce di rendere il personaggio più odioso del solito, come contraltare all'ironia degli altri protagonisti. La cosa gli riesce fin troppo bene poiché, dopo la conclusione delle riprese, passando davanti a un bus pieno di bambini, costoro lo apostrofano col termine offensivo che usa Bill Murray rivolto al suo personaggio.
Il personaggio di Gozer, nei primi trattamenti, è descritto come un elegante architetto e per interpretarlo viene scelto Paul Reubens, che però rifiuta. Gozer diviene allora un essere androgino - nelle intenzioni un mix tra Grace Jones e David Bowie - e a interpretarlo viene scelta l'attrice Slavitza Jovan.
Pur essendo John Belushi deceduto, Aykroyd lo omaggia rimodellando il personaggio di Slimer, che dichiara essere il suo fantasma. A doppiarlo è Ivan Reitman in persona.
Un amico di Dan Aykroyd, John Daveikis, concepisce uno schizzo abbozzato del logo "no ghost", che viene poi rifinito dal produttore Michael Gross. Un'ulteriore revisione della sceneggiatura viene completata verso la fine di settembre 1983.
Le riprese hanno inizio a New York nella metà di ottobre del 1983. Per essere certi che Bill Murray sia presente sul set, Ivan Reitman e Harold Ramis lo vanno a prelevare all'aeroporto La Guardia, dove l'attore atterra con un aereo privato partito da Parigi, dove si sono concluse le riprese de Il Filo del Rasoio.
Murray ha con sé una trombetta da stadio, che usa per tormentare coloro che gli si avvicinano troppo. Reitman e Ramis lo prelevano di peso e lo portano in un ristorante del Queens, dove gli viene mostrata la sceneggiatura. Anche se Murray non si lascia andare a commenti particolari in merito, si unisce al gruppo.
Le riprese nella Grande Mela durano circa sei settimane, concludendosi poco prima di Natale. Reitman è consapevole che questa fase debba essere conclusa prima delle festività, poiché altrimenti si rischia di incorrere in condizioni meteorologiche pessime che potrebbero causare un ritardo nella produzione. Condizioni che effettivamente iniziano un paio di giorni prima dello stop.
Murray e Moranis in particolar modo, ma anche Ramis e Sigourney Weaver, improvvisano delle battute non presenti in sceneggiatura durante le riprese, molte delle quali vengono mantenute in fase finale.
Per la scena in cui i Ghostbusters si recano ad affrontare Gozer, si ottiene il permesso di bloccare buona parte del traffico di Manhattan. Alcuni tassisti non prendono bene la cosa e cercano di forzare il blocco, costringendo i poliziotti in un paio di occasioni a usare le maniere forti. A un certo punto lo scrittore Isaac Asimov - impossibilitato a tornare a casa - esce da un edificio, sbuffando di rabbia e lamentandosi della situazione con Dan Aykroyd e gli altri componenti della troupe.
Questa stessa scena causa un altro problema collaterale, poiché le comparse che compongono la folla acclamano a gran voce gli eroi... solo che Ghostbusters è un termine che rischia di non poter essere utilizzato. Vi è una sitcom andata in onda nel 1975, infatti, intitolata The Ghost Busters e i cui diritti sono in mano alla Universal.
Si pensa a nomi alternativi quali Ghoststoppers o Ghostbreakers, ma nessuno risulta efficace. La situazione viene risolta da Frank Price che, dopo aver abbandonato la Columbia, passa proprio alla Universal e chiude un accordo per cui la Columbia - in cambio dell'uso del termine Ghostbusters - si impegna a versare alla Universal cinquecentomila dollari, più l'uno per cento dei profitti della pellicola.
Poco dopo Natale, ci si trasferisce a Los Angeles, presso i Burbank Studios, per girare le successive scene in studio. Le riprese si concludono alla fine di gennaio 1984, ma è solo l'inizio.
Un primo montaggio della pellicola, compiuto da Sheldon Kahn con l'assistenza di Reitman, senza praticamente alcun effetto visivo o speciale, viene completato in tre settimane e mostrato il 3 febbraio 1984 a un pubblico selezionato scelto dalla Columbia, che applaude e acclama il tutto.
La pellicola viene dunque affidata a Richard Edlund, che insieme al suo team vi deve inserire i circa 200 effetti visivi previsti. Per rispettare le strette tempistiche, tre studi lavorano in contemporanea al progetto e spesso non c'è possibilità di rifare un effetto, che deve dunque risultare accettabile al primo tentativo. Reitman chiede altri 100 effetti aggiuntivi ma, per non incorrere nelle ire di Edlund, decide di ridurli a 50.
Il concept dell'omino della pubblicità dei Marshmallow viene ideato da John Daveikis e realizzato da Linda Frobos e William Bryan. In un mondo ancora senza CGI, viene realizzato facendo indossare un'apposita tuta a Bryan stesso, che viene ripreso dietro un fondale della città di New York in miniatura. Vengono create più di una decina di differenti tute e molte di queste vanno a fuoco, facendo rischiare la vita a William Bryan e a un altro stuntman che la indossa.
Il design di Slimer viene realizzato da Steve Johnson. All'artista vengono chieste numerose modifiche in corso d'opera, che causano in lui una grande frustrazione. Questo porta, alcuni giorni prima della scadenza prevista, a far sì che Johnson sniffi cocaina e - stando a quanto da lui riferito - abbia allucinazioni del fantasma di John Belushi che lo esorta ad andare avanti. Sia come sia, il design finale viene approvato.
La creatura viene soprannominata dal team di Edlund il fantasma dalla testa a cipolla. La tuta viene indossata da Mark Bryan Wilson, le cui gambe vengono nascoste tramite un pannello di colore nero.
La fase di post-produzione si conclude praticamente pochi giorni dell'uscita della pellicola nei cinema. Alcuni effetti rimangono incompleti e, in un paio di occasioni, seppur solo a uno sguardo attento, si possono notare dei cavi, ma il pubblico più smaliziato di quell'epoca non ci fa caso.
La colonna sonora viene affidata a Elmer Bernstein, ma si decide anche di inserire una intro originale di circa 20 secondi a inizio e metà pellicola e, come riferimento, viene utilizzato I Want a New Drug di Huey Lewis and the News. Poco dopo Reitman entra in contatto, tramite il responsabile del dipartimento musica della Columbia, con Ray Parker Jr., a cui pare venga chiesto di ispirarsi alla canzone scelta come esempio.
Parker idea l'intro, che viene inviato a Reitman. Il regista lo apprezza così tanto che chiama il musicista in piena notte, chiedendogli di espanderlo a canzone. Parker allora in pochi giorni, causa tempistiche strettissime, concepisce la canzone che ha lo stesso titolo del film e il cui video viene diretto da Ivan Reitman in persona.
Sei mesi dopo l'uscita della canzone, Huey Lewis intenta causa contro Ray Parker Jr., accusandolo di aver plagiato I Want a New Drug. Viene infine raggiunto nel 1985 un accordo extragiudiziale tra le parti, per una somma mai specificata.
Ghostbusters viene distribuito nei cinema americani a partire dal 7 giugno 1984. A fronte di un budget di 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare più di 282 milioni di dollari.
Una storia le cui radici affondano circa due secoli fa, nonché una scommessa vinta, che alcuni anni dopo dà vita a un sequel... ma questa è un'altra storia.