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lunedì 22 novembre 2021

Fabolous Stack of Comics: Doomsday Clock


Nel 1985, il DC Universe viene sconvolto alle fondamenta da Crisi Sulle Terre Infinite, che azzera questo universo narrativo facendolo ripartire da capo. Il motore di questo cambiamento e nuovo inizio è Superman.
Nel 1986, il mondo del fumetto viene sconvolto alle fondamenta da Watchmen, di Alan Moore e Dave Gibbons, che dà vita a una fase di revisionismo dei fumetti di supereroi.
Più di trent'anni dopo, questi due mondi infine si incontrano e si scontrano nella maxiserie di dodici numeri Doomsday Clock, pubblicata dal 2017 al 2019, scritta da Geoff Johns e disegnata da Gary Frank. Questa storia conclude anche il cerchio narrativo della ricostruzione del DC Universe iniziata con Universo DC: Rinascita.
Nell'universo di Watchmen è il 1992 e il piano di Adrian Veidt/Ozymandias per salvare il mondo ma tramite l'uccisione di migliaia di innocenti è stato scoperto. Mentre Ozymandias è ricercato dalle autorità, il conflitto nucleare che lui voleva impedire è ormai imminente.
Come ultima carta, Veidt si trasferisce nel DC Universe insieme a un nuovo Rorschach e a due criminali, Mimo e Marionetta, i quali hanno un collegamento col Dr. Manhattan. E l'ultima carta di Ozymandias è proprio Jon Osterman, il quale si è recato nel DC Universe rimodellandolo, e che è l'unico in grado di fermare l'attacco nucleare.
Il loro arrivo, tuttavia, non passa inosservato in un mondo che sta affrontando crisi politiche e teorie del complotto sui superesseri. Soprattutto Batman e Superman cercano di capirne di più, mentre il mondo attorno a loro rischia di crollare e svanire. Come accadde nel 1985, in un altro universo.
Se Watchmen, pur ambientato in una distopia, era anche un riflesso della situazione politica dell'epoca, con la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia ormai al capolinea, ma con la presenza anche di una incertezza globale diffusa, Doomsday Clock è uno specchio della situazione sociale di trentacinque anni dopo.
In questa storia vi è ancora quest'incertezza globale, ma presente in un mondo tecnologicamente avanzato. Ecco dunque gente che, sobillata da organi di stampa faziosi o in cerca di click e politici compiacenti che agiscono dietro le quinte, viene indirizzata - alimentata da una rabbia trasmessa per canali virtuali - a compiere atti di violenza senza alcun vero scopo. Generando così la sfiducia verso coloro che compiono il loro dovere fino in fondo (medici, tutori dell'ordine rispettosi della legge che in questo caso sono i supereroi) e proteggono gli innocenti.
Ma quegli stessi sobillatori dimostrano la loro viltà e inettitudine quando situazioni di tensione presenti ma risolvibili se affrontate e comunicate con chiarezza - nel suddetto caso i superesseri al servizio del governo - vengono ingigantite fino a divenire complotti globali e inesistenti. Aumentando dunque ancor di più la sfiducia del cittadino comune che, così manipolato due volte e non avendo più un appiglio morale, giunge infine ad attaccare le cattedrali del potere ormai private del loro significato.
Giusto precisare che l'ultimo capitolo di questa storia è stato pubblicato alla fine del 2019 e, per quanto ci piacerebbe affibbiare doti divinatorie a Geoff Johns, costui ha solo percepito e trasmesso con efficacia su carta alcuni problemi della società americana già presenti verso la fine del mandato di Barack Obama e che si sono ulteriormente aggravati durante la presidenza di Donald Trump (e di cui l'attacco a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 rappresenta l'apice di un iceberg di sterco) e in via più generale nel mondo intero durante la pandemia di COVID-19.
Ed è anche questa la bravura di uno sceneggiatore: carpire queste tematiche, affrontarle in un racconto di supereroi traslandoli per il pubblico di riferimento, nella speranza che infine certi messaggi arrivino ai lettori.
Doomsday Clock non è solo questo, però, è anche la celebrazione della storia e del mito del supereroe, a partire dal primo fra tutti, Superman. Un mito così potente e iconico da risultare capace di adattarsi alle diverse ere storiche, ma mantenendo intatta la propria essenza. Come nell'antichità i racconti di dei ed epopee mitologiche sono giunte fino a noi, altrettanto accadrà ai supereroi. Un giorno, in un futuro che speriamo essere lontano, forse i racconti su di loro spariranno, ma la loro memoria collettiva sarà sempre presente. E preservata.
Superman rappresenta dunque il supereroe per eccellenza, il modello inarrivabile, e in quanto inarrivabile colui a cui tutti si ispirano. Qualcuno che non si fa piegare dalle avversità, si rialza sempre e continua a lottare per ciò che è giusto. Si potrebbe pensare che una persona del genere sia fuori contesto nella società attuale che premia la mediocrità e la falsità. E invece una persona del genere è proprio ciò di cui c'è bisogno nel mondo di oggi e in gran quantità.
Straordinaria l'arte di Gary Frank, che si trasforma col progredire della maxiserie. In principio, quando i riflettori sono puntati più sui personaggi e il mondo di Watchmen, omaggia molto Dave Gibbons e la sua griglia a nove tavole, ma mentre la trama diviene più ampia e pone al centro il DC Universe e Superman, Gary Frank inizia ad adottare tavole di più ampio respiro, splash page anche doppie, celebrando così come solo lui sa fare il mito del supereroe.
Si è voluto nel 2011 azzerare il DC Universe col New 52, cercando di reinventare tutti i supereroi in chiave moderna, e alcune cose viste erano buone. Ma la tradizione va sempre preservata: ecco perché il recupero di situazioni e gruppi storici come la JSA e la Legione dei Supereroi diventano benefici e funzionali in questo contesto, consentendo sviluppi narrativi più ampi che vanno a vantaggio di tutti, lettori e sceneggiatori.
E avrete visto che, in tutto questo, non ho minimamente accennato al discorso se valesse la pena andare a intaccare il mito di Watchmen, da un lato perché molti altri più bravi di me lo hanno già fatto, dall'altro perché - come Alan Moore ha ricreato con efficacia i supereroi della Charlton - Johns ha ripreso quel mondo e i suoi personaggi e li ha portati avanti, concludendo l'epopea per alcuni (Ozymandias, Dr. Manhattan) e introducendo nuovi sviluppi come il secondo Rorschach. Perché sì, davvero, nulla finisce e nulla ha mai fine.
Si potrebbe chiosare con retorica (ma è davvero retorica?) che ciò che conta davvero alla fine è leggere una bella storia. Come questa.

martedì 19 ottobre 2021

Fabolous Stack of Comics: Universo DC - Rinascita


Geoff Johns è il maestro delle Rinascite, di quel meccanismo narrativo volto a recuperare quelle caratteristiche vincenti di un personaggio che col tempo sono state messe da parte o addirittura eliminate, senza snaturare più di tanto quanto accaduto in precedenza.
Il primo personaggio oggetto di questa "cura" è stato Lanterna Verde, il quale prima che Geoff Johns iniziasse a curarne le gesta e lo riportasse alle sue radici eroiche era un assassino di massa su base galattica... per dire la portata di ciò che è stato fatto.
È poi stata la volta di Flash, una rinascita diversa dalla precedente, una rinascita in un mondo a lui sconosciuto che lo ha creduto morto - narrativamente parlando - per oltre venti anni.
Questi, tuttavia, sono singoli personaggi. E se si dovesse far rinascere un intero universo narrativo composto da decine di supereroi? Geoff Johns ha deciso di cimentarsi anche in quest'impresa, grazie al one-shot Universo DC: Rinascita (DC Universe: Rebirth), pubblicato nel 2016.
L'albo è diviso in quattro capitoli e a realizzarlo vi sono quattro diversi disegnatori: Gary Frank, Ethan Van Sciver, Ivan Reis e Phil Jimenez, tutti e quattro precedenti collaboratori di Johns su altri progetti.
Sono passati cinque anni (in tempo reale) dall'Evento Flashpoint, causato da Barry Allen per ripristinare la linea temporale da lui stesso alterata per salvare la vita di sua madre. Cinque anni dove, però, la storia degli eroi della DC Comics è ripartita da zero col New 52, solo Pandora ricorda l'universo precedente e molti personaggi sono addirittura scomparsi nel nulla.
Uno di questi è Wally West, il quale si trova disperso nella Speed Force, prossimo a scomparire per sempre. Wally è l'unico che conosce la verità: non è stato Barry a causare il reset della storia degli eroi, bensì un'altra forza, una forza sconosciuta e molto potente.
E mentre alcuni eroi iniziano a ricordare la loro vita Pre-Flashpoint, Wally cerca qualcuno che avverta la sua presenza per avvisare di questa prossima minaccia, ma nessuno lo percepisce. Che sia davvero giunta la fine per lui? E quale segreto si annida nella Batcaverna?
Per dichiarata intenzione della dirigenza DC Comics e di Johns, questa storia vuole rappresentare una sorta di ripartenza del DC Universe che funga da spartiacque, ponendosi due obiettivi. Da una parte recuperare personaggi e concetti pre-Flashpoint, dall'altro non annullare - nei limiti del possibile - quanto costruito nei precedenti cinque anni.
Da un lato c'è infatti chi rimpiange certe trame e personaggi del passato (la relazione tra Freccia Verde e Black Canary, la famiglia dei velocisti, la JSA), dall'altro invece vi sono coloro che sono saliti a bordo di un treno che ha poi preso velocità e che deve ancora continuare il proprio percorso.
Lo stratagemma che idea Geoff Johns per unire le due linee temporali è al contempo azzardato e incredibile: unire la mitologia ultradecennale della DC Comics con quella - altrettanto storica - dell'universo di Watchmen ideata da Alan Moore e Dave Gibbons.
A condire il tutto, i consueti dialoghi introspettivi e relazionali di Johns (di forte impatto l'incontro finale tra Barry Allen e Wally West) e un paio di necessari spiegoni, ma proprio oni oni.
Certo, si tratta di uno stratagemma soprattutto commerciale volto ad attirare l'attenzione anche del lettore occasionale, impossibile non notare una cosa simile. Tuttavia, per quello che si vede in questa storia, vi sono anche delle basi narrative su cui costruire un edificio. Il tempo dirà poi se le sue fondamenta siano solide o meno (in realtà tali fondamenta sono già state gettate e prima o poi le analizzeremo).
Ecco, queste sono opere che possono accontentare tutti: possono venire incontro al lettore di vecchia data e possono catturare l'interesse di un eventuale nuovo lettore. Quello che conta poi è come si prosegue su questi nuovi binari.
Nulla finisce. Nulla ha mai fine.

sabato 26 ottobre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XII)

Dopo la chiusura di Power Of Shazam, il mondo di Billy Batson cadde per un paio di anni nell'oblio, fino a quando uno sceneggiatore non si prese in carico di rivitalizzare il personaggio. Uno sceneggiatore di solito bravo nell'orchestrare rinascite. Il suo nome era Geoff Johns.

BILLY E FREDDY

A dire il vero, il primo personaggio su cui Johns si concentrò fu Black Adam, l'acerrimo nemico di Marvel: lo rese infatti uno dei personaggi principali della sua serie JSA, mostrandone un lato fino a quel momento semi-inedito incentrato sull'onore e l'amore per la sua terra, il Kahndaq. Di lì a poco anche Capitan Marvel divenne un componente del gruppo.
Nel frattempo si stava avvicinando un nuovo megaevento DC, che avrebbe rivitalizzato il concetto di Multiverso. Orchestrato anche questo da Johns, si intitolò Crisi Infinita. In una delle miniserie collegate al progetto, Day Of Vengeance, uno Spettro plagiato da Eclipso uccise il mago Shazam, il quale passò tutti i suoi poteri a Billy Batson. Come conseguenza, il giovane Freddy Freeman, alias Capitan Marvel Jr., divenne il nuovo Capitan Marvel.
Questa modifica dello status quo venne esplorata nella maxiserie The Trials Of Shazam, scritta da Judd Winick e disegnata da Howard Porter, che si concluse nel 2008. Contemporaneamente, a causa delle macchinazioni di Darkseid e Black Adam, Mary Marvel passò al "Lato Oscuro". Tuttavia poco dopo il mago Shazam tornò dalla morte e si riprese i suoi poteri, facendo sì che Billy e Mary tornassero umani poco prima de La Notte Più Profonda. Durante Il Giorno Più Splendente, infine, anche Freddy perse le sue capacità per mano di Osiris, il figlio acquisito di Black Adam.
In tutto questo caos passò quasi inosservata la miniserie Shazam And The Monster Society Of Evil, di Jeff Smith, una rivisitazione delle origini di Capitan Marvel e Mary Marvel.
Nel 2011 tutti e tre i ragazzi che avevano adottato, chi per un lungo chi per un breve periodo, l'alias di Capitan Marvel non erano più in grado di trasformarsi. Tuttavia, come un lampo attivava la loro trasformazione, un altro lampo avrebbe cambiato di lì a poco le loro sorti per una nuova rinascita.

PROSSIMAMENTE: CAROL