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lunedì 7 aprile 2025

Fabolous Stack of Comics: La Morte di Capitan Marvel


La morte di un eroe immaginario, di finzione, tecnicamente non dovrebbe colpirci. Dopotutto scompare un personaggio di carta, che non esiste nella realtà, che non conosceremo mai personalmente. Eppure, aver seguito le gesta di quell'eroe per mesi o anni rende quel personaggio molto vicino per alcuni lettori. Una sorta di amico immaginario per ragazzi cresciuti, e questo non sia visto come un difetto. Tanto che, quando un autore decide di sbarazzarsene, la cosa invece ci colpisce.
Talvolta, oppure spesso, la morte è solo temporanea, sin dai tempi di Sherlock Holmes o giù di lì. Perché dopotutto parliamo pur sempre di finzione narrativa. Ma a volte, invece, è insolitamente definitiva come nella realtà.
Tutto questo preambolo per giungere a La Morte di Capitan Marvel (The Death of Captain Marvel), pubblicato nel 1982, scritto e disegnato da Jim Starlin, che mette la parola fine all'epopea di un eroe le cui gesta abbiamo ammirato sin da L'Arrivo di Capitan Marvel.
Mar-Vell si è ormai ritirato su Titano, accolto da Mentore ed Eros, e ha iniziato una relazione con Elysius. Le sue giornate si dividono tra il dettare le sue memorie e la contemplazione, lontano da ogni battaglia.
Tuttavia c'è anche un male che si annida dentro il corpo di Mar-Vell, un male contratto a seguito del suo primo scontro con Nitro: il cancro. In una corsa contro il tempo, tutti gli amici - e anche alcuni nemici - dell'eroe si presentano al suo capezzale per rendergli omaggio e per testimoniare la sua grandezza.
Il concetto di eroe e supereroe si basa sul presupposto costui sia continuamente in battaglia. Ogni mese, oppure ogni certo periodo temporale, per ragioni commerciali e in caso di successo, deve affrontare nuove minacce che lo mettano alla prova.
Il patto di mutua accettazione tra lettore ed editore è che l'eroe può anche perdere in alcuni casi, ma non può certo morire. Altrimenti come si farebbe a leggere nuove storie? E così via, in un ciclo infinito.
C'è poi il caso dell'eroe che ha avuto successo per qualche anno, ma poi varie ragioni di natura economica e narrativa hanno bloccato la sua corsa. E in questo caso si adotta spesso l'idea di far sì che l'eroe si sacrifichi in maniera altruistica in un'ultima battaglia per la salvezza del mondo... salvo poi ritornare per tentare un rilancio. E così via, in un ciclo infinito.
Ma non è il caso di quest'opera. Quest'opera, diventata seminale per ovvie ragioni, scardina entrambi questi concetti. In questo caso l'eroe non ha più alcuna battaglia da affrontare, ha esaurito il suo tempo: forse si potevano narrare altre storie su di lui, ma sarebbe stato solo il prolungamento di un'agonia.
L'idea di una narrativa supereroistica infinita trova forse qui il primo brusco risveglio nella realtà: no, neanche essa è infinita, come piace pensare alla nostra mente per essere rassicurata. Anch'essa un giorno avrà fine, essendo un'esperienza umana.
L'eroe qui non si sacrifica in un'ultima, gloriosa battaglia (a meno che non si voglia vedere come tale il confronto finale con Thanos, che però altro non è che un'illusione), ma come molte altre persone muore nel proprio letto, colpito da un male che ahinoi ci è molto familiare, circondato dalle persone che hanno segnato la sua vita.
È noto che in questo caso l'autore ha voluto anche venire a patti con un evento che lo aveva colpito personalmente, ovvero la morte del padre proprio a causa di un cancro. Ancora una volta una catarsi artistica ci parla - in maniera metaforica - di quelle che sono le sofferenze della vita reale, per cercare di venirne a patti e accettarle.
Mar-Vell è poi tornato? Mentiremmo a dire di no: tra qualche flashback, due o tre ritorni occasionali dalla morte e, in senso lato, lasciando in eredità all'universo due figli. Ci sono anche in ballo questioni di copyright, ma forse questo "sporcherebbe" un po' il tutto.
Eppure questa storia di oltre quaranta anni fa rimane la sua ultima. Un punto fermo oltre cui non si è mai andati. Quella che potrebbe essere vista come una fine ingloriosa per un'eroe che ha combattuto tante battaglie è invece quella che lo riconcilia con la sua stessa umanità. E in quanto tale è rimasta nella storia, questo sì nel tempo infinito.

venerdì 28 febbraio 2025

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - Marvel Spotlight


La serie regolare di Capitan Marvel è giunta al suo epilogo, ma ci sono ancora alcune storie da raccontare dell'eroe. Era pratica comune, molti anni fa, programmare le serie con largo anticipo, quindi realizzando e disegnando gli albi ben prima della loro uscita ufficiale, oppure avendo da parte alcune storie d'archivio in casi di emergenza.
Con la conseguenza a volte che sceneggiatore e disegnatore venivano regolarmente pagati, ma la loro storia non veniva pubblicata. Tuttavia molto spesso le serie antologiche andavano a compensare questa mancanza.
Non fa eccezione, dunque, Capitan Marvel, che ricompare sulla seconda incarnazione di Marvel Spotlight nei numeri dall'uno al quattro e nell'ottavo numero, pubblicati dal 1979 al 1981, scritti da Doug Moench, Archie Goodwin e Mike W. Barr e disegnati da Pat Broderick, Steve Ditko e Frank Miller.
La conquista della Terra da parte del computer vivente ISAAC, il piano segreto di Thanos, è stata sventata da Mar-Vell e dai suoi alleati Drax e Rick Jones, ma ISAAC tiene ancora in ostaggio Mentore e gli altri abitanti di Titano.
Capitan Marvel ritorna dunque sul satellite di Saturno per liberarli da questa prigionia e qui lo attende anche Elysius, che potrebbe sostituire la scomparsa Una nel suo cuore.
Infine l'eroe dovrà risolvere l'enigma di una dimensione parallela capace di prelevare le ombre e le anime altrui, compresa quella di Mar-Vell.
Essendo queste storie d'archivio e racconti riempitivo non c'è molto da dire. Tuttavia la loro pubblicazione ha avuto quantomeno il merito di portare una risoluzione alla trama del piano segreto di Thanos e di ISAAC, bruscamente interrottasi con la conclusione della serie regolare.
La cosa consente anche lo sviluppo della nuova relazione tra Mar-Vell ed Elysius, quest'ultima destinata - seppur in maniera insolita - ad avere un ruolo molto importante in un allora lontano futuro.
Chiudono il tutto due storie autoconclusive con uno Steve Ditko che con poche linee crea il suo stile inconfondibile omaggiando sé stesso e il suo ciclo del Dr. Strange (anche se, per quel poco che lo si conosce, forse non avrebbe gradito che si dicesse questo) e un Frank Miller agli esordi e lontano dalle atmosfere urbane e cupe che poi lo hanno reso famoso.
Quindi, queste sono state le avventure di Mar-Vell. Da spia degli esordi, a eroe sotto copertura sulla Terra, fino a diventare il Protettore dell'Universo.
Rimane l'ultima storia, quella che ha segnato un'intera epoca.

giovedì 16 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - Epilogo


Mar-Vell, Capitan Marvel, dell'esercito Kree è giunto sulla terra come spia in L'Arrivo di Capitan Marvel. Si è ribellato ai suoi superiori e ha perso la sua amata Una in Muori, Traditore! Ha ottenuto un nuovo costume e iniziato un lungo sodalizio con Rick Jones in E un Fanciullo Ti Guiderà. Ha affrontato il suo nemico più letale, Thanos, ed è divenuto il Protettore dell'Universo in Thanos il Dio Pazzo.
E ha poi intrapreso un lungo viaggio nella galassia insieme a Rick Jones in Il Processo dell'Osservatore. Tutto questo nelle due storie che lo hanno introdotto ai lettori, pubblicate su Marvel Super-Heroes, e nella serie regolare che lo ha visto protagonista, dal 1968. E dopo aver rischiato più volte la chiusura, cosa che ha portato il personaggio a più cambi di status quo, l'epilogo giunge infine col sessantaduesimo numero, pubblicato nel 1979.
Le ultime storie sono scritte da Gerry Conway, Bill Mantlo, Scott Edelman e Doug Moench, mentre la parte grafica è affidata ad Al Milgrom e Pat Broderick.
Ritornati dallo spazio, Capitan Marvel e Rick Jones provano a reinserirsi nella società terrestre, il primo cercando di dare un nuovo scopo alla sua esistenza, il secondo intraprendendo una proficua carriera da cantante. Tuttavia sono ancora legati a livello molecolare, ma uno scontro col Super-Adattoide potrebbe capovolgere questa situazione.
Successivamente, Mar-Vell deve fare i conti con l'eredità malvagia di Thanos che, pur defunto in La Minaccia Finale, ha concepito un piano di emergenza alterando la programmazione del computer di Titano, ISAAC, il quale prende possesso del satellite e prende di mira la Terra.
Insieme a Drax il Distruttore, Mar-Vell cerca di sventare una minaccia che sembra non voglia saperne di morire e sulla sua strada incontra Elysius, la quale avrà un ruolo molto importante nella sua vita.
Lungo tutto questo percorso narrativo fatto di 64 albi non vi è mai stata l'impressione che vi fosse un percorso preciso per il personaggio. Giungeva un team creativo, dava una piccola o grande scossa alla situazione e il successivo team creativo ripartiva da lì alterando nuovamente il tutto.
Se questo però può apparire un difetto, leggendo il tutto nel suo insieme non lo sembra affatto. In quanto Mar-Vell ha vissuto un'evoluzione, o meglio più evoluzioni, che lo hanno visto partire come un umile ma ligio soldato per divenire infine uno degli eroi più rispettati e al tempo stesso temuti della Terra. Poi chiaro che lungo la via qualche scivolone vi sia stato, ma questo è inevitabile in undici anni di pubblicazioni.
L'epilogo, dunque, si adatta a questo processo di continuo cambiamento. Lo status quo viene nuovamente alterato: dopo tanto tempo, Capitan Marvel e Rick Jones non si ritrovano più legati a livello molecolare, ma i loro destini rimangono ancora intrecciati per vari motivi.
E quale miglior ultimo nemico se non quello più pericoloso affrontato dall'eroe? Anche dalla tomba (temporanea), Thanos estende la sua aura oscura e proietta dunque Mar-Vell verso la penultima fase della sua intricata esistenza editoriale con una saga che prende a prestito parte della mitologia greca.
Può sembrare un po' paradossale che colui che si fregia del titolo di Protettore dell'Universo in ultima analisi abbia bazzicato principalmente la Terra, Titano e il pianeta madre dei Kree, ma bisogna anche tener conto dell'universo in cui agisce che è dominato da questi due mondi (gli Shi'Ar erano appena comparsi sulla scena). Diciamo che, nel periodo in cui ha agito Mar-Vell, le principali minacce si sono presentate qui.
Ma è davvero finita? Non proprio, la trama su Titano deve ancora concludersi e quindi Capitan Marvel potrà ancora essere, per qualche tempo, il Protettore dell'Universo. Fino alla fine.

giovedì 2 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - Il Processo dell'Osservatore


Quando una serie, come accaduto con Capitan Marvel, trova infine una sua precisa identità narrativa, uno sceneggiatore può decidere di proseguire su quella strada oppure apportare qualche piccolo accorgimento (salvo addirittura stravolgere del tutto il tono della testata, ma per quanto si possa pensare il contrario questo non è un caso così usuale).
Con Thanos il Dio Pazzo, Jim Starlin ha assegnato a Mar-Vell il ruolo di Protettore dell'Universo e ridefinito il suo rapporto con Rick Jones. Tale nuovo status quo viene portato avanti dal successivo team creativo, ovvero Steve Englehart ai testi e Al Milgrom ai disegni, in una saga che si dipana nei numeri dal 35 al 46 della serie dedicata all'eroe, pubblicati tra il 1974 e il 1976.
Mar-Vell subisce gli attacchi di alcuni supercriminali - tra cui Nitro - al servizio della Legione Lunatica, un misterioso gruppo che per ragioni altrettanto misteriose lo ha preso di mira. La base di questo gruppo è insita nel loro stesso nome.
Ma quando Mar-Vell giunge presso la Zona Blu della Luna, a trovarlo vi è Uatu l'Osservatore che, incredibilmente, si è alleato con la Legione Lunatica, un gruppo di rinnegati kree. Qual è la ragione di questo comportamento?
Da qui ha inizio un'epopea spaziale che porterà Mar-Vell e Rick Jones sul pianeta degli Osservatori e a ritornare sul mondo natale Kree, dove avranno un confronto decisivo con la Suprema Intelligenza.
Come anticipavamo, Steve Englehart riparte dallo status quo ideato da Jim Starlin, ma lungo la via apporta alcuni cambiamenti, modificando così per l'ennesima volta le fondamenta della testata.
Mar-Vell rimane così il Protettore dell'Universo e adempie a questo compito andando davvero per la prima volta in giro per... l'Universo (forse qualcuno se ne è infine accorto). Ma il legame con Rick Jones cambia ancora.
Non più a livello molecolare, con scambio reciproco attraverso la Zona Negativa, bensì condividendo una negabanda a testa e le energie collegate, potendo dunque infine condividere lo stesso spazio. Un'occasione, ovviamente, che consente di dare vita a nuove interazioni tra i due protagonisti, sempre comunque ritratti come il saggio stratega e il giovane impetuoso ma volenteroso che - superando le reciproche differenze - giungono a un compromesso per il conseguimento di un bene superiore.
Due saghe, quella della Legione Lunatica e quella della battaglia decisiva contro la Suprema Intelligenza, strettamente legate e procedono dunque senza soluzione di continuità per dare vita a un'unica epopea spaziale che prepara la via a un prevedibile ma apprezzato finale, con un ritorno al pianeta Terra che incombe.
Steve Englehart recupera qui e là alcuni elementi di continuity come Le Storie dell'Osservatore, quando riepiloga il passato di Uatu e della razza degli Osservatori, e la Guerra Kree-Skrull, visto che sembra si metta un punto fermo alla trama incentrata sulla Suprema Intelligenza e i poteri latenti di Rick Jones (sappiamo, tuttavia, che non è stato proprio così, anche se essa è poi rimasta dormiente per decenni).
Per un deus ex machina che scompare, un altro potrebbe prenderne il posto.

lunedì 16 dicembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - Thanos il Dio Pazzo


Mar-Vell, Capitan Marvel, è già stato molte cose nella sua insolita vita editoriale. Ha esordito come spia dell'Impero Kree per poi diventare un eroe riluttante, diviso tra i suoi doveri come soldato e l'inatteso affetto per il popolo terrestre. E, a partire da E un Fanciullo Ti Guiderà, si è legato a livello molecolare con Rick Jones, facendo iniziare a entrambi una nuova fase delle proprie esistenze.
E, come talvolta accade, ci possono essere idee concepite da altri scrittori che successivi sceneggiatori possono riprendere e portare al successo. Dopo molti anni in cui ha vivacchiato, la serie di Capitan Marvel trova nuova linfa grazie a un nuovo, straordinario nemico e a una nuova saga che si sviluppa nei numeri dal 25 al 33 della serie, pubblicata tra il 1973 e il 1974, scritta da Jim Starlin e Mike Friedrich e disegnata da Jim Starlin.
Sulla scena emerge un nuovo, potente nemico. Si tratta di Thanos e proviene da Titano, il satellite di Saturno da cui è stato cacciato dal suo stesso padre, Mentore, dopo aver causato un'immane distruzione con decine di cadaveri e aver ucciso sua madre.
Thanos, adoratore della Morte, per compiacerla mette gli occhi sulla Terra, dove si trova il potente artefatto noto come Cubo Cosmico. Sfruttando degli agenti al suo servizio come il Super-Skrull e il Controllore, intende impadronirsene per rimodellare la realtà e acquisire poteri divini.
Ma sulla sua strada incontra Capitan Marvel e gli Avengers. Tuttavia nemmeno loro sembrano avere speranze contro questo folle Titano. Eppure, c'è un'entità che da tempo attende questo momento e darà a Mar-Vell quella consapevolezza cosmica di cui ha bisogno per controbattere.
Questo riassunto fa capire come il protagonista della testata, che pure continua a comparire nelle pagine della serie a lui dedicata, in questa saga debba lasciare il posto a un personaggio destinato a divenire una vera e propria icona, fumettistica e cinematografica.
Thanos, per l'epoca, è un villain diverso dagli altri. Non ha ambizioni di divenire ricco, di conquistare il mondo o sconfiggere il supereroe che lo ha sconfitto. Thanos è l'essere che vede nell'oblio, nel nichilismo totale l'unica via di uscita da un cosmo impazzito - almeno secondo il suo punto di vista.
E l'emblema di questo nichilismo è la Morte, di cui diviene un adoratore e che vuole compiacere, offrendo a lei quel cosmo impazzito perché precipiti in quell'oblio da lui bramato.
Di fronte a quelle persone che rimangono salde sui loro valori incentrati sulla patria e il mantenimento dello status quo, Thanos diviene quell'anarchico ribelle che intende destabilizzare tutto, una figura - sempre presente nella storia a vario titolo - che diviene molto preminente in quel periodo.
Per affrontare questo caos, che nasce dalla prevaricazione e dall'ignoranza, Capitan Marvel subisce una nuova metamorfosi (la quarta in quattro cicli, una bella costante). Non può più essere un soldato che esegue degli ordini, ovviamente, tantomeno un supereroe classico che si batte per ciò che ritiene giusto.
Mar-Vell diviene araldo della consapevolezza cosmica. Di fronte a Thanos emblema del Nulla, Capitan Marvel diviene l'incarnazione della conoscenza. In maniera allegorica, viene sottolineato come questa possa rivelarsi l'arma più efficace, e meno sanguinaria, per controbattere a chi ritiene di essere dalla parte del giusto annientando delle persone per quello che ritiene essere un bene superiore.
E Jim Starlin da che parte si pone, poiché non si può non notare la sua fascinazione per Thanos? Ebbene, lo sceneggiatore e disegnatore, come molti di noi, è diviso tra il Male assoluto rappresentato dal Titano e la Conoscenza propugnata da Mar-Vell. Tutti noi, talvolta, rischiamo di cedere ai nostri più oscuri istinti o di arrenderci di fronte alle difficoltà della vita, di consegnarci a quell'oblio eterno che tanto può risultare salvifico.
Le persone comuni possono liberarsi di questo oscuro desiderio tramite la psicanalisi o altre valvole di sfogo. Gli scrittori, invece, hanno i libri e i fumetti dove riversare questi loro turbamenti. E provare a liberarsi da essi.

lunedì 28 ottobre 2024

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - E un Fanciullo Ti Guiderà


Al termine del ciclo realizzato da Arnold Drake e Gary Friedrich, Capitan Marvel è riuscito a riscattarsi dalle accuse che i suoi nemici gli avevano affibbiato e a ottenere un nuovo costume ideato dalla Suprema Intelligenza in persona... esatto, Gil Kane.
Ma con Yon-Rogg ancora a piede libero, Carol Danvers sua prigioniera e Mar-Vell rimasto bloccato nella Zona Negativa, sembra non mettersi bene per il nostro eroe. Ed ecco dunque che ritorna il team creativo originario, o quasi, ovvero Roy Thomas ai testi e Gil Kane ai disegni, che rimette Capitan Marvel in carreggiata con un nuovo ciclo che viene tuttavia pubblicato a fasi alterne tra il 1969 e il 1970, viste le vendite non eccelse.
Rimasto imprigionato nella Zona Negativa, Mar-Vell riesce a contattare Rick Jones, reduce da una sfortunata collaborazione con Capitan America. Il giovane ritrova in una caverna delle negabande appartenute al popolo Kree in passato e, sbattendole, scopre di potersi scambiare di posto per tre ore con Capitan Marvel.
L'eroe può dunque andare al salvataggio di Carol Danvers e avere la resa dei conti finale con Yon-Rogg, ma questo è solo l'inizio di un periglioso viaggio che lo porterà ad affrontare Hulk. Mentre la convivenza con Rick Jones, che sta cercando un proprio scopo nella vita, non è delle più facili.
Il ciclo si pone l'obiettivo dichiarato di dare un nuovo percorso narrativo a Capitan Marvel, allontanandolo dal precedente status quo, evidentemente ritenuto non soddisfacente (e che comunque giocava sempre sulle stesse variabili che si ripetevano in continuazione).
Via dunque lo storico avversario Yon-Rogg, che finisce seppellito sotto una valanga di rocce. Fuori dai giochi Carol Danvers, anche se solo temporaneamente come vedremo. Ed ecco l'ingresso di un nuovo comprimario, Rick Jones, peraltro ben noto ai lettori della Marvel.
Da qui si iniziano a costruire nuove dinamiche, inserite all'interno di una consolidata cornice supereroistica, basate sull'interazione e la convivenza forzata tra Mar-Vell e Rick Jones, convivenza che non li porta peraltro a incontrarsi mai fisicamente.
Rick Jones è il giovane ribelle che vive di ideali e vuole sfondare nel campo della musica, la sua passione, mentre Mar-Vell è l'adulto saggio e che già molte drammatiche esperienze di vita alle spalle. Sembra quasi, ma toglierei il quasi, che questa sia un'allegoria del periodo in cui le storie vennero pubblicate.
Anni che facevano seguito alle contestazioni giovanili del 1968, con dei ragazzi - cresciuti in una società in continua crescita - con nuove idee che non riuscivano a parlare o farsi comprendere dalle generazioni precedenti, che avevano vissuto almeno un conflitto bellico mondiale. Dinamiche peraltro che si sono poi ripetute nel tempo in maniera costante.
A seguito di questo breve ciclo, Capitan Marvel continua a vivere altre avventure, in una serie di fill-in che vengono pubblicati in un arco di tre anni in maniera molto intermittente. Fino a quando giunge uno sceneggiatore che cambia tutto.

martedì 17 settembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - Muori, Traditore!


In L'Arrivo di Capitan Marvel, Stan Lee e Roy Thomas hanno gettato le basi della saga che vede protagonista il Capitano Mar-Vell dei Kree, mandato in missione sotto copertura sulla Terra per scoprire se gli umani possano rappresentare una minaccia per l'Impero.
Le basi sono semplici, ma efficaci allo stesso tempo. Mar-Vell - che ha assunto l'identità di un defunto scienziato, Walter Lawson - comincia ad affezionarsi al popolo terrestre, ma al tempo stesso deve guardarsi dalla diffidenza sia dei suoi simili, sotto forma del Capitano Yon-Rogg, che di alcuni terrestri, in particolar modo di Carol Danvers.
Dopo i due deus ex machina, tocca ad Arnold Drake e Gary Friedrich portare avanti le trame, assistiti alla parte grafica da Don Heck, Dick Ayers e Tom Sutton, in un ciclo che mette fine alle traversie di Mar-Vell sulla Terra.
Mar-Vell continua a operare sotto copertura presso una base militare in Florida, ma Yon-Rogg diviene sempre più ossessionato nel portarlo alla rovina, cercando qualsiasi pretesto per screditarlo di fronte all'Impero Kree.
Come se non bastasse, Carol Danvers diventa sempre più sospettosa di lui e si convince stia nascondendo qualcosa.
Mar-Vell fa dunque fatica a tenere sotto controllo la sua doppia vita, ma intanto non mancano i confronti con insoliti nemici quali il Metazoide e Solam. Eppure, l'avversario più insolito e quello che nasconde più segreti si rivelerà essere... Walter Lawson!
Per la serie noi pensiamo che le cose un tempo non si facessero e invece e così, già all'epoca si sentiva il bisogno di chiudere un ciclo e ripartire grossomodo da zero, per dare nuova linfa narrativa a un personaggio o una serie.
E in effetti il canovaccio "Mar-Vell rischia di essere scoperto e nel mentre affronta il supercriminale di turno" dopo un po' comincia a diventare stantio. Ecco dunque che verso la chiusura di questo ciclo, col sedicesimo numero della testata, accade un evento drammatico che porta Mar-Vell a percorrere nuove strade, nonché un sentiero di vendetta.
Per giungere infine a un nuovo scopo e un nuovo costume, ideato da Gil Kane (curioso l'abbia sottratto a Kirby o Romita, a dimostrazione che a quell'epoca Capitan Marvel era considerato un personaggio minore), che è quello più celebre con cui l'eroe è ricordato.
Si potrebbe dunque pensare, ben sapendo cosa accadrà a breve, che di questo primo ciclo del personaggio non rimanga nulla. Non è proprio così: oltre ad aver introdotto una importantissima comprimaria, destinata a grandi cose nel Marvel Universe, ha fornito a Mar-Vell quelle motivazioni che lo porteranno a divenire un vero eroe di due mondi.

martedì 27 agosto 2024

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - L'Arrivo di Capitan Marvel


Siamo nel 1967, l'Universo Marvel è nato da poco più di un lustro e, come un pianeta che si sta raffreddando e dove comincia a comparire la vita, questo inizia a prendere forma.
Arrivano nuovi personaggi dopo i Fantastici Quattro, ormai li conosciamo tutti per essere apparsi al cinema, e anche delle razze aliene. Gli Skrull, tra i primi, ma qualche tempo dopo anche i Kree, che i Fantastici Quattro riescono a sconfiggere nelle loro prime avventure.
Questa battaglia, una delle tante ideata dall'accoppiata Lee/Kirby, è il punto di partenza per la saga di Capitan Marvel. Il primo Capitan Marvel della Marvel (lo so, sembra uno scioglilingua), le cui avventure iniziano sui numeri 12 e 13 di Marvel Super-Heroes e proseguono nei primi quattro numeri della serie a lui dedicata, che esordisce nel 1968.
Ai testi vi sono Stan Lee e Roy Thomas, mentre alla parte grafica troviamo Gene Colan.
Dopo che i Fantastici Quattro hanno abbattuto un robot Sentry e sconfitto il giudice Ronan, una nave stellare dei Kree viene inviata in missione sulla Terra. Il suo compito è indagare sulla razza umana e i suoi progressi tecnologici, per assicurarsi se possa rappresentare in futuro una minaccia per l'impero.
A tale scopo viene inviato sotto copertura sul pianeta il pluridecorato Capitano Mar-Vell. Dietro questa missione, però, vi è anche l'intento del comandante della missione, Yon-Rogg, di eliminare un nemico che ostacola la sua relazione con la dottoressa Una.
Mar-Vell assume dunque l'identità di uno scienziato che offre consulenza a una base militare, il dr. Walter Lawson, rimasto ucciso in un incidente causato dallo stesso Yon-Rogg. Ma deve subito affrontare la diffidenza della responsabile della sicurezza, Carol Danvers.
Ecco un tema caro alla Marvel dell'epoca, e anche in parte a quella degli ultimi anni: lo straniero in terra straniera. Pur spinti da un mandato editoriale per assicurarsi il copyright su un nome specifico (cose che sono sempre accadute), Stan Lee e Roy Thomas introducono qui delle tematiche che sarebbero poi state approfondite maggiormente con Silver Surfer.
Troviamo dunque l'alieno che deve integrarsi suo malgrado in una società e un mondo che non conosce e capirne le particolarità e le stranezze. Ovviamente non siamo dalle parti dei dilemmi esistenziali di Norrin Radd, ma in una trama dal sapore vagamente mystery (Mar-Vell non deve far capire ai terrestri chi è e al tempo stesso non deve deludere i suoi superiori per non perdere Una) i cui contorni sono abbastanza fissi.
Vedremo dunque Mar-Vell affrontare varie minacce, più potenti di lui, dallo stesso robot Sentry al Super-Skrull, venendo al tempo stesso divorato dai suoi rimorsi di coscienza. Da un lato per il timore di perdere l'amata Una per sempre, dall'altro - man mano che arriva a conoscere l'umanità - per la prospettiva futura di dover annientare gli esseri umani nel caso gli venisse ordinato dai suoi superiori.
I due sceneggiatori, prima di passare la palla ad altri scrittori, preparano dunque un terreno narrativo fertile e consolidato su cui costruire trame ulteriori, introducendo un personaggio secondario destinato a far storia nei decenni successivi e puntando sugli argomenti a loro cari del sacrificio e del senso del dovere.
Mar-Vell forse in queste storie non è ancora divenuto un supereroe, ma ha di certo già trovato i suoi superproblemi.

venerdì 22 dicembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Superman vs Shazam - Quando Le Terre Collidono


Quando vi erano le Terre Infinite, il primo Multiverso DC Comics (sì, la DC Comics ha avuto più Multiversi), Superman e Capitan Marvel/Shazam agivano in due dimensioni differenti.
Il primo supereroe della storia viveva le proprie avventure su Terra-1, mentre Shazam - dopo essere stato acquisito dalla DC Comics, in quanto prima pubblicato da altra casa editrice - era presente su Terra-S.
Ognuno dunque andava avanti per la propria strada, ma ogni tanto dei team-up tra le dimensioni erano doverosi, per varie ragioni, anche e soprattutto economiche. E in tempi più antichi andare su altri mondi era molto più semplice.
Come accade ad esempio nel one-shot Quando Le Terre Collidono (When Earths Collide), scritto da Gerry Conway, disegnato da Rich Buckler e pubblicato nel 1978 su All-New Collectors' Edition C-58.
Il marziano Karmang è l'ultimo sopravvissuto di un'antica razza marziana un tempo pacifica e decide per ragioni misteriose di far scontrare Terra-1 e Terra-S, con l'obiettivo di provocare una catastrofe cosmica. Per impedire che Superman e Shazam ostacolino i suoi piani, manda contro di loro due vecchi loro nemici, facendo credere ai due eroi di essere in realtà stati attaccati dall'altro eroe.
Mentre una tremenda battaglia sta per infuriare, a risolvere la crisi potrebbero essere Supergirl e Mary Marvel.
Questo è un vero e proprio tuffo nel passato di oltre quarant'anni fa, fatto verso un mondo editoriale e narrativo che non esiste più (sta al vostro singolo giudizio decidere se ciò sia un bene o un male). Un mondo dove i team-up come questi erano la norma e avvenivano senza porsi troppi problemi di logica o di continuità (se un eroe decideva di recarsi in un altro universo, ci andava e basta, sostanzialmente).
Lo stesso può dirsi per i piani criminali. Così contorti e apparentemente ricercati per far sì che i supereroi non interferiscano e poi fanno in realtà di tutto perché tale interferenza avvenga, laddove un profilo più basso sarebbe stato la scelta più logica.
Ma senza di questo si perderebbe il divertimento, di quei tempi, che alcuni definirebbero al giorno d'oggi ingenui. Più semplicemente, a mio avviso, vi era un diverso tipo di pubblico che accettava queste "forzature" a cui comunque lo sceneggiatore di turno dava una spiegazione e andava bene così. Ogni epoca ha avuto i propri fumetti disimpegnati e quelli impegnati, secondo lo spirito del tempo in questione.
E in quell'epoca in cui le eroine femminili cominciavano a ritagliarsi uno spazio più significativo, aldilà di semplici "compagne" del supereroe uomo, Supergirl e Mary Marvel diventano le vere e proprie co-protagoniste della storia e risolutrici della crisi. Gerry Conway era comunque un giovane sceneggiatore più capace di raccogliere simili innovazioni - termine probabilmente errato, ma tant'è - che altri suoi colleghi coetanei portavano avanti.
Il decennio successivo avrebbe causato la fine di questo tipo di narrazione, quantomeno in parte, per creare nuovi mondi da queste ceneri narrative. Sta al vostro singolo giudizio decidere se ciò sia un bene o un male.

giovedì 18 febbraio 2021

Fabolous Stack of Comics: Civil War II


La prima Civil War dei supereroi Marvel si è avuta nel 2006, ad opera di Mark Millar e Steve McNiven. Capitan America e Iron Man, ognuno dei quali fiancheggiato da decine di alleati, confrontano le loro differente visioni sulla libertà di agire dei supereroi nell'era moderna, a seguito dell'emanazione dell'Atto di Registrazione dei Supereroi. Sicurezza della popolazione contro libertà personali, entrambi valori da preservare. Una strage, ma poi sono tornati tutti... tranne lo sfortunato Bill Foster.
Dieci anni dopo, la seconda Civil War ha luogo: Iron Man è ancora coinvolto, ma il suo contendente stavolta è diverso. Civil War II è una miniserie di otto numeri (più un prologo), pubblicata nel 2016, scritta da Brian Michael Bendis e disegnata da David Marquez, con contributi aggiuntivi di Olivier Coipel. Questo senza contare una miniserie parallela con vari racconti brevi, Civil War II: Choosing Sides, e numerosi tie-in su altre testate Marvel.
Sulla scena compare un nuovo Inumano di nome Ulysses, capace di avere squarci di eventi catastrofici del prossimo futuro molto vividi. Il primo di questi riguarda Thanos, alla ricerca delle Gemme dell'Infinito. Gli Inumani avvisano gli Ultimates di Capitan Marvel, ma la battaglia contro Thanos si rivela un massacro.
Iron Man, coinvolto a livello personale, mette in guardia Carol Danvers dall'utilizzo di questo potere preveggente, ritenuto non affidabile al 100%, ma lei decide di proseguire dritta per la propria strada. Il confronto tra i due è infine inevitabile e coinvolge l'intera comunità supereroistica su due schieramenti ben definiti.
Come sapete, quando i supereroi hanno una differenza di vedute, invece che parlarne magari davanti a un bel drink e raggiungere infine un compromesso, preferiscono darsele di santa ragione. Perché il potere che li inebria li porta talvolta a scavalcare la barricata e perché i problemi, e le problematiche che affrontano, sono troppo grandi da affrontare per coloro che alla fine sono esseri umani e, come tutti gli esseri umani, a volte commettono degli sbagli.
Se ci pensate, non è molto diverso da quelle discussioni "virtuali" dove ogni interlocutore mantiene la propria posizione, anche di fronte a obiezioni sensate, perché il crollo di quella visione del mondo comprometterebbe per costoro - anche se non si capisce bene dove sia il problema in questo - anche il crollo del loro concetto di realtà.
Nella realtà di Tony Stark, la probabilità che un evento si verifichi non comporta la certezza matematica che esso abbia luogo e i rischi di prevenire quell'evento vanno ritenuti troppo alti. Una metafora del pregiudizio: se le statistiche dicono che una certa parte di popolazione è dedita al crimine, allora il rischio è che si pensi che tutti gli appartenenti a quella parte di popolazione siano dei criminali.
Nella realtà di Carol Danvers, invece, questo rischio è altamente accettabile, poiché i vantaggi e le vite salvate non hanno prezzo. Metafora della legge: se applichi misure restrittive verso quella certa parte di popolazione, non potendo fare singoli distinguo, qualche innocente ci andrà di mezzo per forza, ma i presunti benefici che ne avrà la società sono da ritenere un valore più alto, da conseguire a ogni costo.
Stavolta è Iron Man a porsi contro il sistema, contro un ordine precostituito e a favore del libero arbitrio. Stavolta anche Capitan America è dalla sua parte. Anche stavolta è 'na strage (ma penso siano tutti già tornati)!
Inevitabile fare confronti con la miniserie originale, perché il titolo stesso di questa storia li cerca: il pathos rispetto al racconto di Millar e McNiven è inferiore e il tutto appare come una megascazzottata ampliata più del dovuto. Ma non è tutto da buttare, ci sono buoni momenti narrativi... guarda caso, quando gli eroi non discutono per l'ennesima volta delle loro visioni del mondo o parlano mentre si affrontano.
A questo punto aspettiamo con impazienza il 2026 e Civil War III!

domenica 21 giugno 2020

Fabolous Stack of Comics: Shazam - La Forza della Speranza



Il primo Captain Marvel della storia solca i cieli e le pagine dei fumetti sin dal 1939. Il giovane Billy Batson, pronunciando la celebre parola magica SHAZAM (ovvero il nome del mago che gli ha conferito i poteri), diventa il celebre supereroe capace di competere con Superman. Anche nelle vendite all'inizio della sua storia, tanto che la DC Comics per eliminare il problema alla radice alla fine decise di acquisire la proprietà del personaggio (questa è la versione breve, quella più lunga è da mal di testa e magari la conserviamo per una prossima volta).
Da quando è la DC Comics stessa che detiene i diritti sul personaggio, quindi, la casa editrice non ha mancato di dedicargli numerose serie e storie speciali. Una delle quali è Shazam: La Forza della Speranza (Shazam: The Power of Hope), one-shot pubblicato nel novembre 2000 e opera della premiata ditta formata da Paul Dini e Alex Ross.
In questa storia, Captain Marvel interrompe per alcuni giorni la sua incessante lotta al crimine per andare a giocare con alcuni bambini di un ospedale e intrattenerli, dopo che costoro gli hanno mandato alcune lettere e disegni. Non sarà un'esperienza priva di momenti difficili, ma permetterà a Billy Batson infine di far ritrovare la forza della speranza in un ragazzo molto speciale, lui stesso.
Questa storia punta su un aspetto del personaggio di Captain Marvel ovviamente già esplorato in passato, si può dire che sia il perno attorno a cui ruotano buona parte delle vicende che lo vedono protagonista: il fatto che l'identità segreta di Captain Marvel sia quella dell'adolescente Billy Batson. Con un'esistenza combattuta tra il desiderio di essere un ragazzo come tutti gli altri, senza troppi pensieri, e la missione che il mago Shazam gli ha assegnato.
Dini e Ross, così come già accaduto con Superman: Pace in Terra, riportano il personaggio semidivino alla sua condizione umana, portandolo a confrontarsi con quelle persone che difficilmente ha occasione di incrociare quando deve affrontare il Dottor Sivana o Mister Mind. E rispecchiandosi in loro, ritrova anche la propria identità e, come direbbe un certo celebre film, una nuova speranza.
Un'operazione narrativa simile corre il rischio di scivolare nella facile retorica, ma Dini e Ross trattano il tutto con la giusta sensibilità e senza eccedere, tranne forse nell'inevitabile e scontata scena in cui Captain Marvel mette in riga un padre manesco.
Shazam: The Power of Hope è un buon esempio di come uno spunto di trama già utilizzato più volte possa essere rivisto in un'ottica diversa, dando a un personaggio nuove sfaccettature da poter utilizzare. E far proseguire le sue avventure per ancora tanto tempo.

giovedì 12 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XV)

Oggi si parla molto di Marvel Now, bisogna ammetterlo, una operazione editoriale senza precedenti nella storia della Marvel. Ma un piccolo Marvel Now ci fu nel 1998 con l'operazione Heroes Return, che rilanciò dal nr. 1 tutte le serie vendicative. Una operazione che avrebbe segnato i destini editoriali anche della futura Capitan Marvel.


CAROL (Terza Parte)


Dopo Roy Thomas e Chris Claremont, il terzo sceneggiatore a prendere Carol Danvers sotto la sua ala protettiva fu Kurt Busiek, che la inserì nel cast della rinnovata serie Avengers dandole un nuovo nome in codice, Warbird, che alla lunga si sarebbe rivelato il più effimero. Il personaggio che ci ritrovammo davanti fu una donna che, avendo perso buona parte dei propri poteri e volendo dimostrare a tutti i costi il proprio valore di fronte ai suoi compagni di squadra, cadde in una lunga spirale depressiva che la portò sul baratro dell'alcolismo. Con grande sofferenza e con l'aiuto di alcuni Vendicatori, Carol riuscì infine a riprendersi e a tornare in forma. Questa trama, che omaggiava il ciclo "Demon In A Bottle" di Iron Man, non lasciò però traccia di sè e nessuno ha più fatto poi cenno all'alcolismo di Carol.
Prima di riappropriarsi del titolo di Ms Marvel, Carol venne coinvolta insieme a molti altri eroi nel crossover House Of M. Qui per la prima volta, nella realtà distorta creata da Scarlet, adottò l'alias di Capitan Marvel, dimostrando come fosse questo il suo (non tanto) inconscio desiderio e la sua più grande aspettativa. Molto più sicura di sè, e di nuovo tornata ad essere Ms Marvel, Carol iniziò a legare con Iron Man e insieme a lui diede vita ad un gruppo più proattivo di Vendicatori composto da potenti elementi come Ares o Sentry o esperti come Wasp e la Vedova Nera. Il gruppo, per risollevare la propria immagine pubblica, si schierò fin da subito a favore del cosiddetto Atto di Registrazione dei Superumani, cosa che lo mise in contrasto con l'altro gruppo di Vendicatori guidato da Luke Cage. Contemporaneamente, Carol ebbe l'onore di una seconda serie regolare a lei intestata: intitolata sempre Ms Marvel, fu scritta nella sua interezza (50 numeri in totale) da Brian Reed, uno sceneggiatore la cui fama è stata di breve durata. E in effetti questa serie non andava più di tanto a incidere sul personaggio di Carol Danvers, il cui status quo veniva deciso più che altro sulle serie vendicative.
Con l'ascesa al potere di Norman Osborn, Ms Marvel passò dalla parte dei Vendicatori ribelli, affrontando colei che aveva usurpato il suo nome (Karla Sofen) e prevalendo al termine dell'assedio di Asgard. Di nuovo sotto le luci, vendicative, della ribalta venne coinvolta nel grande conflitto tra Vendicatori e X-Men per la custodia della mutante Hope. Inviata in missione nello spazio per tentare di fermare insieme ad altri eroi la Forza Fenice, Carol si ritrovò di fronte a un Mar-Vell (sarebbe meglio dire un suo simulacro) rinato grazie alle energie dell'entità cosmica. Alleandosi con lui, Carol si ritrovò dall'altra parte della barricata contro i suoi compagni di squadra, fino a quando non si convinse del contrario e portò anche Mar-Vell dalla sua parte, il quale si sacrificò lottando contro la Forza Fenice.
Ispirata dal suo esempio di eroismo e abnegazione, Carol Danvers si convinse che il suo nome e il suo retaggio non dovessero essere dimenticati. E così, in mancanza di eredi diretti ancora in vita e col tradimento di Noh-Varr, fu lei infine a fregiarsi del ruolo di Capitan Marvel, 44 anni dopo quella sua prima apparizione in quella base dell'Air Force. Oggi è titolare di una serie personale intitolata appunto Captain Marvel, mentre il titolo di Ms Marvel pare sarà appannaggio di una giovane musulmana.
L'eredità di Capitan Marvel alla Casa delle Idee è in buone mani.

FINE

mercoledì 4 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XIV)

Sì, anche un personaggio fittizio può subire delle violenze. Non solo violenze grafiche, come pugni o umiliazioni che sono ben visibili sulla tavola, ma anche violenze narrative, quando i suoi principi cardine non vengono rispettati. La forte e indipendente Carol Danvers aveva ceduto alle trappole di Marcus Immortus sotto gli occhi dei Vendicatori, occorreva un restyling netto. Una ripartenza da zero.


CAROL (Seconda Parte)

Questo avvenne in Avengers Annual 10, un albo storico per più di un motivo, anche per i lettori italiani. Carol ritornò priva di memoria dalla dimensione di Marcus, ma i suoi poteri e i ricordi le vennero sottratti in maniera totale da Rogue (qui alla sua prima apparizione). Chris Claremont ritornò con questa storia al suo personaggio feticcio e, tramite l'ultimo discorso di Carol ai Vendicatori, criticò quanto altri sceneggiatori avevano deciso di fare a questo personaggio. Alla fine Carol Danvers venne accolta negli X-Men. Un albo che divenne anche un ottimo esempio di metafumetto: il personaggio come era prima non esisteva più, occorreva un reset. Quindi via tutti i poteri, via le memorie, via la famiglia editoriale di appartenenza e inserimento in un nuovo ambiente.
Dopo alcune apparizioni "in borghese", Carol ottenne nuovi poteri grazie a un'altra razza aliena, la Covata (omaggio all'Alien di H.R. Giger), la quale cercando di sfruttare la sua natura di ibrido umano/alieno le fece attingere i poteri di una nana bianca trasformandola in Binary e donandole senza volere una nuova vita. Che si concretizzò quando entrò a far parte dei Predoni Stellari capitanati da Corsaro.
Successivamente Carol stabilì una tregua con Rogue, dopo che costei era stata più volte sopraffatta dalla sua personalità, assorbita qualche tempo prima, problema che venne risolto infine con l'intervento di Magneto. A seguito poi della saga nota come "Operazione Tempesta nella Galassia", Carol perse il collegamento con la nana bianca da cui attingeva i suoi poteri e così vide scemare in gran parte le sue capacità di Binary. Inoltre, essendo rimasta ferita, abbandonò i Predoni Stellari e tornò sulla Terra dove riprese la sua attività di scrittrice e si limitò solo a sporadiche apparizioni negli anni successivi.
Ma una nuova svolta era all'orizzonte.

CONTINUA...

venerdì 15 novembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XIII)

C'è un personaggio che ha gravitato intorno al mondo di Capitan Marvel per anni, che ha vissuto nel tempo periodi di alterna fortuna, editoriale e narrativa. Questo personaggio è l'ultimo, in ordine di tempo, a potersi fregiare del titolo di Capitan Marvel. Il suo nome è...

CAROL (Prima Parte)

Il personaggio di Carol Danvers ha radici profonde nella continuity Marvel. Esordì infatti nel 1968, grazie a Roy Thomas e Gene Colan, sul tredicesimo numero della testata Marvel Super-Heroes, il numero successivo a quello in cui aveva fatto la sua prima apparizione Mar-Vell.
In questa prima incarnazione, Carol era un componente della Air Force statunitense, nonchè responsabile della sicurezza della base dove lavorava Walter Lawson, l'identità fittizia di Mar-Vell, di cui diventò confidente e segretamente si innamorò. Solo che, poco prima della guerra Kree-Skrull, Yon-Rogg tentò un ultimo assalto contro il suo acerrimo nemico Mar-Vell tramite un dispositivo kree noto come Psico-Magnitrone. Gli andò male: il dispositivo esplose e lui rimase ucciso nella deflagrazione. Anche Carol fu presa nel mezzo del conflitto, riportando gravi ferite.
Con l'arrivo di Jim Starlin sulla testata di Capitan Marvel, Carol Danvers venne messa da parte. Ma non dimenticata. Fino all'arrivo del primo sceneggiatore che la rese un suo personaggio feticcio, Chris Claremont. Nel gennaio 1977 infatti esordì la serie Ms Marvel, dove la protagonista era proprio Carol. Venne spiegato che l'esplosione aveva fuso i geni terrestri della donna con quelli kree di Mar-Vell, rendendola a tutti gli effetti una sorta di ibrido e donandole così dei superpoteri. Un paio di numeri di introduzione di Gerry Conway, poi la palla passò a Claremont. In questa serie Carol abbandonò la vita militare per divenire una giornalista/scrittrice al servizio di J. Jonah Jameson e della rivista di stampo femminile Now.
In effetti tutta la serie voleva essere una sorta di "allegoria" della nuova situazione sociale statunitense, negli anni in cui il movimento femminista stava prendendo seriamente piede. In realtà il voler rendere indipendente e forte una supereroina con l'ombelico in mostra e che combatteva mezza nuda forse non era proprio il modo migliore di rappresentare tale situazione, tanto che già all'epoca fioccarono le battute in merito. Da un primo costume ispirato a quello di Mar-Vell, Carol adottò, poco prima della chiusura della sua prima serie (avvenuta col nr. 23) il suo costume più celebre: un body nero, con guanti e gambali dello stesso colore, percorso da un fulmine dorato. La chiusura della testata fu repentina (due numeri già sceneggiati e disegnati vennero pubblicati quasi vent'anni dopo) e lasciò in sospeso alcune sottotrame.
Ms Marvel si trasferì allora, armi e bagagli, sulla testata Avengers, di cui divenne in breve tempo una componente fondamentale. Tanto che fu la protagonista principale della trama che sarebbe sfociata nel nr. 200... una delle più criticate di sempre. A un certo punto infatti Carol rimase incinta in maniera misteriosa (sì, ok, lo sanno tutti come succede, volevo dire che avvenne d'improvviso e Carol non riuscì a ricordare chi potesse essere stato). Si scoprì infine che il responsabile era Marcus Immortus, sedicente figlio del celebre nemico dei Vendicatori, il quale aveva portato Carol nella sua dimensione, l'aveva sottoposta a un lavaggio del cervello e ingravidata. Altri termini insomma per dire che aveva subito una vera e propria violenza sessuale (curioso che il Comics Code non se ne accorse). Tra mille difficoltà il bambino nacque e fu... Marcus stesso! Insomma, costui aveva viaggiato indietro nel tempo per rapire l'eroina, metterla incinta e poter nascere di modo che una volta cresciuto potesse tornare indietro nel tempo per rapire l'eroina, metterla... ah, 'sti viaggi nel tempo pro-stupro!
A conclusione di tutto, Marcus portò con sè Ms Marvel nella sua dimensione perchè diventasse la sua compagna, il tutto sotto l'occhio degli immobili Vendicatori, che comportandosi così in pratica giustificarono la violenza sessuale subita dalla loro compagna di squadra. Un macello, insomma. Occorreva un netto intervento e questo fu fatto.

CONTINUA...

sabato 26 ottobre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XII)

Dopo la chiusura di Power Of Shazam, il mondo di Billy Batson cadde per un paio di anni nell'oblio, fino a quando uno sceneggiatore non si prese in carico di rivitalizzare il personaggio. Uno sceneggiatore di solito bravo nell'orchestrare rinascite. Il suo nome era Geoff Johns.

BILLY E FREDDY

A dire il vero, il primo personaggio su cui Johns si concentrò fu Black Adam, l'acerrimo nemico di Marvel: lo rese infatti uno dei personaggi principali della sua serie JSA, mostrandone un lato fino a quel momento semi-inedito incentrato sull'onore e l'amore per la sua terra, il Kahndaq. Di lì a poco anche Capitan Marvel divenne un componente del gruppo.
Nel frattempo si stava avvicinando un nuovo megaevento DC, che avrebbe rivitalizzato il concetto di Multiverso. Orchestrato anche questo da Johns, si intitolò Crisi Infinita. In una delle miniserie collegate al progetto, Day Of Vengeance, uno Spettro plagiato da Eclipso uccise il mago Shazam, il quale passò tutti i suoi poteri a Billy Batson. Come conseguenza, il giovane Freddy Freeman, alias Capitan Marvel Jr., divenne il nuovo Capitan Marvel.
Questa modifica dello status quo venne esplorata nella maxiserie The Trials Of Shazam, scritta da Judd Winick e disegnata da Howard Porter, che si concluse nel 2008. Contemporaneamente, a causa delle macchinazioni di Darkseid e Black Adam, Mary Marvel passò al "Lato Oscuro". Tuttavia poco dopo il mago Shazam tornò dalla morte e si riprese i suoi poteri, facendo sì che Billy e Mary tornassero umani poco prima de La Notte Più Profonda. Durante Il Giorno Più Splendente, infine, anche Freddy perse le sue capacità per mano di Osiris, il figlio acquisito di Black Adam.
In tutto questo caos passò quasi inosservata la miniserie Shazam And The Monster Society Of Evil, di Jeff Smith, una rivisitazione delle origini di Capitan Marvel e Mary Marvel.
Nel 2011 tutti e tre i ragazzi che avevano adottato, chi per un lungo chi per un breve periodo, l'alias di Capitan Marvel non erano più in grado di trasformarsi. Tuttavia, come un lampo attivava la loro trasformazione, un altro lampo avrebbe cambiato di lì a poco le loro sorti per una nuova rinascita.

PROSSIMAMENTE: CAROL

giovedì 26 settembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XI)

La dinastia kree dei Vell ha sempre onorato la gloriosa tradizione di Capitan Marvel, una tradizione che è passata da padre a figlio. E quando quel figlio è impazzito, il titolo è passato ad un altro erede, una figlia. Una figlia che fino a pochi istanti prima non esisteva!

PHYLA

La sua origine è sicuramente particolare. A causa di un abuso di Coscienza Cosmica, ad un certo punto Genis impazzì e ricreò l'Universo a sua immagine e somiglianza. In questa nuova realtà Capitan Marvel era sua sorella minore, Phyla-Vell, anche lei concepita da Elysius nelle stesse circostanze con cui lui venne al mondo. Quando infine Genis rinsavì, le cose tornarono alla normalità, solo che Phyla non scomparve dall'esistenza ed era come se fosse sempre esistita: in pratica, dopo Legione, Genis è stato il secondo a riscrivere la continuity Marvel senza creare un universo alternativo. Per un po' di tempo Phyla condivise e si contese amichevolmente il titolo di Capitan Marvel con Genis, ma alla fine glielo lasciò non riprendendolo neanche dopo la sua dispersione nella Dimensione Oscura a opera di Zemo.
Phyla rimase poi coinvolta nelle principali crisi cosmiche successive, partendo dalla Onda Annihilation, in cui adottò l'alias di Quasar e le bande quantiche dopo l'apparente sacrificio di Wendell Vaughn, aiutando infine Nova a sconfiggere Annihilus. Fu poi decisiva nella risoluzione della crisi Phalanx-Ultron. Col ritorno dell'originale Quasar, Phyla adottò il nome in codice di Martyr ed entrò a far parte dei Guardiani della Galassia insieme alla sua amante Dragoluna. Fino a quando l'ennesimo ritorno di Thanos dal regno della morte segnò la sua fine (niente affatto da martire), nonchè quella del gruppo.
Decisamente la dinastia Vell non ha mai avuto molta fortuna dopo aver adottato l'alias di Capitan Marvel. Eppure alla fine un'altra donna, loro cara amica, raccolse questa eredità.

PROSSIMAMENTE: BILLY E FREDDY

mercoledì 18 settembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (X)

La storia dei Capitan Marvel made in Marvel ha spesso un tratto comune: il prescelto per questo titolo lo conosciamo quando si trova dall'altro lato della barricata e, per un motivo o per l'altro, è un nemico della Terra. Salvo poi cambiare atteggiamento e divenire uno dei suoi protettori. A questa sorte non è sfuggito nemmeno il prossimo Capitan Marvel.


NOH-VARR

Un personaggio che, come Monica Rambeau, è spesso soggetto a cambi di alias. Apparve la prima volta come Marvel Boy nella miniserie omonima del 2000 scritta da Grant Morrison e disegnata da J.G. Jones. Unico sopravvissuto del suo equipaggio, quest'alieno dei Kree si ritrovò a fronteggiare il folle Dr. Midas, spalleggiato dalla non meno folle figlia di Midas, Oubliette. Questo lo portò tuttavia anche a scontrarsi con lo SHIELD e, pur avendo alla fine la meglio su Midas, venne incarcerato mentre Oubliette annunciava in mondovisione una jihad cosmica.
Nelle intenzioni di Morrison, questa doveva essere sia la prima parte di una trilogia che una trama ambientata nell'Ultimate Universe, il quale avrebbe esordito ufficialmente di lì a poco. Da qui la presenza di uno SHIELD decisamente particolare e una breve apparizione dei Fantastici Quattro (la cui testata Ultimate Morrison avrebbe voluto inaugurare) reduci da un viaggio nella Zona Positiva. La cosa tuttavia non si concretizzò e così alla fine Marvel Boy venne inserito nel Marvel Universe.
La sua successiva apparizione degna di rilievo fu nella miniserie New Avengers: Illuminati, in cui il suo percorso di crescita cambiò e il personaggio cominciò ad essere gestito da Brian M. Bendis. Reed Richards e soci fecero una visita in prigione a Noh-Varr, ancora determinato a dichiarare guerra alla razza umana, e gli raccontarono di Mar-Vell, un kree come lui, e della sua vita da eroe, invitandolo a prendere esempio da lui. La cosa ebbe un peso determinante quando, durante l'invasione segreta degli Skrull, Noh-Varr si imbattè in Khn'nr, lo skrull che si era finto Mar-Vell per qualche tempo, che morì tra le sue braccia. Il vedere un nemico giurato della sua razza difendere la Terra e morire per essa come Capitan Marvel, lo spinse a raccogliere questa gloriosa eredità.
Sfortunatamente per Noh-Varr, non durò molto poichè il suo mentore in questa nuova identità fu Norman Osborn che lo volle nei suoi Oscuri Vendicatori, facendolo manipolare da Moonstone e mascherando le sue vere intenzioni. Solo che Moonstone, come sempre, fece il doppio gioco e fece intuire a Noh-Varr come le motivazioni di Osborn non fossero poi così nobili: disgustato, Noh-Varr abbandonò il gruppo da un giorno all'altro e in seguito, col Regno Oscuro di Osborn decaduto, si affiliò ai Vendicatori col nuovo nome in codice di Protettore. In questa identità aiutò gli eroi più potenti della Terra contro varie minacce, tra cui anche il suo ex mentore Osborn.
Alla fine, però, la Suprema Intelligenza Kree gli ordinò di prelevare a tutti i costi un frammento della Forza Fenice, la quale avrebbe ridato vita alla razza dei Kree. Noh-Varr eseguì e per questo non esitò a mettersi contro i suoi stessi compagni di squadra. Quando però capì che la Suprema Intelligenza avrebbe lasciato la Terra al suo destino contro la Fenice, Noh-Varr si ribellò e riconsegnò il frammento ai Vendicatori, i quali non perdonarono il suo tradimento e gli intimarono di non rimettere più piede sulla Terra.
La sua storia dunque non è ancora finita, come neppure quella dei Capitan Marvel made in Marvel.

PROSSIMAMENTE: PHYLA

domenica 1 settembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (IX)

C'è una scena particolarmente affascinante che avviene durante la storia 'La morte di Capitan Marvel'. Considerato un traditore della razza, i Kree si rifiutano di rendere l'ultimo omaggio al loro guerriero. Chi lo fa invece, inaspettatamente, è l'esercito skrull che consegna a Mar-Vell la medaglia al valor militare in quanto è stato il loro più grande nemico e, pur essendo della parte avversa, il suo coraggio e la sua abnegazione sono sempre stati oggetto di ammirazione. Quindi forse l'identità del prossimo Capitan Marvel non sarà così sorprendente.


LO SKRULL

A partire dal 2001, con l'ingresso sulla scena Marvel di Joe Quesada, ci fu un cambiamento in quella che era la visione del fumetto e del suo modo di essere raccontato. Elementi oggi ben noti e che generano sia plausi che dubbi: la decompressione narrativa, gli story-arc concepiti per l'uscita in TP, gli sceneggiatori provenienti da altri media... Quesada reintrodusse anche i megaeventi editoriali, storie dalla portata così ampia che non rimanevano confinate nella miniserie principale e in qualche tie-in, ma coinvolgevano buona parte se non addirittura tutte le testate pubblicate.
L'antesignano di questa nuova stagione di crossover fu la miniserie del 2007 Civil War, di Mark Millar e Steve McNiven. E fu proprio nel settimo e ultimo numero che, con enorme sorpresa degli eroi e dei lettori, colui che sembrava l'originale Capitan Marvel fece il suo ritorno, ponendosi al fianco degli eroi favorevoli al cosiddetto Atto di Registrazione. Subito dopo Paul Jenkins, nell'one-shot Civil War: The Return, spiegò che quel Mar-Vell era stato prelevato per un caso fortuito dal flusso temporale, quando i primi stadi del cancro si erano appena manifestati. Ma era davvero così?
L'evento dell'anno successivo fu Secret Invasion e, poco prima che questo esordisse, la verità venne rivelata in una nuova miniserie intitolata Captain Marvel scritta dalla meteora Brian Reed. Si scoprì infine che questo Capitan Marvel altri non era che uno skrull di nome Khn'nr e faceva parte dell'avanguardia di una invasione skrull in grande scala volta a conquistare la Terra dopo la distruzione di buona parte dei mondi dell'impero alieno causata da Annihilus. Per meglio calarlo nella parte e non far insospettire gli eroi, Khn'nr fu il soggetto anche di una tecnica di indottrinazione così particolare da convincerlo di essere davvero Mar-Vell.
Solo che ciò alla fine si ritorse contro gli Skrull, poichè Khn'nr ereditò anche il coraggio di Mar-Vell e il suo amore per la Terra e quindi si ribellò al suo impero e contribuì a sventare l'invasione. Questo gesto gli costò caro poichè, nel tentativo di respingere un'armata, cadde rovinosamente al suolo e morì, tornando infine alla sua forma originaria ma ancora convinto di essere il vero Mar-Vell. Ironicamente colui che raccolse le sue ultime parole:"Mar-Vell è il nome che mi è stato dato" si sarebbe rivelato anche il suo successore.

PROSSIMAMENTE: NOH-VARR

domenica 25 agosto 2013

La storia dei Capitan Marvel (VIII)

Abbiamo già parlato dell'Universo Ultimate e di come esso si proponesse, in origine, di attualizzare concetti e situazioni del Marvel Universe degli esordi. Il topos dello straniero in terra straniera, di cui Mar-Vell fu un perfetto rappresentante, ovviamente non poteva sfuggire a questo trattamento e così alla fine anche l'Universo Ultimate ebbe il suo Capitan Marvel.

MAHR-VEHL

Il personaggio, creato da Warren Ellis e Steve McNiven, fece la sua prima apparizione nel primo numero della miniserie del 2005 Ultimate Secret, secondo atto di una trilogia cominciata con Ultimate Nightmare e che si sarebbe conclusa con Ultimate Extinction, incentrata sull'arrivo sulla Terra del distruttore di mondi Gah Lak Tus e dei suoi araldi, i Silver Surfers. Mahr-Vehl si infiltrò tra gli umani in una installazione SHIELD con l'identità del dr. Philip Lawson (omaggio distorto di Ellis all'identità creata da Roy Thomas e Gene Colan), ma fu costretto a rivelare la sua vera natura quando i suoi simili attaccarono la base.
Mahr-Vehl aiutò poi gli eroi Ultimate a ritrovare il Nullificatore Assoluto e a respingere Gah Lak Tus, che in questo universo ha l'aspetto di un immenso sciame stellare, e venne infine accettato dai terrestri e riconosciuto come eroe. Come era prerogativa dell'Universo Ultimate degli esordi, la saga era una attualizzazione e fusione delle storie Marvel dedicate alla venuta di Galactus e all'arrivo di Capitan Marvel sulla Terra. Nonostante ciò, da un punto di vista editoriale, Mahr-Vehl non ha fatto poi molte altre apparizioni in seguito, un po' perchè le serie Ultimate non sono mai state tante, un po' perchè forse non si sapeva bene che farsene. Unica successiva apparizione degna di nota è stata quando ha assistito nuovamente gli eroi Ultimate a fermare il nuovo Dr. Destino, alias Reed Richards, nella successiva trilogia Ultimate Mystery, Ultimate Enemy, Ultimate Doom.
I recenti eventi riguardanti l'universo Ultimate (ancora non pubblicati in Italia) potrebbero comunque riportarlo sulle scene.
Con i Kree sembrava non andare tanto bene, dunque era meglio passare ad un'altra razza aliena.

PROSSIMAMENTE: SKRULL

sabato 3 agosto 2013

La storia dei Capitan Marvel (VII)

A metà degli anni '90, Mar-Vell era ancora il Capitan Marvel più amato, tanto che nel 1997 l'allora sceneggiatore Tom Brevoort ne raccontò una storia del passato (ambientata prima del suo arrivo sulla Terra) nella miniserie The Untold Legend Of Captain Marvel. Monica Rambeau, grazie a Roger Stern, era entrata nel cuore dei lettori, ma poi col passaggio dello scrittore alla DC Comics sparì dalle luci della ribalta. Era tempo dunque di presentare un nuovo Capitan Marvel.

GENIS

Nato da Elysius con una fecondazione in vitro made in Titano e fatto crescere rapidamente per non essere oggetto di vendetta da parte dei nemici di Mar-Vell (alla Marvel negli anni '90 si fumavano robe pesanti a volte), il personaggio di Genis-Vell fece la sua prima apparizione con l'alias Legacy su Silver Surfer Annual 6 grazie a Ron Marz e Ron Lim, in cui era convinto di essere il figlio di Starfox. Venuto a conoscenza della verità, Genis iniziò un percorso di formazione che continuò su alcuni numeri della testata dedicata al surfista e sulla miniserie Cosmic Powers, in cui si dimostrò degno del suo retaggio non uccidendo l'assassino di suo padre, Nitro.
Genis ebbe l'onore poi nel 1996 della prima serie regolare a lui dedicata (un'uscita anche questa, probabilmente, dettata da ragioni di mantenimento del trademark), intitolata appunto Captain Marvel, alias che adottò in via definitiva comunque soltanto al termine del quarto numero completando così la sua formazione. La testata però chiuse i battenti due numeri dopo, nonostante il suo sceneggiatore Fabian Nicieza avesse già pianificato il successivo story-arc. Il personaggio rimase nel limbo un paio d'anni fino a quando comparve, in una versione più adulta, come uno dei protagonisti della straordinaria maxiserie del 1998/1999 Avengers Forever di Kurt Busiek e Carlos Pacheco, che tutti voi dovreste leggere almeno 6 volte nel corso della vostra vita.
Nel dodicesimo e ultimo numero, Genis (così come fece suo padre anni prima) si fuse a livello molecolare con Rick Jones per salvargli la vita e la sua personalità del presente assunse l'aspetto del Genis del futuro. Sempre come accaduto a suo padre, Genis poteva scambiarsi di posto con Rick solo sbattendo le Nega-Bande per uscire dalla Zona Negativa in cui era confinato: era dunque il tempo di una nuova serie regolare. Esordì alla conclusione di Avengers Forever e fu scritta da Peter David, che nei suoi 35 numeri di vita diede alle storie un tono molto leggero e ironico, nonostante trattasse anche alcuni temi delicati come la vecchiaia o la bisessualità. Lo sceneggiatore ne approfittò inoltre per recuperare il personaggio di Miguel O'Hara (lo Spider-Man del 2099) e parte della cosmogonia Marvel lasciata nel dimenticatoio (Drax, Dragoluna, il Magus).
Mai ai vertici delle classifiche, la serie venne coinvolta alla fine in una diatriba/marchettone pubblicitario con l'allora presidente della Marvel Bill Jemas (una gara a quale serie ce l'aveva più lungo nota come U-Decide), che portò nel 2002 a un suo immediato rilancio. Che ebbe vita ancora più breve. 25 numeri, ancora con David alle sceneggiature tranne un fill-in di Nicieza, che ne approfittò furbescamente per inserire in continuity il suo story-arc cassato anni prima. I toni stavolta furono molto più cupi, per via della follia di cui Genis divenne vittima dopo una crisi cosmica. C'è un numero, il 13, colpevolmente inedito in Italia, in cui David fa una satira molto critica e pesante sulla politica militare interventista dell'allora Presidente George W. Bush: un piccolo gioiellino.
Nel 2006 Genis ritornò nelle mani di Fabian Nicieza, che lo incluse nel cast della serie New Thunderbolts con un nuovo alias, Photon (sì, lo stesso usato da Monica Rambeau, storia lunga). La sua follia causata dall'abuso di Coscienza Cosmica non era scomparsa e Zemo capì che alla fine il figlio di Mar-Vell avrebbe distrutto l'Universo: così lo imprigionò nella dimensione della Forza Oscura disperdendone l'essenza. Seguendo l'esempio di suo padre, Genis non è più ricomparso alla data odierna. Capitan Marvel invece sì.

PROSSIMAMENTE: MAHR-VEHL