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lunedì 6 aprile 2026

A scuola di cinema: Il Grande Gatsby (1974)

1925: Viene pubblicato il romanzo Il Grande Gatsby (The Great Gatsby), scritto da Francis Scott Fitzgerald.
La storia, ambientata nella New York di pochi anni prima durante l'era del jazz, inizia con Nick Carraway, fresco laureato di Yale, che si trasferisce nella Grande Mela lavorando come agente di borsa.
Vicino all'abitazione che ha affittato, vi è una immensa villa dove si svolgono chiassose e affollate feste. Carraway apprende che la villa è di proprietà di Jay Gatsby, un milionario schivo e - a quanto si dice - eccentrico.
Sempre nelle vicinanze, vi abitano Daisy Buchanan, una cugina di Nick, e suo marito Tom Buchanan.
Un giorno, Nick Carraway riceve l'invito per una delle feste organizzate da Gatsby e lì vi incontra il milionario, che fa di tutto per catturare le simpatie del suo ospite, dichiarando anche di averlo conosciuto durante la Prima Guerra Mondiale.
Nelle settimane successive, Gatsby e Carraway hanno altri incontri e quest'ultimo viene a sapere che qualche anno prima Gatsby si era innamorato di Daisy, la quale però alla fine aveva sposato Tom Buchanan. Gatsby spera che, tramite i rapporti di parentela con la donna, Carraway possa combinare un incontro.
Questo avviene e i due riprendono la loro relazione, che però viene scoperta da Tom Buchanan. Dopo un duro confronto, Gatsby e Daisy fuggono a bordo dell'auto di lui, ma lungo il tragitto investono Myrtle Wilson, l'amante di Tom.
Daisy era al volante, ma Tom - ignaro di questo - rivela a George Wilson, il marito di Myrtle, a chi appartiene l'auto che ha investito la moglie e così George Wilson uccide Gatsby, suicidandosi subito dopo.
Al funerale, Nick Carraway conosce il padre di Jay Gatsby, apprendendo che il suo vero cognome è Gatz. L'uomo, sconvolto per quanto accaduto e giungendo a detestare la vita in una grande metropoli, decide infine di tornare nel natio Widwest.
Quest'opera diviene in breve tempo un classico della letteratura americana, e non solo. E da qui il passo verso un adattamento cinematografico è breve.


Un primo adattamento de Il Grande Gatsby giunge un anno dopo la pubblicazione del romanzo, nel 1926. Un film muto che oggi è andato perduto.
Un secondo adattamento esce nel 1949 e vede Alan Ladd nel ruolo di Jay Gatsby. Anche questa pellicola per alcuni decenni è andata perduta, fino a quando ne viene ritrovata e restaurata una copia nel 2012.
La casa produttrice di entrambi questi adattamenti è la Paramount Pictures, che aveva opzionato i diritti del romanzo di Francis Scott Fitzgerald.
Nel 1971, il produttore Robert Evans decide di sviluppare un nuovo adattamento del romanzo e di affidare il ruolo di Daisy ad Ali MacGraw, sua compagna di allora. Il progetto viene affidato a David Merrick, il quale ha acquisito i diritti di sfruttamento cinematografico del romanzo dalla figlia di Fitzgerald, Frances.
La prima bozza di sceneggiatura viene affidata nientemeno che a Truman Capote. Tuttavia, quando viene completata, essa viene rifiutata in toto da Evans e ritenuta inutilizzabile. Capote si limita, infatti, a trascrivere in maniera letterale alcuni dialoghi del romanzo, sostenendo che sia impossibile fare meglio di Fitzgerald, e inserisce qualche riferimento omosessuale, argomento molto scottante per l'epoca.
Nonostante questo e il fatto che non una riga di questo trattamento venga poi usato, Truman Capote riceve il pagamento concordato di 300.000 dollari.
In sua sostituzione viene contattato Francis Ford Coppola, reduce dalla conclusione dei lavori de Il Padrino (The Godfather), il quale consegna la propria bozza - che sarà accettata - in circa tre settimane. La regia viene affidata a Jack Clayton.
Questo, tuttavia, causa dei ritardi nell'inizio della produzione e un altro effetto collaterale. Alla fine del 1972, infatti, Ali MacGraw abbandona Robert Evans e inizia una relazione con Steve McQueen, conosciuto sul set di Getaway! (The Getaway). Questo porta al divorzio tra i due nei primi mesi del 1973.
In cerca di una nuova protagonista, Robert Evans trova subito l'interesse di Mia Farrow, con cui aveva collaborato in Rosemary's Baby, e la parte così è sua.
Per il ruolo di Jay Gatsby, vengono presi in considerazione - in fase iniziale - Warren Beatty e Jack Nicholson, ma entrambi rifiutano.
Si pensa allora a Marlon Brando per una possibile versione matura del personaggio, ma costui chiede un compenso di ben 4 milioni di dollari, per controbilanciare il basso ingaggio ricevuto per Il Padrino, che gli viene negato.
Rimasto offeso per questo e ritenendo che gli si sia stata mostrata una totale mancanza di rispetto, l'attore decide di non comparire nel sequel de Il Padrino. Influisce inoltre in questa scelta la presenza come produttore di David Merrick, il quale lo aveva allontanato dal set di Spirale d'Odio (Child's Play), facendogli poi causa per violazione del contratto.
Un attore che ha mostrato interesse per la parte è Robert Redford, che si aggiudica infine il ruolo.
Le riprese iniziano in via ufficiale l'undici giugno 1973, tenendosi in Rhode Island, a New York e presso i Pinewood Studios in Inghilterra.
A quel tempo Mia Farrow è incinta del suo terzo figlio, Fletcher, e per evitare che questo si noti si utilizzano molti primi piani e vengono indossati costumi coprenti e svolazzanti.
La stessa Mia Farrow non ha modo di avere conversazioni con Robert Redford al di fuori del set poiché, nelle pause tra le riprese, costui si rinchiude nei suoi alloggi per seguire da vicino lo Scandalo Watergate e i suoi sviluppi alla televisione.
Buona parte delle comparse presenti nelle scene delle feste di Gatsby vengono assoldate da un college della Marina di Newport. Questo perché la loro capigliatura è praticamente uguale a quella che veniva utilizzata negli anni '20 del ventesimo secolo, senza dover ricorrere così a lunghe sessioni di trucco.
Le riprese si concludono il 24 settembre 1973.
Il Grande Gatsby (The Great Gatsby) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 29 marzo 1974. A fronte di un budget di 6 milioni e mezzo di dollari, la pellicola arriva infine a incassare poco più di 20 milioni di dollari.
Pur ottenendo questo film un profitto, seppur non quello sperato, a detta del produttore Robert Evans, vi sono a seguito della sua uscita delle conseguenze legali.
Nel 1975, David Merrick cita in giudizio la Paramount, sostenendo che non gli siano stati conferiti i giusti profitti derivanti da alcuni progetti, tra cui è compreso anche Il Grande Gatsby. La causa va avanti per alcuni anni, ma alla fine, nel 1984, la sentenza ordina alla Paramount di risarcire Merrick con una somma pari a 6 milioni di dollari.
Dopodiché, tocca a David Merrick essere chiamato in giudizio. Da Francis Fitzgerald, la quale afferma che il produttore non ha mai dato informazioni chiare su quanto di quella somma ricevuta fosse derivata da Il Grande Gatsby, da cui si sarebbe dovuta calcolare la percentuale che spettava a lei. La causa viene risolta infine in via extragiudiziale.
Il mito de Il Grande Gatsby rimane presente nel cinema americano, tanto che nel 2013 esce un quarto adattamento... ma questa è un'altra storia.

domenica 11 dicembre 2022

A scuola di cinema: Assassinio sul Nilo (1978)

1937: Viene pubblicato il libro Assassinio sul Nilo (Death on the Nile), scritto da Agatha Christie.
L'opera, che venne d'ispirazione alla scrittrice nel corso di un suo viaggio in Egitto compiuto in quello stesso anno, narra di una nuova indagine del detective belga Hercule Poirot, il quale, mentre si trova in vacanza appunto in Egitto, viene avvicinato dall'ereditiera Linnet Doyle che gli affida l'incarico di liberarla dalle persecuzioni di Jacqueline de Bellefort, ex compagna di Simon Doyle nonché attuale marito di Linnet Doyle.
Tutti e quattro, insieme ad altre persone coinvolte a diverso titolo nella vicenda, si ritrovano a bordo del piroscafo Karnak che percorre il fiume Nilo. Una sera, a seguito di un violento alterco, Jacqueline de Bellefort ferisce Simon Doyle a una gamba con una pistola e, il mattino successivo, Linnet Doyle viene ritrovata morta nella sua cabina, uccisa da un proiettile sparato dalla medesima arma.
Con Jacqueline de Bellefort subito scagionata, in quanto in stato di shock e sotto sedativi, per Hercule Poirot si presenta un nuovo, apparentemente inspiegabile enigma che potrà risolvere solo grazie all'uso delle sue preziose celluline grigie.
Anche quest'opera di Agatha Christie non manca di divenire oggetto di un adattamento cinematografico.


Dopo il grande successo di Assassinio sull'Orient Express (Murder on the Orient Express), la EMI Films intende mettere in produzione un sequel delle avventure di Hercule Poirot. Opziona così due opere di Agatha Christie, Assassinio sul Nilo, appunto, e Delitto Sotto il Sole (Evil Under the Sun), con l'intenzione di produrne entrambi gli adattamenti in breve tempo e con entrambe le sceneggiature scritte da Anthony Shaffer.
Tuttavia, con ogni probabilità per ragioni di budget, viene dato il via libera solo al primo adattamento, la cui regia viene affidata a John Guillermin.
Essendo la pellicola considerata un diretto proseguimento di Assassinio sull'Orient Express, viene contattato Albert Finney perché riprenda il ruolo di Hercule Poirot.
L'attore, tuttavia, non ha molto gradito le lunghe e ripetute sessioni di make-up necessarie per trasformarlo nel detective belga, un trucco che diveniva quasi soffocante quando si trattava di recitare nelle carrozze chiuse del treno.
L'idea di dover ripetere questo stesso processo, oltretutto in un paese quale l'Egitto dove vi sono temperature molto alte, è più che sufficiente a farlo desistere e rifiutare la proposta. In sua sostituzione, viene scelto Peter Ustinov: è la prima e non ultima volta in cui interpreta questo personaggio.
Come accaduto per il film precedente, l'attore protagonista viene circondato da altre star dell'epoca, sia di nazionalità inglese che americana. Tra costoro vi sono Mia Farrow, David Niven e Angela Lansbury.
Le riprese si tengono nella seconda metà del 1977 in Inghilterra e in Egitto, nelle località di Aswan, Abu Simbel, Luxor, Il Cairo e Giza. Durante le sette settimane di lavorazione in questa nazione, le autorità egiziane si rivelano molto collaborative con la produzione, in quanto i loro esponenti sono dei grandi appassionati dei romanzi di Agatha Christie.
Il battello a vapore SS Memnon viene utilizzato per le riprese sul fiume Nilo, che durano circa quattro settimane. Prima di questo è una nave dismessa in disuso da alcuni anni. Si capisce subito che non si possono effettuare le riprese con il motore della nave acceso in quanto questo è troppo rumoroso e copre tutti gli altri suoni, comprese le voci degli attori.
Per ovviare al problema, viene effettuato il maggior numero di riprese a motore spento, ma quando non è proprio possibile non far vedere la nave in movimento, essa viene trascinata da dei rimorchiatori. Inoltre, alcune riprese aggiuntive vengono effettuate presso i Pinewood Studios di Londra, utilizzando una grande cisterna d'acqua e una replica in scala ridotta del mezzo.
Per esigenze di salvaguardia degli attori coinvolti, ogni giorno le procedure di trucco hanno inizio alle quattro di mattina, con le riprese che cominciano due ore dopo, per essere stoppate per qualche ora poco prima di mezzogiorno. Questo poiché le temperature, che arrivano in quel momento a superare anche i 50 gradi, diventano davvero insopportabili.
Un altro insolito problema è che per alcuni componenti della troupe non vengono effettuate le necessarie prenotazioni negli hotel dove si svolgono le riprese, con la conseguenza che devono spostarsi da un albergo all'altro, talvolta anche su base giornaliera. Come se non bastasse, non vi sono telefoni a disposizione da poter utilizzare per chiamare i propri parenti ed amici (siamo ancora ben lontani dall'invenzione dei cellulari).
John Guillermin, alla ricerca di un eccessivo perfezionismo, è noto per il suo focoso temperamento e non manca di farlo notare di tanto in tanto, urlando anche in faccia agli attori quando una ripresa non viene realizzata secondo le sue richieste.
Nel novembre 1977, a riprese ancora in corso, David Niven viene a sapere che sua figlia Kristina è rimasta coinvolta in un grave incidente d'auto in Svizzera ed è in coma. L'attore abbandona dunque la lavorazione per recarsi immediatamente al capezzale di sua figlia, standole sempre accanto oppure pregando in una vicina cappella quando gli viene chiesto dal personale dell'ospedale di andarsene.
Pochi giorni dopo, la ragazza esce per fortuna dal coma e, sebbene il suo recupero non sia immediato e quindi non risulti ancora pienamente guarita, David Niven viene rassicurato a sufficienza dai dottori e ritorna così sul set per completare le riprese del film.
Nel febbraio 1978, infine, Kristina Niven esce dall'ospedale e si riunisce a suo padre, cominciando il suo percorso di riabilitazione.
Assassinio sul Nilo (Death on the Nile) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 29 settembre 1978. A fronte di un budget di 8 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano 14 milioni e mezzo di dollari.
Le indagini sul grande schermo di Hercule Poirot continuano dunque a mietere successi, ma per un nuovo film bisogna attendere alcuni anni. Vi è tuttavia un altro personaggio ideato da Agatha Christie per cui la EMI Films intende realizzare un lungometraggio: si tratta di Jane Marple e a interpretarla sarà proprio una delle componenti del cast di questa pellicola, ovvero Angela Lansbury... ma questa è un'altra storia.

domenica 3 luglio 2022

A scuola di cinema: Rosemary's Baby (1968)

1967: Viene pubblicato il romanzo Rosemary's Baby, scritto da Ira Levin.
La Rosemary del titolo è Rosemary Woodhouse, la quale si trasferisce insieme a suo marito Guy, un attore teatrale e televisivo di seconda fascia, in un appartamento a New York sito in un immenso complesso dallo stile gotico.
In questo complesso, i due sposi fanno presto la conoscenza dei vicini Minnie e Roman Castevet, con cui Guy stringe un forte legame.
Guy ottiene la sua grande possibilità quando gli viene assegnato un ruolo da protagonista in una rappresentazione teatrale, poiché il primo attore è divenuto cieco all'improvviso per ragioni misteriose, dopodiché vuole avere un figlio insieme a Rosemary.
La stessa notte in cui Guy esprime questo suo desiderio, Rosemary ha un terribile incubo in cui viene violentata da una creatura mostruosa. A seguito di questo, scopre di essere incinta e da lì in poi per lei è una discesa nell'incubo, mentre Guy diventa un attore sempre più riconosciuto.
Rosemary capisce infine che i suoi vicini di casa sono componenti di una setta satanica e che sta aspettando il figlio del diavolo, il prossimo Anticristo.
Questo libro diviene in breve tempo un bestseller e ne viene subito prodotto un adattamento cinematografico.


Quando il libro di Ira Levin è ancora in fase di bozza, il regista e produttore William Castle lo porta all'attenzione del produttore della Paramount Pictures Robert Evans, intravedendo nell'opera un buon prodotto per un film di serie B a basso budget, in cui Castle è specializzato.
Evans intuisce le potenzialità della cosa e fa acquisire i diritti di sfruttamento cinematografico nel marzo 1967. Evans vuole anche che sia un progetto di più alto profilo, quindi affida a William Castle il ruolo di produttore e va alla ricerca di un altro regista.
Costui è individuato in maniera rapida in Roman Polanski, di cui Robert Evans ha apprezzato i film da lui diretti per il mercato europeo. Questo progetto rappresenta il suo debutto sul mercato americano. Polanski scrive anche la sceneggiatura, completandola nell'aprile 1967 dopo circa tre settimane.
Per il ruolo di Guy Woodhouse, la prima scelta ricade su Robert Redford, ma l'attore viene coinvolto in una disputa contrattuale con la Paramount per essersi ritirato dalle riprese di un film, Due Occhi di Ghiaccio (Blue), e dunque la trattativa non prosegue.
Vengono dunque considerati altri attori, tra cui Jack Nicholson che effettua anche un'audizione che non convince Polanski. La parte viene infine assegnata a John Cassevetes, su suggerimento dello stesso Roman Polanski.
Per il ruolo di Rosemary Woodhouse, Roman Polanski pensa in un primo momento a Tuesday Weld, che vede come la classica ragazza della porta accanto, ma costei rifiuta. Riflette allora se assegnare la parte alla sua compagna Sharon Tate, ma giunge alla conclusione che non sarebbe corretto.
Robert Evans suggerisce allora un altro nome: Mia Farrow. L'attrice non ha al suo attivo molte pellicole cinematografiche, ma è nota al grande pubblico per la sua partecipazione alla serie televisiva Peyton Place e per essere la moglie di Frank Sinatra, un'unione che sta creando molto scalpore a causa della differenza di età tra i due. Polanski accetta il consiglio del produttore.
La parte viene assegnata all'attrice nel luglio 1967, dopo che la Paramount ha negoziato la partecipazione di Mia Farrow a questo film con la 20th Century Fox, con cui è sotto contratto e per cui è tenuta a girare una pellicola a breve con Frank Sinatra.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 21 agosto 1967, tenendosi a New York e Los Angeles.
Per la scena in cui Rosemary deve attraversare la Quinta Avenue di New York, rischiando di venire investita dalle automobili, questa viene realizzata senza bloccare il traffico. È Roman Polanski a convincere l'attrice a girare questa scena, convincendola del fatto che nessun autista si sognerebbe di investire una donna incinta. Siccome nessun operatore si fa avantu per realizzare questa ripresa, se ne occupa lo stesso Roman Polanski utilizzando una telecamera a mano.
Mia Farrow, inoltre, convinta vegetariana, viene persuasa per esigenze di scena a mangiare della carne cruda.
Il rapporto lavorativo tra Roman Polanski e John Cassavetes, invece, non è affatto idilliaco. L'attore ha al suo attivo la regia di alcuni film, un paio realizzati anche per il mercato indipendente, e preferisce un approccio alla recitazione e alle riprese più libero e con qualche improvvisazione. Cosa che va in netto contrasto con la rigida metodologia e il perfezionismo di Polanski, il quale fa girare più volte anche una scena in apparenza semplice. John Cassavetes non manca di esprimere le sue opinioni in merito, cosa che contribuisce a creare una certa tensione tra lui e il regista.
Frank Sinatra non vede di buon occhio la partecipazione di Mia Farrow a questo film, tanto che quando le tempistiche si allungano le chiede espressamente di ritirarsi dal progetto, poiché deve partecipare come coprotagonista a Inchiesta Pericolosa (The Detective), dove lui ha la parte principale.
Mia Farrow decide di non abbandonare le riprese, da un lato perché la ritiene una cosa non corretta nei confronti della produzione, dall'altro perché il produttore Robert Evans la convince che stia dando una grande interpretazione che la porterà alla notorietà.
Per tutta risposta, nel novembre 1967 Frank Sinatra manda il suo avvocato con le pratiche del divorzio sul set del film, che l'attrice firma tra le lacrime, ponendo così fine a un'unione durata poco più di un anno.
Il protrarsi delle tempistiche di lavorazione rispetto alle previsioni iniziali suscita perplessità alla Paramount, i cui dirigenti esternano le loro preoccupazioni ai produttori Robert Evans e William Castle. Tali voci arrivano anche all'attenzione di Roman Polanski. Il regista inizia a temere che sarà allontanato, ma il collega Otto Preminger - venuto a trovarlo sul set - placa queste sue paure: la casa di produzione ha molto apprezzato il girato che ha visionato finora e dunque non deve preoccuparsi di nulla.
Le riprese si concludono il 20 dicembre 1967. Alla fine, Roman Polanski si ritrova con un girato di circa quattro ore e non sa decidere quali scene debbano essere tagliate, affidando dunque questo compito al montatore Sam O'Steen.
Rosemary's Baby viene distribuito nei cinema americani a partire dal 23 giugno 1968. A fronte di un budget di circa 3 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare oltre 33 milioni di dollari.
Un successo che fa decollare la carriera cinematografica sia di Mia Farrow, seppur a discapito di un rapporto, che di Roman Polanski, anche se costui deve poi affrontare poco tempo dopo la tragedia dell'uccisione della sua compagna Sharon Tate.
Per quanto possa apparire strano, qualche tempo dopo Rosemary's Baby diviene oggetto di un sequel... ma questa è un'altra storia.