sabato 26 marzo 2022

A scuola di cinema: A 30 Secondi dalla Fine (1985)

1965: Akira Kurosawa è un rinomato regista nella madre patria, Giappone, grazie a capolavori quali ad esempio I Sette Samurai, La Sfida del Samurai o Barbarossa. Capolavori della cinematografia che, nonostante le differenze linguistiche e culturali, sono riusciti anche a oltrepassare l'oceano, arrivando ed essendo apprezzati negli Stati Uniti.
Akira Kurosawa pensa allora di ideare un progetto che possa poi sviluppare negli Stati Uniti. Ma solo venti anni dopo, pur tra molte difficoltà, e senza il suo contributo come regista, quest'idea si concretizzerà in un lungometraggio.


Akira Kurosawa trae ispirazione da un articolo comparso sulla rivista Life nel marzo 1963, a firma di Warren R. Young. L'articolo - intitolato The Runaway Train - è incentrato su Jim Gerace, un operaio che, in una notte del 1962, per una serie di sfortunate circostanze si ritrova bloccato su quattro locomotive senza conducente che iniziano ad acquistare velocità sui binari.
Non potendo scendere dal mezzo, considerata la forte velocità, Jim Gerace con fortuna e costanza capisce alla fine come spegnere i motori, riuscendo miracolosamente a uscire indenne dalla pericolosa situazione.
Kurosawa entra in contatto con l'editor capo di Life, Hedley Donovan, il quale gli fornisce informazioni utili non comparse nell'articolo. Basandosi su quanto da lui raccolto, il regista giapponese, insieme ai fedeli collaboratori Hideo Oguni e Ryuzo Kikushima, scrive una sceneggiatura che passa poi al produttore Joseph Levine, il quale si dimostra interessato a finanziare la pellicola.
Mentre la sceneggiatura viene passata allo scrittore Sidney Carroll, perché possa meglio adattarla al parlato americano e alla struttura cinematografica di questa nazione, vengono già schedulate le riprese per l'autunno del 1966 e programmato un budget.
Ma questi piani si rivelano troppo prematuri. Quando, infatti, Sidney Carroll contatta Kurosawa per avere più dettagli sulla storia, al fine di adattarla, il regista giapponese - anche a causa della barriera linguistica e culturale - afferma che non intende per il momento condividere troppe informazioni, alcune delle quali potranno essere più chiare solo quando si inizierà a girare.
La problematica si rivela insolitamente insormontabile, tanto che causa uno slittamento dell'inizio delle riprese. Slittamento che diviene eterno quando Akira Kurosawa, dopo un fallimentare coinvolgimento in un altro progetto americano, Tora! Tora! Tora!, abbandona ogni velleità di girare un film negli Stati Uniti, compreso quello da lui già sceneggiato.
Per oltre dieci anni, dunque, questa sceneggiatura rimane nel limbo, fino a quando non viene opzionata da Menahem Golan e Yoram Globus della Cannon Films. Come regista viene scelto il russo Andrey Konchalovsky, da poco trasferitosi negli Stati Uniti, il quale è stato raccomandato per questo incarico da Francis Ford Coppola e ha avuto anche il benestare da parte di Akira Kurosawa, la cui sceneggiatura viene revisionata da Edward Bunker, Paul Zindel e Djordje Milicevic.
Per il ruolo di Oscar "Manny" Manheim, la scelta di Andrey Konchalovsky ricade su Jon Voight. Costui in principio esita ad accettare, poiché prima di allora ha interpretato più che altro ruoli positivi e ritiene sia sbagliato affidare la parte a lui, ma il regista russo lo convince affermando che i migliori cattivi del grande schermo sono quelli interpretati da attori che vanno contro i ruoli prestabiliti.
Jon Voight modifica il suo aspetto fisico piazzando dei baffi e una dentiera con denti danneggiati davanti a quelli veri e inserendo piccole ostruzioni nel naso, di modo da dilatare le narici facendolo così apparire come rotto. Inoltre, l'attore frequenta per qualche tempo dei detenuti della prigione di San Quintino.
Per il ruolo di Buck McGeehy, dopo il rifiuto di Tom Berenger che deve partecipare alle riprese di Platoon, viene scelto Eric Roberts. Costui - che ha vissuto per molto tempo in un quartiere abitato da ex detenuti - si allena per mesi per aumentare la sua massa muscolare di circa tredici chili.
A completare il cast principale, nel ruolo di Sara, vi è Rebecca De Mornay, che sostituisce la prima attrice prescelta, Karen Allen. 
Le riprese si tengono nei primi mesi del 1985, svolgendosi in Alaska e nel Montana.
Le difficoltà che si presentano nel dover girare con quattro locomotive in corsa vengono complicate anche dal fatto che la Alaska Railroad Corporation, oltre a non autorizzare l'uso del suo logo, richiede espressamente che le riprese non interrompano la normale circolazione degli altri treni. Al contempo, però, viene in aiuto della produzione mettendo in atto le necessarie procedure di sicurezza per proteggere la troupe e il cast durante le riprese delle locomotive in corsa.
Sul set, venuto a trovare un amico che lavora nella produzione, si presenta una persona che lo sceneggiatore Edward Bunker riconosce, avendo scontato entrambi una pena detentiva presso la prigione di San Quintino. Bunker raccomanda costui come insegnante di boxe per Eric Roberts e Andrey Konchalovsky poco dopo gli offre anche una piccola parte come il contendente sul ring dell'attore.
Costui rimane impressionato in maniera favorevole dal lavoro e dalla paga ricevuta, 320 dollari a giornata, molto più vantaggiosa delle rapine che faceva un tempo e che al contempo comporta anche meno rischi: decide così di dedicarsi a una carriera cinematografica. Il nome di questa persona è Danny Trejo.
Una tragedia si verifica il 9 marzo 1985. Mentre si sta dirigendo verso il luogo delle riprese con un elicottero, il pilota Richard Holley colpisce col mezzo un palo della linea elettrica, con la conseguenza che l'elicottero precipita con violenza al suolo. Per Richard Holley purtroppo non c'è scampo. Il film è dedicato alla sua memoria.
A 30 Secondi dalla Fine (Runaway Train) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 15 novembre 1985. A fronte di un budget di 9 milioni di dollari, la pellicola arriva a incassare sul territorio americano poco meno di 8 milioni di dollari.
Nonostante il film non si sia rivelato un successo, sia Jon Voight che Eric Roberts ricevono due nomination al Premio Oscar, rispettivamente nella categoria Miglior Attore Protagonista e Miglior Attore Non Protagonista.
Andrey Konchalovsky, invece, continuerà ancora per qualche tempo la sua esperienza americana con altri film tra cui il celeberrimo Tango & Cash... ma questa è un'altra storia.

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