martedì 12 novembre 2019

A scuola di cinema: Clerks - Commessi (1994)

1993: Un appassionato lettore di fumetti e amante del cinema, nonché fan sfegatato della saga di Star Wars, lavora come commesso presso un emporio del New Jersey, il Quick Stop Convenience Store, fino a che decide - con un pizzico di follia - di dirigere e produrre un film indipendente. Un film che cambierà del tutto la sua vita. Il suo nome è Kevin Smith.


Nel 1991, Kevin Smith assiste alla proiezione del film indipendente Slacker, diretto da Richard Linklater, ambientato nella città natale del regista in Texas, e ne rimane conquistato, decidendo di provare a fare qualcosa di simile.
Per apprendere i fondamenti del lavoro di regista e sceneggiatore, Kevin Smith si iscrive a un corso della durata di otto mesi presso la Vancouver Film School, ma lo abbandona dopo quattro mesi ritenendo di aver già appreso tutto quello che era necessario.
Lì incontra Scott Mosier e David Klein, coi quali stringe una forte amicizia e che poco tempo dopo si trasferiscono in New Jersey per aiutarlo a sviluppare il suo film, nei ruoli rispettivamente di produttore e direttore della fotografia.
Per portare avanti questo progetto, Smith fonda insieme a Mosier la società di produzione View Askew Productions. Per racimolare il denaro necessario, il regista vende la sua collezione di fumetti, riceve una donazione da parte dei suoi genitori, incassa il premio di un'assicurazione per danni a una sua auto e prosciuga le sue carte di credito.
Ottiene alla fine poco più di 27.000 dollari, motivo per il quale si vede costretto a girare la pellicola in bianco e nero, visto che con un film a colori la post-produzione verrebbe a costare molto di più.
Smith scrive la sceneggiatura del suo film - intitolato in origine Inconvenience - basandosi sulle sue esperienze come commesso del Quick Stop, prendendo ispirazione da sé stesso per il personaggio di Dante Hicks e dal suo amico Bryan Johnson - commesso di un negozio di videocassette di fianco al suo - per il personaggio di Randal Graves.
Nonostante ciò, Smith in origine intende interpretare Randal, ma capisce ben presto che essere il regista e avere al contempo anche un ruolo da protagonista potrebbe rivelarsi fin troppo stressante, così riserva per sé la parte di un personaggio minore, Silent Bob.
Per trovare gli altri interpreti, Smith cerca tra gli attori della scena teatrale del New Jersey pubblicando un annuncio su un giornale. È così che trova Brian O'Halloran, a cui affida il ruolo di Dante, e Marylin Ghigliotti, che si aggiudica la parte di Veronica Loughran, la fidanzata di Dante.
Il personaggio di Randal, invece, viene affidato a Jeff Anderson, un amico di Kevin Smith che aiuta il regista e sceneggiatore nel corso delle audizioni leggendo le parti di vari personaggi durante i provini dei vari attori.
Per il suo migliore amico, Jason Mewes, un operaio edile, Kevin Smith concepisce la parte di Jay, il socio di Silent Bob.
A coprire altri ruoli, infine, vi sono la madre e la sorella di Smith e alcuni suoi amici, un paio dei quali interpretano più di un personaggio. Per tutti loro è praticamente la prima esperienza cinematografica.
Le riprese iniziano il 19 marzo 1993, in New Jersey, presso il Quick Stop Convenience Store e il confinante RST Video. Avendo Smith il suo turno come commesso di giorno, può permettersi di girare solo la notte, al di fuori degli orari di lavoro. Da qui la spiegazione sul perché nel film la serranda rimanga chiusa e ci sia sempre l'illuminazione all'interno.
Ciò lascia al regista, alla fine delle riprese giornaliere, una o al massimo due ore di sonno, prima che debba ricominciare di nuovo il suo turno di lavoro. Stessa cosa per i suoi compagni di pellicola, i quali durante il giorno devono occuparsi di altre faccende e impegni personali. Alla fine, tutti soffrono per qualche tempo di sindrome di privazione del sonno.
Nella versione originaria, la scena finale vede Dante ucciso a sangue freddo da un rapinatore ignoto poco dopo l'orario di chiusura. Smith opta per questo finale principalmente perché non ha idea di come concludere la storia e come sorta di curioso omaggio al film Fa' La Cosa Giusta, di Spike Lee.
Le riprese si concludono il 24 aprile 1993.
Smith riesce a far sì che la pellicola sia programmata durante la manifestazione Independent Feature Film Market che si tiene a New York. Tuttavia il pubblico presente alla sua visione è alquanto scarso. Uno degli spettatori è però Bob Hawk, uno dei componenti del comitato di selezione del Sundance Film Festival.
Hawk inizia a far promozione alla pellicola di Smith, fino a ottenere che sia programmata nell'edizione del 1994 del Sundance Film Festival, dove ottiene un riscontro eccezionale. Subito dopo, Smith e Mosier vengono avvicinati da Harvey Weinstein della Miramax Films, il quale si propone per la distribuzione del film, facendolo programmare anche durante il Festival di Cannes di quello stesso anno.
Smith decide allora - pur non ricevendo pressioni in tal senso dalla casa di produzione - di modificare il finale, concludendolo su una nota più lieta ed eliminando l'uccisione di Dante.
La Motion Picture Association of America (MPAA) classifica in principio il film come vietato ai minori, per via del suo linguaggio ritenuto troppo scurrile. Poiché questo rischia di compromettere in maniera seria gli incassi, in quanto pochi cinema sono disposti a programmare film vietati e di un regista sconosciuto, la Miramax presenta appello facendosi assistere dal prestigioso avvocato Alan Dershowitz e ottenendo infine l'autorizzazione alla visione da parte dei minori se accompagnati da un adulto.
Clerks - Commessi (Clerks) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 19 ottobre 1994. A fronte di un budget iniziale di 27.575 dollari, lievitato a 230.000 dollari a seguito della post-produzione della Miramax, che vi aggiunge le tracce della colonna sonora, il film arriva infine a incassare solo sul territorio statunitense 3 milioni e duecentomila dollari.
Un debutto davvero straordinario per Kevin Smith. L'impiego come commesso ormai alle sue spalle e con una carriera cinematografica lanciata, passa in poco tempo dall'essere un anonimo lavoratore in un emporio a un regista e sceneggiatore conteso dagli studios cinematografici... ma questa è un'altra storia.

sabato 9 novembre 2019

A scuola di cinema: Buffy - L'Ammazzavampiri (1992)

1990: Uno scrittore di sitcom alle prime armi, nonché correttore di bozze spesso non accreditato di svariate sceneggiature, sta cercando - come molti altri giovani scrittori venuti prima di lui - di farsi approvare un proprio progetto personale che possa lanciare la sua carriera.
Tale occasione a un certo punto arriva, quasi in maniera casuale, e anche se non tutto va secondo i piani gli permette infine di iniziare a tracciare una propria strada lavorativa. Il nome di questo scrittore è Joss Whedon.


Mentre è impegnato nella produzione dell'unica stagione della sitcom Fra Nonni e Nipoti, che vede tra i suoi protagonisti anche un giovane Leonardo DiCaprio, Joss Whedon pensa a un'idea che sovverta il classico cliché della donna bionda e svampita sempre in pericolo, con una storia intitolata Rhonda the Immortal Waitress, la quale vede protagonista una cameriera che scopre appunto di essere immortale. Abbandona tuttavia subito quest'idea, poco più che abbozzata, e la rimodella, cambiando il nome e il ruolo della protagonista.
Scrive dunque una sceneggiatura intitolata Buffy The Vampire Slayer, che viene acquistata nell'autunno del 1991 dalla società di produzione Sandollar, fondata da Dolly Parton. Tale sceneggiatura rimane tuttavia nel limbo per alcune settimane, fino a quando non viene notata dalla regista Fran Rubel Kuzui.
Costei - che ha ottenuto molti apprezzamenti nel 1988 grazie al suo primo lungometraggio, Tokyo Pop - lavora insieme a Whedon su una rifinitura della sceneggiatura originaria e, grazie ai suoi contatti e a quelli di suo marito, Kaz Kuzui, riesce a portarla all'attenzione della 20th Century Fox
La quale pone tuttavia delle condizioni: la sceneggiatura deve essere revisionata in maniera ulteriore, poiché il suo tono da commedia dark non è ritenuto dei più adatti e ci sono scene giudicate troppo forti per una pellicola diretta a un pubblico di adolescenti (nel trattamento di Whedon, Buffy non esita a dare fuoco a un'intera palestra, pur di eliminare i suoi nemici). Deve dunque mirare verso toni più leggeri, quasi da commedia pura.
Per il ruolo della protagonista, viene contattata inizialmente - dietro consiglio di Whedon - Alyssa Milano, ma non essendo costei disponibile il ruolo viene affidato a Kristy Swanson, al suo primo ruolo cinematografico di una certa rilevanza.
Per il ruolo del protagonista, Pike, le buone conoscenze di Kaz Kuzui permettono di avere a bordo Luke Perry. Questo tuttavia causa anche problemi di tempistica: essendo l'attore impegnato con le riprese della serie televisiva Beverly Hills 90210, ha solo una breve finestra temporale a disposizione per poter partecipare. La pre-produzione della pellicola deve dunque durare cinque settimane e le riprese al massimo sei settimane, perché possa uscire durante il periodo estivo.
Il film rappresenta anche l'esordio cinematografico per l'attrice Hilary Swank e vede inoltre una breve partecipazione di Ben Affleck, allora alle prime armi.
Vi è poi il curioso caso del personaggio di Amylin. In origine è un personaggio femminile e il ruolo viene affidato all'attrice Joan Chen, la quale però non è disponibile. Viene messo dunque sotto contratto l'attore Paul Reubens e così il ruolo e la sceneggiatura vengono modificati per rendere Amylin un uomo.
Sono previsti anche dei cameo di alcune celebrità, quali David Bowie e Mick Jagger, sotto forma di vampiri, ma per motivi di tempo e soprattutto budget - avendo già la produzione messo sotto contratto due star quali Donald Sutherland e Rutger Hauer - questo non può essere realizzato.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 20 febbraio 1992, concentrandosi principalmente nella città di Los Angeles. Joss Whedon viene assunto come consulente e assistente alla produzione, ma ha già mal digerito i numerosi cambiamenti apportati alla sua sceneggiatura originaria e l'eccessiva ingerenza dei produttori.
A peggiorare le cose, inoltre, sul set lo sceneggiatore ha un pessimo rapporto lavorativo con Donald Sutherland. Pur stimandolo come attore, Whedon non sopporta che costui cambi spesso e volentieri le sue battute, rendendo a suo parere alcune scene incomprensibili per via dei suoi dialoghi, senza che Fran Rubel Kuzui faccia qualcosa per mitigare questa situazione.
Sutherland giunge al punto di far modificare in maniera ulteriore la sceneggiatura quando impone che il personaggio di Merrick, da lui interpretato, sia ucciso, quando invece nel trattamento di Whedon sceglie di suicidarsi.
Frustrato da tutto ciò, alla fine Joss Whedon decide di abbandonare il set per non tornarvi mai più e non avrà mai più alcuna stima professionale per Donald Sutherland.
Le riprese si concludono il 26 aprile 1992.
Buffy - L'Ammazzavampiri (Buffy The Vampire Slayer) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 31 luglio 1992. A fronte di un budget di 7 milioni di dollari, il film arriva infine a incassare a livello internazionale poco più di 16 milioni e seicentomila dollari. Non viene considerato un totale insuccesso, ma di sicuro non è il risultato sperato dalla Fox. Tanto che in breve tempo il film viene dimenticato e il destino della Cacciatrice sembra segnato.
Non è tuttavia questo il vero epilogo. Alcuni anni dopo l'uscita della pellicola, Gail Berman, CEO della Sandollar, la quale è ancora titolare dei diritti, chiede a Whedon se sia interessato a sviluppare Buffy sotto forma di serie televisiva. Per lo sceneggiatore è la possibilità di riscattare quel fallimento da lui non voluto di qualche tempo prima.
Ne approfitta dunque per prendere a riferimento la sua sceneggiatura originaria, senza tenere in alcun conto gli eventi del film, e - con un progetto intitolato all'inizio solo Slayer - utilizzando anche soldi di propria tasca Whedon dirige un corto di circa 25 minuti, che viene inviato all'attenzione di alcuni network televisivi.
Tale corto viene opzionato da WB Network, che manda in onda il primo episodio di Buffy The Vampire Slayer il 10 marzo 1997. Sarah Michelle Gellar sostituisce Kristy Swanson nel ruolo della Cacciatrice.
È solo la prima di sette stagioni che rivoluzioneranno il mondo delle serie televisive e permetteranno a Joss Whedon, pur con qualche rovescio di fortuna lungo la via, di tracciare finalmente quella propria strada iniziata più di un lustro fa.
E col tempo di divenire sia regista che sceneggiatore di film molto importanti... ma questa è un'altra storia.

giovedì 7 novembre 2019

A scuola di cinema: Venerdì 13 (1980)

1971: Esce nei cinema italiani il film Reazione a Catena, diretto da Mario Bava, incentrato su una serie di omicidi violenti e crudeli. La pellicola ottiene buoni riscontri nel nostro paese, a differenza di altri film del regista romano, e viene importata negli Stati Uniti, dove viene intitolata Twitch of the Death Nerve, divenendo oggetto di culto per futuri registi quali Tim Burton o Quentin Tarantino
Il film viene preso a modello da altri registi americani dell'epoca e diviene l'antesignano di un nuovo genere, lo slasher movie.
1978: Esce Halloween di John Carpenter, pellicola grazie alla quale lo slasher movie inizia a mostrare delle potenzialità, arrivando a guadagnare 70 milioni di dollari a fronte di un budget iniziale di poco più di 300.000 dollari.
Gli studios cinematografici iniziano dunque a guardarsi intorno, per capitalizzare su questo genere dai bassi costi e grandi incassi. Una cosa che non sfugge all'attenzione del produttore Sean Sexton Cunningham, responsabile della creazione di una delle più celebri saghe horror di sempre.


Sean Cunningham inizia la sua carriera cinematografica nei primi anni settanta del ventesimo secolo, producendo e dirigendo alcuni film softcore. Nel 1972 collabora con Wes Craven, producendo il film L'Ultima Casa a Sinistra, la sua prima incursione nel genere horror.
Cunningham produce in seguito un paio di commedie, entrambe sceneggiate da un giovane scrittore di nome Victor Miller, ma queste non incontrano il successo sperato.
Cunningham allora, nel 1979, decide di tornare al genere horror, l’unico che fino a quel momento gli abbia dato delle soddisfazioni e che - poiché tutti affrontano certi problemi - gli può consentire di pagare le bollette. Ma visto che Wes Craven si è ormai trasferito sulla Costa Est degli Stati Uniti, decide di portare avanti un nuovo progetto da solo, sia come regista che come produttore, col sempre prezioso aiuto di Victor Miller come sceneggiatore.
Quest'ultimo, nel concepire un nuovo slasher movie che sia d'impatto, si ispira in maniera dichiarata a Halloween, con Cunningham che lo esorta a spingere ancora di più sull'acceleratore, a creare qualcosa che riesca sia a scioccare che a divertire il pubblico.
I due decidono di ambientare il tutto in un campeggio estivo, poiché è una location facile da trovare e Miller ricorda ancora le storie d'orrore che gli raccontava suo fratello, il quale le aveva sentite appunto durante le vacanze estive.
Il primo titolo concepito è A Long Night at Camp Blood, ma Cunningham pensa sia poco incisivo. Ricorda allora un titolo che gli era venuto in mente durante la produzione di una delle sue commedie, Friday The 13th.
Convinto della bontà di questo progetto, e per evitare che altri si approprino dell'idea, Cunningham – con la stesura della sceneggiatura ancora da completare – commissiona a un'agenzia la creazione di un apposito logo e lo fa comparire sulla rivista Variety, tramite uno spazio pubblicitario pubblicato il 4 luglio 1979.
Il tutto attira l'attenzione della Georgetown Productions, la quale si dichiara pronta a investire nel progetto un budget di circa 550.000 dollari. Trovati i finanziamenti, Cunningham aiuta Victor Miller a completare la sceneggiatura, la cui prima bozza viene scritta in poco più di due settimane, ma che diviene oggetto poi di almeno tre revisioni.
All'inizio il nome del ragazzo annegato, la cui morte darà vita alla prima serie di delitti, è Josh Voorhees - un cognome di una ragazza con cui Victor Miller usciva durante il periodo scolastico - ma lo sceneggiatore non ne rimane convinto e lo ribattezza dunque Jason. Inoltre la storia non termina con l'allucinazione dell'ultima ragazza sopravvissuta, che viene trascinata da Jason in fondo al lago.
Cunningham si rivolge a un'agenzia di New York, TNI Casting, specializzata nel campo teatrale, perché cerchi gli otto giovani interpreti della pellicola: la sua richiesta è che non debbano necessariamente essere dei bei ragazzi, ma che risultino comunque credibili nel loro ruolo di componenti dello staff del campeggio, Crystal Lake.
Dell'incarico si occupano Julie Hughes e Barry Moss, i quali iniziano a pescare a piene mani dal mondo delle soap opera. Da qui proviene anche l'interprete più noto del giovane cast, Kevin Bacon, seppur ancora alle prime armi e alla ricerca di un ruolo che possa lanciare la sua carriera di attore dopo la sua apparizione un anno prima in Animal House.
Per il ruolo della madre di Jason, Mrs. Voorhees, viene contattata in prima battuta Estelle Parsons, ma costei rifiuta, dietro consiglio del suo agente che ritiene il film troppo violento. La sceneggiatura viene perciò inviata a Betsy Palmer, una diva della televisione americana che non compare tuttavia sul grande schermo dal 1959.
Betsy Palmer giudica il copione orribile e lo getta nella spazzatura, ma poi ci ripensa, visto che ha bisogno subito di soldi per comprarsi un'auto nuova e la paga proposta, mille dollari al giorno, è proprio quella che fa al caso suo. Si convince inoltre che questo film sarà presto dimenticato dal pubblico e così accetta la parte.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 4 settembre 1979. Vengono effettuate in New Jersey, presso le città di Blairstown e Hope, sfruttando un locale campo boyscout, Campo NoBeBoSco - ovvero Crystal Lake - durante un periodo di pausa autunnale. Location ottimale, poiché molte delle strutture sono già presenti e non occorre molta manodopera. L'autorizzazione a girare le riprese viene garantita solo dopo che è stata fatta una donazione all'associazione dei boyscout statunitensi.
Cunningham sente che manca qualcosa, un colpo di scena finale. Il truccatore e responsabile degli effetti speciali del film, Tom Savini, suggerisce allora di far comparire Jason Voorhees all'improvviso dal lago, ispirandosi all'epilogo di Carrie di Brian De Palma. Nonostante lo scarso entusiasmo al riguardo di Victor Miller, secondo cui Jason è una vittima e non un carnefice, l'idea viene accettata.
Venendo tale idea dal responsabile del reparto trucco, si decide di rendere Jason affetto da una malattia al volto, tale da farlo risultare dunque sfigurato. Il primo Jason Voorhees cinematografico è Ari Lehman, che aveva preso parte a una precedente commedia prodotta da Sean Cunningham, Manny's Orphans, e che si propone personalmente per questo ruolo.
Le riprese si concludono il 3 ottobre 1979.
Il compositore Harry Manfredini si occupa della colonna sonora. Prendendo spunto da una frase pronunciata da Betsy Palmer, "Kill her, mommy", ne storpia in un microfono la pronuncia in Ki Ma, facendo sì che queste due sillabe risuonino come un'eco tramite un apposito macchinario. Effettua il tutto da solo, visto che il budget a disposizione non gli permette di avere un coro.
Quando Frank Mancuso Sr., produttore alla Paramount, nota il film capisce subito che può essere un grande successo e fa di tutto perché la casa di produzione ne acquisisca i diritti di distribuzione, vincendo infine la concorrenza della United Artists e della Warner Bros., anche se quest'ultima se ne assicura la distribuzione sui mercati internazionali.
Venerdì 13 (Friday The 13th) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 9 maggio 1980. A fronte di un budget di 550.000 dollari, il film arriva infine a incassare a livello internazionale quasi 60 milioni di dollari.
È un grande e perlopiù insperato successo che dà vita a un nuovo, redditizio franchise cinematografico... ma questa è un'altra storia.

lunedì 4 novembre 2019

A scuola di cinema: Bianco, Rosso e Verdone (1981)

1980: L'attore e regista Carlo Verdone, dopo anni di apparizioni televisive e in teatro, ha appena visto lanciata la sua carriera cinematografica grazie al suo primo lungometraggio, Un Sacco Bello. La partnership lavorativa con Sergio Leone, che gli ha portato sia grandi soddisfazioni che severe lezioni su come comportarsi fuori e dentro il set, si è rivelata fruttuosa. E Leone per primo vuole che la collaborazione tra loro due continui, esortando dunque Verdone a ideare un nuovo film sulla falsariga del precedente.
L'attore sa che non sarà affatto semplice bissare il successo del suo film d'esordio, ma è di certo determinato a provarci.


Per trovare la concentrazione necessaria a sviluppare una nuova storia, Carlo Verdone si ritira presso una villa di campagna nella regione della Sabina. Lì, circondato dal silenzio e da una natura incontaminata, idea un soggetto incentrato su tre diversi personaggi - tutti da lui interpretati - che attraversano l'Italia per andare a votare, sviluppandolo poi in una sceneggiatura scritta in collaborazione con Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi.
Il personaggio di Furio Zoccaro, già portato con successo da Verdone a teatro per alcuni sketch comici, è basato su alcune persone (uno zio, un amico di famiglia, una persona che frequenta lo stesso bar dove si reca l'attore) che Carlo Verdone ha incontrato nel corso degli anni. Verdone ne esaspera alcuni aspetti - la logorrea, l'eccessiva precisione - circondandolo di una famiglia.
Forse per contrasto alla loquacità di Furio, Verdone idea il personaggio dell'emigrante Pasquale Amitrano, per cui trae in parte ispirazione dal mimo e attore Jacques Tati. Costui - eccezion fatta per la scena finale - non parla mai e si esprime solo tramite risate e borbottii.
Infine, il personaggio di Leo Nuvolone di Un Sacco Bello viene rimodellato come Mimmo, stavolta affiancato da una nonna.
Il casting di quest'ultimo personaggio non si rivela semplice. Seguendo il consiglio di un amico, Verdone si sintonizza su una radio privata, Radio Lazio, dove viene trasmesso un programma incentrato in particolar modo sulle telefonate di donne tradite, e che viene condotto, con fin troppa veracità e spontaneità, da Elena Fabrizi, alias Sora Lella, sorella del grande attore Aldo Fabrizi.
Verdone rimane conquistato dalla sua verve, tanto che si reca subito a incontrarla presso un bar da lei frequentato, proponendole la parte. Elena Fabrizi è entusiasta, ma allo stesso tempo si convince che l'attore non manterrà la sua promessa.
Verdone invece tiene fede alla parola data. C'è qualcuno, tuttavia, che non è altrettanto entusiasta quanto lui ed è Sergio Leone. Il produttore è infatti preoccupato per lo stato di salute della donna, affetta da diabete. Temendo che l'assicurazione non garantirà la sua copertura, impone dunque dei provini con altre attrici. Nessuna di queste, tuttavia, si rivela brava ed efficace come Sora Lella e Leone, che pur non abbandona i suoi timori, è costretto a capitolare.
Per il personaggio della moglie di Furio, Magda, vengono provinate numerose attrici, tra cui Ornella Muti e Isabella Rossellini. Verdone e Leone cercano qualcuna che possa esprimere malinconia col proprio sguardo e la trovano infine in un'attrice russa, Irina Sanpiter, presente a Roma in visita da una sua parente.
Irina Sanpiter ha mandato due sue fotografie alla produzione e, dovendo recuperarle, si imbatte in Leone, che la convince a sostenere l'audizione con cui viene scelta. L'attrice viene poi doppiata con accento torinese da Solvejg D'Assunta.
Per il ruolo del seduttore Raoul, viene scelto Angelo Infanti. Verdone lo incontra durante un pranzo a casa di Sergio Leone e rimane affascinato dalla sua comicità un po' sopra le righe.
Quando si arriva al titolo della pellicola, Leone si dichiara contrario rispetto a quello proposto, da un lato per non andare a toccare la sensibilità di alcuni mettendo in gioco il tricolore, dall'altro perché c'è stato alcuni anni prima, nel 1972, un film con un titolo simile, Bianco, Rosso e..., che non è andato molto bene. Alla fine tuttavia le titubanze vengono messe da parte.
Le riprese iniziano nel tardo e freddo settembre 1980, programmate su un periodo iniziale di circa quattro settimane e concentrate in particolar modo nelle città di Roma, L'Aquila e Tivoli.
Le basse temperature complicano la vita a Verdone, visto che la storia è ambientata poco prima dell'estate e un paio di personaggi indossano magliette a maniche corte. Tanto che a un certo punto contrae una lieve forma febbrile e di bronchite che poi peggiora, costringendolo a sospendere per qualche giorno le riprese. Sospensione che si verifica ancora quando una parte dell'attrezzatura viene rubata in autostrada.
Per la scena finale, con lo sfogo di Pasquale Amitrano, Verdone decide di farlo esprimere con un mix di dialetto pugliese/lucano incomprensibile. Dopo alcuni minuti di concentrazione, l'attore parte col monologo, che riesce al primo ciak.
Completate le riprese ed effettuato un primo montaggio, Sergio Leone mostra un'ultima perplessità rispetto al personaggio di Furio, che a suo dire potrebbe risultare antipatico al pubblico. Organizza allora una proiezione privata della pellicola, a cui partecipano Alberto Sordi e Monica Vitti, i quali alla fine si complimentano con Verdone e non sollevano alcuna obiezione. Anzi, Sordi afferma che il personaggio di Furio è meraviglioso.
Bianco, Rosso e Verdone viene distribuito nei cinema italiani a partire dal 20 febbraio 1981. Dopo due settimane di buoni riscontri, vi è poi un calo quasi drastico dovuto in particolar modo all'arrivo nelle sale del primo lungometraggio diretto da Massimo Troisi, Ricomincio Da Tre.
Alla fine, dunque, il nuovo film di Carlo Verdone, pur ottenendo buoni incassi, non riesce a replicare il successo di Un Sacco Bello. Cosa che porta Sergio Leone, che pur continuerà a mantenere sempre ottimi rapporti con lui, a ritirarsi dalla produzione di un possibile terzo film e a tagliare i ponti lavorativi con l'attore.
Questo tuttavia non impedisce a Elena Fabrizi di vincere un Nastro d'Argento come miglior attrice esordiente (pur essendo apparsa in qualche film in passato, era sempre in ruoli da comparsa o comprimaria minore). Un esordio avvenuto a sessantasei anni.
Dopo aver meditato se abbandonare dunque il mondo del cinema, Verdone trova un nuovo mentore e produttore in Mario Cecchi Gori... ma questa è un'altra storia.

lunedì 28 ottobre 2019

A scuola di cinema: Gli Uccelli (1963)

1952: Viene pubblicata un'antologia di racconti della scrittrice Daphne Du Maurier intitolata The Apple Tree. In questo libro è presente la storia "The Birds", che trae spunto da una scena a cui la scrittrice ha assistito di persona e che ha visto protagonista un contadino che, mentre stava arando il suo campo, è stato assalito all'improvviso da un piccolo stormo di gabbiani.
Il racconto è ambientato nella contea inglese di Cornwall, durante un freddo inverno che segue il termine della Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista è Nat Hocken, un veterano di guerra che ora lavora nei campi, e che un giorno inizia a notare uno strano comportamento da parte di uno stormo di uccelli. Uno di essi arriva addirittura a ferirlo a una mano.
Hocken attribuisce tale comportamento al freddo intenso, e pensa sarà limitato nel tempo, ma è costretto a ricredersi quando la BBC inizia a diramare comunicati che dichiarano che l'intera Inghilterra è sotto attacco e che occorre barricarsi nelle proprie case. Dopodiché le trasmissioni cessano.
In cerca di cibo, Hocken trova un mattino tutti i suoi vicini deceduti. Prima che riesca a tornare a casa, viene attaccato di nuovo da uno stormo e sembra che per lui non ci sia alcuna speranza.
Un racconto dai toni decisamente pessimistici che, poco più di dieci anni dopo, viene trasportato sul grande schermo da un grande regista.


Alfred Hitchcock aveva già diretto in passato due adattamenti di storie di Daphne Du Maurier: La Taverna della Giamaica, nel 1939, e Rebecca - La Prima Moglie, nel 1940. Seppur rimasta quasi sempre poco soddisfatta delle trasposizioni per il grande schermo delle sue storie, la scrittrice ritiene il medium cinema un altro mondo rispetto alla narrativa e quindi per ovvi motivi monetari ne concede i diritti di sfruttamento.
Hitchcock, tramite la sua società di produzione Alfred J. Hitchcock Productions, acquisisce i diritti su The Birds alcuni anni dopo la sua pubblicazione e in un primo momento pensa di adattarlo sotto forma di un episodio della serie televisiva Alfred Hitchcock Presenta.
Nel settembre 1961, il regista affida la sceneggiatura della storia a Evan Hunter, dopo il rifiuto di Joseph Stefano, non interessato alla storia e impegnato con la produzione della serie televisiva The Outer Limits.
Evan Hunter è noto ai lettori di romanzi gialli con uno pseudonimo, Ed McBain, col quale firma i romanzi incentrati sui poliziotti dell'87° Distretto. Hunter non è nuovo alle sceneggiature, sia per la televisione che per il cinema, e ha anche firmato alcuni copioni di Alfred Hitchcock Presenta.
Hitchcock chiede ad Hunter di mantenere solo il titolo e l'idea di base di Daphne Du Maurier, ovvero gli attacchi indiscriminati degli stormi di uccelli, e trasferire il tutto dall'Inghilterra agli Stati Uniti, in California, creando nuovi personaggi e situazioni inedite, non presenti nel racconto. Lo scrittore, dal canto suo, suggerisce - per cogliere di sorpresa lo spettatore - di far partire il tutto come una commedia leggera, che si tramuti poi all'improvviso in puro terrore.
Hunter completa la sceneggiatura nel novembre 1961, dopo aver apportato alcune modifiche richieste da Hitchcock stesso. Il regista decide poi di far visionare il copione ad alcuni suoi collaboratori fidati, che gli fanno alcuni appunti. Questo porta Hitchcock a chiedere delle revisioni a Hunter, che costui completa nel gennaio 1962. Ulteriori revisioni, tuttavia, giungono nelle settimane successive, alcune anche a riprese ormai iniziate.
Per il ruolo della protagonista, Melanie Daniels, Hitchcock pensa a un'attrice esordiente che ha catturato la sua attenzione durante uno spot pubblicitario visionato nell'ottobre 1961, incentrato su un latte dietetico. Il regista ne ammira la protagonista, un'elegante ragazza bionda. Si chiama Nathalie Hedren, soprannominata Tippi.
Pochi giorni dopo, lei e il regista si incontrano e un contratto per più film viene firmato, prima ancora che l'attrice effettui, qualche giorno dopo, un'audizione, la quale - basata sulla lettura di parti selezionate di precedenti pellicole di Hitchcock - va comunque a buon fine. Solo dopo quest'ottimo provino, comunque, a Tippi Hedren viene comunicato che sarà lei la protagonista del prossimo film di Hitchcock.
Per il ruolo del protagonista, Mitch Brenner, Hitchcock vorrebbe in un primo momento Cary Grant, ma sa che costerebbe troppo e si convince che il suo nome e la trama siano richiami sufficienti per il pubblico. Valuta dunque alcuni attori di seconda fascia, concentrandosi infine su Rod Taylor, a cui viene affidata la parte nel gennaio 1962.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 5 marzo 1962. Hitchcock ha stretto un accordo con la Universal Pictures per la distribuzione della pellicola e molte scene vengono dunque girate presso gli Universal Studios. Per alcune riprese in esterni, necessarie seppur detestate dal regista, ci si trasferisce presso la località di Bodega Bay, in California.
Per i "protagonisti principali", si utilizzano oltre 3.000 uccelli, affidati alle cure di un abile addestratore, oltre a degli uccelli meccanici. Laddove questi ultimi non si rivelino efficaci, si ricorre a un effetto visivo speciale sviluppato dall'animatore Ub Iwerks, il cui apporto al film viene concesso dalla Disney.
Tippi Hedren ha il suo battesimo del fuoco come attrice, in tutti i sensi. Durante la scena nella cabina telefonica, pur venendo usato un vetro di sicurezza, alcune schegge infrangendosi le si piantano nel naso e sulla guancia sinistra, lasciandola ferita in modo lieve.
Ma il momento più difficile giunge per una delle ultime scene, durante la quale il suo personaggio viene assalito da dei gabbiani. In origine si pensa di utilizzare degli uccelli meccanici, ma Hitchcock cambia idea. Per girarla occorre una settimana. Il regista ordina ad alcune persone di lanciare i gabbiani contro l'attrice, molti rimangono attaccati ai suoi vestiti e occorre portarli via quasi con la forza. Poi il reparto trucco applica sul volto della donna alcune finte ferite e si ricomincia.
Verso la fine, tuttavia, le ferite diventano reali e, quando un gabbiano ferisce Tippi Hedren poco sopra una ciglia, la donna ha un crollo nervoso e quasi sviene. Il dottore presente sul set ordina in maniera categorica che le riprese siano interrotte e Tippi Hedren viene ricoverata in ospedale per una settimana, al termine della quale torna sul set accolta da un fragoroso applauso della troupe.
L'epilogo originale prevede una scena che inquadri il ponte Golden Gate, su cui si sono appollaiati centinaia di uccelli, tanto da farlo scomparire alla vista. Si capisce subito tuttavia che essa non potrà essere girata per motivi di budget e viene eliminata.
Con una decisione senza precedenti, si decide di non utilizzare alcuna colonna sonora e di affidarsi solo agli effetti sonori, e di non inserire la scritta "The End" dopo l'ultima scena, per dare l'impressione al pubblico che il terrore che hanno sperimentato non avrà mai fine. Le riprese terminano il 10 luglio 1962.
Gli Uccelli (The Birds) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 28 marzo 1963. A fronte di un budget di 3 milioni e trecentomila dollari, il film arriva infine a incassare a livello internazionale 11 milioni e quattrocentomila dollari.
Il risultato è soddisfacente e Alfred Hitchcock è convinto di aver trovato una nuova Grace Kelly... ma questa è un'altra storia.

venerdì 25 ottobre 2019

A scuola di cinema: The Blair Witch Project (1999)

1999: Il terzo millennio è alle porte e nelle case di tutto il mondo si è ormai diffuso Internet. Per molti è ancora uno strumento nuovo, pieno di meraviglie da scoprire. Per qualcun altro, invece, è un mezzo che può offrire altre potenzialità, capace di trasformare un progetto amatoriale in un successo internazionale.


1993: Due studenti di una università di cinematografia della Florida, Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez, concepiscono l'idea di un film che sia una sorta di mix tra un documentario sul paranormale e le pellicole horror che li hanno terrorizzati da ragazzi, soprattutto quelle dove il "mostro" non compariva che in poche scene.
Per sviluppare questo progetto, i due fondano in quello stesso anno insieme ad altri tre loro amici studenti la compagnia di produzione Haxan Films.
Myrick e Sanchez scrivono dunque un trattamento di 35 pagine dove non sono presenti dialoghi, ma tutti i dettagli delle varie scene, in quanto i due cineasti intendono lasciare il tutto all'improvvisazione.
Myrick e Sanchez iniziano perciò a tenere varie audizioni ad Orlando, Los Angeles e New York. Durano quasi un anno, durante il quale vengono intervistati circa 2000 attori. L'idea iniziale è di scegliere tre maschi. A ogni attore vengono poste delle domande insolite, per vedere qual è la sua reazione e il tempo di risposta, cosa che aiuta a capire se sia adatto a improvvisare o meno.
Da queste audizioni emergono Michael C. Williams, Joshua Leonard, scelto anche perché in grado di manovrare con agilità una telecamera, e Heather Donahue, il cui provino risulta così convincente da far abbandonare ai produttori l'idea dei tre protagonisti maschili.
All'inizio dell'ottobre 1997, la troupe si reca in Maryland. Come zone ideali vengono individuate il Seneca Creek State Park e la città di Burkittsville.  Agli attori vengono dati dei GPS che li portano a dei contenitori, dove trovano delle note giornaliere, le quali spiegano nel dettaglio quali scene devono effettuare, e istruzioni su come procedere, ma per il resto tutto è affidato alla loro improvvisazione.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 23 ottobre 1997. Ai tre attori vengono affidate due telecamere, mentre i registi e il produttore Gregg Hale si nascondono nella boscaglia dove osservano da vicino tutte le loro mosse. Lungo il percorso, gli attori trovano dei segnali che indicano loro dove dirigersi. Per esasperare davvero la frustrazione fittizia dei tre giovani attori, costoro ricevono ogni giorno una dose di cibo inferiore alla precedente. Allo stesso modo alcune reazioni di terrore, come quando la tenda viene scossa dall'esterno, sono realistiche in quanto gli attori in alcuni casi non sanno cosa stia per accadere.
Nei piani originari di Myrick e Sanchez, Josh e Heather hanno una relazione e la persona che scompare nel nulla è Mike, ma questo viene cambiato in corsa poiché si nota una fin troppo eccessiva tensione tra Heather e Josh, il quale è dunque il primo a sparire.
La fine delle riprese è programmata per il 30 ottobre, ma quel giorno le batterie che alimentano le telecamere smettono di funzionare e si è così costretti a rinviare il tutto alla notte successiva, quella di Halloween. Le ultime riprese vengono effettuate presso la Griggs House vicino alla città di Granite, un edificio ultracentenario che viene demolito poco dopo il termine della produzione della pellicola.
Conclusa questa fase, Myrick e Sanchez passano circa otto mesi a visionare tutto il materiale girato per poi procedere al montaggio, lavorando a volte anche di notte, fino a giungere a una prima versione di circa due ore e trenta minuti.
In origine, Myrick e Sanchez intendono alternare le riprese del finto documentario di Heather, Josh e Mike con un altrettanto finto programma giornalistico incentrato sulla loro ricerca, con tanto di interviste a parenti e amici dei tre e a un detective incaricato di ritrovarli. Si è appena iniziato a progettare questa seconda fase quando i due capiscono che essa non è necessaria e può essere eliminata e che il focus della storia deve rimanere il finto documentario.
Nell'aprile 1998, il programma televisivo Split Screen, incentrato sulle produzioni di registi indipendenti, trasmette un segmento video delle riprese effettuate in Maryland. Il tutto viene trattato come se le ricerche e la mitologia dietro le vicende della strega di Blair fossero reali, col risultato che la chat del sito Internet del programma viene monopolizzata da questo argomento e si rischia il sovraccarico dei server.
Tanto che l'ideatore e produttore di Split Screen, John Pierson, chiede a Myrick e Sanchez di creare un proprio sito Internet sulla vicenda per allontanare l'eccessivo traffico dal sito di Split Screen.
Il sito web incentrato sulla strega di Blair va online nel maggio 1998, fornendo dettagliate informazioni sulla mitologia che circonda la strega di Blair e falsi rapporti di polizia, anche qui trattando le vicende, compresa la sparizione dei tre ragazzi, come se fossero realmente accadute.
L'interesse attorno alla vicenda cresce al punto che il Sundance Film Festival organizza una proiezione della pellicola per il 25 gennaio 1999. In vista del festival, i due registi effettuano un nuovo montaggio, che sia più fruibile, della durata di circa un'ora e venti minuti. Il giorno della proiezione vengono diffusi dei volantini in cui Josh, Heather e Mike sono dichiarati come dispersi.
Nonostante l'inizio del film sia programmato per mezzanotte, il riscontro del pubblico è senza precedenti. Cosa che convince la Artisan Entertainment ad assicurarsi i diritti di distribuzione della pellicola per un milione e centomila dollari.
La Artisan riesce anche a convincere l'Internet Movie Database (IMDB) a classificare i tre attori come scomparsi, presumibilmente deceduti, portando così avanti e all'estremo la finzione che gli eventi del film siano realmente accaduti. E molti ci credono, tanto che ai genitori di Heather Donahue arrivano addirittura telegrammi di condoglianze.
La Artisan Entertainment, tuttavia, ritiene il finale concepito troppo confusionario e ambiguo e chiedono un epilogo alternativo. Ne vengono girati quattro, ma nessuno di essi viene ritenuto soddisfacente, e alla fine si opta per mantenere l'epilogo originario.
The Blair Witch Project viene distribuito nei cinema americani a partire dal 14 luglio 1999. Il budget di questa pellicola è stato di 60.000 dollari. Il film arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 248 milioni di dollari. Niente male per un progetto amatoriale per cui in principio la speranza maggiore era che venisse acquisito da qualche TV via cavo.
La fama della pellicola continua imperterrita negli anni successivi, fino a quando ne viene prodotto un sequel... ma questa è un'altra storia.