L'entità nota come Death, presente nella serie Sandman di Neil Gaiman, si distingue per essere una "ragazza" - per come appare agli esseri umani con cui interagisce - che apprezza la vita, le piace osservare le esistenze degli umani e tratta coloro che lei deve portare via con rispetto e sincerità.
Ma alla fine la Morte è sempre lei e bisogna sempre stare attenti, soprattutto quando ci si fanno dei patti. Come dimostra la seconda storia a lei dedicata dopo L'Alto Costo della Vita, Il Grande Momento della Tua Vita (The Time of Your Life), miniserie di tre numeri pubblicata nel 1996, scritta da Neil Gaiman e disegnata da Chris Bachalo e Mark Buckingham.
Donna Foxglove è un'affermata cantante, impegnata in un lungo tour in giro per gli Stati Uniti. Per promuovere la propria carriera musicale, col tempo ha trascurato sempre di più la compagna Hazel McNamara e il figlio di lei Alvie, tanto che Hazel sta meditando di lasciarla.
Quando Hazel sembra scomparsa nel nulla e non risponde più alle chiamate, Donna Foxglove si precipita a cercarla, ma la ragione del suo silenzio è da ricercarsi in un drammatico evento che le è capitato. Un evento che ha attirato la presenza di Death. E si sa cosa questo significhi.
Così come già accaduto per la prima miniserie, anche in questa occasione Neil Gaiman prende alcuni elementi e personaggi provenienti dal mondo di Sandman per adattarli alla storia incentrata su Death, essendo questo in ultima analisi un universo condiviso. In questo caso le due protagoniste, di cui è già stato fornito il background in precedenza, cosa che però non diventa un impedimento per la fruizione della storia.
Se la prima miniserie si incentrava principalmente sul tema dei suicidi giovanili, questa invece si focalizza su quanto il lavoro e la carriera possano incidere sulla propria vita e le proprie relazioni. Tanto che, se trascurate troppo a lungo, possono infine deperire e morire.
Death rappresenta dunque, per le due donne, l'ultima possibilità di sistemare le loro vite, diventa una metafora di come soprattutto l'esistenza di Donna sia ormai divenuta vuota, priva di significato, pur regalandole soddisfazioni personali e introiti economici. Ma alla fine bisogna decidere cosa è davvero importante per la propria vita.
Da notare inoltre come Neil Gaiman - così come già fatto su Sandman - introduca personaggi omosessuali e parli dell'omosessualità senza renderla qualcosa di scandalistico o eccezionale, ma in maniera ordinaria come parte della vita di tutti i giorni. Quella tra Donna Foxglove e Hazel McNamara, infatti, non è una storia d'amore omosessuale: è una storia d'amore e basta.
Nella prima miniserie Death era una ragazza allegra, ma al tempo stesso venata di malinconia, poiché poteva passare un solo giorno come umana sulla Terra. Qui è più presente la sua vera natura, di entità concettuale che deve eseguire il suo compito ("non sono né benedetta né misericordiosa. Sono solo me stessa").
Pur rimanendo principalmente sullo sfondo, se non per l'epilogo, la sua presenza è costante. E alla fine occorre onorare i patti che con lei vengono sanciti.





