lunedì 16 marzo 2026

Netflix Original 190: Glass Onion - Knives Out


Nel 2019 esce nei cinema Cena Con Delitto: Knives Out, diretto da Rian Johnson. Daniel Craig, che si apprestava di lì a un paio d'anni a chiudere per sempre e in maniera memorabile i conti con la saga di James Bond, affiancato da un'incredibile Ana De Armas, ci regalava un altro personaggio memorabile: l'investigatore Benoit Blanc.
Il film è una sorta di rivisitazione moderna dei film whodunit, in special modo quelli tratti dai romanzi di Agatha Christie, con Blanc in versione Holmes/Poirot e l'assistente come versione femminile di Holmes/Hastings, anche se con sensibilità differenti visto che il contesto è quello moderno, un'epoca molto differente da quella in cui vivevano Agatha Christie e Arthur Conan Doyle.
Passano tre anni e giunge il meritato sequel con Glass Onion: Knives Out (Glass Onion: A Knives Out Mystery), scritto e diretto da Rian Johnson e distribuito su Netflix a partire dal 23 dicembre 2022.
2020: In piena pandemia e mentre sta attraversando una crisi personale, Benoit Blanc (Daniel Craig) si reca su un'isola dell'arcipelago greco dove è stata organizzata una cena con delitto da parte del ricco industriale Miles Bron (Edward Norton).
Sono presenti anche cari amici dell'industriale: Duke Cody (Dave Bautista), Birdie Jay (Kate Hudson), Claire Debella (Kathryn Hahn) e Lionel Toussaint (Leslie Odom). E infine Cassandra Brand (Janelle Monáe), ex socia di Bron che ha interrotto i rapporti con lui in maniera brusca.
C'è un problema, però: nessuno dichiara di aver mai invitato Benoit Blanc sull'isola. Tuttavia, la sua presenza sarà fondamentale: tutti i presenti nascondono infatti dei segreti e paiono avere qualche motivo di risentimento nei confronti di Miles Bron, dovuti ai metodi poco legali in apparenza con cui ha acquisito la sua straordinaria ricchezza. Finché, inevitabile e preciso, un delitto avviene.
L'ambientazione principale del primo film era la villa vittoriana, un classico dei romanzi gialli e dei loro adattamenti. Qui abbiamo invece un'altra classica ambientazione: la piccola isola, la località esotica, dove sono presenti solo poche persone. Un mondo chiuso dove tutti sono sospettati.
E un altro tratto comune con la prima pellicola è la presenza di persone eccentriche, molto eccentriche. A partire proprio da Benoit Blanc, che vediamo in principio in uno stato di depressione - dovuto all'inattività per la pandemia - ma la cui esperienza su quest'isola riattiva il suo spirito investigativo e il suo acume.
Anche gli altri protagonisti, comunque, non sono da meno e una menzione di merito va a Edward Norton, Kate Hudson e Dave Bautista per aver ritratto dei personaggi "originali" in maniera efficace.
Ovviamente, essendo un giallo sotto forma di film, non ci addentriamo più di tanto nell'approfondimento della trama, ma va di certo sottolineata l'abilità del regista nel seguire le scene, nel montaggio e nel cambio delle inquadrature. L'azione è continua e non vi sono mai stacchi significativi.
Un piccolo difetto, che in realtà difetto non è, è che anche in questo film Benoit Blanc riceverà l'aiuto di una assistente, ma costei non risulterà così incisiva come la prima. Forse, però, è semplicemente dovuto al fatto che Ana De Armas aveva raggiunto livelli stellari.
Vi sono anche dei cameo, facilmente riconoscibili e ben inseriti, di Angela Lansbury, Hugh Grant, Ethan Hawke.
Per quanto mi riguarda, questo sequel è stato molto ben apprezzato, così come si era apprezzato il primo film. Tanto che si vorrebbe subito una nuova avventura di Benoit Blanc... che guarda caso già c'è!

domenica 15 marzo 2026

Italians do it better? 66: Un Mondo a Parte (2024)


A volte nei telegiornali - è una di quelle cose cicliche che ogni tanto tornano - appare la notizia di una scuola destinata a chiudere presto i battenti, in quanto si trova in un piccolo comune e i bambini che frequentano le lezioni non sono sufficienti, forzandoli dunque a recarsi in altre scuole, spesso distanti alcuni chilometri.
Partendo da questa tematica, si affrontano vari altri argomenti in Un Mondo a Parte, diretto da Riccardo Milani, scritto da Riccardo Milani e Michele Astori e distribuito nei cinema nel marzo 2024.
Michele Cortese (Antonio Albanese) è insoddisfatto del suo lavoro di insegnante a Roma, vittima della maleducazione dei bambini e dei genitori che se la prendono con lui per le cose più insignificanti. Quando, dunque, gli viene assegnato un nuovo posto in un piccolo comune dell'Abruzzo, Rupe, accetta con gioia.
Questo piccolo paese conta poco più di 370 abitanti e vi è una sola classe elementare, che accoglie alunni di differenti età che quindi devono studiare cose differenti. Nonostante questo e la presenza di lupi e orsi nelle vicinanze, Michele appare felice della nuova sistemazione e si ambienta in breve tempo, per la sorpresa della vicepreside della scuola Agnese (Virginia Raffaele).
Tuttavia, la burocrazia e alcune persone ostili a questa situazione si apprestano a infrangere il sogno di Michele.
La pellicola, partendo da un fatto di cronaca acclarato, si amplia poi per descrivere quello che davvero è un mondo a parte, per varie ragioni, dove nevica fortemente in inverno e le temperature precipitano, salvo poi alzarsi in maniera significativa d'estate. E passa poi a parlare di altri argomenti, oltre al diritto di ricevere un'istruzione.
Il tutto ruota attorno a due persone sconfitte dalla vita: Michele, per essere costretto a fare un lavoro degradante e non aver mai concluso nulla di significativo, Agnese perché è stata tradita dal marito e si ritrova a dover gestire molte responsabilità senza alcun tipo di aiuto. L'incontro tra queste due personalità, così lontane e così vicine, li farà inevitabilmente avvicinare.
La particolarità di questo film, inoltre, è che oltre agli attori che interpretano questi due personaggi, gli altri protagonisti sono in buona parte attori non professionisti, residenti del posto in cui sono state effettuate le riprese.
Anche se confesso che a volte non capivo cosa dicesse Virginia Raffaele con quello strano dialetto abruzzese.
Il film, tuttavia, non si limita solo a questo, ma ne approfitta per parlare di svariati argomenti come l'inclusione, l'accogliere e aiutare le persone più sfortunate, il concetto di famiglia allargata in quest'era moderna e, già che ci siamo, pure di problemi di natalità e crescente urbanizzazione a discapito dei centri abitati più piccoli.
Lo fa con quell'atteggiamento lieve dei film commedia, che non va ad approfondire l'argomento, ma lo presenta allo spettatore con una posizione buonista lasciando poi il giudizio finale alla singola persona.
Gli argomenti trattati non si rivelano poi così eccessivi, poiché ogni elemento di trama trova il suo giusto spazio, non lasciando mai che prevalga sul rapporto tra Michele e Agnese, il quale è il perno dell'intera storia. Sono una sorta di deus ex machina che riesce a risolvere i vari problemi che si presentano lungo la via.
La fine dell'anno scolastico porta con sé degli addii e delle nuove sfide, ma anche un nuovo mondo (a parte) che le persone - unite dal destino - hanno creato insieme nei mesi precedenti.

sabato 14 marzo 2026

Italians do it better? 65: Hammamet (2020)


Nel 2000 muore Bettino Craxi, divenuto a quell'epoca per la quasi totalità delle persone il simbolo di un vecchio modo di fare politica. Quello che includeva anche tangenti e raccomandazioni. Sì, ammetto che si potrebbe discutere sul definirlo "vecchio modo". Un sistema che non aveva escluso nemmeno chi aveva ricoperto la carica di Presidente del Consiglio per due volte.
Gli ultimi anni della vita di questo uomo politico vennero passati in esilio, nella città di Hammamet, in Tunisia, per impedire che venisse arrestato. Un esilio che agli occhi dell'opinione pubblica rovinò in maniera ulteriore la sua figura.
Sotto forma di allegoria, tale periodo viene ricreato in Hammamet, diretto da Gianni Amelio, scritto da Gianni Amelio e Alberto Taraglio e distribuito nei cinema nel gennaio 2020.
Da ormai alcuni anni il Presidente (Pierfrancesco Favino) risiede ad Hammamet. Tra i pochi a stargli vicino vi è la figlia Anita (Livia Rossi), che non ha mai smesso di credere in lui. Ormai, però, è lontano il periodo in cui era il leader di un importante partito politico e tutto il potere che era nelle sue mani è andato perduto a causa di alcune accuse di corruzione che gli sono piovute addosso.
Nonostante questo il Presidente, pur malato, cerca in tutti i modi di trovare una scappatoia per riacquisire il potere del passato, orripilato dallo scenario politico vigente.
I peccati del passato, tuttavia, si ripresentano sotto forma di Fausto Sartori (Luca Filippi), figlio di una persona che si è suicidata e che ha lasciato una lettera in cui incolpa il Presidente di ciò che ha fatto. Sartori vorrebbe uccidere il Presidente, ma costui lo prende sotto la sua tutela e inizia a raccontargli la sua vita ripreso da una telecamera.
La malattia del Presidente, nel frattempo, peggiora e l'unico modo per curarla con efficacia è ritornare in Italia.
Questa è una storia sugli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi, ma non solo. Non sfugge che durante tutto il film il suo nome non venga mai pronunciato in maniera esplicita e venga sempre denominato, anche da chi gli parla, il Presidente. Anche le persone che ruotano attorno a lui o sono frutto di invenzione oppure si basano su persone realmente esistenti, ma a cui viene sempre cambiato il nome.
Questa figura diviene così una sorta di incarnazione di quel vecchio modo di fare politica in Italia, il vecchio establishment, che ormai sta appassendo e sta per scomparire del tutto.
Abbiamo quindi questa figura che tenta disperatamente di aggrapparsi a ogni possibilità di tornare sotto i riflettori, pur essendo ciò impossibile, che non perde occasione per lamentarsi della situazione politica in Italia e che resta convinto non tanto di aver agito nel modo giusto ma che non poteva comportarsi diversamente e quindi nulla gli può essere imputato.
Un personaggio, che ribadisco diventa una sorta di allegoria e si distacca in alcuni passaggi dall'uomo di riferimento, il quale in certi punti sfiora il grottesco e il surreale.
Pierfrancesco Favino, che già si era calato in maniera decisa nel suo personaggio in Il Traditore, effettua qui una trasfigurazione totale, arrivando - grazie al trucco e a un abile utilizzo della voce - ad assomigliare pienamente a Bettino Craxi. Tanto da creare una sorta di straniamento per questo deciso distacco tra attore e ruolo interpretato e per il fatto che il personaggio qui rappresentato sia più del semplice ex leader politico.
Forse un film che illustri quegli strani e particolari anni in cui Craxi era al potere e altre insolite figure politiche lo circondavano è ancora impossibile da realizzare, o meglio ancora non se ne sente la necessità. Quindi si è sfruttata questa allegoria per creare uno scenario differente, che non si limitasse solo a lui, ma includesse anche quel mondo in cui molti di noi hanno vissuto.
Un mondo che a distanza di tanti anni ci sembra essere stato una sorta di illusione. E invece è esistito davvero.

venerdì 13 marzo 2026

Fabolous Stack of Comics: La Magnifica Illusione - New York 1938


Il 1938 è un anno fondamentale per il fumetto supereroistico e il fumetto in generale: proprio in quell'anno, infatti, viene pubblicato il primo numero di Action Comics, che presenta ai lettori per la prima volta il personaggio di Superman.
Nasce così una nuova era per il fumetto americano, la Golden Age, e a Superman seguiranno ben presto altri eroi come Batman e Flash, più numerosi suoi epigoni che proveranno invano a ricatturarne il successo.
Un fumetto che parte dalla descrizione di quest'era pionieristica per parlare poi anche di altri argomenti è La Magnifica Illusione, New York 1938, scritto e disegnato da Alessandro Tota e pubblicato da Coconino Press.
Roberta Miller è una giovane ragazza che risiede in una fattoria del Kansas e adora i fumetti di supereroi, tanto da desiderare di diventare una sceneggiatrice. Tuttavia in Kansas non vi è alcuna opportunità per lei e così, rubando dei soldi alla famiglia, si trasferisce nella città che è il cuore pulsante del fumetto supereroistico: New York.
Qui, con dedizione e fatica, inizia a vedersi pubblicate alcune storie, seppur con uno pseudonimo maschile. Al tempo stesso Roberta Miller viene coinvolta dai tumulti sociali che sono in atto in quel momento, essendo ancora presente la Grande Depressione, e nel clima di incertezza politica che porterà alla Seconda Guerra Mondiale.
Così come è dedita a scrivere fumetti, Roberta Miller inizia anche a concentrarsi sulle lotte sindacali e politiche, le quali forgeranno il suo carattere e la cambieranno.
Per quanto questa sia un'opera che parla di fumetti della Golden Age e sia ambientata nei primi anni in cui il fumetto di supereroi prendeva piede, non ne è l'argomento principale. Da un lato per problemi di copyright, probabilmente, e storie su Siegel e Shuster ad esempio sono state già realizzate, dall'altro perché l'autore desidera parlare di altri temi.
Detto questo, però, qui e là vi sono cameo di celebri autori dell'epoca quali Will Eisner e Bob Kane. Il fumetto, comunque, non viene abbandonato, poiché lungo tutta quest'opera - che rappresenta la prima parte di una saga più ampia - esso rimane al centro della scena (i personaggi creati da Roberta Miller interagiscono con lei, ad esempio).
Ma tramite la protagonista, che scopre il mondo prima a lei ignoto della grande metropoli e dei problemi causati da una grande moltitudine di persone, si effettua una ricerca di identità personale. E tale ricerca passa attraverso temi quali l'impegno politico e le scelte sessuali.
Chi scriveva e disegnava fumetti a quell'epoca era considerato una sorta di emarginato, un invisibile, tanto che - salvo pochissime eccezioni - i nomi degli autori non venivano mai indicati nei credits, e Roberta Miller riflette questa situazione. Venuta dal nulla, deve sostanzialmente ricreare sé stessa in questo nuovo contesto metropolitano.
E tale rinascita passa attraverso la lotta e l'impegno politico. In tal senso la posizione della protagonista ritengo sia anche quella dell'autore, quindi si può condividere o meno, ma essa contribuisce comunque allo sviluppo del personaggio.
Al tempo stesso, Roberta Miller ritrova finalmente sé stessa capendo qual è la sua vera identità sessuale, di donna che ama altre donne. E la cosa non viene fatta in maniera sensazionalistica, ma arriva con naturalezza, come è giusto che sia.
Attorno alla protagonista, inoltre, ruotano altri personaggi. Altri emarginati come lei, qualunque sia la loro posizione sociale e tutti accomunati dall'amore per l'arte, a vari livelli. Un amore che spesso non viene compreso. Perché, come diceva Jack Kirby, "i fumetti ti spezzeranno il cuore".

giovedì 12 marzo 2026

Fabolous Stack of Comics: Asterios Polyp


Il mercato americano fumettistico è dominato per la quasi totalità dai supereroi: è così da decenni e ormai nessuno più se ne stupisce. Eppure, col passare degli anni altri generi sono riusciti a trovare il loro giusto spazio e, a partire principalmente da Will Eisner, le storie più intimiste sono infine comparse sulla scena.
Will Eisner, che dai supereroi è passato alle graphic novel, ai racconti "impegnati". Lo stesso percorso compiuto da David Mazzucchelli, disegnatore di Batman Anno Uno e Devil Ronascita, che ritroviamo come autore completo in un'opera completamente diversa, Asterios Polyp, pubblicata nel 2009 da Pantheon Books.
Superati i cinquant'anni, l'insegnante e architetto Asterios Polyp sta vivendo un periodo di forte depressione e passa le sue serate vedendo video porno.
Quando però un fulmine colpisce il condominio in cui risiede, dando vita a un tremendo incendio che brucia tutto, Asterios Polyp - osservando le fiamme che si alzano in cielo - si allontana dalla scena senza dire nulla e si rifugia in una piccola città della provincia americana, trovando lavoro come meccanico in una piccola officina.
Qui riscoprirà la gioia di vivere e avrà modo di meditare sugli errori e i bei momenti del suo passato.
Un percorso di crescita e rinascita personale può avvenire a qualsiasi età e non è prerogativa solo della narrativa supereroistica. Il punto di partenza è quello consueto: un uomo sconfitto dalla vita, anche e soprattutto per via di alcune scelte sbagliate che ha preso, con un matrimonio fallito alle spalle e che sembra non aver più nulla per cui vivere.
Ma quel fulmine, come accaduto alla creatura di Frankenstein, sembra ridare vita a questo cadavere ambulante, il quale riparte dalle cose più semplici: un lavoro onesto, persone alla mano con cui è piacevole chiacchierare e tempo libero utilizzato per divertirsi.
Al tempo stesso, Asterios Polyp, guidato dalla coscienza del suo fratello gemello mai nato e che funge anche da narratore della storia, ripensa al matrimonio con la sua compagna, capendo per la prima volta quanto sia stato egoista e arrogante nei suoi confronti.
Vi è un utilizzo molto particolare e affascinante del colore: a volte le tavole sono bianche, a volte purpuree, a volte vi sono chiazze di rosso e di giallo e di altri colori che sembrano quasi riflettere il mood della scena che viene ritratta in quel momento.
L'opera descrive la natura duale di un essere umano, convinto di essere nel giusto in principio, e si interroga su come a volte le esistenze degli esseri umani siano dettate e guidate dal caos e dalla casualità. In questo caso partendo dal fulmine che dà vita al tutto fino a giungere all'epilogo, devastante come poche altre cose lette negli ultimi anni.
L'essere umano è qualcosa di complicato, ma ancora più indecifrabili sono la natura e il mondo che ci circondano, che possono provocare sorprese e tragedie in un istante. Distruggendo o cambiando vite senza che ci si possa fare nulla. Ma non per questo bisogna rinunciare a provare a cambiare per il meglio con le nostre forze, prima che sia un fulmine spuntato dal nulla a decidere per noi.

mercoledì 11 marzo 2026

Fabolous Stack of Comics: Berserk - L'Assassino


Continua il lungo viaggio nel passato che sta descrivendo i primi passi dei protagonisti di Berserk, l'opera realizzata da Kentaro Miura. I primi passi di Caska, Grifis, ma soprattutto di Gatsu: un'epopea iniziata con L'Età dell'Oro.
I tre hanno poi scoperto le insidie del mondo in cui vivono in Zodd l'Immortale, ma questo non ferma di certo Grifis e la sua sfrenata ambizione. Costui è dunque pronto a portare avanti i suoi piani, coinvolgendo chiaramente anche Grifis, in L'Assassino, pubblicato sulla rivista Young Animal nel 1993.
Dopo le numerose vittorie conseguite sui campi di battaglia e nessuna sconfitta patita, Grifis e i Falchi vengono ben accolti dal re delle Midlands come se fossero dei nobili. Questo non viene visto però di buon occhio dagli altri nobili che frequentano la corte, poiché Grifis è di umili origini e, nonostante le vittorie conseguite, gli vengono conferiti troppi onori.
La situazione precipita in maniera ulteriore quando a Grifis viene promesso un titolo nobiliare e inizia a frequentare la principessa. Non volendo un plebeo accanto a sé a insidiare le sue mire di potere, il conte Yulius, fratello del re e primo erede al trono, tenta di uccidere il leader dei Falchi. Grifis tuttavia sopravvive e decide di mettere in atto una spietata vendetta con l'aiuto di Gatsu.
In quello che è il mondo di Berserk convivono due aspetti: uno è quello più prettamente fantastico, un dark fantasy poiché in questa epopea di luce ve ne è poca, di cui Zodd rappresenta un esempio. L'altro è quello più umano, ma il lato peggiore dell'animo umano: quello che complotta, tradisce e uccide. In questo mondo sembra proprio non esserci spazio per l'innocenza.
Questa saga lo dimostra. Grifis, aiutato dalle sue indubbie e ammalianti capacità di leader, diventa sempre più ambizioso e chi ruota attorno a lui condivide quest'ambizione che però va tutta a suo vantaggio. Colui, tuttavia, che più precipita in questo pozzo di ambizione (e oscurità al tempo stesso) è proprio Gatsu.
Gatsu, dopo alcuni primi screzi, ora segue Grifis ciecamente e non si pone dubbi su quello che lui vuole fare. Così, quando riceve l'ordine di uccidere il Conte Yulius, parte senza esitare, nonostante i mille rischi che si presentano.
Ed è qui che Kentaro Miura dimostra ancora una volta che questo è un mondo crudele, dove l'innocenza viene schiacciata. Perché per perseguire l'obiettivo, Gatsu si macchia infine di un male indicibile, che marchierà la sua anima per sempre. Tale è stata la potenza ammaliatrice di Grifis da portarlo al gradino più basso dell'empatia umana e del rispetto della vita. Lui che di abusi ne ha subiti sulla sua pelle.
Grifis, dietro quel suo volto efebico, nasconde in realtà una profonda malvagità, un'oscurità interiore in grado di inghiottire il mondo intero. E lo sta già inghiottendo per certi versi, poiché il leader dei Falchi di empatia sembra invece non averne alcuna, ma è abile a dimostrare a chiunque la propria tenacia e il proprio rispetto.
Una sorta di demone travestito da giovane ragazzo, pronto a scatenare il caos totale. Per quanto Gatsu faccia la sua parte, di questa saga è infine Grifis il vero protagonista.