La suspense, il terrore, possono essere presenti anche in luoghi piccoli. Quei posti che crediamo di conoscere a menadito, che sentiamo come parte di noi e che non riteniamo possano presentare dei pericoli, e invece...
Sembra quasi superfluo dirlo, ma Alfred Hitchcock è stato un maestro di questo tipo di suspense, che trova la sua esemplificazione in film come Nodo alla Gola o La Finestra sul Cortile.
Ed echi hitchcockiani possono ritrovarsi in La Donna alla Finestra (The Woman in the Window), diretto da Joe Wright, scritto da Tracy Letts e distribuito su Netflix a partire dal 14 maggio 2021.
Anna Fox (Amy Adams) da tempo è barricata in casa per sua scelta e rifiuta di uscire anche solo per pochi secondi. La sua unica compagnia è il vicino di casa David (Wyatt Russell) e passa il suo tempo guardando vecchi film.
Questa routine viene interrotta dall'arrivo di nuovi vicini di casa, i Russell, il figlio Ethan (Fred Hechinger), la madre (Julianne Moore) e il padre Alistair (Gary Oldman).
Quando la madre viene dunque assassinata, con Anna Fox a osservare il tutto da casa sua, quest'ultima denuncia il fatto alla polizia, ma l'attende una sorpresa. La donna infatti è ancora viva, ma non è quella che Anna ha incontrato. Possibile che la donna - a causa di un trauma subito in passato - stia impazzendo?
I tempi cambiano e cambiano anche i background dei personaggi. Se nel film di Hitchcock - degnamente omaggiato senza nascondere la cosa - il personaggio interpretato da James Stewart era costretto a restare a casa per via di un infortunio, ora la protagonista di questa pellicola rimane a casa per via di traumi moderni che il regista inglese non poteva/voleva analizzare.
L'agorafobia, il rifiuto di un trauma passato, il non accettare una perdita. Anche se le motivazioni appaiono chiare pur a uno spettatore poco attento, pian piano viene svelato il mosaico che va a rimettere insieme l'identità della protagonista e la sua psiche spezzata.
Psiche che - nella migliore delle tradizioni - si ricompone grazie a un altro trauma che invece che ucciderla la rende alla fine più forte e determinata.
Oltre a La Finestra sul Cortile, ho qui trovato echi anche di un'altra pellicola di Alfred Hitchcock, La Signora Scompare.
Quella che è la prospettiva di Anna Fox diviene la prospettiva del regista e nostra, mentre attraversiamo quella che appare quasi in principio come una visione onirica, salvo poi progredire e divenire più concreta e reale mano a mano che la trama procede. Fino a quando Anna Fox esce di nuovo all'aperto e, letteralmente, rinasce a nuova vita dopo aver rischiato di perderla, quella vita.
Si tratta di un film che vuole mescolare un po' le carte in tavola, non troppo, giusto un poco, rispetto a temi consolidati. Su binari narrativi in ogni caso a molti più che noti. Un mix che cerca di mettere insieme passato e presenti, tempi più diversi (non necessariamente migliori) con tempi più frenetici e complicati.





