venerdì 10 gennaio 2020

A scuola di cinema: Ghostbusters (1984)

Nel diciannovesimo secolo, Samuel Augustus Aykroyd, un dentista, inizia a tenere con regolarità e per molti anni presso la propria dimora in Ontario delle sedute spiritiche, a cui partecipa il medium Walter Ashurst, il quale afferma di captare messaggi dall'aldilà che riferisce a coloro che partecipano a queste sedute.
A osservare tutto questo, nascosto tra le ombre di un corridoio o lungo le scale, vi è il nipote di Samuel Augustus, Peter Aykroyd. Costui racconta molti anni dopo ai suoi due figli, Peter Jr. e Dan, le storie di quelle strane sedute spiritiche. La madre di Dan, Lorraine Hélène, gli rivela inoltre che un giorno - mentre lo stava allattando - ha avuto una visione dei fantasmi dei suoi trisnonni.
Ed è in questo insolito ambiente familiare, dunque, che nasce la passione di Dan Aykroyd per il mondo spiritico e il paranormale. Una passione che avrebbe infine trovato spazio in un film che ha fatto e continua a fare epoca.


1981: Dopo aver abbandonato il Saturday Night Live e aver iniziato una promettente carriera cinematografica, Dan Aykroyd legge un articolo sulla rivista The Journal of the American Society for Psychical Research incentrato sulla fisica quantistica e la parapsicologia. E nella sua mente nasce l'idea di un dispositivo in grado di intrappolare i fantasmi.
Aykroyd, inoltre, è un grande appassionato dei film sui fantasmi interpretati da celebri comici quali Bob Hope, Bud Abbott e Lou Costello e prodotti tra gli anni '40 e '50 del ventesimo secolo. L'attore ritiene possa essere una buona idea modernizzare quell'approccio da commedia in un nuovo film che tenga conto di queste più recenti ricerche.
Inizia così a scrivere una sceneggiatura, con tre personaggi principali. Per il personaggio di Stantz ,Aykroyd ha in mente sé stesso, modella su John Belushi il personaggio di Venkman e pensa a Eddie Murphy per il personaggio di Ramsey. Aykroyd arriva a concludere un terzo del lavoro quando, il cinque marzo 1982, il produttore Bernie Brillstein gli telefona, informandolo della tragica morte di John Belushi.
Dopo aver superato il dolore per la perdita del suo amico, Aykroyd si rimette all'opera, modellando il personaggio di Venkman su un altro componente del cast di Saturday Night Live, Bill Murray. Costui visiona il copione quando è stato completato circa a metà e appare interessato a partecipare.
Questo primo trattamento si intitola Ghost Smashers. Il gruppo, composto da molte altre persone oltre ai tre protagonisti, è al servizio di un essere interdimensionale noto come Shandor, il quale li invia lungo il tempo e lo spazio per catturare fantasmi.
Shandor ha rinchiuso nella dimensione terrestre un altro essere interdimensionale, Zuul, e il suo possessore, Gozer, decide di giungere nella nostra dimensione per recuperarlo, scatenando altre manifestazioni spiritiche della sua essenza, tra cui una versione dark di Slimer e l'omino della pubblicità dei Marshmallow.
Aykroyd ha scritto circa 70 pagine di questo trattamento quando lo sottopone a Ivan Reitman, con cui ha collaborato qualche anno prima, quando entrambi lavoravano per una rete televisiva canadese, e di cui ha apprezzato le commedie Polpette (Meatballs) e Stripes, entrambe interpretate da Bill Murray.
Nel gennaio 1983, i due hanno un pranzo di lavoro a Los Angeles, durante il quale Reitman dice ad Aykroyd che la sceneggiatura, per quanto affascinante, è impossibile da realizzare, poiché comporterebbe un budget di produzione di almeno 200 milioni di dollari.
Tuttavia il concept rimane molto interessante, così il regista suggerisce di ambientarlo nel presente e in una metropoli e di rendere gli acchiappafantasmi dei professori universitari che si mettono in proprio.
La sceneggiatura di Aykroyd inoltre risulta fin troppo cupa e avrebbe bisogno di qualche elemento di comicità. Reitman ha in mente la persona perfetta che può aiutare in questo compito. Si chiama Harold Ramis, colui che ha scritto le sceneggiature sia di Polpette che di Stripes.
Concluso il pranzo, dunque, i due si recano presso i Burbank Studios, dove si trova l'ufficio di Ramis. A costui viene spiegata l'idea di base e data la possibilità di interpretare un quarto personaggio, dopodiché esamina la sceneggiatura di Aykroyd per alcuni minuti. Alla fine Ramis si dichiara interessato.
Mentre Aykroyd e Ramis si mettono all'opera sul secondo trattamento della sceneggiatura, Reitman ha un incontro, nel maggio 1983, col presidente della Columbia Frank Price, che aveva prodotto Stripes, a cui presenta il progetto.
Price lo reputa interessante, ma al tempo stesso rischioso: è una commedia con attori sulla cresta dell'onda e che richiede una notevole dose di effetti speciali. Ma rimane una commedia e, perché un investimento su questo genere cinematografico sia considerato giustificato, non deve superare un certo tetto di spesa.
Reitman, il quale ricorda che il budget di Stripes è stato di dieci milioni di dollari, crede che una cifra di circa tre volte superiore possa essere sufficiente, così ribatte di potercela fare con un budget tra i 25 e i 30 milioni di dollari. Per Price è una somma ragionevole, ma aggiunge una condizione imprescindibile: la pellicola deve uscire nei cinema nel giugno 1984. Pur non essendoci ancora una sceneggiatura completa o un'idea chiara di quanti effetti speciali saranno necessari, Reitman accetta la condizione.
Quando alla sede di New York della Columbia giunge la voce che Price sta per autorizzare una commedia con quel budget, il CEO della società Francis Vincent invia l'avvocato della compagnia Richard Gallop a Los Angeles, intimando a Price di desistere dall'andare avanti. Price non ascolta il consiglio: per lui è un film che creerà profitto e interpretato da grandi attori, ma per Gallop e Vincent è solo una questione di soldi e controbattono che la decisione che prenderà sarà una sua totale responsabilità. Price approva il progetto.
Questi continui contrasti con Vincent, uniti all'acquisizione della società da parte della Coca Cola, portano Price pochi mesi dopo a rassegnare le dimissioni. Tuttavia il film di Reitman è già stato approvato e non può essere cancellato.
Intanto Ramis e Aykroyd - con l'aiuto di Reitman - continuano a lavorare sulla nuova sceneggiatura. Per venire incontro alle strette tempistiche, i tre insieme alle loro famiglie si recano a Martha's Vineyard, dove affittano tre case. Ogni giorno i tre si ritrovano nel seminterrato della casa di Aykroyd, a lavorare sulla sceneggiatura per circa sei ore. Ramis e Aykroyd scrivono per quattro o cinque ore, dopodiché interviene Reitman con i suoi suggerimenti, revisioni o idee aggiuntive. Il tutto va avanti per circa due settimane e mezzo. A inizio agosto 1983 si arriva a una prima sceneggiatura completa.
Al contempo, Reitman si preoccupa di individuare una società capace di gestire gli effetti speciali. E ne esiste solo una all'epoca in grado di completare il tutto in una tempistica stretta, la Industrial Light & Magic. Solo che la compagnia fondata da George Lucas è già stata opzionata da Steven Spielberg per Indiana Jones e il Tempio Maledetto (Indiana Jones and the Temple of Doom).
In cerca di una soluzione alternativa, a Reitman viene in mente Richard Edlund, uno dei responsabili degli effetti speciali del primo film di Star Trek, nonché dell'Episodio V e VI di Star Wars. Pur trovandosi in quel momento in ospedale a causa dei postumi di un'operazione alla schiena, Edlund - che voleva affrancarsi da Lucas e creare una propria società di effetti speciali - accetta la proposta.
Reitman allora si fa anticipare dalla Columbia cinque milioni di dollari, che la società versa in collaborazione con la Metro-Goldwyn-Mayer, la quale ha bisogno anch'essa di effetti speciali per la pellicola 2010 - L'Anno del Contatto. Tali fondi permettono a Edlund di fondare la Boss Film Studios, iniziare a comprare l'attrezzatura necessaria e assumere alcune persone con cui ha lavorato sui set dei film di Star Wars e Star Trek.
Nella creazione del personaggio che deve interpretare, Egon Spengler, Harold Ramis si ispira per il look a una foto di una persona da lui vista sulla copertina di una rivista di architettura, con capelli ritti, occhiali con montatura metallica e un completo a tre pezzi. Il nome è preso da un rifugiato ungherese, Egon Donsbach, compagno di classe di Ramis al liceo, mentre il cognome è ripreso dal filosofo tedesco Oswald Spengler.
Invece, il personaggio concepito da Aykroyd con in mente Eddie Murphy, Ramsey, che viene rinominato Winston Zeddemore, arriva col tempo ad avere un ruolo minore. L'attore ha accennato della cosa a Murphy durante le riprese di Una Poltrona Per Due (Trading Places), ma una sua conferma non è arrivata e non viene poi più contattato, anche perché qualche mese dopo l'attore viene scelto come interprete principale di Beverly Hills Cop.
In principio, Zeddemore rimane un personaggio centrale, con molte più battute rispetto al risultato finale, poiché si pensa di affidare la parte a Gregory Hines. Ma, con le successive revisioni, la sua presenza si riduce e alcune delle sue battute vengono date al personaggio di Peter Venkman, per cui ci si aspetta che sia interpretato da Bill Murray.
In effetti, l'eventuale successo del film dipende anche dalla presenza di Murray, il quale non ha ancora dato un assenso definitivo. Quando l'attore chiede alla Columbia i finanziamenti per un film da lui co-sceneggiato, Il Filo del Rasoio (The Razor's Edge), Price glieli concede, pur prevedendo che la pellicola sarà un flop (come infatti accade), nella speranza che Murray ricambi il favore partecipando al film di Reitman. Cosa che infine accade.
Alla fine, per il ruolo di Winston Zeddemore, viene scelto Ernie Hudson, dopo cinque audizioni da lui tenute. L'attore all'inizio legge una delle revisioni dove il suo personaggio ha un ruolo più rilevante, tanto che accetta la metà della somma rispetto al suo consueto ingaggio, scoprendo la notte prima dell'inizio delle riprese che non è più così. Reitman gli spiega che ciò è dovuto al fatto di dare maggior spazio al personaggio interpretato da Bill Murray e non è stato possibile fare altrimenti.
Per il ruolo di Dana Barrett, che nella sceneggiatura di Ramis e Aykroyd è una modella, vengono tenuti all'inizio dei provini a giovani attrici, tra cui Julia Roberts.
Quando arriva il turno di Sigourney Weaver, sembra ci sia scarso interesse, visto che si ritiene manchi di un background da film commedia, avendo lei recitato fino a quel momento solo in pellicole drammatiche quali Un Anno Vissuto Pericolosamente (The Year of Living Dangerously), nonostante lei dichiari di aver studiato commedia presso la Yale Drama School.
A un certo punto Sigourney Weaver suggerisce che il personaggio debba essere vittima di una possessione, come accade al cane di Gozer. E all'improvviso salta sul tavolo di Reitman, si accuccia e inizia a ululare come un cane! Lo stupore di Reitman si tramuta in un'idea quando, non appena l'attrice è uscita, chiama Ramis e gli dice di inserire nella sceneggiatura quanto suggerito da Sigourney Weaver. Ovvio che questo le fa guadagnare all'istante la parte. Sempre dietro suggerimento di Sigourney Weaver, il personaggio di Dana Barrett passa dall'essere una modella a una musicista.
Per il ruolo di Louis Tully, viene contattato in prima battuta John Candy. Un paio di giorni dopo costui richiama Reitman e suggerisce di rendere il personaggio di estrazione tedesca, circondato da pastori tedeschi. Ma nel film sono già presenti due cani e sono più che sufficienti. Così si decide di ingaggiare un altro attore. Reitman ha lavorato in Canada con un altro comico, Rick Moranis, e dunque lo contatta. Non appena Moranis legge la sceneggiatura, accetta all'istante la parte. Dietro suo consiglio, il personaggio di Tully viene reso un contabile.
Il ruolo di Janine Melnitz viene proposto inizialmente a Sandra Bernhard, che rifiuta. La parte viene allora affidata ad Annie Potts. Durante il suo primo giorno sul set, l'attrice prende a prestito un paio di occhiali da una costumista. Nel vederla, Reitman decide che deve rimanere così. Perciò Annie Potts, prima di girare ogni scena, chiede sempre in prestito gli occhiali alla costumista.
Per il ruolo di Walter Peck viene scelto William Atherton. L'attore in quel periodo sta recitando in teatro a Broadway e ha un incontro con Dan Aykroyd, poiché una sua collega del Saturday Night Live, Gilda Radner, gli ha consigliato di andare ad ammirare la recitazione dell'attore. Atherton suggerisce di rendere il personaggio più odioso del solito, come contraltare all'ironia degli altri protagonisti. La cosa gli riesce fin troppo bene poiché, dopo la conclusione delle riprese, passando davanti a un bus pieno di bambini, costoro lo apostrofano col termine offensivo che usa Bill Murray rivolto al suo personaggio.
Il personaggio di Gozer, nei primi trattamenti, è descritto come un elegante architetto e per interpretarlo viene scelto Paul Reubens, che però rifiuta. Gozer diviene allora un essere androgino - nelle intenzioni un mix tra Grace Jones e David Bowie - e a interpretarlo viene scelta l'attrice Slavitza Jovan.
Pur essendo John Belushi deceduto, Aykroyd lo omaggia rimodellando il personaggio di Slimer, che dichiara essere il suo fantasma. A doppiarlo è Ivan Reitman in persona.
Un amico di Dan Aykroyd, John Daveikis, concepisce uno schizzo abbozzato del logo "no ghost", che viene poi rifinito dal produttore Michael Gross. Un'ulteriore revisione della sceneggiatura viene completata verso la fine di settembre 1983.
Le riprese hanno inizio a New York nella metà di ottobre del 1983. Per essere certi che Bill Murray sia presente sul set, Ivan Reitman e Harold Ramis lo vanno a prelevare all'aeroporto La Guardia, dove l'attore atterra con un aereo privato partito da Parigi, dove si sono concluse le riprese de Il Filo del Rasoio.
Murray ha con sé una trombetta da stadio, che usa per tormentare coloro che gli si avvicinano troppo. Reitman e Ramis lo prelevano di peso e lo portano in un ristorante del Queens, dove gli viene mostrata la sceneggiatura. Anche se Murray non si lascia andare a commenti particolari in merito, si unisce al gruppo.
Le riprese nella Grande Mela durano circa sei settimane, concludendosi poco prima di Natale. Reitman è consapevole che questa fase debba essere conclusa prima delle festività, poiché altrimenti si rischia di incorrere in condizioni meteorologiche pessime che potrebbero causare un ritardo nella produzione. Condizioni che effettivamente iniziano un paio di giorni prima dello stop.
Murray e Moranis in particolar modo, ma anche Ramis e Sigourney Weaver, improvvisano delle battute non presenti in sceneggiatura durante le riprese, molte delle quali vengono mantenute in fase finale.
Per la scena in cui i Ghostbusters si recano ad affrontare Gozer, si ottiene il permesso di bloccare buona parte del traffico di Manhattan. Alcuni tassisti non prendono bene la cosa e cercano di forzare il blocco, costringendo i poliziotti in un paio di occasioni a usare le maniere forti. A un certo punto lo scrittore Isaac Asimov - impossibilitato a tornare a casa - esce da un edificio, sbuffando di rabbia e lamentandosi della situazione con Dan Aykroyd e gli altri componenti della troupe.
Questa stessa scena causa un altro problema collaterale, poiché le comparse che compongono la folla acclamano a gran voce gli eroi... solo che Ghostbusters è un termine che rischia di non poter essere utilizzato. Vi è una sitcom andata in onda nel 1975, infatti, intitolata The Ghost Busters e i cui diritti sono in mano alla Universal.
Si pensa a nomi alternativi quali Ghoststoppers o Ghostbreakers, ma nessuno risulta efficace. La situazione viene risolta da Frank Price che, dopo aver abbandonato la Columbia, passa proprio alla Universal e chiude un accordo per cui la Columbia - in cambio dell'uso del termine Ghostbusters - si impegna a versare alla Universal cinquecentomila dollari, più l'uno per cento dei profitti della pellicola.
Poco dopo Natale, ci si trasferisce a Los Angeles, presso i Burbank Studios, per girare le successive scene in studio. Le riprese si concludono alla fine di gennaio 1984, ma è solo l'inizio.
Un primo montaggio della pellicola, compiuto da Sheldon Kahn con l'assistenza di Reitman, senza praticamente alcun effetto visivo o speciale, viene completato in tre settimane e mostrato il 3 febbraio 1984 a un pubblico selezionato scelto dalla Columbia, che applaude e acclama il tutto.
La pellicola viene dunque affidata a Richard Edlund, che insieme al suo team vi deve inserire i circa 200 effetti visivi previsti. Per rispettare le strette tempistiche, tre studi lavorano in contemporanea al progetto e spesso non c'è possibilità di rifare un effetto, che deve dunque risultare accettabile al primo tentativo. Reitman chiede altri 100 effetti aggiuntivi ma, per non incorrere nelle ire di Edlund, decide di ridurli a 50.
Il concept dell'omino della pubblicità dei Marshmallow viene ideato da John Daveikis e realizzato da Linda Frobos e William Bryan. In un mondo ancora senza CGI, viene realizzato facendo indossare un'apposita tuta a Bryan stesso, che viene ripreso dietro un fondale della città di New York in miniatura. Vengono create più di una decina di differenti tute e molte di queste vanno a fuoco, facendo rischiare la vita a William Bryan e a un altro stuntman che la indossa.
Il design di Slimer viene realizzato da Steve Johnson. All'artista vengono chieste numerose modifiche in corso d'opera, che causano in lui una grande frustrazione. Questo porta, alcuni giorni prima della scadenza prevista, a far sì che Johnson sniffi cocaina e - stando a quanto da lui riferito - abbia allucinazioni del fantasma di John Belushi che lo esorta ad andare avanti. Sia come sia, il design finale viene approvato.
La creatura viene soprannominata dal team di Edlund il fantasma dalla testa a cipolla. La tuta viene indossata da Mark Bryan Wilson, le cui gambe vengono nascoste tramite un pannello di colore nero.
La fase di post-produzione si conclude praticamente pochi giorni dell'uscita della pellicola nei cinema. Alcuni effetti rimangono incompleti e, in un paio di occasioni, seppur solo a uno sguardo attento, si possono notare dei cavi, ma il pubblico più smaliziato di quell'epoca non ci fa caso.
La colonna sonora viene affidata a Elmer Bernstein, ma si decide anche di inserire una intro originale di circa 20 secondi a inizio e metà pellicola e, come riferimento, viene utilizzato I Want a New Drug di Huey Lewis and the News. Poco dopo Reitman entra in contatto, tramite il responsabile del dipartimento musica della Columbia, con Ray Parker Jr., a cui pare venga chiesto di ispirarsi alla canzone scelta come esempio.
Parker idea l'intro, che viene inviato a Reitman. Il regista lo apprezza così tanto che chiama il musicista in piena notte, chiedendogli di espanderlo a canzone. Parker allora in pochi giorni, causa tempistiche strettissime, concepisce la canzone che ha lo stesso titolo del film e il cui video viene diretto da Ivan Reitman in persona.
Sei mesi dopo l'uscita della canzone, Huey Lewis intenta causa contro Ray Parker Jr., accusandolo di aver plagiato I Want a New Drug. Viene infine raggiunto nel 1985 un accordo extragiudiziale tra le parti, per una somma mai specificata.
Ghostbusters viene distribuito nei cinema americani a partire dal 7 giugno 1984. A fronte di un budget di 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare più di 282 milioni di dollari.
Una storia le cui radici affondano circa due secoli fa, nonché una scommessa vinta, che alcuni anni dopo dà vita a un sequel... ma questa è un'altra storia.

venerdì 27 dicembre 2019

A scuola di cinema: So Cosa Hai Fatto (1997)

1973: Viene pubblicato il libro I Know What You Did Last Summer della scrittrice Lois Duncan.
Ne sono protagonisti quattro adolescenti - due coppie di fidanzati, Julie James, Ray Bronson, Helen Rivers, Barry Cox - che, durante un'estate, investono e uccidono un ciclista di nome David Gregg. Si promettono l'un l'altro di non rivelare cosa è accaduto e, dopo aver chiamato un'ambulanza, fuggono. Tormentata dal rimorso, Julie James rompe il fidanzamento con Ray Bronson e manda in maniera anonima un mazzo di fiori al funerale di David Gregg.
Circa un anno dopo, Julie, che adesso frequenta un altro ragazzo di nome Bud, riceve un biglietto anonimo da una persona che dichiara di sapere cosa è accaduto la scorsa estate. La possibilità che sia solo un macabro scherzo svanisce quando Barry Cox viene ferito allo stomaco da un ignoto cecchino.
Alla fine Julie scopre che il suo fidanzato Bud è in realtà il fratello di David Gregg, Collingsworth, che ha scoperto la verità indagando su chi aveva mandato quel mazzo di fiori in maniera anonima al funerale di suo fratello e che ora cerca vendetta.
Julie sta per essere da lui strangolata quando giunge il suo ex fidanzato, Ray, che mette ko Collingsworth. Dopodiché i due giovani decidono di confessare alle autorità ciò che è accaduto la scorsa estate.
Nessuna vittima in questo libro. Non saranno altrettanto fortunati alcuni dei protagonisti dell'insolito adattamento cinematografico di questo romanzo, uscito più di due decenni dopo.


1996: Lo sceneggiatore Kevin Williamson è sulla cresta dell'onda grazie al film Scream diretto da Wes Craven. Per capitalizzare su questo successo il prima possibile, la Columbia Pictures opziona una sceneggiatura da lui scritta alcuni anni prima, ovvero l'adattamento del romanzo di Lois Duncan, che in precedenza Williamson non era stato in grado di piazzare.
Un adattamento decisamente particolare poiché, dietro suggerimento del produttore Erik Feig, Williamson apporta alcuni significativi cambiamenti alla trama, allontanandola dall'originario mystery thriller.
A partire da colui che cerca vendetta, il quale altri non è che la persona investita. Non un giovane ciclista, ma un pescatore - una professione praticata da suo padre - modellato sulla leggenda metropolitana dell'Uncino (in cui una coppia viene perseguitata appunto da un uomo con un uncino al posto di una mano), molto diffusa e conosciuta negli Stati Uniti.
Questi cambiamenti non risultano molto graditi all'autrice del libro, Lois Duncan, soprattutto perché sua figlia è rimasta uccisa a seguito di una sparatoria e vede l'aggiunta di elementi tipici dei film slasher come un'esaltazione di quel tipo di violenza insensata. All'oscuro di questo, i produttori decidono di tenerla lontana dalla produzione e non coinvolgerla nello sviluppo della pellicola.
Come regista, Williamson suggerisce lo scozzese Jim Gillespie, al suo debutto, dopo aver apprezzato un corto da lui girato, Joyride.
Per il ruolo di Julie James, Gillespie e Williamson si concentrano su un'attrice che ha in origine fatto un provino per un altro personaggio, Helen Shivers. Si chiama Jennifer Love Hewitt ed è nota più che altro per la serie televisiva Cinque in Famiglia (Party of Five). Il regista e lo sceneggiatore ritengono che la giovane attrice, nella sua audizione, sia stata in grado di far arrivare quella vulnerabilità presente nel personaggio di Julie James e dunque viene selezionata.
Una delle altre attrici provinate è Reese Witherspoon, che però alla fine decide di non firmare il contratto per interpretare il film. Gillespie le chiede un consiglio su chi possa interpretare il personaggio di Barry Cox e lei fa il nome del suo fidanzato dell'epoca, Ryan Philippe. Il consiglio viene infine accettato, nonostante in principio si cerchi un attore più muscoloso e alto di Philippe.
Per il ruolo di Ray Bronson, Williamson si ricorda di un attore che aveva effettuato un'audizione per Scream, venendo poi scartato, Freddie Prinze Jr., a cui aveva assicurato un ruolo in un suo prossimo progetto. Nonostante ciò, l'attore deve effettuare cinque provini prima di essere selezionato, poiché non risulta sufficientemente muscoloso. Prinze Jr. si sottopone dunque a un intenso allenamento e ritenta un'ultima volta, sicuro di aver perso la parte a favore di Jeremy Sisto, che non esita a ritenere più bravo di lui. Così non è.
L'ultima parte da protagonista, Helen Shivers (Rivers nel romanzo di Lois Duncan), viene affidata a Sarah Michelle Gellar, all'epoca con un discreto background televisivo alle spalle e in procinto di esordire col personaggio di Buffy L'Ammazzavampiri.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 31 marzo 1997, durando circa dieci settimane e dividendosi tra California e North Carolina.
La prima esperienza di Jennifer Love Hewitt sul set di un film horror si rivela tumultuosa, tanto che al termine della giornata a volte le rimane una sensazione di paura e non riesce a dormire la notte.
La scena più celebre, e parodiata, della pellicola, in cui il personaggio di Julie James grida "Che Cosa Stai Aspettando?" all'invisibile assassino non è presente nella sceneggiatura, ma viene concepita da un ragazzo appassionato di film horror che ha vinto un concorso per visitare il set e ideare una scena. Jennifer Love Hewitt pensa sia qualcosa di stupido, ma si adegua e ci aggiunge di suo una giravolta di frustrazione del suo personaggio.
L'epilogo originario prevede che il personaggio di Julie James riceva una mail con scritto:"So ancora". Gillespie lo trova poco interessante e lo dirige in maniera poco entusiasta. Cosicché, quando la scena viene vista in anteprima, gli viene chiesto di concepire un altro finale, che ha già in mente e che è quello che compare nel prodotto finale.
La produzione inoltre chiede che sia aggiunta almeno una scena dove si veda più sangue, visto che Gillespie ha optato per una regia che non punta troppo sugli effetti grafici. Per venire incontro alle pressanti richieste, decide infine di rigirare la scena dell'uccisione della sorella di Helen.
Concluse le riprese a metà giugno, la Columbia inizia la promozione del film, definendolo come concepito "dal creatore di Scream". La Miramax, produttrice della suddetta pellicola, non vede di buon occhio la cosa e intenta causa, dichiarando che il creatore di Scream è anche Wes Craven. Dopo un'ingiunzione a lei sfavorevole, la Columbia abbandona questa promozione per non andare incontro a una lunga, e di sicuro perdente, causa legale.
So Cosa Hai Fatto (I Know What You Did Last Summer) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 17 ottobre 1997. A fronte di un budget di 17 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 125 milioni di dollari.
Di certo un incasso superiore alle aspettative, tanto che viene messo subito in produzione un sequel... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 18 dicembre 2019

A scuola di cinema: Una Poltrona Per Due (1983)

È il film di Natale per eccellenza... pur essendo stato distribuito in origine a giugno. È anche la pellicola che, in più di un senso, ha lanciato e consolidato le carriere di tre grandi attori e rilanciato la carriera di uno storico interprete che sembrava scomparso nel nulla. Questa è la storia di Una Poltrona Per Due.


L'idea per il film nasce su un campo da tennis, quando lo sceneggiatore Timothy Harris si trova a dover fronteggiare più volte due fratelli in eterna competizione tra di loro su qualsiasi cosa, anche la più insignificante.
I due, entrambi dottori, sono gente ricca, ma al contempo grandi taccagni e giocano sempre sui campi che costa meno noleggiare e per il periodo più breve e fanno scommesse sullo svolgimento di eventi futuri per 50 cent al massimo. Harris alla fine si stanca di loro e decide di non volerci avere più nulla a che fare.
L'insolita esperienza suggerisce allo sceneggiatore una storia dove due fratelli scommettono su una persona che lavora per una compagnia di loro proprietà. Ne discute col suo collega e amico Herschel Weingrod, con cui ha già collaborato in passato, il quale rimane intrigato da quest'idea.
I due scrittori, dunque, concepiscono una sceneggiatura intitolata in origine Black And White, che viene acquisita dalla Paramount. Per documentarsi sul mondo dell'alta finanza e della borsa valori americana, Harris e Weingrod intervistano alcuni agenti di borsa, i quali hanno la spiacevole abitudine di essere ubriachi già nel primo pomeriggio.
L'intento iniziale è di utilizzare come protagonisti Gene Wilder e Richard Pryor. Sfortunatamente, quest'ultimo rimane gravemente ustionato quando - forse a seguito di uso di cocaina - si versa addosso del rum e si dà fuoco, rischiando la propria vita ed essendo costretto a stare lontano dalle scene per almeno un anno.
Alcuni dirigenti della Paramount, tuttavia, hanno già in mente un sostituto di Pryor per il ruolo di Billy Ray Valentine. Un sostituto di cui non è ancora uscito in via ufficiale il film di debutto, 48 Ore, ma la cui preview ha ottenuto buoni riscontri: Eddie Murphy.
Così, quando questo nome viene suggerito al regista prescelto, John Landis, costui casca dalle nuvole poiché non ha mai sentito parlare di lui. Visiona allora alcune registrazioni del Saturday Night Live, dove Murphy si esibisce in alcuni sketch comici, avendo infine un incontro a New York con l'attore.
Murphy chiede se possibile di non divenire una sorta di sostituto di Richard Pryor e così Landis suggerisce un altro attore per il ruolo di Louis Winthorpe III, con cui ha già collaborato in passato: Dan Aykroyd.
La Paramount però non è d'accordo poiché, così si pensa, senza John Belushi - scomparso qualche tempo prima - la carriera cinematografica di Aykroyd è finita. Landis convince l'attore a richiedere una riduzione del proprio ingaggio, cosa che fa abbandonare alla Paramount i timori.
Timori che diventano forti obiezioni quando John Landis suggerisce l'attrice principale per il ruolo di Ophelia: Jamie Lee Curtis. Il regista ha collaborato con lei durante la realizzazione del documentario Coming Soon - incentrato sui film horror della Universal - in cui Jamie Lee Curtis era la voce narrante.
Prima di Una Poltrona Per Due, Jamie Lee Curtis ha girato solo film horror, quali ad esempio Halloween e The Fog e la Paramount ritiene che sia un'attrice scarsa, una scream queen adatta solo per film di serie B. Landis effettua alcune riunioni al riguardo per affrontare queste contestazioni e ribattere ad esse, fino a imporre la sua scelta.
Jamie Lee Curtis, ben desiderosa di lasciarsi alle spalle la nomea di attrice di film horror, accetta la parte ricevendo un ingaggio molto più basso rispetto all'ultima pellicola da lei girata, Halloween II, poiché è una delle motivazioni che convincono infine la Paramount a sceglierla.
Se la prima scelta per Randolph Duke rimane Ralph Bellamy, per Mortimer Duke si pensa in principio a Ray Milland, ma le sue cattive condizioni di salute non gli permettono di avere l'approvazione dell'assicurazione.
Landis pensa allora a un attore rinomato negli anni '40 del ventesimo secolo e che non ha mai interpretato la parte di un cattivo. Il primo nome che gli viene in mente è quello di Don Ameche, l'interprete de Il Cielo Può Attendere (Heaven Can Wait). Solo che scopre che l'ultimo film da lui interpretato è uscito nel 1970 e, complice il fatto che non ha mai avuto un agente, risulta irreperibile.
Landis inizia a pensare che l'attore sia deceduto quando una segretaria della Paramount lo informa che Don Ameche viene spesso visto passeggiare lungo una strada di Santa Monica, in California. Landis allora - in un'epoca ancora senza Internet - contatta il servizio informazioni della società telefonica, riuscendo a ottenere il numero di Don Ameche e avendo infine un incontro con lui, dopo il quale gli viene affidata la parte. Quando Landis chiede ad Ameche come mai non sia comparso sul grande schermo per tredici anni, costui risponde che semplicemente nessuno lo ha contattato.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 13 dicembre 1982, dipanandosi nelle città di Philadelphia e New York. Per Landis è un periodo molto difficile a livello personale in quanto è reduce dal termine delle riprese de Ai Confini Della Realtà (Twilight Zone: The Movie), durante le quali si è verificato un tragico incidente in cui sono morti l'attore Vic Morrow e due bambini e per le quali rischia un'accusa di omicidio preterintenzionale. Nel corso delle riprese, stringe una forte amicizia con Eddie Murphy e tenta di convincerlo a testimoniare in suo favore o quantomeno a farsi vedere durante una seduta del processo in segno di supporto, ma l'attore rifiuta l'offerta.
L'ultima scena viene girata su una spiaggia delle Isole Vergini il primo marzo 1983.
Una Poltrona Per Due (Trading Places) viene distribuito nei cinema americani a partire dall'otto giugno 1983. A fronte di un budget di 15 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare solo sul territorio statunitense oltre 90 milioni di dollari.
La storia di questo film ha un curioso epilogo nel 2010. Nel tentativo di rendere le proprie procedure più trasparenti e regolare le transazioni dei mercati finanziari, Wall Street emana una regola che impedisce a chiunque di utilizzare informazioni segrete per monopolizzare un determinato mercato. Una disposizione che prende spunto da questa pellicola e che diviene infine nota, nell'ambiente e non, come Eddie Murphy Rule.
La fantasia che arriva a modificare la realtà... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 11 dicembre 2019

A scuola di cinema: Fuga da Alcatraz (1979)

12 giugno 1962: Nella prigione di Alcatraz scatta l'allarme. Tre uomini non si trovano nelle loro celle. Sono Frank Lee Morris e i fratelli John Anglin e Clarence Anglin.
Morris, un orfano divenuto criminale già in età adolescenziale, viene internato ad Alcatraz il 20 gennaio 1960, dopo essere stato dichiarato colpevole di alcune rapine in banca. Anche i fratelli Anglin sono dei rapinatori di banche e, dopo vari tentativi di fuga da altre prigioni, vengono trasferiti ad Alcatraz: John nell'ottobre 1960, Clarence nel gennaio 1961.
Nel dicembre 1961 i tre si ritrovano vicini l'uno all'altro con le loro celle e, con la guida di Morris, in possesso di un notevole quoziente intellettivo, iniziano a pianificare la loro fuga. Nel piano viene coinvolto anche un quarto detenuto, Allen West.
Nei mesi successivi, i quattro detenuti allargano i condotti di ventilazione presenti sotto i lavandini delle loro celle, utilizzando cucchiai prelevati dalla mensa carceraria e un trapano di fortuna ricavato da alcune parti di un aspirapolvere. Quando bisogna utilizzare quest'ultimo attrezzo, per coprirne il rumore si sfrutta il fatto che Morris abbia la possibilità di suonare una fisarmonica per un'ora.
I fori creati vengono coperti tramite del cartone dipinto e, attraverso di essi, ogni notte i detenuti giungono a un corridoio di servizio non sorvegliato che utilizzano come officina per costruire una zattera improvvisata composta da cinquanta impermeabili cuciti tra loro e altri materiali rubati.
Per non far notare le loro assenze durante le notti alle guardie di sicurezza, i quattro detenuti ideano delle teste in cartapesta utilizzando saponi, dentifrici, polvere di cemento e carta igienica, sopra le quali piazzano dei capelli prelevati dal barbiere della prigione, prima di ricoprirle con le coperte della cella.
La notte dell'undici giugno 1962, dopo aver tolto le viti a una griglia di un condotto di ventilazione presente su un tetto, Morris e i fratelli Anglin danno il via alla loro fuga. West rimane indietro poiché ha difficoltà a passare attraverso il foro della cella, che si è rappreso, quindi viene lasciato indietro. Una volta usciti all'esterno tramite la griglia divelta, i tre si imbarcano sulla zattera di fortuna, diretti verso una presunta libertà.
Il trucco delle teste di cartapesta funziona, tanto che la loro fuga non viene scoperta che la mattina successiva. Per evitare una pena più severa, Allen West collabora con le autorità, fornendo molti particolari relativi all'evasione. Inizia al contempo una spietata caccia all'uomo, che tuttavia porta a un nulla di fatto, lasciando infine il dubbio se Frank Morris e i fratelli Anglin siano davvero riusciti a fuggire o siano annegati.
Questo fatto, unito agli alti costi di gestione di una prigione ormai obsoleta e non passibile di una ristrutturazione, porta alla chiusura di Alcatraz alcuni mesi dopo, il 21 marzo 1963.


La storia dell'evasione dei tre detenuti, con la sua aura di mistero, rimane uno degli argomenti più dibattuti nell'opinione pubblica americana negli anni successivi. Tra coloro che si interessano a questa vicenda c'è l'aspirante sceneggiatore Richard Tuggle il quale, oltre a leggere un libro del 1963 di J. Campbell Bruce incentrato su questo fatto di cronaca, Escape From Alcatraz, compie per alcuni mesi delle indagini a titolo personale, scrivendo poi una sceneggiatura incentrata sull'evasione di Morris e dei fratelli Anglin.
Essendo ancora alle prime armi, Tuggle si rivolge alla Writers Guild, ottenendo così una lista di agenzie e agenti letterari disposti a valutare nuove sceneggiature. Propone dunque il suo trattamento a numerose società, ricevendo tuttavia sempre un rifiuto. La motivazione principale è che i dialoghi e i personaggi non sono troppo approfonditi e non c'è una storia d'amore che possa catturare l'interesse del pubblico.
Credendo nella sua sceneggiatura, Tuggle riesce a mettersi in contatto con l'agente di Don Siegel e, mentendo, dichiara di aver incontrato il regista a una festa durante la quale Siegel ha espresso interesse per il suo trattamento. La sceneggiatura giunge dunque nelle mani di Don Siegel, il quale la trova interessante, e la passa a Clint Eastwood, nella speranza di rinnovare la loro partnership lavorativa dopo il film del 1971 Ispettore Callaghan: Il Caso Scorpio è Tuo (Dirty Harry).
Anche Eastwood dimostra interesse e si dichiara pronto a interpretare la parte di Frank Morris. Chiede dunque che la produzione della pellicola sia gestita dalla società da lui fondata, la Malpaso Company. Siegel tuttavia preferisce agire in maniera diversa e, dopo aver acquisito i diritti sul film per 100.000 dollari, stringe un accordo con la Paramount.
Malpaso Company viene inserita comunque in un secondo momento, ma questo non va giù ad Eastwood, che ha fondato la società per evitare le lungaggini e gli sprechi tipici delle case di produzione. Inoltre, come è inevitabile, crea una frattura con Don Siegel, che fa sì che questa pellicola rappresenti la loro ultima collaborazione.
Siegel e Tuggle lavorano a una rifinitura della sceneggiatura: per evitare problemi di natura legale, Allen West viene rinominato Charley Butts. Al contempo si procede con la fase di pre-produzione. La location è già bella che pronta (tranne alcune scene che vengono girate in uno studio), poiché la prigione di Alcatraz, dopo la sua chiusura, è divenuta un'insolita meta turistica.
La Paramount ottiene l'autorizzazione alle riprese in loco, ma prima deve investire una somma di circa mezzo milione di dollari per ristrutturare alcuni ambienti e ripristinare alcune funzionalità della prigione, in particolare l'energia elettrica - essendo l'impianto originario non più funzionante e corroso - collegando cavi alla terraferma per ventiquattro chilometri. 
Le riprese iniziano il 16 ottobre 1978. Essendo Alcatraz un sito di interesse storico, oltre al divieto di non apportare alcun danno, di lasciare tutto come è stato trovato e prestare estrema cautela, vi sono continui battelli di turisti che approdano e che, una volta che hanno capito che si sta girando un film con Clint Eastwood, iniziano a parlare ad alta voce e disturbare la troupe. Solo l'intervento di Eastwood, che si concede per alcune foto ed autografi, aiuta a mitigare - anche se solo in parte - questa problematica, che si aggira girando spesso durante la notte.
Un'altra difficoltà è rappresentata dalle condizioni meteorologiche: vento forte e pioggia che causano un freddo intenso e che gli attori e la troupe devono sopportare, non potendo attingere ad alcuna fonte di calore immediata.
Per la scena della fuga finale, non vengono usate controfigure, anche se a un certo punto Siegel pensa che Eastwood e gli attori che interpretano i fratelli Anglin (Fred Ward e Jack Thibeau) siano stati inghiottiti dalla corrente marina.
La scena in cui il direttore di Alcatraz trova un crisantemo sulla riva - un fiore coltivato da Frank Morris - è un'idea di Clint Eastwood, per lasciare maggior ambiguità sul destino finale dei tre detenuti, poiché in origine l'epilogo prevedeva solo la scoperta da parte delle guardie delle teste in cartapesta.
Le riprese si concludono nel gennaio 1979.
Fuga Da Alcatraz (Escape From Alcatraz) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 22 giugno 1979. A fronte di un budget di 8 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare solo sul territorio statunitense 43 milioni di dollari. Un più che degno epilogo per la partnership lavorativa tra Don Siegel e Clint Eastwood.
2013: La polizia di San Francisco riceve una lettera firmata da John Anglin, il quale dichiara di essere sopravvissuto alla traversata insieme ai suoi altri due compagni di evasione. Morris è morto nel 2008, suo fratello Clarence nel 2011. L'ottantatreenne Anglin dichiara di avere il cancro e di essere pronto a consegnarsi alle autorità, purché gli vengano garantite le cure mediche e la sua prigionia non duri più di un anno.
Il Federal Bureau of Investigation (FBI) riapre dunque il caso ma, nonostante ulteriori e approfondite indagini, non si riesce a stabilire con certezza l'autenticità del contenuto della lettera e del suo destinatario. Forse questo mistero è destinato a rimanere davvero irrisolto.
E questa è la fine della storia.

domenica 8 dicembre 2019

A scuola di cinema: Trappola Di Cristallo (1988)

1966: Viene pubblicato il romanzo Il Detective (The Detective), dello scrittore Roderick Thorp, il quale vede protagonista il detective privato Joe Leland che indaga su un apparente caso di suicidio collegato a un'indagine da lui risolta anni prima, mentre era in polizia.
Due anni dopo, il romanzo viene adattato sul grande schermo grazie al film Inchiesta Pericolosa, in cui il personaggio di Leland viene interpretato da Frank Sinatra.
1979: Thorp pubblica un nuovo romanzo con protagonista Joe Leland, Nulla è Eterno, Joe (Nothing Lasts Forever). Dopo aver visto L'Inferno di Cristallo (The Towering Inferno) nel 1975, Thorp ha un sogno in cui c'è un uomo che corre lungo il corridoio di un grattacielo inseguito da degli uomini armati. Qualche tempo dopo, lo scrittore modella tale sogno nel seguito de Il Detective.
Ora in pensione, Joe Leland si reca la Vigilia di Natale a Los Angeles per trovare sua figlia Stephanie, che sta festeggiando la ricorrenza insieme ai suoi colleghi di lavoro presso il grattacielo della Klaxon Oil Corporation.
All'improvviso dei terroristi di matrice tedesca, guidati da Anton Gruber, irrompono nell'edificio, con l'intento di smascherare i legami della Klaxon Oil Corporation con la giunta militare cilena e prelevare 6 milioni di dollari in contanti derivanti da questi accordi illegali.
Se questa trama vi suona familiare è perché anche questo romanzo è stato soggetto a un adattamento cinematografico, del tutto diverso però da quello interpretato da Frank Sinatra.


I diritti sul secondo romanzo di Thorp con protagonista Joe Leland vengono acquisiti all'inizio degli anni '80 del ventesimo secolo da Clint Eastwood, il quale vorrebbe dirigere e interpretare l'adattamento, ma ciò non accade.
I diritti vengono dunque rilevati qualche tempo dopo da Lawrence Gordon e Joel Silver, con la distribuzione affidata alla 20th Century Fox, che si era occupata anche di Inchiesta Pericolosa.
Per obblighi contrattuali, la prima persona a cui viene richiesto di interpretare il protagonista è Frank Sinatra, il Joe Leland del primo film. L'attore e cantante, avendo all'epoca più di 70 anni, per ovvi motivi anagrafici rifiuta.
I due sceneggiatori allora, Steven De Souza e Jeb Stuart, dietro indicazione dei produttori provvedono ad apportare alcuni cambiamenti alla trama, per distanziarla sia dal primo film che dal primo romanzo con protagonista Joe Leland e renderlo un progetto stand-alone.
Joe Leland diviene John McClane e viene ringiovanito. Per via di questo, la persona che deve incontrare la Vigilia di Natale non è la figlia, ma la moglie. Anton Gruber diviene Hans Gruber. E infine l'americana Klaxon Oil Corporation diviene la giapponese Nakatomi Corporation.
Per la regia viene contattato John McTiernan, con cui Gordon e Silver hanno già collaborato per Predator. Il regista in principio ha tuttavia qualche esitazione, poiché trova la trama fin troppo cupa e pessimista. Convince dunque gli sceneggiatori a tramutare i terroristi in "semplici" rapinatori professionisti per eliminare ogni possibile riferimento politico e restare più aderenti al ritmo di un film d'azione. Suggerisce inoltre di concentrare la trama - che all'inizio si dipana lungo un arco di tre giorni - in una sola notte, prendendo ispirazione da Sogno di una Notte di Mezza Estate (A Midsummer Night's Dream) di William Shakespeare... quasi superfluo aggiungere che le similitudini tra le due opere terminano qui.
Per l'interprete principale, John McClane, dopo l'inevitabile rifiuto di Sinatra il ruolo viene offerto ad Arnold Schwarzenegger, così da ricreare la coppia regista/attore principale di Predator. Ma Schwarzenegger rifiuta in quanto intende ora perseguire ruoli diversi da quello del classico eroe dei film d'azione.
Vengono dunque contattati diversi altri attori, tra cui Sylvester Stallone, Mel Gibson, Don Johnson, Robert De Niro, ma tutti loro per i più svariati motivi decidono di non accettare.
Quando Lawrence Gordon suggerisce il nome di Bruce Willis, nessuno gli presta ascolto, poiché viene ritenuto all'epoca nulla più che un attore televisivo, abile solo a recitare in delle commedie. A quell'epoca, a parte alcune comparsate non accreditate, l'attore ha infatti interpretato un solo lungometraggio cinematografico, Appuntamento Al Buio (Blind Date), diretto da Blake Edwards.
All'ennesimo rifiuto da parte di una star, tuttavia, e dietro le continue insistenze di Gordon, Willis viene approcciato, ma in un primo istante è costretto a declinare in quanto impegnato con le riprese del telefilm Moonlightning. Tuttavia l'attrice protagonista del serial - Cybill Shepherd - rimane incinta, causando così la sospensione della produzione del telefilm per circa 11 settimane.
Willis può così accettare la parte, per cui riceve un ingaggio di 5 milioni di dollari, approvato dal presidente della Fox Rupert Murdoch. Anche se nella prima settimana le riprese delle due produzioni si sovrappongono, il fatto che la pellicola sia girata di notte consente a Willis di districarsi.
Per via del casting di Bruce Willis, d'intesa con l'attore, McTiernan decide di modificare il personaggio di John McClane, trasformandolo dall'iniziale, infallibile e incrollabile eroe dei film d'azione nell'uomo comune che si ritrova in una situazione più grande di lui.
Il ruolo di Hans Gruber viene offerto inizialmente a Sam Neill, che rifiuta. Una sera di primavera del 1987, il direttore di casting Jackie Burch assiste a Broadway a una rappresentazione teatrale dell'opera Le Relazioni Pericolose (Les Liaisons Dangereuses), dove il personaggio del Visconte di Valmont è interpretato dall'attore inglese Alan Rickman.
Burch consiglia quest'attore a Joel Silver e John McTiernan i quali, dopo aver visto a loro volta l'interpretazione di Rickman a teatro, lo contattano immediatamente per proporgli la parte.
Alan Rickman all'epoca ha 41 anni e, fino a quel momento, ha recitato solo a teatro e in alcuni prodotti televisivi inglesi. Die Hard rappresenterebbe il suo debutto sul grande schermo. Silver e McTiernan vincono le sue resistenze, poiché in principio Rickman non è convinto di essere l'interprete adatto per la parte di Hans Gruber e preferirebbe un altro genere di film come esordio cinematografico, e l'attore inglese accetta infine questo ruolo.
Le riprese iniziano il 2 novembre 1987, a Los Angeles, presso il Fox Plaza, che viene usato come sede della Nakatomi Corporation. All'epoca l'edificio è ancora in costruzione, cosa che la produzione sfrutta per una serie di scene.
Il primo giorno di riprese, a Bruce Willis viene chiesto di saltare da un edificio di cinque piani che rappresenta il tetto della Nakatomi Corporation, mentre un'esplosione avviene alle sue spalle. L'impatto della deflagrazione porta l'attore quasi a mancare il cuscino protettivo che c'è sotto. Quando chiede come mai sia stata questa la prima scena che è stata girata, gli viene risposto che, se fosse rimasto ucciso alla fine, rigirare tutto il film con un altro attore sarebbe risultato più costoso.
La scena dell'incontro tra Gruber e McClane non è prevista nella sceneggiatura e viene aggiunta quando si nota che Rickman è in grado di simulare un buon accento americano. Ugualmente, alcune battute vengono inserite anche all'ultimo momento, dietro suggerimenti di DeSouza o McTiernan.
McTiernan chiede che le pallottole a salve siano modificate perché creino più rumore e che le pistole utilizzate siano reali. Inesperto di scene d'azione, Rickman ha dei problemi a sparare e non riesce a evitare - a causa del lampo della pistola e del rumore - di ritrarsi. Questo costringe il regista a tagliare il suo volto ogni volta che il personaggio di Hans Gruber spara.
A Willis va anche peggio: durante una scena in cui una pistola risulta troppo vicina al suo orecchio sinistro, il rumore che ne consegue gli causa una perdita parziale dell'udito, la quale si rivela poi permanente.
Le riprese si concludono nel marzo 1988.
Trappola Di Cristallo (Die Hard) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 12 luglio 1988. A fronte di un budget di 28 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale oltre 141 milioni di dollari.
Una pellicola che lancia sia un nuovo, redditizio franchise che le carriere di due attori all'epoca poco noti o sconosciuti. Anche se Bruce Willis e Alan Rickman avrebbero poi intrapreso strade diverse... ma questa è un'altra storia.

domenica 1 dicembre 2019

A scuola di cinema: L'Avvocato del Diavolo (1997)

1990: Lo scrittore Andrew Neiderman pubblica il romanzo The Devil's Advocate, che vede protagonista un giovane e rampante avvocato della Florida di nome Kevin Taylor il quale, dopo aver difeso con successo un'insegnante accusata di molestie sessuali ai danni dei suoi alunni, viene assunto nel prestigioso studio newyorchese John Milton and Associates, guidato da un omonimo del celebre poeta inglese, autore del poema Paradise Lost. Ma piuttosto che un paradiso perduto, Kevin Taylor e sua moglie Mary Ann dovranno affrontare un vero e proprio inferno in terra.
Questo romanzo, alcuni anni dopo, diviene oggetto di un celebre adattamento cinematografico.


Convinto del fatto che il suo libro possa essere trasposto con efficacia sul grande schermo, poco dopo la sua pubblicazione Andrew Neiderman contatta la Warner Bros. dicendo che la storia si incentra su uno studio di avvocati di New York che difende solo persone colpevoli e non perde mai. La società di produzione decide dunque di acquistarne i diritti e inizia così la fase di pre-produzione.
Il primo regista selezionato per questo progetto, nel 1994, è Joel Schumacher. Il soggetto originario di Lawrence Cohen è più improntato verso l'azione che sull'introspezione psicologica. Schumacher sceglie Brad Pitt per il ruolo del giovane avvocato, il quale viene rinominato Kevin Lomax.
Vengono anche progettati i vari set, con la metropolitana di New York concepita come una sorta di inferno dantesco coi vari gironi, e si inizia a pianificare l'inizio delle riprese, ma non si riesce a trovare un attore adatto per il ruolo di John Milton/Satana.
In realtà un interprete perfetto ci sarebbe ed è Al Pacino, a cui viene ripetutamente proposto il progetto, ma l'attore rifiuta per almeno tre volte, in quanto la sceneggiatura non lo convince: in essa il diavolo vi viene ritratto come una sorta di mostro convenzionale, fin troppo classico, le cui motivazioni risultano banali, non venendo approfondite a sufficienza.
Una sceneggiatura, dunque, che ha di certo bisogno di una revisione. Cosa di cui anche Joel Schumacher infine si convince, decidendo pertanto di abbandonare la regia. E col suo ritiro anche la partecipazione di Brad Pitt viene meno.
Dopo aver invano cercato un altro regista e un altro interprete principale, il progetto rimane nel limbo per circa un anno e mezzo, fino a quando accade un evento che lo riporta in maniera imprevista in auge. Il processo a O.J. Simpson.
Il campione di football americano viene messo sotto indagine con l'accusa di omicidio ai danni della sua ex moglie, Nicole Brown Simpson, e di Ronald Lyle Goldman, un cameriere. Per svariate settimane le telecamere e i notiziari, sia americani che internazionali, seguono le udienze di quello che viene definito - con un nome altisonante - il processo del secolo.
Il tutto si rivela una complicata vicenda giudiziaria, anticipata come nel più classico dei film d'azione dall'inseguimento sulle autostrade californiane di Simpson da parte della polizia, ripreso dalle telecamere e trasmesso dai notiziari, prima del suo arresto.
Il processo vede il pool di prestigiosi avvocati assoldato dal campione di football puntare principalmente sulla discriminazione razziale da parte degli organi di polizia e sulla manipolazione o non corretta catalogazione delle prove come tesi di difesa. La sentenza finale dichiara O.J. Simpson innocente, in data 3 ottobre 1995.
Il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, in cui gli avvocati di accusa e difesa hanno avuto un ruolo più che rilevante, convincono la Warner Bros. - nelle persone dei produttori Arnold Kopelson e Arnon Milchan - a riesumare il progetto basato sul romanzo di Andrew Niederman e investirvi un budget di 60 milioni di dollari.
Kopelson individua un nuovo regista in Taylor Hackford, il quale decide subito di far revisionare in maniera drastica la sceneggiatura originaria, affidandola alle cure di Jonathan Lemkin e Tony Gilroy.
Costoro mettono da parte i cliché e le scene d'azione descritte da Lawrence Cohen per puntare di più - dietro indicazione di Hackford stesso - sui temi della moralità e del libero arbitrio. Gilroy aggiunge poi di sua iniziativa gli elementi narrativi - non presenti nel libro - che Kevin Lomax sia figlio di John Milton e della nascita dell'Anticristo.
Per il ruolo di Kevin Lomax viene contattato Keanu Reeves. Pur di prendere parte al film, l'attore decide di rinunciare a partecipare alle riprese - nonché a un cospicuo ingaggio di 11 milioni di dollari - di Speed 2 - Senza Limiti (Speed 2: Cruise Control). Per prepararsi alla parte, Reeves frequenta per qualche tempo gli studi di alcuni avvocati difensori.
Il ruolo di John Milton viene proposto nuovamente ad Al Pacino. Stavolta, intrigato dalla nuova sceneggiatura e dai cambi apportati, Pacino sceglie di accettare la parte. L'attore - oltre a leggere il poema di John Milton e l'Inferno di Dante Alighieri - si ispira per il suo personaggio alle interpretazioni di Walter Huston nel film L'Oro del Demonio (The Devil and Daniel Webster) e di Claude Rains in L'Infernale Avventura (Angel on My Shoulder).
Per venire incontro alle richieste del cospicuo ingaggio di Pacino, Keanu Reeves decide di sua spontanea volontà per una riduzione del proprio cachet di 2 milioni di dollari.
Il ruolo della moglie di Kevin, Mary Ann Lomax, viene affidato a Charlize Theron. Per prepararsi alla parte, l'attrice consulta per circa tre mesi uno psicoterapeuta sul tema della schizofrenia.
I piani originari sono di distribuire il film nell'estate 1997, nel mese di agosto, ma il licenziamento di alcuni componenti secondari della troupe causa un ritardo nell'inizio delle riprese, che avviene dunque il 28 ottobre 1996.
Esse si dipanano in varie location della Florida e della città di New York, tra cui anche un grattacielo di proprietà di Donald Trump. Le riprese si concludono il 7 febbraio 1997.
L'Avvocato del Diavolo (The Devil's Advocate) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 17 ottobre 1997. A fronte di un budget di circa 60 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale quasi 153 milioni di dollari.
Meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso, diceva il poeta John Milton. Questa pellicola, invece, si è limitata a trionfare sulla Terra. E a consentire a Keanu Reeves e Al Pacino di conseguire nuovi successi... ma questa è un'altra storia.