La collaborazione tra Robert De Niro e Martin Scorsese si è rinnovata più volte nel corso degli anni, a partire da Mean Streets.
Quando a loro si è unito anche Joe Pesci, abbiamo avuto dei classici come Toro Scatenato e poco dopo moderni racconti di gangster quali Quei Bravi Ragazzi e Casinò.
Dopo tanto tempo, questa attualizzazione di uno storico genere cinematografico ritorna con The Irishman, diretto da Martin Scorsese, scritto da Steven Zaillian e distribuito su Netflix a partire dal 27 novembre 2019.
Frank Sheeran, un camionista, ha un fugace incontro con Russell Bufalino (Joe Pesci) quando il suo mezzo rimane in panne.
Poco tempo dopo Sheeran viene accusato di passare una parte dei carichi di carne che trasporta a una banda criminale locale in cambio di una mazzetta. Russell Bufalino interviene e, tramite un avvocato di fiducia, lo fa assolvere da queste accuse.
Da quel momento Frank Sheeran comincia a divenire uomo di fiducia e sicario della famiglia Bufalino e, tramite i loro contatti, conosce Jimmy Hoffa (Al Pacino), di cui diviene in breve tempo guardia del corpo e migliore amico.
Ma in ambienti come questi l'amicizia e il rispetto sono valori fragili e Frank Sheeran pagherà un prezzo molto caro per questo.
Sembra che Martin Scorsese abbia voluto dare vita al racconto di gangster definitivo, con tutti gli attori a lui cari (manca solo Leonardo DiCaprio per la chiusura del cerchio). E lo fa tramite una storia che si dipana per un periodo temporale di oltre quarant'anni, in cui si assiste alla rapida ascesa e alla drammatica caduta di Frank Sheeran.
Personaggio realmente esistito, costui ha dichiarato di aver ucciso Jimmy Hoffa (nonché molte altre persone) per conto della famiglia Bufalino, anche se vi sono molte prove che contrastano queste sue affermazioni.
Questo però al regista non interessa e, tramite la figura di Sheeran, ritrae un tipo di personaggio a lui caro: quello affascinato dal mondo della criminalità, in quanto la sua anima è nera sin dal principio.
E alla fine, in quel mondo, quella persona vi entra e ne diventa una figura di spicco. Ma, esattamente come accaduto a Henry Hill, alla fine a Frank Sheeran non rimane nulla. Perde la famiglia, gli amici, rimane l'essere più solo sulla Terra.
Eppure rimane fedele a uno strano codice d'onore, che nemmeno da anziano e malato abbandona, mentre tutti coloro che hanno segnato la sua vita sono morti. E trova conforto, altro tema caro al regista, nella religione e nella fede per l'assolvimento dei suoi peccati.
E tutti coloro che ruotano attorno a Frank Sheeran non sono da meno. Jimmy Hoffa, Russell Bufalino, anche loro perdono tutto in nome di un finto ideale e muoiono in solitudine, oppure vengono uccisi da cari amici, a dimostrazione che in realtà il concetto di amicizia in questo tipo di ambiente non esiste.
Un mondo a parte, di cui si fatica a comprendere le regole, eppure parte integrante della società americana, e non solo, per decenni. Un mondo che si avvia al tramonto e su cui Martin Scorsese ha voluto mettere la parola FINE.





