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giovedì 16 ottobre 2025

Fabolous Stack of Comics: Tex - La Piramide Misteriosa


Il western, la frontiera americana che vediamo nelle storie di Tex Willer non è quella che abbiamo imparato a conoscere col cinema statunitense coi vari John Wayne e Gary Cooper. E ancor meno è la vera frontiera che i coloni americani hanno affrontato e vissuto.
Piuttosto è un mondo a parte dove, sì, spopolano ranger, cowboy e pistoleri criminali, ma saltuariamente fa capolino un elemento insolito in questo contesto: la magia. Insolito tranne che qui, dove è quasi di casa, come hanno già abbondantemente dimostrato le storie che hanno visto Mefisto come avversario dei pards.
E quindi non stupisce che Tex Willer affronti un'altra minaccia soprannaturale in La Piramide Misteriosa, pubblicata nel 1979 sugli albi 228 e 229 della serie dedicata a Tex, scritto da Gianluigi Bonelli e disegnato da Guglielmo Letteri.
Tex e Kit Carson, che devono affrontare un lungo viaggio, decidono di sostare per una notte presso la dimora di un loro amico e alleato, El Morisco.
Tuttavia la situazione è tesa poiché costui e il fido Eusebio sono stati presi di mira da strani animali esotici che attaccano la loro casa. Tex riesce a ucciderne alcuni con abilità e fortuna, scoprendo che questi animali provengono dalla piramide dove dimora un sacerdote egiziano di nome Rakos.
Costui, maledetto da Iside nell'antichità, ora vive una vita immortale in cui gli è preclusa la luce del sole e che deve essere dominata dalla malvagità. In El Morisco ha trovato un potente avversario che deve essere eliminato, ma Rakos non ha fatto i conti con Tex Willer e la sua infallibile mira.
Ora, in massima trasparenza, vedere una piramide egizia, visibile anche da lontano, comparire nel bel mezzo della prateria americana senza che nessuno se ne sia mai accorto o l'abbia comunque segnalato è difficile da mandar giù...
Ma se si riesce ad andare oltre questo aspetto ci ritroviamo di fronte alla più sfrenata - ma anche consueta - delle avventure di Tex che, insieme a Kit Carson, si ritrova a proteggere una persona in pericolo, in questo caso un suo caro amico e alleato.
La differenza rispetto alle altre storie del ranger texano è il preminente elemento sovrannaturale, anche se non manca una tribù di indiani a proteggere Rakos, giusto per dar vita a qualche sparatoria. Animali parlanti, maledizioni di antichi dei egiziani, amuleti mistici e pozioni magiche non ci sembra di averle viste nei film con John Wayne ma, in quello che è un western fatato quale quello dove Tex agisce, risultano pienamente accettabili.
Ed essendo lui l'eroe della situazione, non si fa problemi a gettarsi nei duelli o affrontare le minacce mistiche di Rakos senza interrogarsi più di tanto. Nella maniera di agire semplice e immediata che Tex ha, ogni problema può essere risolto da una pistola o dal suo Winchester.
Per Gianluigi Bonelli, avido lettore e spettatore di film, queste storie erano un veicolo per dare libero sfogo alla sua immaginazione sfrenata, senza porsi troppi problemi di verosimiglianza o eccessivo realismo. Il tempo ha dimostrato che ha fatto bene ad agire in questo modo.

venerdì 19 settembre 2025

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Giuramento


Già più volte abbiamo visto Tex Willer ribellarsi alle ingiustizie, anche se sobillate o coperte da gente potente, incurante di quelle che possono essere le conseguenze. Ad esempio per vendicare una tribù Navajo in Sangue Navajo o ancora per riscattare gli Apache in Fiesta di Morte.
Ma quando queste ingiustizie lo toccano nel personale, negli affetti più profondi? Sì, la sua vendetta sarà davvero spietata, come ne Il Giuramento, pubblicato nel 1969 nei numeri dal 103 al 106 della collana di Tex, scritto da Gianluigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini.
Mentre stanno procurandosi viveri e munizioni, i quattro pards leggono su un giornale della fuga di un banchiere di nome Brennan, dopo che costui ha truffato decine di persone.
La cosa suscita l'ira di Tex, ma non per la notizia in sé come si potrebbe pensare. Brennan, e un altro banchiere di nome Teller, sono infatti stati i responsabili, molti anni prima, di una fornitura di coperte infettate dal vaiolo che hanno portato un'epidemia nella tribù Navajo. E una delle vittime è stata Lilyth, moglie di Tex Willer.
Per anni il ranger ha cercato i responsabili dell'epidemia e portato avanti una sua personale vendetta. Ora questo percorso vendicativo può concludersi, ma potrebbe comportare anche un prezzo molto alto da pagare.
Una vendetta personale per Tex. Che si riallaccia alla storia Il Patto di Sangue, in cui aveva incontrato la sua compagna Lilyth. Che poi non era più ricomparsa, se non per ricordare come Tex fosse rimasto vedovo e con una "traccia" fondamentale quale il figlio Kit.
Questo per una convinzione diffusa del fumetto italiano, e non solo, per cui un eroe deve combattere le proprie battaglie senza avere una famiglia o legami stretti, che limiterebbero tali battaglie (esistono delle eccezioni, comunque, anche all'interno della Bonelli stessa). E quindi, all'epoca, via Lilyth senza troppi ripensamenti.
Salvo poi ripensarci alcuni anni dopo, quando si capisce che comunque una figura quale quella della moglie rimane importante nella vita di una persona, anche se questa vive solo sulla carta. La scomparsa, però, non può che essere tragica, per spronare l'eroe a nuove battaglie da portare avanti e giurare la propria vendetta sulla tomba di Lilyth stessa.
E questa è la parte drammatica della storia. Dopodiché si passa all'azione, ovvero di come un determinato Tex, nell'arco di venti anni, riesca infine a portare a termine questa vendetta, scovando ed eliminando tutti gli esecutori materiali e i mandanti della procurata epidemia di vaiolo.
Se oggi ci ritroviamo di fronte a eroi più spietati e che non si fanno scrupolo ad uccidere a sangue freddo, Tex Willer nasce e vive in un'altra epoca fumettistica, dove la figura dell'eroe è qualcosa di simile al sacro (ancor più nel suo caso) e dove dunque si vedrebbe male qualcosa di diretto e immediato come un'agguato non annunciato.
Quindi la vendetta è più fumettistica che realistica. Per eliminare l'ultimo mandante, pur sapendo dove si trova, Tex e i pards organizzano un piano talmente complicato e con decine di variabili che possono sfuggire al loro controllo da chiedersi - con la forse eccessiva malizia odierna - come mai si siano dati tanta pena.
Si potrebbe risolvere in tutto tirando in ballo l'ingenuità, o forse le minori preoccupazioni e aspettative, dei lettori di 60 anni fa, cosa che non si presenta necessariamente come un male.
Di umano, invece, rimane la rabbia di un eroe che compare solo sulla carta ma che, nel giurare vendetta sulla tomba della moglie piantandovi una lancia a eterno ricordo, si distacca - per quelle poche volte - da quella sua aura di incrollabilità e fiducia nei propri mezzi. Avvicinandolo dunque a quel lettore, di qualsiasi età, il quale in quella perdita può ritrovarsi e, ognuno a modo suo, trovare la forza di andare avanti.

mercoledì 26 marzo 2025

Fabolous Stack of Comics: Tex/Zagor - Presagi di Guerra


Tex Willer e Za-gor-te-nay, alias Zagor. I due eroi simbolo della Sergio Bonelli Editore. Non i primi a esser stati creati, paradossalmente, ma di certo i più longevi non solo all'interno della casa editrice stessa ma nel panorama del fumetto italiano.
Per decenni i due hanno superato indenni crisi economiche, crisi del fumetto, cali di lettori e altre sventure, ma non si sono mai materialmente incontrati. Da un lato per volontà del gran capo della casa editrice, perlopiù refrattario ai team-up tra personaggi, dall'altro per difficoltà materiali di incontrarsi vivendo i due le loro avventure in periodi storici differenti.
Ma i tempi cambiano e in Bandera! abbiamo visto il maturo Zagor incontrare per la prima volta un ancora giovane Tex Willer per sventare una crisi tra degli abitanti di una piccola città e gli indiani Comanche. Un'alleanza che si rinnova in Presagi di Guerra, pubblicato nel dicembre 2023, scritto da Mauro Boselli e disegnato da Alessandro Piccinelli.
Nonostante Tex e Zagor siano riusciti per il momento a placare gli animi, le tensioni tra gli indiani Comanche e gli abitanti della frontiera rimangono alte. Tra gli indiani il più deciso ad attaccare è Quanah Parker, figlio di un Comanche e di una donna rapita dalla tribù, Cynthia Ann Parker.
Tex e Zagor cercano nuovamente di evitare quello che appare come un inevitabile conflitto, che viene fomentato anche da un ricco proprietario terriero di nome John Baylor, il quale vuole sfruttare la cosa per interessi personali al fine di acquisire le terre degli indiani a costo zero, eliminando anche quella che lui considera una razza inferiore.
Per sventare questa doppia minaccia i due eroi dovranno allearsi con amici e vecchi nemici e rivolgersi all'unica persona in grado di riportare alla ragione Quanah Parker: sua madre.
C'è qualcosa che questo nuovo team-up ha e al contempo che non ha più. Vede di nuovo insieme i due più grandi eroi della Bonelli agire in un medesimo contesto. L'impianto è quello classico, consolidato e da cui è pericoloso - in un'atmosfera tradizionalista che predomina questi esperimenti - allontanarsi: un sentiero già percorso è invece più sicuro.
Quindi di nuovo insieme, di nuovo i conflitti tra indiani e abitanti della frontiera, di nuovo il classico cattivo alla Tex Willer che vuole acquisire più potere ai danni delle persone più deboli. Cattivo che viene riportato a più saggi consigli a suon di pugni e pistole. E una piccola lezione morale sul razzismo, piaga che Tex e Zagor combattono da svariati decenni.
In aggiunta rispetto al racconto precedente, vi è anche la presenza degli storici comprimari che ruotano attorno ai due eroi. Prima si erano visti solo alcuni personaggi minori, qui invece compare Kit Carson e scopriamo anche cosa è successo a Cico.
Ma c'è anche una cosa che manca ed è inevitabile. Questo nuovo team-up... non è più una novità, non c'è più il sapore della scoperta, di come i due eroi si relazioneranno, essendo già stato assodato nella prima storia. La novità è subito scivolata nella tradizione: è questo necessariamente un male? Il giudizio è lasciato alla singola persona.
Forse questa storia ci ha anche consegnato l'ultima avventura di Zagor. Ma mentre l'eroe si allontana verso il sole che tramonta, nessuno può ancora prevedere quali sorprese lo attendano alla prossima svolta.

venerdì 3 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Tex - Verso l'Oregon


Tex Willer ha un rapporto complicato con le figure femminili, come in un certo senso lo aveva il suo creatore Gianluigi Bonelli (divorziato, ma la cui moglie era tra le figure principali della casa editrice da lui fondata, insieme al figlio Sergio).
Quindi, a parte la notevole eccezione della compagna Lilyth, quando c'era Bonelli le donne erano spesso ritratte in modo negativo o come figure in difficoltà, pronte a essere salvate dall'uomo di turno. I tempi, però, cambiano e nuovi sceneggiatori giungono a dare visioni diverse di questo complicato tipo di rapporto.
Una di queste si trova in Verso l'Oregon, pubblicato nel 2011 su Tex Speciale 25, scritto da Gianfranco Manfredi e disegnato da Carlos Gomez.
Kevin Fletcher, un ragazzo aitante e di bell'aspetto, diviene oggetto di una caccia all'uomo quando uccide un giovane Texas Ranger, solo perché costui ha fatto ai suoi occhi troppe domande sul suo conto.
Quando si scopre che Kevin Fletcher è responsabile dell'uccisione di almeno venti persone, sia uomini di legge che criminali, della sua cattura vengono incaricati Tex e Kit Carson.
Mentre sono sulle tracce del serial killer, i due pard si imbattono in una carovana di sei donne, le quali si stanno dirigendo a Oregon City per sposarsi, dopo aver trovato marito tramite corrispondenza. Poiché la strada che devono percorrere è lunga e impervia, Tex e Carson si offrono di scortarle fino alla loro destinazione.
Un percorso che si rivelerà pieno di insidie e drammi.
Nel cinema c'è il famoso trucco del MacGuffin, in cui l'eroe di turno deve cercare una certa cosa della cui natura, alla fin fine, non è così necessario sapere tutto. Qualcosa di simile viene utilizzato in questa occasione.
L'inseguimento di Kevin Fletcher, che pare essere la trama principale all'inizio, dopo alcune pagine lascia il posto a quelle storie tipiche dei film western dell'età d'oro di Hollywood, con quelle grandi carovane che si trasferivano in un altro stato per iniziare una nuova vita.
Solo che in questo caso c'è una tipologia di interazione diversa per i due protagonisti. Coi cattivi è facile trattare, la loro natura è di immediata comprensione e li si può prendere a pugni o pistolettate, ma come comportarsi di fronte alla testardaggine e determinazione di alcune donne, animate da un sincero obiettivo comune?
Tex Willer si ritrova dunque a dover imparare a conoscere un mondo a lui quasi ignoto, e il rapporto con la defunta moglie Lilyth poco può fare in tal senso. Quindi in principio perde una parte della propria invincibilità e carisma - cosa che contribuisce a renderlo più umano agli occhi del lettore - salvo poi, appena ha capito come gestire la situazione, ritrovare la consueta sicurezza e capacità di risolvere ogni problematica.
Con Carson ad agire da consueta spalla, anche se a volte i due mi sembrano come Stanlio & Olio coi loro battibecchi preconfezionati. Un modo intelligente di attualizzare la figura femminile secondo un'ottica moderna, ma ben inquadrandola nel passato del Ranger.
Le due trame convergono poi nella fase finale, trovando entrambe l'inevitabile ma al tempo stesso necessaria risoluzione. E quel mondo di frontiera immaginario protetto da Tex e Carson può tornare a dormire sonni tranquilli.

lunedì 11 novembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Potere delle Tenebre


Il fumetto supereroistico americano ci insegna e ci ricorda in maniera costante che niente e nessuno può placare la sete di vendetta di un criminale, nemmeno la morte.
E per quanto possa essere difficile crederlo, questo concetto - seppur in maniera differente e minore - si applica anche a una parte del fumetto italiano. E se dobbiamo pensare a una storica rivalità del fumetto seriale, uno dei primi esempi, se non il primo, che ci viene in mente è l'eterna inimicizia tra Tex Willer e Mefisto.
Nata sin da quando Tex non era ancora un Ranger del Texas, nella storia Fuorilegge, dove Steve Dickart era ancora una spia che aveva al proprio fianco la sorella Lily, e giunta fino a Black Baron, le cui conseguenze hanno visto Mefisto divorato vivo dai topi e precipitato nei regni infernali.
Ma può appunto questo fermare la sua sete di vendetta? Ovviamente no ed ecco dunque l'arcinemico di Tex ritornare nella saga Il Potere delle Tenebre, pubblicata nel 2002 negli albi dal 501 al 504 di Tex, scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Claudio Villa.
Rifugiatasi a Parigi e rimasta nascosta per decenni, Lily Dickart si è sposata con un nobile russo di nome Boris. Costui la mette in contatto con un potente medium indiano di nome Narbas, in grado di comunicare con l'aldilà.
Grazie a lui, Lily ha la possibilità di poter parlare con suo fratello Steve, alias Mefisto, trattenuto sul piano della realtà per via del suo odio verso Tex e i pards. Un odio che potrebbe trovare nuova linfa, poiché vi è un rituale mistico padroneggiato da Narbas che potrebbe riportarlo in vita.
Al contempo Nuvola Rossa, stregone della tribù Navajo, avverte quanto sta accadendo sul piano mistico e avvisa Tex e i suoi pards, i quali però rimangono scettici rispetto a un ritorno di Mefisto, ormai dato per morto in maniera definitiva.
Le formule narrative consolidate, quelle che risultano tanto gradite ai lettori di fumetto seriale, diventano poi qualcosa di difficile di cui liberarsi per sempre. Gli scontri tra Tex, i pards e Mefisto - che ritornavano ogni tanto con regolarità seguendo precise strade - evidentemente rientrano in questo concetto di formula.
Tanto che quando lo stregone è scomparso dalle scene dopo Black Baron è diventato appunto qualcosa di complicato da rendere definitivo. Perché si sa, i lettori ogni tanto richiedono di essere rassicurati con una di quelle saghe narrative che così tanto hanno apprezzato. Lamentarsi di questo è inutile, lo si fa quantomeno dai tempi di Sherlock Holmes.
E dunque questo ritorno letterale di Mefisto dalla morte, laddove prima era solo stato dato per deceduto, ha il preciso scopo di rimettere in piedi quella rivalità storica e quella formula narrativa. Che proseguirà poi esattamente come sempre fatto prima (Mefisto rapisce i pards, concepisce arditi e alquanto arzigogolati piani di vendetta con i suoi alleati occasionali, Tex intuisce tutto e lo stregone fugge): sì non è nulla di nuovo ed è proprio ciò che si è voluto.
A dare qualcosa in più a questa nuova saga due elementi. In primo luogo il ritorno di Lily Dickart, personaggio che avrebbe potuto rivelarsi fondamentale ma era stata dimenticata dagli sceneggiatori precedenti e che si dimostra persona diabolica alla pari del fratello.
In secondo luogo i dettagliati e mirabolanti disegni di Claudio Villa, abile in particolar modo a risaltare i volti dei protagonisti, dando quegli sguardi indemoniati e malvagi a quelli negativi e ammantando di una sorta di aura di positività quelli positivi.
Un ritorno dalla morte è solo il preludio a un nuovo inizio, consolidato. Tale questo è.

lunedì 16 settembre 2024

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Cavaliere Solitario


Tex Willer è molto di più che il personaggio a fumetti più popolare d'Italia, grazie alla sua storia ultrasettantennale. Fino a qualche decennio fa era impensabile che Tex potesse varcare i confini italici, così inevitabilmente rinchiuso in un genere - il western - che non riusciva a fare presa all'estero in termini fumettistici e in un mondo che non era ancora del tutto senza frontiere.
Ma queste frontiere sono calate da tantissimi anni e Tex Willer è riuscito a solcare editorialmente anche i territori da lui frequentati nei fumetti e a farsi realizzare graficamente da un disegnatore americano (e da altri di molte altre nazioni, lungo la via). Il tutto avviene su Tex Speciale 15, il Texone, pubblicato nel 2001. La storia si intitola Il Cavaliere Solitario, scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Joe Kubert.
Tex Willer si reca a trovare la famiglia Colter, dei cari amici che non vede da alcuni anni. Ma lo attende una macabra scoperta: l'intera famiglia, compresa la giovane figlia e il cane, è stata massacrata da quattro criminali.
Tex si mette sulle loro tracce, ma la superiorità numerica ha la meglio e dopo una dura lotta Tex viene gettato in fondo a un burrone.
Ma può davvero essere questa la fine del celebre ranger? O la sua sete di vendetta lo farà rialzare e portare a perseguire la giustizia a tutti i costi?
Tex ha già operato atti di vendetta in altre storie e, più in generale, non esita a cercare giustizia per conto delle persone più deboli, ma qui si arriva a un livello superiore. Tex Willer viene colpito nel personale e per ben due volte: dapprima eliminando dei componenti della sua vita al di fuori dell'essere ranger e poi andando contro di lui, in una delle rare volte in cui Tex esce decisamente sconfitto da uno scontro.
Da quel momento il Ranger diviene come una sorta di angelo vendicativo. Qui si va oltre la giustizia, si giunge a un percorso di vendetta lungo il quale si incontrano determinazione, disprezzo per la vita umana che viene puntualmente punito, uno spirito di sacrificio che solo nei fumetti, anzi solo Tex Willer e qualche supereroe americano è in grado di dimostrare.
Nel contesto di un'opera rivolta a un pubblico popolare, è una storia in certi punti pervasa di cinismo e cattiveria. Spazzati infine via dal passaggio del Ranger, non limitato in questo caso dalla presenza dei Pards che avrebbero rallentato tale passaggio, anche solo per dover interagire con loro.
Il tutto ritratto - con qualche concessione rispetto a certi punti incrollabili di Tex, come il ritrarre i cavalli, ma in questo caso si può e si deve - da un artista che si concentra molto sui volti, sulla sofferenza e sulla rabbia. Le sue tavole parlano attraverso il dolore che riescono a trasmettere.
Intendiamoci, non è un capolavoro. Si tratta di una storia di vendetta, che segue quei precisi schemi che vediamo nelle classiche storie di vendetta, quegli schemi già visti in altri racconti con protagonista Tex Willer. Ma in questo caso è la resa globale di questo classico topos narrativo che balza all'occhio e consente a quest'albo di essere davvero speciale.

mercoledì 16 agosto 2023

Fabolous Stack of Comics: Tex - Sangue Navajo


Tex Willer non sopporta le ingiustizie, come noto, aldilà di chi le perpetra. Può battersi a favore dei più sfortunati contro le persone potenti, ma potrebbe anche difendere le persone ricche se queste avessero subito un torto (non è escluso l'abbia fatto almeno una volta, in ormai settantacinque anni di vita editoriale).
C'è una persona, tuttavia, a cui è altamente sconsigliabile fare un torto o prendersela con le persone a lui care. E quella persona è Tex Willer stesso!
Lo dimostra Sangue Navajo, pubblicato nel 1965 nei numeri dal 51 al 53 di Tex, scritto da Gianluigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini in arte Galep.
Mentre inseguono per divertimento un treno coi loro cavalli, cinque giovani indiani Navajos vengono uccisi da due persone con colpi di pistola, convinte erroneamente volessero attaccare il mezzo. Quando capiscono cosa hanno fatto, i due cercano ogni tipo di appoggio per non essere incriminati.
Tex Willer, per evitare che suonino i tamburi di guerra, si reca a chiedere giustizia, ma sia il comandante del forte del posto sia il governatore sono sordi alle sue richieste, poiché ammanicati con i due assassini.
Non poteva essere commesso errore peggiore: Tex Willer inizia una vera e propria guerra personale, deciso a fare terra bruciata intorno ai due criminali e a chi li sostiene da dietro le quinte, anche se questo significherà mettersi contro la legge.
Credo che questa storia mostri Tex al massimo della sua potenza, intesa come rabbia e astuzia - una rabbia non cieca ovviamente - mista a capacità di strategia. Qualcosa che lo rende al pari di un supereroe pur non essendolo.
Il Ranger del Texas non fa sconti a nessuno qui: prende a male parole i suoi superiori, prende a cazzotti la gente potente definendola poi come dei codardi, distrugge proprietà governative, fa mettere sotto pessima luce le autorità e i politici perché costoro - per salvare la propria reputazione - prendano le distanze da coloro che hanno ucciso i Navajos.
Può sembrare paradossale dirlo, ma in questa sua guerra privata Tex Willer fa in modo che solo le persone responsabili di quanto accaduto paghino per i loro crimini e se la prende con altri solo se queste persone vengono mandate contro di lui o i suoi pards. Nessun innocente ne ricava un graffio durante quest'avventura, nemmeno i soldati costretti a eseguire i folli ordini dei loro superiori incapaci.
Certo, nel fare questo compie reati di sequestro di persona e distruzione di proprietà del governo, reati credo perseguibili già nel diciannovesimo secolo, ma tutto viene perdonato alla fine. L'amabile ingenuità delle storie di quel periodo.
Tex è l'emblema dell'eroe che i giovani italiani volevano essere una volta finita la Seconda Guerra Mondiale e durante il boom economico e questa storia lo dimostra: oggi questi atteggiamenti - mettersi contro i potenti in prima persona e non da dietro una tastiera, proteggere gli innocenti - sembrano quasi anarchici e ribelli in un mondo dominato dall'egoismo.
Sono passati decenni. Tex è ancora quell'eroe perfetto, magari un po' più maturo, mentre buona parte di quei lettori sembrano aver dimenticato i valori che motivano le sue azioni.

martedì 1 agosto 2023

Fabolous Stack of Comics: Tex/Zagor - Bandera!


Tex Willer e Zagor si incontrano per la prima volta dopo sessant'anni! Sì, ci è voluto un po' di tempo perché i due personaggi simbolo della Sergio Bonelli Editore condividessero le pagine di un unico albo, ma alla fine è accaduto.
Sergio Bonelli è sempre stato un po' refrattario a certi stratagemmi tipici dei fumetti americani, come i crossover o gli incroci narrativi (anche perché i personaggi pubblicati dalla casa editrice di Milano agiscono perlopiù in diversi contesti temporali), ma già qualche concessione in vita l'aveva fatta, come vedere Mister No comparire sulle pagine di Martin Mystere o addirittura due veri e propri crossover tra Martin Mystere e Dylan Dog.
Il panorama fumettistico odierno, dopo la morte di Sergio Bonelli, è molto cambiato e certe cose ormai non sono più viste come un tabù. Pur essendo Tex e Zagor personaggi radicati in diversi periodi storici, si è potuto infine farli interagire nell'albo Bandera! pubblicato nel dicembre 2021, scritto da Mauro Boselli e disegnato da Alessandro Piccinelli.
Nel 1859 a Bandera, una comunità dove sono presenti in buona parte emigranti provenienti da varie nazioni europee, si intrecciano i destini di varie persone. A partire dal giovane Tex Willer, in fuga dalla legge e che scopre in questa città preziosi alleati. Ma vi è anche Patrick Wilding, alias Zagor, che si trova qui per chiudere una faccenda in sospeso da anni che coinvolge un suo caro amico, Adam Crane, e la ricerca degli assassini di un suo fratello di sangue, Lupo Grigio.
Mentre indaga su questo mistero, Zagor ha modo di incontrare l'arrogante, giovane Willer, ma la loro alleanza sarà cruciale per risolvere una crisi tra gli abitanti di Bandera e gli indiani Comanche.
Quando si parla di due personaggi classici, che sono protagonisti - salvo doverose eccezioni - di storie classiche, il metodo migliore per approcciarsi a un loro team-up è costruire appunto una storia dall'impianto classico.
In tal senso Mauro Boselli, che ha sceneggiato decine di albi di entrambi i personaggi e cura le avventure del giovane Tex Willer, non cerca - né credo i lettori affezionati di Tex o Zagor volessero altrimenti - dei colpi sensazionalistici.
Rifacendosi ad alcune avventure passate che però non risultano ingombranti e assistito da un eccellente disegnatore capace di ricreare sfondi meravigliosi e scene di lotta piene di azione, lo sceneggiatore concepisce una classica avventura dove l'eroe raddrizza un torto e libera una città da alcuni elementi di disturbo (in questo caso, gli eroi). Quante altre volte abbiamo visto questo succedere in una storia di Tex o Zagor?
Poiché è chiaro che quello che importa al lettore non è veder dipanata un'idea innovativa, bensì poter ammirare questi due amati personaggi interagire per la prima volta: questa è l'innovazione, che pur è anche qualcosa di consolidato.
Zagor e Tex rappresentano due poli opposti. Il primo è un uomo maturo, che ha vissuto molte avventure e perso alcuni cari amici, divorato dai dubbi ma determinato a cercare giustizia. Il secondo è ancora alle prime armi, non il Texas Ranger che impareremo a conoscere, sprezzante ma al tempo stesso contro le ingiustizie avendone vissute di importanti sulla propria pelle.
Si verifica come un passaggio di testimone, verso un nuovo eroe anche lui destinato a unire due mondi, come accaduto a Zagor e profetizzatogli al tempo (poi il fatto che Zagor si convinca senza un vero perché che Tex sia quell'eroe rimane un mistero).
Si ha tuttavia anche un senso di incompletezza, alla fine, poiché vengono disseminati numerosi spunti narrativi solo una parte dei quali trova una risoluzione. Che sia il preludio a un nuovo, futuro team-up? La risposta è ovviamente sì. Ormai quel limite che Sergio Bonelli non voleva superare è stato valicato e si sono aperte nuove prospettive.

giovedì 8 giugno 2023

Fabolous Stack of Comics: Tex - Black Baron


Lo scontro, che non avviene mai in realtà, tra Tex Willer e la sua nemesi Mefisto affronta un nuovo capitolo. Nel precedente, Il Drago Rosso, Mefisto si era alleato col monaco tibetano Padma, che alla fine lo aveva fatto impazzire facendolo finire in un manicomio (amabili follie narrative degli anni '60 del ventesimo secolo).
Ma siccome Mefisto è tra i pochissimi nemici ricorrenti di Tex, un suo ritorno è inevitabile. Questo si concretizza infine con Black Baron, scritto da Gianluigi Bonelli, disegnato da Aurelio Galleppini in arte Galep e pubblicato nel 1968 nei numeri dal 93 al 95 della serie regolare di Tex.
Mefisto è fuggito dal manicomio in cui era confinato. In questa struttura ha stretto amicizia con Jean de Lafayette, che si ritiene un'incarnazione vivente di Baron Samedi, la divinità haitiana che trascina i morti nell'aldilà, e insieme a lui ha fondato un impero del terrore nelle paludi della Florida, grazie anche a una nutrita schiera di seguaci del voodoo, attirandosi le ire degli indiani Seminoles, che meditano la vendetta.
I quattro pards si recano in Florida per assalire il castello in cui Mefisto e i suoi alleati sono confinati, ma lungo il tragitto dovranno affrontare svariati attacchi ad opera degli sgherri al servizio del loro acerrimo nemico.
Lo schema narrativo si ripete ancora una volta. Con l'eccezione di Fuorilegge, questo è un altro scontro a distanza che si verifica tra Tex Willer e Mefisto. Questi due contendenti agiscono sempre su due lati opposti della barricata.
In questo caso vediamo Tex e i suoi alleati da un lato che fronteggiano gli attacchi e le minacce portate avanti dagli sgherri al servizio del loro nemico, avversari di natura più "fisica" e alla loro portata. Dall'altro invece ritroviamo Mefisto e i suoi nuovi alleati calati in una nuova atmosfera, quella del voodoo, quasi inedita per l'Italia all'epoca della pubblicazione di questa storia.
In tal senso, quindi, vanno fatti i complimenti a Gianluigi Bonelli che, pur calando il tutto in un contesto avventuroso e quindi semplificato (gli alleati di Mefisto, visti con l'occhio di oggi, sono decisamente stereotipati), avrà fatto le sue ricerche.
Credo siano due mondi che non si possano incontrare proprio perché davvero troppo distanti tra loro. C'è il piano fisico e il piano "spiritico", se possiamo così definire quello dove opera Mefisto, e Tex e le sue pistolettate mal si conciliano con queste ultime atmosfere.
Ora sembrerebbe che sia mancanza di idee da parte di Gianluigi Bonelli che, a parte il consueto battibecco tra Tex e Mefisto tramite messaggio spiritico, non va oltre questo tipo di interazione. Ma in realtà lo scrittore riesce a ben amalgamare questi mondi tenendoli separati, per far sì che entrambi i loro protagonisti risaltino. Tex col suo eroismo e sprezzo del pericolo, Mefisto con la sua malvagità e sottile follia.
Forse però un giorno questa separazione avrà termine e i due nemici si ritroveranno infine faccia a faccia.

giovedì 1 dicembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Fiesta di Morte


Se c'è un aspetto del personaggio di Tex Willer che è ben noto e incrollabile è che non chiude mai gli occhi di fronte a un'ingiustizia perpetrata ai danni di altri, non importa chi. Anche se non lo riguarda in maniera diretta, lui interviene e rimette le cose a posto, con ogni mezzo necessario (anche quelli letali, se occorrono). Con gli altri tre pards - Kit Carson, Kit Willer e Tiger Jack - che lo assistono.
Tale sua caratteristica è ben evidente nella storia Fiesta di Morte, scritta da Gianluigi Bonelli e disegnata da Giovanni Ticci, pubblicata nel 1982 negli albi dal 259 al 261 della serie di Tex.
Nel villaggio di Santa Rita, quattro infidi criminali, di concerto con la cittadinanza e la guardia militare del luogo, sterminano quasi del tutto una tribù di Apache attirata lì con l'inganno, al fine di guadagnare una facile ricompensa promessa da dei benefattori.
Per impedire un'inevitabile ritorsione degli indiani, con un conseguente e drammatico spargimento di sangue, Tex si impegna a portare giustizia, vendicandosi dei responsabili del massacro, ovvero i quattro criminali e i cittadini che hanno partecipato alla strage. Con lui, come sempre, i tre pards.
La forza e l'iconicità del personaggio di Tex in questa storia vengono fuori anche da eventi piccoli, ma significativi, da eventi che accadono tutti i giorni. Come quando si ribella a modo suo a quei gestori di locali che non vogliono servire da mangiare a Tiger Jack, per via del fatto che è un indiano. Tex raddrizza il tutto semplicemente guardando la persona bigotta negli occhi e facendo notare come Tiger Jack sia suo amico e quindi mangia e beve insieme a lui: e provateci voi a contraddire Tex, cari razzisti!
Un esempio di ragionevolezza e sangue freddo che si ritrova anche nel ruolo che Tex decide di assumere: quello di vendicatore di torti per conto terzi. Una vendetta volta a evitare guai peggiori. In un mondo che precipita verso la follia, il Ranger del Texas è una sorta di incarnazione della logica. Una giustizia che attua in segreto, coinvolgendo solo i suoi amici e non informando i suoi superiori, i quali non gradirebbero la cosa.
Si dice che Tex sia un personaggio datato, adatto solo a vecchi lettori. Eppure... si batte per le minoranze, va contro le direttive dei suoi superiori purché sia fatta giustizia, non ha paura a esporsi in prima persona quando si tratta di mettersi contro gente potente come banchieri o politici. Oggi alcuni lo definirebbero un anarchico, per questo. Ma lui, invece, è semplicemente una persona che non sopporta le ingiustizie.
E forse a volte il suo desiderio di giustizia si spinge oltre. Seppur sia una cosa che al tempo non ci si faceva caso né si contestava, Tex e i pards, mettendo a ferro e fuoco la città di Santa Rita per punirne gli abitanti, lasciano per strada e senza casa anche i bambini che vivono lì (Giovanni Ticci li ritrae a un certo punto): bambini che di certo non hanno colpe nelle sciagurate decisioni prese da gente adulta e avventata.
Insomma, la vendetta è un piatto che va servito freddo, ma a volte il freddo diviene insopportabile come i tizzoni d'inferno.

venerdì 4 novembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Drago Rosso


I nemici ricorrenti, alla stregua della narrativa supereroistica, sono una prerogativa anche di una parte del fumetto italiano. L'esempio più celebre è Zagor che, come accade ai supereroi, vede i propri nemici ritornare su base periodica, a volte anche dalla morte.
A Tex Willer, invece, tale ricorrenza difficilmente accade poiché ha la (sana?) abitudine di prendere a pistolettate i suoi avversari. Rappresenta una notevole eccezione Mefisto, che ha esordito come spia in Fuorilegge, salvo poi tornare con un nuovo look e limitati poteri mistici in La Gola della Morte, dove sembrava aver trovato la fine per mano di Tiger Jack. Ma non essendo stato preso a pistolettate da Tex Willer, per lui c'è ancora speranza.
Che si concretizza infine col suo ritorno in Il Drago Rosso, realizzato dal dream team di Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini in arte Galep e pubblicato nel 1967 negli albi dal 78 al 80 della serie di Tex.
Alcuni incubi e allucinazioni capitate a Tex, suo figlio Kit e Tiger Jack fanno presagire il ritorno di Mefisto, nonostante tutti e tre siano certi che non possa essere sopravvissuto al loro ultimo scontro.
Eppure, i tre pards si sbagliano, poiché Mefisto è stato tratto in salvo e curato negli ultimi mesi da Padma, un misterioso monaco tibetano che cerca una personale forma di redenzione tramite l'organizzazione del Drago Rosso, da lui guidata e di cui Mefisto rappresenta una sorta di mano armata.
Mentre Tex e i suoi alleati vanno alla ricerca del loro nemico, Mefisto si prepara a tendere loro una trappola mortale... sempre che Padma sia d'accordo.
Ci sono storie dove a volte il cattivo prende il sopravvento in termini narrativi sull'eroe di turno, si pensi ad esempio a The Killing Joke. Mefisto, con la sua carica eversiva e l'essere totalmente dedito al male, in netto contrasto con Tex che invece è totalmente dedito al bene, riesce a conquistarsi in questo caso un posto di primo piano.
Pur essendo netta la sua distanza da Tex e i pards - e Gianluigi Bonelli non perde occasione per ricordarci quanto Steve Dickart sia empio e malvagio - questa appare più come una storia incentrata su Mefisto e sul suo piano di vendetta, mentre Tex rimane sullo sfondo, pronto a rubargli la scena a ogni momento. Nel mezzo vi è la figura di Padma, colui che non é né bene né male e rappresenta il destino che in ogni momento si può rivolgere contro qualsiasi essere umano.
Ancora una volta, come in La Gola della Morte, e non so se Gianluigi Bonelli lo faccia in maniera voluta, non vi è un confronto diretto tra Tex e Mefisto, i quali hanno solo uno scontro puramente verbale lungo tutta la storia per via di un incantesimo mistico, e la minaccia stavolta viene sventata da Padma.
Certo si potrebbe obiettare che la motivazione della vendetta di Mefisto (essere stato catturato da Tex venti anni prima) sia alquanto esile... ma nel 1967 ci si vendicava nei fumetti per molto meno!

giovedì 27 ottobre 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - A Sud di Nogales


Alle storie di Tex sceneggiate da Gianluigi Bonelli è spesso associato il nome di Aurelio Galleppini in arte Galep, creatore grafico del personaggio. Ma in quei gloriosi anni in cui il Ranger del Texas vedeva crescere la propria gloria di anno in anno, altri disegnatori hanno contribuito a tale fama.
Uno di questi, secondo alcuni il disegnatore di Tex per eccellenza, è Giovanni Ticci, modello di ispirazione per molti artisti che hanno poi potuto dedicarsi alla realizzazione delle storie di Tex Willer.
Una delle più celebri storie disegnate da Giovanni Ticci è A Sud di Nogales, pubblicata nel 1977 sull'albo 199 di Tex.
I quattro pards (Tex Willer, Kit Carson, Kit Willer e Tiger Jack) si trovano al confine tra Texas e Messico, alla ricerca di trafficanti d'alcool che operano un mercato nero presso le tribù di indiani Apache del luogo, con un'ultima consegna sfociata in tragedia e nella morte di numerosi uomini.
Da uno di loro, prima che esali l'ultimo respiro, Tex apprende il nome del capo dei trafficanti: Solly Slade, un ex agente indiano che ha oltrepassato la barricata passando dalla parte del torto. Superfluo dire che Tex Willer e i suoi pards cercheranno di riportare la giustizia, a modo loro.
Abbiamo qui psicologie tagliate con l'accetta: Tex e i suoi compari rappresentano il bene assoluto, mentre Solly Slade e i suoi sgherri sono l'incarnazione del male, senza alcuna possibilità di riscatto, una cosa del tutto accettabile in un'epoca dove le zone di grigio non erano ancora parte integrante della narrativa a fumetti (a maggior ragione non alla portata di uno sceneggiatore cresciuto in un'epoca differente).
Quindi se le motivazioni dei personaggi non vengono - e non devono essere - eccessivamente approfondite, abbiamo numerose scene d'azione che dominano la storia e qui Giovanni Ticci va ben oltre il fare il proprio mestiere.
Vi sono ad esempio due sparatorie che coinvolgono numerosi personaggi e si protraggono per svariate pagine che riesce a gestire in maniera superba. Non riesco neanche a immaginare se Gianluigi Bonelli abbia dovuto dargli delle indicazioni al riguardo, visto che le tavole sembrano in certi casi davvero vivere di vita propria (e parliamo comunque di un albo uscito più di quarant'anni fa).
Una particolare bravura dello sceneggiatore è che, pur in una storia relativamente breve per i canoni texiani, riesca a dare ad ognuno dei quattro pards il proprio spazio e un ruolo ben preciso, con certo Tex che ruba la scena a tutti, ma senza far sfigurare gli altri. Questa è un'abilità particolare di Gianluigi Bonelli, laddove altri sceneggiatori - anche navigati - preferiscono incentrare le proprie storie su Tex e Kit Carson, lasciando da parte Kit Willer e Tiger Jack.
E con la giustizia ritornata nelle praterie texane, possiamo tornare alla nostra riserva indiana in attesa della prossima avventura.

martedì 23 agosto 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Oklahoma!


Il West descritto nelle storie di Tex Willer, come noto, non è il West storico degli Stati Uniti, come non è neppure il West che si è visto nei romanzi e nei film americani, i quali hanno mitizzato, fino a livelli eccessivi in alcuni casi, quel periodo storico.
Il West di Tex è una sorta di amalgama delle due cose, con in aggiunta dei background letterari che il suo creatore, Gianluigi Bonelli, ha voluto inserire come una sorta di omaggio alle avventure che leggeva da ragazzo. Quindi, se si eccettua il periodo temporale che non si può mutare, il mondo di Tex offre molte possibilità narrative, anche a sceneggiatori abituati a scrivere altri tipi di storie.
Ne è un esempio perfetto Oklahoma! Albo speciale (il primo Maxi Tex) di oltre 300 pagine pubblicato nel 1991, scritto da Giancarlo Berardi e disegnato da Guglielmo Letteri.
Siamo nell'aprile 1889, il mese e anno in cui sta per svolgersi la Corsa alle Terre dell'Oklahoma, durante la quale coloni provenienti da tutto il mondo potranno reclamare degli appezzamenti di terreno. Tex e Kit Carson si imbattono nella famiglia Paxton, la quale è stata assalita da un gruppo di banditi che ha ucciso Harvey, il pater familias.
I due ranger salvano i componenti della famiglia, ma Tex col suo intuito capisce che dietro c'è qualcosa di più di una semplice rapina. Qualcosa che ha a che vedere proprio con la Corsa alle Terre, di cui tanti vogliono approfittarsi, anche utilizzando mezzi illeciti. Si aggregano dunque alla famiglia Paxton per partecipare alla Corsa e scoprire la mente criminale dietro altri omicidi compiuti nella zona.
Il creatore di Ken Parker, la cui saga descrive una tipologia di West del tutto differente da quella di Tex Willer, ben si adatta a queste nuove atmosfere per lui inedite da un punto di vista di scrittura, ma gli abili sceneggiatori sono capaci di fare questo e altro.
Se Ken Parker era profondamente inserito nella realtà storica da lui vissuta, anche in questo caso lo sfondo è un evento storico, la Corsa alle Terre dell'Oklahoma, davvero svoltasi nell'aprile 1889 (dunque, seppur al limite, nel periodo storico in cui Tex vive le sue avventure): se avete visto Cuori Ribelli con Tom Cruise e Nicole Kidman sapete di cosa si tratta.
Da questo presupposto, Berardi costruisce - ben assistito da Guglielmo Letteri, soprattutto in quelle che sono le scene della Corsa che occupano la parte centrale di questa lunga storia - la classica storia di Tex (con al proprio fianco il fido pard Kit Carson) che si trova a fronteggiare delle ingiustizie dietro cui ci sono persone potenti e che si reputano intoccabili. E Tex, che è troppo testardo per volgere la testa altrove, conosce un solo modo per risolvere i problemi: a suon di pugni e revolverate.
E nel mentre non possono mancare i divertenti battibecchi con Kit Carson, i Satanasso assortiti e coreografie di lotta che sembrano quasi prese dai film western muti con Tom Mix. Un universo narrativo di distanza da quello di Ken Parker.
Berardi inserisce anche il tema dell'accettazione e dell'integrazione tramite la presenza come personaggio fondamentale di un indiano... anche se Gianluigi Bonelli lo aveva ampiamente anticipato con Il Patto di Sangue.
Insomma, quando un signor sceneggiatore viene messo di fronte a un personaggio iconico (e che per questo motivo presenta molti paletti narrativi che si devono rispettare), la cosa migliore che possa fare è concepire una storia bella e appassionante. Giancarlo Berardi è riuscito in questo intento.

venerdì 1 luglio 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Patto di Sangue


Le avventure del giovane Tex Willer realizzate da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, in arte Galep, alla fin fine non sono poi così tante (ecco, dunque, perché oggi si espande quel tipo di mitologia fumettistica), ma hanno introdotto alcuni elementi del mondo di Tex che permangono ancora oggi.
Tra cui il suo rapporto con gli indiani, un rapporto tra i primi - forse il primo in assoluto - a non dipingerli come da cattivi tipici di film western. Questo è quanto accade in Il Patto di Sangue, pubblicato in origine nel formato a striscia nel 1950.
Tex Willer viene incaricato dal corpo dei Rangers di indagare su un traffico illecito d'armi che si sta svolgendo in Arizona e che rischia di causare una ribellione degli indiani Navajos.
Tex si ritrova subito ad affrontare due affaristi corrotti di nome Jerry Stone e Bessie, i quali agiscono nella città di Durango spalleggiati dallo sceriffo locale. Come se non bastasse, viene catturato dagli indiani Navajos e legato al palo della tortura.
Ma quella che può rappresentare la sua fine, diventa un incredibile punto di svolta per Tex quando l'indiana di nome Lilyth si fa avanti per difenderlo, chiedendo che gli sia risparmiata la vita. Ma c'è un solo modo perché ciò accada: tramite un matrimonio.
La trama è di quelle che torneranno molte volte sulle pagine di Tex: il ranger che arriva in una città e trova un "signorotto" del posto che spadroneggia in lungo e in largo, ma che ovviamente alla fine nulla può contro i proiettili di Tex.
Un altro elemento che spicca è il desiderio di giustizia che motiva Tex. Se nelle prime storie - dove era considerato un fuorilegge - si ritrovava a difendere persone perseguitate da brutti ceffi, da quando entra nei Rangers e cattura Mefisto per la prima volta, questo suo desiderio arriva ai livelli più alti. Quasi estremi.
Tanto che Tex non esita, per perseguire quello che lui ritiene essere un bene superiore, a mettersi contro i politicanti o i suoi stessi superiori. E di proteggere le minoranze, le prime colpite da queste ingiustizie.
Come gli indiani Navajos. Il Patto di Sangue è importante per due motivi, almeno: segna la prima apparizione di Lilyth, la "fugace" moglie di Tex di cui Gianluigi Bonelli si sbarazzerà abbastanza in fretta dopo questa storia, ritenendo con ogni probabilità che fosse d'intralcio alle avventure dell'eroe, salvo poi tornare in parte sui propri passi.
Come intuibile, Lilyth qui rappresenta la classica damigella in pericolo, che aspetta con pazienza il ritorno del suo amato, ma presenta anche un carattere forte e deciso, certo sempre volto ad assecondare il percorso narrativo del protagonista.
Inoltre, è proprio in questa storia che Tex Willer viene chiamato per la prima volta Aquila della Notte, il soprannome con cui sarà noto tra gli indiani. L'epilogo migliore delle storie bonelliane incentrate sugli esordi di Tex.
E tra termini arcaici che compaiono ogni tanto quale "Dabbenuomo", il giovane Tex del 1950 continua a fare body shaming sulle persone obese... Peste!

mercoledì 20 aprile 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - La Gola della Morte


Cosa succede quando si introduce un elemento narrativo in apparenza estraneo in un contesto di cui non dovrebbe fare parte? Occorre molta abilità da parte dello sceneggiatore di turno nell'inserire tale elemento, per far sì che lo scenario principale non ne risulti inficiato.
Se in universi narrativi con ampie possibilità quali quelli Marvel o DC, l'aggiunta di un nuovo elemento può trovare facile accoglimento, in altri mondi narrativi, più chiusi all'apparenza, la cosa potrebbe non rivelarsi altrettanto agevole.
In Fuorilegge abbiamo visto il giovane Tex Willer scontrarsi per la prima volta con Steve Dickart, una spia che aveva come copertura quella di un prestigiatore da palcoscenico di nome Mefisto. Personaggio che ricompare infine nella storia La Gola della Morte, pubblicata in origine nel 1959 nel formato a striscia e ristampata nel 1964 nei numeri 64 e 65 della collana regolare di Tex.
Sono passati molti anni da quel primo scontro: Tex è diventato il più abile Ranger del Texas, protettore della tribù Navajo come Aquila della Notte, e si circonda di tre compagni d'avventure, tre pards, ovvero suo figlio Kit Willer, Kit Carson e Tiger Jack.
Ma un'antica e dimenticata minaccia riemerge dal passato quando, durante una battuta di caccia, Kit Willer viene rapito da una misteriosa tribù di indiani, gli Hualpai, al servizio di colui che chiamano Il Figlio del Fuoco. Poco dopo anche Kit Carson, durante le ricerche del figlio di Tex, viene catturato.
Il mandante è Mefisto, che in qualche modo ha acquisito dei reali poteri magici e vuole vendicarsi di Tex per lo smacco subito anni fa, togliendogli ciò che ha di più caro e trascinandolo verso la rovina.
Il Mefisto che vediamo in questa storia non è lo stesso personaggio apparso quell'unica volta nel 1949, anzi è proprio un altro personaggio che condivide col suo alter ego del passato solo l'alias da prestigiatore. Per il resto, un nuovo look, poteri di cui non sapremo mai - almeno in questa storia - come siano stati acquisiti e una sete di vendetta covata solo e unicamente verso Tex - pur avendo altri contribuito alla sua cattura anni prima - tale da rasentare la follia.
A Gianluigi Bonelli, infatti, interessa costruire uno scenario western atipico e lontano dagli schemi prefissati, che non ricalchi pedissequamente quello dei film di Hollywood e che rappresenti in realtà un mondo narrativo che sia una sorta di patchwork delle storie di avventure che leggeva da ragazzo.
Già in passato lo sceneggiatore aveva introdotto elementi di certo non comuni nelle storie western, seppur in maniera soft, come gli alieni o i dinosauri. Con Mefisto, invece, spinge di più sull'acceleratore, facendo risaltare in maniera più preponderante il tema della magia, già accennato anch'esso in passato.
I poteri di Mefisto, in realtà, non appaiono eccezionali (ipnotismo e proiezione astrale, almeno questo è ciò che viene mostrato in questa storia), eppure per Tex e soci rappresentano l'ignoto. Qualcosa che le pallottole non possono abbattere. Tex, come Superman, appare invincibile, eppure anche Superman è vulnerabile alla magia, in quanto inconoscibile.
Tex, tuttavia, sa che il suo bel fucile Winchester può essere efficace contro tutto e tutti. Tanto che una vera e propria strage di indiani viene compiuta a sangue freddo, senza contare maltrattamenti vari ad animali, segno di un tempo differente. Così come i vari "ugh" e "woah" che gli indiani non possono fare a meno di pronunciare in ogni... singola... vignetta in cui appaiono.
Le motivazioni di Mefisto, così come il suo vero background, non sono poi così importanti (davvero pensava di vendicarsi di Tex avendo come alleati indiani che sparano dardi avvelenati con le cerbottane?): quello che conta è il dualismo che viene a crearsi tra i due avversari, in un crescendo di tensione ben portato avanti da Bonelli (dal mistero iniziale sino alla resa dei conti finale).
E, non so quanto voluto, Bonelli alla fine non farà mai scontrare in maniera diretta i due e la minaccia di Mefisto sarà annullata da Tiger Jack. O almeno così si è portati a pensare.
Mefisto, però, è diventato una sorta di incarnazione del male e un suo ritorno è inevitabile.

venerdì 28 gennaio 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Fuorilegge


Per quanto sia più una prerogativa del fumetto americano, in particolare quello supereroistico, anche il fumetto italiano seriale può vantare la propria scia di nemici ricorrenti per l'eroe della testata.
Mettendo da parte Zagor, che può addirittura contare su una Rogue Gallery di tutto rispetto, si può pensare ad esempio al Dylan Dog sclaviano e a Xabaras.
Poi c'è l'eroe italiano per eccellenza, Tex Willer. Il quale non può che avere un avversario di eccellenza e costui è Steve Dickart alias Mefisto. Antagonista che fa la sua prima apparizione nella storia Fuorilegge, scritta da Gianluini Bonelli e disegnata da Aurelio Galleppini in arte Galep. La storia è stata pubblicata in albo a striscia nel 1949 e poi ristampata nel terzo albo della serie di Tex.
Stanno infuriando dei conflitti lungo il confine tra Texas e Messico e i generali messicani possono contare sull'apporto di una spia americana, Steve Dickart, e di sua sorella Lily, i quali forniscono loro informazioni preziose mentre viaggiano col loro spettacolo itinerante di magia.
Tex viene incaricato di indagare sulla vicenda e di catturare la spia, ma l'impresa si rivelerà più ardua del previsto e lo condurrà oltre il confine messicano, dove troverà - dopo Kit Carson - un altro fondamentale alleato.
Siamo ancora alle prime storie che vedono protagonista Tex Willer, quelle dove la sua personalità è in continuo divenire, poiché il primo che sta cercando il mood giusto per lui è il suo creatore, ovvero Gianluigi Bonelli.
Da quello goffo e inesperto de Il Totem Misterioso, passando per quello desideroso di riscatto e paladino della legge de La Mano Rossa, fino ad arrivare a questo, un po' spaccone e che sembra perseguire più una sorta di vendetta contro i propri nemici, tanto da arrivare a unirsi alla banda di ribelli di Montales, un altro fondamentale comprimario delle storie di Tex.
Il Mefisto qui ritratto non è quello che poi darà filo da torcere a Tex negli anni a venire. In realtà è solo uno dei tanti nemici usa e getta che Bonelli impiega per mettere alla prova il suo eroe, quindi è un semplice prestigiatore senza alcun potere e la trama che lo coinvolge - la caccia alla spia - è qualcosa che lo riguarderà solo in questa occasione.
Risulta in ogni caso convincente come nemico, poiché è addirittura in grado di mettere dietro le sbarre Tex e ha un rapporto di amore/odio con sua sorella, una donna che in quanto a malvagità è al suo livello.
Particolare curioso, e da inquadrare nell'offrire una nuova storia nel formato a striscia dell'epoca, è vedere come Bonelli ogni tanto ci piazzi delle storie che non c'entrano nulla con la trama principale (la classica vicenda dove Tex si libera del prepotente di turno che terrorizza una città) e non influiscono più di tanto sulla vicenda. Che il nostro italico sceneggiatore abbia inventato i fill-in ante litteram?
Galep in questo caso sta ancora perfezionando il suo stile e, anche per via del carico di lavoro, sacrifica qualcosa, in particolar modo gli sfondi (nei saloon sembra ci siano solo il bancone e un tavolo). Bravissimo, invece, nel ritrarre le scene di lotta e le sparatorie: dinamicità allo stato puro.
Da morire dal ridere, col senno di poi, vedere Tex che fa body shaming nei confronti delle persone obese. Ve l'abbiamo detto che la sua personalità è ancora in divenire, dopotutto.

venerdì 1 ottobre 2021

Fabolous Stack of Comics: Tex - La Mano Rossa


Ecco un altro fumetto di portata storica ed epocale, la seconda storia con protagonista l'allora fuorilegge solitario Tex Willer: La Mano Rossa, pubblicata in origine nel 1948 nel formato a striscia e in seguito piatto forte del primo albo bonelliano dedicato a Tex. Come per Il Totem Misterioso, troviamo Gianluigi Bonelli ai testi e Aurelio Galleppini in arte Galep ai disegni.
Tex si caccia di nuovo nei guai quando soccorre un esploratore che ha appena subito una rapina dalla banda criminale nota come La Mano Rossa, che l'ha ferito a morte. A causa di uno sfortunato imprevisto, Tex viene incriminato per l'omicidio dell'esploratore.
Solo contro tutti, il giustiziere del West ha un unico modo per dimostrare la propria innocenza: rintracciare tutti i componenti della Mano Rossa e metterli fuori gioco per sempre.
Con questa seconda storia, di maggior respiro rispetto alla precedente, Bonelli inizia a ampliare il mondo di Tex e a meglio caratterizzare il fuorilegge solitario, anche se molto è ancora in divenire.
Soprattutto diviene più chiaro come venga visto Tex da buona parte delle autorità: sì un giustiziere, ma che combatte comunque le giuste battaglie e gli omicidi che ha commesso in passato erano tutti per legittima difesa.
Gianluigi Bonelli getta dei semi narrativi che lui stesso non sa ancora come cogliere, dunque fa affidamento su idee generali che potrà riprendere in un secondo momento per approfondirle a dovere.
Essendo il Tex di questa storia giovane e ancora inesperto, c'è qualche momento di leggerezza e la sua aura di invincibilità non è ancora presente. Particolarmente divertente leggere oggi una scena che invece all'epoca voleva essere drammatica e in cui due componenti della Mano Rossa, dopo aver messo KO Tex, piuttosto che sprecare una pallottola per ucciderlo preferiscono gettarlo in un dirupo e poi rimanere lì quattro giorni per assicurarsi che non esca! Ah, la cara ingenuità di quegli anni.
Quello che risulta più interessante sono le vicissitudini successive alla sconfitta della Mano Rossa. Tex, ora riabilitato di fronte alla legge (sì, senza processo, non chiedete), viene nominato Ranger nr. 3 del Texas e incontra per la prima volta Kit Carson.
Altre idee che Bonelli getta lì, per poterle cogliere in un secondo momento: andava lui stesso per tentativi, in attesa di capire quale potessero essere le caratteristiche che meglio potevano adattarsi a questo nuovo personaggio.
E a volte non andava tanto per il sottile. Tra i primi nemici di Tex Willer vi è addirittura uno stupratore (anche se, causa censura dell'epoca, viene definito "rapitore di donne"), che causa il suicidio di una delle donne da lui plagiate e che Tex vendica.
Insomma, il West di queste storie è sì derivato dalle pellicole western americane, ma è anche un mondo distante, filtrato dalla sensibilità di un autore italiano inserito in una società molto diversa da quella americana, che sta cercando di risollevarsi - sia a livello economico che psicologico - da un conflitto mondiale che ha rischiato di metterla in ginocchio per sempre. Ma come Tex, si è rialzata ed è andata avanti.

mercoledì 15 settembre 2021

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Totem Misterioso


Ci troviamo di fronte a un fumetto di portata storica, epocale, ovvero la prima storia che vede protagonista Tex Willer, il "giustiziere solitario" (doveva ancora mettere da parte i contributi e diventare Ranger del Texas) ideato nel 1948 per la futura Sergio Bonelli Editore da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, in arte Galep.
La storia si intitola Il Totem Misterioso e in origine viene pubblicata nel formato a striscia che era l'unico concepibile in quel periodo.
Facile dire, col senno di poi, che la trama è molto semplice: Tex si imbatte in Tesah, un'indiana inseguita da John Coffin e la sua banda criminale, i quali vogliono carpirle il segreto che li porterà alla scoperta di un immenso tesoro nascosto. Tex prende le difese di Tesah e ne nasce un tremendo scontro con Coffin dal quale uno solo uscirà vivo... indovinate chi!
Molto particolare leggere questa storia 73 anni dopo la sua pubblicazione, si può davvero dire che sia passata una vita intera. Appare curioso notare come Bonelli stesso volesse prendere le misure al suo personaggio, per cercare di carpirne le potenzialità, di modo da poterle sfruttare nelle storie successive.
E se pensiamo alla presunta aura di invincibilità che circonda il personaggio di Tex Willer, diventa molto strano - pur essendo questa un'avventura della sua giovinezza - vedere alcune sue ingenuità (si fa sorprendere più volte da Coffin, rimane ferito in uno scontro a fuoco salvandosi per miracolo) e caratteristiche impensabili (uccide dei cavalli pur di liberarsi degli sgherri di Coffin, sembra non tener in alcun conto la legge, si maschera per vendicarsi).
Non aspettatevi poi grandi approfondimenti dei personaggi: Tex è il buono, Coffin il cattivo, Tesah la ragazza in pericolo da salvare, punto. Ma allo stesso tempo - inquadrando questa storia nel periodo in cui è uscita - ciò è perfettamente funzionale essendo essa rivolta principalmente a quei giovani e bambini che avevano vissuto la guerra, la quale si era conclusa da appena un paio d'anni, e i suoi incubi. Giovani che avevano bisogno di svago, di una lettura d'evasione, della sicurezza che il male venisse punito senza possibilità di ritorno e il bene trionfasse su tutta la linea.
Si può sorvolare, dunque, su alcuni punti che rimangono in sospeso (Tesah che a un certo punto scompare e non si vede più, il tesoro che non si sa effettivamente che fine faccia, pur essendo un evidente MacGuffin), visto che ciò che conta è la battaglia tra Tex e Coffin.
È storia nota che Galep impegnasse di giorno le sue principali energie su un altro titolo, Occhio Cupo, mentre si occupava di Tex la sera e la notte. Questo però non significa che la prima storia di Tex presenti disegni scarsi o tirati via, anzi.
Se pur qualcosa viene sacrificato, in particolare gli sfondi, Galep rende al meglio le scene d'azione concepite da Gianluigi Bonelli, riuscendo sempre a catturare l'attenzione del lettore come se stesse vedendo un film sul grande schermo con Gary Cooper.
Senza immaginarlo all'epoca, Bonelli e Galep danno così vita in poco più di 30 pagine a una leggenda, che ancora oggi cavalca lungo le praterie del Texas e non solo.