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venerdì 19 settembre 2025

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Giuramento


Già più volte abbiamo visto Tex Willer ribellarsi alle ingiustizie, anche se sobillate o coperte da gente potente, incurante di quelle che possono essere le conseguenze. Ad esempio per vendicare una tribù Navajo in Sangue Navajo o ancora per riscattare gli Apache in Fiesta di Morte.
Ma quando queste ingiustizie lo toccano nel personale, negli affetti più profondi? Sì, la sua vendetta sarà davvero spietata, come ne Il Giuramento, pubblicato nel 1969 nei numeri dal 103 al 106 della collana di Tex, scritto da Gianluigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini.
Mentre stanno procurandosi viveri e munizioni, i quattro pards leggono su un giornale della fuga di un banchiere di nome Brennan, dopo che costui ha truffato decine di persone.
La cosa suscita l'ira di Tex, ma non per la notizia in sé come si potrebbe pensare. Brennan, e un altro banchiere di nome Teller, sono infatti stati i responsabili, molti anni prima, di una fornitura di coperte infettate dal vaiolo che hanno portato un'epidemia nella tribù Navajo. E una delle vittime è stata Lilyth, moglie di Tex Willer.
Per anni il ranger ha cercato i responsabili dell'epidemia e portato avanti una sua personale vendetta. Ora questo percorso vendicativo può concludersi, ma potrebbe comportare anche un prezzo molto alto da pagare.
Una vendetta personale per Tex. Che si riallaccia alla storia Il Patto di Sangue, in cui aveva incontrato la sua compagna Lilyth. Che poi non era più ricomparsa, se non per ricordare come Tex fosse rimasto vedovo e con una "traccia" fondamentale quale il figlio Kit.
Questo per una convinzione diffusa del fumetto italiano, e non solo, per cui un eroe deve combattere le proprie battaglie senza avere una famiglia o legami stretti, che limiterebbero tali battaglie (esistono delle eccezioni, comunque, anche all'interno della Bonelli stessa). E quindi, all'epoca, via Lilyth senza troppi ripensamenti.
Salvo poi ripensarci alcuni anni dopo, quando si capisce che comunque una figura quale quella della moglie rimane importante nella vita di una persona, anche se questa vive solo sulla carta. La scomparsa, però, non può che essere tragica, per spronare l'eroe a nuove battaglie da portare avanti e giurare la propria vendetta sulla tomba di Lilyth stessa.
E questa è la parte drammatica della storia. Dopodiché si passa all'azione, ovvero di come un determinato Tex, nell'arco di venti anni, riesca infine a portare a termine questa vendetta, scovando ed eliminando tutti gli esecutori materiali e i mandanti della procurata epidemia di vaiolo.
Se oggi ci ritroviamo di fronte a eroi più spietati e che non si fanno scrupolo ad uccidere a sangue freddo, Tex Willer nasce e vive in un'altra epoca fumettistica, dove la figura dell'eroe è qualcosa di simile al sacro (ancor più nel suo caso) e dove dunque si vedrebbe male qualcosa di diretto e immediato come un'agguato non annunciato.
Quindi la vendetta è più fumettistica che realistica. Per eliminare l'ultimo mandante, pur sapendo dove si trova, Tex e i pards organizzano un piano talmente complicato e con decine di variabili che possono sfuggire al loro controllo da chiedersi - con la forse eccessiva malizia odierna - come mai si siano dati tanta pena.
Si potrebbe risolvere in tutto tirando in ballo l'ingenuità, o forse le minori preoccupazioni e aspettative, dei lettori di 60 anni fa, cosa che non si presenta necessariamente come un male.
Di umano, invece, rimane la rabbia di un eroe che compare solo sulla carta ma che, nel giurare vendetta sulla tomba della moglie piantandovi una lancia a eterno ricordo, si distacca - per quelle poche volte - da quella sua aura di incrollabilità e fiducia nei propri mezzi. Avvicinandolo dunque a quel lettore, di qualsiasi età, il quale in quella perdita può ritrovarsi e, ognuno a modo suo, trovare la forza di andare avanti.

mercoledì 16 agosto 2023

Fabolous Stack of Comics: Tex - Sangue Navajo


Tex Willer non sopporta le ingiustizie, come noto, aldilà di chi le perpetra. Può battersi a favore dei più sfortunati contro le persone potenti, ma potrebbe anche difendere le persone ricche se queste avessero subito un torto (non è escluso l'abbia fatto almeno una volta, in ormai settantacinque anni di vita editoriale).
C'è una persona, tuttavia, a cui è altamente sconsigliabile fare un torto o prendersela con le persone a lui care. E quella persona è Tex Willer stesso!
Lo dimostra Sangue Navajo, pubblicato nel 1965 nei numeri dal 51 al 53 di Tex, scritto da Gianluigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini in arte Galep.
Mentre inseguono per divertimento un treno coi loro cavalli, cinque giovani indiani Navajos vengono uccisi da due persone con colpi di pistola, convinte erroneamente volessero attaccare il mezzo. Quando capiscono cosa hanno fatto, i due cercano ogni tipo di appoggio per non essere incriminati.
Tex Willer, per evitare che suonino i tamburi di guerra, si reca a chiedere giustizia, ma sia il comandante del forte del posto sia il governatore sono sordi alle sue richieste, poiché ammanicati con i due assassini.
Non poteva essere commesso errore peggiore: Tex Willer inizia una vera e propria guerra personale, deciso a fare terra bruciata intorno ai due criminali e a chi li sostiene da dietro le quinte, anche se questo significherà mettersi contro la legge.
Credo che questa storia mostri Tex al massimo della sua potenza, intesa come rabbia e astuzia - una rabbia non cieca ovviamente - mista a capacità di strategia. Qualcosa che lo rende al pari di un supereroe pur non essendolo.
Il Ranger del Texas non fa sconti a nessuno qui: prende a male parole i suoi superiori, prende a cazzotti la gente potente definendola poi come dei codardi, distrugge proprietà governative, fa mettere sotto pessima luce le autorità e i politici perché costoro - per salvare la propria reputazione - prendano le distanze da coloro che hanno ucciso i Navajos.
Può sembrare paradossale dirlo, ma in questa sua guerra privata Tex Willer fa in modo che solo le persone responsabili di quanto accaduto paghino per i loro crimini e se la prende con altri solo se queste persone vengono mandate contro di lui o i suoi pards. Nessun innocente ne ricava un graffio durante quest'avventura, nemmeno i soldati costretti a eseguire i folli ordini dei loro superiori incapaci.
Certo, nel fare questo compie reati di sequestro di persona e distruzione di proprietà del governo, reati credo perseguibili già nel diciannovesimo secolo, ma tutto viene perdonato alla fine. L'amabile ingenuità delle storie di quel periodo.
Tex è l'emblema dell'eroe che i giovani italiani volevano essere una volta finita la Seconda Guerra Mondiale e durante il boom economico e questa storia lo dimostra: oggi questi atteggiamenti - mettersi contro i potenti in prima persona e non da dietro una tastiera, proteggere gli innocenti - sembrano quasi anarchici e ribelli in un mondo dominato dall'egoismo.
Sono passati decenni. Tex è ancora quell'eroe perfetto, magari un po' più maturo, mentre buona parte di quei lettori sembrano aver dimenticato i valori che motivano le sue azioni.

giovedì 8 giugno 2023

Fabolous Stack of Comics: Tex - Black Baron


Lo scontro, che non avviene mai in realtà, tra Tex Willer e la sua nemesi Mefisto affronta un nuovo capitolo. Nel precedente, Il Drago Rosso, Mefisto si era alleato col monaco tibetano Padma, che alla fine lo aveva fatto impazzire facendolo finire in un manicomio (amabili follie narrative degli anni '60 del ventesimo secolo).
Ma siccome Mefisto è tra i pochissimi nemici ricorrenti di Tex, un suo ritorno è inevitabile. Questo si concretizza infine con Black Baron, scritto da Gianluigi Bonelli, disegnato da Aurelio Galleppini in arte Galep e pubblicato nel 1968 nei numeri dal 93 al 95 della serie regolare di Tex.
Mefisto è fuggito dal manicomio in cui era confinato. In questa struttura ha stretto amicizia con Jean de Lafayette, che si ritiene un'incarnazione vivente di Baron Samedi, la divinità haitiana che trascina i morti nell'aldilà, e insieme a lui ha fondato un impero del terrore nelle paludi della Florida, grazie anche a una nutrita schiera di seguaci del voodoo, attirandosi le ire degli indiani Seminoles, che meditano la vendetta.
I quattro pards si recano in Florida per assalire il castello in cui Mefisto e i suoi alleati sono confinati, ma lungo il tragitto dovranno affrontare svariati attacchi ad opera degli sgherri al servizio del loro acerrimo nemico.
Lo schema narrativo si ripete ancora una volta. Con l'eccezione di Fuorilegge, questo è un altro scontro a distanza che si verifica tra Tex Willer e Mefisto. Questi due contendenti agiscono sempre su due lati opposti della barricata.
In questo caso vediamo Tex e i suoi alleati da un lato che fronteggiano gli attacchi e le minacce portate avanti dagli sgherri al servizio del loro nemico, avversari di natura più "fisica" e alla loro portata. Dall'altro invece ritroviamo Mefisto e i suoi nuovi alleati calati in una nuova atmosfera, quella del voodoo, quasi inedita per l'Italia all'epoca della pubblicazione di questa storia.
In tal senso, quindi, vanno fatti i complimenti a Gianluigi Bonelli che, pur calando il tutto in un contesto avventuroso e quindi semplificato (gli alleati di Mefisto, visti con l'occhio di oggi, sono decisamente stereotipati), avrà fatto le sue ricerche.
Credo siano due mondi che non si possano incontrare proprio perché davvero troppo distanti tra loro. C'è il piano fisico e il piano "spiritico", se possiamo così definire quello dove opera Mefisto, e Tex e le sue pistolettate mal si conciliano con queste ultime atmosfere.
Ora sembrerebbe che sia mancanza di idee da parte di Gianluigi Bonelli che, a parte il consueto battibecco tra Tex e Mefisto tramite messaggio spiritico, non va oltre questo tipo di interazione. Ma in realtà lo scrittore riesce a ben amalgamare questi mondi tenendoli separati, per far sì che entrambi i loro protagonisti risaltino. Tex col suo eroismo e sprezzo del pericolo, Mefisto con la sua malvagità e sottile follia.
Forse però un giorno questa separazione avrà termine e i due nemici si ritroveranno infine faccia a faccia.

venerdì 4 novembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Drago Rosso


I nemici ricorrenti, alla stregua della narrativa supereroistica, sono una prerogativa anche di una parte del fumetto italiano. L'esempio più celebre è Zagor che, come accade ai supereroi, vede i propri nemici ritornare su base periodica, a volte anche dalla morte.
A Tex Willer, invece, tale ricorrenza difficilmente accade poiché ha la (sana?) abitudine di prendere a pistolettate i suoi avversari. Rappresenta una notevole eccezione Mefisto, che ha esordito come spia in Fuorilegge, salvo poi tornare con un nuovo look e limitati poteri mistici in La Gola della Morte, dove sembrava aver trovato la fine per mano di Tiger Jack. Ma non essendo stato preso a pistolettate da Tex Willer, per lui c'è ancora speranza.
Che si concretizza infine col suo ritorno in Il Drago Rosso, realizzato dal dream team di Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini in arte Galep e pubblicato nel 1967 negli albi dal 78 al 80 della serie di Tex.
Alcuni incubi e allucinazioni capitate a Tex, suo figlio Kit e Tiger Jack fanno presagire il ritorno di Mefisto, nonostante tutti e tre siano certi che non possa essere sopravvissuto al loro ultimo scontro.
Eppure, i tre pards si sbagliano, poiché Mefisto è stato tratto in salvo e curato negli ultimi mesi da Padma, un misterioso monaco tibetano che cerca una personale forma di redenzione tramite l'organizzazione del Drago Rosso, da lui guidata e di cui Mefisto rappresenta una sorta di mano armata.
Mentre Tex e i suoi alleati vanno alla ricerca del loro nemico, Mefisto si prepara a tendere loro una trappola mortale... sempre che Padma sia d'accordo.
Ci sono storie dove a volte il cattivo prende il sopravvento in termini narrativi sull'eroe di turno, si pensi ad esempio a The Killing Joke. Mefisto, con la sua carica eversiva e l'essere totalmente dedito al male, in netto contrasto con Tex che invece è totalmente dedito al bene, riesce a conquistarsi in questo caso un posto di primo piano.
Pur essendo netta la sua distanza da Tex e i pards - e Gianluigi Bonelli non perde occasione per ricordarci quanto Steve Dickart sia empio e malvagio - questa appare più come una storia incentrata su Mefisto e sul suo piano di vendetta, mentre Tex rimane sullo sfondo, pronto a rubargli la scena a ogni momento. Nel mezzo vi è la figura di Padma, colui che non é né bene né male e rappresenta il destino che in ogni momento si può rivolgere contro qualsiasi essere umano.
Ancora una volta, come in La Gola della Morte, e non so se Gianluigi Bonelli lo faccia in maniera voluta, non vi è un confronto diretto tra Tex e Mefisto, i quali hanno solo uno scontro puramente verbale lungo tutta la storia per via di un incantesimo mistico, e la minaccia stavolta viene sventata da Padma.
Certo si potrebbe obiettare che la motivazione della vendetta di Mefisto (essere stato catturato da Tex venti anni prima) sia alquanto esile... ma nel 1967 ci si vendicava nei fumetti per molto meno!

venerdì 1 luglio 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Patto di Sangue


Le avventure del giovane Tex Willer realizzate da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, in arte Galep, alla fin fine non sono poi così tante (ecco, dunque, perché oggi si espande quel tipo di mitologia fumettistica), ma hanno introdotto alcuni elementi del mondo di Tex che permangono ancora oggi.
Tra cui il suo rapporto con gli indiani, un rapporto tra i primi - forse il primo in assoluto - a non dipingerli come da cattivi tipici di film western. Questo è quanto accade in Il Patto di Sangue, pubblicato in origine nel formato a striscia nel 1950.
Tex Willer viene incaricato dal corpo dei Rangers di indagare su un traffico illecito d'armi che si sta svolgendo in Arizona e che rischia di causare una ribellione degli indiani Navajos.
Tex si ritrova subito ad affrontare due affaristi corrotti di nome Jerry Stone e Bessie, i quali agiscono nella città di Durango spalleggiati dallo sceriffo locale. Come se non bastasse, viene catturato dagli indiani Navajos e legato al palo della tortura.
Ma quella che può rappresentare la sua fine, diventa un incredibile punto di svolta per Tex quando l'indiana di nome Lilyth si fa avanti per difenderlo, chiedendo che gli sia risparmiata la vita. Ma c'è un solo modo perché ciò accada: tramite un matrimonio.
La trama è di quelle che torneranno molte volte sulle pagine di Tex: il ranger che arriva in una città e trova un "signorotto" del posto che spadroneggia in lungo e in largo, ma che ovviamente alla fine nulla può contro i proiettili di Tex.
Un altro elemento che spicca è il desiderio di giustizia che motiva Tex. Se nelle prime storie - dove era considerato un fuorilegge - si ritrovava a difendere persone perseguitate da brutti ceffi, da quando entra nei Rangers e cattura Mefisto per la prima volta, questo suo desiderio arriva ai livelli più alti. Quasi estremi.
Tanto che Tex non esita, per perseguire quello che lui ritiene essere un bene superiore, a mettersi contro i politicanti o i suoi stessi superiori. E di proteggere le minoranze, le prime colpite da queste ingiustizie.
Come gli indiani Navajos. Il Patto di Sangue è importante per due motivi, almeno: segna la prima apparizione di Lilyth, la "fugace" moglie di Tex di cui Gianluigi Bonelli si sbarazzerà abbastanza in fretta dopo questa storia, ritenendo con ogni probabilità che fosse d'intralcio alle avventure dell'eroe, salvo poi tornare in parte sui propri passi.
Come intuibile, Lilyth qui rappresenta la classica damigella in pericolo, che aspetta con pazienza il ritorno del suo amato, ma presenta anche un carattere forte e deciso, certo sempre volto ad assecondare il percorso narrativo del protagonista.
Inoltre, è proprio in questa storia che Tex Willer viene chiamato per la prima volta Aquila della Notte, il soprannome con cui sarà noto tra gli indiani. L'epilogo migliore delle storie bonelliane incentrate sugli esordi di Tex.
E tra termini arcaici che compaiono ogni tanto quale "Dabbenuomo", il giovane Tex del 1950 continua a fare body shaming sulle persone obese... Peste!

mercoledì 20 aprile 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - La Gola della Morte


Cosa succede quando si introduce un elemento narrativo in apparenza estraneo in un contesto di cui non dovrebbe fare parte? Occorre molta abilità da parte dello sceneggiatore di turno nell'inserire tale elemento, per far sì che lo scenario principale non ne risulti inficiato.
Se in universi narrativi con ampie possibilità quali quelli Marvel o DC, l'aggiunta di un nuovo elemento può trovare facile accoglimento, in altri mondi narrativi, più chiusi all'apparenza, la cosa potrebbe non rivelarsi altrettanto agevole.
In Fuorilegge abbiamo visto il giovane Tex Willer scontrarsi per la prima volta con Steve Dickart, una spia che aveva come copertura quella di un prestigiatore da palcoscenico di nome Mefisto. Personaggio che ricompare infine nella storia La Gola della Morte, pubblicata in origine nel 1959 nel formato a striscia e ristampata nel 1964 nei numeri 64 e 65 della collana regolare di Tex.
Sono passati molti anni da quel primo scontro: Tex è diventato il più abile Ranger del Texas, protettore della tribù Navajo come Aquila della Notte, e si circonda di tre compagni d'avventure, tre pards, ovvero suo figlio Kit Willer, Kit Carson e Tiger Jack.
Ma un'antica e dimenticata minaccia riemerge dal passato quando, durante una battuta di caccia, Kit Willer viene rapito da una misteriosa tribù di indiani, gli Hualpai, al servizio di colui che chiamano Il Figlio del Fuoco. Poco dopo anche Kit Carson, durante le ricerche del figlio di Tex, viene catturato.
Il mandante è Mefisto, che in qualche modo ha acquisito dei reali poteri magici e vuole vendicarsi di Tex per lo smacco subito anni fa, togliendogli ciò che ha di più caro e trascinandolo verso la rovina.
Il Mefisto che vediamo in questa storia non è lo stesso personaggio apparso quell'unica volta nel 1949, anzi è proprio un altro personaggio che condivide col suo alter ego del passato solo l'alias da prestigiatore. Per il resto, un nuovo look, poteri di cui non sapremo mai - almeno in questa storia - come siano stati acquisiti e una sete di vendetta covata solo e unicamente verso Tex - pur avendo altri contribuito alla sua cattura anni prima - tale da rasentare la follia.
A Gianluigi Bonelli, infatti, interessa costruire uno scenario western atipico e lontano dagli schemi prefissati, che non ricalchi pedissequamente quello dei film di Hollywood e che rappresenti in realtà un mondo narrativo che sia una sorta di patchwork delle storie di avventure che leggeva da ragazzo.
Già in passato lo sceneggiatore aveva introdotto elementi di certo non comuni nelle storie western, seppur in maniera soft, come gli alieni o i dinosauri. Con Mefisto, invece, spinge di più sull'acceleratore, facendo risaltare in maniera più preponderante il tema della magia, già accennato anch'esso in passato.
I poteri di Mefisto, in realtà, non appaiono eccezionali (ipnotismo e proiezione astrale, almeno questo è ciò che viene mostrato in questa storia), eppure per Tex e soci rappresentano l'ignoto. Qualcosa che le pallottole non possono abbattere. Tex, come Superman, appare invincibile, eppure anche Superman è vulnerabile alla magia, in quanto inconoscibile.
Tex, tuttavia, sa che il suo bel fucile Winchester può essere efficace contro tutto e tutti. Tanto che una vera e propria strage di indiani viene compiuta a sangue freddo, senza contare maltrattamenti vari ad animali, segno di un tempo differente. Così come i vari "ugh" e "woah" che gli indiani non possono fare a meno di pronunciare in ogni... singola... vignetta in cui appaiono.
Le motivazioni di Mefisto, così come il suo vero background, non sono poi così importanti (davvero pensava di vendicarsi di Tex avendo come alleati indiani che sparano dardi avvelenati con le cerbottane?): quello che conta è il dualismo che viene a crearsi tra i due avversari, in un crescendo di tensione ben portato avanti da Bonelli (dal mistero iniziale sino alla resa dei conti finale).
E, non so quanto voluto, Bonelli alla fine non farà mai scontrare in maniera diretta i due e la minaccia di Mefisto sarà annullata da Tiger Jack. O almeno così si è portati a pensare.
Mefisto, però, è diventato una sorta di incarnazione del male e un suo ritorno è inevitabile.

venerdì 28 gennaio 2022

Fabolous Stack of Comics: Tex - Fuorilegge


Per quanto sia più una prerogativa del fumetto americano, in particolare quello supereroistico, anche il fumetto italiano seriale può vantare la propria scia di nemici ricorrenti per l'eroe della testata.
Mettendo da parte Zagor, che può addirittura contare su una Rogue Gallery di tutto rispetto, si può pensare ad esempio al Dylan Dog sclaviano e a Xabaras.
Poi c'è l'eroe italiano per eccellenza, Tex Willer. Il quale non può che avere un avversario di eccellenza e costui è Steve Dickart alias Mefisto. Antagonista che fa la sua prima apparizione nella storia Fuorilegge, scritta da Gianluini Bonelli e disegnata da Aurelio Galleppini in arte Galep. La storia è stata pubblicata in albo a striscia nel 1949 e poi ristampata nel terzo albo della serie di Tex.
Stanno infuriando dei conflitti lungo il confine tra Texas e Messico e i generali messicani possono contare sull'apporto di una spia americana, Steve Dickart, e di sua sorella Lily, i quali forniscono loro informazioni preziose mentre viaggiano col loro spettacolo itinerante di magia.
Tex viene incaricato di indagare sulla vicenda e di catturare la spia, ma l'impresa si rivelerà più ardua del previsto e lo condurrà oltre il confine messicano, dove troverà - dopo Kit Carson - un altro fondamentale alleato.
Siamo ancora alle prime storie che vedono protagonista Tex Willer, quelle dove la sua personalità è in continuo divenire, poiché il primo che sta cercando il mood giusto per lui è il suo creatore, ovvero Gianluigi Bonelli.
Da quello goffo e inesperto de Il Totem Misterioso, passando per quello desideroso di riscatto e paladino della legge de La Mano Rossa, fino ad arrivare a questo, un po' spaccone e che sembra perseguire più una sorta di vendetta contro i propri nemici, tanto da arrivare a unirsi alla banda di ribelli di Montales, un altro fondamentale comprimario delle storie di Tex.
Il Mefisto qui ritratto non è quello che poi darà filo da torcere a Tex negli anni a venire. In realtà è solo uno dei tanti nemici usa e getta che Bonelli impiega per mettere alla prova il suo eroe, quindi è un semplice prestigiatore senza alcun potere e la trama che lo coinvolge - la caccia alla spia - è qualcosa che lo riguarderà solo in questa occasione.
Risulta in ogni caso convincente come nemico, poiché è addirittura in grado di mettere dietro le sbarre Tex e ha un rapporto di amore/odio con sua sorella, una donna che in quanto a malvagità è al suo livello.
Particolare curioso, e da inquadrare nell'offrire una nuova storia nel formato a striscia dell'epoca, è vedere come Bonelli ogni tanto ci piazzi delle storie che non c'entrano nulla con la trama principale (la classica vicenda dove Tex si libera del prepotente di turno che terrorizza una città) e non influiscono più di tanto sulla vicenda. Che il nostro italico sceneggiatore abbia inventato i fill-in ante litteram?
Galep in questo caso sta ancora perfezionando il suo stile e, anche per via del carico di lavoro, sacrifica qualcosa, in particolar modo gli sfondi (nei saloon sembra ci siano solo il bancone e un tavolo). Bravissimo, invece, nel ritrarre le scene di lotta e le sparatorie: dinamicità allo stato puro.
Da morire dal ridere, col senno di poi, vedere Tex che fa body shaming nei confronti delle persone obese. Ve l'abbiamo detto che la sua personalità è ancora in divenire, dopotutto.

venerdì 1 ottobre 2021

Fabolous Stack of Comics: Tex - La Mano Rossa


Ecco un altro fumetto di portata storica ed epocale, la seconda storia con protagonista l'allora fuorilegge solitario Tex Willer: La Mano Rossa, pubblicata in origine nel 1948 nel formato a striscia e in seguito piatto forte del primo albo bonelliano dedicato a Tex. Come per Il Totem Misterioso, troviamo Gianluigi Bonelli ai testi e Aurelio Galleppini in arte Galep ai disegni.
Tex si caccia di nuovo nei guai quando soccorre un esploratore che ha appena subito una rapina dalla banda criminale nota come La Mano Rossa, che l'ha ferito a morte. A causa di uno sfortunato imprevisto, Tex viene incriminato per l'omicidio dell'esploratore.
Solo contro tutti, il giustiziere del West ha un unico modo per dimostrare la propria innocenza: rintracciare tutti i componenti della Mano Rossa e metterli fuori gioco per sempre.
Con questa seconda storia, di maggior respiro rispetto alla precedente, Bonelli inizia a ampliare il mondo di Tex e a meglio caratterizzare il fuorilegge solitario, anche se molto è ancora in divenire.
Soprattutto diviene più chiaro come venga visto Tex da buona parte delle autorità: sì un giustiziere, ma che combatte comunque le giuste battaglie e gli omicidi che ha commesso in passato erano tutti per legittima difesa.
Gianluigi Bonelli getta dei semi narrativi che lui stesso non sa ancora come cogliere, dunque fa affidamento su idee generali che potrà riprendere in un secondo momento per approfondirle a dovere.
Essendo il Tex di questa storia giovane e ancora inesperto, c'è qualche momento di leggerezza e la sua aura di invincibilità non è ancora presente. Particolarmente divertente leggere oggi una scena che invece all'epoca voleva essere drammatica e in cui due componenti della Mano Rossa, dopo aver messo KO Tex, piuttosto che sprecare una pallottola per ucciderlo preferiscono gettarlo in un dirupo e poi rimanere lì quattro giorni per assicurarsi che non esca! Ah, la cara ingenuità di quegli anni.
Quello che risulta più interessante sono le vicissitudini successive alla sconfitta della Mano Rossa. Tex, ora riabilitato di fronte alla legge (sì, senza processo, non chiedete), viene nominato Ranger nr. 3 del Texas e incontra per la prima volta Kit Carson.
Altre idee che Bonelli getta lì, per poterle cogliere in un secondo momento: andava lui stesso per tentativi, in attesa di capire quale potessero essere le caratteristiche che meglio potevano adattarsi a questo nuovo personaggio.
E a volte non andava tanto per il sottile. Tra i primi nemici di Tex Willer vi è addirittura uno stupratore (anche se, causa censura dell'epoca, viene definito "rapitore di donne"), che causa il suicidio di una delle donne da lui plagiate e che Tex vendica.
Insomma, il West di queste storie è sì derivato dalle pellicole western americane, ma è anche un mondo distante, filtrato dalla sensibilità di un autore italiano inserito in una società molto diversa da quella americana, che sta cercando di risollevarsi - sia a livello economico che psicologico - da un conflitto mondiale che ha rischiato di metterla in ginocchio per sempre. Ma come Tex, si è rialzata ed è andata avanti.

mercoledì 15 settembre 2021

Fabolous Stack of Comics: Tex - Il Totem Misterioso


Ci troviamo di fronte a un fumetto di portata storica, epocale, ovvero la prima storia che vede protagonista Tex Willer, il "giustiziere solitario" (doveva ancora mettere da parte i contributi e diventare Ranger del Texas) ideato nel 1948 per la futura Sergio Bonelli Editore da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, in arte Galep.
La storia si intitola Il Totem Misterioso e in origine viene pubblicata nel formato a striscia che era l'unico concepibile in quel periodo.
Facile dire, col senno di poi, che la trama è molto semplice: Tex si imbatte in Tesah, un'indiana inseguita da John Coffin e la sua banda criminale, i quali vogliono carpirle il segreto che li porterà alla scoperta di un immenso tesoro nascosto. Tex prende le difese di Tesah e ne nasce un tremendo scontro con Coffin dal quale uno solo uscirà vivo... indovinate chi!
Molto particolare leggere questa storia 73 anni dopo la sua pubblicazione, si può davvero dire che sia passata una vita intera. Appare curioso notare come Bonelli stesso volesse prendere le misure al suo personaggio, per cercare di carpirne le potenzialità, di modo da poterle sfruttare nelle storie successive.
E se pensiamo alla presunta aura di invincibilità che circonda il personaggio di Tex Willer, diventa molto strano - pur essendo questa un'avventura della sua giovinezza - vedere alcune sue ingenuità (si fa sorprendere più volte da Coffin, rimane ferito in uno scontro a fuoco salvandosi per miracolo) e caratteristiche impensabili (uccide dei cavalli pur di liberarsi degli sgherri di Coffin, sembra non tener in alcun conto la legge, si maschera per vendicarsi).
Non aspettatevi poi grandi approfondimenti dei personaggi: Tex è il buono, Coffin il cattivo, Tesah la ragazza in pericolo da salvare, punto. Ma allo stesso tempo - inquadrando questa storia nel periodo in cui è uscita - ciò è perfettamente funzionale essendo essa rivolta principalmente a quei giovani e bambini che avevano vissuto la guerra, la quale si era conclusa da appena un paio d'anni, e i suoi incubi. Giovani che avevano bisogno di svago, di una lettura d'evasione, della sicurezza che il male venisse punito senza possibilità di ritorno e il bene trionfasse su tutta la linea.
Si può sorvolare, dunque, su alcuni punti che rimangono in sospeso (Tesah che a un certo punto scompare e non si vede più, il tesoro che non si sa effettivamente che fine faccia, pur essendo un evidente MacGuffin), visto che ciò che conta è la battaglia tra Tex e Coffin.
È storia nota che Galep impegnasse di giorno le sue principali energie su un altro titolo, Occhio Cupo, mentre si occupava di Tex la sera e la notte. Questo però non significa che la prima storia di Tex presenti disegni scarsi o tirati via, anzi.
Se pur qualcosa viene sacrificato, in particolare gli sfondi, Galep rende al meglio le scene d'azione concepite da Gianluigi Bonelli, riuscendo sempre a catturare l'attenzione del lettore come se stesse vedendo un film sul grande schermo con Gary Cooper.
Senza immaginarlo all'epoca, Bonelli e Galep danno così vita in poco più di 30 pagine a una leggenda, che ancora oggi cavalca lungo le praterie del Texas e non solo.