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mercoledì 29 ottobre 2025

Fabolous Stack of Comics: Deadman - Esorcismo


Le traversie sovrannaturali di Boston Brand, alias Deadman, sembrano non avere fine. Dopo aver trovato il proprio assassino, ma non giustizia, in Strange Adventures e dopo che quello che poteva essere un grande amore, in Amore dopo la Morte, è svanito nel nulla, giunge per l'altro spettro della DC Comics una nuova fase.
Che avviene in Esorcismo (Exorcism), miniserie di due numeri pubblicata nel 1992, scritta da Mike Baron e disegnata da Kelley Jones.
Dopo aver perso l'amata Ann, Deadman si convince di essere stato abbandonato da Rama Kushna e precipita in uno stato di depressione dominato da un forte senso di rabbia. Si rifugia così in una chiesa abbandonata del Vermont, dove eventuali malcapitati vengono terrorizzati dal suo aspetto e dai suoi scatti d'ira.
Una psicologa di nome Joanne Resnick viene a conoscenza di questo e, in compagnia di una parapsicologa in precedenza incontrata da Deadman, Madame Waxahachie, si reca nella chiesa per praticare un insolito esorcismo su uno spettro.
Ma Boston Brand è il male minore, poiché nella chiesa sono presenti tre spiriti maligni che - dopo essere stati liberati da una secolare prigionia - intendono vendicarsi di quell'umanità che li ha condannati e uccisi. Anche a costo di scatenare l'Apocalisse sulla Terra.
Con questa storia si conclude una sorta di trilogia iniziata dall'autore su Action Comics Weekly, dove aveva fatto la sua prima comparsa Madame Waxahachie, durante la quale ha reimmaginato - degnamente assistito da un grande artista quale Kelley Jones - il personaggio di Deadman dopo la Crisi e più in generale verso una nuova generazione di lettori.
Il tema dello spettro preda di tormenti è un classico della narrativa, si pensi solo a Il Fantasma di Canterville di Oscar Wilde, dove si ritrovano alcuni temi esplorati anche da Mike Baron.
Quindi l'idea di un fantasma che ha perso la propria umanità, ma non le proprie emozioni, il cui unico, legittimo obiettivo in principio è trovare il proprio assassino non può durare per sempre. Prima o poi quello spettro dovrà fare i conti con ciò che ha perduto in maniera improvvisa.
Quindi, dopo l'amore, analizzato nella miniserie precedente, ecco che ci si concentra proprio su quelle emozioni, anche negative, che caratterizzano l'essere umano. La rabbia, la depressione, il senso di solitudine e di abbandono per cui a volte ci si rivolge a uno specialista. Quelle stesse emozioni che talvolta ci aiutano a confrontarci con dolori e pericoli più grandi, come in questo caso.
L'esorcismo del titolo è quello che porta infine Deadman ad accettare la sua condizione, a riappacificarsi con la divinità che gli ha concesso un'insolita seconda occasione e a cercare di tracciare per sé una nuova via. Poiché anche se si è un fantasma, un Deadman, non significa necessariamente che non si possa continuare a vivere.

giovedì 9 ottobre 2025

Fabolous Stack of Comics: Deadman - Amore dopo la Morte


Il tema è di quelli classici, la letteratura e la poesia se ne sono occupati sin dall'alba dei tempi. Amore e Morte, Eros e Thanatos. Elementi in apparenza incompatibili: come è possibile provare un sentimento vitale quando la vita non vi è più?
Eppure la narrativa ci insegna che talvolta l'amore è capace di superare queste barriere, fisiche e metafisiche. Anche nei fumetti. E chi meglio di Deadman per dimostrare questo? Il che ci porta ad Amore dopo la Morte (Love After Death), miniserie di due numeri pubblicata tra il 1989 e il 1990, scritta da Mike Baron e disegnata da Kelley Jones.
Dopo quasi dieci anni nella sua condizione di spirito, Boston Brand continua a provare sensazioni ed emozioni di quando era in vita, cosa che amplia la sua solitudine.
Quando nota su un giornale la notizia riguardante un circo abbandonato e lo spettro che ne perseguirebbe le rovine, Deadman, spinto dalla curiosità, si reca ad indagare.
In realtà non vi è un solo spettro, ma decine di essi, impossibilitati a lasciare questo piano dell'esistenza poiché il padrone del circo, guidato da un demone, li tiene imprigionati per il suo divertimento e sadismo. Tra questi vi è anche la moglie del proprietario, Ann, verso cui Deadman inizia a provare un vero sentimento di amore.
Ma potrà mai concretizzarsi un amore tra due spettri?
L'idea di partenza, a ben vedere, è molto semplice, ma non era mai stata esplorata durante il ciclo pubblicato su Strange Adventures, più incentrato sulla ricerca di Deadman del suo assassino.
Perché Deadman è uno spirito, sì, ma è anche (o meglio è stato) Boston Brand, un trapezista che continua a pensare come un essere umano e provare sensazioni come un essere umano, come la sua determinazione nello scoprire il mandante del suo omicidio dimostra.
E quindi perché Deadman non può anche provare sentimenti positivi come l'amore, che al tempo stesso però rischiano di distruggerlo?
Le idee semplici spesso si dimostrano anche efficaci. Da questa base di partenza, un ottimo connubio tra sceneggiatore e disegnatore mette in scena un dramma sovrannaturale dove - pur essendovi l'azione - ci si concentra maggiormente sull'intimità dei personaggi, trascinati su un palcoscenico infernale, un limbo eterno, dove non pare esservi via di fuga. Ognuno alla fine sceglierà il suo destino e affronterà un'inevitabile pena del contrappasso.
Il fatto che l'amore porti con sé anche il sesso non viene nascosto. Forse perché progetto ritenuto secondario e destinato a un pubblico maturo, in questa storia non ci si fa problemi a mostrare delle nudità, con corpi che si contorcono e si fondono in una giostra di impossibile - ma al tempo stesso credibile - anatomia ben illustrata.
Curioso che l'ordinaria castità supereroistica sia scardinata in questo caso da un eroe che tecnicamente vivo non è.
In ultima analisi, questa non è la classica storia supereroistica. Anzi, oserei dire che non è nemmeno una storia supereroistica, bensì il racconto del tormento di un uomo che tecnicamente la propria umanità l'ha perduta, ma cerca di restarvi aggrappato con tutte le sue forze. Naturali o sovrannaturali che siano.
Anche se questo comporta sconvolgere le esistenze di altri esseri umani.

venerdì 12 settembre 2025

Fabolous Stack of Comics: Deadman - Action Comics Weekly


Dopo il ciclo su Strange Adventures, realizzato in buona parte da Neal Adams, Deadman entra a far parte di quella schiera di personaggi secondari della DC Comics che ogni tanto saltano fuori, per ricordarci che ancora esistono, anche se solo in forma immateriale nel caso di Boston Brand.
Ma dopo la Crisi sulle Terre Infinite nuove possibilità si aprono un po' per tutti, anche per Deadman, il quale ricompare in un ciclo pubblicato nel 1988 sui numeri dal 618 al 626 di Action Comics Weekly, intitolato Imprese Funebri (Grave Doings), scritto da Mike Baron e disegnato da Kelley Jones.
Deadman si trova a New Orleans quando si imbatte in Wellman Legros, autoproclamatosi re del voodoo della città. Costui, sfruttando il potere mistico di due gemelle, intende richiamare un esercito di zombie per distruggere la città.
Boston Brand interviene e, nella città americana dell'occulto per eccellenza, può trovare degli insoliti alleati. Tuttavia Deadman non può immaginare che la vera minaccia non sia Legros e si nasconda sotto i suoi stessi occhi.
Quando un personaggio rimane nelle retrovie per così tanto tempo, come in questo caso, un nuovo punto di partenza diventa inevitabile. Per quanto all'epoca le storie di Neal Adams fossero già diventate leggendarie sarebbe stato con ogni probabilità troppo limitante continuare a riferirsi ad esse, con quella infinita ricerca dell'assassino di Boston Brand.
Quando le storie compaiono in una rivista antologica, dove dunque un personaggio condivide lo spazio con altri personaggi, c'è il rischio che non tanto gli eventi quanto ciò che ruota attorno a quegli eventi non venga approfondito al meglio. Per mancanza di spazio più che per mancanza di volontà.
In parte si può dire sia stato per questo ciclo. Compressa in capitoli di otto pagine l'uno, la saga non perde tempo con troppi fronzoli, per usare un termine caduto in disuso. Va subito dritta al punto e al tempo stesso, per tenere desta l'attenzione del lettore, effettua dei continui capovolgimenti di fronte da perderne a un certo punto il conto.
Non si candida dunque a essere qualcosa di memorabile, eppure contribuisce al ritorno sulla scena dopo la Crisi del personaggio di Deadman. Diventando una sorta di lavagna bianca dove tutto si può di nuovo sceneggiare su di lui, Boston Brand si appresta dunque a vivere - se si può usare questo termine nel suo caso - nuove avventure terrene e ultraterrene.

martedì 28 giugno 2022

Fabolous Stack of Comics: Deadman - Strange Adventures


Nel 1967, un giovane artista approda alla DC Comics e col suo tratto rivoluziona non solo la storia della casa editrice, ma quella del fumetto stesso. Il suo nome è Neal Adams.
Dopo qualche storia di prova e le prime di quelle che poi saranno decine di cover, Neal Adams ottiene il suo primo incarico regolare sulla testata Strange Adventures e il primo personaggio, supereroe sui generis, che viene graziato del suo inimitabile apporto grafico è Deadman.
Il personaggio viene creato da Arnold Drake e Carmine Infantino su Strange Adventures 205, ma già dal numero successivo Adams inizia a disegnarne le storie, con l'apporto di Jack Miller alle sceneggiature. Tuttavia, a seguito della prematura scomparsa dello scrittore, Neal Adams diviene anche lo sceneggiatore della serie, fino alla conclusione della saga di Deadman in Strange Adventures 216.
La storia è abbastanza nota: Boston Brand, un trapezista e gestore di un circo itinerante, viene ucciso da un misterioso assassino durante uno dei suoi numeri acrobatici. Un'entità di nome Rama Kushna, tuttavia, consente a Boston Brand di poter ancora camminare tra i vivi, seppur come spirito invisibile e con la capacità di prendere possesso dei corpi altrui.
A Deadman viene dunque concessa la possibilità di scoprire chi sia il suo assassino e di consegnarlo alla giustizia, prima che goda del riposo eterno. Questa, tuttavia, non si rivelerà affatto un'impresa semplice.
Riviste a distanza di tempo, dopo la scomparsa di Neal Adams, queste storie risultano ancora affascinanti, pur avendo in sé una certa ingenuità (beata ingenuità) in perfetto stile Silver Age.
Arnold Drake e Carmine Infantino stabiliscono con una sola storia le linee guida della saga, Jack Miller introduce la figura dell'assassino di Boston Brand, l'Uncino, e Neal Adams porta infine a compimento la trama raccogliendo con abilità quanto seminato in precedenza e introducendo ai lettori la città di Nanda Parbat.
La prima parte della saga si rivela di per sé abbastanza ripetitiva e segue lo stesso schema narrativo: Deadman si convince per vari motivi di aver trovato il suo assassino, solo per scoprire poi di essersi sbagliato, ma nel frattempo riesce ad assicurare dei criminali alla giustizia. Nella seconda parte, invece, quella gestita da Neal Adams, l'assassino viene infine trovato e la trama ha una sua risoluzione.
Ma questo significa dunque la fine del ciclo? Ricordatevi che siamo sempre all'interno di un prodotto seriale e - se vi hanno mai detto che le storie supereroistiche di un tempo davano sempre una conclusione a ogni saga senza lasciare punti in sospeso - vi hanno mentito. 
Quello che colpisce di più, ovviamente, è la sublime arte grafica di Neal Adams, tanto che si può dire senza timor di smentita che le storie sono lì a fare da contorno. Si rimane ipnotizzate già dalle cover, che ti fanno venir voglia di scoprire cosa accada davvero nell'albo.
Anche se oggi diamo certe cose per assodate, quell'uso continuo di tavole ampie, di personaggi che sfondano i confini della singola vignetta, quelle prospettive vertiginose e doppie pagine correlate erano al tempo qualcosa di innovativo.
Neal Adams, appoggiato dai suoi editor e aiutato dal fatto che stava lavorando su una testata minore e su un personaggio ritenuto secondario se non peggio, ha potuto dunque sbizzarrirsi e, per la nostra gioia e fortuna, imprimere una piccola, grande svolta. Da quel momento, chiunque ha dovuto fare i conti con questo nuovo stile alla DC Comics... e non solo.
Boston Brand è un ardito trapezista. In un certo senso anche Neal Adams è stato un ardito trapezista del disegno: ha spostato l'asticella un po' più in alto. Si è lanciato senza rete correndo i suoi rischi, ma alla fine è atterrato con sicurezza e abilità.