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martedì 27 agosto 2024

Fabolous Stack of Comics: Capitan Marvel - L'Arrivo di Capitan Marvel


Siamo nel 1967, l'Universo Marvel è nato da poco più di un lustro e, come un pianeta che si sta raffreddando e dove comincia a comparire la vita, questo inizia a prendere forma.
Arrivano nuovi personaggi dopo i Fantastici Quattro, ormai li conosciamo tutti per essere apparsi al cinema, e anche delle razze aliene. Gli Skrull, tra i primi, ma qualche tempo dopo anche i Kree, che i Fantastici Quattro riescono a sconfiggere nelle loro prime avventure.
Questa battaglia, una delle tante ideata dall'accoppiata Lee/Kirby, è il punto di partenza per la saga di Capitan Marvel. Il primo Capitan Marvel della Marvel (lo so, sembra uno scioglilingua), le cui avventure iniziano sui numeri 12 e 13 di Marvel Super-Heroes e proseguono nei primi quattro numeri della serie a lui dedicata, che esordisce nel 1968.
Ai testi vi sono Stan Lee e Roy Thomas, mentre alla parte grafica troviamo Gene Colan.
Dopo che i Fantastici Quattro hanno abbattuto un robot Sentry e sconfitto il giudice Ronan, una nave stellare dei Kree viene inviata in missione sulla Terra. Il suo compito è indagare sulla razza umana e i suoi progressi tecnologici, per assicurarsi se possa rappresentare in futuro una minaccia per l'impero.
A tale scopo viene inviato sotto copertura sul pianeta il pluridecorato Capitano Mar-Vell. Dietro questa missione, però, vi è anche l'intento del comandante della missione, Yon-Rogg, di eliminare un nemico che ostacola la sua relazione con la dottoressa Una.
Mar-Vell assume dunque l'identità di uno scienziato che offre consulenza a una base militare, il dr. Walter Lawson, rimasto ucciso in un incidente causato dallo stesso Yon-Rogg. Ma deve subito affrontare la diffidenza della responsabile della sicurezza, Carol Danvers.
Ecco un tema caro alla Marvel dell'epoca, e anche in parte a quella degli ultimi anni: lo straniero in terra straniera. Pur spinti da un mandato editoriale per assicurarsi il copyright su un nome specifico (cose che sono sempre accadute), Stan Lee e Roy Thomas introducono qui delle tematiche che sarebbero poi state approfondite maggiormente con Silver Surfer.
Troviamo dunque l'alieno che deve integrarsi suo malgrado in una società e un mondo che non conosce e capirne le particolarità e le stranezze. Ovviamente non siamo dalle parti dei dilemmi esistenziali di Norrin Radd, ma in una trama dal sapore vagamente mystery (Mar-Vell non deve far capire ai terrestri chi è e al tempo stesso non deve deludere i suoi superiori per non perdere Una) i cui contorni sono abbastanza fissi.
Vedremo dunque Mar-Vell affrontare varie minacce, più potenti di lui, dallo stesso robot Sentry al Super-Skrull, venendo al tempo stesso divorato dai suoi rimorsi di coscienza. Da un lato per il timore di perdere l'amata Una per sempre, dall'altro - man mano che arriva a conoscere l'umanità - per la prospettiva futura di dover annientare gli esseri umani nel caso gli venisse ordinato dai suoi superiori.
I due sceneggiatori, prima di passare la palla ad altri scrittori, preparano dunque un terreno narrativo fertile e consolidato su cui costruire trame ulteriori, introducendo un personaggio secondario destinato a far storia nei decenni successivi e puntando sugli argomenti a loro cari del sacrificio e del senso del dovere.
Mar-Vell forse in queste storie non è ancora divenuto un supereroe, ma ha di certo già trovato i suoi superproblemi.

venerdì 29 dicembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Le Storie dell'Osservatore


Di solito lo vediamo introdurre storie di mondi alternativi nei vari What If...? da lui presentati, siano essi sulle pagine dei fumetti o in una serie di animazione.
Ma l'Osservatore, personaggio immortale creato dai non meno immortali Stan Lee e Jack Kirby, non si è limitato solo a questo: è stato infatti anche il protagonista di una serie, dipanatasi su più testate, intitolata Le Storie dell'Osservatore (Tales of the Watcher).
Tale serie ha esordito nel 1964 sui numeri dal 49 al 58 di Tales of Suspense, è proseguita sui primi sette numeri della prima serie di Silver Surfer per vedere un racconto conclusivo pubblicato su Marvel Super.Heroes 23 nel 1969. Le storie sono state sceneggiate tutte da Stan Lee, spesso coadiuvato dal fratello Larry Lieber, e disegnate da Larry Lieber stesso, Gene Colan, Howard Purcell e Syd Shores.
Tramite l'Osservatore, veniamo proiettati in possibili mondi futuri, dove l'umanità ha raggiunto grandi conquiste, ma rimane ancora vittima delle proprie ambizioni e degli errori del passato. Non solo, apprendiamo finalmente quale fu l'evento che spinse Uatu e la sua razza a giurare di non interferire mai negli eventi degli altri pianeti.
Non c'è una vera e propria trama. Tutte le 18 storie che compongono questo ciclo, infatti, sono racconti brevi (di cinque o massimo dieci pagine) del tutto distaccati dal Marvel Universe, in cui l'Osservatore ci presenta di solito vari mondi alternativi del futuro o racconti ipotetici.
Tramite queste storie, tuttavia, Stan Lee si concentra in particolar modo su due argomenti, a lui sempre molto cari e molto sentiti nell'epoca in cui tali albi vennero sceneggiati, dove gli eventi della Seconda Guerra Mondiale erano vividi nelle memorie delle persone.
Il primo tema è quello dell'energia atomica e delle nuove tecnologie e degli usi che se ne possono fare. Stan Lee non condanna l'energia atomica e la tecnologia sic et simpliciter, da perfetto boomer. Si limita semplicemente a dire che bisogna utilizzare con cura questo tipo di scoperte e non lasciar sì che vengano utilizzate per scopi egoistici o di conquista.
Lo fa in particolar modo rivelandoci il passato di Uatu, la cui razza giurò di non interferire proprio per aver donato l'energia atomica a un altro popolo, non immaginando per quali scopi distruttivi sarebbe stata impiegata. In un'altra storia, invece, scritta nel 1969 mette in guardia dalla televisione, in grado di annebbiare le menti delle persone.
Il secondo tema è quello del riscatto degli ultimi della società. Coloro che vengono dileggiati oppure ostracizzati dalla società, ma il cui animo gentile e altruista in realtà - almeno in dei lontani futuri - è quello che li aiuta a trovare uno scopo preciso nella vita. E tale scopo viene scoperto in un mondo paradisiaco, lontano dalle imperfezioni umane.
Può sembrare strano, ma i fratelli Lieber sono cresciuti nella povertà da bambini e quindi tramite queste storie riflettevano quelle sensazioni che provavano quando altri li guardavano in maniera strana, non degnandoli di considerazione. E nel loro piccolo fanno sì che, tramite le storie dell'Osservatore lette dai ragazzi di allora, altri non crescano ignorando i più sfortunati.

mercoledì 27 settembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Nick Fury - Strange Tales


Il personaggio di Nick Fury esordisce nel 1963, sul primo numero di Sgt. Fury and his Howling Commandos. I suoi ideatori sono, ovviamente, Stan Lee e Jack Kirby. Per i due autori è un mettersi alla prova: dopo aver creato svariati supereroi, vogliono dimostrare al loro editore che sanno anche scrivere le storie di un eroe della Seconda Guerra Mondiale e che i lettori compreranno l'albo attirati dai loro nomi.
Superfluo dire, hanno ragione.
Stan Lee pensa allora di utilizzare questo personaggio anche nelle storie del presente (la fine del grande conflitto, all'epoca, non era così lontana nel tempo) e quindi ecco Nick Fury fare un'apparizione speciale quello stesso anno, come agente della CIA, in un albo di Fantastic Four.
Un anno e mezzo dopo, infine, Nick Fury diviene protagonista di una serie di avventure pubblicate sulla rivista antologica Strange Tales, a partire dal numero 135 del 1965. Gli autori di questa prima fase sono, oltre a Lee e Kirby, Don Heck, John Severin e Jim Steranko.
Grazie alle sue imprese eroiche durante la Seconda Guerra Mondiale e alla sua dedizione come agente segreto, Nick Fury viene promosso - anche grazie ai buoni uffici di Tony Stark - a capo dello S.H.I.E.L.D., ovvero Supreme Headquarters, International Espionage and Law-Enforcement Division, un'agenzia governativa dedita al mantenimento della pace.
Con gadget tecnologici che sembrano provenire dal futuro e l'aiuto di preziosi alleati quali Dum Dum Dugan, Gabe Jones e Jasper Sitwell, Nick Fury affronta terribili minacce quali l'AIM, Fixer e Mentallo e l'Impero Segreto. Ma la minaccia più insidiosa è rappresentata dall'HYDRA, un'organizzazione terrorista che intende conquistare il mondo intero con la paura e il ricatto.
Quando escono queste storie siamo nel 1965, la saga cinematografica di James Bond è cominciata da pochi anni, ma sta già mietendo grandi successi. E c'è in quello stesso periodo anche un telefilm spionistico che va per la maggiore, si intitola Organizzazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E.), che riprende alcune tematiche bondiane utilizzando un approccio differente per evitare problemi.
In quei primi anni di sperimentazione, la Marvel sta cercando una precisa identità e uomini come Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko contribuiscono a fornirgliela ispirandosi a grandi opere del passato (si veda Hulk in versione Jekill e Hyde/Creatura di Frankenstein) o successi del momento.
Nick Fury diventa dunque il loro James Bond e la saga che lo vede protagonista prende in prestito alcune idee sia da James Bond stesso (i gadget incredibili come le auto fantascientifiche o gli abiti con al loro interno delle armi, l'HYDRA in versione SPECTRE con tanto di Blofeld alternativo), sia da Organizzazione U.N.C.L.E. (il ricercato acronimo, un certo umorismo di fondo).
Elementi che permettono a Jack Kirby di inventare dispositivi che solo grandi menti creative come la sua potevano concepire e a Stan Lee di riempire le varie storie di dialoghi - che col tempo diventano ripetitivi, ma al tempo non ci si badava più di tanto - sull'eroismo di Fury, sulla sua finta insofferenza verso gli agenti al suo servizio a cui in realtà è molto affezionato e le immancabili descrizioni che spiegano in dettaglio quello che è già chiaro dalla vignetta stessa.
Ma sarebbe limitativo definire questi primi episodi di Strange Tales con Nick Fury una mera copia carbone di James Bond. Episodio dopo episodio, i vari personaggi cominciano a prendere forma, vengono introdotti elementi a cui Ian Fleming non ha mai pensato come la divisione ESP e viene descritto una sorta di insolito mondo dove i supereroi rimangono nelle retrovie. Dove le minacce sono quelle terroristiche di allora, colorate e pompose.
Finché arriva un autore, un autore che rimette in gioco tutto quanto e contribuisce a una svolta decisiva: il suo nome è Jim Steranko.

venerdì 7 aprile 2023

Fabolous Stack of Comics: Il Dr. Droom


Se chiedessimo ai più quale sia stata la prima collaborazione continuativa tra Stan Lee e Jack Kirby, molti risponderebbero di sicuro il loro ciclo su Fantastic Four. Ma... non è così.
Qualche mese prima che il celebre Quartetto esordisca sulle pagine del loro fumetto, i due autori lavorano a un serial pubblicato nel 1961 sulla prima incarnazione di Amazing Adventures e incentrato sul Dr. Droom. Questo personaggio compare in cinque dei primi sei numeri della testata.
Il Dr. Droom è un chirurgo che apprende dell'esistenza di un mistico tibetano che necessita di cure mediche. Si reca dunque sui monti dove si trova la cittadella del mistico e, dopo aver superato alcune prove di abilità, gli viene dato l'incarico di proteggere la Terra dalle minacce mistiche e non solo che la assediano.
Il Dr. Droom diventa dunque un insolito paladino, combattendo colorati nemici che hanno sempre l'obiettivo di conquistare la Terra o schiavizzare l'umanità, come andava di moda decenni fa.
Siamo ancora distanti dalla celebre formula dei supereroi con superproblemi, introdotta coi Fantastici Quattro e poi resa celebre con Spider-Man, anzi a dirla tutta il Dr. Droom non è nemmeno da considerarsi un supereroe classico, quanto una variazione dell'apprendista stregone che la Marvel avrebbe poi capitalizzato al meglio con un altro dottore, il Dr. Strange.
Il personaggio è infatti uno degli ultimi "figli" dell'era Atlas, in cui sulle pagine dei fumetti imperavano mostri, alieni, storie d'amore e scenari western. Nel ciclo del Dr. Droom troviamo, tuttavia, solo i primi due elementi.
A parte la storia delle origini, con tanto di misticismo tibetano trovato su Wish, il canovaccio delle storie è sempre il medesimo. Nasce una piccola problematica su cui nessuno ha la capacità di intervenire fino a quando qualcuno non propone di contattare il Dr. Droom (non è dato sapere come, si vede che anche lui ha un ufficio stampa).
Costui arriva e in quattro e quattr'otto - o meglio, nel corso delle cinque pagine della storia - risolve il problema, sempre legato a un alieno nascosto sul pianeta Terra. Una sorta di metafora della situazione dell'epoca, con la Guerra Fredda sul punto di arrivare al proprio picco e il pericolo di avere nemici all'interno della nazione che percorreva gli Stati Uniti, reduci dall'era maccartista che aveva lasciato pesanti strascichi politici e sociali.
Dopo queste storie il Dr. Droom cade nel dimenticatoio, diciamo proprio che non ricompare più anzi! Poiché quando riemerge sulla scena svariati anni dopo, essendoci già ormai un personaggio abbastanza celebre come il Dr. Doom (Dr. Destino), viene rinominato Dr. Druido. Un nome che farà suonare qualche campanello in alcuni Marvel Fan. E il resto come si suol dire è storia.

mercoledì 22 febbraio 2023

Fabolous Stack of Comics: Le Origini degli Inumani


Gli Inumani vengono introdotti da Stan Lee e Jack Kirby nel 1965, sulle pagine di Fantastic Four 45, anche se un paio dei loro componenti erano già comparsi in precedenza.
Gli Inumani rappresentano l'incarnazione di un topos narrativo già a quel tempo consolidato nelle storie di avventura: il popolo misterioso e tecnologicamente avanzato che vive nascosto dalla società umana in una cittadella fantascientifica, Attilan nel loro caso.
Ma a parte questo, poco altro viene rivelato di loro in quelle prime apparizioni. Stan Lee e Jack Kirby, pressati dalle scadenze e dal fatto di dover gestire la quasi totalità delle serie Marvel dell'epoca, avevano l'abitudine di gettare nella mischia tutti questi nuovi personaggi, pensando poi tra sé e sé:"Questa la spieghiamo più avanti".
Nel caso degli Inumani, una prima saga sulle loro origini compare come back-up feature tra il 1967 e il 1968, nei numeri dal 146 al 152 di Thor, in una storyline collettivamente nota come Le Origini degli Inumani (The Origin of the Inhumans).
Le storie sono molto brevi, ognuna di cinque pagine, e partono dall'era preistorica, quando gli Inumani scoprono le Nebbie Terrigene e si isolano dall'umanità, arrivando alla prima sortita di un Inumano, Triton nel caso specifico, nella società moderna. Nel mezzo, la devastante nascita di Freccia Nera e le prime brame di potere di Maximus Il Pazzo.
Tranne che alla fine, dove vi sono tre racconti interconnessi, non vi è un vero e proprio filo conduttore. Ognuna delle storie getta uno sguardo al passato, dando maggiori informazioni - anche se non tutte - su dei personaggi che avevano già proiettato la loro aura di fascino sui lettori, i quali giustamente chiedevano più storie su di loro.
Stan Lee - coadiuvato da Jack Kirby non solo alla parte grafica, come è noto - non manca di inserire un tema a lui molto caro, poi maggiormente sviluppato nella serie di Silver Surfer: la propensione dell'essere umano a combattere e non accettare come parte del proprio mondo coloro che ritiene essere diversi da lui. I quali diventano dei reietti e si piazzano ai margini della società, ma dietro lo strato di una pelle differente provano in realtà le stesse emozioni.
L'anno è il 1967, un anno di grandi cambiamenti sociali per gli Stati Uniti, e di lotte per i diritti civili che causeranno anche delle vittime. Nel suo piccolo, il fumetto riflette questo scenario tramite ben congegnate metafore che sfuggono al lettore ignorante o distratto, ma vengono colte da quello più attento.
Quello che accade dopo è Storia con la S maiuscola.

giovedì 13 novembre 2014

Stan Lee AKA Uatu


Stan Lee (insieme ad altri grandi creativi come Jack Kirby, Steve Ditko, ecc...) ha creato il moderno Marvel Universe. O (così nessuno rompe su questa questione) il suo nome compariva nei credits di quelle storie che hanno introdotto il moderno Marvel Universe... provate a negare questo.
Stan Lee, tuttavia (a differenza di quegli altri grandi creativi di cui sopra), è stato anche un perfetto uomo marketing: a suo tempo è stato capace di capire, se non addirittura prevedere i gusti del pubblico e offrire ciò che questo voleva. Storie di mostri? Eccoli, e dai nomi più improbabili. Storie romance? Dialoghi sdolcinati e la pietanza è servita. Storie anti-comuniste? Niente di più facile.
Dietro tutto questo c'era una redazione, il Bullpen, che Stan Lee portò all'attenzione dei suoi lettori, dando ad ognuno dei suoi componenti un volto e dei soprannomi. Si conosceva persino il nome della segretaria di redazione! Ma lui rimaneva sempre al centro dell'attenzione (che soffra di un po' di sano egocentrismo penso sia incontestabile), tanto che molto dopo che il suo nome smise di comparire nei credits la gente continuò ad associare la Marvel alla sua figura. E continua a farlo ancora oggi.
Quindi questo mix di sano egocentrismo, riconoscibilità e capacità di interagire col pubblico spiega perché Stan Lee in (quasi) tutti i film basati su personaggi Marvel faccia un cameo: a volte è un militare, a volte una guardia di sicurezza o un giudice di un concorso di bellezza, a volte un semplice passante... è stato persino il postino dei Fantastici Quattro! Tante identità per un sol uomo.
Tanto che qualcuno ha persino cercato di trovare una soluzione a un dilemma inespresso, una ragione che spieghi perché un uomo dallo stesso aspetto sia comparso più volte sulla scena di eventi legati al mondo dei supereroi cinematografici in ruoli differenti. E la teoria (chiaramente mai confermata dai Marvel Studios/Disney/Fox/Sony/chipiùnehapiùnemetta) di per sé scontata è anche spiazzante: Stan Lee è Uatu l'Osservatore in forma umana. Colui che nell'universo Marvel appunto compare nei momenti fondamentali della storia della Terra, solo e unicamente per assistervi.
Una teoria, astrusa quanto si vuole, che ha anche un suo fascino. Renderebbe gli universi cinematografici coesi come un unico Multiverso (mondo Marvel Studios, mondo Fox, mondo Sony): un Multiverso che Uatu/Stan attraversa senza problemi. A volte interviene personalmente in determinate situazioni - in Spider-Man ad esempio salva una passante - ma suvvia, quante volte Uatu ha infranto il suo giuramento di non interferenza? A volte non lo vediamo, ma chi ci dice che non si aggiri da qualche parte (anche se nei due film dedicati a Ghost Rider si è ben guardato dal partecipare)?
Anche se questa rimane solo una teoria, ci piace pensare a uno Stan Lee seduto comodo nella sua dimora nella Zona Blu della Luna, che ogni tanto soffre di noia e porta la sua dirompente personalità in questi mondi che stanno assistendo all'alba di una nuova era. Per esclamare alla fine il suo celebre:"Excelsior!".