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lunedì 22 giugno 2026

Fabolous Stack of Comics: Star Wars Cavalieri della Vecchia Repubblica - Giorni di Paura


Il viaggio di Zayne Carrick, il Padawan tradito dai propri Maestri Jedi, prosegue. Dopo aver abbandonato il pianeta Taris e aver fatto la conoscenza del Mandaloriano che si oppone alla sua stessa specie, Rohlan Dyre, per lui è tempo di dolorose separazioni che rappresentano in realtà il prologo a nuove avventure.
Tutto questo nella saga Giorni di Paura (Days of Anger), pubblicata nel 2007, scritta da John Jackson Miller e disegnata da Dustin Weaver, Brian Ching e Harvey Tolibao.
Sin da quando è iniziata la sua tortuosa odissea galattica, Zayne Carrick ha potuto contare sull'aiuto del contrabbandiere Marn Hierogryph e sulla guerriera Jarael, la quale ha posto sotto la sua ala protettiva l'anziano Camper, malato da tempo ma ancora in possesso di un grande genio scientifico.
La malattia di Camper peggiora e arriva dunque il momento di separarsi. Jarael e Camper, Arkaniani, tornano al loro pianeta natale Arkania, mentre Zayne e Marn approdano su un pianeta dove sono presenti soldati al servizio della Repubblica, fingendosi dei cuochi ambulanti.
Ma la tragedia è in agguato per tutti: Zayne e Marn devono infatti affrontare un tremendo attacco dei Mandaloriani, mentre Jarael e Camper - pur ricevendo tutte le cure del caso - sono in realtà, a insaputa della prima, parte di un esperimento voluto dal governatore del pianeta per motivazioni oscure. E da quale parte si schiererà Rohlan Dyre?
Le prime due saghe hanno presentato i protagonisti principali e gettato i semi per le trame che si sarebbero svolte nei successivi archi narrativi.
Giunge ora il tempo di raccogliere questi semi. Separando i protagonisti, si creano così due percorsi narrativi separati - ma inevitabilmente destinati a incrociarsi - incentrati sul conflitto tra Repubblica e Mandaloriani e sulle origini arkaniane di Jarael.
Da qui la storia segue percorsi consolidati, con Zayne Carrick destinato ad affrontare una terribile perdita e Jarael che diviene qualcosa di più rispetto a come era apparsa in precedenza. Viene così approfondito il background della protagonista, fino a quel momento rimasto alquanto misterioso, staccandola dalle origini guerriere presentate sinora.
L'intera sottotrama che la vede protagonista sembra in realtà anche una metafora delle multinazionali del farmaco e delle lobby delle armi, pronte a sperimentare i loro preparati su cavie umane senza le adeguate misure di sicurezza e guidate unicamente dal profitto.
Rimaniamo dunque in attesa di vedere come questi due percorsi diversi arriveranno a percorrere di nuovo un'unica strada.

giovedì 30 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Star Wars Cavalieri della Vecchia Repubblica - Flashpoint


Al termine della prima saga di Cavalieri della Vecchia Repubblica, Inizio, avevamo lasciato il padawan Zayne Carrick in una situazione molto complicata. Testimone dell'assassinio dei suoi compagni perpetrato da dei Maestri Jedi, causa una visione profetica sull'arrivo di un imminente distruttore tra le loro fila, e accusato ingiustamente di questo crimine, è dovuto fuggire dal pianeta Taris.
Ricercato da mezza galassia, Zayne ha convinto della sua innocenza il contrabbandiere Marn Hierogryph e la guerriera Jarael. Ora il loro viaggio prosegue con la seconda saga di sei numeri, Flashpoint, pubblicata nel 2006, scritta da John Jackson Miller e disegnata da Dustin Weaver e Brian Ching.
In cerca di rifornimenti, Zayne e gli altri approdano vicino a una colonia mineraria, che però poco dopo viene attaccata dai Mandaloriani. Jarael viene da loro catturata, mentre un Mandaloriano di nome Rohlan Dyre si tiene in disparte e prova a rubare la nave di Zayne.
Una volta catturato, Rohlan Dyre afferma che Jarael è stata portata sul pianeta Flashpoint, in quanto erroneamente scambiata per una Jedi, dove sarà sottoposta a terribili torture. Rohlan Dyre non condivide del tutto i metodi belligeranti del suo popolo e decide di aiutare Zayne Carrick a liberarla.
Al contempo i Jedi traditori stanno ancora cercando il Padawan scomparso e meditano di attirarlo in una trappola utilizzando suo padre.
La serie procede su binari consolidati: dopo la fuga, il protagonista ora cerca un modo per ripulire la sua fedina penale agli occhi delle altre persone e cercare vendetta su coloro che lo hanno incastrato, i quali a loro volta gli tendono delle trappole.
Il primo passo si affida a una sottotrama accennata nella prima saga e che qui viene approfondita: il conflitto della Repubblica coi Mandaloriani, dopo che i Sith sono stati sconfitti una prima volta. Sì, i Mandaloriani a cui appartengono anche Boba Fett e Din Djarin.
La variante che viene introdotta è la presenza, se non proprio di un pacifista, di qualcuno che mette in discussione alcuni metodi barbari dei Mandaloriani e che ritiene che una continua battaglia porti solo alla morte e persegue dunque altre strade, a rischio di essere definito traditore.
Un'insolita manifestazione di obiezione di coscienza.
I rapporti tra Zayne Carrick e gli altri comprimari della saga, nel frattempo, si rafforzano, mentre l'alleanza dei Jedi traditori inizia a venire meno. A parte questo, però, la trama principale non va avanti più di tanto.
Vedremo dunque quali saranno le prossime mosse del padawan ingiustamente accusato. Ci troviamo millenni prima della nascita di Han Solo, Leia e Luke Skywalker, ma la galassia di Star Wars non smette mai di sfornare nuove storie.

giovedì 23 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Star Wars Cavalieri della Vecchia Repubblica - Inizio


L'universo di Star Wars è ampio, molto più ampio di quanto chiunque possa immaginare (ivi compreso il suo creatore, oserei dire) e si è espanso col tempo dallo schermo cinematografico in molti altri media.
Che, non potendo per volontà suprema esplorare i temi dei film salvo espliciti e mirati progetti, hanno cominciato a guardare a un periodo a cui le pellicole non avevano mai volto lo sguardo.
Ovvero quel lontano passato di quella galassia lontana, lontana, nello specifico. Perché quell'universo era ampio non solo come numero di pianeti e razze che lo abitavano, ma anche come periodo temporale, svolgendosi in un periodo di alcuni millenni.
Anche se la quasi totalità di queste storie oggi è da ritenersi ambientata in un universo alternativo, esse rimangono comunque uno scrigno di tesori da esplorare.
Il lontano passato della galassia viene esplorato nella serie Cavalieri della Vecchia Repubblica (Knight of the Old Republic), pubblicata da Dark Horse a partire dal 2006, la cui prima saga di sei numeri si intitola Inizio (Commencement), scritta da John Jackson Miller e disegnata da Brian Ching e Travel Foreman.
Zayne Carrick è un Padawan che aspira a diventare Jedi. Pur essendo volenteroso e altruista, appare anche molto impacciato e sempre in ritardo rispetto agli altri allievi. Nonostante questo, il cavaliere Jedi Lucien lo pone sotto la sua ala protettiva.
Quando sta per completare il proprio addestramento presso l'accademia di Taris, Zayne arriva in ritardo a una celebrazione per festeggiare l'imminente promozione a Cavaliere Jedi e vi trova i suoi compagni uccisi e, davanti a loro, i loro maestri Jedi con le spade laser sguainate, incluso Lucien.
Accusato degli omicidi e costretto alla fuga, Zayne Carrick si ritrova braccato dai Cavalieri Jedi e dalle forze di polizia e può contare solo sull'aiuto di Marn Hierogryph, un contrabbandiere che ha tentato invano di catturare, e Jarael, una giovane guerriera che vive nei bassifondi di Taris.
Siamo ben lontani dalle classiche ambientazioni dei film pre-ultima trilogia: ci troviamo, infatti, circa 4.000 anni prima degli eventi della battaglia di Endor e i Jedi, dopo aver sconfitto una prima volta i Sith, ora regnano la galassia con autorità e comprensione, ma temendo sempre un ritorno dei loro nemici e dovendo arginare la minaccia dei Mandaloriani.
Uno scenario, dunque, abbastanza inedito in cui ci si può sbizzarrire creando nuovi personaggi e nuove situazioni narrative, ma non dimenticando mai le spade laser e la Forza.
Questa prima saga introduce tutti gli elementi che diverranno il perno della serie: un padawan accusato di un crimine che non ha commesso, una caccia che non conosce confini e pericoli vecchi e nuovi che minacciano la galassia. Il tutto nella cornice di Star Wars, ovviamente, con spade laser, razze aliene incredibili e astronavi di ogni genere.
Oltre a Zayne Carrick vengono presentati, inoltre, i principali comprimari della testata: il primo, Marn Hierogryph, destinato a divenire una sorta di spalla comica, il secondo, Jarael, quasi di sicuro un futuro interesse amoroso del protagonista.
Nonostante ci siano molte situazioni buttate nella mischia, a ognuna viene dato il giusto spazio, ma è chiaro - lo dice il titolo stesso - che questo è solo l'inizio. Tutte le pedine sono state piazzate sulla scacchiera e presto faranno le loro mosse.

mercoledì 12 febbraio 2025

Fabolous Stack of Comics: Dottor Andromeda e il Regno dei Domani Perduti


Continuano gli spin-off di Black Hammer che, analizzando aspetti finora poco noti o non ancora rivelati di questo universo, contribuiscono a gettare una nuova luce su Spiral City e i suoi incredibili abitanti.
Dopo Sherlock Frankenstein e la Legione del Male, giunge dunque Dottor Andromeda e il Regno dei Domani Perduti (Doctor Andromeda and the Kingdom of Lost Tomorrows), miniserie di quattro numeri pubblicata da Dark Horse nel 2018, scritta da Jeff Lemire e disegnata da Max Fiumara.
James Robinson, il Dottor Andromeda, è uno dei più grandi eroi della Golden Age: ha contribuito a debellare la minaccia nazista ed è stato uno dei membri fondatori del primo supergruppo della storia.
Ma, al termine di una missione nello spazio, l'eroe finisce in maniera avventata in un buco nero e, quando torna a casa, scopre che - se lui è rimasto giovane - sulla Terra sono passati diciotto anni. La moglie e il figlio lo odiano per essere stati abbandonati per così tanto tempo e chiudono ogni rapporto con lui.
Decenni dopo James Robinson sta ancora cercando di ricucire i rapporti con il figlio, ma ormai sembra troppo tardi perché quest'ultimo è affetto da un male incurabile. Ci potrà essere una redenzione per il Dottor Andromeda?
Il concetto di legacy, del manto di un eroe che può passare a qualcun altro, è stato presente nel fumetto americano - e nella narrativa in generale - fin dagli albori. Questo spiega la presenza di molti giovani sidekick durante la Golden Age, idea che oggi ci appare folle (ragazzini che consapevolmente vengono mandati a rischiare la vita combattendo il crimine?).
Jeff Lemire adotta e riadatta questo concetto, dandogli una nuova dimensione, più in sintonia con le atmosfere di Black Hammer, ovviamente. Stavolta il personaggio di riferimento è lo Starman della Golden Age, ma non così come originariamente pensato, bensì la reinterpretazione moderna attuata da James Robinson a partire dagli anni '90, dove il manto dell'eroe veniva preso dal figlio (magari un giorno ne parleremo su questi lidi).
Il fatto, dunque, che il protagonista di questa storia porti proprio quel nome non è un caso. Insomma, la reinterpretazione di una reinterpretazione.
Inoltre vi è anche un chiaro omaggio al corpo delle Lanterne Verdi, qui più nella versione Bronze Age che in quella Silver.
Detto questo, il Dottor Andromeda - rispetto alle altre personalità abbastanza borderline che abbiamo visto nelle storie principali - risulta come l'eroe più classico di questo universo, essendo forse profondamente radicato in quella Golden Age da cui non è mai sfuggito, mentre il tempo sfrecciava attorno a lui.
E questa miniserie che lo riguarda è incentrata sulle tematiche familiari, sulle perdite che si possono subire quando un dovere verso altre persone prevale sulle necessità personali e quelle dei propri cari. Ed ecco dunque giungere la tematica, molto cara al fumetto americano e non solo, del padre che deve recuperare il rapporto col figlio.
Proprio mentre quel tempo a disposizione, a cui il Dottor Andromeda ha cercato di sfuggire per tutta la vita, si stringe sempre più. La ricerca di una redenzione personale porta dunque l'eroe ad esaminare la propria esistenza passata per trovare la risposta alla domanda se sia stato davvero un buon genitore, oltre che un eroe perfetto.
In ultima analisi, se James Robinson sia stato un bravo essere umano, oppure se quella sua umanità sia andata perduta nel buco nero, insieme ai diciotto anni che hanno caratterizzato la sua scomparsa.

martedì 21 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Sherlock Frankenstein e la Legione del Male


Il mondo di Black Hammer, nel suo essere un dichiarato omaggio alla storia del fumetto e alle sue ere, è molto sfaccettato. Finora, a partire da Origini Segrete e L'Evento, ci si è concentrati principalmente sugli eroi di Spiral City esiliati nella dimensione bucolica di Rockwood, ma abbiamo già dato qualche sguardo a "l'altra metà del cielo".
Ovvero i supercriminali, senza i quali i supereroi non potrebbero esistere. Anche loro si sono evoluti col tempo, partendo da quei malvagi a tutto tondo degli esordi per giungere infine a quelle zone di grigio che spesso costellano la vita di chi ha deciso di porsi dalla parte sbagliata della legge.
Nel mondo di Black Hammer il criminale più letale è stato Sherlock Frankenstein e a lui è dedicata la miniserie di quattro numeri Sherlock Frankenstein e la Legione del Male (Sherlock Frankenstein and the Legion of Evil), pubblicata da Dark Horse nel 2018, scritta da Jeff Lemire e disegnata da David Rubin.
Lucy Weber è alla ricerca di suo padre, l'eroe noto come Black Hammer, e degli altri eroi di Spiral City scomparsi a seguito della battaglia contro l'Anti-Dio. Un ottimo, e per molti versi inevitabile, punto di partenza è intervistare i supercriminali che li hanno affrontati.
E uno di loro ha dominato lungo tutte le ere, scontrandosi con molti eroi nel corso dei decenni: Sherlock Frankenstein. Ora ritiratosi a vita privata e divenuto mecenate, da tempo sembra scomparso dalla scena pubblica.
In cerca di indizi, Lucy Weber inizia a interrogare alcuni suoi ex alleati criminali e ben presto una sconvolgente verità sembra emergere: l'ultima volta che Sherlock Frankenstein è stato visto si stava dirigendo verso il luogo della battaglia tra gli eroi e l'Anti-Dio. Ma come alleato o come loro nemico? Che sia davvero lui il responsabile della loro scomparsa?
Dopo i vari emuli di Capitan America e Shazam, ecco giungere un personaggio che è una sorta di mix tra il Dr. Sivana (da cui riprende il look) e il Lex Luthor principalmente della Silver Age, un genio malvagio dedito tuttavia a piani assurdi contro gli eroi. Il titolo della miniserie richiama inoltre la Società dei Mostri del Male, il primo supergruppo composto da supercriminali della storia del fumetto.
Ma non ci si limita solo a questo: sfruttando l'ondata revisionista degli autori inglesi, Sherlock Frankenstein diventa un personaggio dalle motivazioni non così banali. Divenuto un supercriminale per aver perso l'amore della propria vita e che dalla criminalità si è infine allontanato dopo aver ritrovato l'amore, grazie a Golden Gail, un tempo sua principale avversaria.
Intorno a lui gravitano altri supercriminali, con nomi geniali (non so da dove Jeff Lemire abbia tratto l'ispirazione per Chtu-Lou e Chtu-Louise, ma vorrei tanto saperlo) e che dai supereroi di Spiral City dipendevano.
Tanto che con la loro scomparsa, laddove ci si potrebbe aspettare che i criminali ne avrebbero approfittato, i vari "cattivi" hanno infine deciso di abbandonare la scena, perché quello non era più il loro mondo. A un universo fatto di continue battaglie tra il bene e il male ne era giunto un altro, con troppe zone di grigio perché loro potessero esserne parte integrante.
Dietro tutto questo c'è anche un piccolo mistero il cui finale può risultare prevedibile e che non è il focus principale della storia (sappiamo già, infatti, che Lucy Weber poi ritroverà gli eroi di Spiral City). Bensì è ampliare la finestra del lettore su questo strano, nuovo mondo, iniziando ad arricchire questo sfaccettato mosaico con nuovi personaggi, nuove interazioni e nuovi possibili sviluppi.
Perché dalle ceneri di un universo che muore, può rinascere la speranza.

mercoledì 8 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Black Hammer - L'Evento


Gli eroi di Spiral City hanno protetto questa città per decenni dalle minacce più incredibili e fantasiose. Golden Gail, Barbalien, Abraham Slam, Madame Dragonfly, Colonel Weird e infine il più grande di tutti, Black Hammer.
Ognuno di loro ha sacrificato molto per combattere il male, ma alla fine ognuno di loro sembrava aver raggiunto un proprio equilibrio. Fino alla battaglia finale contro la minaccia più grande di tutte, l'Anti-Dio, che li ha catapultati in una dimensione bucolica, in cui sono rimasti bloccati per dieci anni, come descritto in Origini Segrete.
Ma tutto questo, forse, sta per cambiare nella nuova saga di sei numeri L'Evento (The Event), pubblicata nel 2017, scritta da Jeff Lemire e disegnata da Dean Ormston.
Lucy Weber, la figlia dello scomparso Black Hammer, riesce a ritrovare gli eroi sperduti nella dimensione in cui sono stati catapultati. C'è un problema, però: non ricorda più come sia giunta fin qui e come si possa tornare indietro, a dimostrazione che c'è qualcosa di davvero insolito in quest'apparente idilliaca situazione.
Lucy Weber inizia dunque a indagare su questo mistero, scoprendo numerose crepe nel paradiso terrestre rappresentato dalla dimensione alternativa, mentre si apprende davvero cosa è accaduto nel corso dell'ultima battaglia degli eroi. E dietro questo forzato esilio potrebbe esserci dietro proprio uno di loro!
Reinterpretare il canone supereroistico è sempre una sfida difficile da intraprendere. Di per sé è già stato fatto, la stessa Silver Age a ben vedere era una rivisitazione degli stilemi e degli eroi della Golden Age, attualizzati per il nuovo pubblico di quell'epoca, ma anche per quel vecchio pubblico che nel frattempo era cresciuto.
E sono proprio queste due ere le protagoniste dietro le quinte di questo fumetto che si configura come una metafora di quella candida ingenuità dei titoli fumettistici di un tempo che a un certo punto sono stati sovrastati da un'era più oscura e una maggiore pretesa di realismo, che per quanto legittima alla fine ha preso il sopravvento sul resto.
Quindi, come già detto, ogni eroe ricorda in maniera esplicita supereroi o temi del passato (l'originale Capitan Marvel, Adam Strange, Martian Manhunter, Capitan America, le storie horror degli anni '50) che alla fine cedono il passo all'Anti-Dio, ovvero a Darkseid e a quella Bronze Age che avrebbe poi portato a una totale rivisitazione del fumetto supereroistico qualche tempo dopo grazie principalmente a sceneggiatori inglesi.
Una parabola del fumetto stesso, durata vari decenni, che si estrinseca in una piccola comunità rurale dove una vita da sogno sta per tramutarsi in un incubo.
Ma Black Hammer è molto più di questo: è una disamina della complessa personalità umana, che può assumere diverse sfaccettature. La diffidenza, l'amore, l'accettazione, l'odio verso gli altri e noi stessi, il tradimento e il voler seguire le orme dei propri genitori. È il desiderio da parte del lettore di vedere i vari protagonisti più nel loro aspetto umano che in quello super.
Perché non necessariamente sono i poteri a creare un eroe. E non sempre avere i poteri significa elevarsi al di sopra degli altri.

giovedì 10 ottobre 2024

Fabolous Stack of Comics: Black Hammer - Origini Segrete


Può capitare a volte che i supereroi siano sbalzati in un'altra dimensione, magari senza memoria del loro mondo di provenienza e con solo dei ricordi sbiaditi delle loro precedenti vite. Ma in tutti i casi visti finora la trama si è sempre concentrata sul ritorno nel loro mondo e il recupero delle loro identità.
Ma cosa accadrebbe se quei supereroi rimanessero bloccati in quest'altra dimensione addirittura per anni? Ne dà una risposta Black Hammer, serie ideata da Jeff Lemire e pubblicata dalla Dark Horse a partire dal 2016. La prima saga di sei numeri, disegnata da Dean Ormston, si intitola Origini Segrete (Secret Origins).
In un anonimo villaggio di campagna vive da dieci anni un'anonima famiglia, il cui impegno quotidiano più emozionante sembrerebbe coltivare i campi e accudire gli animali della fattoria.
In realtà non è così: i componenti di questa presunta famiglia, alcuni dei quali non possono rivelarsi al pubblico visto il loro aspetto inumano, sono in realtà gli eroi di Spiral City, precipitati in un'altra dimensione a seguito di una crisi cosmica in cui era coinvolto il loro scomparso compagno di squadra Black Hammer.
Da anni gli eroi cercano un modo per tornare nel loro mondo, ma ormai hanno perso le speranze. E mentre si abituano con fatica alle loro nuove vite, la figlia di Black Hammer non ha ancora rinunciato a ricercare suo padre e i suoi sperduti alleati.
Ecco cosa non troverete in quest'opera. Non troverete lunghe e prolungate battaglie tra supereroi e supercriminali. Non vedrete i suddetti supereroi sventare all'ultimo momento possibile la minaccia che rischia di distruggere il mondo. Non vedrete eleganti quartier generali o invenzioni fantascientifiche.
In questo caso, infatti, Jeff Lemire mischia, per sua stessa ammissione, le atmosfere di Essex County che pubblicava agli esordi con quelle delle storie supereroistiche con cui si è fatto conoscere dal grande pubblico.
Lo fa mettendo in scena un meraviglioso contrasto tra il passato dei sei supereroi e la loro vita attuale. Abraham Slam, Colonnello Weird, Goldel Gail, Barbalien, Talky-Walky e Madame Dragonfly. Sei personaggi che ricordano a modo loro altri eroi e le epoche d'oro e d'argento del fumetto.
Personaggi, però, che sono ormai l'ombra di ciò che erano un tempo e i flashback che li riguardano sembrano quasi essere incentrati su altri.
Ci troviamo dunque di fronte a una storia molto intimista, che scava nei caratteri e nelle psicologie di personaggi profondamente differenti che per uno strano scherzo del destino, o forse chissà qualche piano di cui non sappiamo ancora nulla, si ritrovano ora insieme.
Ma al tempo stesso c'è una trama generale che va avanti e che di sicuro ci riserverà altre sorprese.

venerdì 12 aprile 2024

Fabolous Stack of Comics: Fear Agent - Me Contro Me


Stiamo per giungere alla stretta finale della serie Fear Agent. Dopo i travagli che il martoriato protagonista, Heath Huston, ha dovuto affrontare, è tempo che si prenda la sua rivincita sugli eserciti alieni dei Dresseniani e dei Tetaldiani, che hanno devastato la Terra e distrutto la sua esistenza.
Nella saga precedente, Colpo Basso, Heath Huston stava passando al solito dei grossi guai. Mentre Mara trovava la sua fine in un atto di vendetta non portato a termine, l'ultimo dei Fear Agent finiva prigioniero in un arena di gladiatori, salvo poi precipitare in un portale dimensionale, verso morte certa... apparente.
Così non è, infatti, e Heath Huston ricompare nella penultima saga Me Contro Me (I Against I), scritta da Rick Remender e disegnata da Tony Moore.
Fuoriuscito dal portale dimensionale ancora miracolosamente vivo, Heath Huston si ritrova catapultato su un altro pianeta, dove è presente una città che sembra fuoriuscita da un film western classico e dove predominano gli antichi valori religiosi e uno stile di  vita puritano. Qui ritrova la moglie Charlotte, sopravvissuta anche lei a un attacco dei Tetaldiani.
La città, tuttavia, di pacifico e tranquillo non ha proprio nulla. Vi è una spietata forza di polizia che la sorveglia e la tormenta: e a capo di essa vi è una vecchia conoscenza di Heath Huston. Qualcuno che lui conosce come le sue tasche.
Nella vita di un alcolista incallito giunge prima o poi il momento in cui si tocca il fondo. E a quel punto ci sono due strade: continuare a rimanere sul fondo e lasciarsi andare, oppure trovare il modo di reagire e risalire. Si dice spesso che solo quando tocchi il fondo comprendi la gravità dei tuoi errori e puoi provare a rimediare.
Questo è sicuramente vero per Heath Huston. Dopo le prime due saghe in cui appariva come una sorta di tragica vittima delle circostanze e le saghe più recenti che ci hanno mostrato invece i suoi lati più oscuri, questo personaggio aveva toccato il fondo.
Per via di quello che ha passato, ma anche per via del fatto che ha scoperto di avere ancora qualcosa per cui vivere (la ritrovata moglie, una figlia), a partire da questo penultimo ciclo - meglio tardi che mai, dopotutto - il protagonista comincia la sua decisa risalita dal baratro.
Ammette dunque gli errori del proprio passato, guardandosi metaforicamente allo specchio, e inizia a combattere per garantire un futuro ai propri cari e all'umanità tutta, abbandonando al contempo i suoi vizi deleteri.
E quale modo migliore di dimostrarlo se non affrontando una sua versione spietata e corrotta? L'Heath Huston malvagio che compare in questo ciclo è come avrebbe potuto diventare il protagonista se avesse proseguito nella sua parabola distruttiva. Il fatto che si confronti letteralmente col suo peggior incubo, ovvero sé stesso, lo mette di fronte alle proprie fragilità e gli fornisce allo stesso tempo quella spinta morale che lo instrada verso un nuovo percorso.
Mr. Hyde che si trova dunque di nuovo di fronte al Dr. Jekyll, solo che stavolta c'è in gioco il destino di un intero pianeta. Anzi, svariati pianeti. Ma la semplice forza di volontà sarà sufficiente? Solo l'ultimo ciclo potrà darci la risposta.

giovedì 14 marzo 2024

Fabolous Stack of Comics: Fear Agent - Tales of the Fear Agent


A partire da La Mia Guerra, stiamo seguendo le (dis)avventure di Heath Huston, l'ultimo dei Fear Agent, il corpo di ranger spaziali che ha l'obiettivo di difendere la Terra dall'invasione degli alieni Tetaldiani e Dresseniani.
In L'Ultimo Addio ci è stato raccontato del suo passato, dei primi giorni di quel terribile conflitto che causò un numero altissimo di vittime, incluso il padre di Heath e suo figlio.
Ma c'è un altro periodo nel passato del protagonista di cui sappiamo poco o nulla. Di quando Heath, dopo aver quasi sterminato i due popoli alieni ed essere divenuto un paria tra i suoi stessi simili, iniziò a solcare le vie dello spazio, offrendo i propri servigi per le missioni più disparate. Il tutto per soddisfare il suo unico e distruttivo vizio, l'alcolismo.
Svariate storie ambientate durante questo periodo, e dunque precedenti a La Mia Guerra, sono raccolte in Tales of the Fear Agent, albo pubblicato nel 2008 da Dark Horse, scritto da Rick Remender, Hilary Barta, Chris Burnham, Gerry Duggan, Rick Spears, Ivan Brandon, Shane White e Steve Niles e disegnato tra gli altri da Francesco Francavilla, Rafael Albuquerque, Eric Nguyen, Paul Renaud.
Heath Huston passa da un pianeta all'altro e da un incarico all'altro, senza sosta e senza interrogarsi troppo. Per lui ogni tipo di missione può essere accettata: da un "ordinario" incarico di disinfestazione alla ricerca di un tesoro perduto.
Ma anche se le missioni sono diverse l'una dall'altra, delle costanti rimangono presenti. Heath Huston è un essere spregevole come sempre, ma si ritrova di fronte a esseri ancora più spregevoli di lui che vivono in mondi preda della follia più totale.
Salvo un paio di eccezioni, ogni storia è un breve racconto di poche pagine in cui Heath Huston affronta e risolve alla bell'e meglio le situazioni che gli si presentano. Salvo restare il più delle volte con un pugno di mosche e riprendere la propria cerca per alimentare il suo vizio.
Tale forma di narrazione riflette l'origine delle varie storie, nate come back-up che venivano pubblicate sull'albo principale. Quindi in quanto tali non approfondiscono più di tanto il protagonista o il suo background, poiché questo viene fatto nella testata principale di riferimento. Oltre questo solo pochissime storie sono effettivamente sceneggiate dal creatore di Fear Agent, Rick Remender.
Quindi potete prendere questi miniracconti come una sorta di divertissement, dove svariati artisti danno la loro personale interpretazione del mondo che ruota intorno a Fear Agent, potendosi permettere anche di fare qualche piccola sperimentazione vista la particolarità del progetto. Quindi se volete avere una visione completa di questo mondo, di sicuro è qualcosa che vi può interessare.
Ma per la storia principale, dovete volgere lo sguardo altrove. Alle saghe di cui abbiamo già trattato e alle ultime due che rimangono.

lunedì 20 novembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Fear Agent - Colpo Basso


Dopo lo sguardo nel passato visto in L'Ultimo Addio, la serie Fear Agent ideata da Rick Remender e pubblicata dalla Dark Horse entra nella seconda e ultima metà del suo percorso narrativo.
E lo fa partendo con una nuova saga intitolata Colpo Basso (Hatchet Job), la quale viene pubblicata nel 2008 nei numeri dal 17 al 21 della serie e realizzata graficamente da Jerome Opeña.
Heath Huston va in missione insieme a Keith, il nuovo marito della ex compagna Charlotte, su un pianeta che risulta disabitato. La realtà si rivela però ben diversa e i due uomini dovranno mettere da parte le loro divergenze per salvare le loro rispettive vite, mentre Heath Huston viene a conoscenza di un incredibile segreto.
Contemporaneamente, Mara - in missione con Charlotte - rischia il tutto per tutto per vendicarsi di un criminale terrestre che mandò a morire la sua famiglia durante l'invasione aliena e per questo è disposta anche a tradire i suoi alleati.
Col superamento del metaforico giro di boa, la serie inizia a raccogliere quanto seminato in precedenza e a tessere le fila delle varie trame, sia per quanto riguarda il passato che il tormentato presente unendo i due periodi temporali.
Abbiamo ormai appurato che questa testata è costellata di elementi negativi, personalità che - devastate dal conflitto con gli alieni e dalle perdite che hanno dovuto subire - reagiscono con altrettanti, terribili atti di violenza e uccisione. Dopo Heath Huston, infatti, anche Mara, presente sin dalla prima saga, mostra il suo lato oscuro.
Come detto in precedenza, questa appare come una metafora degli Stati Uniti post-11 settembre, una ferita ancora fresca quando la serie esordì sul mercato, i quali iniziarono la loro "esportazione della democrazia" con mezzi discutibili, se vogliamo dirla così.
Lo sceneggiatore è stato abile, col passare dei numeri, ad attuare un deciso cambio di prospettiva. In principio sembrava che i protagonisti fossero dei perdenti, persone segnate dalla vita che ritrovavano una ragione per combattere e una nuova speranza. In realtà una ragione non l'hanno mai avuta: Heath Huston e Mara sembrano porsi come coloro che hanno da offrire solo il peggio dell'umanità.
E la speranza l'hanno persa da tanto tempo, come ci è apparso ben chiaro in queste ultime due saghe.
Rimane dunque da capire se vi possa essere qualche tipo di salvezza per loro. O addirittura redenzione, Per Mara pare proprio di no, mentre Heath è sempre in bilico tra il crollo emotivo e l'oblio. E pare quasi uno scherzo del destino che l'unico che possa salvarlo è Charlotte, la perduta ex moglie e sua ancora di salvezza.

venerdì 3 novembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Fear Agent - L'Ultimo Addio


Nei primi numeri di Fear Agent, sembrava che fossimo di fronte a uno scenario futuristico: pochi anni, qualche decennio, ma comunque tutto - le astronavi, gli scenari galattici - lasciava presagire qualcosa del genere. Ebbene, eravamo in errore.
Dopo qualche indizio sparso nei numeri precedenti, giunge infine uno sguardo al passato del protagonista, e non solo, con L'Ultimo Addio (The Last Goodbye), pubblicato nel 2007 nei numeri dal 12 al 15 della serie da Dark Horse.
Nella storyline La Mia Guerra, Heath Huston ha scoperto che vi è un nuovo corpo di Fear Agent e che a capitanarlo vi è Charlotte, l'ex moglie. Mentre sulla Luna annega i dispiaceri nell'alcool, Heath Huston ripensa ai primi mesi dell'invasione avvenuta dieci anni prima.
A quando gli alieni Tetaldiani e Dresseniani colpirono senza preavviso, uccidendo migliaia di persone, tra cui suo padre e suo figlio. Heath, Charlotte e un altro manipolo di umani diedero dunque vita a delle sacche di resistenza che crebbero sempre più, sino a formare un esercito, pronto a combattere la battaglia decisiva contro gli invasori alieni. Con un drammatico epilogo.
Quindi quello di Fear Agent non è il futuro, bensì un presente alternativo, un presente in cui due razze aliene hanno attaccato la Terra e, a seguito della rivalsa, l'umanità ha iniziato a solcare le stelle sfruttando la tecnologia di queste due stesse razze.
Questa storyline sembra dunque fare piena luce sul passato di Heath Huston e sulle sue motivazioni, nonché la ragione per cui lo abbiamo trovato in quello stato (ubriaco, del tutto disilluso) nella prima storia. E soprattutto mette in chiara evidenza quello che era stato suggerito finora: Heath Huston non è un eroe, come Flash Gordon o Buck Rogers, tutt'altro anzi.
Poiché il protagonista è texano e sostenitore di Bush junior e tenendo conto che le vicende nel passato si svolgono verso la fine del ventesimo secolo, possiamo vedere questo futuro come una sorta di metafora degli Stati Uniti post undici Settembre e il protagonista come un'incarnazione dei sentimenti di una parte della popolazione americana, istigata in tal senso dall'establishment, a seguito degli attentati.
Non così strano se pensiamo che questa serie è iniziata nel 2006, quando le ferite morali e fisiche di quanto era successo erano ancora ben presenti.
Nella realtà, la rivalsa americana verso coloro che attaccarono New York si tramutò in una guerra al terrorismo che, pur punendo coloro che avevano ordinato gli attentati, colpì anche e soprattutto la popolazione civile di due paesi e creò dei nemici all'interno dell'America stessa, i quali sfruttarono questa situazione.
Nella finzione di Fear Agent, accade la stessa cosa. La rivalsa verso le due razze aliene si tramuta infine nel quasi totale genocidio di entrambe e la morte di miliardi di persone che col conflitto non c'entravano nulla, oltre a creare nemici e distanze tra i propri stessi simili.
Spesso i racconti ambientati nel futuro diventano una metafora per parlare del presente e Fear Agent non ha fatto eccezione in tal senso. Il fatto che vi siano echi de L'Eternauta ne è una ulteriore conferma.

lunedì 2 gennaio 2023

Fabolous Stack of Comics: Batman Versus Predator III


Ormai sembra diventata una consolidata abitudine quella di vedersi scontrare Batman, il protettore di Gotham City e portabandiera della DC Comics, e Predator, il cacciatore di teste alieno proiettato dal cinema ai fumetti grazie alla Dark Horse.
Dopo il primo Versus ideato da Dave Gibbons e il secondo confronto scritto da Doug Moench, giunge la terza (e conclusiva?) parte grazie alla miniserie di quattro numeri, pubblicata tra il 1997 e il 1998, Batman Versus Predator III (Batman Versus Predator III: Blood Ties), scritta da Chuck Dixon e disegnata da Rodolfo Damaggio.
È un'estate infuocata a Gotham, con temperature che arrivano a sfiorare i quaranta gradi. Ma questo non impedisce una nuova battuta di caccia del Predator, anzi dei Predator, in quanto stavolta a Gotham giungono in due, uno dei quali è un apprendista che deve imparare sul campo.
Una delle prime vittime della loro battuta di caccia è la banda criminale capitanata da Mr. Freeze, reduce da una rapina in banca. C'è qualcosa, però, che non torna. Tutti vengono uccisi, eccetto Victor Fries. Che la chiave per sconfiggere in maniera definitiva i Predator sia nelle mani di uno dei più letali nemici del Cavaliere Oscuro?
Pur essendo questa la meno riuscita tra le tre miniserie, sia in termini di testi che di disegni (qui più che altro per la grande bravura dei predecessori e non per scarsa maestria di Rodolfo Damaggio), rimane comunque un discreto epilogo di queste saghe incentrate sugli scontri tra Batman e Predator.
Lo schema è ormai consolidato: il confronto che avviene nella giungla urbana, Batman che diviene consapevole della minaccia e trova alla fine un modo per sconfiggerla. Con qualche cameo un po' a casaccio di altri componenti della Bat Family, quale ad esempio Catwoman.
In questa nuova storia si innesta, però, un nuovo elemento, assente nelle precedenti due miniserie: Robin. In questo caso il terzo, Tim Drake. Chuck Dixon mette dunque in scena un immediato e appropriato parallelismo tra Batman e il suo assistente e i due Predator, di cui uno è l'apprendista.
Appare subito chiaro che le due coppie sono una il riflesso dell'altra, con paradossalmente quella dei due predatori che rappresenta il duo più rodato (in termini narrativi, Tim Drake era attivo da poco tempo all'epoca). E sarà proprio la fiducia l'elemento cardine su cui verterà il confronto tra le due coppie.
Ormai il meccanismo narrativo è stato fin troppo esplorato e anche se Batman avrà ancora modo di incontrare i Predator in futuro, questo è l'ultimo scontro diretto.

martedì 27 dicembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Batman Versus Predator II - Scontro di Sangue


Dopo il primo scontro, si rinnova la contesa tra il giustiziere di Gotham City e della DC Comics, Batman, e il cacciatore di teste alieno del cinema e della Dark Horse, Predator. Il tutto nella miniserie di quattro numeri, pubblicata tra il 1994 e il 1995, Batman Versus Predator II: Scontro di Sangue (Batman Versus Predator II: Bloodmatch), scritta da Doug Moench e disegnata da Paul Gulacy.
Un anno dopo il primo confronto tra Batman e il Predator, suicidatosi dopo aver riconosciuto la propria sconfitta, il Cavaliere Oscuro sta indagando sui traffici di droga di un potente criminale di nome Terraro. Stanco delle ingerenze dell'eroe, Terraro assolda vari sicari per eliminare Batman. Al contempo, anche la Cacciatrice - nella versione Helena Bertinelli - sta indagando sulle attività criminali di Terraro.
In questo contesto giunge a Gotham un nuovo Predator, che come il suo predecessore comincia a prendere di mira la preda più ambita di questa città, ovvero Batman. E nel mezzo della loro contesa vi finiscono anche la Cacciatrice e i sicari di Terraro, con esiti devastanti.
Si ritorna con questa miniserie a un concetto esplorato una prima volta in Predator 2 e poi introdotto nei fumetti anche nella prima miniserie che vedeva affrontarsi Batman e Predator, ovvero l'atmosfera da giungla urbana, esemplificata in quest'occasione da Gotham City.
In tal senso, quella che è l'ordinaria missione di Batman di infondere paura nel cuore dei criminali (in questo caso intralciato, almeno a suo dire, dalle azioni della Cacciatrice) trova di nuovo questo imprevisto ostacolo.
Ma ci sono due sensibili differenze, stavolta. La prima è che adesso Batman conosce il suo avversario, e mai dare al miglior detective del mondo troppi indizi per risolvere un enigma. La seconda, e anche questo appare un richiamo a Predator 2, è che non c'è un solo Predator in quest'occasione ad aggirarsi tra i vicoli di Gotham City.
Doug Moench porta avanti una trama dove l'azione la fa da padrona e dove Batman e la Cacciatrice devono destreggiarsi da mille pericoli, con la loro proverbiale scaltrezza e abilità, cercando di trovare un'intesa lungo la via.
A coadiuvare il tutto, Paul Gulacy, un maestro nel ritrarre in particolar modo figure femminili e con la Cacciatrice non si fa ovviamente pregare, ritraendola in pose ammiccanti appena gli è possibile (spoiler: quasi sempre).
Un degno sequel.

mercoledì 7 dicembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Batman Versus Predator


Da un lato abbiamo Batman, il Cavaliere Oscuro, il protettore di Gotham City, uno dei più grandi eroi della DC Comics. Dall'altro abbiamo il predatore venuto dallo spazio, introdotto per la prima volta nel film del 1987 Predator e poi apparso in svariati sequel, nonché in molteplici fumetti pubblicati dalla Dark Horse.
Questi due personaggi, in apparenza del tutto antitetici, si incontrano e si scontrano - per la prima volta - nella miniserie di tre numeri, pubblicata tra il 1991 e il 1992, Batman Versus Predator, scritta da Dave Gibbons e disegnata da Adam Kubert e Andy Kubert.
Vi è una guerra tra bande in corso a Gotham che coinvolge i criminali Alex Yeager e Leo Brodin, i quali però mascherano tutto dietro una facciata di uomini perbene adorati dalla comunità. Tra le loro imprese legali vi sono anche delle palestre.
Atterrato a Gotham, il Predator inizia a prendere di mira dapprima i pugili e gli sgherri al servizio dei due criminali, dopodiché mette nel suo mirino gli stessi Yeager e Brodin. Superfluo aggiungere che Batman non può fare a meno di intervenire.
Ma se il Cavaliere Oscuro ha già affrontato minacce aliene in passato, questa è diversa da ogni altra. E più letale di ogni altra, tanto che questa rischia di essere davvero l'ultima battaglia dell'eroe.
Ci sono storie che a una prima occhiata possono apparire improbabili, se non addirittura impossibili a verificarsi, pur in contesti straordinari e fantastici quali gli universi supereroistici. E un incontro/scontro tra Batman e Predator può sembrare tale, vuoi per la grande diversità tra i due personaggi, vuoi per i differenti loro livelli di potere.
Ma succede anche che poi sulla carta queste storie funzionano, perché si trova il giusto contesto in cui farle accadere e si sviluppa la giusta alchimia. Tale è il caso di Batman Versus Predator.
Dave Gibbons riprende, non so in maniera quanto consapevole, il concetto di giungla urbana presente nel film Predator 2. E quale giungla urbana più letale, popolata da bande criminali e strani superesseri, se non Gotham City? Batman diventa dunque l'Arnold Schwarzenegger o il Danny Glover della situazione (ed essendo un detective vigilante, ci sta) e come loro all'inizio non comprende bene la minaccia, ma più progredisce la storia più arriva a capire l'insolito modo di agire del Predator.
Entrambe le caratteristiche di base dei due personaggi vengono rispettate: da un lato lo spasmodico desiderio di giustizia di Batman, pronto anche a sacrificare la propria vita per esso, dall'altra la furia scatenata del Predator, che pure è motivato da un perverso codice d'onore e di rispetto del proprio avversario.
Insomma, ci pare di aver visto un bel blockbuster d'azione in forma supereroistica, una sorta di ibrido fumettistico dei più interessanti elementi dei primi due film incentrati su Predator, uniti in una amalgama ben fatta.

domenica 1 agosto 2021

Fabolous Stack of Comics: Il Quinto Beatle


Sarebbe superfluo specificare che importanza abbiano avuto e continuino ad avere i Beatles nel panorama musicale non solo del loro tempo, ma anche di quello generale, mondiale. Dietro il loro meritato successo, oltre a bellissime canzoni e aldilà delle loro diatribe interne, vi sono state alcune persone fondamentali. A partire da George Martin, il discografico che accettò di produrre il loro primo disco.
Ma la persona forse più importante di tutte è stata il loro manager, Brian Epstein. Così importante da meritarsi l'appellativo di Quinto Beatle. E divenire il soggetto di una graphic novel pubblicata nel 2013 dalla Dark Horse, intitolata Il Quinto Beatle: La Storia di Brian Epstein (The Fifth Beatle: The Brian Epstein Story), sceneggiata da Vivek Tiwary e disegnata da Andrew Robinson con contributi aggiuntivi di Kyle Baker.
L'opera mixa la storia con l'oniricità, partendo da quando Brian Epstein, gestore di un negozio di dischi appartenente a suo padre, scopre per caso i Beatles e ne diviene il manager, portandoli negli anni seguenti al successo grazie al suo fiuto per gli affari.
Al contempo, Brian Epstein è una personalità tormentata. Omosessuale che vive in un'epoca che ne rifiuta persino l'esistenza e appassionato della corrida, che vede come una metafora dell'uomo che supera le più grandi avversità. Ma il suo più grande nemico è la dipendenza dalle droghe.
Non credo che questa graphic novel avesse obiettivi di aderenza storica assoluta. Improbabile ad esempio che Epstein fosse così angosciato per aver sottratto ai propri assistiti delle royalties che sono spettate a lui. In ogni caso, pur descrivendo eventi realmente accaduti come il primo incontro tra Epstein e i Beatles in un locale o il viaggio del gruppo negli Stati Uniti per l'Ed Sullivan Show, l'opera alla fine è tutta incentrata su Epstein e la sua personalità.
Il tutto in un'atmosfera che è a metà tra un sogno e la realtà, sembra quasi che tutto quello che vediamo narrato sia filtrato dalla mente di Epstein e da come lui percepisca gli eventi, associandoli alla corrida o al suo bisogno d'amore che non viene corrisposto.
Ed è proprio l'amore - e attraverso di esso l'accettazione di sé stessi - il tema principale della storia. L'amore puro, incondizionato, scevro da sciocchi pregiudizi sociali. Tramite i Beatles, Epstein riesce a inviare al mondo un messaggio d'amore universale, poiché lui non può esporre a quello stesso mondo il suo amore in maniera pubblica.
Così che quando quel messaggio è stato inviato, Epstein può ritirarsi. Dal 1967 in Inghilterra iniziano a essere depenalizzati i reati commessi all'omosessualità, l'anno stesso in cui Epstein muore a causa di un'overdose.
La sua opera è andata oltre la musica: grazie ai Beatles Brian Epstein ha contribuito a cambiare in meglio il mondo. E per questo non va dimenticato.

domenica 2 maggio 2021

Fabolous Stack of Comics: Terminator - Il Nemico del Mio Nemico


Ogni volta che una storia termina, ogni volta che vediamo comparire la fatidica parola "FINE", molti di noi si chiedono: e ora? Sì, perché la minaccia di turno può essere stata sventata, la situazione problematica può essere stata risolta... ma cosa accade il giorno dopo? O nei mesi successivi?
Sono anche questi i motivi per cui ogni tanto si scopre che quella certa storia non è proprio terminata, che c'è un altro capitolo da narrare, che quell'epilogo così finale tanto finale non era. Le saghe cinematografiche lo sanno bene e Terminator non ne è esente, visto quanti reboot ha subito nel corso degli anni.
E i fumetti hanno ampliato questo desiderio di voler ammirare un nuovo capitolo di questa saga. Come nel caso della miniserie in sei numeri pubblicata nel 2014 Il Nemico del Mio Nemico (The Terminator: Enemy of My Enemy), scritta da Dan Jolley e disegnata da Jamal Igle.
La storia si svolge nel 1985, un anno dopo il fallito tentativo di uccidere Sarah Connor. Arriva un nuovo Terminator dal futuro, ma stavolta ha un altro incarico, sempre sanguinario: uccidere la scienziata Elise Fong, per motivi che lei stessa ignora. Sulle sue tracce, in realtà, vi è anche Farrow Greene, un'ex agente della CIA con un passato oscuro alle proprie spalle divenuta una mercenaria.
Farrow Greene deve uccidere Elise Fong per conto dei suoi mandanti, ma l'arrivo del Terminator cambierà le carte in tavola, portando a rapidi capovolgimenti di fronte, battaglie sanguinarie e... alleanze all'apparenza improbabili.
Come era accaduto in Guerra Parallela, anche in questa miniserie i riflettori si incentrano su una donna fuori dall'ordinario, cazzuta per usare un termine immediato. Pur essendo questa principalmente una storia dominata dall'azione e dalle sparatorie, tante sparatorie, vi è qui e là qualche momento in cui si analizza la personalità di Farrow Greene.
Il segreto del suo oscuro passato è presto rivelato, ma le conseguenze che ciò causa alla sua psicologia vengono esplorati capitolo dopo capitolo. Il tutto però senza dimenticare che questa è una storia inserita nell'universo di Terminator, dunque rispettandone quei requisiti indispensabili.
In conclusione, di certo non una storia imprescindibile, ma comunque gradevole. Da leggere in velocità, tra un fumetto e l'altro.

sabato 10 aprile 2021

Fabolous Stack of Comics: Terminator - Guerra Parallela


Nel 1984 un Terminator modello T-800 Arnoldo giunge dal 2029 per approdare nella Los Angeles dell'epoca con la missione di uccidere Sarah Connor, madre del futuro leader della Resistenza contro Skynet, John Connor. Ma a difenderla...
Ah sì, con ogni probabilità sapete già come continua questa trama. Tuttavia, come abbiamo detto nel precedente articolo dedicato a una miniserie di Terminator, le storie a fumetti amano ampliare gli scenari di partenza delle saghe cinematografiche.
Questo accade anche in Terminator: Guerra Parallela (The Terminator: Sector War), miniserie di quattro numeri pubblicata tra il 2018 e il 2019, scritta da Brian Wood e disegnata da Jeff Stokely.
Mentre Kyle Reese e Sarah Connor cercano di sfuggire al T-800, nello stesso momento a New York giunge dal futuro un altro Terminator. La sua missione è quella di uccidere un'altra donna, Lucy Castro, per qualche motivo che lei non riesce a capire, così come non riesce a comprendere la vera natura del suo avversario. Perché Lucy Castro non ha un Kyle Reese al suo fianco. Tuttavia è anche una tra le migliori agenti di polizia della Grande Mela e saprà vendere cara la propria pelle.
Questa storia è come il contenuto speciale di un DVD o di un Blu-Ray, o per usare un termine più moderno e "ggggiovane", un DLC dei videogiochi. Una sorta di visione estesa di una storia che già conosciamo, per dirci che, ehi, c'è qualcosa che ti era sfuggito.
In realtà questa miniserie rispecchia esattamente la trama del primo film di Terminator, ma Brian Wood - un po' ironico che sia lui, a pensarci - ci dice che una donna è perfettamente in grado anche da sola di tenere a bada una minaccia simile senza un uomo al suo fianco.
Detto questo, la storia è molto incentrata sull'azione e vede come co-protagonista il Terminator più affetto da logorrea che sia mai esistito. Necessaria poiché così può fornire a Lucy - e per vie traverse anche al lettore - le ragioni del suo agire e quindi non lasciare punti narrativi in sospeso.
Che sia mai che l'epilogo lasci spazio per un potenziale seguito e questo non verrà con ogni probabilità mai sviluppato...

mercoledì 31 marzo 2021

Fabolous Stack of Comics: Terminator 2029-1984


Come ogni franchise cinematografico che si rispetti, anche la saga di Terminator ha trovato la propria via nel mondo del fumetto, tramite svariate storie e/o miniserie pubblicate nel corso degli anni, ma che dico anni, decenni. E qualcuna anche realizzata da autori affermati come Frank Miller.
E, sempre come ogni franchise eccetera eccetera, le avventure a fumetti di questa saga sono state negli anni pubblicate da più case editrici. Una di queste è stata la Dark Horse, che nel 2010 pubblica due miniserie, entrambe di tre numeri, interconnesse tra loro: The Terminator 2029 e The Terminator 1984. Le sceneggiature sono di Zack Whedon (fratello di Joss Whedon), mentre la parte grafica di entrambe le miniserie è affidata ad Andy McDonald.
Nel 2029, mentre Kyle Reese si appresta a tornare nel passato del 1984 per salvare Sarah Connor, un soldato della Resistenza di nome Ben Oliver si imbatte in un anziano che afferma di essere Kyle Reese, sopravvissuto alla battaglia finale col Terminator. Dopo aver ricevuto la prova che questa persona è davvero chi dice di essere, Ben deve viaggiare anch'egli nel passato, per proteggere Sarah Connor e preservare il suo stesso futuro.
Il fumetto, essendo comunque un medium a sé, può permettersi a volte di mettere un punto... due punti, ma sì fai vedere che abbondiamo, e aggiungi pure un punto e virgola. Quindi estendere ciò che è stato raccontato sul grande schermo, far vedere qualche approfondimento o addirittura cambiare la storia così come la conosciamo.
Nel caso di queste due miniserie, il personaggio principale risulta Ben Oliver, una personalità del tutto diversa da quella di Kyle Reese, ma come lui dedito alla Resistenza e come lui agisce motivato dall'amore per una donna. Questo personaggio si innesta nella trama del primo film di Terminator, modificandola e portandola verso una nuova strada (le storie sono precedenti a Terminator Genysis, che modificano a loro volta la trama primaria prima che Terminator: Destino Oscuro cambi... ma ehi, parliamo di viaggi nel tempo, i mal di testa sono dietro l'angolo!).
Prendendo questo come punto di forza (l'unico), il resto procede su binari consolidati, quindi aspettatevi quelle svolte di trama che puntualmente vedrete. Certo, sempre meglio di una trama noiosa, questa almeno non la troverete lungo la via, né nel futuro né nel presente.

venerdì 20 settembre 2019

Fabolous Stack of Comics: Monkeyman and O'Brien


Quando un disegnatore decide di realizzare un'opera "creator-owned" (tiè, vedi quanto sono figo a utilizzare questo termine) il rischio è sempre dietro l'angolo. Da un lato, se non ha esperienza di sceneggiatura, ogni disegno dirompente che esce dalla tavola rischia di essere annullato da dialoghi e trame inconsistenti. Essere "andato a bottega" con altri sceneggiatori può essere utile, ma bisogna essere abili a recepire anche.
Inoltre c'è sempre la possibilità che il disegnatore si stanchi e lasci il tutto incompiuto... ma sì, facciamo quest'altra cosa, che tanto i miei fan adoranti non mi abbandoneranno. Ma ora basta parlare di Joe Madureira.
Monkeyman and O'Brien è un progetto personale di Arthur Adams, concepito nel 1993 e portato avanti per poco più di un lustro. Nasce sotto forma di back-up stories pubblicate in appendice a Seed of Destruction, la prima miniserie avente a protagonista Hellboy di Mike Mignola (anche io vorrei un biglietto da visita così). Il progetto è poi proseguito con una miniserie di tre numeri e qualche racconto sparso, l'ultimo dei quali pubblicato nel 1999.
Con le sue storie e i suoi personaggi, Adams celebra un periodo ben preciso e un artista ben preciso. La Pre-Silver Age e i primi "vagiti" della Siver Age e Jack Kirby. Le storie di Monkeymand and O'Brien sono piene di quelle situazioni paradossali e mostri strani tipici delle storie degli anni '50, mixate con la "fantascienza" dei primi albi di supereroi che presentavano ancora delle contaminazioni di quelle storie di mostri.
Questo includendo anche un gorilla, che nei fumetti degli anni '50 spuntavano come funghi, e un multiverso basato su frequenze vibratorie alla Gardner Fox. Per quanto riguarda Kirby, il Toporagnumanoide è l'Uomo Talpa, i Rospogliti sono gli Uomini Rospo (sì, ho letto Hulk 2 e me lo ricordo, ho già prenotato il mio cantiere da osservare) e Quash è Darkseid - che sì, non è proprio figlio della prima Silver Age, ma anch'io se volessi omaggiare Kirby creerei un clone di Darkseid.
Il nostro caro amico Arthur tuttavia, nei suoi omaggi dichiarati, si dimentica di infiocchettare bene il tutto, usando dialoghi poco ricercati - che è ovvio sia una cosa voluta, ma ecco, anche le cose volute devono essere ben confezionate. "Signora Adams, vede, il  fatto è che suo figlio è intelligente, ma non si applica".
La trama principale poi rimane incompleta, ma il nostro amico ha ancora molti anni davanti a sé per portarla avanti... (ehi, psst, sono passati vent'anni dall'ultima storia!) ... forse dovremo sperare in qualche opzione cinematografica per un sequel.
Sui disegni non c'è ovviamente nulla da discutere in merito alla loro spettacolarità. Se iniziassi a mettere in dubbio la bravura di Arthur Adams, sarei espulso dall'ingresso a Lucca Comics a vita.
Cosa rimane dunque oggi di Monkeymand and O'Brien, a vent'anni dall'ultima storia? Resta comunque qualcosa di divertente da leggere, senza pretese, magari quando vi avanzano un paio d'ore la sera e non volete andare subito a dormire. Poi però fate i bravi, cercate di calarvi in un passato oggi polveroso, contestualizzatelo e leggetevi le storie di Stan Lee e Jack Kirby.