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sabato 23 aprile 2022

A scuola di cinema: Alba Rossa (1984)

1982: Mentre sta concludendo gli studi presso la University of Southern California (USC), il futuro regista e sceneggiatore Kevin Reynolds scrive sotto forma di tesi una sceneggiatura intitolata Ten Soldiers.
La storia, dal forte sapore antimilitarista e ispirato in parte anche al romanzo Il Signore delle Mosche (Lord of the Flies) di William Golding, è ambientata in un prossimo futuro e vede dei ragazzini del sudovest degli Stati Uniti ingaggiare una guerriglia contro gli eserciti dell'Unione Sovietica e di Cuba per liberare la loro città, che è stata presa d'assalto e conquistata.
Tale sceneggiatura, seppur con svariati cambiamenti, troverà infine il modo di approdare sul grande schermo.


La sceneggiatura di Kevin Reynolds viene opzionata dai produttori Barry Beckerman e Sidney Beckerman e proposta alla Metro-Goldwyn-Mayer, che acquisisce infine lo script e dà il via libera al progetto. Kevin Reynolds si propone come regista, ma vista la sua scarsa esperienza non viene preso in considerazione.
Frank Yablans, CEO della MGM, si chiede come mai dovrebbero fare un adattamento de Il Signore delle Mosche quando invece potrebbero, a seguito del successo di Rambo (First Blood), fare una loro versione di questo film in chiave giovanile, il film di guerra definitivo nella concezione di Yablans.
Costui cambia dunque il titolo in Red Dawn - a suo avviso più appagante e minaccioso - e propone la regia a John Milius, offrendogli anche la possibilità di riscrivere la sceneggiatura e l'acquisto di un'arma di suo gradimento.
Frank Yablans affida la supervisione di questo progetto a un recente acquisto del consiglio di amministrazione della MGM, il Generale Alexander Haig. Costui non ha molta esperienza in fatto di cinema, ma, oltre ad aver servito sia nella Guerra di Corea che in quella del Vietnam, è stato capo di gabinetto alla Casa Bianca durante le presidenze di Richard Nixon e Gerald Ford, nonché segretario di stato nei primi due anni di presidenza di Ronald Reagan, rassegnando infine le dimissioni nel luglio 1982, poiché non convinto delle politiche di distensione tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica.
Alexander Haig intravede un potenziale propagandistico nel film e dunque invita John Milius presso l'Hudson Institute, un centro di ricerca di Washington dove si valutano le documentazioni di natura bellica e le analisi del Ministero della Difesa americano. Haig suggerisce dei cambiamenti che Milius accoglie, quali uno scenario che prevede lo scioglimento della NATO e l'aggiunta all'invasione di una forza militare messicana di estrema sinistra e del Nicaragua.
Cambia anche l'età dei protagonisti: dagli originali pre-adolescenti ideati da Reynolds a studenti liceali e universitari sui vent'anni, cosa che permette l'aggiunta di alcune scene di violenza prima non concepibili
Le modifiche sono alla fine così consistenti e alterano in maniera profonda l'idea originaria di Kevin Reynolds e il sottotesto antimilitarista che in pratica scompare. Prima che inizi la sua opera di revisione, John Milius lo contatta e gli suggerisce di godersi l'assegno che gli è stato dato e pensare a un nuovo progetto, perché questo diverrà invece il suo progetto e non sarà una cosa semplice da accettare.
Per quanto riguarda il casting dei personaggi principali, vengono scelti giovani attori con relativamente poca esperienza alle spalle quali Patrick Swayze, Chris Thomas Howell, Lea Thompson o Jennifer Grey, se non addirittura - nel caso di Charlie Sheen - al primo ruolo da protagonista.
Tutti loro effettuano un allenamento intensivo, della durata di otto settimane, sotto la supervisione di un reparto dei Berretti Verdi che ha l'obiettivo di far prendere loro confidenza con l'uso delle armi. L'addestramento è così intenso che gli attori possono mangiare solo dopo che hanno completato con successo i compiti che sono stati loro assegnati. Successivamente, il cast effettua un'ulteriore sessione di allenamento con la Guardia Nazionale.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 14 novembre 1983, tenendosi in New Mexico. Il Ministero della Difesa e il Pentagono si rifiutano di dare il proprio supporto alla pellicola, ritenendo la premessa dell'invasione per nulla plausibile, così come rifiutano la richiesta della produzione di far passare dei jet a volo radente.
Vi è un inverno molto rigido durante la lavorazione, con temperature che scendono spesso e volentieri di gran lunga sotto lo zero, tanto che a un certo punto Patrick Swayze ha dei traumi da congelamento e soffre di perdita di sensibilità alle mani. Anche se poi ciò scompare, per alcuni anni l'attore proverà fastidio alle unghie e alle dita quando si ritroverà in una zona fredda.
Le avverse condizioni meteorologiche provocano anche il blocco dei carri armati che sono stati costruiti per l'occasione. Questo causa un inevitabile aumento del budget. Le repliche dei carri armati risultano molto convincenti, tanto che a un certo punto due agenti della CIA si presentano sul set e indagano in merito, scoprendo così che si tratta solo di un film.
Patrick Swayze è l'attore con più anni ed esperienza alle proprie spalle e John Milius lo sceglie come elemento di contatto tra lui e il resto del cast, dandogli delle istruzioni su base giornaliera da trasmettere agli altri attori. Swayze esegue il tutto senza esitare, anche se questo crea qualche attrito tra lui e gli altri attori, in particolar modo con Jennifer Grey.
Per la scena iniziale si utilizzano dei veri paracadutisti. Cinque di loro, a causa delle forti correnti ventose, vengono allontanati dal set per oltre un chilometro. Uno di questi finisce appeso a un albero, fratturandosi una caviglia, mentre un altro, Jon Fisher, viene preso in custodia dagli abitanti di un vicino villaggio, insospettiti dalla sua uniforme con gli stemmi della Russia: costui ha il suo bel da fare nel riuscire a convincerli che è solo un costume per un film.
Le riprese si concludono il 5 febbraio 1984.
Alba Rossa (Red Dawn) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 10 agosto 1984. A fronte di un budget di 17 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano 38 milioni di dollari.
Se il film risulta in sé un moderato successo, alcune conseguenze indirette si hanno anche a distanza di anni.
Nel dicembre 2003, viene condotta un'operazione militare dell'esercito americano in Iraq, presso la città di Ad-Dawr, che - a seguito di un lavoro di intelligence durato alcuni mesi - porta infine alla cattura di Saddam Hussein. Il nome in codice dell'operazione è Red Dawn, mentre i soldati operativi adottano il nome in codice di Wolverines, proprio come nel film diretto da John Milius.
Alba Rossa diviene poi oggetto di un curioso remake nel 2012... ma questa è un'altra storia.

domenica 13 marzo 2022

A scuola di cinema: Waterworld (1995)

1985: Lo sceneggiatore Peter Rader si trova al cinema per la visione di Mad Max: Oltre la Sfera del Tuono (Mad Max: Beyond Thunderdome) e ne rimane intrigato.
L'anno successivo ha un incontro col produttore Brad Krevoy, presso la società di produzione di Roger Corman, il quale deve essere rimasto affascinato anche lui dal film di George Miller e chiede dunque a Rader di provare a ideare una pellicola a basso costo basata sullo stesso concetto che però si rivolga a un tipo di pubblico differente, di famiglie con bambini.
Peter Rader immagina un futuro apocalittico dove l'intero pianeta sia stato sommerso dalle acque e propone la cosa, ma Krevoy non è molto entusiasta della cosa: un progetto del genere presupporrebbe un budget troppo elevato. Rader, tuttavia, decide di sviluppare comunque la propria idea. Nasce così Waterworld.


Peter Rader scrive la prima bozza di sceneggiatura nel 1986, ma la tiene nel cassetto per circa un paio d'anni, per iniziare poi a proporla ad alcuni studi con la speranza di esserne anche il regista, visto che nel 1988 ha diretto il suo primo lungometraggio, un horror di serie B intitolato Quella Strana Casa (Grandmother's House).
Nella sua sceneggiatura, il Mariner è un umano di nome Noah che viaggia su una nave insieme a un cavallo bianco, mentre il Diacono si chiama Neptune e si atteggia a re dei mari usando un tridente e un trono di conchiglie e circondandosi di soldati mutati.
Non potendo la società di Corman accollarsi i costi del progetto, in quanto non intende andare oltre i cinque milioni di dollari, la sceneggiatura giunge sotto gli occhi dei produttori Andy Licht e Jeff Mueller, i quali si dimostrano interessati. Il loro intento è quello di produrre una pellicola con un budget che non superi i 30 milioni di dollari. Viene anche individuato un possibile regista nel norvegese Nils Gaup.
Licht e De Mueller formano a tal proposito una partnership lavorativa con altri due produttori, John Davis e Lawrence Gordon della Largo Entertainment. Per cercare di venire incontro alle richieste di contenimento dei costi, Rader scrive non meno di altre sei bozze di sceneggiatura, ma nessuna di queste centra l'obiettivo. Gli viene suggerito a un certo punto di eliminare dalla trama la grande nave petroliera, ma questo non è possibile, poiché troppe scene principali sono lì ambientate.
Il progetto rimane nel limbo per circa un paio d'anni, fino a quando all'inizio del 1992 la sceneggiatura arriva tra le mani di Kevin Costner. L'attore trova la premessa del film intrigante e si dichiara interessato a partecipare, purché Charles Gordon - il fratello di Lawrence Gordon - prenda le redini come produttore e Kevin Reynolds sia il regista.
Per cercare di venire incontro alle richieste dell'attore, Andy Licht e Jeff De Mueller vengono estromessi dal progetto, mentre Peter Rader non viene più contattato.
Reynolds è in principio esitante a collaborare, poiché ha avuto alcuni dissidi con Costner durante la lavorazione di Robin Hood: Principe dei Ladri (Robin Hood: Prince of Thieves), ma Charles Gordon riesce ad appianare le loro divergenze. Costner, inoltre, non ha problemi a fungere da produttore per un progetto personale di Reynolds, Rapa Nui.
Con l'entrata in scena di Kevin Costner, il quale investe anche 22 milioni di dollari di propria tasca, il film smette di essere un progetto a basso budget e viene coinvolta la Universal, per infondere ulteriore liquidità e occuparsi della distribuzione.
Il ruolo del Diacono viene offerto a svariati attori quali ad esempio Samuel Jackson, Gary Oldman, Jack Nicholson e Gene Hackman, che rifiutano la parte, prima che questa venga accettata da Dennis Hopper.
La sceneggiatura viene passata a David Twohy, il quale opera una consistente revisione per privarla di tutti quegli elementi ritenuti infantili o superflui (il cavallo bianco, il trono di conchiglie). Ulteriori e numerose revisioni, non accreditate, vengono apportate fino praticamente al giorno prima delle riprese - e anche dopo - da non meno di altri sei scrittori. 
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 giugno 1994, tenendosi in California e nelle Hawaii. Prima del primo ciak, Kevin Reynolds chiede un consiglio a Steven Spielberg, sul modo migliore di effettuare le riprese in acqua. Il regista gli dice chiaramente che non deve girare in mare aperto, poiché questo causa solo problemi, come da lui sperimentato durante la lavorazione de Lo Squalo (Jaws).
Contro il parere della produzione, Kevin Costner effettua il maggior numero possibile delle scene più pericolose, incluse quelle che coinvolgono esplosioni e salti acrobatici. Pur con tutte le precauzioni adottate, l'attore ha un piccolo incidente quando, durante una ripresa da un elicottero in cui il suo personaggio si trova sull'albero della barca, viene travolto da un'improvvisa burrasca che lo sbalza via, allontanando al contempo la barca.
Costner si salva grazie all'imbracatura, ma la vicinanza dell'elicottero poteva dimostrarsi fatale. Occorre circa mezz'ora al team di salvataggio poi per ritrovare l'attore e slegarlo. Come conseguenza della sua intraprendenza, alla fine Costner soffre per qualche tempo di dolori alla schiena.
Non va meglio ad altri suoi colleghi o componenti della troupe. Jeanne Tripplehorn e Tina Majorino rischiano di annegare già a inizio riprese, quando la loro imbarcazione comincia a imbarcare acqua a causa di una falla e affonda: per loro fortuna, un team di sommozzatori è lì presente e le salva.
Uno stuntman, Norman Howell, comincia a soffrire di decompressione dopo aver concluso una scena subacquea e deve essere portato subito in ospedale, dove nel giro di un paio di giorni recupera le forze, potendo tornare così sul set. Anche altri attori e componenti della troupe, durante la lavorazione, rischiano di annegare.
Molte persone, infine, dopo aver passato tanto tempo in acqua iniziano a soffrire di mal di mare. Si scopre poi che dei biscotti allo zenzero impediscono che questa sensazione si aggravi.
Sul set è presente anche Joss Whedon, il quale ha il compito di rifinire lo script e aggiungere qualche battuta, se necessaria. Quello che deve essere un incarico di circa una settimana, si rivela un periodo infernale per lo sceneggiatore, della durata di sette settimane, durante il quale diventa una sorta di segretario di Kevin Costner e, come se ciò non bastasse, nessuna delle sue idee viene accettata.
Il piano originario è quello di chiudere la lavorazione prima che inizi la stagione degli uragani alle Hawaii. Ma a causa degli incidenti e di altri ritardi, ciò non può essere realizzato e quando gli uragani cominciano a tormentare la troupe, le conseguenze sono devastanti. Oltre a dover interrompere più volte la lavorazione, interi set (incluso quello della città galleggiante, costato da solo più di venti milioni di dollari) vengono del tutto distrutti, costringendo la produzione a ricostruirli sostanzialmente da zero, con conseguente estensione della tempistica e considerevole aumento del budget.
Quando la stampa specializzata viene a sapere di questo, inizia a preventivare un flop per questo film, che diviene anche oggetto di battute al vetriolo.
Le riprese si concludono il 14 febbraio 1995. In fase di post-produzione, i vecchi rancori tra Kevin Reynolds e Kevin Costner riemergono e i due discutono più volte sulla direzione da dare al film, tanto che a un certo punto Reynolds decide di abbandonare il progetto, lasciando a Costner il compito di dirigere qualche scena aggiuntiva e supervisionare la fase del montaggio.
Tocca poi alla Universal intervenire sul risultato finale, bocciando un primo montaggio della durata di ben tre ore ritenuto troppo lungo.
Waterworld viene distribuito nei cinema americani a partire dal 28 luglio 1995. A fronte di un budget di 175 milioni di dollari (risulta essere il film più costoso della storia, all'epoca), la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale circa 265 milioni di dollari.
Non si rivela quel flop che era stato preventivato, ma è indubbio che il notevole aumento del budget durante la fase di produzione e la cattiva pubblicità preventiva hanno impedito che questo film conseguisse un risultato migliore.
Uscitone comunque indenne, Kevin Costner si prepara ad essere il protagonista di un altro scenario apocalittico nel film L'Uomo del Giorno Dopo (The Postman)... ma questa è un'altra storia.