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lunedì 13 maggio 2024

Fabolous Stack of Comics: La Lega degli Straordinari Gentlemen Volume 2


Gli eroi o presunti tali della letteratura classica inglese si sono riuniti una prima volta per formare una insolita Lega in La Lega degli Straordinari Gentlemen e sconfiggere il "pericolo giallo".
Ma le minacce sono molte e possono arrivare anche da mondi lontani sotto insolita forma ed ecco dunque gli eroi o presunti tali fare ritorno nella miniserie di sei numeri, pubblicata tra il 2002 e il 2003, La Lega degli Straordinari Gentlemen Volume 2 (The League of Extraordinary Gentlemen, Volume II), scritta da Alan Moore e disegnata da Kevin O'Neill.
1898: Sono passate poche settimane da quando Fu Manchu è stato debellato e una nuova minaccia si presenta all'orizzonte. Una minaccia che John Carter e Gullivar Jones non sono riusciti a debellare su un vicino, ma al tempo stesso lontano, pianeta: i marziani.
Giunti dal pianeta rosso e atterrati in un cratere di una città inglese, i marziani si preparano ad attaccare Londra e l'umanità coi loro letali tripodi. Il governo inglese deve dunque richiamare i suoi più potenti campioni: Mina Harker, il Capitano Nemo, Allan Quatermain, Mr. Hyde e l'Uomo Invisibile.
Tuttavia il pericolo rappresentato dai marziani sembra davvero insormontabile e forse solo una sconosciuta arma segreta può debellarlo. Ma la Lega deve anche affrontare il tradimento di uno dei loro componenti.
Se nella prima storia il male veniva dai bassifondi e dai vicoli oscuri, in questa seconda miniserie invece il pericolo giunge dai lontani spazi siderali. Dal pianeta Marte, considerato a quel tempo qualcosa di inconoscibile.
E c'è uno scrittore del passato che finisce in questo caso sotto i riflettori: si tratta di H.G. Wells. In questa miniserie troviamo infatti un'ampia rivisitazione e riscrittura degli eventi de La Guerra dei Mondi (col contributo degli eroi di Marte creati da altri due scrittori) e, oltre all'Uomo Invisibile che qui ha un ruolo rilevante, in questa storia compare anche il Dr. Moreau, un'altra celebre creazione dell'autore britannico.
Quindi ci troviamo di fronte a un nuovo divertissement, che sbeffeggia e satirizza certa cultura puritana presente nelle società sia americana che inglese fino a qualche decennio fa (e a cui Alan Moore con ogni probabilità è stato indottrinato, sortendo l'effetto contrario), riempiendo la sua storia di sesso ed esasperata violenza.
Poiché quei valori puritani nascondono in realtà un'umanità spietata - di cui con solo un paio di eccezioni i componenti della Lega sono parte integrante - pronta a sacrificare i propri simili senza ripensamenti e a mascherare la verità.
Quelli che in un'epoca più ingenua e smaliziata apparivano come persone incomprese o vittime della scienza, dopo decenni in realtà mostrano la loro vera maschera e vengono dipinti per i mostri che davvero sono.
La storia destabilizza anche il gruppo, il quale alla fine si ritrova sfaldato. Ma come spesso accade nei fumetti, quella che appare come una fine può rappresentare in realtà un nuovo inizio.

martedì 4 luglio 2023

Fabolous Stack of Comics: La Lega degli Straordinari Gentlemen


Lo scrittore Philip José Farmer tentò una volta un esperimento narrativo insolito: prendere alcuni personaggi provenienti da romanzi classici, prettamente quelli di avventura ma non solo, e includerli in un unico universo narrativo. Un universo in cui le opere originarie erano parte di un canone più ampio che lo scrittore andava poi ad esplorare in maniera ulteriore, dando a questi personaggi (Tarzan, Sherlock Holmes, Doc Savage ad esempio) un'origine comune. Il World Newton Universe.
L'idea che i personaggi delle nostre letture d'infanzia/adolescenziali potessero vivere avventure insieme ha sempre arricchito la nostra immaginazione: in quella ingenuità da ragazzini inesperti della vita erano tutti parte di un unico mondo. E c'è qualcuno che ha voluto prendere questo concetto alla lettera: Alan Moore.
E lo ha fatto tramite una serie di storie e un gruppo denominato La Lega degli Straordinari Gentlemen (League of Extraordinary Gentlemen). La prima miniserie di sei numeri, pubblicata tra il 1999 e il 2000 dalla Wildstorm, è stata realizzata da Kevin O'Neill.
Ci troviamo a Londra nel 1898. Mina Murray viene incaricata dal servizio segreto inglese, rappresentato dall'agente Campion Bond, di rintracciare alcuni eroi che la aiutino a debellare una terribile minaccia. Sono il Capitano Nemo, Allan Quatermain, Henry Jekyll e l'Uomo Invisibile.
Questo gruppo composto da elementi altamente instabili è tuttavia l'unico baluardo contro Fu Manchu, che ha preso possesso del quartiere di Limehouse e minaccia di lanciare un attacco missilistico contro l'intera Inghilterra.
Alan Moore compie qui quella che è una operazione da sogno narrativo di ogni scrittore o quasi, infatti molti sperano sempre di confrontarsi coi grandi autori del passato e le loro creazioni, ma non tramuta il tutto in una semplice storia di avventura e mistero. Decisamente non sarebbe nelle sue corde, pur essendo in grado di farlo, e lo dimostra in questo caso.
Alan Moore, così come aveva reinventato un supereroe minore chiamato Marvelman, così come aveva reinventato i supereroi della Charlton, reinventa dunque questi personaggi creati da altri scrittori. Ma lo fa rispettando le loro caratteristiche di base, anche quelle più controverse seppur viste con un occhio moderno e revisionate (alcuni romanzi, scritti in tempi lontani e differenti, presentavano evidenti sottotesti razzisti, e non parliamo di un certo sessismo imperante), che non vengono messe da parte affatto.
Partendo dunque dagli archetipi narrativi originari, Alan Moore crea il proprio mondo fantastico dove convivono signori del crimine orientali, marziani, spie e doppiogiochisti inglesi, scienziati americani preferibilmente pazzi, investigatori del mistero di nazionalità francese e molto altro. Insomma, un bel patchwork che non risulta affatto confusionario, anzi, ogni piccolo tassello contribuisce a dare quel qualcosa di più che rende questo mondo più coeso.
Il tutto diventa anche una sorta di caccia alla citazione poiché ogni nome che viene citato oltre a quello dei protagonisti non è mai casuale e c'è una spiegazione dietro.
Chi quei personaggi già li conosce perché ne ha letto le storie in passato sarà in grado di cogliere alcune citazioni, ma c'è anche il rischio che non apprezzi certe modifiche a cui vengono sottoposti dallo sceneggiatore. Dopotutto è il rischio che ogni autore deve affrontare quando riprende in mano creazioni altrui.
Chi invece ha avuto piacere di essere catapultato in questo nuovo universo, che nasce dalle ceneri narrative di mondi precedenti, avrà piacere a tornarvi.

giovedì 18 luglio 2013

Memorable quotes: Batman - The Killing Joke


Batman: The Killing Joke
Anno di pubblicazione: 1988
Testi: Alan Moore
Disegni: Brian Bolland
  

"Volevo parlarti. È un po’ che ci penso. A te e a me. A quello che ci succederà, alla fine. Uno di noi due ucciderà l'altro, vero? Forse tu ucciderai me. Forse io ucciderò te. Forse presto. Forse tardi. Volevo provare a parlarne con te per evitare che vada a finire così. Almeno una volta. Mi ascolti? È una questione di vita o di morte. Forse la mia, di morte... forse la tua."


"I ricordi sono ciò su cui si fonda la ragione. Se non li affrontiamo, rinneghiamo ogni raziocinio! Ma in effetti, perché no? Nessuno ci vincola per contratto alla razionalità! Non esiste nessun patto natale. Per cui, quando ti trovi a bordo di un brutto pensiero diretto in quei luoghi del passato pieni di urla insostenibili, ricorda, c'è sempre la pazzia. La pazzia è l'uscita di sicurezza. Puoi sempre uscire e chiudere la porta su tutti gli orrori che ti sono successi. Li puoi rinchiudere... per sempre."


"Signore e signori! L'avete letto sui giornali! Ora rabbrividirete guardando con i vostri occhi il più tragico degli errori commessi dalla natura! Ecco a voi... l'uomo medio! Fisicamente è piuttosto banale, ma i suoi valori sono assolutamente deformi. Guardate quant'è rigonfio il senso dell'importanza umana. Notate il piede equino della coscienza sociale e il suo ottimismo rattrappito. Uno spettacolo impressionante, nevvero? Ma davvero ripugnanti sono le sue fragili e disastrose idee di ordine e sanità mentale. Applicando loro una forza eccessiva, quelle scoppiano. 'Come fa a vivere?', voi mi chiederete. Come sopravvive questo misero, patetico esemplare nel mondo crudele e irrazionale di oggi? Purtroppo la risposta è 'non molto bene'. Di fronte all'inoppugnabile dato di fatto che l'esistenza umana è folle, vana e casuale, a un esemplare su otto dà di volta il cervello. E come fargliene una colpa? In un mondo psicotico come questo, ogni altra reazione sarebbe una pazzia!"


"Ho dimostrato la mia teoria. Ho provato che non c'è nessuna differenza tra me e gli altri! Basta una brutta giornata per ridurre alla follia l’uomo più assennato del pianeta. Ecco tutta la distanza che passa tra me e il mondo. Una brutta giornata. E una volta l’hai avuta pure tu. Ho ragione? Ma si che ho ragione. Si vede. Hai avuto una brutta giornata e tutto è cambiato. Altrimenti perché ti vestiresti da topo volante?"


"Com'è che sei diventato quello che sei? La mafia ha ammazzato la tua ragazza? Un rapinatore ha accoltellato tuo fratello? Una cosa così, ci scommetto. Una cosa così. Sai, una cosa così è successa pure a me. Ma non... non so più cosa. A volte ricordo in un modo, a volte in un altro... Se proprio devo avere un passato, lo preferisco a scelta multipla! Ah ah ah! Ma il punto è... il punto è che io sono impazzito. Quando ho visto che barzelletta crudele è il mondo, sono andato fuori di testa! Lo ammetto! Perché tu no? Cioè, non è che ti manchi l'intelligenza! La vedrai anche tu la realtà della situazione. Sai quante volte siamo stati a un pelo dalla terza guerra mondiale perché uno stormo di anatre è apparso su un monitor? E sai com'è cominciata l'ultima guerra mondiale? Per una lite su quanti pali del telegrafo la Germania doveva ai suoi creditori! Per dei pali del telegrafo! Ah ah ah ah ah! È tutto uno scherzo! Le cose importanti, ciò per cui la gente combatte, è tutto una mostruosa, delirante barzelletta! Ma allora perché non ti diverte? Perché non ridi?"
"Perché l'ho già sentita... e non mi ha fatto ridere neanche la prima volta."


Allora, ci sono due matti in manicomio... e una notte, una notte decidono che la vita là dentro non gli piace più. E così decidono di evadere! Allora vanno sul tetto e lì, nello spazio vuoto tra i palazzi, vedono i tetti della città che si estendono al chiaro di luna... che si estendono verso la libertà. Allora, il primo matto, bè, fa un salto e atterra sull’altro tetto senza problema. Ma il suo amico, lui non ha il coraggio di saltare. Sai... sai, ha paura di cadere. Allora il primo ha un’idea... e gli fa: ‘Ehi! Ho una pila! Ora la accendo e la punto qua in mezzo. Così tu puoi venire da me camminando sul raggio di luce!’ Ma il secondo scuote la testa. E gli fa... gli fa: ‘Ma che ti credi? Che sono pazzo? Poi tu la spegni quando sono a metà strada!’

domenica 16 giugno 2013

La storia dei Capitan Marvel (II)

Gli anni passavano, gli anni '50 lasciarono il posto ai '60, alla Silver Age. I supereroi della DC Comics vissero una seconda giovinezza, mentre Capitan Marvel e famiglia languivano nell'oscurità. Poi però nel 1966...



L'ANDROIDE

Nel 1966 una piccola casa editrice nota come M.F. Enterprises pubblicò un nuovo albo con protagonista un Capitan Marvel. Costui era un androide proveniente da un altro pianeta capace di separare parti del suo corpo e riassemblarle. Aveva anche al suo fianco un sidekick di nome Billy Baxton (mi ricorda qualcosa...). Il creatore di questo personaggio era Carl Burgos, che in fatto di androidi supereroi era un vero esperto, tuttavia uscirono solo pochi albi di questa incarnazione e già nel 1967 non ve ne era più traccia e sembra anche che in seguito Burgos non abbia più voluto sentir parlare di questo personaggio. Il 1967 però fu un anno memorabile per l'alias Capitan Marvel, ma prima...



INTERMEZZO: IL CURIOSO CASO DI MARVELMAN

Ritorniamo un attimo agli anni '50. La popolarità di Billy Batson non si era ancora esaurita, nonostante la causa in tribunale. Tanto che una casa editrice inglese, L. Miller And Son, cominciò a ristampare le sue storie su suolo britannico in bianco e nero. Un grandissimo successo, solo che a un certo punto (per via della causa di plagio intentata alla Fawcett) non fu più possibile pubblicare materiale intitolato 'Capitan Marvel'. E allora? E allora si creò una copia spudorata dell'eroe cambiandogli nome (ah, che bello operare in un paese europeo con leggi differenti). Venne così chiamato l'artista Mick Anglo, il quale ideò Marvelman, che altro non era che una copia smaccata dell'eroe della Golden Age (il quale a sua volta stando alla giustizia americana era il plagio di un altro eroe), con tanto di sidekick e comprimari al seguito, anche se non vi fu mai una Mary Marvelman. Non ho mai letto queste storie, chi lo ha fatto mi ha detto che sono terribili. Tuttavia il successo giunse anche per questa incarnazione particolare di "Marvel", fino al 1963, dopodichè la sua popolarità scemò rapidamente e portò alla chiusura di tutte le serie a lui dedicate. Quello che è interessante, però, è quello che accadde dopo.
Facciamo un salto in avanti nel tempo: 1982. La rivista Warrior Magazine comincia a pubblicare nuove storie di Marvelman e chiama a sceneggiarle un certo... Alan Moore. Come temo molti altri, non ho potuto leggere nemmeno queste storie, ma chi lo ha fatto non ha certo detto che sono terribili: in esse Moore ha anticipato temi e situazioni che avrebbe poi approfondito nelle sue successive opere revisioniste sul mondo dei supereroi. Le storie di Capitan Marvel avevano superato l'oceano ed erano giunte in Europa, qui accadde il contrario: dal 1985 la casa editrice Eclipse Comics iniziò a ristamparle (e colorarle) per il pubblico americano, ma per evitare dispute legali con la Marvel Comics decise di ribattezzare l'eroe Miracleman. Quando le storie da ristampare finirono, Moore ne scrisse di nuove, incavolandosi non poco per il cambio di nome. Tra alti e bassi, le storie di Miracleman vennero pubblicate fino a quasi la metà degli anni '90, quando improvvisamente la Eclipse fallì e lo sceneggiatore Neil Gaiman fu costretto a lasciare incompleta una sua storyline.
Dopodichè il personaggio rimase coinvolto in una disputa legale quasi ventennale tra lo stesso Gaiman e Todd McFarlane (che acquisì gli asset della Eclipse), il quale sarebbe venuto meno alla sua parola di far concludere la storia rimasta in sospeso lasciando a Gaiman i diritti di sfruttamento di Miracleman. Ah, la rapidità della giustizia americana... non come quella italiana. Tra i due non correva buon sangue, tanto che la leggenda narra che McFarlane abbia eliminato il personaggio di Angela dalla serie Spawn solo per non dover più pagare a Gaiman, che l'aveva creata, i diritti d'autore. Ad un certo punto la Marvel (ma sì, quella che aveva pestato i piedi per il nome originario del personaggio) si intromise indirettamente nella vicenda: dapprima pubblicò la miniserie 1602, scritta da Gaiman, la quale aveva lo scopo di raccogliere fondi per la causa in tribunale; successivamente acquisì i diritti di pubblicazione delle storie di Mick Anglo.
Solo alla fine dell'anno scorso, McFarlane rinunciò alle sue pretese. Ora il trademark di Miracleman appartiene alla Marvel, ma risultati editoriali concreti derivanti da questa mossa non si sono finora visti. Curioso comunque notare come la "copia" abbia subito le stesse vicissitudini dell'originale: un grande successo, il declino, la causa in tribunale. Solo che, diversamente da Capitan Marvel, quest'ultima potrebbe un giorno essere l'emblema della sua rinascita.
E c'è da dire che... in questi ultimi tempi il figlio dell'editore L. Miller ha pubblicamente dichiarato che Mick Anglo non ha mai posseduto i diritti di Miracleman, che sono sempre rimasti in capo alla famiglia Miller e ai suoi successori. Quindi in pratica si è litigato in tribunale per decenni per nulla? Ah, la giustizia americana!

PROSSIMAMENTE: MAR-VELL

domenica 26 maggio 2013

Cosa resterà di Before Watchmen


Ma alla fine cos'è che rimane del progetto Before Watchmen?
Partiamo con una premessa, anche se forse lascia il tempo che trova. Dopo la conclusione di Watchmen, Alan Moore fu il primo a proporre alla DC Comics un prequel della sua storia, incentrato sui Minutemen, in una sorta di omaggio revisionista alla Golden Age. Sappiamo poi bene come andarono le cose.
Stacco a più di vent'anni dopo, la DC Comics riprende infine quello spunto e amplia quell'idea con otto miniserie e un one-shot dedicati a vari personaggi del mondo di Watchmen la cui pubblicazione si è conclusa anche in Italia. Sarà forse troppo prematuro dare un giudizio adesso, col "cadavere" ancora fresco? Vedremo. Attenzione, non andremo a trattare le singole storie dando un giudizio positivo o negativo (anche se mentirei se vi dicessi che le miniserie di Brian Azzarello non mi sono piaciute).
Un primo dato di fatto è che solo l'annuncio di Before Watchmen ha scatenato delle polemiche, ma direi più in Italia che negli USA. Qui da noi c'è stata gente che si è stracciata le vesti, che ha gridato alla lesa maestà, che ha invitato al boicottaggio. Reazioni che di certo ci sono state anche oltreoceano (mi pare che un paio di sceneggiatori abbiano perso il loro lavoro in DC Comics per avere pubblicamente espresso il loro disappunto sul progetto), ma a parte quella "vecchia cariatide" di Alan Moore non è che altri siano scesi in piazza per protestare. Addirittura il disegnatore della maxiserie originale, Dave Gibbons, ha augurato un in bocca al lupo ai suoi successori, cosa di per sè innocente e superflua, ma che comunque lo ha escluso dall'invio di cartoline di Natale da parte della famiglia Moore.
Team creativi stellari, nulla da dire, ma nel frattempo il mondo del fumetto come reagiva? Reagiva andando avanti come sempre. La DC Comics stessa pianificava il secondo anno dei New 52, molto più importante del primo per consolidare le posizioni di predominio ottenute nei 12 mesi precedenti; la Marvel rilanciava il suo intero universo col Marvel Now, qualcosa senza eguali nella pur lunga storia editoriale di questa casa editrice, e pubblicava il primo crossover Marvel/Ultimate; usciva il nr. 100 di The Walking Dead, storica e ormai leggendaria serie indipendente e così via. Quello che voglio dire è che non sono state messe in atto delle specifiche contromosse al progetto, tutto questo ci sarebbe stato con o senza Before Watchmen.
Quindi, in ultima analisi, i lettori su cosa hanno concentrato la loro attenzione? Non penso che, economicamente parlando, Before Watchmen sia stato un fallimento, anzi con la pubblicazione dei Trade Paperback Dan DiDio avrà modo di sfregarsi le mani soddisfatto. Però da quello che ho visto la gente ha reagito con l'atteggiamento peggiore, seppur legittimo, che si possa dare ad un fumetto (e a un film, e a un libro): l'indifferenza. Che è ben peggio del boicottaggio, almeno lì puoi inscenare il ruolo del finto martire...
E mentre anche sui siti specializzati si parlava del Marvel Now, dell'Uomo Ragno Superiore, del tragico epilogo di Batman Inc. o Morte In Famiglia II, Before Watchmen finiva sotto i riflettori, che so, per la scena in cui Ozymandias spiegava come andava pronunciato correttamente il suo nome. Forse in pochi sanno che il progetto si sarebbe dovuto concludere con un albo intitolato in via provvisoria Epilogue: pur non essendo stato annunciato sui cataloghi ufficiali, la DC Comics lo aveva comunque pubblicizzato, salvo poi tornare sui propri passi. A mio avviso non per caso.
Ma allora cosa ci si aspettava da Before Watchmen? Ci si aspettava (giustamente, aggiungo io!) qualcosa di epocale. Si pubblicano nuovi racconti ambientati in un universo narrativo la cui unica storia ancora oggi, a 27 anni di distanza, viene ricordata e celebrata e cosa si ha alla fine? Storie già viste sotto altra forma: trattare un certo tipo di tematiche poteva essere innovativo nel 1986, ma oggi sono state sviscerate in ogni modo possibile e riproporle (tranne nelle storie di Azzarello, guarda caso) non fa altro che dare adito a un sospetto, un legittimo sospetto.
Fermo restando che è il consumatore alla fine che decide e una casa editrice pubblica quello che vuole senza costringere nessuno all'acquisto, viviamo in un'epoca dove tutto appare effimero e nulla sembra più duraturo. E anche se gli sceneggiatori e i disegnatori si saranno dati da fare per darci qualcosa di indimenticabile, davvero alla fine Before Watchmen è stato concepito dalla DC Comics come nient'altro che un progetto economicamente fruttuoso nel breve termine, potendo contare su un brand di sicuro riconoscimento? Perchè attenzione, era solo il brand che contava e doveva essere messo in risalto, il resto passava tutto in secondo piano. Che se tutto va alla grande, magari metti in cantiere anche dei sequel, se invece tutto non va secondo i piani, che ti importa? Cancelli quell'ultimo one-shot che avevi pianificato e coi TP rientri dalle spese e ci guadagni pure qualche dollaro. Insomma, e magari oggi è inevitabile che sia così altrimenti chiudi i battenti, sembra che nulla sia più ideato come un progetto a lungo termine.
Si vive tutto dell'ora e subito. Quindi alla fine non rimane nulla? E invece no, qualcosa rimane: rimangono degli sceneggiatori che hanno perso il posto per aver espresso una opinione; rimane un'amicizia ultradecennale ormai infranta per sempre.
In un precedente post mi chiedevo se, dal momento che Watchmen generava oggi ancora interesse, avremmo continuato a parlare di Before Watchmen per almeno altri 25 anni. Sono abbastanza certo ora che la risposta sia no.

sabato 16 febbraio 2013

La DC e i suoi reboot: l'epopea del Multiverso


1961: Davvero incredibile come quest'anno abbia cambiato radicalmente l'industria dei comics americani. Prima che quattro nuovi fantastici eroi emergessero sulla scena, la DC Comics pubblicò la celebre storia 'Flash dei due mondi', tramite la quale il Flash della Silver Age (Barry Allen) incontrava quello della Golden Age (Jay Garrick). A realizzarla venne chiamato Gardner Fox, che aveva sceneggiato in passato decine di storie di Jay Garrick.
Ma non si era detto che costui era solo un personaggio dei fumetti? La risposta fu che Fox sognava le storie che poi avrebbe messo su carta, ma queste erano basate su avvenimenti accaduti davvero al Flash della Golden Age sul suo mondo, con il quale le onde cerebrali di Fox si sintonizzavano (rassegnatevi, è così).
In questa storia, a causa di uno strano incidente, Barry Allen finisce sulla terra di Jay, con il quale si allea per combattere tre vecchi nemici di quest'ultimo. Barry Allen capisce anche che la sua terra e quella di Jay occupano lo stesso spazio, ma vibrano su frequenze diverse ("Come sai, due oggetti possono occupare lo stesso spazio e lo stesso tempo, se vibrano a diverse velocità. La mia teoria è che nello stesso momento entrambe le terre sono state create in due universi simili! Vibrano diversamente, e ciò le tiene separate! Vita, costumi, anche le lingue, si sono evolute sulla mia terra quasi come sulla tua! Il destino ha fatto sì che ci fosse un Flash su ciascuna terra!"). Da notare che non vengono date in questo racconto classificazioni specifiche.
Riletta oggi, la storia appare un po' ingenua, ma ha l'indubbio merito di introdurre nel cosmo DC il concetto di Multiverso, anche se chiaramente qui solo in forma abbozzata. All'inizio di mondi ce ne sono due: Terra-1, dove vivono gli eroi della Silver Age, e Terra-2, dove vivono quelli della Golden Age (a rigor di logica avrebbe dovuto essere il contrario, ma all'epoca nessuno badò a queste sottigliezze). Fu lo stesso Gardner Fox ad ampliare i suoi concetti originari reintroducendo prima la JSA e poi dando vita, su Justice League Of America 21-22, alla tradizione annuale dei team-up tra la JLA e la JSA, occasione per esplorare nuove terre e ripescare personaggi caduti nell'oblio. In quelle storie, per la prima volta venne data la classificazione delle due terre. I titoli di questi team-up avevano spesso la parola Crisi e questa tradizione sarebbe stata mantenuta dai successori di Fox.
Negli anni successivi dunque altri mondi spuntarono. Ecco Terra-3, dominata da versioni malvagie degli eroi di Terra-1 e dove l'unico eroe era Lex Luthor; oppure Terra-X, che riportò sotto le luci della ribalta i personaggi della Quality Comics (Uncle Sam e i Freedom Fighters), i quali vivevano in un mondo dove i nazisti avevano vinto la Seconda Guerra Mondiale; oppure ancora Terra-Prime, ovvero la nostra Terra, senza superesseri.
Negli anni '70 i mondi alternativi proliferarono, sostanzialmente per due ragioni: da un lato la DC Comics acquisì i diritti di sfruttamento o di pubblicazione di personaggi editi un tempo da altre case editrici (la Quality prima citata è uno di questi casi, ma la più importante acquisizione fu di certo quella riguardante Capitan Marvel e la Marvel Family della Fawcett Comics), le cui avventure faceva svolgere su terre alternative. Ad esempio le storie di Billy Batson e soci avvenivano sulla cosiddetta Terra-S (come Shazam il mago). Una successiva acquisizione fu quella dei personaggi della Charlton (Blue Beetle, Capitan Atom, ecc...). Un primo loro trattamento venne affidato a Alan Moore, ma la sua storia fu giudicata troppo radicale e messa da parte. Quella storia, rimaneggiata, sarebbe poi divenuta nota come Watchmen.
Il secondo e principale motivo della proliferazione di mondi alternativi fu dovuto alla forse eccessiva leggerezza che alcuni sceneggiatori si concedevano. A volte c'era un po' di confusione, nel senso che ad esempio un personaggio di Terra-1 aveva in sè una o alcune caratteristiche del suo omologo di Terra-2: esemplari in tal senso le storie scritte da Bob Haney per The Brave And The Bold, in cui i personaggi erano così diversi dal solito che le loro avventure, secondo i fan, avvenivano su Terra-B (come Bob). Spesso la soluzione a queste incongruenze era che quella storia avveniva su un mondo parallelo. Aggiungiamoci anche le cosiddette storie immaginarie, che a volte divenivano vere e proprie saghe (come quella dei figli di Superman e Batman) piene a loro volta di incongruenze narrative e insomma... sembra che all'inizio degli anni '80 la situazione fosse diventata praticamente insostenibile.
E quale fu alla fine la soluzione proposta? Quello che probabilmente è il reboot più celebre, e che nelle intenzioni originarie doveva essere anche il più radicale, della storia dei comics.

Prossimamente: Crisi Sulle Terre Infinite