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mercoledì 13 marzo 2024

Prime Video Original 87: L'Altra Zoey


Ma che belle e romantiche le storie d'amore, soprattutto quelle dove i due innamorati non affrontano crisi esistenziali o drammi privati. C'è solo peace and love, love and peace... ma come in Two Much: Uno di Troppo il tutto è rivolto verso un'altra persona!
Questo accade anche in L'Altra Zoey (The Other Zoey), diretto da Sara Zandieh, scritto da Matt Tabak e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 20 ottobre 2023.
Zoey Miller (Josephine Langford) non crede nell'amore romantico, in quanto per lei l'amore è solo una banale reazione chimica, detesta le commedie romantiche alla Notting Hill ed è convinta che festività come San Valentino siano solo a sfondo consumistico ed ipocrita.
Quando un'atleta della scuola, Zach MacLaren (Drew Starkey), si presenta presso la libreria dove la ragazza lavora part-time, dimentica lì la sua carta di credito. Rincorrendolo, Zoey lo distrae e così Zach viene investito da un'auto.
Non vi sono lesioni gravi, ma un colpo alla testa gli provoca una leggera amnesia, tanto da convincerlo che Zoey Miller sia la sua fidanzata. Siccome i dottori si raccomandano di non causargli forti shock, Zoey decide di continuare nella finzione.
Peccato che l'altra Zoey stia per fare il proprio ingresso sulla scena.
Qua e là talvolta ci occupiamo di commedie romantiche con protagonisti degli adolescenti e con storie molto semplici e immediate, poiché è il pubblico di riferimento che vuole questo tipo di racconto, senza troppe convoluzioni o patemi d'animo. Si vuole semplicemente una bella (a seconda dei rispettivi punti di vista, ovviamente) storia d'amore.
E quindi eccola qui, ben (?) confezionata. Partendo da due caratteri antitetici e le cui esistenze in teoria non dovrebbero nemmeno incrociarsi. Ovvero una ragazza materialista e priva di qualsiasi forma di romanticismo e un atleta che crede in maniera sincera nei sentimenti. I due attori sono giovani e rivedibili.
Stavolta la commedia degli equivoci si gioca utilizzando il classicissimo tema dell'amnesia, che nella realtà così tanto ridere non fa, ma il cinema può questo e altro. E in ultima analisi l'argomento principale risulta il consolidato cosa è davvero l'amore e come esso possa manifestarsi nelle situazioni più impensabili.
Ci aggiungiamo infine nel cast due glorie del (recente, ci mancherebbe) passato quali Heather Graham ed Andie MacDowell e il gioco è fatto.
Ormai anche chi non è esperto di meccanismi narrativi cinematografici può capire dove vadano a parare simili film. Ma appunto, come detto, al pubblico di riferimento spesso questo non importa. A loro importa vedere una storia d'amore che, una volta ogni tanto almeno nella finzione, trionfa su ogni avversità.

mercoledì 27 luglio 2022

Netflix Original 65: Un'Eredità per Natale


Il periodo migliore per raccontare le favole è di sicuro il Natale, con la sua atmosfera festosa e il suo propugnare i buoni sentimenti nonostante tutto. Niente sofferenza, niente drammi che non siano facilmente risolvibili con due parole di conforto. Happy ending assicurato.
Una nuova favola natalizia cinematografica è quella che si ritrova in Un'Eredità per Natale (A Christmas Inheritance), diretto da Ernie Barbarash, scritto da Dinah Eng e distribuito su Netflix a partire dal 15 dicembre 2017.
Ellen Langford (Eliza Taylor), una giovane ereditiera combinaguai, viene inviata da suo padre presso la cittadina di Snow Falls, perché recapiti una lettera manoscritta allo zio e amico di famiglia Zeke Langford, una tradizione che si rinnova a ogni Natale.
Una volta giunta nella piccola città calata nel passato e dove i cellulari non prendono, Ellie Langford si imbatte in Jack Collins (Jake Lacy), proprietario dell'unico hotel del luogo, e in sua zia Debbie (Andie MacDowell). Non ci vorrà molto, ovviamente, perché la ricca ereditiera si faccia conquistare dalla semplicità e spontaneità degli abitanti di Snow Falls e cambi stile di vita.
La favola di Cenerentola, stavolta all'incontrario (la ragazza ricca e dei quartieri alti che trova l'amore in una città di periferia), continua a fare faville dopo secoli. Dopotutto, se ci pensiamo, è una storia semplice che può adattarsi a molti scenari e non viene piegata dalle barriere del tempo.
Ci troviamo di fronte a quello che appare come un vero e proprio clone di un altro recente film natalizio, Un Principe per Natale (A Christmas Prince). Anche in questo caso abbiamo una outsider (Ellen Langford) che si finge una persona che non è (una ragazza comune, poiché le è stato chiesto di recarsi a Snow Falls in incognito), ma che infine diventa quella persona poiché conquistata da quel nuovo mondo da lei scoperto.
Un mondo davvero perfetto, proiettato nel passato (della serie meglio le vecchie tradizioni che il cupo presente) e in cui non c'è un abitante moralmente discutibile.
E anche in questo caso c'è un principe azzurro come uscito dalle fiabe: premuroso, altruista, capace di lasciare spazi di libertà alla sua amata... insomma, un tipo di uomo che nella realtà non esiste!
E anche stavolta, per far andare avanti la storia, bisogna saper accettare alcune incongruenze che si trovano lungo la via. Come ho già detto, non occorre mettere in questione a tutti i costi una fiaba moderna. Quello che conta infine è saper trasmettere al pubblico certe emozioni, a buon mercato e dunque facilmente raggiungibili. Emozioni che possono anche essere replicate.
Appunto come in questo film.

domenica 29 maggio 2022

A scuola di cinema: Hudson Hawk - Il Mago del Furto (1991)

1980: Il compositore e musicista Robert Kraft si sta esibendo con la sua band in un locale del Greenwich Village di New York quando, durante un pezzo, all'improvviso dal pubblico qualcuno comincia a suonare un'armonica, andando perfettamente a tempo con la musica suonata dalla band.
Invece che farlo cacciare via, Robert Kraft rimane affascinato e invita quell'uomo sul palco, per suonare insieme a lui. Costui è un barista che sta cercando di emergere come attore e il suo nome è Bruce Willis.
Robert Kraft e Bruce Willis diventano grandi amici e capita spesso che l'aspirante attore continui a suonare in altri locali insieme alla band del musicista, di cui apprende l'intero repertorio.
Un giorno, mentre sta camminando vicino al fiume Hudson, Robert Kraft viene sorpreso da una forte corrente ventosa che quasi gli impedisce di camminare. Avendo letto di un altro forte vento che tormenta il Lago Michigan a Chicago, soprannominato Hawk, Kraft definisce quella corrente ventosa l'Hudson Hawk.
Ispirato da quanto accaduto, il musicista idea un motivo che affascina molto Bruce Willis, il quale contribuisce alle parole incentrandole su un ladro imprendibile. A Willis, inoltre, piace molto il nome Hudson Hawk, lo trova perfetto per un personaggio cinematografico.
Robert Kraft e Bruce Willis in quel momento fanno un patto tra loro: se in futuro uno di loro due avrà la possibilità di produrre un film, questo sarà su Hudson Hawk. Alcuni anni dopo, quella promessa viene mantenuta.


Col passare degli anni, Bruce Willis diviene dapprima una celebrità televisiva, grazie al telefilm Moonlightning, e poi un divo del cinema a seguito dell'uscita di Trappola di Cristallo (Die Hard), ma non dimentica quella promessa fatta al suo amico Robert Kraft.
Arrivato a girare le riprese di 58 Minuti per Morire (Die Hard 2), Bruce Willis sa che ha ora sufficiente potere e riconoscibilità per far produrre un film basato su una sua idea. Contatta dunque il produttore Joel Silver, il quale si è occupato dei primi due film della saga di Die Hard, sottoponendogli il soggetto su Hudson Hawk concepito da lui e Robert Kraft, più che altro un'idea di base da cui concepire una trama.
Come regista viene selezionato Michael Lehmann, di cui Silver e Willis hanno apprezzato Schegge di Follia (Heathers). Joel Silver contatta anche lo sceneggiatore di questo film, Daniel Waters. Costui revisiona ed espande l'idea di base di Bruce Willis e Robert Kraft, spesso dovendo sottostare alle richieste dell'attore, il quale si ostina a inserire più elementi comici possibili od omaggi a film che lui ha apprezzato, rappresentando la pellicola nella sua concezione un mix tra i film incentrati su ladri internazionali come Caccia Al Ladro (To Catch A Thief) e le commedie surreali del passato.
Per il ruolo di Tommy Five-Tone, viene scelto Danny Aiello, con cui Bruce Willis vuole collaborare da alcuni anni.
Per il ruolo di Anna Baragli, viene scelta in prima battuta Isabella Rossellini. Alcuni ritardi nella partenza della lavorazione, la costringono ad abbandonare il progetto. In sua sostituzione, viene chiamata Maruschka Detmers, la quale partecipa anche ai primi giorni di riprese, prima di dover rinunciare a causa di dolori alla schiena.
La parte viene infine affidata ad Andie McDowell, la quale - pur essendo il suo personaggio di nazionalità italiana - nel film parla con un marcato accento della Carolina del Sud, la sua regione di provenienza, in quanto non ha avuto tempo di allenarsi per modificare la propria voce.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 9 luglio 1990, tenendosi a New York, Los Angeles, Budapest, Londra e Roma.
Sul set sono costanti le riscritture della sceneggiatura, sempre per il desiderio da parte di Bruce Willis di aggiungere ogni idea che appaia ai suoi occhi interessante per omaggiare film del passato. Questo fa sì che l'attore venga accreditato, per la prima e unica volta nella sua carriera, come sceneggiatore.
La cosa mette ben presto in contrasto il regista Michael Lehmann con Bruce Willis, ma quest'ultimo fa ben presto valere il suo potere di star dell'epoca, facendo prevalere così ogni sua decisione.
Un esempio è il fatto che l'antagonista di Hudson Hawk - Darwin Mayflower, interpretato da Richard E. Grant - sia in principio l'unico, ma Lehmann suggerisce che sia invece una donna di nome Miranda e propone Audrey Hepburn a interpretarla.
Quando costei non si rivela in grado di partecipare al progetto e viene scelta al suo posto Sandra Bernhard, Bruce Willis richiede a quel punto che gli antagonisti siano due, marito e moglie, costringendo così la produzione e Daniel Waters a dei salti mortali per aggiustare la sceneggiatura in tal senso.
Quando Waters abbandona il set per le troppe divergenze creative e per andare a lavorare con Tim Burton su Batman - Il Ritorno (Batman Returns), ulteriori revisioni vengono apportate da Steven De Souza.
Per una scena ambientata presso il Brooklyn Bridge, viene chiuso il ponte al traffico per ben cinque notti, cosa che alla fine causa l'ira di molti newyorchesi, tanto che Bruce Willis in un'intervista li ringrazia per la pazienza dimostrata.
Alla fine, le tempistiche previste vengono ampiamente sforate e il budget superato, tanto che molte scene già previste vengono eliminate e alcune riprese vengono effettuate in un appartamento di Roma di proprietà di Andie McDowell, invece che nei pressi del Cremlino come previsto in origine.
Le riprese si concludono il 3 dicembre 1990.
Hudson Hawk - Il Mago del Furto (Hudson Hawk) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 24 maggio 1991. A fronte di un budget di 65 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale 97 milioni di dollari.
Si tratta di un risultato ben al di sotto delle aspettative, per cui Joel Silver e Bruce Willis addossano l'intera responsabilità al regista Michael Lehmann, il quale non lavorerà più poi per sua scelta in un'altra grande produzione.
Tuttavia, il rapporto di reciproco rispetto tra i due non è più quello di un tempo e si compromette in maniera irrimediabile al termine delle riprese de L'Ultimo Boy Scout (The Last Boy Scout)... ma questa è un'altra storia.

martedì 2 febbraio 2021

A scuola di cinema: Ricomincio Da Capo (1993)

2 Febbraio 1840: Si celebra in Pennsylvania il primo (o comunque il primo di cui si abbia testimonianza) Giorno della Marmotta - Groundhog Day - un'usanza importata da alcuni immigrati tedeschi negli Stati Uniti.
Questa tradizione deriva da una superstizione secondo la quale se una marmotta, emergendo in questo giorno dalla sua tana, vede la sua ombra per via delle nubi e quindi torna nel suo rifugio sotterraneo, allora l'inverno durerà altre sei settimane. Diversamente, vuol dire invece che la primavera arriverà in anticipo.
Tale tradizione diviene un appuntamento annuale in Pennsylvania e soprattutto nella città di Punxsutawney, dove ancora oggi il 2 febbraio si radunano migliaia di persone. Una tradizione che ha dato vita a uno dei film più insoliti e originali di sempre.


1990: Dopo aver conseguito una laurea in biologia, l'aspirante scrittore Danny Rubin si trasferisce a Los Angeles, dove spera di poter portare avanti una carriera come sceneggiatore. Le premesse sono buone, poiché tramite un agente riesce a vendere una prima sceneggiatura per un film, Occhi Per Sentire (Hear No Evil), che verrà distribuito nel 1993.
Ottenuto questo primo risultato, il suo agente gli consiglia di buttare giù subito un'idea per un nuovo film da sottoporre ai produttori cinematografici. Rubin, mentre si trova in un cinema in attesa che inizi la proiezione di un film, approfitta dei minuti di attesa per leggere qualche pagina del romanzo di Anne Rice Scelti Dalle Tenebre (The Vampire Lestat) e rimane intrigato dalla figura del vampiro immortale.
Si chiede allora cosa farebbe un essere umano che avesse la possibilità di vivere per sempre, quanto tempo passerebbe prima che una persona, incapace anche di cambiare la propria vita, si stancherebbe di questo tipo di esistenza.
A Rubin viene dunque in origine l'idea di un personaggio che attraversa i secoli, cambiando mentre la storia cambia attorno a lui, ma capisce subito che ne deriverebbe un film troppo costoso. Si ricorda allora di un'idea che aveva sviluppato un paio di anni prima, un progetto appena abbozzato intitolato Time Machine, incentrato su un tizio bloccato in un loop temporale che lo costringe a rivivere continuamente lo stesso giorno.
Con in mano un'idea interessante, Rubin individua il giorno prescelto nella maniera più banale: controllando il calendario e imbattendosi subito nel Giorno della Marmotta del 2 febbraio, celebrazione che lui ben conosce, avendovi partecipato qualche anno prima in qualità di reporter.
Lo sceneggiatore decide di battezzare il protagonista Phil, lo stesso nome dato alla marmotta di Punxsutawney. Mentre sta per mettere mano alla storia, Rubin deve risolvere un ultimo dilemma: come mai il protagonista è rimasto bloccato nel loop temporale? Rubin decide infine che non è necessaria una risposta a questa domanda, poiché quello che conta è concentrarsi su come quest'esperienza cambi il personaggio.
Il primo trattamento viene completato in circa due mesi e sottoposto ad alcuni produttori, che però non si dimostrano interessati.
All'inizio del 1991, l'agente di Rubin decide di non dedicarsi più a progetti cinematografici e così la sceneggiatura viene inviata ad altre agenzie, tra cui la Creative Arts Agency, dove viene notata dal suo presidente Richard Lovett.
Costui la sottopone ai suoi assistiti, tra i quali vi è Harold Ramis, il quale ne rimane subito intrigato. Ramis ha dunque un incontro con Rubin, durante il quale discutono dei concetti presenti nella sceneggiatura, dopodiché Ramis, grazie alla sua influenza, riesce a ottenere due distinte offerte.
La prima proviene da uno studio indipendente, IRS Pictures, che mette a disposizione un budget di 3 milioni di dollari e l'impegno a non richiedere alcuna modifica alla sceneggiatura. La seconda è da parte della Columbia Pictures, da cui si può ottenere un più ampio budget più ampio. Solo che, avverte Ramis, se accetteranno questa proposta quasi di sicuro verranno richiesti dei cambiamenti. Rubin decide infine per l'accordo con la Columbia. E puntualmente le richieste di modifiche arrivano.
La sceneggiatura di Rubin inizia con Phil già bloccato nel loop da svariato tempo, già 365 giorni, poiché tiene conto del tempo che passa leggendo una pagina di un libro al giorno. Inoltre il tono del racconto è molto più oscuro e incentrato sulla solitudine del protagonista, mentre tutti gli altri personaggi rimangono sullo sfondo. Dopo essere rimasto bloccato per circa 80 anni, Phil esce dal loop dichiarando il suo amore a Rita Hanson... ma lei rifiuta e da questo momento è lei che rimane coinvolta in un nuovo loop temporale, del giorno 3 febbraio, evento che porta a conclusione la storia.
La Columbia richiede due consistenti modifiche. Prima di tutto di eliminare l'inizio in medias res, spiegando come Phil e la sua troupe siano arrivati a Punxsutawney, e i primi giorni del loop. Inoltre che sia data una motivazione sul perché Phil sia rimasto bloccato nel loop.
Inoltre il tono della storia deve essere alleggerito, assumendo più i contorni di una commedia. Rubin non rimane molto soddisfatto di queste richieste, che a suo dire alterano l'essenza del progetto. Ramis interviene in qualità di intermediario e gli promette che cercherà di conservare il cuore della sua sceneggiatura.
Rubin consegna, come da contratto, una revisione il 2 febbraio 1991, dopodiché il tutto viene passato a Ramis, che ne effettua una consistente revisione - tanto da essere accreditato come co-sceneggiatore - la quale si incentra di più sulla relazione tra Phil e Rita e inserisce qualche elemento comico, come richiesto dalla produzione.
Sia Danny Rubin che Harold Ramis ideano una motivazione per il loop, collegandolo a una maledizione lanciata sul protagonista da una sua ex amante tradita, ma alla fine si decide che è meglio che non ci sia una precisa spiegazione.
Per il ruolo del protagonista, Phil Connors, Ramis pensa in prima battuta a Tom Hanks, ma costui rifiuta poiché ha già interpretato in passato troppe volte il ruolo del bravo ragazzo e quindi la sua conversione sullo schermo sarebbe scontata. Viene poi contattato Michael Keaton, ma lui non capisce del tutto la sceneggiatura e preferisce rinunciare. Ramis contatta allora il suo amico Bill Murray, il quale accetta poiché rimasto affascinato dal tema del film.
In quel periodo Bill Murray sta vivendo un periodo nero a livello personale, in quanto il suo matrimonio con la moglie Margaret Kelly è in crisi, cosa che avrebbe portato a un divorzio nel 1996.
Per questo motivo, Murray si getta a capofitto nel lavoro, chiedendo a Ramis delle modifiche alla sceneggiatura e di puntare di più sull'elemento filosofico/esistenziale, non esitando a chiamarlo al telefono più volte anche alle prime ore dell'alba. In prima battuta Ramis risponde alle richieste di Murray ma, visto che le chiamate non terminano ed essendo il regista già impegnato nella pre-produzione della pellicola, manda Danny Rubin da Bill Murray perché lavorino insieme sui suoi appunti.
L'attore non prende molto bene il fatto che un suo amico non lo voglia ascoltare, soprattutto in un momento difficile della sua vita, e così quando Ramis a volte chiama per apprendere che progressi sono stati fatti, chiede a Rubin di rispondere sempre che lui non è in casa.
Per il ruolo della protagonista femminile, dopo aver pensato alla cantante Tori Singer, viene scelta Andie MacDowell, che la produzione ha apprezzato nel film Attenti al Ladro! (The Object of Beauty).
Le riprese iniziano in via ufficiale il 16 marzo 1992, svolgendosi in particolar modo nella città di Woodstock, in Illinois, poiché la configurazione urbanistica di Punxsutawney non permetterebbe di girare svariate scene. La prima insidia che si presenta è quella del freddo, che rende difficile la lavorazione e spesso arriva a temperature sotto lo zero, condizione che perdura per almeno tre mesi.
Non concedendo Punxsutawney la possibilità di utilizzare la marmotta di nome Phil, ne viene presa un'altra, che però tiene fede alla sua natura selvatica. Tanto che in almeno un paio di occasioni morde Bill Murray, il quale è costretto a farsi fare un'iniezione antirabbica.
La problematica più rilevante, tuttavia, è il crescente conflitto tra Bill Murray e Harold Ramis, emerso durante la pre-produzione. Murray cerca sempre di far modificare la trama in corsa, ma Ramis rimane fedele alla visione che lui e Rubin hanno concepito.
A causa di ciò, Murray esaspera certi aspetti del suo carattere: oltre alle consuete battute improvvisate, spesso e volentieri l'attore si presenta in ritardo sul set e non esita a contestare Ramis in pubblico, quando costui lo riprende per il suo comportamento.
Le riprese si concludono il 10 giugno 1992.
Ricomincio Da Capo (Groundhog Day) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 12 febbraio 1993. A fronte di un budget che si aggira sui 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare solo sul territorio statunitense quasi 71 milioni di dollari. Un moderato successo che non garantisce un sequel. Se mai vi fosse stato.
Poiché, come prevedibile, alla conclusione delle riprese Bill Murray non gradisce il risultato finale e decide di non rivolgere più la parola ad Harold Ramis, non nominandolo neanche nelle interviste che concede.
Anche Harold Ramis, dal canto suo, decide di troncare i rapporti con Murray, ma non ha problemi a parlare di lui e riconoscere i suoi meriti, come quando ad esempio esce Lost In Translation.
Alcuni anni dopo, Ramis tenta un riavvicinamento, ma Murray manda sempre avanti uno dei suoi figli o dei suoi fratelli, rifiutando di parlargli. Tale situazione perdura per circa vent'anni.
Quando Harold Ramis contrae la vasculite, malattia che lo porterà alla morte nel 2014, Brian, uno dei fratelli di Bill Murray, convince infine l'attore a mettere da parte i rancori e le divergenze e a fargli visita. Questo avviene poche settimane prima della dipartita di Ramis. Murray si presenta con una scatola di ciambelle e, siccome Ramis a causa della malattia ha perso quasi del tutto la capacità di parlare, è Murray a intrattenere il suo ritrovato amico per circa un paio d'ore.
I due riescono dunque a riappacificarsi prima che sia troppo tardi. Harold Ramis muore a seguito di complicazioni derivanti dalla vasculite il 24 febbraio 2014, ironicamente lo stesso mese in cui si celebra il Giorno della Marmotta.
E questa è la fine della storia.