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martedì 7 aprile 2026

Fabolous Stack of Comics: Avengers - Guerra Attraverso il Tempo


Oggi può sembrare strano affermarlo, ma all'inizio della loro storia - editoriale e narrativa - i Vendicatori o Avengers che dir si voglia hanno faticato ad ingranare.
Progetto nato per caso e realizzato in fretta per ragioni qui troppo lunghe da spiegare, ha messo a dura prova le abilità di Stan Lee e Jack Kirby. Ma prima l'ingresso di Capitan America nelle fila del gruppo e poi la comparsa come avversario di Kang il Conquistatore hanno consolidato la loro immagine.
Kang, destinato a divenire un nemico ricorrente degli Avengers (anche al cinema in principio, ma poi le cose sono andate diversamente), che ritorna ad attaccare il gruppo pochi numeri dopo la sua prima apparizione usando un robot di Spider-Man.
Ed è da qui che prende le mosse Guerra Attraverso il Tempo (War Across Time), miniserie di cinque numeri pubblicata nel 2023, scritta da Paul Levitz e disegnata da Alan Davis.
Dopo che il robot di Spider-Man è stato distrutto, gli Avengers tornano a New York, ma Kang non ha ancora finito con loro e invia nel loro secolo una copia robotica di Hulk che inizia a devastare la città.
Ed è solo l'inizio di un lungo scontro attraverso i secoli in cui verranno coinvolti - in maniera indiretta - anche Sindri, il re dei nani forgiatore di Mjolnir, e gli Uomini Lava. Con gli Avengers pronti ad affrontare le insidie del loro più letale nemico e non solo.
La miniserie vuole porsi come uno spartiacque, un contenuto extra di un Blu-Ray se vogliamo definirla così, tra l'undicesimo e il dodicesimo numero di Avengers. E lo scrittore vuole richiamare, a livello di dialoghi e di caratterizzazioni, anche il periodo editoriale e storico in cui le originali storie del gruppo vennero pubblicate.
Ecco dunque alcuni stratagemmi narrativi, un po' strani leggendoli oggi, in cui si afferma che ci si trova nel ventesimo secolo e non nel ventunesimo. Con Thor ancora un po' arrogante, Wasp terribilmente vanesia e Tony Stark molto protettivo sulla sua identità segreta e in possesso dei pattini a rotelle (sì, ha avuto anche questi). E infine vediamo persone che affermano di aver conosciuto Capitan America durante la guerra.
Anche i dialoghi richiamano lo stile pomposo e leggero al tempo stesso di Lee e Kirby dell'epoca: siamo ben lontani, dunque, dai drammi e dai Disassembled di alcuni decenni dopo. Per gli eroi questo è ancora un "gioco". Paul Levitz è uno sceneggiatore storico che ha fatto la storia del fumetto, dunque non appare strano vederlo cimentarsi con un periodo storico del fumetto.
Per quanto Kang sia presente nella trama, la sua presenza pare quasi impallidire di fronte alla minaccia congiunta di Sindri e degli Uomini Lava (questi ultimi davvero tosti da ricontestualizzare nel periodo attuale), i quali diventano i nemici principali da affrontare.
Tanto che la minaccia di Kang viene risolta con apparente fretta. Ma credo che questo voglia essere, per lo sceneggiatore, una sorta di prologo alla storia successiva in cui compare il Conquistatore, insieme all'amata Ravonna. Chiudendo così (quasi) alla perfezione il cerchio narrativo.
Considerata l'atmosfera "vintage" occorre dunque un disegnatore in grado di richiamare quell'atmosfera e la scelta di Alan Davis, forse l'unica disponibile, è perfetta.
Insomma, non proprio una storia rivolta ai lettori "moderni" (che potrebbero comunque apprezzare) e che è una sorta di operazione nostalgia. Un divertissement costruito per uscire direttamente dagli anni '60 del secolo scorso da leggere senza troppe pretese. 

sabato 15 agosto 2020

Fabolous Stack of Comics: Vecchio Occhio di Falco


Vecchio Logan (Old Man Logan) è stato pubblicato tra il 2008 e il 2009, ma rimane ancora oggi una saga memorabile. Lo scenario futuro e distopico realizzato da Mark Millar e Steve McNiven continua alla data odierna a essere ricordato e, oltre alla bontà della storia in sé, per questo ha contribuito anche il fatto che il personaggio di Vecchio Logan sia poi trasmigrato nel Marvel Universe per molti anni, in sostituzione dell'allora "giovane" Wolverine, rimasto cristallizzato nell'adamantio... sempre colpa di McNiven, peraltro.
Se il personaggio principale di questa storyline è stato dunque sempre presente, altrettanto non si può dire del suo mondo di provenienza, dove i supercriminali guidati dal Teschio Rosso hanno sterminato la quasi totalità dei supereroi e conquistato gli Stati Uniti d'America. Uno dei pochi sopravvissuti in questo mondo, oltre a Wolverine, è Occhio di Falco, che diviene tra il 2018 e il 2019 il protagonista della maxiserie in dodici numeri Vecchio Occhio di Falco (Old Man Hawkeye), perché sì, è giusto mantenere le tradizioni.
La storia è scritta da Ethan Sacks - mai sentito, ma è un problema mio - e disegnata in buona parte da Marco Checchetto, nonché da Ibraim Roberson e Francesco Mobili. La maxiserie si presenta come un prequel di Vecchio Logan ed è quindi ambientata qualche anno prima dei tragici eventi di questa saga.
Occhio di Falco sta perdendo la vista in maniera graduale a causa di un glaucoma, ma prima che ciò accada intende vendicarsi di coloro che hanno ucciso i suoi compagni di squadra, i Vendicatori... oops, scusate, volevo dire gli Avengers, nonché la sua amata Natasha, la Vedova Nera. Una vendetta dal sapore amaro, poiché è rivolta contro persone che un tempo chiamava amici e che sono stati suoi alleati in passato, i Thunderbolts. Questo comporterà un lungo viaggio nelle Terre Desolate e oltre e, come intuibile, sarà pieno di insidie quali un Venom Multiplo, un Barone Zemo che non ha più nulla da perdere e un Bullseye anch'egli assetato di vendetta.
Come ho detto, non conosco lo sceneggiatore, ma ha fatto un buon lavoro: ha saputo riportare in poche pagine alla mente del lettore quello scenario immaginato da Mark Millar, senza aggiungerci nulla di suo e rimanendo fedele alla visione originaria del suo ideatore. Certo, a voler ben vedere qualche frammento aggiuntivo c'è, ma nulla che non fosse già intuibile in maniera autonoma o che Millar avesse lasciato in sospeso volutamente (per dirne una, allo scozzese di raccontare per filo e per segno come Occhio di Falco avesse perso la vista non importava affatto, poiché era ininfluente ai fini della storia che voleva narrare).
Inoltre, Sacks integra qualche tassello lasciato in sospeso nella storia principale, come ad esempio dove Occhio di Falco abbia recuperato la Ragnomobile o come sia nato il Venom T-Rex.
C'è da fare un plauso all'artista principale di questa maxiserie, che è Marco Checchetto, poiché - almeno questa è stata la mia percezione - non ha mai cercato di rifarsi allo stile di Steve McNiven, ma ha lasciato una propria impronta personale in tutti e nove numeri (più una pagina) che ha disegnato. La sua resa delle varie espressioni facciali, oltre che delle scene d'azione, è encomiabile. Unica pecca appunto è che rimane un'opera "incompiuta".
Se la storia di Roberson è un flashback e dunque ci può stare il cambio di grafica, gli ultimi due capitoli vengono invece realizzati da Francesco Mobili. La cui bravura non si discute - e ci mancherebbe altro, aggiungo io - ed effettua un lavoro altrettanto buono, cosa non così immediata se si pensa alla difficoltà del compito assegnatogli, essendo la chiusura di una storia quasi sempre la parte più intrigante. Ma lo stacco si nota. Chissà come sarebbe stato lo scontro tra Occhio di Falco e Bullseye se a realizzarlo fosse stato Marco Checchetto.
Senza soffermarci in maniera ulteriore su questo dettaglio, comunque, il quadro complessivo che esce fuori da questa storia è un perfetto corollario alla saga ideata da Mark Millar. E le Terre Desolate diventano un po' meno desolate.

domenica 13 settembre 2015

Non sapevo di essere incinta superhero style (III)

Nel precedente articolo ho citato una gravidanza Marvel che definirei, nel migliore dei casi, fantascientifica a livelli assurdi. E sì, a ben pensarci sono sicuro che niente possa giungere a quei livelli. Niente... anche se ciò che segue ci va molto vicino.

COME SCARLET RIMASE INCINTA DI UN TOSTAPANE

La trama incentrata sulla relazione tra Scarlet e il sintezoide Visione fu una delle più apprezzate dai lettori degli anni settanta e da coloro che conobbero in Italia questa storia grazie alle edizioni della Corno. Forse i lettori di oggi troveranno un po' strana (e uso una parola soft) l'idea di una relazione amorosa tra una donna e un robot considerato che quest'ultimo... ci siamo capiti, no? Ma quelli erano i seventies, gente, certe bellissime follie erano all'ordine del giorno. Se avete acquistato il volume Panini "La Madonna Celestiale" avrete anche letto del matrimonio tra i due.
L'autore che più si concentrò sull'evoluzione narrativa di questa relazione fu Steve Englehart, molto apprezzato in quegli anni un po' sperimentali grazie a numerosi cicli su varie testate Marvel e a una breve ma intensa run di Batman. Dopo quest'ultimo lavoro, Englehart si trasferì in Europa e sparì per un po' dai radar fumettistici. Quando ritornò sulle scene, non si accorse che il fumetto mainstream supereroistico era radicalmente cambiato e rimase ancorato a uno stile ormai non più in voga... in cui forse già una trama come quella dell'amore tra Visione e Scarlet faticava a trovare spazio e credibilità. Serviva dunque una ulteriore evoluzione. E ci fu.
Visione e Scarlet si videro dedicare negli anni '80 una miniserie e una maxiserie. La prima è stata pubblicata anche in Italia, nonché ristampata in tempi recenti, della seconda invece sono editi solo i primi due numeri, durante i quali Visione espresse il desiderio di avere un figlio da Wanda. Il "bello" arrivò dopo.
Ora dobbiamo pensare che il professor Horton fosse uno scienziato che pensava e progettava fin nei minimi dettagli, quindi quando costruì il corpo dell'originale Torcia Umana, che venne decenni dopo prelevato dal Pensatore Pazzo, e che venne poi diviso in due da Immortus, e una copia del quale arrivò infine nelle mani di Ultron (ho già un giramento di testa, sappiatelo), lo avesse dotato anche di quel dettaglio fondamentale così caro a tanti uomini. Chiaro che però...
E così, quando Visione espresse il desiderio di avere dei bambini, Scarlet con molta umiltà, gentilezza e disponibilità gli disse:"Ah bello de' Ultron, sei un essere artificiale: anche se hai il pisello questo non è carico!" (il dialogo me lo ricordavo diverso, devo dire, secondo me è stato modificato a seguito di House of M). Poco dopo però i due vennero rapiti dai Sette di Salem e, nel tentativo di bloccare la magia caotica che costoro stavano per scatenare sul mondo, ci fu questo insolito momento romantico...


... che coincise con una apparizione di quella amabile vecchietta di Agatha Harkness, la quale consigliò a Wanda di usare al meglio quel potere. Chi mentre il mondo sta per finire non ha desiderato di rimanere incinta, chi? E così fu (ah, il mondo è ancora qui per la cronaca). Quindi in pratica Wanda avrebbe usato la magia caotica per rendere fertile Visione e... ma perché la mia mente vuole soffermarsi su questo particolare, dico io? Quando si dice la magia del sesso...
Andiamo avanti, va. Wanda dunque rimase incinta e alla fine della maxiserie ebbe due gemelli di nome Thomas e William. Poi la palla passò a John Byrne, che ne fece tabula rasa. Thomas e William infatti furono classificati come un prodotto di Mefisto e parte dell'anima del demone Pandemonio, scomparendo nel nulla: quella di Scarlet era stata niente più che una gravidanza isterica. Perché, in ultima analisi, gli esseri artificiali non possono procreare!
Sì, poi volendo si potrebbe anche parlare di Avengers Disassembled e Young Avengers, ma penso per oggi di aver dato abbastanza!

domenica 6 settembre 2015

Non sapevo di essere incinta superhero style (II)

Prima che arrivasse Sins Past a mettere tutti d'accordo, quando si parlava di violenza perpetrata nei confronti di un personaggio si citava sempre, inevitabilmente e giustamente, la trama della gravidanza di Miss Marvel, alias Carol Danvers, la quale trovò il suo epilogo nel tristemente famoso numero 200 di Avengers. Che, come tutti i numeri che hanno fatto storia (nel bene e nel male), porta con sé alcuni retroscena.

MISS MARVEL: IL PADRE DI TUO FIGLIO È IL FIGLIO DI SUO PADRE

Con la conclusione della prima serie dedicata a Miss Marvel, il personaggio ricomparve sulla serie Avengers, a quel tempo gestita da David Michelinie e disegnata perlopiù da George Perez. Poco dopo essere entrata a far parte degli Eroi più Potenti della Terra, però, Carol scoprì di essere incinta. Di ben sei mesi. Cosa ancora più sconvolgente per via del fatto che fino al giorno prima non c'era alcun segno di gravidanza e che, in ogni caso, non c'era stato... l'atto primario! Nei tre numeri antecedenti al 200 la gravidanza proseguì in maniera rapida e nell'ultima pagina del nr. 199 il parto cominciò.
L'intenzione originaria di Michelinie era di rivelare che l'innaturale gravidanza di Carol Danvers fosse stata voluta dalla Suprema Intelligenza allo scopo di creare un ibrido umano/kree (cosa peraltro suggerita anche nei numeri finali della prima serie di Miss Marvel). Ma poi accadde l'imprevisto: in un numero di What If...? di poco antecedente, infatti, questa trama era stata già sfruttata, seppur usando Rick Jones al posto di Carol. E quindi? E quindi i piani originari andarono modificati, e pure il prima possibile per via delle scadenze editoriali e del numero con doppia foliazione. Pensate un po', all'epoca c'era una precisa direttiva che impediva a uno sceneggiatore di riciclare trame già apparse su altre serie: mi sa che al giorno d'oggi è stata abrogata.
Per aiutare Michelinie nella stesura della trama, venne chiamato Bob Layton (che con lui aveva collaborato su un lungo e celebre ciclo di Iron Man), e anche George Perez dette il suo contributo, sebbene con ogni probabilità il suo apporto fu minimo. Infine alla sceneggiatura partecipò nientemeno che l'editor capo della Marvel Jim Shooter, anche se poi lui dichiarò di non ricordare dove potesse essere intervenuto. Ora in questa situazione si creò la classica situazione in cui un gruppo di persone doveva prendere una decisione in breve tempo e quindi fu utilizzata la prima idea ritenuta buona che venne loro in mente. Non fu una buona idea.
Duecentesimo numero di Avengers, del 1980: dopo lo shock del parto, Carol Danvers decise di vedere il suo bambino... solo per scoprire che era diventato in poche ore un maschio adulto di nome Marcus! E lui prontamente spiegò tutto: era il figlio di Immortus, nato nel Limbo senza tempo e, quando suo padre scomparve nel nulla, iniziò a provare una profonda solitudine. Oltretutto non poteva andare sulla Terra in quanto, essendo un prodotto del Limbo, ciò avrebbe causato devastanti distorsioni spazio-temporali. Fu allora che Marcus concepì l'idea: non trasferirsi sulla Terra, ma rinascervi accelerando il processo di crescita, di modo da negare le distorsioni. Per il parto occorreva una donna di eccezionale potenza e Carol fu la prescelta: grazie alle macchine di Immortus, Marcus la portò nel Limbo e le diede una... piccola spinta per convincerla ad accoppiarsi con lui. Non chiedetemi poi come da lì sia diventato un feto nel ventre di Carol, la mia mente preferisce non pensarci troppo. Comunque, per riassumere il tutto con una sola parola: stupro, fisico e mentale.
Ma le distorsioni conseguenti non erano state evitate e quindi Marcus doveva tornare nel Limbo, di nuovo in completa solitudine. E Carol cosa decise? Di voler andare con lui (le aveva appena detto di averla violentata, eh). E i Vendicatori cosa fecero? La lasciarono andare, in compagnia dell'uomo che con assoluto candore (il candore di certi stupratori) aveva rivelato a tutti loro di aver abusato sessualmente della loro compagna di squadra. Né ebbero mai dei ripensamenti su questa decisione. BOOM! La fretta di concepire la prima trama utile, il numero eccessivo di sceneggiatori e l'esigenza di spettacolarizzazione avevano causato il disastro. A quell'epoca Internet non esisteva, ma le polemiche furono immediate. E la Marvel si guardò bene dal ripescare per un po' di tempo il personaggio di Miss Marvel. Fino ad Avengers Annual 10, del 1981.
Lo sceneggiatore di questa storia fu Chris Claremont, che aveva sceneggiato anche quasi per intero la prima serie di Miss Marvel e come molti non aveva gradito il trattamento che era stato riservato a Carol (a detta di Shooter c'era anche una piccola rivalità all'epoca tra lui e Michelinie). E quindi facendo parlare Carol a nome suo, espresse il disappunto per quella storia e fece infine dire a Carol che il suo più grande errore era stato quello di fidarsi dei Vendicatori (in senso lato, fidarsi degli sceneggiatori di quella storia). Il personaggio di Marcus comparve solo un paio di volte nei decenni successivi, ma più in generale nessuno fece più riferimento a questa trama, per evitare di dover di nuovo scavare in quella pagina poco elegante dei Vendicatori.
Avengers 200 e Avengers Annual 10 costituiscono comunque numeri storici anche per l'Italia, poiché fu da questi racconti che la Star Comics ripartì con le serie vendicative quando riportò la Marvel in Italia dopo la Corno. Se andate nelle case dei nerd più attempati e trovate la copia malridotta e a pezzi di "Il Destino di Miss Marvel", sappiate che avete di fronte a voi una perla rara.
L'ultima parola su questa vicenda spetta a Jim Shooter, che con molta onestà nel 2011 dichiarò:"Avengers 200 è una farsa" e rimpianse di aver dato l'avallo a questa storia e di vederci il proprio nome stampato sopra, in doppia veste peraltro. Anche i giganti cadono.

giovedì 12 dicembre 2013

La storia dei Capitan Marvel (XV)

Oggi si parla molto di Marvel Now, bisogna ammetterlo, una operazione editoriale senza precedenti nella storia della Marvel. Ma un piccolo Marvel Now ci fu nel 1998 con l'operazione Heroes Return, che rilanciò dal nr. 1 tutte le serie vendicative. Una operazione che avrebbe segnato i destini editoriali anche della futura Capitan Marvel.


CAROL (Terza Parte)


Dopo Roy Thomas e Chris Claremont, il terzo sceneggiatore a prendere Carol Danvers sotto la sua ala protettiva fu Kurt Busiek, che la inserì nel cast della rinnovata serie Avengers dandole un nuovo nome in codice, Warbird, che alla lunga si sarebbe rivelato il più effimero. Il personaggio che ci ritrovammo davanti fu una donna che, avendo perso buona parte dei propri poteri e volendo dimostrare a tutti i costi il proprio valore di fronte ai suoi compagni di squadra, cadde in una lunga spirale depressiva che la portò sul baratro dell'alcolismo. Con grande sofferenza e con l'aiuto di alcuni Vendicatori, Carol riuscì infine a riprendersi e a tornare in forma. Questa trama, che omaggiava il ciclo "Demon In A Bottle" di Iron Man, non lasciò però traccia di sè e nessuno ha più fatto poi cenno all'alcolismo di Carol.
Prima di riappropriarsi del titolo di Ms Marvel, Carol venne coinvolta insieme a molti altri eroi nel crossover House Of M. Qui per la prima volta, nella realtà distorta creata da Scarlet, adottò l'alias di Capitan Marvel, dimostrando come fosse questo il suo (non tanto) inconscio desiderio e la sua più grande aspettativa. Molto più sicura di sè, e di nuovo tornata ad essere Ms Marvel, Carol iniziò a legare con Iron Man e insieme a lui diede vita ad un gruppo più proattivo di Vendicatori composto da potenti elementi come Ares o Sentry o esperti come Wasp e la Vedova Nera. Il gruppo, per risollevare la propria immagine pubblica, si schierò fin da subito a favore del cosiddetto Atto di Registrazione dei Superumani, cosa che lo mise in contrasto con l'altro gruppo di Vendicatori guidato da Luke Cage. Contemporaneamente, Carol ebbe l'onore di una seconda serie regolare a lei intestata: intitolata sempre Ms Marvel, fu scritta nella sua interezza (50 numeri in totale) da Brian Reed, uno sceneggiatore la cui fama è stata di breve durata. E in effetti questa serie non andava più di tanto a incidere sul personaggio di Carol Danvers, il cui status quo veniva deciso più che altro sulle serie vendicative.
Con l'ascesa al potere di Norman Osborn, Ms Marvel passò dalla parte dei Vendicatori ribelli, affrontando colei che aveva usurpato il suo nome (Karla Sofen) e prevalendo al termine dell'assedio di Asgard. Di nuovo sotto le luci, vendicative, della ribalta venne coinvolta nel grande conflitto tra Vendicatori e X-Men per la custodia della mutante Hope. Inviata in missione nello spazio per tentare di fermare insieme ad altri eroi la Forza Fenice, Carol si ritrovò di fronte a un Mar-Vell (sarebbe meglio dire un suo simulacro) rinato grazie alle energie dell'entità cosmica. Alleandosi con lui, Carol si ritrovò dall'altra parte della barricata contro i suoi compagni di squadra, fino a quando non si convinse del contrario e portò anche Mar-Vell dalla sua parte, il quale si sacrificò lottando contro la Forza Fenice.
Ispirata dal suo esempio di eroismo e abnegazione, Carol Danvers si convinse che il suo nome e il suo retaggio non dovessero essere dimenticati. E così, in mancanza di eredi diretti ancora in vita e col tradimento di Noh-Varr, fu lei infine a fregiarsi del ruolo di Capitan Marvel, 44 anni dopo quella sua prima apparizione in quella base dell'Air Force. Oggi è titolare di una serie personale intitolata appunto Captain Marvel, mentre il titolo di Ms Marvel pare sarà appannaggio di una giovane musulmana.
L'eredità di Capitan Marvel alla Casa delle Idee è in buone mani.

FINE

mercoledì 5 dicembre 2012

Hercules (II)


Mini di 5 numeri pubblicata dal giugno al settembre 2005

Frank Tieri (storia)-Mark Texeira (disegni)-Jimmy Palmiotti (chine)-Raul Trevino (colori)-Axel Alonso (editor)

CAPITOLO 3
Euristeo e Achelous introducono il nuovo show. L’ex re di Micene si presenta come il nipote del leggendario eroe greco Perseo ed ideatore delle mitologiche Dodici Fatiche di Ercole. Il dio del fiume non sa bene cosa dire e ricorda dunque le sue capacità di mutaforma. Euristeo gli lancia un’occhiataccia, poi dice che è un suo privilegio poter presentare queste nuove Dodici Fatiche: ancora una volta Ercole andrà in giro per il mondo, affrontando imprese da lui selezionate e che solo un vero eroe potrebbe portare a compimento. Potrà il figlio di Zeus, nonostante le sue recenti traversie, redimersi e ritornare ad essere quel tipo di eroe? Questo sarà il pubblico a deciderlo.
Terra Selvaggia: Ercole sta correndo a gran velocità, nonostante Allsworth e i due operatori lo stiano inseguendo con una jeep e lo esortino a fermarsi: sta commettendo un grave errore. Il Principe della Forza non presta ascolto alle loro parole, ha una gloria da riconquistare. Così si lancia in avanti ed afferra un dinosauro, lotta con lui per alcuni secondi aggrappato alla sua testa, infine lo stende con un possente pugno. Poi indica soddisfatto l’animale abbattuto ai suoi compari: la prima fatica è stata completata, ecco una bella tigre dai denti a sciabola. Un cameraman gli dice che è per questo che prima stavano cercando di fermarlo: quella non è una tigre dai denti a sciabola. Queste nuove fatiche si ispirano a quelle dell’antichità e la prima di esse riguardava il Leone di Nemea, un felino. Da qui la richiesta della cattura di una tigre dai denti a sciabola e quel dinosauro di certo non è un felino. Ercole sbuffa, poi si inoltra nella boscaglia promettendo di tornare al più presto.
L’altro operatore si dispera: questa è solo la prima fatica, come si farà a superare le altre undici? Allsworth risponde che molto semplicemente non verranno superate: il loro compito è solo quello di osservare e riferire. Ercole deve completare queste imprese senza l’aiuto di nessuno. E se non dovesse farcela… sarebbe un gran peccato, ma in un’ultima analisi lascerebbe solo spazio ad uno show migliore. I due cameramen invitano il presentatore a non essere così cinico: Ercole si sta davvero impegnando ed ha promesso che, fino a che questa cosa non sarà terminata, non si farà coinvolgere in vicende scandalose o risse. Ha persino indossato quel nuovo costume scelto per attirare investitori pubblicitari senza battere ciglio. Allsworth non appare convinto, ma subito dopo il figlio di Zeus ritorna, seppur malconcio e livido, portando con sé una tigre dai denti a sciabola domata e legata. Ma immediatamente giungono sulla scena Ka-Zar e Shanna: per caso è passato di qui un idiota muscoloso con Zabu, la loro tigre dai denti a sciabola? Per uscire dall’impasse, uno dei cameraman offre a Shanna trenta dollari se gli fa vedere il davanzale.
Dopo alcuni problemi “tecnici”, ricompare in video Euristeo. Nella mitologia greco-romana, una delle fatiche più ardue di Ercole fu uccidere l’Idra dalle molte teste, poiché per ogni testa del mostro che veniva tagliata altre due ne spuntavano. Ora, nel ventunesimo secolo delle Meraviglie, l’HYDRA c’è ancora, anche se è un pochino diversa da quella del passato. Questa HYDRA è una organizzazione dedita al dominio del mondo e che ha fatto suo il motto “per una testa che viene tagliata, altre due ne spuntano”, e che come il mostro dell’antichità ha in serbo per il nostro eroe alcune sorprese.
Seconda Fatica: Ercole stende svariati soldati dell’HYDRA senza alcuna difficoltà: questa fatica è indegna di lui. Nota infine una porta, sopra la quale c’è scritto PERICOLO NON ENTRARE. Davanti ad essa c’è un altro agente dell’organizzazione. Costui afferma che dietro questa porta c’è il più grande successo di HYDRA, una creatura di tale malvagità e terrore che solo guardandola si rischia la morte. Tutta l’umanità tremerà di fronte al loro potere. Poi ride di gusto. Ercole lo afferra per il bavero e l’uomo lo esorta a togliergli le mani di dosso: nessuno tratta così il comandante di una base. Per tutta risposta l’eroe lo scaglia contro la porta, facendogliela sfondare: vuole tanto dare una occhiata a siffatta creatura. Lo fa e quando si trova di fronte un mostro dalle molte teste rimane sconvolto.
Nel frattempo un altro soldato HYDRA rimasto in piedi punta una pistola contro Gordon Allsworth ed i due operatori. L’uomo riconosce il presentatore e si complimenta con lui: è un suo grande fan, lo ha adorato davvero in quel reality show, Screech Marks, dove terrorizzava tutti quei concorrenti. Ha una grande idea per un nuovo reality: I Molti Stagisti Di HYDRA. Si tratterebbe di girare il mondo alla ricerca di nuove persone interessate ad entrare nell’organizzazione facendole fare loro tutti quegli stupidi, insignificanti lavori: rapire dignitari, assassinare capi di stato, organizzare l’annuale incontro HYDRA/AIM, roba del genere. E ogni settimana un concorrente verrà eliminato… letteralmente. Non è un progetto magnifico? Prima che Allsworth possa rispondere, si ode un forte rumore, poi Ercole esce dalla stanza con gli occhi spalancati: quella mostruosità è esplosa, anche se lui non l’ha nemmeno toccata. Poi sviene. Il soldato HYDRA si arrabbia: quei dannati cyborg, succede sempre così. Buoni sulla carta, ma alla fine esplodono sempre. Poi consegna il suo biglietto da visita a Gordon: adesso deve proprio andare, ma se è interessato a quello show di cui gli ha parlato può chiamarlo quando vuole.
Terza Fatica: Nella mitologia antica, Ercole dovette percorrere una grande distanza per catturare il Cinghiale di Erimanto. In questa versione moderna la bestia in questione è Lockjaw, il cane da guardia degli Inumani, ed il monte Erimanto è stato sostituito dalla Zona Blu della Luna. Passa un po’ di tempo, fino a quando Allsworth nota il Principe della Forza in fuga da Freccia Nera e Karnak degli Inumani rientrare precipitosamente nella astronave con cui sono atterrati sulla Luna. Attaccato al braccio di Ercole c’è Lockjaw. Gordon chiede dove sia James, il cameraman: gli risponde dall’interno del cane. Vorrebbe uscire al più presto fuori da qui, c’è una puzza tremenda. James viene salvato e la fatica è conclusa.
Quarta Fatica: Nell’antichità, Ercole dovette cacciare la Cerva di Cerinea mettendo così alla prova le sue abilità di predatore. Il trofeo moderno è ancora più arduo: Dragon Man. La creazione di Diablo lancia le sue fiamme, ma il figlio di Zeus le evita, allora la creatura tenta di fuggire: Ercole allora attacca una catena ad una delle sue zampe. Dragon Man si libra in volo, con il figlio di Zeus che non molla la presa, fino a quando per la stanchezza è costretto a fermarsi e dormire. Fatica completata.
Quinta Fatica: Per anni il Lago Stinfalo in Arcadia fu flagellato dalla presenza di uccelli mangiauomini, fino a quando non arrivò sul posto Ercole. Ai giorni d’oggi Attuma e le sue orde barbariche divorauomini hanno tormentato per anni un’altra località esotica, la città perduta di Atlantide. Il Principe della Forza però riesce a scacciare via il tiranno ed il suo esercito, spingendoli sin sulla costa della Florida, dove vengono catturati. Fatica completata.
Sesta Fatica: Una delle imprese più umilianti per il figlio di Zeus fu quando fu costretto a ripulire le migliaia di stalle appartenenti a re Augia. Oggi lo stomaco e l’olfatto del Principe della Forza saranno nuovamente messi alla prova contro un edificio pervaso dalla polvere mortale del Teschio Rosso. L’eroe esce dalla stanza un po’ claudicante ed un operatore gli chiede come è andata. Un po’ brillo dopo aver annusato la polvere, Ercole dà una vigorosa pacca a Gordon Allsworth, che va a schiantarsi contro una parete. Fatica completata.
Quando il presentatore si riprende, fa il punto della situazione: Ercole è al giro di boa, ma riuscirà davvero a completare tutte e dodici le fatiche e riacquisire la gloria perduta? A suo modesto parere, no. Quando un operatore gli chiede come faccia ad esserne così sicuro, Gordon gli mostra la busta contenente le altre sei fatiche. Nel frattempo il cameraman James nota Ercole in disparte, seduto su un marciapiede con atteggiamento pensieroso: evidentemente il suo fare immaturo nel corso delle precedenti prove deve avergli dato da riflettere. James gli si siede accanto e gli dice che anche lui se ne stava seduto così a pensare quando giocava a football. Era un giocatore abbastanza bravo, ma un giorno la sua fortuna si esaurì e si ruppe un ginocchio. Ecco perché oggi è dietro e non davanti alla telecamera. Però il suo vecchio gli diceva sempre che è sempre meglio essere fortunati che essere bravi. Nel corso degli anni James ha imparato che aveva ragione solo in parte, che bisogna essere entrambe le cose. Dunque dice ad Ercole che, ora che è fortunato, deve solo diventare bravo. Il Principe della Forza sorride, lo ringrazia delle sue parole e si allontana.
Settima Fatica: Euristeo ricompare in video. Nella mitologia classica, Ercole dovette sconfiggere una grande bestia, il Toro di Creta, una progenie degli dei. Oggi le cose sono cambiate, oggi è la scienza il nuovo dio e questo porta ad Abominio: un vero mostro che non solo può sollevare 100 tonnellate, ma è anche uno dei pochi esseri in grado di sconfiggere l’Incredibile Hulk. Ercole affronterà questo leviatano in un match senza esclusione di colpi nell’arena più famosa al mondo.
Madison Square Garden: Mentre i bagarini vendono gli ultimi biglietti, Gordon Allsworth intervista Abominio chiedendogli le sue sensazioni sul match. Emil Blonsky afferma che pesterà Ercole talmente tanto da fargli implorare pietà e gli strapperà la testa per usarla come orinatoio, dopotutto lui è Abominio, ha sconfitto Hulk e nessun sosia di Russell Crowe ha qualche speranza contro di lui. In quel momento Ercole richiama l’attenzione di Blonsky picchiettando un dito su una sua spalla, poi con un lampione gli sferra un colpo così devastante da fargli sfondare le mura di quattro case. Dopo l’impatto con la parete della quinta casa, Blonsky crolla al tappeto e la struttura precipita su di lui decretando Ercole come vincitore.
Euristeo e Achelous osservano le riprese del combattimento: le cose non stanno andando nel migliore dei modi, la loro signora non sarà soddisfatta. In quel momento la suddetta, Era, compare dal nulla nel centro della sala e conferma i loro sospetti: dopo tutti questi secoli Euristeo è rimasto il solito incompetente, quindi come dicono i mortali se vuoi che una cosa sia fatta bene devi farla da solo. Dunque la dea porge all’ex re di Micene una busta contenente le ultime quattro fatiche, decisamente tra le più difficili che ci possano essere. Euristeo le legge ed annuisce.

CAPITOLO 4


Gruppo Olympus: Zeus si rivolge al consiglio di amministrazione dell’azienda: un mortale diventa fondamentale e ci si aspetta che provi entusiasmo. Cosa dà a lui entusiasmo? Cosa cattura la sua ammirazione in questo mondo? Cosa gli dà gioia? Le donne mortali, sì, ma anche qualcos’altro: è un gioco meraviglioso che ha appena scoperto, si chiama baseball. Un mortale si piazza sopra qualcosa definito “il piatto”, per conseguire un successo individuale: certo, in quel momento è da solo, ma allo stesso tempo fa parte di una squadra. Una grande squadra. Quindi uno può essere irradiato dal sole di Elio, può avere orde di fan, ma non va da nessuna parte se non ha alle spalle un team che lo porti alla vittoria. In quel momento Zeus afferra una mazza e, notando uno degli amministratori che si sta intrattenendo al telefono senza prestargli attenzione, si prepara a calargliela sulla testa, ma Era lo anticipa distruggendo la mazza con un raggio di energia ed invitando il suo consorte a piantarla di fare tanto il melodrammatico.
Finalmente lui ha capito che è stata lei l’ideatrice delle nuove fatiche di Ercole e la responsabile della resurrezione di Euristeo, gli ci sono voluti solo qualche migliaio di anni, è stato davvero molto bravo. Zeus si siede, portandosi le mani alla testa in segno di disperazione: perché lei continua a comportarsi così? Perché si ostina a perseguitare suo figlio? Era fa finta di rimanere stupita: pensava che loro due avessero una grande intesa, dopotutto lui continua a tradirla con queste donne mortali e lei persiste nell’eliminare la sua progenie bastarda. Nessuno vince, nessuno perde. Ed è una situazione che può anche essere messa nero su bianco, grazie ai mortali ed alle loro meravigliose invenzioni come gli avvocati. Zeus è incredulo: ancora Era lo accusa falsamente di infedeltà? Ha avuto solo qualche flirt insignificante alcuni secoli fa. Le parole del dio vengono messe subito in discussione quando una segretaria prosperosa gli porta una tazza di latte e lui si sofferma ad ammirarne le grazie.
Era si alza in piedi: sanno tutti bene il vero motivo per cui sono qui. La scomparsa improvvisa degli dei nordici non va presa alla leggera (V. Ragnarok). Per molti secoli si sono posti al di sopra dell’umanità, perdendo così l’importante collegamento tra gli dei ed i mortali ed ora non ci sono più. Gli dei greci devono impedire che la stessa cosa accada loro, ma a detta di Zeus per via dell’odio che Era nutre per Ercole l’attuazione di questo piano potrebbe essere in pericolo. La dea respinge le accuse: l’unico che è in pericolo è Ercole o perlomeno ciò che ne è rimasto. Cos’altro potrebbe accadergli di peggio? Che continui a mettersi in ridicolo? Oppure potrebbe dimostrare alla dea che si sbaglia e tornare ad essere l’eroe di un tempo. Era non vuole affatto intralciare ciò che gli dei greci stanno facendo qui: vogliono vivere in mezzo ai mortali ed abbracciare le loro usanze, ed allora così sia. Quindi Era propone una votazione, proprio come farebbero i mortali: chi pensa che Ercole debba portare avanti le sue nuove fatiche senza alcuna interferenza da parte di suo padre può alzare la mano. Tutti i presenti alzano la mano, ad eccezione di Zeus. Costui prende atto della decisione: che il destino possa arridere a suo figlio.
Ottava Fatica: Euristeo ricompare in video, da questo momento in avanti le sfide si faranno più ardue per Ercole. Nell’antichità, dovette sconfiggere Diomede e rubare le sue giumente mangia uomini. Diomede era un re ed un feroce guerriero, così come oggi lo è l’Uomo Talpa: sovrano di un immenso regno sotterraneo con un esercito di moloidi e mostri al suo servizio, che più volte hanno dato filo da torcere ai Fantastici Quattro.
Maui, Hawaii: Ercole entra in un emporio, dicendo di voler comprare una catena, della lunghezza di circa 900 metri. Di fronte all’incredulità del commesso, il Principe della Forza gli mostra la carta di credito di Gordon Allsworth, che coprirà tutti i costi. Contemporaneamente l’Uomo Talpa se la prende con Phil, uno dei moloidi: crede davvero che si sia scomodato a venire qui tramite un tunnel sottomarino per nulla? Ormai è stanco di vivere sottoterra, stanco di vivere come un reietto dove i Moloidi non sono esattamente la compagnia più indicata, soprattutto per una cena romantica. Vuole nuovamente sentire il sole sulla sua faccia, rivedere l’oceano e ultimo ma non ultimo trovarsi una donna. Per tutti questi obiettivi le Hawaii sono il posto migliore e l’Uomo Talpa non avrà pace fino a quando una ragazza con lo Hula non gli avrà detto di sì. Il tunnel verso la superficie sta per essere completato quando improvvisamente Ercole fa precipitare una frana di rocce che mette fuori gioco alcuni Moloidi ed irrompe sulla scena. L’Uomo Talpa gli manda subito contro una delle creature mostruose al suo servizio, ma l’eroe la afferra al collo grazie alla catena appena comprata e la porta in superficie sbattendola a terra. Subito dopo però altre tre creature emergono dal tunnel, ma Ercole utilizza il mostro incatenato come una sorta di ariete, grazie al quale scaglia lontano due delle creature, poi con un possente pugno ricaccia nel sottosuolo la terza.
L’Uomo Talpa è irato contro Ercole per avergli rubato la sua nuova vita ed ordina ai Moloidi di portargli la sua testa, ma l’eroe utilizzando la creatura incatenata a mo’ di palla da bowling fa strike degli originali lacchè del criminale, che se la dà a gambe per non essere centrato. Fatica completata.
Nona Fatica: Una delle preferite di Euristeo. Nell’antichità non vi erano guerriere più fiere delle Amazzoni, guidate dalla loro regina Ippolita. Ercole le sottrasse la sua Cintura Dorata. In quest’era moderna non vi sono guerrieri più fieri dei Vendicatori, tra le cui fila un tempo militava anche il Principe della Forza, guidati dalla leggenda vivente Capitan America. Il bene più prezioso di Cap è il suo scudo e, per il completamento di questa fatica, Ercole dovrà acquisire questo oggetto. E se mai Capitan America o uno degli altri Vendicatori venisse a sapere delle vere ragioni dell’agire di Ercole, l’impresa verrebbe ritenuta non valida.
Torre dei Vendicatori: Il figlio di Zeus, Gordon Allsworth ed i due operatori si avvicinano all’imponente struttura, rimanendo ammirati da essa. Ercole bussa alla porta e Capitan America viene ad aprirgli: il Principe della Forza afferma che questa è una faccenda strettamente privata e deve rimanere lontana dalle telecamere. Di fronte alle proteste di Allsworth, Ercole gli frantuma il microfono, zittendolo.
Una volta lasciati soli, Ercole si scusa con Cap per il suo comportamento poco dignitoso durante i funerali dei loro compagni caduti. L’eroe a stelle e strisce ribatte che ha guardato ultimamente lo show con protagonista il figlio di Zeus e deve ammettere che gli è piaciuto. Non trova affatto imbarazzante il desiderio di un uomo di ritrovare sé stesso: la gente li vede come due opposti, ma in realtà hanno più in comune di quanto si possa pensare. Entrambi sono due vecchi soldati, ritrovatisi in un’epoca che non è la loro e nessuno può capire quanto a volte sia difficile adattarsi. Nonostante la scenata di Ercole al funerale, poi i Vendicatori hanno discusso alcuni giorni dopo e la verità è che nessuno sa cosa sia successo a Thor: forse il figlio di Zeus aveva ragione e loro hanno scelto di ignorarlo. E non devono andare così le cose, Ercole ha servito con orgoglio nei Vendicatori e di sicuro lo farà ancora in futuro: è venuto qui per scusarsi, ma dopo quello che ha ottenuto con queste sue nuove fatiche sono i Vendicatori che gli devono delle scuse.
Capitan America tende la mano verso il Principe della Forza, il quale la tende a sua volta dicendo che gli dispiace. Poi sferra un pugno all’eroe a stelle e strisce, mettendolo ko e sottraendogli il suo scudo. Improvvisamente Wolverine irrompe sulla scena e sferra un’artigliata ad Ercole, che si difende grazie allo scudo. Il figlio di Zeus è incredulo: Wolverine è stato ammesso nei Nuovi Vendicatori e lui no? Subito dopo arrivano anche Iron Man, l’Uomo Ragno e la Donna Ragno. Tony Stark protende le sue mani ed esorta Ercole a mettere a terra lo scudo, non c’è alcuna speranza per lui di fuggire da qui. Il Principe della Forza sorride e carica contro gli eroi utilizzando lo scudo di Steve Rogers come ariete: Iron Man e gli altri così vengono sbalzati via ed Ercole può andarsene. Tony Stark propone di inseguirlo, ma Cap lo invita a lasciar perdere: ha la sensazione che Ercole abbia bisogno di quello scudo più di quanto serva a lui ora, perciò per il momento gli daranno corda. E dunque il figlio di Zeus e la troupe televisiva si allontanano indisturbati.
Decima Fatica: Nell’antichità ad Ercole venne richiesto di rubare i buoi di Gerione, un tiranno con tre facce; oggi invece affronterà un tiranno col volto di metallo, il Dr. Destino. Il Principe della Forza dovrà sottrargli uno dei suoi doombot. L’eroe riesce nell’impresa e fugge insieme al cameraman alla cattura da parte di altri doombot. Una volta al sicuro, il robot viene posizionato dietro una griglia energetica: quando però comincia a parlare con la classica prosopopea con cui è noto Victor Von Doom, qualcuno comincia a dubitare che sia un semplice robot. Fatica completata.
Undicesima Fatica: Nell’antichità Ercole dovette raccogliere i pomi d’oro dal Giardino delle Esperidi, per la disperazione del suo guardiano, il drago Ladon. Oggi il figlio di Zeus dovrà recuperare un oggetto altrettanto raro, uno degli elivelivoli appartenenti allo SHIELD. Nick Fury viene svegliato da un agente, il quale gli mostra un filmato in cui Ercole si sta portando via un elivelivolo: lo stanno colpendo con tutto quello che hanno nel loro arsenale, ma lui si limita a scrollare le spalle e sorridere. Fury sbuffa: lo sapeva che prima o poi sarebbe stato coinvolto in questa stupidaggine delle nuove fatiche. Poi torna a dormire: che venga svegliato solo se accade qualcosa di veramente importante. Fatica completata.
Gordon Allsworth ricompare in video: si è quasi giunti all’epilogo, ma stavolta Euristeo vuole rivelare personalmente ad Ercole le condizioni dell’ultima fatica. L’ex re di Micene afferma che non immaginava che il Principe della Forza sarebbe arrivato fino a questo punto, ma non riuscirà mai a superare l’ultima prova. Originariamente dovette scendere all’Inferno e catturare Cerbero, il cane a tre teste. Adesso tornerà nuovamente in Ade, ma dovrà riportare da lì un fiore, che si trova tra i capelli della sua defunta moglie Megara. E lei glielo darà solo come gesto di perdono, per il fatto che il figlio di Zeus abbia ucciso lei ed i suoi figli. I cameramen rimangono scioccati: davvero Ercole ha sterminato la sua stessa famiglia? Il Principe della Forza rimane in silenzio.

CAPITOLO 5


I due cameramen hanno cercato in ogni bar, strip club e salone massaggi della zona, ma nessuna traccia di Ercole, forse non ha più il coraggio di mostrare la sua faccia dopo quello che è successo. Ad un tratto i due passano davanti al bar in cui il figlio di Zeus aveva affrontato per la prima volta Achelous: improvvisamente un uomo sfonda la vetrina, lanciato con forza dall’interno. I due capiscono di aver trovato l’oggetto della loro ricerca. Entrano così nel locale, che è stato praticamente fatto a pezzi, con le ballerine e gli avventori messi ko, mentre Ercole giace riverso sul bancone in forte stato di ubriachezza. Il Principe della Forza invita i due cameramen ad andarsene subito: non vuole la loro pietà e non è degno della loro compagnia. La barista ringrazia ironicamente i due per il loro intervento ritardato, tanto ormai Ercole si è già scolato la sua riserva di champagne contenuta nelle sue cinque botti. I due cameramen si avvicinano al figlio di Zeus: deve provare a capire le cose anche dal loro punto di vista, sono rimasti scioccati da quella rivelazione. Certo, i miti greci hanno a volte la stessa veridicità delle notizie del New York Post, ma non avrebbero mai immaginato che lui aveva ucciso la sua famiglia.
Ercole conferma che è tutto vero: quella era stata una notte ordinaria per lui, con tante donne, tante risse, tanto divertimento lascivo ed anche tanto alcol. Neanche rammenta come sia riuscito a tornare a casa, ricorda solo di aver ripreso i sensi dopo un lungo blackout e di essersi ritrovato di fronte a quella tragica scena, con le sue mani insanguinate e sua moglie ed i suoi figli morti. Il Principe della Forza si mette le mani nei capelli: non può rivederli, non ne ha il coraggio, questa ultima fatica non verrà portata a termine. In quel momento arriva Gordon Allsworth. Uno dei cameramen lo invita ad andarsene, poiché non è proprio il momento adatto, ma per tutta risposta il presentatore sbatte a terra la telecamera rompendola: non è qui per quello stupido show, è qui per sé stesso. Così si avvicina ad Ercole e gli mostra una lettera del Gruppo Olimpo, da lui ricevuta alcune settimane fa: è per questo che lo ha messo a così dura prova, non per avere un alto indice di ascolto. Non ha mai voluto che lui risultasse ridicolo davanti alle telecamera, voleva che avesse successo, voleva che ritornasse ad essere un eroe. Il suo eroe.
Quando il presentatore era un bambino e tutti i suoi coetanei leggevano i fumetti sui supereroi, lui leggeva delle imprese di Ercole: e quando ha avuto la possibilità di incontrare l’eroe della sua infanzia, ha ricevuto una brutta sorpresa nello scoprire che tipo di persona fosse davvero. Uno sbruffone ubriaco e in disgrazia, che dovrebbe essere oggetto di pietà più che di ammirazione, soprattutto adesso che si è scoperto che è un assassino. Ercole esorta Allsworth a moderare le parole, ma lui ribatte gettando via il boccale di birra che ha in mano:  deve smetterla di autocommiserarsi ed accettare le conseguenze delle sue azioni. Deve affrontare le sue vittime da uomo, guardare negli occhi sua moglie ed i suoi figli ed implorare il loro perdono. Perché se questo non avvenisse, non tornerà mai ad essere l’eroe di un tempo. Allsworth si allontana, ma Ercole gli intima di fermarsi: lo aveva conosciuto come un uomo piccolo, piagnucoloso e codardo, ma non aveva mai immaginato quale fuoco ardesse nelle sue vene, ci vuole davvero un gran coraggio per parlare in quel modo al figlio di Zeus. Quindi ora lui ha una fatica da portare a termine. Ercole esce dal locale, mentre i due cameramen si complimentano col presentatore per il suo atteggiamento impavido, ma lui sviene immediatamente.
Little Italy: Qui si trova l’accesso all’Ade e per ottenerlo bisogna avere l’assenso del suo oscuro signore. Così Ercole entra in una caffetteria, dove si trova in abiti borghesi Plutone. Il dio invita il figlio di Zeus a sedersi, accanto a lui ed ai suoi sgherri della malavita. Ercole gli chiede se ha il permesso di accedere in Ade. Plutone risponde che non potrebbe mai dirgli di no: dopotutto, nonostante ciò che la storia racconta, lui è sempre stato il suo nipote preferito. Tutto quello che vuole in cambio è che, ad un certo punto, lui gli chiederà un favore ed il Principe della Forza dovrà accontentarlo. Ercole accetta il patto e stringe la mano a Plutone, poi esce dal locale.
Ade: Ercole, Gordon Allsworth ed i due cameramen salgono a bordo dell’imbarcazione di Caronte. Una volta giunti sull’altra sponda del fiume, i quattro si ritrovano di fronte ad un grande cancello oltre il quale si trova il reame infernale. Uno degli operatori si guarda intorno sospettoso, ricordando che secondo la leggenda c’è il cane Cerbero a tre teste a guardia di questo cancello. Ercole conferma i suoi timori ed estrae la sua mazza, venendo subito dopo assalito da Cerbero. Il figlio di Zeus centra il guardiano infernale in pieno con la sua arma, poi con un pugno ed una testata lo mette ko. Poi il Principe della Forza ed i suoi compari entrano in Ade, venendo immediatamente circondati da un gruppetto di soldati spuntati come dal nulla da sottoterra, i quali puntano contro di loro le loro lance.
Ad un tratto i soldati si allargano per formare due schiere ai lati ed in mezzo a loro avanzano Megara ed i suoi due figli. Ercole si inginocchia al loro cospetto. La donna pensa alla reputazione di suo marito, che passa tra una bevuta ed una rissa senza dimostrare di avere alcuna preoccupazione. Poi però si domanda se lui veda le loro facce ogni volta che chiude i suoi occhi o se anche dopo tutti questi anni le loro morti perseguitino ancora i suoi momenti di veglia. Chissà cosa penserebbe il mondo se sapesse che ogni volta che Ercole compare in pubblico, lui indossa una maschera. Megara chiede al figlio di Zeus se lei, ed i suoi figli, abbiano il diritto di farsi queste domande. Ercole comincia a piangere. La donna ribatte allora che non c’è bisogno che lui risponda: è venuto qui per ottenere il loro perdono e loro glielo concedono. La sua fatica è completata. Ercole si rialza ed abbraccia la sua famiglia perduta. Poco dopo il gruppetto abbandona l’Ade, con i tre operatori della tv visibilmente commossi. Ma Ercole si volta verso di loro e dice che ciò che hanno sentito sono solo le teorie deviate di una donna in preda ad un forte stato emotivo. Poi per la rabbia distrugge una telecamera.
Grattacielo di Euristeo: Era riceve una chiamata telefonica da Plutone, il quale la informa che Ercole se n’è appena andato completando la sua impresa. La dea rimane delusa: non credeva che Megara fosse capace di perdonare, inoltre nemmeno lei sapeva che era stata proprio la moglie di Zeus a prendere il controllo di Ercole quella notte ed a fargli compiere quella strage. Poi Era chiude la comunicazione e si allontana. Euristeo le chiede cosa deve fare ora. La dea risponde che è tutto finito e lui ha perso. Euristeo la afferra per un braccio: cosa significa che ha perso? Lei stessa lo aveva rassicurato sul fatto che Megara non avrebbe mai perdonato Ercole. Era si libera dalla presa di Euristeo e lo afferra per la gola: farà meglio a non perdere ancora una volta la testa. Poi ode dei rumori in lontananza e capisce che è meglio andarsene, così svanisce in una nuvola di fumo.
Pochi secondi dopo Ercole irrompe nella sala, dicendo che è giunto il momento della resa dei conti. Euristeo spegne le luci, dando al figlio di Zeus un attimo di smarrimento: ne approfitta per colpirlo con una spada forgiata da Efesto nei fuochi del Monte Olimpo, capace persino di penetrare la sua pelle e ferirlo. Subito dopo Achelous afferra Ercole alla gola con la sua coda serpentina e stringe forte. In quel momento Gordon e i due operatori giungono sul posto e, per aiutare Ercole, illuminano la scena grazie alla luce della telecamera. Quando finalmente anche il Principe della Forza è in grado di vedere, nota di fronte a lui Achelous caricare a testa bassa con le sue corna ed Euristeo che sta per colpirlo alle spalle con la sua spada. Prontamente Ercole si sposta, facendo sì che Achelous centri in pieno petto l’ex re di Micene, mentre l’essere taurino viene trafitto dall’affilata arma. Euristeo viene sbalzato all’indietro contro una parete, sopra la quale sono appese due spade: per l’impatto, le armi cadono e si conficcano negli occhi di Euristeo, mozzandogli anche la testa.
Più tardi, nel locale dove tutto era iniziato, si ritrovano i Nuovi Vendicatori, Ka-ar e Shanna, l’Uomo Talpa e Nick Fury. Sul posto è presente anche Ty Stone, il quale si complimenta con Gordon Allsworth: gli ascolti dello show sono saliti alle stelle, anche se non è proprio quello che lui si aspettava. Subito dopo Capitan America si rivolge al magnate televisivo, chiedendo che i beni e gli animali sottratti nel corso del reality e che ora si trovano nei sotterranei dell’edificio di Euristeo vengano restituiti ai legittimi proprietari. Wolverine ci prova con la barista, ma lei ribatte che deve vedere un’altra persona: dopo aver appreso delle tragedie che ha vissuto Ercole ha provato compassione per lui ed alla fine, dopotutto, lui è Ercole. Tuttavia il figlio di Zeus è il grande assente di questo ritrovo e tutti si domandano dove possa essere.
Grecia, Partenone: Ercole è inginocchiato di fronte alle tombe dove ha sepolto i suoi cari. Estrae il fiore che le ha dato Megara, lo bacia e lo posa a terra. Poi si allontana in lacrime.

FINE

domenica 2 dicembre 2012

Hercules (I)


Mini di 5 numeri pubblicata dal giugno al settembre 2005

Frank Tieri (storia)-Mark Texeira (disegni)-Jimmy Palmiotti (chine)-Raul Trevino (colori)-Axel Alonso (editor)

CAPITOLO 1

Un neonato riposa in una culla quando all’improvviso due serpenti gli si avvicinano. Ma senza scomporsi il neonato afferra uno dei serpenti e gli spezza il collo, poi abbranca l’altro. In quel momento però qualcuno chiede di interrompere la scena. Mentre la troupe smonta il set, il regista chiede cosa c’è che non vada. Il presentatore gli chiede se non abbia dato un’occhiata a quei cosiddetti serpenti: chi è quell’incapace che si è occupato dell’animatronics, Ed Wood? Qui si sta cercando di ricreare una scena importante: il povero infante Ercole costretto a difendersi da due maligni serpenti mandatigli contro dalla sua matrigna Era. La gente dovrebbe balzare dalla sedia per la paura, così invece non otterranno nessuna reazione. Non sarebbe forse meglio portare sul set dei veri serpenti?
Il regista chiede al presentatore Gordon Allsworth di darsi una calmata: l’animazione dei serpenti verrà migliorata in post-produzione e lui questo lo sa benissimo. Inoltre dovrebbero credere che davvero gli sta a cuore questo progetto? La realtà è che è stato costretto ad occuparsi di questa produzione da due soldi delle dodici fatiche di Ercole invece che formare il cast del reality Chi Vuol Sposare Il Mio Maggiordomo? Gordon precisa a Robert, il regista, che è lui ad aver rinunciato a quell’incarico e non il contrario, poiché entrava in conflitto con la programmazione di un altro suo programma Booty Call Island. Inoltre oggi lo vede decisamente un po’ acido, farà meglio a fare meno commenti ironici e ad avere un atteggiamento più rispettoso e servile. Robert annuisce, facendo ironicamente il saluto nazista a Gordon.
Il presentatore ribatte che per lui è facile comportarsi così, non sono le sue chiappe che Ty Stone impalerà contro la parete se questa produzione delle 12 fatiche di Ercole si rivelerà un fallimento. Proprio in quel momento il diretto interessato giunge sul posto: subito Gordon gli stringe calorosamente la mano, gli fa i complimenti per come è vestito e gli chiede se possa portargli qualcosa. Stone lo zittisce: se lo pagasse per il suo servilismo, avrebbe dovuto raddoppiargli lo stipendio per questo patetico sfoggio da leccapiedi. La realtà purtroppo è che lo paga per supervisionare questo fallimentare progetto su Ercole. Allsworth chiede scusa, ma non capisce la ragione di questo giudizio negativo visto che il suo capo non lo ha ancora potuto visionare. Ty Stone risponde che ha visto abbastanza da capire che non funzionerà: Gordon sta trattando l’eroe con fin troppo rispetto. Allsworth non è sicuro di comprendere: come dovrebbe approcciarsi allora a questo progetto? Ercole è il più grande eroe della Grecia Antica, con tutto quello che ne consegue. Stone gli mostra un giornale scandalistico, nel quale c’è un articolo che parla di come Ercole si sia reso responsabile di danni a proprietà, lesioni e molestie sessuali dopo essersi ubriacato. Ormai è diventato l’Anna Nicole Smith del mondo supereroistico. La gente non vuole vedere questo buffone mentre solleva la Statua della Libertà o gioca al tiro alla fune contro 100 conigliette di Playboy. La gente vuole vedere questo.
I Vendicatori, i Fantastici Quattro e Nick Fury stanno presenziando ad una veglia funebre per commemorare i loro compagni caduti a causa della follia di Scarlet (V. Vendicatori Divisi) quando all’improvviso Ercole fa il suo ingresso definendoli tutti degli ingrati. Iron Man gli chiede il motivo della sua ira. Il Principe della Forza ce l’ha con loro perché manca colui che è sempre stato un loro strenuo difensore, che non ha mai abbandonato i mortali. E non viene ripagato in alcun modo? Iron Man continua a non capire. Ercole sbotta e dice che si sta riferendo a Thor: anche lui è morto ed i Vendicatori lo disonorano non includendolo nemmeno in questa commemorazione. Iron Man cade dalle nuvole: Thor morto? Certo, è scomparso da alcune settimane, ma questo non significa nulla. Poi non può far a meno di notare l’alito di Ercole e gli chiede se abbia bevuto. Interviene Bestia, il quale afferma che il Principe della Forza è molto più che ubriaco in questo momento. Ercole si fa prendere dall’ira ed afferra il mutante per il collo. Iron Man gli chiede allora di andarsene subito: con sprezzo, Ercole allontana da sé il braccio metallico dell’eroe. Interviene allora Capitan America, il quale rinnova la richiesta con tono fermo e deciso. Finalmente il Principe della Forza abbandona la presa su Bestia, ma subito dopo lo scaglia contro Cap e Iron Man.
Ty Stone osserva con gioia il filmato: questo è l’Ercole che la gente vuole vedere. Gordon Allsworth afferma che forse all’eroe non piacerà vedere questa interpretazione del suo personaggio. Stone ribatte che non gli può non piacere ciò di cui non è a conoscenza e comunque dove si trova in questo momento la star del loro show?
Macerie del Palazzo dei Vendicatori: Capitan America tiene un memoriale in onore dei suoi compagni caduti: non c’è posto più adatto di questo, è qui che è iniziata l’avventura degli Eroi più Potenti della Terra ed è sempre qui che tutto drammaticamente è finito. Coloro che sono stati Vendicatori sanno che il gruppo era qualcosa di speciale, che aveva dentro di sé qualcosa che non può essere dimenticato. E dunque è giusto celebrare tutto ciò. Così Capitan America tira via un telone e mostra una splendida scultura raffigurante lui e i membri fondatori dei Vendicatori: qui nascerà il parco commemorativo dei Vendicatori.
Ercole assiste a tutta la scena, ripresa dai media, in una taverna ed in un accesso di rabbia sfascia la televisione lanciandole contro uno sgabello: perché questa deve essere la fine dei Vendicatori? La divisione è per i gruppi inferiori, tipo quegli inutili X-Tizi, non per gli Eroi più Potenti della Terra. Questo mondo ha ancora bisogno di campioni e se Capitan America e gli altri non hanno il fegato di riformare i Vendicatori ci penserà lui. L’operatore di Ty Stone riprende la scena ed ironizza dicendo che, quando questo avverrà, lui si unirà a HYDRA. In quel momento il buttafuori del locale esorta Ercole ad uscire, ma per tutta risposta il Principe della Forza lo scaraventa contro una parete. La barista e proprietaria della taverna se la prende con l’eroe: è il quarto buttafuori che manda all’ospedale questa settimana, non crescono mica sugli alberi. Lo sopporta perché paga molto bene, ma inizia davvero a chiedersi se ne valga la pena: viene qui, si scola tutta la sua riserva di alcolici, palpeggia le ballerine e pesta chiunque lo guardi in maniera sbagliata danneggiando regolarmente la sua proprietà, ma chi si crede di essere? In un angolo, qualcuno osserva con attenzione tutta la scena.
Il cameraman le rivela chi è, ma la barista ribatte che lei preferisce Xena. Ercole non raccoglie la provocazione, anzi è certo di aver capito: questa donna è pazza di lui. È naturale: dopotutto il suo apporto non è stato fondamentale per la sconfitta dei Titani? Non ha conquistato praticamente da solo Troia? Non è forse il suo nome leggendario grazie alle mitologiche Dodici Fatiche? La barista non ne ha mai sentito parlare ed Ercole crede che lo stia prendendo in giro, ma lei afferma di non essere mai stata portata per la storia. L’eroe allora decide di rinfrescarle la memoria: dodici strazianti fatiche, dalla prima all’ultima dalla portata grandiosa. Domare il Leone di Nemea; uccidere l’Idra dalle molte teste; catturare il Cinghiale di Erimanto; catturare la Cerva di Cerinea; disperdere gli uccelli mangiauomini del Lago Stinfalo; ripulire in un sol giorno le mille stalle di Augia; sconfiggere il Toro di Creta; rubare le Giumente di Diomede; acquisire la Cintura Dorata delle Amazzoni; rubare i Buoi di Gerione; prelevare i pomi d’oro dal Giardino delle Esperidi; catturare Cerbero, il cane a tre teste guardiano dell’Inferno. Chi se non Ercole poteva portare a compimento tutte queste imprese?
La barista non pare molto colpita: sembra quasi che l’eroe se ne sia andato in giro a rompere delle cose e far male a delle persone. E per quale motivo avrebbe intrapreso queste Dodici Fatiche? Ercole risponde che fu una punizione, affibbiatagli da un uomo destinato ad essere il suo odiato rivale fin dalla nascita, re Euristeo di Micene: un piccolo, sciocco codardo che odiava così tanto il Principe della Forza da giungere a perseguitare i suoi consanguinei anche dopo che costui aveva abbandonato il piano mortale. Ma poi Euristeo ha incontrato la sua giusta fine. Ora però Ercole deve rinunciare alla sua divina compagnia per qualche istante, la natura chiama ed anche un dio deve rispondere ad essa.
Il Principe della Forza dunque entra in bagno, subito seguito dalla persona misteriosa che aveva osservato la discussione tra lui e la barista. Ercole gli chiede scusa, non ha nulla contro le sue intenzioni, ma non succederà mai. In risposta la persona misteriosa fa un sorriso sinistro, poi l’eroe viene scaraventato con violenza fuori dal bagno. L’essere esce dall’ombra per rivelarsi come il dio del fiume Achelous. Ercole si ricordi di lui, lo ha sconfitto tempo fa rivelando la creatura insignificante che è. Achelous ribatte che è accaduto molti secoli prima, quando erano entrambi persone diverse, poi con la sua coda che termina con una testa di serpente avvolge strettamente il corpo del Principe della Forza, soffocandolo. Ercole perde i sensi ed Achelous lo afferra per la testa: c’è un altro vecchio amico dell’eroe che vuole salutarlo. I due escono dal locale ed il cameraman, James, ritiene di doverli seguire ma quando la barista offre drink gratis a tutti per festeggiare l’uscita dal locale di Ercole cambia idea e rimane. Achelous arriva davanti ad un auto elegante ed apre la portiera, lasciando interdetto il Principe della Forza: di fronte a lui c’è Euristeo di Micene.



CAPITOLO 2

Euristeo dice ad Ercole una cosa ovvia: non è mai stato un suo grande fan. Un tempo il suo più grande sogno era di cancellare dalla Terra qualsiasi traccia dell’eroe, le storie, le rappresentazioni grafiche, persino la sua progenie ed i suoi discendenti. Sfortunatamente quel sogno terminò prima ancora che potesse cominciare a causa di Illo, figlio di Ercole. Fu un duro colpo per il suo ego ed anche peggio fu l’essere portato davanti alla madre del Principe della Forza, Alcmena, perché decidesse il suo destino. Euristeo tentò di ragionare con lei, di spiegarle che stava solo seguendo la volontà della dea Era, la quale aveva deciso che lui ed Ercole dovessero essere rivali fin dalla loro nascita. Ma Alcmena non volle sentir ragioni: schiaffeggiò Euristeo, poi gli cavò gli occhi, infine Illo gli mozzò la testa con la sua spada. Questa è la storia della fine del re di Micene, come è stata tramandata dalle leggende, ma c’è anche un seguito: il fato decise di intervenire quel giorno sotto forma di Era, la sua benefattrice, la quale rianimò il suo cadavere. Euristeo si rialzò, afferrò la sua testa ed utilizzando l’uncinetto con cui Alcmena gli aveva cavato gli occhi se la ricucì addosso, così come si ricucì le orbite incavate. E quel giorno decise che anche in futuro avrebbe avuto un ruolo speciale nella vita di Ercole.
E quindi, dopo tutti questi anni, è tornato. I secoli passati gli hanno dato il vantaggio e la conoscenza di investire in modo saggio, di raccogliere una cospicua fortuna e vivere nel lusso. Sì, è occorso un po’ di tempo, ma ormai si è ripreso dalle sventure che Ercole e la sua famiglia gli hanno causato. Si è abituato alla sua cecità ed ha fatto qualche plastica facciale, tuttavia alcune cicatrici non guariranno mai. Gli operatori al seguito di Ercole riprendono tutto il suo dialogo, pur trovando la sua storia poco credibile. Il Principe della Forza gli chiede perché lo abbia portato in uno dei suoi grattacieli. Euristeo ribatte che Ercole è divenuto un essere patetico, ma questo lui già lo sa. L’eroe però non prende bene l’insulto ed afferra Euristeo per la testa. Gordon Allsworth invita Ercole a non compiere gesti inconsulti: avranno tra le mani una bella gatta da pelare se continua a comportarsi in questo modo. Euristeo invita il presentatore a non preoccuparsi: il figlio di Zeus non gli farà alcun male, non quando capirà che lui è l’ultima speranza che ha per tornare ad essere un vero eroe. Dopo un istante di esitazione, Ercole abbandona la presa.
Euristeo spiega che, dopo che la sua permanenza eterna nell’Ade è stata cancellata, aveva deciso che quando la sua strada e quella di Ercole si sarebbero nuovamente incrociate ci sarebbe stato qualcosa di incredibile, di epico con la E maiuscola, come è sempre stato tra loro due. E così pazientò, osservando Ercole da lontano per tutti questi anni nonostante fosse una esperienza per lui dolorosa fino a vederlo ridursi all’ombra dell’eroe che era un tempo. Per dimostrare ciò, Euristeo manda in onda un’intervista televisiva in cui la barista del locale racconta per filo e per segno il comportamento inqualificabile del Principe della Forza. Euristeo sente di provare vergogna per questo: Ercole, in onore del quale sono stati eretti monumenti, su cui sono state scritte innumerevoli canzoni, che un tempo era il più grande eroe che il mondo avesse mai conosciuto, ora è già tanto se riesce a tirar giù un gattino impaurito da un albero. Euristeo comincia a ridere di gusto, ma si zittisce immediatamente quando Ercole gli lancia un’occhiataccia. Il Principe della Forza lo esorta a venire subito al punto, la sua pazienza si sta esaurendo.
Euristeo spiega che vuole aiutarlo, anzi, che vuole aiutare loro due. Deve tornare ad essere l’eroe di una volta: francamente, dal momento che è stato l’ex re di Micene a prendersi gioco di lui per tanto tempo, adesso non ci sta facendo una bella figura. Quindi occorre trasformare questo noioso reality show in quel qualcosa di epico con la E maiuscola, come le Dodici Fatiche. Quindi perché non ripetere quell’esperienza? Ercole vagherà per il mondo delle Meraviglie, portando a termine missioni che Euristeo sceglierà per lui, ognuna più difficile della precedente. Tutto catturato su pellicola per le masse. Gordon Allsworth rimane estasiato dal progetto: gli indici di ascolto che otterrà il reality faranno sembrare il Super Bowl una replica di Star Trek: Enterprise. Euristeo spiega che non ci saranno damigelle in pericolo, nessun pietoso scenario da “fato del mondo in ballo”, nessuna punizione per terribili azioni. E chiede ad Ercole il suo parere.
Prima che l’eroe possa rispondere, fa il suo ingresso Achelous, il quale dice che Ercole è solo un piagnucoloso codardo che non è in grado di fare nulla senza l’aiuto del suo paparino. Il Principe della Forza non prende bene l’affermazione e si prepara a fronteggiare il suo avversario, ma Euristeo li divide: potranno picchiarsi quanto vogliono, ma solo dopo che sarà stato raggiunto un accordo tra lui ed Ercole. Allsworth ne approfitta per intervistare Achelous e domandargli quale sia la sua storia. Il dio del fiume racconta che la sua disputa secolare con Ercole è stata causata da una donna: non una donna qualunque, ma Deianira, la cui bellezza era paragonabile a quella di Venere stessa. Achelous la amava profondamente, ma lei non ricambiava i suoi sentimenti ed aveva occhi solo per Ercole che però la tradiva continuamente. Giunse infine il momento in cui Achelous ed il figlio di Zeus si batterono per la mano di Deianira: fu una battaglia epica durante la quale Ercole comprese che il dio del fiume, grazie alla sua coda di serpente ed alla capacità di trasformarsi in una potente creatura taurina, era un avversario più temibile di quel che credeva. Alla fine però fu Ercole a trionfare.
L’operatore trova il racconto interessante, a quanto sembra Achelous è stato il primo stalker della storia. Il dio del fiume pensa che il cameraman si stia prendendo gioco di lui e lo afferra per il bavero, ma Ercole con un pugno lo mette al tappeto: che gli serva da lezione, nessuno prende a pugni il Principe della Forza mentre sta espletando i suoi bisogni fisiologici. Poi si rivolge ad Euristeo: accetta la sua offerta. L’eroe esce dall’ufficio insieme alla troupe. Achelous vorrebbe inseguire Ercole, ma Euristeo lo blocca: il figlio di Zeus ha accettato la loro sfida, dunque hanno già vinto.
Wall Street: Un uomo sfreccia a gran velocità per le vie di questa strada, fino ad entrare in un grande edifico sulla cui insegna campeggia la scritta Gruppo Olympus. Giunge infine in un ufficio, chiedendo a suo padre di radunare immediatamente un consiglio di amministrazione, poi si blocca un po’ sconcertato poiché suo padre si sta “intrattenendo” con una segretaria. L’uomo congeda la ragazza, poi esorta suo figlio a bussare la prossima volta: inoltre non deve mai chiamarlo padre, gliel’ha già detto mille volte, qui non deve passare l’idea che ci sia del nepotismo. Il figlio fa una faccia contrita, poi accende la televisione, dove Gordon Allsworth annuncia al pubblico che Ercole ha appena raccolto una sfida da un suo vecchio avversario per dare vita a delle nuove Dodici Fatiche. Zeus rimane stupito: in che razza di guaio si è cacciato stavolta quel pagliaccio di suo figlio?

CONTINUA...

martedì 15 maggio 2012

Avengers - Genesi di un sogno


Nasce tutto nel 2008, col primo film di Iron Man interpretato da Robert Downey Jr. Io lo vidi più tardi, in DVD (perdonatemi): lo vidi non sapendo praticamente nulla. E così alla fine, dopo essermi gustato un bel film, dopo essermi visto tutti i titoli di coda (cosa che faccio sempre con ogni film) ed aver passato i credits della colonna sonora e la rassicurazione che nessun animale avesse subito maltrattamenti, mi vedo comparire un'altra scena. E qui compare il personaggio di Nick Fury, interpretato da Samuel Jackson, che dice:"Sono qui per parlarle dell'Iniziativa Vendicatori". Al che io strabuzzo gli occhi ed esclamo:"Prego?". Ho rivisto immediatamente quella scena una seconda volta.
Qualche settimana dopo, insieme a degli amici, mi vedo il film di Hulk interpretato da Edward Norton, che fa piazza pulita della precedente versione realizzata da Ang Lee. Un film senza infamia e senza lode e, stavolta a metà titoli di coda, ricompare Tony Stark che parla al generale Ross e dice qualcosa del tipo:"Stiamo mettendo insieme una squadra". Al che io, come credo molti altri, comincio a domandarmi:"Ma stiamo davvero andando in quella direzione?".
La risposta era chiaramente sì. Ma, laddove nei fumetti saremmo stati subito accontentati, il cinema ha i suoi tempi e quindi solo nel 2010 il discorso è stato ripreso col sequel di Iron Man e le voci che si rincorrevano già settimane prima:"Rimanete fino alla fine... c'è una grande sorpresa". Evitando miracolosamente ogni spoiler, quindi, con pazienza (ed anche con piacere, visto che c'erano gli AC/DC come colonna sonora) arrivo alla fine, quando l'agente Coulson arriva in una zona desertica e lì, dopo che ha esclamato:"L'abbiamo trovato" si intravede chiaramente... il martello di Thor! Arriviamo così al 2011, quando la trama del film Avengers comincia a delinearsi con altre due pellicole: con Thor viene introdotto un nuovo elemento del gruppo (anzi due, se contiamo Occhio di Falco, seppur si veda per mezzo secondo) nonchè, sempre dopo i titoli di coda, il tesseract alias Cubo Cosmico che sarà il motore dei film successivi. Si continua poi con Captain America: The First Avenger, in cui facciamo un salto nel passato e scopriamo le origini del primo degli eroi, nonchè del tesseract stesso. E dopo i titoli di coda il sogno diviene realtà e c'è l'annuncio che nel 2012 vedremo sul grande schermo gli Eroi più Potenti della Terra. I Vendicatori, gli Avengers!
E quel momento è arrivato. Tutti voi ormai avrete visto il film e, se non lo avete visto... che aspettate? Certo, qualcuno potrebbe dire: sì, ma hanno già fatto altri film su un supergruppo Marvel, gli X-Men e i Fantastici Quattro dove li metti? E, sì, avete ragione, però i Vendicatori... i Vendicatori sono qualcosa di diverso. I Vendicatori sono IL gruppo della Marvel. Già nel vedere i due trailer o le clip di anteprima, con lo scambio di battute tra Loki e Tony Stark o la lotta di Thor e Capitan America contro i Chitauri, sembrava proprio di trovarsi di fronte ad un ottimo prodotto. E questo è stato. Intendiamoci, se volessimo dire che Avengers entrerà nella storia del cinema (a parte per gli incassi che realizzerà) probabilmente staremmo esagerando. Ma ci ha dato quello che noi volevamo: molti hanno detto che è stato come il coronamento di un sogno ed hanno ragione. La ripresa in chiave moderna della fondazione del gruppo, con Loki come minaccia che li unisce, gustose citazioni fumettistiche (il Project Pegasus, il Life Model Decoy), battute ben calibrate intervallate da momenti di riflessione, azione allo stato puro quando necessario, la già famosa scena "Hulk Smash Loki"... e molto altro, questo è quello che avremmo voluto ricevere dalla Marvel.
Ed io pensavo sarebbe finita qui, sì, erano già stati annunciati i sequel di Thor, Cap e Iron Man, ma io pensavo davvero che con gli Avengers la storia si sarebbe conclusa qui. E invece... e invece ecco un'altra scena post-credits dove compare la prossima minaccia: lui, Thanos il Titano! Questo è più della realizzazione di un sogno, questa è la classica continuity fumettistica trasportata sul grande schermo, qualcosa mai tentato prima d'ora, per quanto ne so. Però ora bisogna aspettare, con pazienza... molta pazienza.
E quindi, per tutto questo, grazie. Grazie, Joss. Grazie, Robert. Grazie, Chris & Chris. Grazie, Scarlett. Grazie, Samuel. Grazie, Mark. Grazie, Jeremy. Grazie, Cobie. Grazie, Gregg, il tuo personaggio ci mancherà molto. Ci rivedremo nella Torre dei Vendicatori, che Tony Stark sta già costruendo. Excelsior!