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mercoledì 12 febbraio 2025

Fabolous Stack of Comics: Dottor Andromeda e il Regno dei Domani Perduti


Continuano gli spin-off di Black Hammer che, analizzando aspetti finora poco noti o non ancora rivelati di questo universo, contribuiscono a gettare una nuova luce su Spiral City e i suoi incredibili abitanti.
Dopo Sherlock Frankenstein e la Legione del Male, giunge dunque Dottor Andromeda e il Regno dei Domani Perduti (Doctor Andromeda and the Kingdom of Lost Tomorrows), miniserie di quattro numeri pubblicata da Dark Horse nel 2018, scritta da Jeff Lemire e disegnata da Max Fiumara.
James Robinson, il Dottor Andromeda, è uno dei più grandi eroi della Golden Age: ha contribuito a debellare la minaccia nazista ed è stato uno dei membri fondatori del primo supergruppo della storia.
Ma, al termine di una missione nello spazio, l'eroe finisce in maniera avventata in un buco nero e, quando torna a casa, scopre che - se lui è rimasto giovane - sulla Terra sono passati diciotto anni. La moglie e il figlio lo odiano per essere stati abbandonati per così tanto tempo e chiudono ogni rapporto con lui.
Decenni dopo James Robinson sta ancora cercando di ricucire i rapporti con il figlio, ma ormai sembra troppo tardi perché quest'ultimo è affetto da un male incurabile. Ci potrà essere una redenzione per il Dottor Andromeda?
Il concetto di legacy, del manto di un eroe che può passare a qualcun altro, è stato presente nel fumetto americano - e nella narrativa in generale - fin dagli albori. Questo spiega la presenza di molti giovani sidekick durante la Golden Age, idea che oggi ci appare folle (ragazzini che consapevolmente vengono mandati a rischiare la vita combattendo il crimine?).
Jeff Lemire adotta e riadatta questo concetto, dandogli una nuova dimensione, più in sintonia con le atmosfere di Black Hammer, ovviamente. Stavolta il personaggio di riferimento è lo Starman della Golden Age, ma non così come originariamente pensato, bensì la reinterpretazione moderna attuata da James Robinson a partire dagli anni '90, dove il manto dell'eroe veniva preso dal figlio (magari un giorno ne parleremo su questi lidi).
Il fatto, dunque, che il protagonista di questa storia porti proprio quel nome non è un caso. Insomma, la reinterpretazione di una reinterpretazione.
Inoltre vi è anche un chiaro omaggio al corpo delle Lanterne Verdi, qui più nella versione Bronze Age che in quella Silver.
Detto questo, il Dottor Andromeda - rispetto alle altre personalità abbastanza borderline che abbiamo visto nelle storie principali - risulta come l'eroe più classico di questo universo, essendo forse profondamente radicato in quella Golden Age da cui non è mai sfuggito, mentre il tempo sfrecciava attorno a lui.
E questa miniserie che lo riguarda è incentrata sulle tematiche familiari, sulle perdite che si possono subire quando un dovere verso altre persone prevale sulle necessità personali e quelle dei propri cari. Ed ecco dunque giungere la tematica, molto cara al fumetto americano e non solo, del padre che deve recuperare il rapporto col figlio.
Proprio mentre quel tempo a disposizione, a cui il Dottor Andromeda ha cercato di sfuggire per tutta la vita, si stringe sempre più. La ricerca di una redenzione personale porta dunque l'eroe ad esaminare la propria esistenza passata per trovare la risposta alla domanda se sia stato davvero un buon genitore, oltre che un eroe perfetto.
In ultima analisi, se James Robinson sia stato un bravo essere umano, oppure se quella sua umanità sia andata perduta nel buco nero, insieme ai diciotto anni che hanno caratterizzato la sua scomparsa.

martedì 21 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Sherlock Frankenstein e la Legione del Male


Il mondo di Black Hammer, nel suo essere un dichiarato omaggio alla storia del fumetto e alle sue ere, è molto sfaccettato. Finora, a partire da Origini Segrete e L'Evento, ci si è concentrati principalmente sugli eroi di Spiral City esiliati nella dimensione bucolica di Rockwood, ma abbiamo già dato qualche sguardo a "l'altra metà del cielo".
Ovvero i supercriminali, senza i quali i supereroi non potrebbero esistere. Anche loro si sono evoluti col tempo, partendo da quei malvagi a tutto tondo degli esordi per giungere infine a quelle zone di grigio che spesso costellano la vita di chi ha deciso di porsi dalla parte sbagliata della legge.
Nel mondo di Black Hammer il criminale più letale è stato Sherlock Frankenstein e a lui è dedicata la miniserie di quattro numeri Sherlock Frankenstein e la Legione del Male (Sherlock Frankenstein and the Legion of Evil), pubblicata da Dark Horse nel 2018, scritta da Jeff Lemire e disegnata da David Rubin.
Lucy Weber è alla ricerca di suo padre, l'eroe noto come Black Hammer, e degli altri eroi di Spiral City scomparsi a seguito della battaglia contro l'Anti-Dio. Un ottimo, e per molti versi inevitabile, punto di partenza è intervistare i supercriminali che li hanno affrontati.
E uno di loro ha dominato lungo tutte le ere, scontrandosi con molti eroi nel corso dei decenni: Sherlock Frankenstein. Ora ritiratosi a vita privata e divenuto mecenate, da tempo sembra scomparso dalla scena pubblica.
In cerca di indizi, Lucy Weber inizia a interrogare alcuni suoi ex alleati criminali e ben presto una sconvolgente verità sembra emergere: l'ultima volta che Sherlock Frankenstein è stato visto si stava dirigendo verso il luogo della battaglia tra gli eroi e l'Anti-Dio. Ma come alleato o come loro nemico? Che sia davvero lui il responsabile della loro scomparsa?
Dopo i vari emuli di Capitan America e Shazam, ecco giungere un personaggio che è una sorta di mix tra il Dr. Sivana (da cui riprende il look) e il Lex Luthor principalmente della Silver Age, un genio malvagio dedito tuttavia a piani assurdi contro gli eroi. Il titolo della miniserie richiama inoltre la Società dei Mostri del Male, il primo supergruppo composto da supercriminali della storia del fumetto.
Ma non ci si limita solo a questo: sfruttando l'ondata revisionista degli autori inglesi, Sherlock Frankenstein diventa un personaggio dalle motivazioni non così banali. Divenuto un supercriminale per aver perso l'amore della propria vita e che dalla criminalità si è infine allontanato dopo aver ritrovato l'amore, grazie a Golden Gail, un tempo sua principale avversaria.
Intorno a lui gravitano altri supercriminali, con nomi geniali (non so da dove Jeff Lemire abbia tratto l'ispirazione per Chtu-Lou e Chtu-Louise, ma vorrei tanto saperlo) e che dai supereroi di Spiral City dipendevano.
Tanto che con la loro scomparsa, laddove ci si potrebbe aspettare che i criminali ne avrebbero approfittato, i vari "cattivi" hanno infine deciso di abbandonare la scena, perché quello non era più il loro mondo. A un universo fatto di continue battaglie tra il bene e il male ne era giunto un altro, con troppe zone di grigio perché loro potessero esserne parte integrante.
Dietro tutto questo c'è anche un piccolo mistero il cui finale può risultare prevedibile e che non è il focus principale della storia (sappiamo già, infatti, che Lucy Weber poi ritroverà gli eroi di Spiral City). Bensì è ampliare la finestra del lettore su questo strano, nuovo mondo, iniziando ad arricchire questo sfaccettato mosaico con nuovi personaggi, nuove interazioni e nuovi possibili sviluppi.
Perché dalle ceneri di un universo che muore, può rinascere la speranza.

mercoledì 8 gennaio 2025

Fabolous Stack of Comics: Black Hammer - L'Evento


Gli eroi di Spiral City hanno protetto questa città per decenni dalle minacce più incredibili e fantasiose. Golden Gail, Barbalien, Abraham Slam, Madame Dragonfly, Colonel Weird e infine il più grande di tutti, Black Hammer.
Ognuno di loro ha sacrificato molto per combattere il male, ma alla fine ognuno di loro sembrava aver raggiunto un proprio equilibrio. Fino alla battaglia finale contro la minaccia più grande di tutte, l'Anti-Dio, che li ha catapultati in una dimensione bucolica, in cui sono rimasti bloccati per dieci anni, come descritto in Origini Segrete.
Ma tutto questo, forse, sta per cambiare nella nuova saga di sei numeri L'Evento (The Event), pubblicata nel 2017, scritta da Jeff Lemire e disegnata da Dean Ormston.
Lucy Weber, la figlia dello scomparso Black Hammer, riesce a ritrovare gli eroi sperduti nella dimensione in cui sono stati catapultati. C'è un problema, però: non ricorda più come sia giunta fin qui e come si possa tornare indietro, a dimostrazione che c'è qualcosa di davvero insolito in quest'apparente idilliaca situazione.
Lucy Weber inizia dunque a indagare su questo mistero, scoprendo numerose crepe nel paradiso terrestre rappresentato dalla dimensione alternativa, mentre si apprende davvero cosa è accaduto nel corso dell'ultima battaglia degli eroi. E dietro questo forzato esilio potrebbe esserci dietro proprio uno di loro!
Reinterpretare il canone supereroistico è sempre una sfida difficile da intraprendere. Di per sé è già stato fatto, la stessa Silver Age a ben vedere era una rivisitazione degli stilemi e degli eroi della Golden Age, attualizzati per il nuovo pubblico di quell'epoca, ma anche per quel vecchio pubblico che nel frattempo era cresciuto.
E sono proprio queste due ere le protagoniste dietro le quinte di questo fumetto che si configura come una metafora di quella candida ingenuità dei titoli fumettistici di un tempo che a un certo punto sono stati sovrastati da un'era più oscura e una maggiore pretesa di realismo, che per quanto legittima alla fine ha preso il sopravvento sul resto.
Quindi, come già detto, ogni eroe ricorda in maniera esplicita supereroi o temi del passato (l'originale Capitan Marvel, Adam Strange, Martian Manhunter, Capitan America, le storie horror degli anni '50) che alla fine cedono il passo all'Anti-Dio, ovvero a Darkseid e a quella Bronze Age che avrebbe poi portato a una totale rivisitazione del fumetto supereroistico qualche tempo dopo grazie principalmente a sceneggiatori inglesi.
Una parabola del fumetto stesso, durata vari decenni, che si estrinseca in una piccola comunità rurale dove una vita da sogno sta per tramutarsi in un incubo.
Ma Black Hammer è molto più di questo: è una disamina della complessa personalità umana, che può assumere diverse sfaccettature. La diffidenza, l'amore, l'accettazione, l'odio verso gli altri e noi stessi, il tradimento e il voler seguire le orme dei propri genitori. È il desiderio da parte del lettore di vedere i vari protagonisti più nel loro aspetto umano che in quello super.
Perché non necessariamente sono i poteri a creare un eroe. E non sempre avere i poteri significa elevarsi al di sopra degli altri.

giovedì 10 ottobre 2024

Fabolous Stack of Comics: Black Hammer - Origini Segrete


Può capitare a volte che i supereroi siano sbalzati in un'altra dimensione, magari senza memoria del loro mondo di provenienza e con solo dei ricordi sbiaditi delle loro precedenti vite. Ma in tutti i casi visti finora la trama si è sempre concentrata sul ritorno nel loro mondo e il recupero delle loro identità.
Ma cosa accadrebbe se quei supereroi rimanessero bloccati in quest'altra dimensione addirittura per anni? Ne dà una risposta Black Hammer, serie ideata da Jeff Lemire e pubblicata dalla Dark Horse a partire dal 2016. La prima saga di sei numeri, disegnata da Dean Ormston, si intitola Origini Segrete (Secret Origins).
In un anonimo villaggio di campagna vive da dieci anni un'anonima famiglia, il cui impegno quotidiano più emozionante sembrerebbe coltivare i campi e accudire gli animali della fattoria.
In realtà non è così: i componenti di questa presunta famiglia, alcuni dei quali non possono rivelarsi al pubblico visto il loro aspetto inumano, sono in realtà gli eroi di Spiral City, precipitati in un'altra dimensione a seguito di una crisi cosmica in cui era coinvolto il loro scomparso compagno di squadra Black Hammer.
Da anni gli eroi cercano un modo per tornare nel loro mondo, ma ormai hanno perso le speranze. E mentre si abituano con fatica alle loro nuove vite, la figlia di Black Hammer non ha ancora rinunciato a ricercare suo padre e i suoi sperduti alleati.
Ecco cosa non troverete in quest'opera. Non troverete lunghe e prolungate battaglie tra supereroi e supercriminali. Non vedrete i suddetti supereroi sventare all'ultimo momento possibile la minaccia che rischia di distruggere il mondo. Non vedrete eleganti quartier generali o invenzioni fantascientifiche.
In questo caso, infatti, Jeff Lemire mischia, per sua stessa ammissione, le atmosfere di Essex County che pubblicava agli esordi con quelle delle storie supereroistiche con cui si è fatto conoscere dal grande pubblico.
Lo fa mettendo in scena un meraviglioso contrasto tra il passato dei sei supereroi e la loro vita attuale. Abraham Slam, Colonnello Weird, Goldel Gail, Barbalien, Talky-Walky e Madame Dragonfly. Sei personaggi che ricordano a modo loro altri eroi e le epoche d'oro e d'argento del fumetto.
Personaggi, però, che sono ormai l'ombra di ciò che erano un tempo e i flashback che li riguardano sembrano quasi essere incentrati su altri.
Ci troviamo dunque di fronte a una storia molto intimista, che scava nei caratteri e nelle psicologie di personaggi profondamente differenti che per uno strano scherzo del destino, o forse chissà qualche piano di cui non sappiamo ancora nulla, si ritrovano ora insieme.
Ma al tempo stesso c'è una trama generale che va avanti e che di sicuro ci riserverà altre sorprese.

martedì 25 aprile 2023

Fabolous Stack of Comics: Essex County - L'Infermiera di Campagna


Si conclude la trilogia ideata, scritta e disegnata da Jeff Lemire e ambientata nella contea di Essex, in Ontario. Iniziata con I Racconti della Fattoria (Tales from the Farm) e proseguita con Storie di Fantasmi (Ghost Stories), vede il suo epilogo con l'ultima graphic novel intitolata L'Infermiera di Campagna (The Country Nurse), pubblicata nel 2009 da Top Shelf Productions.
L'infermiera del titolo si chiama Anne Byrne ed è in realtà già comparsa nei precedenti due capitoli, di sfuggita nel primo, come badante di Lou Lebeuf nel secondo.
Molto dedita al suo lavoro e premurosa verso i pazienti affidati alle sue cure, Anne Byrne si trova in una difficile situazione familiare, poiché suo marito è scomparso da alcuni anni, mentre suo figlio è svogliato e non la ascolta.
Al contempo, tramite un flashback ambientato nel lontano passato, apprendiamo un particolare importante su tutti i protagonisti della trilogia.
Il cerchio narrativo si chiude in maniera egregia grazie a questo e terzo e conclusivo capitolo. Da un lato le varie vicende dei protagonisti che abbiamo visto passare nel corso di questa saga (da Lester a suo zio, a Jimmy Lebeuf) vengono portate a compimento. Quindi non si tratta di un epilogo definitivo, ma di certo quello che è stato il percorso narrativo - ed esistenziale - dei vari personaggi trova una sua risoluzione.
A chiudere questo percorso abbiamo dunque l'infermiera Anne Byrne, che senza forse accorgercene è divenuta il collante di tutta la saga. Una persona che cerca di dimostrarsi molto forte e determinata, e al tempo stesso gentile, coi suoi pazienti, ma che possiede alcune fragilità.
Un ulteriore cerchio narrativo è quello che riguarda tutti i personaggi nel loro insieme. Infatti ci si potrebbe chiedere: ma perché Jeff Lemire ha deciso di narrarci le storie proprio di queste persone? Ebbene, la scelta non è stata casuale.
Grazie a un abile e ben manovrato artificio narrativo, infatti, l'autore arriva a legare tra loro tutti i protagonisti tramite un evento comune.
La Trilogia di Essex County diventa così una insolita saga familiare e un'analisi dei dilemmi esistenziali di quelle persone comuni, quelle a cui non rivolgiamo un secondo sguardo. O quelle a cui magari alcuni gettano uno sguardo di disprezzo. Eppure anche loro, con le loro fragilità e la loro volontà, sono persone degne di stima e rispetto. E Jeff Lemire rende merito a queste persone, e alla sua terra natia, con queste storie.
Ora possiamo abbandonare questa contea e lo stesso può fare Jeff Lemire, lasciandosi alle spalle le proprie origini, ma non dimenticandole, e spiccando il volo verso altri e più importanti incarichi di sceneggiatore.

lunedì 17 aprile 2023

Fabolous Stack of Comics: Essex County - Storie di Fantasmi


Si ritorna nella Contea di Essex, in Ontario, per la seconda graphic novel scritta e disegnata da Jeff Lemire dopo I Racconti della Fattoria (Tales from the Farm). Questo secondo racconto, intitolato Storie di Fantasmi (Ghost Stories) è stato pubblicato nel 2008, sempre da Top Shelf Productions.
Stavolta i riflettori si incentrano su Lou Lebeuf, un giocatore semiprofessionista di hockey su ghiaccio che ha militato nelle divisioni inferiori negli anni '50 del secolo scorso, prima di essere costretto al ritiro a causa di un infortunio al ginocchio.
A seguirlo nella sua avventura sportiva vi è suo fratello Vince, più abile di lui ma al tempo stesso desideroso di occuparsi della fattoria di famiglia, e la compagna di Vince, Becky.
Con una storia che copre un arco di tempo di più di cinquant'anni, vediamo l'evoluzione del difficile rapporto tra i due fratelli, legati da un rapporto familiare e di amore, ma al tempo stesso divisi dai loro differenti caratteri e da alcune divergenze. Mentre Lou inizia a perdere l'udito e un'infermiera badante gli viene affiancato per assisterlo.
Con questa seconda storia, Jeff Lemire comincia a costruire un piccolo mondo che popola la Essex County. I fratelli Lebeuf, infatti, sono legati a doppio filo col Jimmy Lebeuf già comparso in I Racconti della Fattoria e anche lui campione di hockey (sport, a quanto sembra, molto caro a Lemire). Inoltre compare brevemente il personaggio di Lester, già visto nella prima storia.
Tralasciando questi piccoli, ma ben curati, dettagli, ci si concentra nuovamente sulle dinamiche familiari. Se nel racconto precedente vi era la mancanza di essi, in questo caso i legami familiari sono ben presenti, ma vi è come una sorta di incomunicabilità che li mina alla base.
Forse per una mancata empatia, forse per invidia per il fatto che suo fratello abbia una persona al suo fianco che l'ama, forse perché è più bravo di lui nello sport, ma Lou Lebeuf col passare del tempo diventa - per sue azioni consapevoli - sempre più solo.
Fino a quando rimane in un'ampia casa, ormai quasi del tutto sordo perché il mondo non vuole più ascoltarlo e lui a sua volta non lo ha mai ascoltato e vicino alla demenza senile perché alla pazzia ci è voluto arrivare in maniera inconscia, rinunciando alla famiglia, all'amore e a un'esistenza dignitosa.
Ma non vi è un messaggio del tutto negativo. In fondo è sempre possibile rimediare ai propri errori, anche quando sembra che si sia vicini alla fine. Tuttavia c'è ancora tempo. Il tempo è tra i beni più preziosi, a maggior ragione se speso accanto a persone che ci vogliono bene.

mercoledì 5 aprile 2023

Fabolous Stack of Comics: Essex County - I Racconti della Fattoria


Jeff Lemire è rinomato per i suoi racconti supereroistici e personaggi come Question oppure Occhio di Falco hanno già potuto essere oggetto delle sue abilità narrative.
Ma le radici come sceneggiatore di Jeff Lemire risiedono altrove, in racconti più intimisti e nostalgici ambientati nella sua terra natale, il Canada, per la precisione nella contea dove è nato e cresciuto. Essex County.
Tali radici si ritrovano in alcune graphic novel da lui scritte e disegnate, la prima delle quali si intitola I Racconti della Fattoria (Tales from the Farm), pubblicata nel 2008 da Top Shelf Productions.
Lester non ha mai conosciuto suo padre e ha perso sua madre a causa del cancro. Affidato allo zio Ken, passa tutte le sue giornate aiutando nelle mansioni della fattoria, leggendo fumetti o fantasticando di essere un supereroe.
Un giorno Lester conosce Jimmy Lebeuf, un ex campione di hockey che gestisce un emporio e su cui gira la voce che sia impazzito per via del colpo alla testa che ha segnato la fine della sua carriera. Eppure lui e Lester condividono alcune passioni, ma Jimmy è anche convinto che un'invasione aliena sia in arrivo.
La storia copre un periodo di tempo lungo un anno ed è scandita dal passare delle quattro stagioni: inizia in estate e, non a caso, termina in primavera. Stagioni che scandiscono anche lo stato d'animo di Lester, che muta insieme ad esse.
Lungo tutto questo periodo, Lester copre il suo volto con una maschera e indossa il suo mantello da supereroe, metafora del suo voler nascondere al mondo esterno, compreso suo zio, il suo dolore e la sua solitudine dopo la scomparsa dei genitori.
È una storia fatta perlopiù di silenzi, di frasi non dette e incomunicabilità, di quella ordinarietà che si ripete in maniera costante e può portare alla pazzia.
Il ragazzo che vede nei fumetti un mondo grande, dove trionfa la giustizia e i personaggi vivono decine di avventure, è in realtà confinato in un mondo molto piccolo, ovvero la fattoria dello zio dove la vita scorre ogni giorno uguale a sé stessa e l'emporio cittadino di Jimmy Lebeuf.
Ma col tempo Lester riesce ad andare oltre quel dolore. Ci riesce grazie alla passione per l'hockey, che condivide sia con suo zio che con Jimmy, e con la sua immaginazione, capace di proiettarlo ben aldilà degli stretti confini della contea di Essex.
In questo modo il dolore viene interiorizzato ed accettato e la maschera può essere messa da parte, per una nuova primavera. I Racconti della Fattoria è dunque un racconto sull'accettazione del dolore, per quanto esso grande sia, di modo tale che esso non governi la nostra vita. Rendendo ogni giorno uguale a sé stesso e che si ripete in maniera costante. Qualcosa che può portare alla pazzia.

lunedì 19 settembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Joker - Il Sorriso che Uccide


Il tema è di quelli ricorrenti. "Chi è più pazzo? Il pazzo o il pazzo che lo segue?" come direbbero in una galassia lontana lontana. I confronti tra Batman e Joker hanno spesso viaggiato sull'orlo della follia, col Cavaliere Oscuro che rischiava di precipitare in quella spirale, e l'esempio più celebre in tal senso rimane The Killing Joke, di Alan Moore e Brian Bolland.
Una nuova sfida tra questi due contendenti, in bilico tra sanità mentale e pazzia, si verifica nella miniserie in 3 numeri, pubblicata nel 2020, Il Sorriso che Uccide (Killer Smile), scritta da Jeff Lemire e disegnata da Andrea Sorrentino. Questa storia ha poi avuto un epilogo, realizzato dagli stessi autori, col one-shot Batman: The Smile Killer.
Tanti hanno cercato di curare il Joker dalla sua follia, per gloria personale o sincero altruismo, e il dr. Ben Arnell è colui che vuole tentare per l'ennesima volta di comprendere ciò che si cela dietro la pazzia del misterioso criminale.
Tuttavia il Joker, che ormai ben conosce quello che lui definisce un gioco, è pronto per l'ennesima volta a far precipitare una delle sue vittime in quella spirale di follia che lui invece conosce molto bene e a cui solo Batman è riuscito a sfuggire negli anni. E l'ancora perfetta per far impazzire Ben Arnell è a portata di mano: è la sua famiglia.
Sì, questa storia di per sé non racconta nulla di nuovo: il Joker fa impazzire una persona che si avvicina troppo a lui, iniziando a scavare nella sua psiche e a indebolire i suoi affetti. Fino a quando i ruoli si invertono: il Joker diventa la figura predominante, mentre lo psicologo la vittima di cui vengono messe a nudo tutte le debolezze e le incertezze, coi peccati del proprio passato che ritornano a tormentarlo. Più che a sufficienza per far precipitare chiunque nella follia.
Ben Arnell dunque appare quasi come una versione maschile di Harleen Quinzel - senza sottotesto romantico - ma almeno, pur intuendo abbastanza presto dove la narrazione sta andando a parare, è descritto tutto abbastanza bene e come al solito con una parte grafica gestita da Andrea Sorrentino di livello eccelso.
Appare curioso che, pur avendo la storia una conclusione e tutti i nodi vengano infine al pettine, si lasci un piccolo margine per un seguito. Che il destino di Ben Arnell, e di Batman e del Joker, non sia ancora stato sancito? O forse, più semplicemente, quel precipizio che porta lungo la spirale della follia non avrà mai fine, mentre la risata di un pagliaccio ci accompagna.

giovedì 8 settembre 2022

Fabolous Stack of Comics: Question - Le Morti di Vic Sage


Question è un personaggio ideato da Steve Ditko nel 1967 per la casa editrice Charlton Comics, che rifletteva in parte le peculiari convinzioni filosofiche dell'autore basate sull'oggettivismo di Ayn Rand. Dopo essere comparso in poche storie, Question riceve un insolito revival quando Alan Moore scrive Watchmen, il cui personaggio Rorschach in origine doveva essere proprio l'eroe ideato da Steve Ditko e di cui conserva alcune caratteristiche.
Questo fa sì che Question ottenga la sua prima serie regolare nel 1987, sceneggiata da Dennis O'Neil e disegnata in buona parte da Denys Cowan. Una serie che diviene di ispirazione per la miniserie in quattro numeri pubblicata nel 2020 Le Morti di Vic Sage (The Deaths of Vic Sage), che funge anche da dovuto omaggio a Dennis O'Neil, scomparso in quello stesso anno. La sceneggiatura è di Jeff Lemire, mentre la parte grafica è affidata a Denys Cowan e Bill Sienkiewicz.
Hub City, la città dove vive Question nella sua doppia identità di Vic Sage, reporter televisivo, sta precipitando sempre più nella violenza e nel caos, a causa dell'incompetenza e della corruzione del sindaco Wesley Fermin e degli uomini di sua fiducia.
Quando un poliziotto uccide un afroamericano a un posto di blocco, in poco tempo si scatenano risse per strada ed episodi di distruzione incontrollata.
Ma Question non è lì a fermarli, qualcos'altro lo sta chiamando: visioni di epoche passate, di altre vite e di un male che sembra non dover aver mai fine. Con l'aiuto di Richard Dragon, Vic Sage intraprende un viaggio lungo il tempo e lo spazio da cui potrebbe non fare più ritorno e che gli consentirebbe di eliminare una volta per tutte da Hub City le radici del male.
Per quanto possa sembrare tale, a una prima lettura, questa miniserie non è necessariamente un'analisi della società americana sotto la presidenza di Donald Trump. O un'allegoria delle vicende che hanno coinvolto alcuni agenti della polizia e la loro brutalità. Seppur l'evento scatenante sia l'uccisione da parte di un poliziotto di un afroamericano, la storia è stata scritta prima dell'omicidio di George Floyd.
Jeff Lemire, da abile sceneggiatore, è riuscito a cogliere malumori e situazioni già ben presenti nella società e li ha usati come background per analizzare quali sono le ragioni per cui l'uomo è spinto a seguire il male e ne rimane affascinato, nonostante quasi tutti (comprese soprattutto le persone che stanno al potere) dichiarino di volere il bene.
Come intuibile, il viaggio nel passato di Question diviene al tempo stesso un viaggio nella psiche di Vic Sage, un uomo che come Rorschach soffre di sdoppiamento di personalità e fatica a trovare una propria identità. Un uomo che vede solo il bianco e il nero, non immaginando che in questo mondo complicato esistono infiniti toni di grigio.
Question, motivato ad agire da una filosofia oggettivista che non ha più ragione di esistere, è convinto di poter eliminare il male assoluto, senza comprendere che dentro ogni essere umano convivono sia il bene che il male ed è l'equilibrio tra questi due elementi che definisce ciò che siamo.
L'epilogo del viaggio di Question porterà con sé o un uomo del tutto rinato o una persona che ha ormai perduto ogni certezza, ma la sua battaglia sarà ben lungi dall'essere conclusa.

mercoledì 6 aprile 2022

Fabolous Stack of Comics: Moon Knight - Lunatico


Associato spesso a Batman, forse per il suo carattere di spietato giustiziere della notte, Moon Knight appare in realtà come un personaggio diverso e con caratteristiche insolite rispetto agli altri eroi.
Se infatti molti supereroi hanno un'identità civile e una segreta, Moon Knight ha voluto strafare e di identità ne ha ben quattro... o forse anche cinque! Oltre a Marc Spector, la sua vera identità, e Moon Knight, l'alter ego supereroistico, egli adotta anche le identità di Steven Grant (un milionario e produttore cinematografico), Jake Lockley (un tassista) e Mr. Knight (un secondo alter ego supereroistico, giusto per non farsi mancare nulla).
Moon Knight, dopo numerose apparizioni speciali in altre testate Marvel negli anni '70 del ventesimo secolo, esordisce con la sua prima serie regolare nel 1980, realizzata in buona parte da Doug Moench e Bill Sienkiewicz.
Da quel momento in poi non si contano più le altre serie e miniserie di cui Moon Knight è stato protagonista. Una di queste, pubblicata tra il 2016 e il 2017 per un totale di 14 numeri, si intitola Moon Knight: Lunatico (Moon Knight by Lemire & Smallwood), scritta da Jeff Lemire e disegnata da Greg Smallwood, con contributi aggiuntivi di Francesco Francavilla e James Stokoe.
Marc Spector si risveglia all'improvviso in un manicomio, picchiato da degli inservienti e con la dottoressa a capo della struttura che tenta di convincerlo che Moon Knight e le sue avventure sono solo un parto della sua mente creato dal suo disturbo dissociativo di personalità. E a riprova di quest'affermazione, il manicomio ospita altri pazienti, che in realtà sono Marlene, Gena, Crawley e gli altri alleati di cui l'eroe ci circonda.
Che infine Marc Spector debba accettare questa presunta verità? Eppure Khonshu ancora appare nelle sue visioni e cerca di convincerlo che questo è il piano di un suo antico nemico e che Moon Knight deve fuggire per ripristinare la realtà come era un tempo. Come può una mente a pezzi come quella di Marc Spector trovare infine un equilibrio?
Dopo che l'apparizione di Mr. Knight - nelle storie precedenti - sembrava aver sancito la personalità predominante di Marc Spector, si torna per questa serie regolare diventata maxiserie al conflitto di personalità multiple che fa capo all'eroe e al suo dualismo con Khonshu.
La trama generale - partendo dal presupposto narrativo che il sonno della ragione di un uomo abbia generato dei mostri - è in realtà una metafora dell'accettazione di sé stessi in primo luogo per essere poi accettati anche dagli altri. Accettazione con tutti quelli che possono essere considerati i nostri difetti: se non siamo noi i primi a vederli come parte di noi stessi, sarà la società stessa che ci allontanerà e ci isolerà, come se fossimo dei folli.
Marc Spector deve dunque riunire tutti i suoi alter ego sotto un'unica personalità dominante, per essere davvero sé stesso e accettare la realtà per ciò che è. Sempre che la realtà che abbiamo sotto i nostri occhi sia davvero l'unica esistente.
Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio sotto la luna, per questo personaggio, così come il duplice ruolo di Khonshu come angelo custode/diavolo tentatore e l'ambiguità della figura divina a cui l'essere umano chiede risposte in merito a troppe domande che non possono trovare una piena risoluzione.
Questi due temi che percorrono l'intera serie vengono descritti in maniera efficace, fatto salvo un lento inizio, diventando ben presto una sorta di tutt'uno. Un unicum narrativo, un'unica personalità finale.

mercoledì 2 giugno 2021

Fabolous Stack of Comics: Inumani VS X-Men


Inumani e X-Men sono tra le "famiglie" di supereroi più particolari del Marvel Universe. Create entrambe da Stan Lee e Jack Kirby, hanno subito numerose evoluzioni nel corso dei decenni e l'arrivo - in particolare per gli X-Men - di nuovi componenti.
Per molto tempo ognuna di queste due famiglie è rimasta nel proprio micromondo, senza incroci effettivi a parte qualche crossover generale. Dopo Infinity, tuttavia, la situazione cambia: la dispersione nell'atmosfera delle Nebbie Terrigene causata in maniera indiretta da Thanos porta alla nascita di nuovi Inumani, ma quelle stesse Nebbie si rivelano anche letali per i mutanti, causando una loro decimazione (la quinta, sesta... ho perso il conto).
Il punto di non ritorno si raggiunge con la morte di Ciclope e Madrox l'Uomo Multiplo, fatti passare da Emma Frost come martiri (pur non essendo proprio la verità) per aver cercato di fermare l'avanzare delle Nebbie.
Ne consegue una situazione di stallo destinata però ad esplodere nella miniserie in sei numeri (più un numero 0) Inumani Vs X-Men (Inhumans vs. X-Men), pubblicata tra il 2016 e il 2017, scritta da Charles Soule e Jeff Lemire e disegnata da Leinil Francis Yu, Kenneth Rocafort e Javi Garron.
Un conflitto che nasce dalla volontà - traviata e mal gestita - di Emma Frost di far sì che il sacrificio di Ciclope abbia un significato, tanto che riesce a radunare attorno a sé tutti gli X-Men, incluso Magneto. Solo Bestia si oppone, ma viene messo agli arresti. Al contempo l'ultima Nebbia Terrigena rimasta sta raggiungendo un punto di saturazione, rischiando di dare vita a un'esplosione in grado di uccidere tutti i mutanti presenti sulla Terra.
La battaglia tra le due fazioni dunque si scatena, ma l'elemento risolutore potrebbe essere la nuova generazione di Inumani guidata da Ms. Marvel, abituata a pensare con schemi mentali diversi da quelli degli adulti.
Questa miniserie porta a compimento la trama delle Nebbie Terrigene iniziata sin dai tempi di Infinity e dà vita a nuovi scenari narrativi sia per gli Inumani che per gli X-Men... durati poi poco, ma sorvoliamo. Da un punto di vista grafico forse non è stata una gran furbata affidare una miniserie di sei numeri a tre disegnatori differenti, ognuno col proprio stile.
Il mix dei due sceneggiatori, invece, risulta ben amalgamato (Lemire si occupa degli X-Men, Soule degli Inumani) e risultano indistinguibili. Ovviamente, essendo un punto di arrivo di trame pregresse e che cercano di attirare i lettori di entrambe le famiglie, i due autori non si preoccupano troppo di lanciare messaggi particolari, limitandosi a chiudere le trame in sospeso e a lanciare qualche nuovo spunto per le storie future.
Vi è tuttavia un curioso contrasto tra quelli che sono gli Inumani e X-Men "storici", per così dire, rispetto a quelli delle nuove generazioni. Un tempo erano i primi i ribelli, coloro che si ponevano fuori dal coro battendosi per tutti in maniera indistinta. Ora sembra che il vero pensiero ribelle, aiutare tutti in maniera indistinta, sia invece appannaggio dei componenti delle giovani generazioni, mentre i "vecchi" si sono rinchiusi nel loro guscio e commettono gli stessi errori di coloro contro cui un tempo si battevano.
Ma per fortuna il futuro è in mano ai primi.

lunedì 4 gennaio 2021

Fabolous Stack of Comics: Il Nuovissimo Occhio di Falco


Occhio di Falco è stato il primo arciere della Marvel, avendo esordito su Tales of Suspense 57 del 1964. Sono quindi quasi sessant'anni che Clint Barton compie le sue gesta eroiche.
Ma non è l'unico arciere provetto nell'Universo Marvel. Quando Clint Barton venne ritenuto morto (una delle tante volte) dopo Vendicatori Divisi (Avengers Disassembled), esordì grazie ad Allan Heinberg e Jim Cheung sulla prima serie di Young Avengers un nuovo Occhio di Falco, Kate Bishop.
I due hanno cominciato a interagire in maniera significativa durante la serie Hawkeye, scritta da Matt Fraction e disegnata in buona parte da David Aja. Un rapporto che ha subito un'ulteriore evoluzione in Il Nuovissimo Occhio di Falco (All-New Hawkeye), due miniserie rispettivamente di cinque e sei numeri pubblicate tra il 2015 e il 2016, sceneggiate da Jeff Lemire e disegnate da Ramon Perez.
Gli Occhi di Falco ricevono dallo SHIELD l'incarico di smantellare una nuova operazione criminale dell'HYDRA denominata Progetto Communion. Quando si scopre, però, che il Progetto tiene prigionieri tre bambini Inumani con facoltà telepatiche, Kate decide di proteggerli e non affidarli allo SHIELD. Clint, tuttavia, giunge a non condividere la scelta della sua alleata. Una differenza di vedute che li metterà in contrasto, rischiando di sancire la fine della loro alleanza per sempre.
Le due miniserie si svolgono lungo tre piani temporali: il passato, che fa luce sul background di Clint Barton (la cui storia viene nuovamente, leggermente modificata) e Kate Bishop aiutandoci a capire le loro motivazioni attuali, il presente con la storia incentrata sul Progetto Communion e anche il futuro (probabile) con le conseguenze della frattura tra i due eroi.
Per ognuna di queste tre linee temporali, Ramon Perez adotta uno stile diverso e per quanto riguarda le scene del presente cerca di adattarsi, al meglio che può, al tratto di David Aja. Alquanto particolari, tanto da apparire schizzati in certi punti, i disegni della saga del futuro.
Lemire fa in modo, invece, che ognuna di queste tre linee temporali siano l'un l'altra interconnesse, pur trattando tematiche diverse. Se il passato di Clint Barton, in ultima analisi, non racconta nulla che non si sia già visto, quello di Kate Bishop è davvero ben tratteggiato.
Il presente e il futuro alla fine non collidono, sublimandosi in un finale alla "abbracciamoci tutti e vogliamoci tanto bene, perché abbiamo vinto tutti", che risulta un po' spiazzante rispetto a una saga che ha avuto per buona parte dei toni cupi (laddove invece Fraction li alternava con sprazzi di apprezzato umorismo).
Le due miniserie nel complesso contribuiscono ad affinare ancora di più la figura di Kate Bishop, la quale diventa la vera protagonista della storia, visto che la serie precedente aveva praticamente catalizzato tutta la sua attenzione su Clint Barton. Cercando in questo modo di allontanarla dal suo mentore, per farle percorrere un sentiero narrativo autonomo. Sentiero che tuttavia non potrà prescindere da quell'alias, che continua a portare con orgoglio. A buon diritto.

giovedì 24 dicembre 2020

Fabolous Stack of Comics: DC Holiday Special 2017


I supereroi e il Natale: quante volte ci siamo trovati di fronte a quest'accoppiata? Innumerevoli. La ragione è semplice: è una buona occasione, durante una festività dove devono trionfare i buoni sentimenti, far vedere il punto di vista dei buoni che si battono per ciò che è giusto (ho inserito tre volte una variante di bontà in questa frase, ma quanto sono buono!). Ecco dunque, soprattutto in questi ultimi anni, la proliferazione di albi speciali.
Forse c'è poco da festeggiare in questo tumultuoso 2020 - o forse proprio perché è stato un anno complicato occorre lasciarselo alle spalle cercando qualcosa di positivo su cui concentrare la propria attenzione - ma, in ogni caso, uno di questi albi natalizi in questione è DC Holiday Special 2017, one-shot pubblicato dalla DC Comics, tre racconti del quale sono stati pubblicati su DC Christmas Special 2019, uno degli ultimi albi spillati pubblicati dalla RW-Lion R.I.P.
La storia che funge da prologo ed epilogo, scritta da Jeff Lemire e disegnata da Giuseppe Camuncoli, vede protagonisti Superman e John Constantine, quest'ultimo in modalità Scrooge, che ognuno a modo loro festeggiano il Natale dopo aver trovato conforto in ciò che fanno ogni giorno.
La seconda storia, la migliore, scritta da Tom King e disegnata da Francesco Francavilla, è incentrata su un componente della Compagnia Easy del Sergente Rock, il quale si ritrova a passare il Natale con un soldato nazista.
La terza e ultima, scritta da Shea Fontana e disegnata da Otto Schmidt, è quella più in modalità "peace and love, love and peace", con Starfire dei Giovani Titani che si fa travolgere per la prima volta dalla magia del Natale.
La prima e ultima storia non hanno in sé nulla di particolare, ma almeno sono ben scritte e disegnate. Il racconto di King invece, con quel retrogusto amaro da pugno nello stomaco, splendidamente illustrato da Francavilla con un gioco di luci e ombre straordinario, svetta in mezzo al gruppo.
Si tratta di una lettura agevole, per cui vale la pena passare qualche minuto in relax e silenzio, magari seduti accanto al proprio calorifero per riscaldarsi. Sì, fa molto vintage, ma non stanca mai.
Giunti a questo punto, quale miglior modo di concludere se non augurando a tutti voi... Buon Natale!

giovedì 20 agosto 2020

Fabolous Stack of Comics: Thanos Ritorna


Thanos, il folle Titano. Definirlo un supercriminale è di sicuro riduttivo, ma se proprio volessimo utilizzare questo semplicismo, allora lui è il supercriminale più potente che ci sia nel Marvel Universe. E come si fa a scrivere una storia con protagonista un supercriminale potentissimo, che non ha remore nello sterminare interi popoli e nell'utilizzare al pieno il proprio potere, non trattenendosi come fanno i supereroi? Semplice, mettendolo contro qualcuno più forte di lui e privandolo di quel potere!
Questo è quello che succede in Thanos Ritorna (Thanos Returns), saga in dodici numeri pubblicata tra il 2016 e il 2017 sulla seconda serie regolare dedicata a Thanos - della prima ne ha memoria solo Ron Lim, ma esiste, fidatevi - scritta da Jeff Lemire e disegnata da Mike Deodato, Jr. mi raccomando. Questa storia è ambientata dopo le Infinity saghe di Jonathan Hickman e Jim Starlin... per quanta importanza possa avere.
Thanos, dopo aver ripreso il controllo dell'Ordine Nero, può infine tornare a coltivare le sue antiche passioni quali devastare interi pianeti, schiavizzare i suoi sottoposti e tutti quegli altri hobby che anche noi avremmo se fossimo aspiranti conquistatori dell'Universo con le fattezze di Josh Brolin.
Fino a quando il Titano si imbatte nuovamente in suo figlio Thane, il quale ha stretto un'alleanza con Nebula, il Campione (che sembra non ricordarsi il fatto che Thanos gli abbia sottratto in passato una Gemma dell'Infinito, o forse più semplicemente Jeff Lemire non ha mai letto Thanos Quest) e Starfox il mandrillone manipolatore, personaggio non così semplice da scrivere ai giorni nostri.
Il tutto non potrebbe capitare in un momento peggiore per Thanos, visto che è preda di una misteriosa malattia che sta annullando le sue forze, mentre Thane - all'insaputa dei suoi alleati - è sobillato dalla Morte e intende sfruttare una pericolosa energia... infuocata per distruggere una volta per tutte suo padre.
Magari sarà impopolare dirlo, ma una volta che si conoscono le motivazioni alla base dell'agire di Thanos, a mio parere un bravo sceneggiatore non ha alcuna difficoltà a scriverne le storie. E Jeff Lemire è un bravo sceneggiatore. La cosa interessante è vedere come un abile scrittore riesca a ruotare attorno a quelle motivazioni, a quella psicologia così "deviata", per costruire storie che cerchino di andare oltre.
Ecco, quell'oltre Lemire sembra non sforzarsi di volerlo raggiungere. Il che non comporta una storia brutta o scritta male, ovvio, ma è come quando trovi un grande attore in una grande produzione cinematografica e alla fine scopri che costui ha fatto il minimo sindacale. Ci sono, ed è giusto dirlo, un paio di svolte di trama inaspettate, ma questa poi diventa fin troppo diluita - capita quando si ha solo una sottotrama e mezzo da portare avanti per quasi duecentocinquanta pagine - e nel finale diviene prevedibile.
Comunque non vi sono particolari sbavature e, non vorrei fare quello che dice che una delle storie meno riuscite di Lemire è comunque sempre meglio di una delle storie più riuscite di (aggiungete sceneggiatore casuale da voi odiato), ma... una delle storie meno riuscite di Lemire è comunque sempre meglio di una delle storie più riuscite di (aggiungete sceneggiatore casuale da voi odiato).
Potete inoltre farvi anche un'idea di come certi sceneggiatori si impegnino in maniera diversa su progetti personali, rispetto a quando ricevono, come in questo caso, incarichi su commissione.