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giovedì 3 dicembre 2020

Fabolous Stack of Comics: Dottor Strange - Shamballa


Quando si pronuncia il nome di J.M. DeMatteis (spoiler, le prime due lettere stanno per John Mark), lo si associa subito al personaggio di Spider-Man o, per coloro che hanno vissuto in un'altra dimensione, Uomo Ragno, di cui ha scritto decine di storie. Altri invece lo collegano alla Justice League (America, Europe, International, Formerly Known As, fate voi), di cui in coppia con Keith Giffen ha scritto altrettante decine di storie.
Ma si sa, la carriera di uno sceneggiatore che si protrae per decenni - a proposito di decine - è destinata a incrociarsi in maniera inevitabile anche con altri personaggi. Come è successo al Dr. Strange nel graphic novel del 1986 Dottor Strange: Shamballa (Doctor Strange: Into Shamballa), disegnato da Dan Green.
Il Dottor Strange si reca in Himalaya, dove si trova il tempio del suo defunto mentore, l'Antico, per rendergli omaggio. Qui incontra Hamir, uno dei ser... dei discepoli dell'Antico, il quale gli porge l'ultimo dono del precedente Stregone Supremo, all'apparenza un innocuo specchio.
Strange ben presto scopre a sue spese che quello specchio è un passaggio dimensionale per il regno di Shamballa, dove ritrova l'Antico attorniato da altre entità, le quali gli riferiscono che il tempo dell'umanità sulla Terra è giunto alla fine e una nuova era deve nascere tramite il ritrovamento di alcuni oggetti mistici.
Strange si mette alla ricerca di tali artefatti, preda del dubbio: possibile che l'Antico stesso voglia porre fine all'umanità? E lui deve portare a termine questa missione, anche se gli è stata affidata da una persona di sua fiducia?
In quest'albo DeMatteis tratta un tema che a volte ricorre in altre sue storie: il rapporto con una figura autoritaria con cui vi è anche un rapporto di affetto. Un padre o una madre, ad esempio, oppure chi non è parte della famiglia ma rappresenta comunque una figura genitoriale, come è accaduto con l'Antico nei confronti di Stephen Strange.
Questa storia va a toccare un momento delicato di questo rapporto, quando questa figura non c'è più e si trova infine il coraggio di confrontarsi col passato, scoprendo qualcosa di apparentemente controverso, che mette in dubbio quella figura che per noi rappresentava anche un ideale.
Ma non bisogna mai disperare in questo caso, secondo DeMatteis: se si è diventati le persone che siamo oggi è anche perché siamo stati formati ed educati da queste figure, sia coi loro pregi che coi loro difetti. Quello che conta davvero è che, quando giunge il momento del distacco, siamo in grado di andare avanti da soli e prendere in maniera autonoma le nostre decisioni.
Le illustrazioni, perché non di disegni si tratta in questo caso, di Dan Green completano il tutto. Si rimane un attimo spiazzati al principio, sembra quasi di vivere un sogno sfocato nella propria mente, poi ci si rende conto che gli acquerelli e i dipinti di questo artista contribuiscono a rendere al meglio l'atmosfera onirica e surreale voluta da DeMatteis.
L'anno successivo alla pubblicazione di questa storia, DeMatteis ritornerà sul tema del rapporto con una figura genitoriale, seppur con un finale più drammatico, grazie a L'Ultima Caccia di Kraven (Kraven's Last Hunt).

mercoledì 20 maggio 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 42

05/1983
NON CONDURMI IN TENTAZIONE (LEAD ME NOT INTO TEMPTATION!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ralph Macchio/Jim Shooter (supervisione)

In un regno oltre i mondi, Rom e il Dr. Strange si riprendono dalla dura battaglia contro l'Abitatore delle Ombre, un'altra minaccia creata dagli Spettri Neri. Il Mago Supremo ha dei legittimi dubbi: se davvero la Terra è minacciata da una malvagia razza aliena, come mai lui con le sue facoltà non l'ha rilevata? Rom invita Strange a non dubitare dell'esistenza degli Spettri Neri: il loro numero è incalcolabile, così come le stelle su cui hanno portato la loro malvagità, la Terra non è il primo pianeta a venire da loro infestato. Tuttavia questi alieni sono anche dei mutaforma, possono assumere qualsiasi aspetto: questo, unito ad una astuta combinazione di scienza e magia, ha fatto sì che loro rimanessero fino a questo momento nascosti agli occhi degli eroi terrestri. Il Dr. Strange non dubita delle parole del Cavaliere Spaziale, però decide di trovare da solo la prova dell'esistenza degli Spettri Neri: così pronuncia un complesso incantesimo e le nebbie tra le dimensioni scompaiono fino a far apparire la Terra. Rom la avvolge col suo Analizzatore di Energia ed in risposta lungo tutto il pianeta compaiono dei punti luminosi, ognuno dei quali segnala la presenza degli alieni mutaforma. Sono molti. Eppure si può ancora estirpare questo cancro, cancellando la presenza degli Spettri Neri ovunque essa si annidi. Rom indica un punto più luminoso degli altri e Strange spiega che quella è la Russia: ora lancerà un altro incantesimo che riporterà lui al suo sancta sanctorum ed il Cavaliere Spaziale nella zona indicata. In un lampo di luce i due si separano e il Mago Supremo fa ritorno alla sua dimora: anche se volesse affrontare questa nuova minaccia adesso non può, perché altre faccende altrettanto importanti richiedono la sua attenzione. Ma non ha nulla da temere, perché la Terra ha un campione nel valoroso Rom.
Il quale riappare nella regione nota come Khystym: una zona desolata, segnata da macerie e da un paesaggio quasi apocalittico. Nel tentativo di scoprire la causa di un simile scenario, Rom si addentra nella regione, il terreno devastato come se fosse stato preda di un immenso calore che ha cancellato ogni forma di vita. Ma a sua insaputa degli Spettri Neri osservano su uno schermo ogni sua mossa. Il Cavaliere Spaziale cammina per alcuni minuti senza scoprire nulla di significativo fino a quando, dopo aver superato una collinetta, si ritrova con suo stupore in un paesaggio paradisiaco: la desolazione lascia il posto ad una valle dominata dal verde, piante esotiche e da un limpido corso d'acqua. Rom scende dalla collinetta e, dopo aver scostato un mucchio di erba alta, trova anche degli umani: stanno ballando come se non avessero alcuna preoccupazione al mondo. Notano subito il cyborg e gli vanno incontro senza alcuna paura, mettendo attorno al suo collo una corona di fiori come se la sua presenza fosse la cosa più naturale al mondo. Alla fine Rom chiede loro chi siano ed una ragazza gli risponde che sono i morti.
Clairton: John e Sarah Clarke giungono sul luogo dove è avvenuta l'opera di distruzione ad opera di Starshine e Steve Jackson narra loro cosa è accaduto a loro figlia Brandy. E Torpedo ha un altro timore: ora il Dr. Dredd la controlla e intende farle uccidere Rom. Cavaliere Spaziale contro Cavaliere Spaziale.
Russia, regione di Khystym: Rom non è certo di aver capito bene cosa gli è stato detto e chiede spiegazioni. La ragazza ribadisce che loro sono tutti morti: la loro vita è terminata in un impeto di fuoco, una raffica di luce accecante capace di rivaleggiare col sole. Molti morirono all'istante, mentre i pochi sopravvissuti cercarono di fuggire, ma l'esercito bloccò loro la strada ad armi spianate temendo una contaminazione. Così tornarono nella loro terra maledetta in attesa della fine, le forze che cedevano e la pelle che si staccava, fino a quando, da una caverna, non uscì una voce che li invitò ad entrare per ricevere una nuova vita. E così è stato. Gli abitanti del luogo invitano poi il Cavaliere Spaziale ad entrare nella caverna, ad andare a trovare il donatore di vita, forse anche i suoi desideri verranno realizzati: qui i miracoli non sono impossibili. Rom riflette alcuni secondi, poi annuisce ed entra nella caverna.
All'inizio c'è solo l'oscurità, fino a quando il cyborg arriva in una immensa sala piena di avveniristici macchinari. Su uno di questi ad un tratto si materializza un volto, quello del donatore di vita: si chiama Quasimodo ed esiste unicamente all'interno di queste macchine, se questa può definirsi esistenza. È stato lui a salvare tutte quelle persone: erano malate, stavano morendo per avvelenamento da radiazioni. Lui in realtà non poteva curarli, erano ormai condannati: però poteva farli rivivere. Utilizzando musica e soffici luci, Quasimodo quietò il loro dolore, poi coi suoi complessi macchinari rimosse le loro conoscenze e le loro memorie. Estrasse dunque dai loro corpi dei campioni cellulari, di DNA sano. E da ognuno di questi campioni, tramite un processo di clonazione, nacquero dei nuovi individui, ognuno in possesso delle memorie di coloro che erano defunti.
Dalle ceneri della perdizione Quasimodo ha creato un paradiso, il Cavaliere Spaziale lo elogia per questo. Poi gli espone il suo caso: è possibile estrarre una delle sue cellule e da essa ricreare l'umano Rom? Quasimodo afferma di poterlo fare, ma vuole qualcosa in cambio: l'armatura dell'eroe. Così almeno non rimarrà più ingabbiato all'interno di queste macchine. Per riavere la sua umanità Rom farebbe di tutto, dunque accetta. Poco dopo dunque il corpo del cyborg viene analizzato in ogni suo aspetto dal computer vivente, estasiato di fronte a questa unione di uomo e macchina, di cellule e circuiti. All'eroe viene poi somministrato un anestetico, che lo fa precipitare in un sonno profondo. Solo allora Quasimodo fa entrare nella stanza i suoi alleati alieni. Gli Spettri Neri emergono dalle ombre, i loro occhi cremisi che osservano con attenzione il corpo immobile di Rom. Poi, lentamente e con paura, gli si avvicinano e quando sono certi che il Cavaliere Spaziale non possa fare loro del male lo insultano e lo colpiscono con tutta la forza che hanno in corpo. Ma Quasimodo, emettendo una raffica energetica, li allontana: l'armatura è sua e non deve essere intaccata. Solo così potrà veramente vivere.
Vivere: ciò che Quasimodo brama da sempre, sin dal giorno della sua creazione per mano del Pensatore Pazzo (V. Marvel Collection 13). Grazie al suo potere cosmico, Silver Surfer realizzò il desiderio del computer vivente, anche se gli diede un aspetto orribile ed una forma sgraziata (V. Supereroi: Le Grandi Saghe 94). Ad un certo punto Quasimodo avvertì la presenza di una immensa intelligenza artificiale nello spazio e, rubando un razzo ai Fantastici Quattro, si diresse verso di essa (V. Fantastici Quattro Corno 242). Erano i computer viventi di Xandar, ma Quasimodo non li raggiunse mai dal momento che venne intercettato ed immobilizzato dalla Sfinge (V. Nova Omnibus). E la sua mente iniziò a vagare nell'etere, fino a quando scoprì questi computer abbandonati (dopo gli eventi di Fantastici Quattro 11/12): qui trovò gli Spettri Neri, che usavano questo complesso come base delle loro attività, e si alleò con loro. Di nuovo per poter realizzare la sua più grande aspirazione: avere una vera vita. Con un affilato ago, Quasimodo estrae una cellula dall'incosciente Rom ed inizia il processo di clonazione. Quando l'eroe si sveglierà i suoi sogni si saranno realizzati, ma si tramuteranno ben presto in un incubo.
Qualche tempo dopo, Rom riprende i sensi e sente qualcosa di diverso. Osserva dunque la sua mano: è carne, non fredda armatura. Si tocca il volto: pelle, non acciaio. È di nuovo umano. Rom grida la sua gioia infinita al mondo intero, poi si precipita all'esterno, ringraziando Quasimodo, dovunque egli si trovi. La sua gratitudine è prematura: perché ora il computer vivente occupa l'armatura del Cavaliere Spaziale ed attorno a lui ci sono decine di Spettri Neri.

CONTINUA...

giovedì 30 aprile 2015

Rom Gli Anni Perduti: Rom Spaceknight 41

04/1983
L'ABITATORE DELLE OMBRE (THE DWELLER ON THE THRESHOLD!)
Bill Mantlo (storia)-Sal Buscema (matite)-Ian Akin/Brian Garvey (chine)-Ben Sean (colori)-Ann Nocenti/Jim Shooter (supervisione)

Greenwich Village: Sin dalle prime ore della notte la città è stata colpita da una violenta, sinistra tempesta: c'è chi cerca rifugio nella propria abitazione o chi si ripara con un ombrello, ma l'abitante della casa sita al 177/A di Bleecker Street scoprirà presto che ci vuole ben altro contro la minaccia che sta per affrontare. All'interno, l'insolito edificio sembra essere la dimora di un commerciante di antichità arcane, o così crederemmo a meno che non dessimo un'occhiata in una stanza posta al primo piano: in questa camera, in questo sancta sanctorum, vengono formulati numerosi incantesimi che permettono all'abitante della casa di librarsi in aria. Costui è il Dr. Strange, signore delle arti mistiche: stanotte la sua meditazione è stata disturbata, nella mente e nello spirito, e il mago ne cerca la causa richiamando a sé l'Occhio di Agamotto. Penetrando i veli tra le dimensioni, alla ricerca della fonte della tempesta sovrannaturale, il Dr. Strange trova infine Rom in lotta col sinistro Abitatore delle Ombre, che se giungesse sulla Terra condannerebbe tutta l'umanità. Sondando più in profondità, il mago apprende della lotta del Cavaliere Spaziale contro gli Spettri Neri, un flagello che minaccia la Terra, un pericolo di cui Strange non era consapevole fino ad ora. Non può permettersi di indugiare, Rom ha bisogno di aiuto.
Così in breve e con un semplice incantesimo il mago arriva nella dimensione in cui si trova il Cavaliere Spaziale: sta andando in suo soccorso quando una voce possente richiama la sua attenzione, intimandogli di fermarsi. La voce del giudice supremo dei cosmi, l'arbitro finale del destino: il Tribunale Vivente! Guardiano dell'equilibrio cosmico, antico come il tempo stesso: già una volta Strange lo affrontò, quando il giudice supremo si convinse che la realtà del Mago Supremo era stata irrimediabilmente alterata ed intendeva distruggerla. Strange però lo convinse a concedergli un po' di tempo per riparare al danno, missione che portò a termine con successo dimostrandosi un vero signore delle arti mistiche (V. Marvel Collection 28). Il Tribunale Vivente non è qui per stabilire cosa sia bene e cosa sia male, questi sono concetti per esseri inferiori, il suo dovere invece è preservare l'equilibrio di tutte le forze del Multiverso, inclusa la magia. Tutte le forze, sia benigne che maligne. Un compito che anche Strange si è assunto ed in cui ha fallito dal momento che la magia nera sulla Terra è in forte declino. La bilancia ora pende a favore del bene ed è compito del Tribunale ripristinare l'equilibrio tra le due forze tramite l'ingresso nel piano terrestre dell'Abitatore delle Ombre. Strange però non intende saperne e si lancia all'assalto del Tribunale Vivente, che tuttavia con un semplice gesto della sua mano allontana i suoi incantesimi. Il giudizio è già stato pronunciato, le tre facce del Tribunale hanno preso la loro decisione: e per assicurarsi che questa venga rispettata, il giudice supremo chiama a sé un'altra entità per trattenere Strange, un essere che si pone in mezzo ai concetti di vita e morte, di bene e male. L'Intermediario. Già incontrato e sconfitto a fatica dal Mago Supremo qualche tempo prima (V. Difensori Corno 10/11): ma con l'appoggio del Tribunale Vivente quali speranze può avere ora il mistico?
La diatriba tra Strange e il Giudice Supremo è stata udita anche da Rom, che nel frattempo non è riuscito a liberarsi dell'Abitatore delle Ombre, il quale riesce a disperdere la potenza del Neutralizzatore spedendola in altri mondi. E per ogni istante che passa il sinistro essere si avvicina sempre più alla nostra realtà. Il potere dell'Abitatore invece riesce a raggiungere il Cavaliere Spaziale attraverso il vuoto dimensionale, alterando la realtà attorno a lui, facendo urlare di angoscia i suoi circuiti e portando l'eroe sull'orlo della follia. Rom riesce tuttavia a resistere e decide di giocarsi il tutto per tutto avvicinandosi ancora di più al portale ed osservando in faccia l'Abitatore delle Ombre. Ma quando lo fa rimane sconvolto: invece della faccia mostruosa che si sarebbe aspettato, si ritrova a fissare gli occhi ed il volto di un bambino che riempie l'anima del cyborg con un forte desiderio di pace e quiete. L'Abitatore esorta Rom a desistere dalla sua lotta, soprattutto perché è in grado di fornirgli ciò che più desidera: la sua umanità perduta, per la quale il Cavaliere Spaziale sarebbe pronto a rinunciare a qualsiasi altra cosa. Rom sembra accettare l'invito della creatura e si inginocchia davanti a lei.
Clairton: Un'esplosione che ha luogo all'interno del laboratorio farmaceutico della città risveglia i suoi abitanti, i quali escono dalle loro case. Subito dopo Torpedo, portando con sé Steve Jackson, esce volando dall'edificio. Come i due atterrano vedono avanzare tra il fumo e le fiamme Brandy Clark, ora nell'armatura di Starshine e sotto il totale controllo dello Spettro Nero noto come Dr. Dredd. Presto ucciderà l'uomo che ama, Rom, ma prima porterà distruzione su questa città che ha osato resistere agli Spettri Neri. Starshine si libra in volo e col suo raggio lucente colpisce numerose case ed attizza svariati incendi, il tutto sotto lo sguardo atterrito e confuso degli abitanti di Clairton. Torpedo va contro di lei nel tentativo di fermarla, ma con un solo raggio Starshine lo colpisce e lo fa precipitare con violenza al suolo, facendogli perdere i sensi. Solo le capacità protettive del costume hanno impedito una fine peggiore per Brock Jones. Soddisfatto dell'operato della sua protetta, il Dr. Dredd richiama a sé Starshine e si prepara alla prossima missione: la totale distruzione di Rom. Poi lui e la donna un tempo nota come Brandy Clark svaniscono.
Un regno oltre i mondi: Strange sa di non poter avere la meglio sull'Intermediario, soprattutto ora che è rafforzato dalla presenza del Tribunale Vivente, ha bisogno di un alleato. Ma l'unico a sua disposizione, Rom, è in ginocchio di fronte all'Abitatore delle Ombre. L'essere invita il Cavaliere Spaziale ad arrendersi, a rinunciare alla sua missione, così potrà tornare ad essere umano e riabbracciare i suoi amici perduti. Tentato dall'offerta Rom si alza in piedi e afferra le mani dell'Abitatore, che si appresta a fargli varcare il portale. Strange intuisce che non c'è un secondo da perdere, se il Cavaliere Spaziale dovesse oltrepassare quella soglia il suo sarebbe un crudele risveglio. Deve riportarlo alla ragione: ha combattuto per la Terra, è tempo che la Terra gli ricambi il favore. Così, ben sapendo di lasciare il fianco scoperto all'attacco dell'Intermediario, Strange lancia un incantesimo verso Rom. L'Intermediario ne approfitta e colpisce il mago alle spalle, ma il suo incantesimo giunge comunque a destinazione: è come se un velo venisse sollevato dagli occhi del Cavaliere Spaziale, un velo che gli impediva di comprendere la realtà delle cose. Che gli impediva di osservare il cuore di oscurità rappresentato dal pianeta degli Spettri Neri. L'Abitatore delle Ombre, che ora l'eroe vede nella sua forma mostruosa, si lancia al suo assalto ma adesso Rom può usare il Neutralizzatore senza problemi ed esilia nel Limbo l'orrenda creatura.
Poi il Cavaliere Spaziale va in aiuto del Dr. Strange ed affronta il Tribunale Vivente: l'equilibrio cosmico è sì ancora sconvolto, ma per via della presenza di forze aliene sulla Terra, la quale però non deve soffrire per questo. Rom si impegna a ripristinare questo equilibrio, cancellando dall'esistenza gli Spettri Neri e facendo sì che l'umanità torni ad affrontare i suoi nemici naturali. Il Tribunale Vivente accetta l'offerta di Rom, intimandogli di portare a compimento la sua missione al più presto, poi svanisce insieme all'Intermediario.

CONTINUA...