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martedì 12 settembre 2023

Fabolous Stack of Comics: Avarat


Nel 2009 esce Avatar, film scritto e diretto da James Cameron che rappresenta un punto di svolta per quanto riguarda la tecnologia applicata a una pellicola, grazie all'innovativo 3D utilizzato. Il fatto che sia, alla data odierna, il film che ha ottenuto i maggiori incassi di sempre ne accerta la sua importanza, aldilà del giudizio sulla sua qualità che ognuno di noi può avere.
Ma... laddove vi è un successo giunge in maniera inevitabile anche la sua parodia, è così dall'alba dei tempi dell'entertainment. E per quanto riguarda le parodie a fumetti, uno dei maestri del genere è Leo Ortolani, di cui abbiamo già visto ironici riadattamenti de Il Signore degli Anelli con Il Signore dei Ratti e della saga di Harry Potter con Il Grande Magazzi.
Nel caso del film di James Cameron, la parodia giunge grazie ad Avarat, pubblicato da Panini Comics nel 2010.
Rat-Man si ritrova sul mondo di Pandora, un pianeta lussureggiante, dalla natura unica, ma dove dimorano anche pericolose creature. Rat-Man può però contare su una potente arma, la sua carta di credito!
Qui conoscerà il popolo dei Nadalé, che vive sugli alberi, e la guerriera Sunei dall'incredibile bellezza che gli insegnerà le vie del suo popolo per divenire parte di esso.
Ma un tremendo pericolo incombe su Pandora e si sa che quando Rat-Man è nei dintorni... le cose possono solo peggiorare!
Una struttura ormai consolidata vede Rat-Man o comunque lui sotto altro nome calato in un contesto del tutto inedito per lui, dove però la sua totale imbranataggine porta un totale scompiglio che rende quel mondo molto simile al nostro, con gente senza qualità che prova a cercare di svettare in un contesto del tutto nuovo, creando solo danni.
Nel caso di Rat-Man, ovviamente, i danni che crea sono quelli fumettistici e le situazioni sono quelle paradossali, basate su battute e giochi di parole (sfocianti a volte nel black humour, che qui insolitamente è poco presente) per cui Leo Ortolani è un maestro.
Ma c'è anche un piccolo messaggio dietro questa storia, che si basa su quello del film di James Cameron. Quello di lasciarsi alle spalle, per quanto possibile, i beni materiali che crediamo ci possano migliorare la vita (la carta di credito, in questo caso) e cercare di riavvicinarsi alla natura e a beni più importanti.
Ma si sa, Rat-Man è l'incarnazione della persona senza qualità. Per lui, così come per altri, Avatar rimane un semplice prodotto di intrattenimento. E come molti altri attende con impazienza i sequel. E resta aggrappato ai beni materiali.

mercoledì 24 maggio 2023

Fabolous Stack of Comics: C'è Spazio per Tutti


I supereroi americani sono abituati a solcare lo spazio e le distanti galassie, è come se fossero una sorta di seconda casa per loro. E quindi non ci stupiamo anche quando vediamo eroi prettamente urbani come Spider-Man affrontare Thanos.
I personaggi italiani, invece, così radicati in differenti contesti - l'avventura, il western, l'horror in particolare - li vediamo lontani da simili atmosfere, con la doverosa e notevole eccezione di Nathan Never, non ce li sappiamo forse nemmeno immaginare tra le stelle.
Ma esiste un eroe, o presunto tale, capace di superare tutte queste convenzioni, grazie alla sua... dabbenaggine e goffaggine! Si tratta di Rat-Man, il personaggio creato da Leo Ortolani, che ha solcato le vie spaziali nell'albo C'è Spazio per Tutti, pubblicato nel 2017 da Panini Comics e realizzato in collaborazione con l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l'ESA (Agenzia Spaziale Europea).
L'astronauta Paolo "Rover" Nespoli riceve l'incarico di portare Rat-Man e una cagnetta sulla Stazione Spaziale Internazionale. L'obiettivo è di fare pubblicità alle missioni sulla stazione spaziale e metterle alla portata di tutti e dunque, se ci si riesce con uno sprovveduto come Rat-Man, incarnazione dell'uomo senza qualità, allora vuol dire che c'è davvero spazio per tutti!
Ma si sa, Rat-Man è in grado di portare all'esasperazione qualunque essere umano, anche un pacato e riflessivo astronauta e scienziato come Paolo Nespoli.
Con questo albo, Leo Ortolani adotta lo stesso approccio visto in Dinosauri Che Ce L'Hanno Fatta. Ovvero fare della divulgazione attraverso un fumetto e un approccio che, utilizzando l'umorismo, possa avvicinare i lettori a tematiche non alla portata di tutti.
In questo caso l'autore intervalla la storia principale con delle digressioni - che non risultano affatto fuori posto - in cui descrive col suo consueto stile ironico, che a volte sfocia nello humour nero (non più di tanto, in questa occasione), la storia della conquista dello spazio dagli albori fino al primo atterraggio sulla Luna e la descrizione di come è nata la Stazione Spaziale Internazionale e quali sono le attività che lì si svolgono.
Diversamente dal volume sui Dinosauri, tuttavia, che era dedicato unicamente alla divulgazione, Leo Ortolani qui non si scorda del personaggio da lui ideato (e come potrebbe?) e dunque vi è anche una storia che lo vede protagonista insieme all'astronauta Paolo Nespoli, col tema di fondo delle aspirazioni che si hanno da bambini e le scelte che si compiono da adulti. Non così banale.
C'è Spazio per Tutti è un albo che diverte e arricchisce, lasciando a chi vuole la possibilità di approfondire l'argomento. E chissà, magari altri bambini, di ogni nazionalità, un giorno sogneranno di poter diventare degli astronauti.

domenica 22 novembre 2020

Fabolous Stack of Comics: Cinzia


Sì, è successo, più di una volta. Un comprimario, o addirittura un personaggio che compare per poche vignette in un fumetto, che diventa per le più svariate ragioni uno dei beniamini di una serie, fino a conquistarsi un proprio spazio personale. E in alcune occasioni anche a scalzare il protagonista originario (un primo caso eclatante che mi viene in mente è quello di Valentina, di Guido Crepax).
Cinzia Otherside compare per la prima volta nel 1990, sulle pagine di uno dei primi racconti dedicati a Rat-Man, il personaggio creato da Leo Ortolani. Da quel momento, Cinzia Otherside si conquista col tempo sempre più spazio, divenendo uno dei personaggi di punta dell'universo di Rat-Man. Fino ad arrivare al 2018 e al graphic novel Cinzia, pubblicato da Bao Publishing, scritto e disegnato sempre da Leo Ortolani.
Come molte persone, Cinzia Otherside vuole contribuire alla società e cerca un lavoro. Ma Cinzia è una transessuale, sui suoi documenti di identità c'è ancora scritto il nome Paul, e quella stessa società in cui vuole inserirsi la rigetta per sciocchi pregiudizi.
Qualcosa cambia quando Cinzia conosce un uomo di nome Thomas e se ne innamora. Pur di avvicinarsi a lui, Cinzia torna a essere Paul e inizia a lavorare per la stessa associazione in cui lui opera. Solo che quest'associazione è per la cosiddetta "famiglia naturale" e non si fa scrupolo a discriminare chiunque non sia loro gradito. Cinzia dovrà dunque decidere se coronare questo sogno d'amore, e così facendo rinnegare anche una parte di sé stessa, oppure prendere una strada differente.
Non sono abituato a dare voti alle storie di cui parlo, ma se dovessi farlo questa storia prenderebbe il voto più alto tra quelle che ho letto in questi ultimi anni.
Non è facile strappare un sorriso o una risata di questi tempi, ma - come ha dimostrato anche durante il lockdown generale di qualche mese fa - Ortolani è un maestro in questo. E la sua non è quella battuta caciarona a tutti i costi, anzi, a volte è una battuta disturbante, cattiva ma non di cattivo gusto, che ti fa sorridere ma a denti stretti. E poi ci sono anche bellissime citazioni cinematografiche e degli stacchetti musicali ("Ma come, intermezzi musicali in un fumetto? E funzionano?". Certo che sì)!
Non c'è solo questo, tuttavia. Ci sono alcuni momenti in cui la storia e le battute si fermano, come congelati nel tempo, e la protagonista offre alcune riflessioni sulla sua situazione. Riflessioni profonde e che colpiscono allo stomaco, smascherando una generale ipocrisia che pervade la società.
Non solo la cattiveria di coloro che discriminano coloro che reputano, e non si sa perché, diversi da loro, ma anche l'indifferenza di molti altri. Quell'indifferenza che può anche essere la nostra, quando volgiamo lo sguardo e proseguiamo per la nostra strada, oppure ridiamo di fronte a un'oscenità detta da un nostro amico quando si è in gruppo perché... ehi, lo fanno tutti, non posso dimostrarmi diverso da loro.
Forse è l'indifferenza ciò che fa più male, quella che porta Cinzia a sentirsi come una macchia oscura, invisibile agli altri. Ma la sua decisione finale, con cui non annulla la propria vera identità - aldilà delle convenzioni sociali - è la più giusta.
Questa storia è perfettamente leggibile anche se non si conosce l'universo di Rat-Man. Oltre a non esserci riferimenti a questo personaggio, l'autore costruisce un racconto autonomo, con un cerchio narrativo perfetto e che trova degna conclusione. Insomma, questa volta è andato davvero tutto bene!