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sabato 4 marzo 2023

A scuola di cinema: Starman (1984)

1979: Gli scrittori Bruce Evans e Raynold Gideon scrivono una sceneggiatura incentrata su un primo contatto extraterrestre.
Tale sceneggiatura viene acquistata, in qualità di produttore, da Michael Douglas e opzionata dalla Columbia Pictures. Ma il viaggio che la porterà a divenire una celebre pellicola non sarà così rapido e immediato.


Nel 1980, la Columbia Pictures ha sottomano due titoli incentrati su dei contatti alieni. Il primo è la sceneggiatura di Bruce Evans e Raynold Gideon, mentre il secondo si intitola Night Skies, un progetto di Steven Spielberg, inizialmente da affidare come regia a Tobe Hooper. In principio contenente toni horror, Night Skies viene poi edulcorato di modo che diventi un film più indirizzato alle famiglie.
Entrambi i trattamenti vengono ritenuti similari, ma alla fine la Columbia decide di portare avanti la sceneggiatura opzionata da Michael Douglas, ritenendo che Night Skies sia un film più orientato verso un pubblico di bambini e quindi con poco appeal commerciale, mentre la sceneggiatura di Evans e Gideon può rivolgersi a una platea più ampia.
Steven Spielberg non demorde e porta dunque Night Skies all'attenzione della Universal, che acquisisce la sceneggiatura dalla Columbia e dà il via libera al progetto, che avrà infine come titolo E.T. L'Extra-terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial).
Il primo regista individuato per la sceneggiatura di Evans e Gideon è Mark Rydell, ma costui ben presto decide di rinunciare al progetto a causa di divergenze creative con Michael Douglas. Viene allora contattato Adrian Lyne, ma costui preferisce infine dedicarsi alla regia di Flashdance.
Mentre il trattamento dei due sceneggiatori langue nei cassetti della Columbia, E.T. L'Extra-terrestre esce nei cinema e ottiene un grande successo. Questo fa sì che un altro regista contattato, John Badham, rinunci subito alla proposta, in quanto ritiene che i due film abbiano molti punti in contatto, concentrandosi invece sulla regia di Wargames - Giochi di Guerra (WarGames).
Tocca allora a Tony Scott, il quale vorrebbe Philip Anglim nella parte del protagonista, ma alla fine anche lui rinuncia in quanto ritiene il progetto non così interessante.
Si giunge dunque a John Carpenter. Costui è reduce dal flop commerciale de La Cosa (The Thing) e ha dunque bisogno di un progetto più ottimista e dai toni meno cupi, che possa anche rimetterlo in buona luce, così accetta la proposta. La sua intenzione è quella di rendere il film una sorta di Accadde Una Notte (It Happened One Night) in versione fantascientifica. 
Per la parte del protagonista, Scott Hayden lo Star Man, il primo attore contattato è Kevin Bacon. Dopodiché, la produzione cerca di mettere sotto contratto Tom Cruise, il quale ha anche un incontro in merito con John Carpenter.
Ma quando viene affidato a Karen Allen il ruolo della protagonista femminile, Jenny Hayden, si decide di affiancarle un attore più vicino alla sua età (all'epoca, Tom Cruise ha solo 22 anni).
Tom Cruise inizia dunque a dedicarsi alla produzione di Legend e viene infine scelto in sua sostituzione Jeff Bridges. In preparazione alla parte, l'attore modella il comportamento del proprio personaggio su quello dei suoi figli e studia ornitologia e il modo di comportarsi degli uccelli, in quanto convinto che lo Star Man, da straniero in terra straniera, agirebbe guidato da puri istinti animali.
Inoltre Jeff Bridges contatta un suo amico ballerino, Russell Clark, per apprendere da lui alcuni movimenti che possano esprimere la natura non umana del personaggio.
Il fatto che la sceneggiatura presenti alcuni punti di contatto con E.T. convince la Columbia Pictures a chiedere una revisione della sceneggiatura a Dean Riesner.
Il suo compito è quello di dare più risalto alla storia d'amore tra i due protagonisti, togliere alcuni elementi narrativi delicati e, dietro specifica richiesta di John Carpenter, attenuare oppure eliminare alcuni sottotesti politici presenti nella sceneggiatura originaria, di modo che il film sia più simile a un road movie.
Nonostante Dean Riesner consegni nel tempo almeno sette revisioni, alla fine non viene accreditato in via ufficiale, in quanto la Writers Guild of America attesta che non ha contribuito in maniera significativa alla sceneggiatura. John Carpenter e la Columbia chiedono almeno che sia inserito un ringraziamento allo sceneggiatore nei titoli, ma neanche questa richiesta viene accolta.
Altre revisioni non accreditate giungono da Edward Zwick e Diane Thomas.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 21 febbraio 1984, tenendosi in Arizona, California, Colorado, Iowa, Nevada e Tennessee, per concludersi il 6 luglio 1984.
Il sito in cui viene girata la scena finale, dove lo Star Man si riunisce alla sua nave madre, è il Meteor Crater, situato vicino a Winslow, in Arizona. Questo sito è largo oltre un chilometro, ha una profondità di oltre 170 metri ed è stato generato circa 49.000 anni fa, a seguito della caduta di un asteroide il cui diametro era non inferiore a 46 metri.
Starman viene distribuito nei cinema americani a partire dal 14 dicembre 1984. A fronte di un budget di 22 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare circa 29 milioni di dollari.
Da questo film viene ricavata una serie televisiva, dallo stesso titolo, che va in onda tra il 1986 e il 1987 sulla ABC. Viene trasmessa una sola stagione, per un totale di 22 episodi. Il ruolo di Jeff Bridges viene qui ricoperto da Robert Hays.
La serie è ambientata circa quindici anni dopo gli eventi della pellicola e vede protagonista il figlio adolescente dello Star Man e Jenny Hayden, ovvero Scott Hayden Jr. (interpretato da Christopher Daniel Barnes), il quale si riunisce a suo padre - che assume le fattezze di un defunto videoreporter, Paul Forrester - dopo averlo richiamato dallo spazio.
Mentre fuggono dalle autorità governative che stanno dando loro la caccia, padre e figlio vanno alla ricerca della scomparsa Jenny Hayden, aiutando altre persone lungo la via, e al contempo Scott cerca di insegnare allo Star Man i comportamenti umani.
Ma il pubblico non premia con gli ascolti questa serie televisiva, decretandone così la sua immediata fine.
Nello stesso anno in cui esordisce il telefilm tratto da una pellicola da lui diretta, John Carpenter ha modo di dedicarsi a un altro film di genere fantastico, ovvero Grosso Guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China)... ma questa è un'altra storia.

sabato 20 novembre 2021

A scuola di cinema: Essi Vivono (1988)

Novembre 1963: Viene pubblicato su The Magazine of Fantasy & Science Fiction un racconto breve intitolato Alle Otto del Mattino (Eight O'Clock in the Morning), scritto da Ray Nelson.
La storia si incentra su un uomo di nome George Nada che, a seguito di una seduta di ipnosi collettiva in un teatro, inizia a vedere alcuni esseri umani sotto una nuova forma, con volti alieni dalle fattezze rettiloidi, che vengono definiti Fascinators. Nada inoltre comincia a veder comparire, in televisione o lungo dei poster per strada, dei messaggi subliminali che lo invitano a ubbidire alle autorità, a sposarsi e a riprodursi e a cui cerca con fatica di sottrarsi.
Quando uno dei Fascinators lo avvisa che morirà per un infarto alle otto del mattino del giorno successivo, George Nada impazzisce e inizia a uccidere delle persone che lui vede come alieni, concludendo il tutto con una strage in una stazione televisiva, prima di morire per il previsto infarto e lasciando il dubbio se il tutto non sia stato solo frutto di una sua allucinazione.
La storia rimane impressa nelle menti dei lettori dell'epoca e, nel 1986, lo stesso Ray Nelson ne sviluppa un adattamento a fumetti, intitolato Nada e realizzato dall'artista Bill Wray, che compare sulla serie Alien Encounters della Eclipse Comics.
E vi è un grande fan di questa storia, che diventerà un regista di successo alcuni anni dopo la sua pubblicazione e ne produrrà un adattamento cinematografico. Il suo nome è John Carpenter.


John Carpenter scopre Eight O'Clock in the Morning grazie all'adattamento a fumetti e, dopo aver letto anche il racconto originario di Ray Nelson, acquisisce i diritti su entrambe le storie, ideando con lo pseudonimo di Frank Armitage (il protagonista di un racconto di H.P. Lovecraft, L'Orrore di Dunwich) una sceneggiatura che combina elementi da entrambe le fonti, introducendo di suo l'idea che gli alieni possano essere visti tramite degli occhiali speciali.
Nelle intenzioni del regista, il film deve essere una satira e allegoria della Presidenza Reagan e l'eccessiva crescita del capitalismo attraverso il mezzo televisivo (non a caso, gli alieni appaiono in bianco e nero attraverso gli occhiali, in contrasto con il mondo colorato proiettato dalla televisione).
Per il ruolo di Nada, Carpenter in principio pensa a Kurt Russell, ma giunge poi alla conclusione che ha già collaborato molte volte con lui in passato e dunque occorre un cambio. Gli viene in mente allora una sua passione di quando era bambino e che ha mantenuto crescendo, quella per il wrestling.
Dopo aver visto la terza edizione di Wrestlemania e incontrato in quella sede sia il wrestler che il suo manager, Carpenter giunge alla conclusione che Roderick George Toombs, alias "Rowdy" Roddy Piper, sia perfetto per la parte, poiché oltre alla sua robustezza ha anche presente sul volto e sul corpo l'aria da uomo vissuto.
Tuttavia Vince McMahon, il CEO della WWF/WWE, non vuole perdere la sua star e gli promette un ingaggio per un altro film con lo stesso salario. Piper rifiuta e abbandona così la WWE.
Questa pellicola rappresenta la prima occasione in cui un wrestler ottiene un ruolo da protagonista, cosa che diverrà poi abbastanza frequente negli anni successivi.
Il ruolo di Frank viene scritto dal regista avendo in mente Keith David, che ha già diretto in La Cosa (The Thing) e che ha molto apprezzato.
Le riprese, della durata di circa otto settimane, si tengono tra il marzo e l'aprile del 1988 nella città di Los Angeles.
Poiché la sceneggiatura prevede la presenza di alcuni senzatetto, Carpenter fa sì che veri homeless di Los Angeles siano assunti e, oltre a una regolare paga come comparse, viene anche offerto loro del cibo.
Durante le riprese, Roddy Piper è inflessibile e non si toglie mai il suo anello di matrimonio, che in certe scene risulta ben visibile, anche se poi non viene data alcuna spiegazione in merito.
La pellicola rimane soprattutto famosa per una lunga sequenza di lotta tra Nada e Frank, che dura quasi sei minuti. In principio viene concepita perché sia breve, tra i venti e i trenta secondi, ma poi Roddy Piper e Keith David, assistiti dallo stuntman Jeff Imada, iniziano a provarla e coreografarla nel cortile dell'ufficio di produzione di John Carpenter.
Le prove vanno avanti per circa tre settimane e i due aggiungono sempre nuove mosse. Carpenter ne rimane così favorevolmente impressionato da decidere infine di lasciarla intatta, senza alcun taglio.
La celebre frase "I have come here to chew bubble gum and kick ass. And I'm all out of bubble gum" (adattata in maniera differente in italiano) è tutta farina del sacco di Roddy Piper, che aveva scritto su un taccuino alcune frasi ad effetto da utilizzare durante i suoi promo come lottatore. Esaminando il taccuino, sia lui che Carpenter concordano che questa frase sia perfetta da utilizzare nel film.
Per risparmiare un po' sui costi di produzione, vengono prese in prestito alcune paia di occhiali utilizzati da Kurt Russell sul set di Grosso Guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China) per impiegarli come quelli che rivelano la vera natura degli alieni. Roddy Piper, al termine delle riprese, decide di tenersene un paio per sé. I comunicatori utilizzati dagli alieni, invece, sono i rilevatori di fantasmi impiegati sul set di Ghostbusters, anch'essi noleggiati per l'occasione. 
Essi Vivono (They Live) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 4 novembre 1988. A fronte di un budget tra i 3 e i 4 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare solo nel territorio statunitense 13 milioni di dollari.
Durante gli anni, il messaggio di fondo del film viene corrotto da altre categorie per i loro scopi o presunti tali. Alcuni gruppi neonazisti e suprematisti bianchi, infatti, lo interpretano come una sorta di metafora degli ebrei che vogliono controllare il mondo, ma John Carpenter in persona interviene, bollando il tutto come una baggianata e spiegando il suo intento originario.
Dopo il successo della pellicola, Roddy Piper ritorna alla WWE, con più carisma e popolarità di prima. John Carpenter invece da quel momento in poi incontrerà alcune difficoltà e i suoi successivi film non avranno più il successo di un tempo... ma questa è un'altra storia.

venerdì 17 settembre 2021

A scuola di cinema: Distretto 13 - Le Brigate della Morte (1976)

Dopo l'uscita del primo film da lui diretto, Dark Star, nel 1974, un progetto di basso profilo concepito insieme al suo amico Dan O'Bannon, il regista John Carpenter viene approcciato dal produttore J. Stein Kaplan, il quale gli offre la possibilità di scrivere e dirigere un nuovo lungometraggio.
Al regista semi-esordiente viene concesso qualcosa di non così scontato per qualcuno con la sua poca esperienza, ovvero totale libertà creativa su quale soggetto presentare. Vi è una sola, tassativa condizione: che il budget della pellicola non superi i 100.000 dollari.
Pur con questa particolare spada di Damocle sopra la testa, John Carpenter concepisce il film che darà il via alla sua ricca e fortunata carriera cinematografica.


Carpenter idea due trattamenti per possibili film a basso budget: il primo si intitola Eyes, mentre il secondo The Anderson Alamo, completato in appena otto giorni.
J. Stein Kaplan appare più interessato a sviluppare quest'ultimo, visto che la concentrazione dell'azione in un solo luogo aiuta a tenere bassi i costi e rientrare nel budget previsto, mentre Eyes viene opzionato dal produttore Jon Peters e revisionato, diventando qualche anno dopo Occhi di Laura Mars (Eyes of Laura Mars).
Per The Anderson Alamo, l'intenzione originaria di Carpenter è quella di ricreare un film western che si ispiri alle atmosfere delle pellicole dirette da Howard Hawks, uno dei suoi registi preferiti e miti d'infanzia.
Tuttavia, il ridotto budget a disposizione non glielo consente, ma Carpenter decide di omaggiare comunque la filmografia di Howard Hawks rendendo The Anderson Alamo una sorta di remake moderno di Un Dollaro D'Onore (Rio Bravo), con qualche influenza aggiuntiva derivante dai film sugli zombie diretti da George Romero.
Per dare il via alla produzione della pellicola, Kaplan fonda la società CKK Corporation.
Per gli interpreti principali, sempre per motivazioni di natura economica, si deve necessariamente ricorrere ad attori di secondo piano, scelti personalmente da John Carpenter.
Per il ruolo di Ethan Bishop viene selezionato Austin Stoker, un attore con già una discreta esperienza alle spalle e che può vantare anche l'apparizione in un film della saga de Il Pianeta delle Scimmie.
Per il ruolo di Napoleone Wilson, Carpenter contatta Darwin Joston, un suo vicino di casa di Hollywood Hills e di cui apprezza l'uso di humour nero, tanto che modella il personaggio su di lui.
A completare il cast principale, sempre scelti da Carpenter, vi sono Charles Cyphers e Nancy Loomis.
Come art director e responsabile degli effetti sonori di questo nuovo film, Carpenter contatta un suo amico d'infanzia e compagno di università, Tommy Lee Wallace, il quale ha già collaborato per lui in Dark Star ma è praticamente ancora inesperto in merito ai meccanismi produttivi.
Le riprese si tengono a Los Angeles nel novembre del 1975, durando in totale 20 giorni. Carpenter, oltre a occuparsi della regia, idea anche molti degli storyboard del film. Durante la lavorazione, il titolo della pellicola viene modificato in The Siege.
Alcuni attori che interpretano dei componenti di una banda criminale sono in realtà degli studenti della University of Southern California, ben felici di poter apparire anche solo per quei pochi secondi durante i quali il loro personaggio muore. Anche John Carpenter ha un breve cameo nella pellicola come uno dei componenti di una banda criminale.
A riprese concluse, Carpenter - con l'assistenza di Debra Hill - si occupa del montaggio utilizzando lo pseudonimo di John T. Chance (ovvero il nome del personaggio interpretato da John Wayne in Un Dollaro D'Onore). Non pago di questo, compone anche la colonna sonora, portandola a compimento in appena tre giorni e ispirandosi alla soundtrack di Lalo Schifrin per Ispettore Callaghan: Il Caso Scorpio è Tuo (Dirty Harry) e alla canzone Immigrant Song dei Led Zeppelin.
Praticamente, a parte la direzione della fotografia, per questa pellicola John Carpenter ha compiuto l'intero processo creativo e forse anche e soprattutto per questo motivo il budget di centomila dollari viene pienamente rispettato.
Completato il tutto, la produzione decide di cambiare il titolo della pellicola in Assault on Precint 13, nonostante il film non si svolga in un distretto con quella numerazione, ben consapevole della svista ma ritenendo che questo nuovo titolo sia migliore dei precedenti e abbia un tono più sinistro.
Quando la pellicola viene sottoposta all'approvazione della MPAA (Motion Pictures Association of America), questa minaccia di dare un rating X (pellicola vietata ai minori) se non viene eliminata la scena in cui la bambina di nome Kathy (interpretata da Kim Richards) viene uccisa a sangue freddo.
Dietro suggerimento del distributore, John Carpenter viene incontro a questa richiesta - facendo dunque guadagnare al film un Rating R - ma quando la pellicola viene effettivamente distribuita nei cinema, la scena viene reinserita. Una pratica comune all'epoca per i film a basso budget su cui la MPAA non concentrava più di tanto i propri controlli.
Negli anni successivi, John Carpenter giunge a pentirsi di questa scelta, ritenendola dettata dalla sua giovinezza e inesperienza di allora.
Distretto 13 - Le Brigate della Morte (Assault on Precint 13) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 3 novembre 1976. In principio i guadagni sul territorio statunitense non si rivelano molto entusiasmanti.
L'anno successivo, tuttavia, la pellicola viene proiettata al London Film Festival, ottenendo un incredibile riscontro. Un distributore della Miracle Films, dunque, si aggiudica immediatamente i diritti sul film, il quale inizia a essere programmato lungo tutto il territorio britannico.
Distretto 13 - Le Brigate della Morte ottiene dunque il meritato successo e viene importato in altri paesi europei, consolidando così la carriera cinematografica di John Carpenter e in maniera indiretta anche di Tommy Lee Wallace. Nel 2015 ne viene anche prodotto un remake, diretto da Jean-François Richet e con protagonisti Ethan Hawke e Laurence Fishburne.
Ma un'ultima domanda rimane: qual era il nome di quell'oculato e previdente distributore inglese a cui John Carpenter deve la nascita del suo successo? Michael Myers! Ebbene sì, proprio in suo onore (se così possiamo dire), Carpenter decide di affibbiare questo nome al maniaco omicida della saga di Halloween... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 23 ottobre 2019

A scuola di cinema: Grosso Guaio a Chinatown (1986)

A volte i classici del cinema d'azione hanno origini impensabili. Uno dei film più iconici sviluppato negli anni '80 del ventesimo secolo poteva risultare ben diverso nella sua versione originaria, ma - per fortuna o casualità - il destino ha deciso che una strada diversa dovesse essere intrapresa.


1982: Gli sceneggiatori emergenti Gary Goldman e David Z. Weinstein stanno cercando un modo per sfondare a Hollywood. Goldman si è occupato in passato della regia di alcuni documentari, attività grazie alla quale è entrato in contatto col produttore Larry Gordon, che lo ha presentato ad altri produttori che si sono dimostrati interessati a ricevere una sua storia.
Sia Goldman che Weinstein sono degli appassionati del cinema orientale sulle arti marziali, soprattutto di quei film che mischiano i combattimenti col misticismo. Film che ammirano in una piccola sala cinematografica di Chinatown. Tanto che si convincono che un simile modello di cinema, opportunamente adattato per il mercato americano, possa interessare anche Hollywood.
I due scrivono così una sceneggiatura, ambientata nella California del 1899, incentrata su un cowboy di nome Wiley Prescott, a cui una compagnia ferroviaria assegna il compito di portare carne e cibarie ad alcuni operai cinesi incaricati di costruire un nuovo tratto ferroviario.
Nel corso di quest'incarico, Prescott vince una scommessa con uno di questi lavoratori, Sun: non avendo quest'ultimo soldi per ripagarlo, Prescott per ricevere il denaro che gli spetta è costretto ad accompagnarlo a San Francisco, la città dove si trova la futura moglie di Sun.
Qui il cavallo di Prescott viene trafugato e, per ritrovarlo e salvare la compagna di Sun, il cowboy dovrà calarsi in un reame sotterraneo governato dal misterioso Lo Pan, un mistico orientale capace di generare indicibili orrori.
Grazie ai contatti di Goldman, la sceneggiatura viene opzionata nel marzo 1983 dai produttori Paul Monash e Keith Barish. Goldman e Weinstein sono convinti della bontà della loro storia e certi che possa sia rivitalizzare il genere western che dare vita a un nuovo franchise di successo. Nonostante una loro successiva revisione della sceneggiatura, questa non viene notata che nel 1984, quando cattura l'attenzione dell'ex datore di lavoro di Goldman - Larry Gordon - e acquistata dalla 20th Century Fox.
Gordon propone il progetto a un regista con cui ha già collaborato in passato, Walter Hill, ma costui non è interessato, poiché non si ritiene adatto a dirigere un film con effetti speciali e pensa che il genere western abbia ormai fatto il suo tempo.
Anche Larry Gordon giunge a questa conclusione e contatta dunque lo sceneggiatore W.D. Richter per un'operazione di riscrittura. Richter legge la sceneggiatura di Goldman e Weinstein, giudicandola tremenda e dettata dall'inesperienza, ma l'idea di fondo rimane a suo avviso comunque valida.
Dopo essersi perciò documentato sulla storia e sul misticismo orientale, Richter procede a una totale revisione dei dialoghi, riscrive quasi del tutto alcuni passaggi, trasporta la vicenda dal passato all'era contemporanea e rinomina Wiley Prescott Jack Burton, che ora è un camionista. Inoltre vi aggiunge molti elementi di commedia e umorismo, quasi del tutto assenti nella sceneggiatura originale. Questo nuovo trattamento, dietro pressioni della Fox, viene completato in circa dieci settimane.
A Goldman e Weinstein viene chiesto di partecipare alla revisione, ma costoro rifiutano, poiché non intendono cambiare l'ambientazione temporale della loro sceneggiatura o apportare altre modifiche e così la Fox, senza troppe cerimonie, si libera di loro.
Weinstein giunge addirittura a chiamare per telefono Richter e definirlo un traditore della categoria degli sceneggiatori, ma costui ribatte che le revisioni ad opera di altri scrittori sono una pratica comune nel mondo del cinema, a cui lui stesso è stato sottoposto in passato.
Nel luglio 1985, la Fox assegna la regia del film a John Carpenter, il quale è intrigato dalla possibilità di poter omaggiare i film di kung fu che ha ammirato nel decennio precedente. Carpenter apporta alcune modifiche alla sceneggiatura, rimuovendo alcune scene per motivi di budget, dando uno spazio maggiore al personaggio di Gracie Law e modificando alcuni nomi di esistenti bande della Triade inseriti da Richter per evitare problemi di ogni sorta.
Il regista è anche noto per lavorare in tempi ristretti, così a Carpenter viene richiesto dalla Fox di accelerare la pre-produzione, da completare in circa dieci settimane, per far sì che la pellicola esca qualche mese prima de Il Bambino d'Oro con protagonista Eddie Murphy, un film la cui regia era stata proposta a Carpenter. Entrambi i titoli sono infatti incentrati sul misticismo orientale.
Per il ruolo di Jack Burton, la casa di produzione vorrebbe un nome di richiamo quale Jack Nicholson o Clint Eastwood, ma essendo costoro non disponibili, il regista affida la parte alla sua prima e unica scelta, Kurt Russell, che ha appena rifiutato il ruolo da protagonista in Highlander. Per prepararsi alle riprese, l'attore per due mesi solleva pesi e corre ogni giorno.
Per il ruolo di Wang Chi (Sun, nella prima sceneggiatura), Carpenter ha in mente Jackie Chan, ma Larry Gordon si dichiara contrario, in quanto ritiene che costui non padroneggi a sufficienza la lingua inglese.
In quei mesi tuttavia è uscito nelle sale cinematografiche L'Anno del Dragone: Carpenter ammira la recitazione di uno dei suoi comprimari, Dennis Dun, e lo contatta per affidargli la parte. Costui è esitante, poiché sarebbe solo il suo secondo film e stavolta in un ruolo da protagonista, ma Carpenter riesce infine a convincerlo pochi giorni prima dell'inizio delle riprese. Per Dun le arti marziali non sono un gran problema, inoltre, visto che le ha studiate sin da quando era un bambino.
Per il ruolo di Gracie Law, la Fox vorrebbe il casting di una rock star, ma Carpenter suggerisce il nome di Kim Cattrall. Lo studio è alquanto titubante, poiché costei fino ad ora ha interpretato principalmente commedie poco impegnate, ma il regista riesce a vincere infine le resistenze. Kim Cattrall, conquistata dalla forza del personaggio e dalla sua indipendenza, è ben felice di accettare la parte.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 7 ottobre 1985, dipanandosi tra Los Angeles e San Francisco, per essere completate nel gennaio 1986.
Già prima che il film entri nella fase di pre-produzione, Gary Goldman e David Weinstein scoprono di essere stati estromessi anche come autori della sceneggiatura, che i loro nomi non compaiono nei comunicati stampa e che il loro apporto alla pellicola è ignoto ai più. Decidono dunque di presentare ricorso presso la Writers Guild of America, la quale sancisce infine che i due debbano essere citati come sceneggiatori della pellicola, ma che W.D. Richter sia comunque menzionato in quanto ideatore di quello che viene definito un adattamento.
La fase di post-produzione dura circa quattro mesi e si rivela un incubo per Carpenter, che subisce molte pressioni dalla Fox sul montaggio e le scene da eliminare. Ritenendo che il personaggio di Jack Burton non appaia troppo eroico, impongono che sia girata una scena aggiuntiva - quella iniziale del film - in cui Egg Shen discute con un avvocato dell'importanza di Jack nella risoluzione della vicenda. Nei piani originari, invece, la pellicola iniziava con Jack Burton diretto a San Francisco.
Gli effetti visivi e speciali vengono curati da Boss Film Studios, che riceve per questo incarico un budget di circa 2 milioni di dollari ritenuto appena sufficiente. Tanto che Carpenter non rimane troppo soddisfatto del lavoro complessivo e del risultato finale.
Tuttavia uno screening in anteprima della pellicola ottiene un riscontro così favorevole e positivo che sia Carpenter che Russell si convincono che il film sarà un successo. Non è così.
Grosso Guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 2 luglio 1986. A fronte di un budget stimato attorno ai 25 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare poco più di 11 milioni di dollari. Un flop, dunque, in tutti i sensi.
Una delle ragioni principali di questo insuccesso è che la Fox, non credendo evidentemente troppo nel prodotto, lo ritira dalle sale dopo solo pochi giorni per fare spazio a una pellicola molto attesa, Aliens - Scontro Finale.
Con la successiva esplosione del mercato delle videocassette, Grosso Guaio a Chinatown diventa uno dei titoli più gettonati, guadagnandosi così negli anni seguenti quello status di film culto che gli introiti cinematografici non erano riusciti a fargli raggiungere.
John Carpenter, tuttavia, è rimasto molto deluso da quest'esperienza e promette a sé stesso di non voler avere più nulla a che fare con le major cinematografiche... ma questa è un'altra storia.

mercoledì 31 gennaio 2018

A scuola di cinema: 1997: Fuga da New York (1981)

1976: Il popolo statunitense sta tentando di riprendersi dallo sgomento causato dallo Scandalo Watergate e dagli intrighi del presidente Richard Nixon. La società americana già da alcuni anni tuttavia è cambiata e i primi antieroi come Paul Kersey, il Giustiziere della Notte, hanno cominciato a comparire sul grande schermo.
Due fatti in apparenza non correlati, e che danno vita a un piccolo capolavoro della fantascienza distopica realizzato da John Carpenter.


Nel 1976 John Carpenter è ancora un promettente regista, che ha realizzato due buoni film a basso budget, Dark Star e Distretto 13 - Le Brigate della Morte. Completa tra il 1975 e il 1976 un primo trattamento di 1997: Fuga da New York, che riflette i suoi pensieri sul cinismo della società americana di quell'epoca e dei suoi organi esecutivi e la cui trama iniziale prende spunto da un romanzo di Harry Harrison pubblicato nel 1962, Planet of the Damned.
Il nome del protagonista, Snake Plissken, è ispirato a un conoscente di un amico del regista residente a Cleveland. Costui era un bullo il cui cognome era proprio Plissken e portava il tatuaggio di un serpente che gli aveva fatto guadagnare il soprannome di Snake. La sceneggiatura però viene rifiutata in quanto ritenuta troppo violenta e particolare, inadatta a quel difficile periodo storico.
Dopo il successo di Halloween, nel 1978, Carpenter firma un contratto per due film con la AVCO Embassy Pictures. Il primo di questi è The Fog, del 1980, mentre il secondo in origine dovrebbe essere The Philadelphia Experiment, ma quest'ultimo progetto si arena quasi subito. Carpenter allora ripropone il suo trattamento di Fuga da New York, ottenendo infine il via libera.


Il regista tuttavia non è ancora del tutto convinto della bontà della sceneggiatura, in quanto prettamente incentrata sull'azione e priva di qualsiasi elemento di humour in grado di catalizzare ulteriormente l'attenzione del pubblico. Carpenter chiama allora in suo soccorso l'amico Nick Castle, il quale effettua un lavoro di rifinitura, creando inoltre il personaggio del tassista interpretato da Ernest Borgnine.
Per il ruolo del protagonista, Carpenter non ha dubbi: è convinto che Kurt Russell sia perfetto per la parte di Plissken. Lo studio però non è dello stesso avviso, in quanto Russell a quell'epoca è noto più che altro per alcune produzioni di commedie Disney e non ha mai interpretato un film d'azione. Vengono vagliati allora i nomi di Tommy Lee Jones, Chuck Norris e Charles Bronson, ma Carpenter si impunta, riuscendo infine a far accettare il casting di Russell.
L'attore modella il suo personaggio sulle interpretazioni dei film western con John Wayne e Clint Eastwood e suggerisce che Plissken porti una benda sull'occhio sinistro, concetto del tutto assente nella sceneggiatura, che Carpenter approva.


Per il film viene stanziato un budget di sei milioni di dollari che, pur essendo il più alto gestito dal regista fino a quel momento, si rivela problematico nel ricreare una New York decadente. Dietro indicazioni della produttrice Debra Hill e degli assistenti alla produzione Joe Alves e Barry Bernardi, viene individuata una zona di East St. Louis, in Illinois, teatro nel 1976 di un tremendo incendio che ha raso al suolo interi edifici, lasciando cumuli di macerie anche per più isolati. La produzione ottiene dalla municipalità inoltre il permesso di interrompere l'energia elettrica per dieci isolati ogni notte.
Le riprese iniziano in via ufficiale nell'agosto del 1980, sotto un caldo soffocante che tormenta i componenti della troupe, unitamente a fastidiosi e assillanti sciami di zanzare. Da St. Louis, ci si sposta poi a Los Angeles e a Sherman Oaks per concludere il tutto infine proprio a New York, con alcune riprese di Liberty Island per le quali Carpenter chiede e riesce a ottenere dalle autorità federali un'autorizzazione speciale. La prima concessa a una troupe cinematografica.
Le riprese terminano in via ufficiale nel novembre 1980. Nel montaggio finale, Carpenter decide di tagliare una scena in cui viene spiegato come Plissken sia stato arrestato a seguito di una tentata rapina in banca, non ritenendola utile ai fini della trama, poiché quello che conta è solo il fatto che sia finito in prigione.
Gli effetti speciali, in un'epoca in cui la computer grafica è ancora qualcosa di alieno, vengono curati dalla New World Pictures fondata da Roger Corman e per la quale lavora un giovane cineasta che contribuisce molto alla efficace resa cinematografica della distopica New York: il suo nome è James Cameron. La colonna sonora, come accaduto per altre pellicole dello stesso regista, viene composta da Carpenter in persona, qui coadiuvato anche da Alan Howarth.
Escape From New York viene programmato nei cinema americani a partire dal 10 luglio 1981, arrivando infine a guadagnare, solo sul territorio statunitense, oltre 25 milioni di dollari e dando vita a una leggenda cinematografica che sarebbe durata nel tempo.
Così tanto tempo che quindici anni dopo ne sarebbe stato girato un seguito... ma questa è un'altra storia.

martedì 31 ottobre 2017

A scuola di cinema: Halloween (1978)

Halloween, la notte delle streghe. Una festività nota ormai a livello planetario, che viene celebrata la notte del 31 ottobre e le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
In questa notte, bambini e adulti si travestono (spesso con maschere o costumi ispirati a leggende dell'orrore, folkloristico o urbano) cercando di rendere unica questa serata con scherzi e raccolte di trofei, dolciumi nel caso dei bambini.
Ma Halloween è anche qualcos'altro, una celebre saga cinematografica che sembra destinata a continuare e le cui origini non si perdono nella notte dei tempi. Una saga che deve la sua fama al regista della sua prima pellicola, John Carpenter.


Nel 1976, il produttore Irwin Yablans vede a un festival del cinema la pellicola Distretto 13: Le Brigate della Morte (Assault On Precint 13) e rimane incantato dallo stile di regia di John Carpenter. Yablans ha in mente un film horror incentrato su un serial killer di babysitter e contatta dunque Carpenter, il quale si dimostra interessato al progetto.
Insieme alla sua fidanzata dell'epoca, Debra Hill, Carpenter scrive un primo trattamento intitolato The Babysitter Murders, in appena dieci giorni. Debra Hill si concentra in particolar modo sui dialoghi dei personaggi femminili, mentre Carpenter su quelli del Dr. Sam Loomis e degli altri protagonisti.
Nomi di città, vie e personaggi sono ispirati perlopiù a persone incontrate dai due sceneggiatori in età adolescenziale, oppure sono omaggi a film di cineasti come Alfred Hitchcock.
Il nome di Michael Myers è invece quello di un distributore inglese che aveva fatto sì che Distretto 13: Le Brigate della Morte superasse i confini statunitensi e aveva contribuito a far conoscere in Europa il nome di Carpenter. Una sorta di perverso ringraziamento.
Nella prima stesura, gli eventi si dipanano in un arco di alcuni giorni, ma Yablans suggerisce di ambientare il tutto in una sola notte, quella di Halloween, chiedendo di modificare così il titolo della pellicola – da un lato per motivi di budget, dall'altro perché con sua sorpresa ha scoperto che non esiste un film con questo titolo così immediato.
Il regista e finanziere Moustapha Akkad contribuisce all'intero – e limitato, pur secondo gli standard dell'epoca – budget di questo progetto, circa 300.000 dollari, più che altro grazie all'insistenza di Yablans e all'entusiasmo di Carpenter. L'esigua cifra rappresenta comunque un investimento a basso rischio.
Carpenter inoltre si dichiara disponibile a dirigere il film e comporne la colonna sonora dietro un compenso di 10.000 dollari, in cambio del 10% dei profitti e di un ruolo da produttrice per Debra Hill.
Per il ruolo di Sam Loomis, vengono contattati in prima battuta Peter Cushing e Christopher Lee, ma entrambi rifiutano poiché ritengono la paga proposta troppo bassa. Lee avrà poi modo di rimpiangere questa sua scelta.
Carpenter, allora, si rivolge a Donald Pleasance. La figlia dell'attore, Angela, ha anche lei ammirato Distretto 13: Le Brigate della Morte e convince suo padre ad accettare la parte. Pleasance resta sul set per cinque giorni a registrare le sue scene, ricevendo infine un compenso di 20.000 dollari. Per assicurarsi la sua presenza, Moustapha Akkad decide di aggiungere ulteriori ventimila dollari al budget già pianificato.
Per il ruolo di Laurie Strode, la prima scelta di John Carpenter ricade su Anne Lockhart, ma essendo costei impegnata in altri progetti è costretta a declinare. Il regista viene a sapere allora di una attrice diciannovenne comparsa fino a quel momento solo in qualche produzione televisiva: il suo nome è Jamie Lee Curtis.
Costei si presenta per tre volte alle audizioni e, quando capisce che è la figlia di Janet Leigh, Carpenter le affida il ruolo, oltre che per il suo ultimo provino per la convinzione che il suo retaggio fungerà da richiamo pubblicitario per il film. Halloween rappresenta dunque il debutto cinematografico dell'attrice, che riceve un compenso di circa 8.000 dollari.
Michael Myers viene interpretato da più attori a seconda delle riprese richieste, ma per la maggior parte delle scene il ruolo è affidato a Nick Castle, un amico di Carpenter  sin dai tempi dell'università, il quale in origine si trova sul set solo per assistere alle riprese del film. Per questo suo impegno, Castle riceve una paga di 25 dollari al giorno.
Per via del budget ridotto all'osso, non essendo possibile un contributo da parte di una società specializzata, l'assistente alla produzione e montatore Tommy Lee Wallace compra in un negozio una maschera di William Shatner come Capitano Kirk del costo di due dollari, allargandovi i buchi per gli occhi e ricoprendola con uno spray dal colore bianco bluastro. Nasce così, nella maniera più spartana possibile, la maschera di questo serial killer. Sempre per motivi di budget, gli attori indossano sul set i loro stessi abiti.
Le riprese iniziano in via ufficiale nell'aprile del 1978, nella località di South Pasadena, in California. Per non sforare il budget, durano un totale di ventuno giorni.
Dovendo utilizzare gli stessi attrezzi di scena più volte ed essendo una calda primavera californiana (il film invece è ambientato in pieno autunno, in Illinois), vengono comprate delle foglie di carta da un decoratore e dipinte perché abbiano un aspetto autunnale, nonché riutilizzate più volte per non sprecare ulteriore denaro.
Carpenter compone successivamente la celebre colonna sonora del film in appena tre giorni.
Halloween viene distribuito nei cinema americani a partire dal 25 ottobre 1978. A fronte di un budget finale di circa 320.000 dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale circa 70 milioni di dollari, lanciando in via definitiva la carriera cinematografica di John Carpenter.
Dà inoltre vita a un nuovo, celebre franchise della filmografia horror, il quale avrà molti altri seguiti negli anni successivi... ma questa è un'altra storia.