martedì 29 marzo 2022

Fabolous Stack of Comics: Kamandi Challenge


Durante il suo secondo periodo alla DC Comics, dal 1971 al 1975, Jack Kirby si rese responsabile della creazione di numerosi nuovi personaggi e persino di un'intera saga, composta da testate interconnesse tra loro, nota come il Quarto Mondo.
Tra queste creazioni vi è anche Kamandi, l'ultimo ragazzo sulla Terra in un mondo dominato da animali senzienti a seguito di un ignoto Grande Disastro. Con una serie durata 61 numeri, di cui però solo 40 realizzati da Kirby, per la sua natura di mondo privo di supereroi è rimasto volutamente defilato dal DC Universe, tanto che - a differenza di altre creazioni di Jack Kirby di quel periodo - il personaggio di Kamandi e il suo lontano futuro verranno ripresi solo poche volte nei decenni successivi dopo la chiusura della testata.
Eppure, quella distopia così particolare, quel mondo insolito partorito da una grande mente creativa rimangono nei cuori di molti lettori. Alcuni di questi lettori diventano poi sceneggiatori e disegnatori di fumetti. E per celebrare quest'opera, nonché il centenario della nascita di Jack Kirby, nel 2017 viene pubblicata la maxiserie di dodici numeri Kamandi Challenge.
La storia ha un impianto narrativo molto particolare. Dodici numeri per dodici, differenti team creativi, con un cliffhanger presente a ogni fine episodio che deve essere risolto dal team creativo dell'episodio successivo.
Gli sceneggiatori coinvolti sono: Dan Abnett, Marguerite Bennett, Dan Didio, Keith Giffen, Tom King, Paul Levitz, Steve Orlando, Greg Pak, Jimmy Palmiotti, Gail Simone, Peter J. Tomasi, James Tynion IV, Rob Williams, Bill Willingham. Mentre la parte grafica è affidata a: Neal Adams, Amanda Conner, Carlos D'Anda, Shane Davis, Dale Eaglesham, Kevin Eastman, José Luis García-López, Dan Jurgens, Ivan Reis, Steve Rude, Walter Simonson, Ryan Sook, Philip Tan, Freddie Williams II.
L'ordinaria e tranquilla vita di un ragazzo in un'anonima città di provincia viene sconvolta quando scopre che tutti i suoi concittadini, compresa la sua cara nonna, sono dei robot e, prima che venga proiettato tramite un portale in un'altra dimensione, gli viene detto che deve rintracciare i suoi genitori per salvare la Terra.
Il ragazzo si ritrova così in un mondo dove l'essere umano è quasi estinto e ridotto in schiavitù, mentre gli animali dominano il pianeta, contendendosi i vari territori, cosa che complicherà la sua missione, destinata a chiudersi con una sconvolgente rivelazione.
Questa maxiserie non vuole e non intende essere una continuazione della serie di Jack Kirby, piuttosto si pone come una sorta di rivisitazione e riverito omaggio alla saga dell'Ultimo Ragazzo sulla Terra. Per chi questa saga già la conosce, sarà dunque un piacere rivedere certi personaggi così legati a quel mondo, mentre per i nuovi lettori la storia è comunque godibile a sé stante.
Tra l'altro, in un'epoca di saghe cinematografiche dove gli animali senzienti la fanno da padrone (si veda ad esempio Harry Potter, per citare uno dei più recenti e celebri), non sarà male per un lettore moderno scoprire che, dopo il creatore di Narnia, altri autori avevano già sviluppato questa tematica in maniera ampia e stratificata.
La cosa che forse alla fine non riesce nel migliore dei modi in questa storia è proprio il suo aspetto più particolare, ovvero un differente team creativo a ogni numero.
Poiché se è pur vero che ognuno di questi team riprende i fili in sospeso del numero precedente e li porta a compimento, è anche vero che ogni sceneggiatore vuole raccontare la propria storia, quindi ogni seme narrativo che viene gettato dallo scrittore di turno nel 90% delle volte viene abbandonato in fretta e non più ripreso dallo scrittore successivo, lasciando un vago senso di incompletezza (ci sono anche un paio di incongruenze, qua e là).
Rimane alla fine solo lo spunto generale, la ricerca dei genitori di Kamandi. E il padre non può essere che lui, Jack Kirby in persona, il creatore di mondi già comparso in un numero di Fantastic Four. A degno completamento della sua celebrazione, come autore sì, ma anche come persona. Così importante da divenire egli stesso un personaggio inserito nei mondi da lui stesso creati: un cerchio perfetto che si chiude.

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