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domenica 13 marzo 2022

A scuola di cinema: Waterworld (1995)

1985: Lo sceneggiatore Peter Rader si trova al cinema per la visione di Mad Max: Oltre la Sfera del Tuono (Mad Max: Beyond Thunderdome) e ne rimane intrigato.
L'anno successivo ha un incontro col produttore Brad Krevoy, presso la società di produzione di Roger Corman, il quale deve essere rimasto affascinato anche lui dal film di George Miller e chiede dunque a Rader di provare a ideare una pellicola a basso costo basata sullo stesso concetto che però si rivolga a un tipo di pubblico differente, di famiglie con bambini.
Peter Rader immagina un futuro apocalittico dove l'intero pianeta sia stato sommerso dalle acque e propone la cosa, ma Krevoy non è molto entusiasta della cosa: un progetto del genere presupporrebbe un budget troppo elevato. Rader, tuttavia, decide di sviluppare comunque la propria idea. Nasce così Waterworld.


Peter Rader scrive la prima bozza di sceneggiatura nel 1986, ma la tiene nel cassetto per circa un paio d'anni, per iniziare poi a proporla ad alcuni studi con la speranza di esserne anche il regista, visto che nel 1988 ha diretto il suo primo lungometraggio, un horror di serie B intitolato Quella Strana Casa (Grandmother's House).
Nella sua sceneggiatura, il Mariner è un umano di nome Noah che viaggia su una nave insieme a un cavallo bianco, mentre il Diacono si chiama Neptune e si atteggia a re dei mari usando un tridente e un trono di conchiglie e circondandosi di soldati mutati.
Non potendo la società di Corman accollarsi i costi del progetto, in quanto non intende andare oltre i cinque milioni di dollari, la sceneggiatura giunge sotto gli occhi dei produttori Andy Licht e Jeff Mueller, i quali si dimostrano interessati. Il loro intento è quello di produrre una pellicola con un budget che non superi i 30 milioni di dollari. Viene anche individuato un possibile regista nel norvegese Nils Gaup.
Licht e De Mueller formano a tal proposito una partnership lavorativa con altri due produttori, John Davis e Lawrence Gordon della Largo Entertainment. Per cercare di venire incontro alle richieste di contenimento dei costi, Rader scrive non meno di altre sei bozze di sceneggiatura, ma nessuna di queste centra l'obiettivo. Gli viene suggerito a un certo punto di eliminare dalla trama la grande nave petroliera, ma questo non è possibile, poiché troppe scene principali sono lì ambientate.
Il progetto rimane nel limbo per circa un paio d'anni, fino a quando all'inizio del 1992 la sceneggiatura arriva tra le mani di Kevin Costner. L'attore trova la premessa del film intrigante e si dichiara interessato a partecipare, purché Charles Gordon - il fratello di Lawrence Gordon - prenda le redini come produttore e Kevin Reynolds sia il regista.
Per cercare di venire incontro alle richieste dell'attore, Andy Licht e Jeff De Mueller vengono estromessi dal progetto, mentre Peter Rader non viene più contattato.
Reynolds è in principio esitante a collaborare, poiché ha avuto alcuni dissidi con Costner durante la lavorazione di Robin Hood: Principe dei Ladri (Robin Hood: Prince of Thieves), ma Charles Gordon riesce ad appianare le loro divergenze. Costner, inoltre, non ha problemi a fungere da produttore per un progetto personale di Reynolds, Rapa Nui.
Con l'entrata in scena di Kevin Costner, il quale investe anche 22 milioni di dollari di propria tasca, il film smette di essere un progetto a basso budget e viene coinvolta la Universal, per infondere ulteriore liquidità e occuparsi della distribuzione.
Il ruolo del Diacono viene offerto a svariati attori quali ad esempio Samuel Jackson, Gary Oldman, Jack Nicholson e Gene Hackman, che rifiutano la parte, prima che questa venga accettata da Dennis Hopper.
La sceneggiatura viene passata a David Twohy, il quale opera una consistente revisione per privarla di tutti quegli elementi ritenuti infantili o superflui (il cavallo bianco, il trono di conchiglie). Ulteriori e numerose revisioni, non accreditate, vengono apportate fino praticamente al giorno prima delle riprese - e anche dopo - da non meno di altri sei scrittori. 
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 giugno 1994, tenendosi in California e nelle Hawaii. Prima del primo ciak, Kevin Reynolds chiede un consiglio a Steven Spielberg, sul modo migliore di effettuare le riprese in acqua. Il regista gli dice chiaramente che non deve girare in mare aperto, poiché questo causa solo problemi, come da lui sperimentato durante la lavorazione de Lo Squalo (Jaws).
Contro il parere della produzione, Kevin Costner effettua il maggior numero possibile delle scene più pericolose, incluse quelle che coinvolgono esplosioni e salti acrobatici. Pur con tutte le precauzioni adottate, l'attore ha un piccolo incidente quando, durante una ripresa da un elicottero in cui il suo personaggio si trova sull'albero della barca, viene travolto da un'improvvisa burrasca che lo sbalza via, allontanando al contempo la barca.
Costner si salva grazie all'imbracatura, ma la vicinanza dell'elicottero poteva dimostrarsi fatale. Occorre circa mezz'ora al team di salvataggio poi per ritrovare l'attore e slegarlo. Come conseguenza della sua intraprendenza, alla fine Costner soffre per qualche tempo di dolori alla schiena.
Non va meglio ad altri suoi colleghi o componenti della troupe. Jeanne Tripplehorn e Tina Majorino rischiano di annegare già a inizio riprese, quando la loro imbarcazione comincia a imbarcare acqua a causa di una falla e affonda: per loro fortuna, un team di sommozzatori è lì presente e le salva.
Uno stuntman, Norman Howell, comincia a soffrire di decompressione dopo aver concluso una scena subacquea e deve essere portato subito in ospedale, dove nel giro di un paio di giorni recupera le forze, potendo tornare così sul set. Anche altri attori e componenti della troupe, durante la lavorazione, rischiano di annegare.
Molte persone, infine, dopo aver passato tanto tempo in acqua iniziano a soffrire di mal di mare. Si scopre poi che dei biscotti allo zenzero impediscono che questa sensazione si aggravi.
Sul set è presente anche Joss Whedon, il quale ha il compito di rifinire lo script e aggiungere qualche battuta, se necessaria. Quello che deve essere un incarico di circa una settimana, si rivela un periodo infernale per lo sceneggiatore, della durata di sette settimane, durante il quale diventa una sorta di segretario di Kevin Costner e, come se ciò non bastasse, nessuna delle sue idee viene accettata.
Il piano originario è quello di chiudere la lavorazione prima che inizi la stagione degli uragani alle Hawaii. Ma a causa degli incidenti e di altri ritardi, ciò non può essere realizzato e quando gli uragani cominciano a tormentare la troupe, le conseguenze sono devastanti. Oltre a dover interrompere più volte la lavorazione, interi set (incluso quello della città galleggiante, costato da solo più di venti milioni di dollari) vengono del tutto distrutti, costringendo la produzione a ricostruirli sostanzialmente da zero, con conseguente estensione della tempistica e considerevole aumento del budget.
Quando la stampa specializzata viene a sapere di questo, inizia a preventivare un flop per questo film, che diviene anche oggetto di battute al vetriolo.
Le riprese si concludono il 14 febbraio 1995. In fase di post-produzione, i vecchi rancori tra Kevin Reynolds e Kevin Costner riemergono e i due discutono più volte sulla direzione da dare al film, tanto che a un certo punto Reynolds decide di abbandonare il progetto, lasciando a Costner il compito di dirigere qualche scena aggiuntiva e supervisionare la fase del montaggio.
Tocca poi alla Universal intervenire sul risultato finale, bocciando un primo montaggio della durata di ben tre ore ritenuto troppo lungo.
Waterworld viene distribuito nei cinema americani a partire dal 28 luglio 1995. A fronte di un budget di 175 milioni di dollari (risulta essere il film più costoso della storia, all'epoca), la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale circa 265 milioni di dollari.
Non si rivela quel flop che era stato preventivato, ma è indubbio che il notevole aumento del budget durante la fase di produzione e la cattiva pubblicità preventiva hanno impedito che questo film conseguisse un risultato migliore.
Uscitone comunque indenne, Kevin Costner si prepara ad essere il protagonista di un altro scenario apocalittico nel film L'Uomo del Giorno Dopo (The Postman)... ma questa è un'altra storia.

giovedì 4 novembre 2021

A scuola di cinema: Super Mario Bros. (1993)

1981: Nelle sale giochi impazza Donkey Kong, dove un uomo senza nome coi baffi cerca di salvare la sua amata dalla scimmia che porta il nome del gioco.
Quell'uomo viene infine battezzato come Mario nel 1983, quando esce Mario Bros., che introduce anche suo fratello Luigi. Ma è nel 1985, con l'uscita di Super Mario Bros., che la fama di Mario e Luigi arriva a livelli stellari. Il gioco vende milioni di copie e Mario diviene il personaggio simbolo della Nintendo, la casa sviluppatrice del videogioco. A oggi, non si contano più i titoli in cui sono presenti Mario e il suo mondo.
Con la popolarità del personaggio che aumenta a livello internazionale, il cinema comincia a interessarsi all'allora sempre più crescente industria del videogioco. Su Super Mario Bros. ricade così l'inevitabile scelta di prima pellicola basata su un videogame, ma non tutto va secondo i piani.


Ottobre 1990: Il regista e produttore Roland Joffé si reca a Kyoto, presso il quartier generale della Nintendo, dove incontra Hiroshi Yamauchi e Minoru Arakawa, presidenti della società, e il creatore di Super Mario Bros., Shigeru Miyamoto. Già altre offerte sono arrivate sul tavolo per un adattamento cinematografico di Super Mario Bros., ma nessuna è stata ritenuta interessante finora.
Joffé riesce a convincere la Nintendo della bontà del suo progetto e negoziare, per conto della sua società di produzione Lightmotive, l'acquisto dei diritti di sfruttamento sul videogioco per due milioni di dollari.
Oltre all'accordo in sé, per la Nintendo sono sufficienti solo le percentuali sul merchandising che ne conseguiranno, poiché quando Joffé garantisce il controllo creativo sulla pellicola, i dirigenti si dichiarano non interessati.
Il primo trattamento di sceneggiatura viene affidato a Barry Morrow, lo sceneggiatore di Rain Man. Lo scrittore idea una sorta di prequel del videogioco, con i due fratelli che intraprendono un road-trip alla ricerca di un anello caduto in una tubatura, approdando infine nel mondo dei dinosauri e analizzando nel frattempo la loro relazione familiare.
Questa sceneggiatura, tuttavia, non incontra i favori della produzione, tanto che Morrow non riesce nemmeno a completarla ed Ed Solomon viene incaricato della revisione, la quale non ha miglior fortuna. Un'ulteriore sceneggiatura dai toni più fantasy di Jim Jennewein e Tom S. Parker, completata all'inizio del 1991, viene ugualmente messa da parte.
Come regista viene individuato in principio Greg Beeman e il film comincia la fase di pre-produzione, ma dopo che un film di Beeman, Mom and Dad Save the World (inedito in Italia), si rivela un flop viene allontanato dal progetto. Joffé propone perciò la regia a Harold Ramis, il quale però rifiuta.
A Joffé viene allora in mente un telefilm che ha molto apprezzato, Max Headroom, e si reca a Roma per incontrare i due creatori della serie, Rocky Morton e Annabel Jankel (marito e moglie nella vita). I due si dimostrano molto interessati alla cosa e concordano col produttore che il film debba avere toni dark, sulla scia delle pellicole di Tim Burton, e rivolgersi anche a un pubblico adulto. Morton e Jankel ideano inoltre l'origine del mondo dei dinosauri, causata dal meteorite che ne causò l'estinzione, ma proiettò alcuni di loro in una dimensione alternativa.
Rocky Morton e Annabel Jankel vengono dunque incaricati della regia, nonostante in passato abbiano diretto un unico lungometraggio, D.O.A. - Dead on Arrival (D.O.A.).
Viene ideata una nuova sceneggiatura da Parker Bennett e Terry Runté, che mixano i toni dark richiesti con qualche elemento di commedia prendendo a riferimento Ghostbusters. Forse fin troppi elementi, poiché all'improvviso i due vengono allontanati dal progetto e Dick Clement e Ian La Frenais vengono ingaggiati per operare una revisione che introduca elementi più maturi e operi una sorta di mix nella descrizione del regno dei dinosauri tra Il Mago di Oz e Alice nel Paese delle Meraviglie.
Mentre vengono costruiti i primi set, si ricercano gli attori per i ruoli principali. Dustin Hoffman si dimostra interessato al ruolo di Mario, ma Minoru Arakawa ritiene non sia l'interprete adatto e dunque si deve rinunciare a lui, nonostante fosse già pianificato un incontro. Il ruolo viene allora proposto a Danny DeVito, che rifiuta.
Si arriva dunque a Bob Hoskins, il quale in un primo momento si dichiara non interessato, poiché non ha desiderio di partecipare a un altro film rivolto a un pubblico di bambini. Quando però Joffé gli invia l'ultima revisione della sceneggiatura di Dick Clement e Ian La Frenais, l'attore cambia idea e accetta la parte. Hoskins in principio non ha idea che il film sia tratto da un videogioco, glielo rivela in un secondo momento suo figlio quando gli racconta a cosa sta lavorando.
Il ruolo di Luigi viene proposto a Tom Hanks, che appare interessato e vicino a firmare un contratto per un ingaggio di 5 milioni di dollari, ma la Nintendo pone il veto quando scopre che l'attore è reduce da una serie di flop quali Turner e il Casinaro (Turner & Hooch) e Joe Contro il Vulcano (Joe Versus the Volcano). In sua sostituzione viene scelto John Leguizamo.
Il ruolo di Re Koopa viene offerto a Michael Keaton e Arnold Schwarzenegger, prima che venga accettato da Dennis Hopper, anche lui conquistato dalla sceneggiatura revisionata da Dick Clement e Ian La Frenais.
Con gli accordi per i ruoli principali conclusi, la costruzione dei set quasi terminata e un budget già stanziato, accade che a poche settimane dall'inizio delle riprese la Buena Vista Pictures si aggiudichi i diritti di distribuzione della pellicola e, insoddisfatta dei toni della sceneggiatura ritenuti troppo distanti dal pubblico di riferimento, quello delle famiglie con bambini, e che prevede troppi effetti speciali che rischiano di far lievitare in maniera sensibile il budget, richiede una consistente revisione.
Viene dunque ricontattato Ed Solomon e a lui si aggiunge Ryan Rowe, che intervengono sulla sceneggiatura per inserire toni più leggeri e rivolti al pubblico a cui la Buena Vista intende rivolgersi in termini di marketing e pubblicità. Nel fare questo, quasi tutti i riferimenti o gli easter egg collegati al videogioco vengono eliminati.
Tutto ciò senza informare né i registi, né gli attori, i quali scoprono la cosa praticamente il giorno prima dell'inizio dei lavori. Oltretutto la nuova sceneggiatura è in parte incompatibile con i set completati, che devono dunque essere parzialmente ricostruiti e adattati.
Di tutto questo valzer di sceneggiatori, alla fine vengono accreditati solo Ed Solomon, Parker Bennett e Terry Runté.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 6 maggio 1992, tenendosi a New York e presso gli Screem Gems Studios di Wilmington, in North Carolina. La tempistica stimata per il completamento è di dieci settimane, Dennis Hopper si aspetta di rimanere sul set per non più di cinque.
Quando Parker Bennett e Terry Runté si presentano sul set senza preavviso, essendosi recati lì per pura curiosità pagando il viaggio coi propri soldi, la produzione li riassume immediatamente perché operino ulteriori revisioni su base giornaliera alla sceneggiatura, di per sé già fin troppo martoriata, tanto che alla fine sono più le correzioni che i dialoghi non revisionati a esser presenti.
I cambiamenti sono così tanti che molti attori alla fine imparano solo le battute che devono pronunciare nel giorno delle riprese e di cui vengono messi a conoscenza praticamente quando si deve iniziare a girare.
Il rapporto tra i registi e il resto della troupe, in particolar modo Bob Hoskins e Dennis Hopper, si complica subito, poiché Rocky Morton e Annabel Jankel vogliono controllare ogni singolo aspetto e non accettano alcun tipo di compromesso, prendendo le loro decisioni senza consultare nessuno. Non di rado accade che cambino una scena all'ultimo minuto, senza informare chi di dovere e, in un'occasione, Morton rovescia volutamente del caffè sulla testa di una comparsa poiché non gradisce come si è vestito.
La troupe comincia ben presto a usare appellativi ingiuriosi alle loro spalle, Bob Hoskins li insulta in faccia senza porsi troppi problemi e Dennis Hopper litiga con loro in maniera costante. Anche la produzione inizia a non vederli di buon occhio e praticamente li costringe a far sì che verso la fine del film i personaggi di Mario e Luigi indossino i loro caratteristici costumi, cosa che Rocky Morton e Annabel Jankel non intendevano fare.
Parker e Runté alla fine divengono loro malgrado gli intermediari, poiché gli attori non parlano più coi registi e i registi non intendono parlare più con la produzione per evitare altre ingerenze.
Pur avendo una controfigura per le scene più pericolose, Bob Hoskins è vittima di alcuni incidenti sul set. In un'occasione prende una piccola scossa, in un'altra rischia quasi di affogare. Ma il danno più serio lo subisce quando John Leguizamo, involontariamente, sbatte la portiera di un auto contro la sua mano, rompendogli un dito.
Per coprire la ferita, l'attore deve dunque indossare un tutore che viene dipinto di rosa perché assomigli al dito ferito. In una sorta di legge del contrappasso, anche Leguizamo viene poi investito da un'automobile, procurandosi una frattura a una gamba.
Ben presto sia Leguizamo che Hoskins capiscono che il film si rivelerà un disastro completo e non possono ovviamente sottrarvisi per impegni contrattuali. Per annegare il dispiacere, si rifugiano entrambi nell'alcool e non è raro che arrivino sul set coi postumi di una sbronza. L'incidente al dito di Hoskins viene causato proprio dal fatto che Leguizamo si sta ancora riprendendo dall'ubriacatura della notte precedente.
Le riprese si concludono il 27 luglio 1992. Alla fine i lavori sono durati più del previsto e Dennis Hopper è rimasto sino alla fine. La produzione, stanca dell'arroganza dei due registi, li licenzia in tronco: non consente loro di partecipare al montaggio della pellicola e fa effettuare qualche ripresa aggiuntiva dal direttore della fotografia Dean Semler e dai registi della seconda unità.
Super Mario Bros. viene distribuito nei cinema americani a partire dal 28 maggio 1993. A fronte di un budget di sicuro non inferiore ai 42 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale poco meno di 39 milioni di dollari. Nessuno si stupisce di questo flop.
Negli anni successivi, tutti coloro che hanno preso parte a questa produzione, a partire da Hoskins, Hopper e i due registi, ne prendono le distanze. Hoskins arriva a definirlo il film peggiore a cui abbia partecipato nel corso della sua carriera e il suo più grande rimpianto. Solo il figlio di Bob Hoskins rimane un fan della pellicola, a dispetto di tutte le critiche.
La Nintendo per molti anni non concede più l'utilizzo di altre sue properties al cinema, ritornandovi solo nel 2019 con Pokémon: Detective Pikachu... ma questa è un'altra storia.

venerdì 15 novembre 2019

A scuola di cinema: Speed (1994)

1985: Esce il film A 30 Secondi Dalla Fine (Runaway Train), basato su un soggetto di Akira Kurosawa, che vede Jon Voight ed Eric Roberts - nella parte di due prigionieri evasi - bloccati su un treno senza macchinista diretto ad alta velocità lungo un binario morto.
Dietro consiglio di suo padre, un giovane sceneggiatore di nome Graham Yost vede la pellicola qualche anno dopo la sua uscita e, prendendo in parte spunto da essa, pensa a una storia che sia ambientata su un autobus su cui è stata piazzata una bomba e che non possa andare sotto una certa velocità. Alcuni anni dopo, ha la possibilità di mettere in pratica quest'insolita idea.


1991: Graham Yost è senza un impiego fisso e cerca, tramite il suo agente, di piazzare alcune sceneggiature, soprattutto per serie televisive e sitcom. Avendo dunque tempo libero, scrive in circa quattro settimane la sceneggiatura di un film intitolato Minimum Speed.
In principio, la storia si svolge quasi unicamente sul bus, il quale deve andare a una velocità minima di 20 miglia orarie, ma un suo amico, Paul Bubra, gli suggerisce di portare la velocità a 50 miglia orarie e Yost accetta il consiglio. Lo scrittore toglie inoltre la parola Minimum dal titolo, consapevole che un film d'azione con questa parola rischierebbe di non attirare pubblico, e nel climax finale fa esplodere il mezzo di trasporto contro l'insegna di Hollywood.
Convinto che ci vorrà molto tempo prima che questo trattamento venga notato, se mai verrà notato, Yost si reca con sua moglie in Oregon per il matrimonio di un amico. Lì pochi giorni dopo riceve una telefonata dal suo agente, il quale lo informa che la Paramount ha acquistato la sceneggiatura.
La casa di produzione vorrebbe come regista John McTiernan, grazie alla sua esperienza nel dirigere film d'azione, ma costui declina in quanto vede il progetto come troppo simile a Trappola di Cristallo (Die Hard), da lui appunto diretto qualche anno prima.
McTiernan suggerisce allora come alternativa Jan De Bont, alla sua prima esperienza come regista, in quanto fino a quel momento ha lavorato come direttore della fotografia, tra cui anche per un paio di film diretti da McTiernan.
Alla fine, tuttavia, la Paramount decide di rinunciare al progetto, convinta che un film di due ore ambientato su un bus non funzionerebbe. De Bont e Yost si rivolgono allora alla 20th Century Fox, la quale si dimostra interessata, ma chiede che siano aggiunte ulteriori scene non ambientate sul bus per rendere la trama più variegata.
Yost inserisce allora la scena iniziale ambientata in un ascensore, dietro suggerimento di De Bont (che era rimasto intrappolato proprio in un ascensore durante la produzione di Trappola di Cristallo), e aggiunge di sua iniziativa la battaglia finale sulla metropolitana modificando l'epilogo originario, convincendo così la Fox a dare il via al progetto.
Per il ruolo del protagonista, Jack Traven, la prima scelta ricade su Stephen Baldwin, ma costui rifiuta poiché pensa che il personaggio sia troppo simile al John McClane di Trappola di Cristallo (ironicamente, la stessa obiezione di McTiernan).
De Bont allora propone il nome di Keanu Reeves, di cui ha apprezzato l'interpretazione in Point Break. Anche Reeves, però, è esitante, visto che la sceneggiatura è ancora in fase di rifinitura.
Un primo, ignoto sceneggiatore effettua una prima revisione, che scontenta del tutto Yost, il quale interviene di persona e la rivede a sua volta in circa tre giorni. Dopodiché, qualche settimana prima dell'inizio delle riprese, essa viene affidata a Joss Whedon per un'ulteriore rifinitura. Whedon interviene in particolar modo sui dialoghi, riscrivendone la maggior parte, d'intesa con Yost. Tale ultimo intervento convince Keanu Reeves ad abbandonare le ultime riserve e accettare infine la parte.
Nonostante questo prezioso e ampio lavoro, tuttavia, Joss Whedon alla fine non viene accreditato in via ufficiale come sceneggiatore.
Per prepararsi alla parte, Reeves passa due mesi in palestra e si allena con alcuni agenti della S.W.A.T. Inoltre, dietro richiesta di De Bont, si taglia i capelli. L'attore esagera tuttavia col suo taglio e la Fox attende qualche giorno perché la sua capigliatura ricresca un po', prima di dare il via alle riprese.
Per il ruolo della protagonista, Annie Porter, in una prima fase della sceneggiatura è una paramedica afroamericana e viene contattata Halle Berry, che però rifiuta. In una successiva revisione diviene un'insegnante di scuola guida. Yost ha in mente per questo ruolo Ellen DeGeneres, che tuttavia non viene contattata dalla produzione. La parte viene infine affidata a Sandra Bullock, la quale decide di prendere lezioni di guida di un autobus.
Il ruolo dell'antagonista, Howard Payne, viene affidato a Dennis Hopper. Il suo casting convince Yost a modificare in corsa la trama originaria che vede come cattivo principale - assistito da un complice - il personaggio di Harry Temple interpretato da Jeff Daniels, che invece nell'ultimo script rivisto da Whedon rimane ucciso, lasciando spazio al solo Hopper, la cui presenza e carisma per Yost risultano credibili e sufficienti a rappresentarlo come unica mente criminale.
Le riprese iniziano il 7 settembre 1993 e si concentrano principalmente nella città di Los Angeles. Un giorno, il regista Jan De Bont nota che un tratto di una interstatale è ancora in costruzione e concepisce una scena non prevista nella sceneggiatura, il salto del bus di una strada interrotta. Per questa scena non viene usata tecnologia CGI e il salto avviene davvero grazie a un'apposita rampa e con dentro il mezzo uno stuntman professionista adeguatamente protetto. Alla fine saranno utilizzati 10 autobus per tutte le riprese.
Nonostante le proteste di De Bont, Reeves insiste per girare anche le scene più pericolose, facendo ricorso alla controfigura solo quando è strettamente necessario. 
Le riprese si concludono il 23 dicembre 1993. All'inizio la Fox pianifica di distribuire la pellicola nell'agosto 1994, data che viene anticipata a giugno a seguito del favorevole riscontro di alcune preview con pubblico selezionato.
Speed viene programmato nei cinema americani a partire dal 10 giugno 1994. A fronte di un budget di 30 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare oltre 350 milioni di dollari.
La carriera di Keanu Reeves all'epoca dell'uscita di questo film è già lanciata, ma si può dire che anche grazie ad esso ha poi preso piena velocità... ma questa è un'altra storia.