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giovedì 9 gennaio 2025

Libri a caso: Rete Globale


Forse appare superfluo dirlo, ma uno degli obiettivi della fantascienza è quello di immaginare un possibile sviluppo futuro della società analizzando la reale società in cui si vive in quel momento. Un'analisi che può assumere a volte l'aspetto di una feroce satira, come accade in 1984 di George Orwell.
Non è chiaramente qualcosa di semplice poiché, quando quel futuro arriva o è imminente, si potrebbe scoprire che non è proprio come lo scrittore lo aveva immaginato, col rischio di rendere l'opera sorpassata (non che però 1984 lo sia diventata, bisogna ammetterlo).
Una possibile società futura la si trova anche in Rete Globale (The Shockwave Rider), scritto da John Brunner e pubblicato nel 1975.
Siamo nel ventunesimo secolo. A seguito di alcuni disastri naturali e tentativi di colpo di stato, una potente rete di computer decide le vite dei cittadini, scegliendo per loro la professione più adatta sin dalla più tenera età, gli hobby da perseguire e compie altre scelte sottratte al loro libero arbitrio.
Uno studente di nome Nick Haflinger, con una personalità più marcata e intelligente, riesce a capire l'inganno che si perpetra dietro questa facciata di normalità ed entra in clandestinità, assumendo negli anni svariate identità fittizie, al solo scopo di nascondersi.
Quando però il governo americano lo rintraccia e lo mette sotto interrogatorio, Nick Haflinger deve decidere se continuare a utilizzare le sue maschere oppure per la prima volta essere sé stesso e mostrare al mondo la verità.
Immaginare la società futura, dicevamo. Il decennio in cui quest'opera è uscita è stato davvero molto particolare tra crisi energetiche e petrolifere, una Guerra Fredda che - pur passate le crisi più importanti - era ancora ben presente e già emergevano questioni come la sovrappopolazione e la sicurezza a discapito della privacy.
Inoltre già era presente la rete militare Arpanet che stava per diventare l'Internet dell'allora futuro e la tecnologia stava per compiere balzi da gigante.
John Brunner ha immaginato questo scenario futuro basandosi su alcuni scritti dei sociologi del tempo di allora e, nel fare questo, ha concepito un mondo che non sembra troppo distante dall'attuale. Certo non abbiamo una rete globale che governa tutte le nostre mosse, ma di sicuro ci sono algoritmi che cercano di guidarci verso una precisa scelta e governi, in molte nazioni, che manovrano le loro campagne politiche anche basandosi su dati raccolti da agenzie private o governative e vendute al miglior offerente, in maniera legale o meno.
Il modello di riferimento è appunto il succitato 1984, solo verso un'impronta un po' più ottimistica. Se la ribellione di Smith è destinata a fallire sin dal principio, la presa di coscienza di Haflinger diventa la scintilla che darà il via al cambiamento dello status quo. Cambiamento che inizia proprio da dove è cominciata la dittatura globale.
Quindi più in generale lo scrittore esorta a non conformarsi subito a modelli predeterminati da altri, ma a cercare di tracciare un proprio percorso - e i propri errori, anche - basandosi sulle proprie scelte. Una cosa difficile da fare già cinquant'anni fa e diventata un po' più ardua oggi.
Ci sono molti convinti che oggi si viva in una dittatura computerizzata. Non proviamo nemmeno ad argomentare a favore o a torto (sarebbe inutile, dopotutto), ma sarà interessante vedere dove ci porterà la vastità di questa rete.

sabato 2 gennaio 2021

Libri a caso: Il Pianeta della Follia


A volte, i libri di fantascienza cercano di offrirci uno squarcio sul futuro prossimo venturo, cercando di descrivere una società e le sue contraddizioni così come si prospettano - almeno agli occhi dello scrittore di turno - nei prossimi decenni.
Un autore che ha cercato di ritrarre questo tipo di società è stato John Brunner e uno dei romanzi in cui ha sviluppato questa tematica è Il Pianeta della Follia (The Stone that Never Came Down), pubblicato nel 1972.
In un mondo coinvolto da una crisi globale senza precedenti e sull'orlo della Terza Guerra Mondiale, l'ex insegnante Malcolm Fry si ritrova da un giorno all'altro in possesso di capacità mnemoniche e di apprendimento senza precedenti. E la stessa cosa è successa ad altre persone, a cui è stato iniettato il suo plasma.
Fry scopre che ciò è dovuto a una pillola che lui ha ingerito durante una notte di depressione. La Pillola VC è stata ideata dallo scienziato Maurice Post, il quale è stato ucciso poco dopo che Fry ha ingerito la pillola stessa. Insieme a un altro manipolo di persone, Malcolm Fry deve decidere se voler cambiare il mondo o restare impotente a guardare il disastro.
In questo romanzo abbiamo: omofobia, razzismo, organizzazioni religiose che impongono il loro credo anche con la violenza, sovranisti che intendono combattere l'Europa unita, rifiuto della scienza nel suo totale. No, non è un romanzo scritto l'anno scorso, bensì quasi cinquant'anni fa.
Certo, lo sguardo di John Brunner al futuro è quello comunque di un uomo del suo tempo, che ha esasperato certe tendenze che lui vedeva presenti nella sua epoca. Per altre cose, come lo scenario politico che descrive, specchio della Guerra Fredda a quell'epoca in corso (si cita ancora l'URSS e il Mercato Comune Europeo), o lo sviluppo della tecnologia, che pochi scrittori di fantascienza hanno davvero intuito, l'opera è figlia dell'anno in cui venne pubblicata.
Eppure è sorprendente vedere come certe problematiche - che Brunner, ripeto, ha esasperato in questo romanzo - oggi ci appaiano fortemente attuali. E forse apparirà banale la soluzione proposta dall'autore, ma è altrettanto efficace. Vi è una deriva verso l'ignoranza dei popoli, alimentata dalle istituzioni di potere per non perdere il loro controllo sulle masse: l'unico modo per combatterla è propagare la conoscenza, l'apprendimento. Solo così sarà raggiunta l'eguaglianza dei popoli e la fine delle discriminazioni.
La pillola VC, dunque, è una sorta di vaccino contro l'ignoranza: ce ne sarebbe davvero bisogno.

lunedì 4 maggio 2020

Libri a caso: Il Visitatore


John Brunner è stato uno scrittore di fantascienza atipico nel panorama americano. L'elemento fantastico nelle sue storie era sì presente, ma nella maggior parte dei casi rimaneva sullo sfondo, poiché lui preferiva concentrarsi sulle interazioni umane e analizzare alcune dinamiche e problematiche sociali della sua epoca, che venivano presentate sotto forma di metafora nei vari romanzi da lui prodotti.
Il Visitatore (Web of Everywhere), pubblicato nel 1974, rientra in questa categoria di romanzi. L'ambientazione che fa da sfondo a questa storia è un mondo che si è appropriato di una tecnologia di teletrasporto che ha causato delle grandi guerre e, a seguito della conclusione della più letale di essa, una pandemia che ha più che decimato la popolazione terrestre. Tale tecnologia, denominata Skelter, è stata dunque resa sicura e messa a disposizione di una classe di privilegiati e delle autorità di polizia.
John Brunner compie un'opera coraggiosa, facendo sì che i protagonisti della storia siano due personaggi, se non proprio negativi, che non rispettano i canoni dell'eroe classico. Da un lato abbiamo Hans Dykstra, cercatore di tesori del mondo pre-epidemia, dall'altro Mustafà Sharif, poeta e filosofo.
La negatività di queste due persone nasce dal fatto che, oltre a essere "contrabbandieri" dei codici che permettono di accedere alla tecnologia degli Skelter, hanno entrambi una personalità prevaricante nei confronti di chi ha la sfortuna di incrociare la loro strada: piegano le volontà delle persone ai loro desideri, giustificano le loro mancanze dando sempre la colpa agli altri, in un caso uno di loro porta addirittura un'altra persona al suicidio. Risulta dunque difficile, per non dire impossibile, e credo che fosse proprio questo l'obiettivo di Brunner, identificarsi in loro.
In questo romanzo vediamo un mondo disastrato attraverso gli occhi e la mente di due antieroi. Dove quindi lo spazio per la speranza viene messo da parte in maniera rapida. Un confronto finale tra loro due sarà inevitabile e, se proprio dovessi puntare il dito su un difetto di questa storia, è forse l'eccessiva frettolosità del finale.
Come anticipato, l'elemento fantastico (la tecnologia di teletrasporto e il suo abuso) rimane in buona parte sullo sfondo e l'autore concentra la trama sulle interazioni dei due protagonisti con gli altri personaggi della storia, vittime ma al tempo stesso anche carnefici dei due. E analizza questa società introducendo dinamiche sociali molto coraggiose, per l'epoca in cui il romanzo fu scritto, parlando apertamente di convivenza e matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Brunner sembra voler suggerire che è il giudizio sulle scelte che compiamo - buone o cattive che siano - che ci definisce davvero agli occhi della società. Dykstra e Sharif vedono ciò che fanno come, seppur non giusto, inevitabile e figlio di questo nuovo mondo. I due avrebbero anche potuto avere una vita felice, ma hanno scelto sentieri che porteranno ognuno di loro a un epilogo differente. Un epilogo non scelto da loro e di certo non desiderato, ma la gabbia invisibile che si sono costruiti attorno per tutta la loro vita non ha concesso loro altre opzioni.