Credo non vi stupisca venire a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti si ritengano la più grande democrazia mai esistita e che il cinema dà manforte nel portare avanti questa convinzione.
E quindi la figura istituzionale più rappresentativa di questa nazione non può essere da meno e deve porsi in prima linea per diffondere la democrazia a forza di botte e sparatorie.
Sorvolando su presenti e passati Presidenti, ci si può ricordare di Bill Pullman/Thomas J. Whitmore nei due Independence Day o, più di recente, di Aaron Eckhart/Benjamin Asher nella saga Attacco al Potere.
Ma c'è sempre spazio per altra democrazia, come accade in G20, diretto da Patricia Riggen, scritto da Logan Miller e Noah Miller e distribuito su Amazon Prime Video a partire dal 10 aprile 2025.
La Presidente degli Stati Uniti Danielle Sutton (Viola Davis), bersaglio della stampa per via delle scorribande della figlia Serena (Marsai Martin), si reca insieme alla famiglia al summit del G20 che si tiene a Cape Town in Sud Africa.
La riunione viene però bruscamente interrotta dall'arrivo di una banda di terroristi mercenari capitanata da Edward Rutledge (Antony Starr), che intende far crollare i mercati economici globali in favore delle criptovalute, di cui si è assicurata una quantità considerevole.
Danielle Sutton e la sua famiglia sono tra i pochi a non venire catturati e la Presidente deve trovare al più presto una soluzione per salvare il mondo e la sua vita familiare allo stesso tempo.
Adoro il fatto che questo film sia smaccatamente propagandistico e non solo non lo nasconda, ma te lo sbatta pure in faccia come se fosse una cosa naturale. Chiaramente un prodotto di facile intrattenimento - di per sé non è un male - per un pubblico che non cerca storie complicate o trame su più livelli narrativi ma semplicemente azione. E anche questo di per sé non è un male.
E quindi si va dritti all'obiettivo, in una nazione dove alcuni non sanno dove si trovino sulla cartina geografica altre nazioni, affermando che gli Stati Uniti sono la miglior nazione che ci sia (i suoi rappresentanti sfuggono ai terroristi e li combattono facendo prevalere il bene), mentre gli altri paesi sono a un livello inferiore (infatti i loro leader vengono tutti catturati).
Si salvano dall'attentato della pellicola solo l'Inghilterra - storico alleato degli Stati Uniti - e, per ragioni che preferisco non approfondire, l'Italia, con Sabrina Impacciatore oramai lanciata nelle produzioni americane. Chiaramente sono lì solo per aiutare la vera nazione protagonista, non per surclassarla.
In questo scenario nessuno si stupisce, dunque, che la Presidente (inclusività al massimo) sia incarnazione di questa supremazia e si riveli una formidabile combattente (viene spiegato perché lo è, sia chiaro). E in aggiunta le consolidate dinamiche familiari, con la prole a dare man forte.
E la vera fonte di ispirazione non sono i film sopra citati, bensì il sempiterno Trappola di Cristallo: la trama è praticamente simile, con le criptovalute - moderno oppio dei popoli - a prendere il sopravvento. E con una spruzzata di Black Panther, questo almeno lo citano.
Un prodotto immediato da digerire e forse da porre nel retro della propria mente, pronto a essere scordato e ritirato fuori solo quando, per qualche motivo, verrà nominato. A proposito, l'ultimo G20 tenutosi qualche mese dopo l'uscita di questa pellicola si è tenuto proprio in Sud Africa.. ma non c'era Viola Davis come rappresentante degli Stati Uniti.

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