lunedì 5 ottobre 2026

Libri a caso: Sono un'Assassina?


Ci si interroga a volte sull'età fittizia di personaggi fittizi. Forse perché, anche se sono destinati a vivere per sempre sulla carta (o sullo schermo, in questi tempi moderni), li si sente anche vicini a noi e ne seguiamo un percorso di crescita nel corso degli anni e dei decenni.
Ma a volte i primi a non preoccuparsene sono gli scrittori stessi. Hercule Poirot compie la sua prima indagine in Inghilterra nel 1917, in Poirot a Styles Court, e già allora si afferma che è un detective della polizia belga in pensione.
Può dunque ancora agire negli anni '60, ai tempi dei Beatles e della Beat Generation? Secondo Agatha Christie sì, come accade in Sono un'Assassina? (Third Girl), pubblicato nel 1966.
Una giovane ragazza di nome Norma Restarick si presenta al cospetto di Hercule Poirot, dicendogli che potrebbe aver commesso un omicidio, prima di dileguarsi.
Sembra un'affermazione difficile da confutare, ma sufficiente a catturare l'attenzione del detective. Ancora all'oscuro del nome della ragazza, inizia a raccogliere indizi, assistito dalla scrittrice Ariadne Oliver, scoprendo un mondo a lui ignoto composto da giovani senza troppe prospettive e persone arriviste.
Un mondo in cui Norma Restarick potrebbe diventare una vittima, più che un'assassina.
Sono passati quasi cinquant'anni da quando Hercule Poirot è approdato in Inghilterra e anche la società inglese è cambiata molto in questi decenni. Passando dai fasti della belle époque, conclusasi da pochi anni, a un'era di ribellione che sarebbe sfociata di lì a poco in numerose contestazioni giovanili.
Ma Agatha Christie è figlia di quell'altro tipo di società, dove le "signorine" si comportavano in maniera differente e vestivano utilizzando gonne lunghe.
Messa giù così, questo romanzo sembra la visione di una "boomer" nei confronti dei "giovani scapestrati" di quell'epoca per lei troppo moderna. Di certo Agatha Chrstie guarda con occhio critico questa nuova società dove vi sono cose che - per la sua mentalità - sono inconcepibili, come la libertà sessuale e l'uso di stupefacenti.
Un occhio critico, ma anche curioso, incarnato nel personaggio di Ariadne Oliver, un vero e proprio alter ego di Agatha Christie.
Anche la letteratura è cambiata nel tempo e chissà come lei vedeva le opere di Jack Kerouac (non bene, a occhio). La trama rimane comunque ancorata su binari narrativi consolidati, e non viene sovrastata da questa visione critica, nel solco di quella tradizione che la letteratura gialla rappresentata da Agatha Christie ancora riesce a portare avanti dopo tanto tempo.
Il tempo. Poirot era in pensione nel 1917 ed è ancora pimpante 50 anni dopo. A volte non occorre soffermarsi troppo sulla fittizia età di personaggi fittizi: vivono in un tempo tutto loro. E vi vivranno per sempre.

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