sabato 10 dicembre 2022

A scuola di cinema: L'Anno del Dragone (1985)

1981: Viene pubblicato il libro L'Anno del Dragone (Year of the Dragon), scritto da Robert Daley.
L'opera narra della lotta del capitano di polizia, e veterano di guerra, Arthur Powers contro la Triade Cinese, la quale sta cercando di prendere il controllo del crimine organizzato nella Chinatown di New York.
Un romanzo che diviene pochi anni dopo il soggetto di una celebre pellicola.


Il libro di Robert Daley viene opzionato all'inizio del 1983 da Dino De Laurentiis, il quale approccia in un primo momento per la direzione Mark Lester. Tuttavia, qualche tempo dopo il regista viene dirottato verso le riprese di Fenomeni Paranormali Incontrollabili (Firestarter), il cui inizio dei lavori non può essere ritardato.
Il produttore contatta allora Michael Cimino per la regia del progetto. In principio il regista rifiuta la proposta, in quanto ritiene che l'argomento delle Triadi Cinesi negli Stati Uniti possa risultare poco interessante per il pubblico, ma decide in un secondo momento di accettare, purché gli sia consentito di scrivere la sceneggiatura al posto di Robert Daley, che era stato contattato per l'adattamento.
Michael Cimino ottiene dunque anche l'incarico di occuparsi del trattamento, ma capisce subito che non riuscirà mai a rispettare la scadenza imposta dalla produzione prima dell'inizio dei lavori, la quale non può essere soggetto a dei ritardi, e cerca dunque qualcuno che possa aiutarlo a scrivere la sceneggiatura.
La sua scelta ricade su Oliver Stone, che conobbe quando quest'ultimo gli chiese invano di dirigere Fuga di Mezzanotte (Midnight Express), cosa non possibile in quanto il regista doveva occuparsi delle riprese de Il Cacciatore (The Deer Hunter). Cimino ha anche avuto la possibilità di leggere la sceneggiatura di Platoon, non ancora messo in produzione.
Oliver Stone si dichiara interessato ed è disposto a ricevere un compenso inferiore a quello consueto, purché Dino De Laurentiis si impegni per mettere poi in produzione Platoon. Ciò gli viene garantito.
Per un maggiore approfondimento, Cimino e Stone riescono a entrare in contatto con alcuni abitanti di Chinatown e Atlantic City, tra cui alcuni componenti di una banda criminale orientale.
Nella sceneggiatura il nome di Arthur Powers viene modificato in Stanley White e per esso Michael Cimino si ispira a un poliziotto di origini polacche da lui conosciuto personalmente.
Per questo ruolo, Michael Cimino pensa in un primo momento a Nick Nolte e Jeff Bridges, ma poco dopo visiona il film Il Papa del Greenwich Village (The Pope of Greenwich Village), in cui uno dei protagonisti è Mickey Rourke. Il regista rimane favorevolmente impressionato dalla sua interpretazione e oltretutto ha già lavorato con l'attore in I Cancelli del Cielo (Heaven's Gate). La parte dunque è sua.
Per preparare Mickey Rourke al meglio a livello fisico, Cimino assolda un ex biker degli Hell's Angels, Chuck Zito, il quale sottopone l'attore a sessioni di corsa e di pugilato su base giornaliera.
Per il ruolo della giornalista Tracy Tzu viene scelta la modella Ariane Koizumi, al suo debutto cinematografico. La sua inesperienza, tuttavia, si fa ben presto sentire e così questa è sostanzialmente l'unica pellicola da lei interpretata, dopodiché torna a una per lei più remunerativa attività di modella.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 27 ottobre del 1984. Pur essendo la storia ambientata principalmente a New York, sono poche le riprese che si svolgono in questa città, mentre in realtà gran parte della lavorazione si tiene in North Carolina, a Wilmington, dove vengono costruiti ampi e credibili set che rispecchiano le strade della Grande Mela. Ulteriori riprese si svolgono in Thailandia e Canada.
Siccome Michael Cimino è reduce dal flop de I Cancelli del Cielo, dove il budget è lievitato in maniera spropositata, Dino De Laurentiis fa un accordo col regista, promettendogli una delle Mercedes della produzione qualora si dovessero concludere le riprese nelle tempistiche previste e senza sforare il budget. Se invece ciò non accadrà, Cimino dovrà rinunciare a una parte del suo ingaggio pari a 50.000 dollari.
Il budget viene sforato, seppur di poche migliaia di dollari, ma le tempistiche vengono rispettate, anzi, la lavorazione termina anche qualche giorno prima. Così Michael Cimino si aggiudica l'automobile.
L'unica vera frattura tra il produttore e il regista si verifica per la scena finale. Quando Stanley White viene portato via da Ariane durante una rissa, nella sceneggiatura iniziale è previsto che il poliziotto guardi la donna ed esclami che se si combatte troppo a lungo si finisce per sposare il nemico. Questa frase non piace a Dino De Laurentiis, forse perché la giudica non politicamente corretta, e pretende che venga modificata.
Michael Cimino obietta, affermando che il contratto da lui firmato gli garantisce la final cut della pellicola, ma De Laurentiis gli fa notare una clausola che in realtà sancisce l'esatto contrario e così il regista si ritrova costretto a fare quanto richiesto, pur ritenendo la cosa incomprensibile.
L'Anno del Dragone (Year of the Dragon) viene distribuito nei cinema americani a partire dal 16 agosto 1985. A fronte di un budget di 24 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare a livello internazionale circa 30 milioni di dollari.
Alla sua uscita, il film si attira le critiche di alcune comunità asiatiche presenti negli Stati Uniti, in quanto ritenuto offensivo nei confronti dell'intera popolazione asiatica, che attuano una politica di boicottaggio, spalleggiata anche da Robert Daley.
Dopo alcune settimane durante le quali le critiche non sono tenute in considerazione e vengono rispedite al mittente, la produzione dà infine ascolto alle proteste e fa inserire, prima dell'inizio delle proiezioni, un disclaimer che dichiara che la pellicola non intende sminuire o ignorare le positive qualità delle comunità cinesi residenti negli Stati Uniti e che qualsiasi somiglianza con eventi accaduti o con persone reali è da ritenersi puramente casuale.
Dino De Laurentiis non tiene infine alla sua parola e, non riuscendo a raccogliere i fondi necessari, non è in grado di mettere in produzione Platoon. Oliver Stone gli fa dunque causa per questo, ma poco tempo dopo trova un'altra casa di produzione interessata e può così portare avanti questo progetto... ma questa è un'altra storia.

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