sabato 28 maggio 2022

A scuola di cinema: RoboCop 2 (1990)

Dopo il successo della prima pellicola dedicata a RoboCop, si intende capitalizzare subito su questo nuovo, promettente franchise mettendo in produzione un sequel che possa uscire il prima possibile.
Succede a volte che, quando si vuole conseguire tale obiettivo, si incontrino alcuni ostacoli lungo la via. Questo nuovo capitolo della saga del poliziotto del futuro non rappresenta un'eccezione.


La Orion Pictures chiede un nuovo trattamento, da produrre in tempi brevi, a Edward Neumeier e Michael Miner, gli sceneggiatori del primo film. Il risultato è RoboCop 2: The Corporate Wars.
La storia inizia durante una Vigilia di Natale quando RoboCop, nel tentativo di impedire una rapina in banca, viene distrutto con un cannone dell'esercito da un delinquente di mezza tacca di nome Weasel.
Venticinque anni dopo, i resti di RoboCop vengono ritrovati da Ed Billings e Mike Montana, due scagnozzi al servizio di Ted Flicker, un imprenditore che controlla la nazione americana come se fosse una corporation tramite un presidente fantoccio, un ex comico.
Ripristinato dai due scagnozzi in cerca di gloria personale e collegato a Neurobrain, il nuovo computer centrale della città, RoboCop si ritrova coinvolto nelle lotte di potere di questo mondo futuro.
La Orion giudica il trattamento di Neumeier e Miner troppo cupo e chiede che vengano apportati dei cambiamenti, ma nel marzo 1988 ha inizio uno sciopero degli sceneggiatori destinato a protrarsi per alcuni mesi. Non volendo attendere il termine di questo sciopero, la Orion Pictures allontana i due sceneggiatori dal progetto.
Essendo la casa di produzione determinata a far uscire il sequel durante l'estate del 1990, Edward Neumeier suggerisce come alternativa i nomi di due sceneggiatori di fumetti, non legati dunque ai sindacati degli sceneggiatori televisivi o cinematografici: Alan Moore e Frank Miller. Alan Moore rifiuta senza pensarci due volte, in quanto non interessato a sviluppare una sceneggiatura cinematografica. Frank Miller invece decide di accettare l'incarico.
Lo sceneggiatore concepisce una storia in cui RoboCop viene messo contro un uomo di nome Kong, il quale si crede la reincarnazione di Gesù e vede RoboCop come un'offesa a Dio, cosa che lo porta all'attenzione della OCP che, per liberarsi di RoboCop e sostituirlo con degli agenti più affidabili, trasforma Kong in uno spietato robot, RoboCop 2.
Inoltre, Frank Miller sviluppa in maniera ulteriore il personaggio di Anne Lewis, per cui RoboCop comincia a provare dei sentimenti.
Inesperto di quelli che sono i meccanismi cinematografici, Frank Miller consegna un trattamento che viene ritenuto troppo lungo e impossibile da girare per la sua complessità. Viene allora contattato Walon Green, il quale apporta una consistente riscrittura.
Paul Verhoeven non può occuparsi della regia del sequel, in quanto è impegnato con la lavorazione di Atto di Forza (Total Recall), inoltre il fatto che la Orion prema sull'acceleratore per far uscire il film quanto prima lo convince che non avrà modo di sviluppare delle idee innovative.
Il progetto viene allora affidato in prima battuta a Tim Hunter, il quale per alcune settimane collabora al fianco di Frank Miller. Costui, tuttavia, a poche settimane dall'inizio dei lavori decide di rinunciarvi a causa di inconciliabili differenze creative e poiché la Orion continua a premere per una tempistica di rilascio del film troppo immediata e che non permette spazio di manovra.
La regia viene infine affidata a Irvin Kershner (questo sarà l'ultimo film da lui diretto della sua carriera). Essendovi ancora uno script incompleto, costui vi apporta delle ulteriori modifiche prima di iniziare la lavorazione. Il trattamento rimane comunque incompleto, tanto che accade talvolta che sul set gli attori ricevano il copione definitivo della scena che li riguarda pochi minuti prima che si inizi a girare.
In principio, Peter Weller non appare interessato a riprendere il ruolo di RoboCop, poiché le sceneggiature iniziali non lo convincono del tutto. Cambia idea grazie alle successive riscritture da parte di Walon Green, ma chiede più volte - inascoltato - che l'epilogo del film venga approfondito inserendo un elemento aggiuntivo di moralità e non si riduca a un semplice scontro tra lui e il cattivo di turno. Ma per la Orion Pictures la battaglia finale è più che sufficiente.
Nancy Allen riprende il ruolo di Anne Lewis. In preparazione alla parte, studia arti marziali e per due mesi frequenta l'accademia di polizia di Los Angeles per apprendere le loro procedure.
Le riprese iniziano in via ufficiale il 2 ottobre 1989, tenendosi a Houston e Los Angeles.
L'armatura di RoboCop stavolta è composta unicamente in fibra di vetro, cosa che permette a Peter Weller più agilità nei movimenti e maggior spazio di manovra, rispetto alla traumatica prima esperienza. Inoltre, consente ai suoi stuntmen di realizzare in maggiore sicurezza le scene acrobatiche e più pericolose.
Frank Miller è presente costantemente sul set e ottiene anche un cameo, nel ruolo di un chimico che porta il suo stesso nome.
Irvin Kershner continua a modificare la sceneggiatura praticamente su base quotidiana, cosa che non risulta molto gradita a Nancy Allen. L'attrice si ritrova in difficoltà a lavorare al fianco del regista, arrivando a ritenere che la detesti e dunque anche lei inizia a provare gli stessi sentimenti, rendendo il tutto a suo dire la peggiore esperienza della sua vita.
Nella scena in cui il personaggio di Angie (interpretata da Galyn Görg) viene uccisa da RoboCop 2 che le spezza il collo, l'attrice - potendo contare sulla sua esperienza come ballerina e le sue abilità di contorsionista - si offre di realizzare questa manovra da sola (i tempi della CGI sono ancora lontani). La scena risulta così convincente che la troupe in un primo momento pensa che l'attrice sia rimasta gravemente ferita nel realizzare questo.
Le riprese si concludono l'11 gennaio 1990.
RoboCop 2 viene distribuito nei cinema americani a partire dal 22 giugno 1990. A fronte di un budget di 25 milioni di dollari, la pellicola arriva infine a incassare sul territorio americano 45 milioni di dollari.
Pur non avendo questo sequel soddisfatto del tutto le aspettative, la Orion Pictures decide di mettere subito in produzione un ulteriore capitolo della saga di RoboCop, anche se stavolta Peter Weller non è della partita... ma questa è un'altra storia.

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